"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Novembre 2023 Pagina 3 di 16

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

W la splendida Radio Maria

Caro P. Livio,

ho ascoltato in una delle “Letture cristiane della cronaca e della Storia”, alcune sue considerazioni su Buddhismo e Induismo.

Mi sono sembrate molto pertinenti e azzeccate, benché personalmente pensi che sarebbe bello e auspicabile che andassimo tutti oltre la propria appartenenza religiosa senza farne un elemento di divisione.

Pertanto La ringrazio molto.

Certamente l’ Induismo può contare su tassi demografici che noi non ci sogniamo nemmeno, a parte forse alcune zone dell’Africa…

Forse dovremmo prendere buon esempio dagli Ebrei che pur in minoranza, davvero un piccolo gregge, sono stati e sono capaci di rimanere un popolo unito e coeso, vuoi per la necessità di sopravvivere o anche per una bella fierezza delle proprie tradizioni.

La ringrazio ancora molto e sempre W la splendida Radio Maria che ha fatto fa e farà ancora tanto bene.

Gian Luca  

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Gli apostoli di Maria sono in sintonia con la Madonna.

Buongiorno Padre Livio, che bello il nuovo messaggio della Madonna! È pieno di gioia e di speranza!

In questi ultimi giorni ero un po’ giù di morale al pensiero di essere una serva inutile, perché, pur desiderando di fare molto per la nostra mamma celeste, alla resa dei conti mi sembra di fare poco e male e soprattutto temo che quello che dico e faccio non sia ciò che il Signore desidera da me.

Ma nel messaggio di ieri ho avuto invece conferma che, per grazia divina, gli apostoli di Maria sono in sintonia con Lei. 

Le spiego il motivo…

Sono stata incaricata dal nostro parroco (e già questa è stata, secondo me, una grande grazia della Madonna) di preparare un rosario meditato per la pace, in occasione di un triduo in preparazione della festa di santa Caterina d’Alessandria, nostra patrona.

Nelle mie intenzioni, in questa riflessione, ho cercato di far passare il messaggio che, senza la pace del cuore, che viene da Dio, non può esserci la pace nel mondo.

Questo l’incipit della mia riflessione: “Preghiamo questo rosario per la pace nei cuori, nelle famiglie e nel mondo”.

Quale intima gioia e conforto ho provato nel ritrovare queste medesime parole nel messaggio di ieri!

In questa “coincidenza” ho potuto vedere come la Madonna ama e guida i suoi apostoli, conformandoli alla sua volontà, nonostante, almeno nel mio caso, tutte le loro lacune e incertezze.

Grazie Mamma! Lode e gloria a Dio!

Con affetto e simpatia, un caro saluto da Monica di Baldissero.

LA GIOIA DELL’ATTESA DEL RE DELLA PACE

COMMENTO AL MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE DEL 25 NOVEMBRE 2023

La fede e la Pace sono le preoccupazioni più gravi della Madonna  nei messaggi degli ultimi mesi.

A settembre la Regina della pace ci ha messo in guardia dall’azione corrosiva del “modernismo” che

“vuole entrare nei vostri pensieri e rubarvi l gioia della preghiera e dell’unione con Gesù!.

Nei messaggi successivi la Madonna ha manifestato la sua preoccupazione

“per i venti del male, dell’odio e dell’inquietudine  che soffiano sulla terra per distruggere vite”.

Noi stessi ci rendiamo conto che “il mondo nuovo senza Dio”, dove l’uomo la fa da padrone,

è sempre più in balia delle potenze del male che lo portano alla perdizione.

La Madonna, che è sempre molto attenta ai tempi liturgici della Chiesa,

prende lo spunto del tempo di Avvento, per esortarci  a preparare i cuori alla venuta del Re della pace.

“Questo tempo sia intessuto di preghiera per la pace e di opere buone”.

E’ un invito a riempire ogni istante della nostra giornata con la gioia dell’attesa del Re della pace,

in modo tale che nei siano colmi il nostri cuori e  le nostre famiglie,

ma anche questo mondo che, essendosi allontanato da Dio,

vaga nelle tenebre senza una meta e senza speranza.

La Madre, come sempre in ogni messaggio, chiude chiamando i suoi figli a fare da argine

alle tenebre delle menzogna , del male e della morte che  insidiamo la Chiesa e la stessa umanità.

