"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2023 Pagina 178 di 186

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla preghiera cristiana

Cari amici,

il tempo che stiamo vivendo mette alla prova la fede perché Dio è stato eclissato dalle menti e dai cuori degli uomini per cui tanta gente sceglie di vivere come se Dio non ci fosse. Questa ideologia oramai si è affermata in questi ultimi decenni. La fede è vista come una condizione di immaturità mentale.

In una società chiusa nel proprio io collettivo e personale, la preghiera cristiana è la testimonianza più efficace. La preghiera cristiana è una preghiera semplice dei figli col Padre. Noi figli ci rivolgiamo per mezzo di Gesù al Padre. Il cristianesimo è una religione filiale.

La preghiera cristiana, come preghiera filiale cioè attraverso Gesù, si rivolge al Padre per lodarlo, ringraziarlo.

Pregare personalmente, in famiglia e in chiesa è la più efficace testimonianza che diamo al mondo che Dio esiste. Viviamo in un mondo che ha offuscato Dio, pertanto la preghiera testimonia che c’è un tu divino, oltre l’io umano. La preghiera è una risposta a un tu interiore che ci chiama a trascendere noi stessi.

La gente che prega testimonia che Dio esiste.

La preghiera cristiana, semplice, filiale è la risposta all’interrogativo sull’esistenza di Dio. La Chiesa ci ha insegnato bellissime preghiere semplici, parole d’amore e di dialogo con Dio.

Iniziare e concludere la giornata con le bellissime parole del Ti Adoro, affidarsi a Dio con la preghiera del Padre Nostro, è una testimonianza semplice, alla portata di tutti e veramente efficace dell’esistenza di Dio.

Dobbiamo riscoprire la preghiera semplice personale, in famiglia e in chiesa. Le chiese sono semivuote perché la gente ormai ha voluto sostituire la preghiera comunitaria e la Celebrazione Eucaristica con la preghiera personale domestica. Ma non si può! La Celebrazione Eucaristica in chiesa è insostituibile. Ovviamente fanno eccezione coloro che in chiesa non possono andare per motivi di salute o per cause di forza maggiore. Ma i cristiani devono tornare a riempire le chiese, a vivere nella comunità parrocchiale, a riaccendere il fuoco del cristianesimo fervente, vivo! Ritorniamo alla preghiera liturgica e sacramentale, è la fonte della grazia!

Non si può far consistere la vita cristiana ascoltando la Santa Messa attraverso i mass media. L’Eucarestia deve essere vissuta, partecipata! Bisogna andare a Messa, ricevere i Sacramenti e inginocchiarsi davanti a Gesù Eucarestia, vivo e presente in mezzo a noi.

La preghiera cristiana vera, personale, familiare ed ecclesiale oggi è fondamentale per testimoniare che Dio esiste, che Cristo è vivo oggi nella Chiesa e nel cuore delle persone in un mondo che nega Dio, lo ha sfrattato.

Per prepararci al tempo delle prove dobbiamo prepararci con la preghiera cristiana.

Nel sito di Radio Maria sono raccolte tutte le preghiere del buon cristiano (https://radiomaria.it/preghiere/) , talvolta dimenticate ma che andrebbero riscoperte e apprezzate. Apriamo la giornata pregando e chiudiamola facendo lo stesso. Recitiamo il Santo Rosario in famiglia e partecipiamo alla Celebrazione Eucaristica. La vera testimonianza inizia da qui.

La Madonna stessa ci invita a tornare a Dio e alla preghiera. Se saremo suoi vinceremo.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟    

Il 25 Marzo  prossimo potrebbe  essere  reso noto il  primo segreto?

Carissimo Padre  Livio,

ho notato che   gli organizzatori dei pellegrinaggi  a Medjugorje già lavorano per realizzare  un grande afflusso in occasione della  apparizione annuale della Madonna a  Mirjana il 18 Marzo. 

