"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2023 Pagina 180 di 186

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale su Maria, Madre di Dio e Madre nostra

Cari amici,

in diversi messaggi la Madonna ha detto: «Sono vostra Madre e vi amo».

Dobbiamo sempre tenere ben presente queste parole, soprattutto all’inizio di un anno pieno di incognite come quello che è appena iniziato. Umanamente parlando – senza fare riferimenti a ciò che la Regina della pace ha rivelato sul futuro – si coglie una grande incertezza circa le sorti del futuro del mondo.

Il mondo è diventato un sistema instabile. In Europa dapprima a causa del Coronavirus poi della guerra, si è creata una situazione di panico e di considerazioni per quanto riguarda il futuro sempre più improntate all’incertezza. Oggi è tangibile la paura per un imminente conflitto mondiale che potrebbe degenerare nell’uso di armi atomiche.

Guardando alla cronaca quotidiana ci rendiamo conto di cosa intendesse la Madonna quando ha detto «Satana regna e vuole distruggere le vostre vite e il pianeta sul quale camminate» (25 marzo 2020). L’umanità è allo sbando! Siamo nelle mani di gente che non ci penserebbe due volte prima di far saltare per aria tutto pur di prevalere.

Per uscire fuori da questa situazione di angoscia e preoccupazione l’unica chiave è la fede. Fortunatamente, in questo tempo così travagliato in cui satana è libero dalle catene e scatena odio accecante, la Madonna è presente, ogni giorno il Cielo si apre e Lei scende sulla Terra a pregare per noi e per i nostri bisogni, con i suoi messaggi ci rassicura con la sua vicinanza e con la certezza dell’amore di Dio.

La Madonna è con ciascuno di noi in ogni istante della nostra vita ed è vicina all’umanità, è nostra Madre e ci ama. Questa è veramente la nostra speranza ed è l’unica speranza. Nella situazione in cui si trova il mondo, ovvero il balìa del principe di questo mondo. Satana è diventato il padrone del mondo entro quei limiti che la Madonna gli concede.

La Madonna ci rassicura che Dio ci ama e ha mandato Lei a salvarci. L’unica via d’uscita che abbiamo non è umana. Nessun uomo, nessun leader, nessuna potenza umana può salvare la situazione. L’unico vero Salvatore è Gesù Cristo, per mezzo di Maria, Madre Sua e Madre nostra.

L’umanità è sull’orlo dell’abisso e nessuno se ne rende conto! L’unica, la sola, la vera salvezza viene dal Cielo. L’umanità ha deciso per la morte spirituale, materiale, morale.

In questo quadro c’è una luce che gli accecati non vedono ma i credenti vedono chiaramente, questa luce è Maria! Con la Sua presenza materna la Madonna sta lentamente preparando la sua vittoria che è di carattere esistenziale, ovvero la conversione dei cuori. La Madonna è qui per cambiare il maggior numero di cuori possibili accogliendola come inviata di Dio per la nostra salvezza.

Accogliamo il suo appello alla conversione, alla preghiera, alla rinuncia e alla pratica della vita cristiana osservando i Comandamenti, ritornando al Dio dell’amore e della pace. La Madonna è qui per questo e realizzerà il Suo piano di salvezza grazie alla risposta degli Apostoli del suo amore. La nostra vita, nel quotidiano, sia totalmente aperta a collaborare a questo piano di salvezza. I Segreti certamente accadranno, ma il numero di anime che si salvano o si perdono dipende dalla nostra preghiera. La posta in gioco è la salvezza delle anime quindi dall’intensità della risposta di chi ha avuto la grazia della chiamata e dall’accoglienza di questa Madre nella nostra vita personale e della Chiesa, dipende il numero delle anime salvate.

L’Amore trionferà!

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

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Sono poche  le  anime preparate  per i tempi che incombono

Carissimo Padre  Livio,

ho seguito sul  suo Blog la  bella sequenza  di  meditazioni dedicata agli Apostoli di Maria che, secondo le intenzioni della Madonna, saranno le  sue schiere di luce nel tempo dei segreti.