Non dobbiamo scoraggiarci per questi tempi in cui l’iniquità sembra rompere tutti gli argini.

Dobbiamo fare con convinzione e dedizione quello che la Madonna ci chiede.

Con la fedeltà di pochi Dio ottiene la salvezza di molti.

Vostro Padre Livio

BUONA DOMENICA

SOLENNITA’ DI NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO RE DELL’UNIVERSO

Cari amici la solennità di Cristo Re chiude l’anno liturgico  e, nel medesimo tempo, ci presenta in un affresco grandioso il compimento della Storia della salvezza, con la venuta di Cristo nella gloria, il Giudizio universale e la consegna del Regno a Dio Padre. Tutto questo si compirà perché la volontà di Dio si realizza sempre.

La Storia della Salvezza incomincia con la creazione, ha come suo fulcro centrale l’Incarnazione del Verbo e la Redenzione dell’umanità mediante la Croce e infine la Regalità universale di Cristo insieme agli angeli e ai santi.

Questa è quanto Dio ci ha rivelato e che la fede cattolica ci insegna durante pellegrinaggio nel tempo delle generazioni umane, “ immerse nelle tenebre e nell’ombra di morte”. Senza questa fede i singoli e i popoli vagano qua e là senza una meta, ignari del mistero di amore che avvolge la loro vita.

Ciò che ci dà molto coraggio in questa solennità di Cristo Re sono le parole di onnipotenza della sua Giustizia e del suo Amore. Le potenze del male e della morte nulla possono contro di Lui. L’impero delle tenebre è una falsa forza che si sbriciolerà al suono  delle trombe angeliche del Giudizio finale.

“ E’ necessario infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi”. Allora “ consegnerà il Regno a Dio Padre,  dopo aver ridotto al nulla ogni Principato, ogni Potenza e ogni Forza.”

Dopo il giudizio particolare nel momento della nostro morte, alla fine del mondo anche i popoli verranno giudicati per quello che avranno compiuto in rapporto a Cristo e al compimento del suo Regno.

La Giustizia e la Carità saranno le discriminanti fra i”Benedetti ” che entreranno nella vita eterna e i  “Maledetti” che andranno al “supplizio eterno”.

Credenti e non credenti, alla fine della propria vita e della storia umana, incontreremo Cristo e quanto sarà duro per coloro lo hanno respinto sentirsi condannare all’inferno.

Vostro Padre Livio


Vangelo

Siederà sul trono della sua gloria e separerà gli uni dagli altri.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 25,31-46

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.
Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra:

“Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”.
Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.
Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”.
Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”.
E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».

🔴LIVE VIDEO🔴COMMENTO AL MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE – 25 NOVEMBRE 2023

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🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

La Santità è possibile o è un’utopia al di sopra delle nostre forze?

Ciao padre Livio. Dopo tante mie riflessioni sono arrivato ad una conclusione. Per quanto uno si può sforzare nella ricerca della purezza, saremo sempre in balìa di mille tentazioni fino all’ ultimo respiro della nostra vita, saremo sempre con la nostra parte perversa e quella pura, quella oscura e quella della luce. Poi comunque così si rischia sempre di andare da Gesù per paura del suo giudizio e con ipocrisia e presunzione di voler cercare troppo ostinatamente una perfezione che quaggiù non è possibile e che porta a troppe rigidità.

La cosa migliore è l’ umiltà di comprendere che il quanto Gesù ci vuole bene è molto più grande del nostro restare figli immaturi che ogni tanto disobbediscono. L’ importante è non essere schiavi di nessun pensiero al mondo e cercare Gesù per gratitudine e desiderio di volergli bene anche noi, aspettando nel silenzio del nostro cuore che maturi il vero amore per lui col tempo, accettando che fino alla fine della nostra vita quaggiù saremo sempre inferiori alla potenza del male e del peccato, per nostra natura deboli e perdenti, malvagi, perversi ed ipocriti, se non superiori e vittoriosi, buoni, puri e umili per grazia dataci da Gesù e Maria che ci insegnano, ma la vita su questa Terra sarà sempre un equilibrio instabile.

Meglio prendere tutto con un velo di leggerezza e cercare semplicemente il bene e di volere bene agli altri

Un’ abbraccio. Che Gesù e Maria ci mostrino il cammino. Amen

Marco


Caro Marco, su quello che hai meditato hanno scritto molto i Santi e i Maestri  di spirito.