Come  già avvenuto negli anni precedenti, qualcuno ipotizza che il 25  Marzo successivo, giorno dell’Annunciazione, possa  essere reso pubblico il primo segreto.

In teoria la cosa è possibile,  ma  lei che ne  pensa? E’ sempre del  parere  che è  ancora  presto?

Grazie  caro  Padre  per  la sua  pazienza  e  la  sua dedizione quotidiana.

Ave  Maria

Luigi  da Gallarate

Caro  Luigi,

Creare  attese che non si realizzano potrà incrementare  i  pellegrinaggi ma  non  una  preparazione seria al  momento dei segreti che, come spesso avviene  nelle  cose di Dio, coglie di sorpresa non  tanto chi prega, quanto  chi è  mosso  dalla vana curiosità. 

I veggenti conoscono la data dei segreti e questo significa che tutto  è  già fissato nel  piano di Dio.

 Non sarà  la nostra  impazienza ad accelerare  i tempi.

Piuttosto approfittiamo del tempo che ancora  ci è concesso per fortificarci nella fede

 e per pregare  per  i  non credenti,  perché per  loro il tempo dei segreti sarà terribile.

Ave  Maria

Padre Livio

📖TESTI E DOCUMENTI 📑  

Nella grotta di Biagio, il missionario dei poveri che viveva da eremita: “Ecco dove digiunava per la pace, sulla montagna davanti Palermo”

di Salvo Palazzolo-  La Repubblica –  16 Gennaio 2023

Franco Mazzola, il fondatore dell’Oasi della speranza, apre per la prima volta a un giornalista l’eremo del missionario laico morto il 12 gennaio. “Qui, su monte Grifone, è rimasto per nove mesi fra il 2021 e il 2022, prima di scoprire la malattia”

Nella grotta c’è ancora il giaciglio di cartone dove dormiva. E poi il suo rosario, una penna di Radio Maria con cui scriveva tante lettere e l’immaginetta del santo Massimiliano Kolbe, il francescano polacco che ad Auschwitz si offrì di prendere il posto di un padre di famiglia destinato al bunker dove i prigionieri non potevano né mangiare né bere.

Fratello Biagio si nutriva solo di pane, di acqua e della parola di Dio”, racconta Franco Mazzola, l’animatore di un angolo di quiete sul fianco di monte Grifone, “L’Oasi della Speranza” si chiama, una chiesetta che guarda la città e Montepellegrino, la montagna della patrona Rosalia: “Poco più sopra c’è la grotta di Biagio – ci racconta – vieni, te la mostro”.

Ecco dove fratello Biagio si rifugiava in gran segreto. Per digiunare e pregare. Qui, ha vissuto il suo ultimo ritiro spirituale, prima che gli venisse diagnosticata la malattia: “In questa grotta è rimasto quasi nove mesi, dal 10 luglio 2021 al 26 marzo 2022 – spiega Franco – nell’ultimo periodo, che era l’inizio della quaresima, aveva rinunciato anche al pane, e si nutriva solo con l’eucaristia

 L’Oasi della speranza e la grotta di fratello Biagio sono a cinque minuti dal caos di viale Regione Siciliana. Poco dopo lo svincolo di Bonagia, bisogna seguire via Nicolò Azoti, che scorre accanto alla circonvallazione, per poi girare in via Belmonte Chiavelli, che porta sulla montagna. Proprio all’inizio della Salita Mezzagno c’è l’Oasi: “Questa chiesetta l’ho costruita nel 1991, dopo la morte di mia moglie, che era incinta del nostro terzo figlio – racconta Franco Mazzola – qui un tempo, venivano a drogarsi, o a smontare auto rubate.

Un anno dopo, l’allora cardinale Salvatore Pappalardo mi invitò a conoscere fratello Biagio, che allora operava alla stazione centrale. Da allora è nato un legame intenso. All’Oasi Biagio ha dismesso gli abiti civili e ha indossato il saio, era il 5 maggio 1993″. Qualche tempo dopo, il missionario laico scoprì quella grotta, a poca distanza c’è il monastero di Santa Maria di Gesù, dove visse l’altro patrono di Palermo, San Benedetto il moro. “Quella grotta è diventata il suo luogo di raccoglimento – spiega Franco – dove pregava per le sofferenze del mondo.