Lei che segue Medjugorje da così tanto tempo che  cosa  pensa  riguardo  alla  nostra  preparazione spirituale?  Parlo non tanto di numero, quanto di intensità di vita  interiore?

Non le  sembra che siamo un po’ come gli apostoli durante  l’ultima cena in tutt’altre faccende  affaccendati?

Concetta di  Vibo Valenzia

Cara Concetta,

alla  tua  domanda ha già  risposto al Madonna nel suo messaggio profetico del 25 Luglio 1919, col quale ha anticipato il tempo delle prove: “Figlioli, verranno le prove e voi non sarete forti ed il peccato regnerà,  ma se siete miei, vincerete perché il vostro rifugio sarà il Cuore di mio Figlio Gesù”.

Temo che siano poche le  anime  preparate  per  la  grande  battaglia  della  fede  e  della  testimonianza  che,  c’è da esserne sicuri,  potrà richiedere  anche  il martirio.

La fortezza in Cristo non si  improvvisa,  ma richiede  la fatica quotidiana della  preghiera e della  rinuncia.

Come spesso accade, quando Dio visita  il suo popolo con le  prove,  solo pochi le  affrontano a  viso  aperto.

La Madonna  è   stata  molto  chiara:  Vincono quelli che sono suoi e non quelli  che sono del mondo.

Ave Maria

Padre  Livio

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟    

Lo stato della Chiesa e la sua purificazione

Ave Maria Padre Livio,

La seguo con affetto e con stima. Sono un aspirante piccolo figlio della Divina Volontà. Le volevo sottoporre un brano di Luisa Piccarreta, commentato in fondo da uno dei massimi esperti e conoscitori degli scritti sulla Divina Volontà di Luisa Piccarreta, Don Pablo Martin Sanguiau. Il titolo del brano è il seguente:  

Lo stato tristissimo di degrado in cui giace la Chiesa finirà in una terribile purificazione nel sangue; dopo spunterà il suo più grande trionfo e la pace:

Luisa Piccarreta racconta:
Trovandomi nel solito mio stato, mi son trovata fuori di me stessa, dentro di una chiesa dove c’era un sacerdote che celebrava il divin Sacrificio, e mentre ciò faceva piangeva amaramente e diceva: “La colonna della mia Chiesa non ha dove poggiarsi!”

Nell’atto che ciò diceva ho visto una colonna, la cui cima toccava il cielo, e al disotto di questa colonna stavano sacerdoti, vescovi, cardinali e tutte le altre dignità che sostenevano la detta colonna; ma, con mia sorpresa, ho fatto per guardare e ho visto che di queste persone, chi era molto debole, chi mezzo marcito, chi infermo, chi pieno di fango; scarsissimo era il numero di quelli che si trovavano in stato di sostenerla, sicché questa povera colonna, per le tante scosse che riceveva al disotto, tentennava senza potere stare ferma. Al disopra di detta colonna c’era il Santo Padre, che con catene d’oro e coi raggi che mandava da tutta la sua persona, faceva quanto più poteva per sostenerla, per incatenare ed illuminare le persone che dimoravano al disotto, benché qualcuna sfuggisse per avere più agio a marcire e ad infangarsi, e non solo, ma per legare ed illuminare tutto il mondo.

Mentre ciò vedevo, quel sacerdote che celebrava la Messa (sto in dubbio se fosse un sacerdote oppure Nostro Signore, ma dal parlare era Gesù; non so dire di certo), mi ha chiamata vicino a sé e mi ha detto: “Figlia mia, vedi in che stato lacrimevole si trova la mia Chiesa: quelle stesse persone che dovevano sostenerla, vengono meno e con le loro opere l’abbattono, la percuotono e giungono a denigrarla. L’unico rimedio è che faccia versare tanto sangue, da formare un bagno per poter lavare quel marcioso fango e sanare le loro piaghe profonde, affinché sanate, rafforzate, abbellite in quel sangue, possano essere strumenti abili a mantenerla stabile e ferma”.