La Madonna ci invita al intraprendere il cammino della santità che per sua natura è lungo e impegnativo.

Dobbiamo procedere con umiltà e con perseveranza, animati dalla forza dell’amore.

Nella prima tappa di questo cammino dobbiamo applicarci a rompere le catene dei peccati mortali, con i quali il maligno ci tiene schiavi  e ci porta verso la rovina.

Con l’aiuto della preghiera personale, della Confessione e della Santa Comunione, le catene si spezzeranno un ad una, e incominceremo a ottenere le nostre prime vittorie, che diventeranno sempre più frequenti.

In questa prima tappa satana raddoppierà i suoi assalti, nella consapevolezza che stai per sfuggirgli.

Non farti impressionare, perché la grazia di Dio è più forte.

Leggi al riguardo i capitoli 7 e 8 della lettera di San Paolo ai Romani, dove l’apostolo descrive la sua lotta spirituale.

Quando arriverai ad essere consolidato in grazia, non presumere di te stesso, come se dipendesse da te.

Cresci nella preghiera, nella considerazione dell’amore di Dio, nella purificazione della mente e del cuore.

Il diavolo cercherà di aprire delle fessure, per farne delle crepe nelle quali insinuarsi.

Non sottovalutarle perché ti indeboliscono e ti offuscano la vista spirituale.

Su questa strada arriverai ad amare Dio sopra ogni cosa e il prossimo come te stesso.

Questa situazione spirituale è quella a cui tutti dobbiamo tendere, in modo tal da essere “immagini vive “di Gesù,

ma non è paragonabile a quella che avremo in Cielo, quando Gesù ci rivestirà della sua gloria.

Quindi avremo ancora i nostri difetti, le nostre ferite, le nostre storture, che Dio ci lascia per non cadere nel peccato di orgoglio, ma che noi dobbiamo sforzarci di purificare per potere  presentare a Cristo la nostra anima rivestita della veste candida della sposa.

Ave Maria

Padre Livio

MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE

‘Cari figli!

Questo tempo sia intessuto di preghiera per la pace e di opere buone affinché si senta la gioia dell’attesa del Re della pace nei vostri cuori, nelle famiglie e nel mondo che non ha speranza.

 Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Poruka, 25. studeni 2023

„Draga djeco! Nek ovo vrijeme bude isprepleteno molitvom za mir i dobrim djelima, kako bi se osjetila radost iščekivanja Kralja mira u vašim srcima, obiteljima i svijetu koji nema nade. Hvala vam što ste se odazvali mome pozivu.“

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☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

Padre Kolbe, Fulton Sheen e quelle profezie su Mosca

Il filo rosso che collega padre Massimiliano Kolbe a Fulton Sheen.

Le profezie su Mosca. Il legame con Fatima. Le confessioni di Lenin

Secondo l’arcivescovo Fulton Sheen, il celebre telepredicatore

statunitense di cui si attende la beatificazione, il 13 ottobre 1917 ha avuto luogo la nascita del mondo moderno. E non è un caso che sia quella la data di una delle apparizioni di Fatima.

Ma Fulton Sheen ebbe anche un’altra profezia, e riguardava Mosca.

Una profezia, in qualche modo, simile a quella che un altro santo dalla devozione mariana incrollabile, Massimiliano Kolbe, che guardò al Cremlino negli anni Trenta, ritornando dal Giappone.

Alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, Pio XII scriveva: “Preghiamo con animo semplice e instancabile la soavissima Madre di Dio, che il popolo russo venera e moltissimo ama, affinché impetri per i desolati figli, nel più breve spazio di tempo possibile, il magnifico dono di Dio: la libertà di professare la fede”. E nel 1952, lo stesso Papa consacrava al Cuore Immacolato di Maria la popolazione russa, e disse: “Passerà questo tempo e la fede ritornerà a splendere in Russia.

Un giorno la sua fulgida luce si vedrà da Occidente a Oriente”. Quella profezia di Pio XII era stata anticipata dalle profezie di padre Massimiliano Kolbe e dell’arcivescovo Fulton Sheen.