Per arrivare alla grotta di fratello Biagio bisogna camminare per un viottolo che si inerpica sulla montagna. E poi salire ancora venti gradini scavati nella terra. “E’ il percorso che tante persone in difficoltà hanno fatto per venire a trovare una parola di conforto. E quando scendevano dalla grotta ho visto il loro sguardo che era cambiato, più sereno”. I racconti di Franco – fratello Franco come lo chiamano – toccano il cuore.

Biagio si fidava ciecamente di lui, c’è un video in cui annunciava in chiesa, prima di tornare in città: “Maria mi ha detto tante parole quassù, che poi Franco un giorno vi dirà”. Oggi, fratello Franco si limita a dire: “Nella sua grotta, Biagio aveva vissuto un’intensa esperienza di preghiera e di dialogo con la Madonna, a cui era devotissimo. Prima di andare via, aveva voluto realizzare anche una piccola grotta vicino la chiesa, proprio per ospitare la statua di Maria”.

Adesso, i volontari dell’Oasi, hanno sistemato una grande foto di Biagio Conte all’ingresso della chiesa. Ognuno di loro conserva un ricordo, un racconto del missionario che veniva a pregare e a digiunare sulla montagna. “Mia moglie gli preparava il pane”, sussurra Michele. Calogero, che abita accanto l’oasi, lo andava a trovare la sera, con un po’ d’acqua. “Gli avevamo portato anche una coperta – ricorda Matilde Gammino, che fa la neurologa a Villa Sofia – ma non la volle”.

Dice ancora fratello Franco: “Lui faceva penitenza e pregava per la pace nel mondo, per la giustizia, per i poveri. E aveva sempre davanti Palermo, città martoriata la chiamava. Ma invitava a non perdere mai la speranza”.

Questo è davvero un angolo di quiete. Franco ricorda che la sera del 27 maggio 1993 all’Oasi arrivò don Pino Puglisi con alcuni ragazzi di Brancaccio: “Mi disse: “Restiamo qui tutta la notte, per vedere l’alba sulla città”. Davanti alla grotta, il tempo sembra fermarsi. E i racconti di fratello Franco sembrano riportare Biagio qui. “Con il suo sorriso grande, anche quando faceva tanto freddo e lui stava a piedi scalzi. Quando poi iniziavamo a dire il santo rosario, arrivavano gli uccellini ad allietarci con i loro cinguettii”.

Qui, davanti alla grotta di fratello Biagio, si comprende perché questo uomo ha parlato a tutti. Ai credenti, ma anche ai non credenti; ai cristiani, ma anche ai musulmani. Ha parlato a tutti perché si era fatto davvero povero: in questa piccola grotta faceva anche fatica a distendersi, ed era difficile pure stare seduto. “In quei nove mesi ogni tanto aveva dei dolori pesanti – raccontano – ma pensavamo fossero dovuti al freddo intenso”. Invece, la malattia si era già fatto spazio in un corpo debilitato. “E lui non smetteva di pregare per Palermo, per tutti gli uomini.

 Ora, quella preghiera silenziosa è già un monito per la città: “”Occupatevi dei poveri”, ha continuato a ripetermi anche negli ultimi giorni”, sussurra Franco: “Un monito per i nostri governanti”. Adesso che è morto, nella grotta di fratello Biagio c’è invece in bella evidenza un bambinello Gesù appena nato. E una candela del battesimo. C’è anche un’immagine di Carlo Acutis, morto a quindici anni per una malattia fulminante: in ospedale, il giovane oggi beato disse alla madre che offriva le sue sofferenze alla Chiesa e che gli avrebbe dato molti segni della sua presenza. “Io sono sicuro che Biagio continuerà a indicarci la strada”, dice fratello Franco. E mentre lo dice guarda fra i cespugli: “Cos’è questo? E’ il bastone di Biagio. Lui non smetterà di sostenere Palermo con le sue preghiere”.