Poi ha soggiunto: “Io ti ho chiamato per dirti: vuoi tu essere vittima e così essere come un puntello per sostenere questa colonna in tempi così incorreggibili?”

Io in principio mi son sentita correre un brivido per timore di non avere la forza, ma poi subito mi sono offerta ed ho pronunziato il “Fiat”. (…)

Dopo ciò, ho visto la sanguinosa strage che si faceva di quelle persone che stavano al disotto della colonna. Che orribile catastrofe! Scarsissimo era il numero che non rimaneva vittima! Giungevano a tale ardimento, che tentavano d’uccidere il Santo Padre. Ma poi pareva che quel sangue sparso, quelle sanguinose vittime straziate erano mezzi per rendere forti quelli che rimanevano, in modo da sostenere la colonna, senza farla più tentennare. Oh, che felici giorni! Dopo ciò spuntavano giorni di trionfo e di pace; la faccia della terra pareva rinnovata, la detta colonna acquistava il suo primitivo lustro e splendore. O giorni felici, da lungi io vi saluto, che tanta gloria darete alla mia Chiesa e tanto onore a quel Dio che ne è il Capo! (Vol. 3°, 01.11.1899)

Vale la pena notare, come conferma, che questo capitolo risulta identico nella sostanza e in molte frasi a un altro della Serva di Dio Teresa Musco (stigmatizzata di Caserta, figlia spirituale di San Pio da Pietrelcina, morta il 19 Agosto 1976 all’età di 33 anni, della quale è in corso la Causa di Beatificazione). Sorprendente è la coincidenza, non solo del contenuto e persino di molte frasi, ma anche di date: Luisa Piccarreta scrisse il 1° Novembre 1899 e Teresa Musco il 1° Novembre 1952, cioè, 53 anni esatti dopo. È impensabile, logicamente, che Teresa, una bambina ignorante di 8 anni, abbia potuto conoscere gli scritti di Luisa Piccarreta, dei quali quel poco che il suo Confessore aveva pubblicato nel 1930 (“Alba che sorge”) era stato ritirato e vietato dall’Autorità della Chiesa nel 1938. Questo è il testo, tratto dalla biografia scritta dal P. Antonio Gallo: “La Chiesa è la grande colonna che tocca il Cielo, ma continuamente scossa dalle tempeste”.
“Trovandomi in chiesa mi sento trasportata fuori di me stessa e mi trovo davanti un sacerdote che stava celebrando il Divino Sacrificio. E mentre celebrava ripeteva queste parole: ‘la mia colonna della Chiesa non ha dove appoggiarsi’. Mentre ripeteva le parole, ho visto la colonna la cui cima toccava il cielo, ma tanti erano gli scontri che riceveva, che questa colonna non riusciva a star ferma, barcollava di qua e di là. Sulla cima della colonna vi era il Santo Padre, che con catena d’oro era sorretto, perché barcollava. Il sacerdote ha aggiunto: ‘Io ti ho chiamata per dirti: vuoi tu essere la vittima per essere un piccolissimo sostegno per questa colonna in tempi così incorreggibili?’ Dapprima molti brividi lungo il corpo, ma poi subito ho detto: ‘Sia fatta la tua volontà’, ripetendo il Fiat. Angeli e santi con anime purganti mi hanno circondata, tormentandomi con flagelli e tanti altri strumenti, e da prima il grande timore, ma poi, quanto più soffrivo, più veniva il desiderio di soffrire. Gustavo il soffrire come un dolcissimo nettare” [pag. 54] [1° Novembre 1952, “Diario”, pag. 1175-1176] [Cfr. Il libro del P. Roschini, “Teresa Musco”, pag. 82].–

Ave Maria FIAT

Massimo 

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

APOSTOLI DI MARIA

41. Da schiavo del  maligno divieni figlio di Dio

Caro amico,

man  mano che vai avanti nel cammino di conversione, ti renderai conto che si tratta di un processo di liberazione che tocca  nel  profondo la tua condizione esistenziale. Ora ti rendi conto che il peccato ne quale vivevi era una forma di schiavitù soffocante che ti  impediva di  deciderti per  il  bene.