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟    

Testimonianze che non mi lasciamo troppo soddisfatto.

Carissimo P.Livio,

ho visto e ascoltato fra le varie testimonianze per la dipartita di Fratel Biagio qualcuno che pur nel cordoglio mi ha lasciato una strana amarezza. 

La questione è semplice, ci si rammarica della perdita, ma la speranza – virtù importante e fondamentale – è  stata posta  su quel che il frate laico ha fatto in terra: certo quello che ha fatto in questa vita è stato fondamentale, ma nel messaggio che ci ha lasciato è sfuggito un piccolo particolare, e cioè che Biagio ha raggiunto quella meta che tutti dovremmo raggiungere: Dio.

Insieme alla tristezza dovrebbe prender posto in noi una grande gioia, come quando viene accolta un’anima in seno a nostro Signore e in paradiso si gioisce per questo, invece ho sentito un’esponente importante della comunità cittadina lanciare questo messaggio : Fratel Biagio lascia un segno per i posteri, quello della sua opera terrena che lui ha fatto nascere, dove in essa, e per essa, vivrà in eterno come segno di quel che ha fatto.

Bene, anzi benissimo, ma non ho sentito dire una virgola su un altro fatterello, e cioè che l’anima di quest’uomo è più viva di prima, e non solo, che lo spirito Santo l’ha trasfigurata in presenza di Dio-Padre. Siamo talmente abituati a parlare e a sentire solo  in termini di cose terrene che abbiamo perso il senso trascendente del nostro stesso spirito a immagine e somiglianza di Lui, della verità evangelica che dice :

“Per mezzo mio, nella fede, vivrete per sempre in eterno” ,   ci congratuliamo con la bontà di questa bella anima, ma rimaniamo sterili di fronte alla vera realtà del nostro destino, che è quello di divenire nell’eternità della Grazia celeste. Noi, restiamo un po’ miserrimi nel non credere veramente fino in fondo che quel che resta di Biagio è lui vivo in Cristo, non dico che dovremmo festeggiare, ma poco ci manca, capisco il dolore, ma a che serve se è e rimane solo dolore se ho fede in Cristo?

Ma ci fidiamo veramente di Gesù? Quando la Madonna arriva e dice ” arriveranno le prove e voi non siete forti (pronti) ” credo che c’entri in parte anche con il contesto di quel che voglio dire in questa lettera.

Grazie per l’attenzione carissimo P.Livio,  e sempre Ave Maria 


Carissimo padre Livio,

Grazie ancora una volta per tutto quello che fai instancabilmente e con immutata motivazione, ti voglio veramente tanto bene, prego per te e nel mio piccolo continuo a sostenere la meravigliosa Radio Maria, miracolo d’Amore della Madonna.

Ho visto con piacere che nel tuo blog è presente un video dedicato a fratel Biagio Conte.
Non conoscevo questo grande discepolo di Cristo, visitando su internet la sua storia sono rimasto molto colpito dal suo meraviglioso e radicale esempio cristiano.
Probabilmente nei hai già parlato alla radio , ma pur ascoltandoti quasi tutti i giorni mi può essere sfuggito!.
Mi sono commosso molto sentendolo parlare, e leggendo gli scritti di Maria Valtorta ho notato molte similitudini fra il suo grande amore per il prossimo e quello di Gesù.
Pensavo che sarebbe molto bello che anche Radio Maria dedicasse alcuni spazi per far conoscere questo luminoso (quale aggettivo migliore per definire gli occhi di questo sant’uomo?) testimone della carità di Cristo ai nostri giorni, portatore di Cristiana Speranza in un mondo senza Dio, in un mondo che ha scelto la morte.

Queste sono le persone veramente GRANDI, non i vari MISERI idoli di vario genere (sportivi, artisti dello spettacolo, uomini di affari e di successo, imprenditori, politici, star ecc… ecc…) che noi spesso ridicolarmente “veneriamo”.

Ti ringrazio e ti abbraccio fraternamente

Giorgio

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

LA MIA VITA PER   LA  GOSPA

Cari amici,  per  due volte alla  settimana,  vi racconto sul Blog  la storia  delle apparizioni della Madonna   a  Medjugorje, così come io  l’ho  vissuta  dai primissimi anni fino ad  oggi.

Vostro  Padre  Livio


11. La Madonna piangeva versando lacrime  abbondanti

I pellegrini che salgono sul monte delle prime apparizioni, lungo il sentiero che parte dal centro di Bijakovici, accanto alla casa natale di Vicka, si imbatteranno in una croce di legno, piantata sulla loro destra,  a metà circa del percorso. Proprio in quel punto la Madonna ho dato il suo primo e fondamentale messaggio attraverso la veggente Marija.

Mi sono fatto accompagnare da Marija in quel luogo esatto, perché mi raccontasse quanto era avvenuto quel venerdì 26 Giugno 1981, terzo giorno delle apparizioni. Vorrei sottolineare il fatto che si tratta di un venerdì, per renderci conto che la Gospa non fa nulla a caso, ma cura le sue manifestazioni anche nei più piccoli particolari.

Noi però“ non ci facciamo caso”, come aveva già maternamente ammonito a La Salette. Quando la Madonna ha detto “Addio” e se n’è andata, i veggenti e la gente accorsa numerosa si è pian piano incamminata verso le case, scendendo lungo il pendio del monte.

 Marija, agile e veloce, aveva preceduto tutti, correndo giù rapidamente. All’improvviso, dove c’è un avvallamento chiamato Lokvetina, si è sentita come spostare verso sinistra e subito è apparsa la Madonna, a lei sola.

La Madonna era molto addolorata e piangeva versando lacrime abbondanti, che le scendevano lungo le gote e la veste e si perdevano nella nuvola grigia sulla quale era appoggiata. La Madonna teneva in una mano una grossa croce di legno color marrone scuro.

Marija mi ha confidato di essere stata fortemente traumatizzata al vedere la Madonna così sofferente, e faceva fatica a reggersi in piedi. Perché la Gospa piangeva in quel modo e che cosa fare per consolarla?  La veggente, che fino a quel momento era rimasta piuttosto defilata, assumeva all’improvviso un ruolo di rilievo.

La Regina della pace in quell’occasione ha dato fra le lacrime il messaggio centrale del cristianesimo, valido per in  modo particolare per l’uomo di oggi: “ Pace, pace, pace e solo pace” ha detto muovendo la croce. E dopo, sempre piangendo, ha ripetuto per ben due volte: “ La pace deve regnare tra Dio e l’uomo e tra gli uomini”.

La visione drammatica è densa di significati. Neppure la veggente Marija allora si è resa pienamente conto dell’importanza dell’evento, che costituisce una pietra miliare della storia delle apparizioni. Le parole e i simboli formano un tutt’uno e danno una straordinaria forza espressiva al messaggio celeste.

Il punto decisivo è senza dubbio l’invito a fare la pace con Dio, senza la quale non è possibile vivere in pace sulla terra. E’ lo stesso annuncio degli angeli nella notte di Natale ed è il saluto del Crocifisso, risorto dai morti, quando appare agli apostoli nel cenacolo.

 L’umanità fin dalle origini ha voltato le spalle al Creatore, inseguendo il sogno luciferino di una vita senza Dio. Precipitati nelle tenebre della menzogna e della morte, gli uomini hanno trasformato la terra in una immane macelleria. E’ su questo agghiacciante spettacolo che la Madre versa le sue lacrime copiose.