Il  male  si era  impadronito della tua mente offuscandola con  la  menzogna ,  mentre  i vizi della carne e  la  superbia dello spirito ti avvolgevano  nelle loro spirali ogni giorno di più, fino a dirigere la tua vita a loro piacimento. Satana ti teneva incatenato senza che tu non te ne accorgessi.

Eppure ti illudevi di essere libero, perché  il  mondo intende  la  libertà,  non come una  capacità  di fare  il  bene,  ma  come una  illusoria predisposizione a fare ciò che si vuole, a prescindere  dall’ordine morale. Ora  per  te  è  giunto  il  momento  di tagliare i legami della  schiavitù  e la tua decisione sarà necessariamente dolorosa.

La rinuncia al peccato è il momento decisivo nel cammino di conversione. Proseguendo potrai ancora cadere e sperimentare quanto l’uomo sia debole. Non devi meravigliarti. Considera che i progenitori hanno voltato le spalle a Dio, tradendone l’amicizia, quando erano rivestiti di sapienza e di grazia.

In loro non vi era la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita che noi, loro discendenti, abbiamo ricevuto in eredità. La loro condizione esistenziale era di perfetta santità e di profonda amicizia con il Creatore.

Eppure hanno seguito satana, invece di restare fedeli a Dio, e  hanno disprezzato i suoi doni, illudendosi persino di diventare come lui. Ti rendi conto quanto l’uomo sia una canna sbattuta dal vento, incapace di restare saldo nella grazia della fede.

 Satana lo sa e lo circuisce offrendo sempre la medesima esca. Se qualcuno resiste, come il Figlio di Dio nel deserto, sta in agguato, cercando uno spiraglio per insinuarsi e colpire.

Non devi dunque meravigliarti della tua debolezza e della lotta estenuante che hai dovuto sostenere per liberarti della sua soffocante schiavitù. Tuttavia, ora che hai fatto arretrare il nemico con l’arma della rinuncia, non sentirti al sicuro.

Sei come un uccello che è sfuggito al laccio del cacciatore. La prossima trappola sarà ancora più studiata e più sottile. Satana è un angelo decaduto e della natura angelica conserva il dono naturale dell’intelligenza, che egli mette al servizio della sua malizia.

Ora che l’hai cacciato dal cuore e l’ha umiliato, medita la vendetta. Per resistere ai suoi assalti, che saranno ancora più numerosi e più violenti, devi aggrapparti alla croce di Cristo. Se la terrai ben stretta la tua conversione sarà al sicuro.

E’ giunto il momento, caro amico, di mettere a fuoco, senza formule diplomatiche, la condizione dell’uomo durante il suo pellegrinaggio nel tempo. L’uomo è una creatura che è stata plasmata ad immagine del Creatore per essere abitata da lui.

La malefica serpe ha ottenuto con l’inganno che l’uomo desse sfratto a Dio, per  prendere il suo posto. Il cuore umano è abitato da Dio o da satana. Non esiste qualcuno che si trovi in una situazione di neutralità. O sei figlio di Dio o sei figlio del maligno.

O accogli la divina paternità, o scegli quella del menzognero. E’ Gesù stesso che pone questo aut – aut  e che ti mette davanti a una drammatica alternativa.

Quando tu ti credevi emancipato perché avevi eliminato Dio dall’orizzonte della tua vita, in realtà eri sotto l’influsso del maligno, anche se non ne eri consapevole. Pensa al caso di Giuda. Nel momento in cui esce dal cenacolo per tradire Gesù, satana entra in lui.

Nonostante la grazia del risveglio della coscienza,  la sua mancata adesione a Cristo, lo porta laddove il perfido ingannatore voleva che andasse. Se avesse avuto il coraggio di correre ai piedi della croce a invocare il perdono, ora potremmo invocare Giuda come il patrono di tutti i traditori convertiti.