Oggi la situazione è particolarmente drammatica, perché per la prima volta l’uomo ha il potere di distruggere la terra e con essa l’intera opera della creazione e della redenzione. L’umanità è giunta  al bivio, evocato dal Beato Giovanni Paolo II. Ha la possibilità di trasformare il pianeta sul quale vive in un giardino o di ridurlo in un cumulo di rovine.

La riconciliazione dell’uomo con Dio è stata realizzata dalla croce, sulla quale Gesù Cristo ha offerto la sua vita al Padre per la salvezza del mondo. Deve far pensare la stretta connessione fra la Croce e il dono della pace nei messaggi di Medjugorje. E’ infatti grazie alla croce che l’umanità ha ottenuto il perdono dei peccati e la riconciliazione con Dio.

 La Madonna piange perché, nonostante il sacrificio del Figlio, al quale lei stessa ha partecipato, gli uomini persistono nel loro atteggiamento di ribellione e di disprezzo del  Creatore. Rifiutando di divenire figli di Dio, si trasformano in lupi gli uni verso gli altri.

La loro pretesa di costruire in un mondo nuovo senza Dio è foriera di disperazione e di morte. “Voi state creando un mondo nuovo senza Dio, solamente con le vostre forze; per questo siete infelici e non avete la gioia nel cuore” ( 25- 01-1997). “ Dio mi ha mandato a voi per amore, per aiutarvi a capire che senza di lui non c’è né futuro né gioia e che, soprattutto, non c’è salvezza eterna” ( 24-04-1997).

 Gli uomini di oggi, illudendosi di essere i padroni del mondo, pensano di avere tutto sotto controllo e di progettare un futuro felice, dove la salvezza sarà l’opera delle loro mani. Non si rendono conto che lo sfratto dato a Dio ha aperto la strada al piano di Satana di mettere se stesso al posto di Dio, distruggendo tutto ciò che vi è di bello e di buono ( 25 – 10 – 2008).

 Non si comprende l’urgenza del messaggio della pace se non si riflette sul pericolo reale di un mondo a rischio di autodistruzione, come più volte hanno ammonito gli ultimi Papi.

La Regina della pace mostra di avere fretta. Già nel terzo appuntamento con i ragazzi, il secondo per la veggente Marija, dà il messaggio principale, che è la chiave di comprensione della sua lunga permanenza fra di noi.

Tutti gli altri messaggi, la fede, la preghiera, la conversione, il digiuno, la penitenza sono soltanto mezzi per raggiungere la pace. Infatti, Gli uomini riconciliati con Dio e divenuti suoi figli, si riconoscono fratelli fra di loro e vivono nell’amore reciproco.

 Che cosa avrà pensato la gente, quando Marija, scendendo dal sentiero molto lentamente per la forte emozione che l’aveva quasi paralizzata, ha raccontato quanto era successo?

Era il 26 Giugno del 1981. Esattamente undici anni dopo, il 26 Giugno del 1992, il giorno dopo la festosa celebrazione del decimo anniversario delle apparizioni, quando il sole incominciava a tramontare e i pellegrini ritornavano alle loro case, dalle colline intorno a Mostar incominciarono a crepitare i cannoni dell’esercito serbo.

 Era l’inizio di una lunga e sanguinosa guerra fra le diverse etnie della ex Jugoslavia. Sono stati circa quattro anni di distruzione e di morte, che avrebbero potuto sfociare in un conflitto mondiale. Non era forse a Sarajevo che era scoccata la scintilla che aveva innescato la “grande guerra” del 1915-1918, con venti milioni di morti? Quale sarebbe stato lo scenario del mondo se la Regina della pace non fosse venuta a chiedere la preghiera e il digiuno, per fermare il piano omicida di Satana che “vuole l’odio e vuole la guerra”?

Mi sono chiesto perché la Gospa abbia voluto dare il messaggio fondamentale della sua presenza a Medjugorje attraverso la veggente Marija, in una apparizione riservata a lei sola. Perché non lo ha dato poco prima, sul Podbordo, quando erano presenti tutti e sei i veggenti? La testimonianza non sarebbe stata più credibile ed efficace?

Le nostre considerazioni volano sempre a bassa quota e raramente riescono a cogliere le prospettive celesti. La Madonna fin dall’inizio ha dimostrato di disporre dei veggenti a piacimento, con la sapienza materna che la caratterizza.

Si è fatta riconoscere da Ivanka, si è lasciata aspergere con l’acqua benedetta da Vicka, ha rivelato il suo nome a Mirjana. Non c’è dubbio che l’aver scelto Marija per dare il suo primo messaggio al mondo ha un significato rilevante.

Infatti sarà Marija la veggente che la Madonna sceglierà il 1° Marzo 1984 per dare messaggi regolari alla parrocchia e al mondo, prima ogni giovedì e poi, dal Gennaio 1987, ogni 25 del mese. Attraverso di lei la Madre del Verbo ha iniziato un’opera di evangelizzazione capillare che non ha precedenti nella storia della Chiesa.

 Chi poteva immaginare che quella ragazza timida sarebbe divenuta lo strumento col quale il Vangelo, interpretato e insegnato da Maria, si sarebbe diffuso fino agli estremi confini della terra, nutrendo moltitudini affamate di parole di vita eterna?

Marija mi ha detto che, non appena arrivata alle case dove si stava radunando la gente, lei, che per timidezza non osava parlare in pubblico, ha preso forza e coraggio e ha proclamato senza paura il messaggio della pace. Non si dimenticano facilmente le lacrime della Madonna. Segnano la vita.

Vicka mi ha confidato che a lei il dispiacere di vedere la Madonna in lacrime è stato sempre risparmiato. Però ha aggiunto che la Madonna, anche quando sorride, nasconde un velo di tristezza a causa dei suoi figli che si perdono nel peccato.

✨🟢LIVE🟢DALLA NOSTRA CAPPELLA ⭐️P.LIVIO COMMENTA IL VANGELO FESTVO

FRATEL BIAGIO: L’ANGELO DEI POVERI 

BUONA DOMENICA

SECONDA  DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Cari amici di Radio Maria Buona Domenica!

Entriamo nel giorno del Signore  con la gioia nel cuore e col desiderio di partecipare alla Santa Messa nella quale Gesù  rinnova il Sacrificio della Croce e ci nutre con la sua Parola e con il  Pane di vita eterna.

Vi siete resi conto anche  voi quanto si sia rarefatta la partecipazione  alla Santa Messa da parte delle persone che si dicono cattoliche e credenti ma  non ritengono necessario “andare in  Chiesa”.

Sono posizioni di comodo ingiustificabili nella prospettiva della fede, perché  finiscono  per  portare ad  un ateismo di fondo e a una visione della vita dove Dio non è più  presente.

Non per nulla la Regina della Pace ha incominciato il suo rinnovamento della Chiesa incominciando dalla  partecipazione quotidiana  alla Santa Messa.

Allo stesso modo noi dobbiamo  rivitalizzare la nostra fede stanca e sbiadita con la partecipazione attiva alla Santa Messa domenicale  e, se necessario,  metterci nella condizione di poter fare la Comunione  mediante  la Confessione.

Le Parrocchie dove i Sacerdoti mettono al  centro L’Eucaristia,  i Sacramenti e la Parola di Dio sono  le più  partecipate e  le più fiorenti di vocazioni.

Si avvicina inesorabile il tempo delle prove, ma le  anime rimangono assopite  nel sonno della  morte.

Nel vangelo di oggi Giovanni  il Battista ci dà  la  sua  coraggiosa e ferma  testimonianza di  fede,  che  è il cuore del Cristianesimo,  proclamando che Gesù, sul quale è sceso lo Spirito Santo  è il Figlio di Dio.

Vostro Padre Livio


Vangelo Gv 1,29-34

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».

Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

Parola del Signore

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