Gli sono cadute le squame dagli occhi. Ha visto l’abisso orrendo in cui era caduto, ma non si è aggrappato a Cristo, l’unico che poteva salvarlo dalla ferocia dell’avversario.

Anche per te è giunto il momento di fare la scelta radicale, che decide della tua vita nel tempo e nell’eternità. Nel momento stesso in cui gridi in faccia a satana “Rinuncio”, devi abbracciare Cristo con tutte le tue forze. Ti sei liberato da una schiavitù, ma per restare nella libertà devi vivere un’appartenenza.

Il “no” al maligno è saldo e inattaccabile se è seguito dal tuo “sì” incondizionato a Cristo. Con queste decisione divieni suo per sempre. Non vi è altra appartenenza concessa all’uomo se non quella di Cristo. Infatti sei stato creato per mezzo di lui e in vista di lui.

 Non puoi essere padrone di te stesso, perché la tua vita ti è stata data. Hai voluto appropriartene, ma era un furto. Ora devi restituirla a colui che l’ha progettata fin dall’eternità e desidera portarla a compimento come un dono immenso di amore.

Considera, caro amico, chi colui dal quale ti sei liberato e chi è colui al quale hai aperto la porta del cuore. Richiamalo alla memoria ogni volta che la via stretta e erta della salvezza ti fa guardare indietro. Guarda bene in faccia chi è colui che ti ha creato e redento e chi è colui che ti ha sedotto.

Satana è il tuo nemico giurato. Ti vuole rubare a Dio, per trascinarti con sé nel suo regno di tenebra e di morte.  E’ mosso dall’odio verso il Creatore e dall’invidia verso di te. Si presenta ai tuoi occhi come un benefattore, offrendoti felicità fasulle, con le quali ti irretisce e ti tiene in schiavitù.

Lui ti paga con ciò che ha di suo: la malvagità, la menzogna e la disperazione eterna. Da lui non puoi ricevere nessun bene, ma solo del male. Come potresti ascoltarlo e seguirlo? Come potresti servirlo? Chiedi a Dio la grazia di vederlo sempre col suo orribile volto. Risuoni sempre nel tuo cuore il comando di Gesù: “Vattene, satana” ( Mt 4, 10).

Considera invece chi è colui che hai deciso di ascoltare e di seguire. E’ il tuo Creatore, che ti ha tratto dal nulla con infinito amore, creandoti a sua immagine e somiglianza e predestinandoti alla partecipazione della vita divina, nella gloria e nella gioia della Santissima Trinità.

E ’ il tuo Salvatore, che si è fatto uomo e che ha portato sulle sue spalle i tuoi peccati, espiandoli sul legno della croce al tuo posto e per la tua salvezza. E’ lui che è venuto a cercarti quando ti sei perso. E’ lui che ha bussato alla porta del tuo cuore. E’ lui che ti ha illuminato, ti ha chiamato, ti ha scosso e ti ha liberato dalla potenza del male. E’ lui, l’unico che ti ama di un amore senza limiti e senza condizioni.

E’ giunto per te il momento di guardare alla croce, se vuoi sapere di chi puoi fidarti e a chi devi affidarti. E’ guardando alla croce che scopri di essere infinitamente amato. E’ dalla croce che ti giunge il perdono dei peccati e la grazia della vita eterna. E’ dal cuore trafitto di Cristo che sgorga un fiume inesauribile capace di placare la tua sete di infinito.

 Renditi conto, caro amico, che cosa significa per te, l’aver cacciato satana dal tuo cuore e l’aver aperto la porta a Cristo. Hai forse perso qualcosa? Temi di aver fatto un cattivo affare? Il seduttore approfitterà della prima occasione per insinuarlo.

Ma se stai aggrappato ai piedi di Cristo crocifisso fino alla fine, toccherai con mano quanto le sue parole siano vere, quanto la sua grazia sia benefica, quanto la sua salvezza sia reale. Hai trovato la perla preziosa e il tesoro nascosto. Hai incontrato la fonte inesauribile della felicità.

 Non permettere che una grazia così grande ti possa venire rubata.  Cristo non ti abbandonerà mai, se tu ti tieni stretto ai suoi piedi inchiodati al duro legno della croce. Sappi che la  potenza del  male non  è  mai superiore  alle  nostre forze e Dio  concede sempre la sua grazia agli umili di cuore.

Vostro Padre Livio

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA

Pensiero Spirituale sulla centralità dell’Eucarestia

Cari amici,

leggendo uno studio sulla crisi della fede in cui si sottolinea che la pratica sacramentale viene molto trascurata ma allo stesso tempo è aumentata la consapevolezza della fede, mi sono reso conto del perché la Regina della pace in diverse occasioni ha richiamato alla centralità dell’Eucarestia.

La centralità dell’Eucarestia è una caratteristica tipica della Parrocchia che la Madonna ha deciso di guidare, ovvero la Parrocchia di Medjugorje. Fin dall’inizio, la Regina della pace ha messo al centro delle attività della parrocchia di Medjugorje proprio la Santa Messa.

La Celebrazione Eucaristica più importante a Medjugorje è quella della sera, preceduta dalla recita di due Rosari e conclusa con il terzo Rosario. Negli anni delle incursioni da parte della Polizia (parlo dei primissimi tempi delle apparizioni) i ragazzi sono stati costretti una sera a scappare dal luogo delle apparizioni proprio per sfuggire ai poliziotti e si sono rifugiati proprio in chiesa. Pochi istanti prima, padre Jozo, che era in chiesa, ha sentito una vece raccomandargli: «proteggi i ragazzi». Ha deciso allora di farli entrare e da quel momento hanno avuto le apparizioni in chiesa, luogo sicuro e protetto. Di lì a poco la gente ha iniziato a recarsi proprio in chiesa per assistere alle apparizioni ed è così che la Madonna ha messo proprio al centro di quella parrocchia la pratica Eucaristica, accompagnata alla preghiera del Rosario.

A Medjugorje questa celebrazione serale è diventata quindi la Messa centrale della giornata, è molto frequentata, moltissimi sacerdoti concelebrano quotidianamente.

Ricordo la mia prima volta a Medjugorje, era marzo del 1985. Dopo un lungo viaggio in auto sono arrivato in serata e sono andato subito in chiesa, era pienissima non di pellegrini, ma di parrocchiani. Era un giorno feriale, era inverno e ai tempi i pellegrinaggi non era certamente come oggi. La chiesa era piena di gente del posto. In quell’occasione la Madonna ringraziò quanti avevano partecipato alla Santa Messa nonostante il cattivo tempo, la pioggia e le distanze da dover percorrere a piedi per arrivarci.

A Medjugorje il cuore della vita della Parrocchia non è l’apparizione, è l’Eucarestia.

Fatte queste premesse, mi stride allora dover concludere (secondo lo studio sopra menzionato) che al giorno d’oggi la fede personale sia molto coltivata e le chiese vuote non siano un problema di cui tenere conto, proprio perché tanto la gente prega individualmente…

La fede è una grazia che si ottiene da Dio e con le nostre disposizioni ad accoglierla. Essa poi ci porta ai Sacramenti. Non c’è dubbio che la nostra fede rischia di essere intellettualistica, limitata a un nostro lavorio interiore. Senza Eucarestia che fede è?

Senza la pratica Eucaristica, senza i Sacramenti, senza partecipazione viva e attiva alla Chiesa, la fede si riduce a una mera pratica personale. La Madonna ci richiama proprio a questo, a rimettere al centro Gesù Eucarestia.

Gesù stesso ha detto:

«Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui.
Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono.
Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
(Gv, 6)

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

“L’INVIDIA – IL MORSO DEL DIAVOLO” – Puntata 33

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

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🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

P. Slavko in un ristorante di Linz parla di Medjugorje al Card Ratzinger che ascolta attentamente

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