Kolbe passò da Mosca nel lungo viaggio che lo portò dal Giappone fino in Polonia, dove tornò e morì poi in campo di concentramento, offrendo la vita per un prigioniero. È stato padre Pierre Caillon a raccontare che, proprio nella Piazza Rossa, padre Kolbe guardò al Cremlino e disse: “Un giorno, l’Immacolata regnerà sul Cremlino e dal Cremlino sul mondo intero”. Sono parole che erano strettamente collegate alla profezia della Madonna apparsa a Fatima. E lo sapeva anche Fulton Sheen.

In una delle puntate della trasmissione Life is Worth Living (La vita è degna di essere vissuta) nel 1954, Fulton Sheen sottolineò che: “la nascita del mondo moderno” ebbe luogo il 13 ottobre 1917.

In quello stesso giorno, ricordò, la cavalleria era entrata in classe di catechismo in una chiesa della Vergine, distrutto l’altare e attaccato i bambini. In quella stessa ora, a Roma, Eugenio Pacelli fu consacrato arcivescovo: successivamente, sopravvisse ad un tentativo di omicidio a Monaco da parte dei comunisti e divenne poi Papa Pio XII.

Ma soprattutto, in quel 13 ottobre 1917, tre bambini, circondati da una folla di curiosi, furono testimoni di una apparizione, che si rivelò essere la Vergine Maria e li ammonì dei pericoli, e diede prova di sé facendo danzare il sole nel cielo.

Quando Fulton Sheen raccontava tutto questo, nel 1954, il Portogallo era entrato nella dittatura di Antonio de Oliveira de Salazar da 12 anni – era stato nominato primo ministro nel 1932, e il suo regime, chiamato “il nuovo Stato”, gli sarebbe sopravvissuto e sarebbe terminato solo a causa di una dittatura militare nel 1974.

Perché Fulton Sheen sosteneva che il mondo moderno era cominciato proprio in quell’ottobre 1917? La risposta stava ovviamente nel mistero di Fatima. Nel 1942, Pio XII annunciò che la Madonna aveva detto ai pastorelli, proprio in quel giorno, che una guerra peggiore sarebbe venuta, che l’avrebbe diffusa il comunismo ateista, e che l’unico modo di salvare il mondo dall’annichilimento e la collera di Dio era appunto pentirsi onestamente, pregare il Rosario e consacrare la Russia al Cuore Immacolato di Maria.

In che modo tutto questo si collegava al regime di Salazar in Portogallo? Questi conosceva il cattolicesimo, era stato persino in seminario prima di studiare legge economica, il Cardinale Manuel Gonçalves Cerejera, patriarca di Lisbona, era stato suo compagno di studi. Per Salazar, Fatima era una ancora di salvezza per mantenere il potere e ancorare il tutto sull’identità.

E così, il governo portoghese enfatizzò la sua eredità cattolica, rinnovò costruzioni storiche e incoraggiò i turisti e i locali a pensare al Portogallo come una nazione nata da una battaglia cattolica, che aveva permesso allo Stato di rimanere neutrale durante la Seconda Guerra Mondiale.

E Fulton Sheen fu uno dei cattolici di un certo peso invitati da tutto il mondo in Portogallo per assistere alle cerimonie per la chiusura dell’Anno Santo, il 13 ottobre 1951. Era questo l’evento cui si riferiva nel suo show televisivo nel 1954.

E fu nell’ambito di questo discorso, che a un certo punto Sheen suggerì i paralleli tra una piazza bianca, come quella di Fatima, e la piazza Rossa di Mosca.

Stava parlando della fede e di quello che vedeva come la più grande minaccia contemporanea contro la Chiesa. E fu a quel punto che profetizzò che un giorno “anche la piazza Rossa di Mosca si sarebbe chiamata Piazza Bianca”.

Suggestioni? Possibile. Va ricordato quello che fu raccolto da “Vikor Bede in conversazioni con Lenin”, quando questi stava per morire.

“Tu sai – aveva detto Lenin – che la mia malattia mi porterà presto alla morte e mi sento abbandonato nell’oceano di sangue di infinite vittime.

Per salvare la nostra Russia ciò è stato necessario, ma è troppo tardi per cambiare ora: avremmo bisogno di dieci Francesco d’Assisi”.

E ancora: “L’umanità percorre la via sovietica e fra cento anni non esisterà altra forma di governo”. Eppure, Lenin sottolineava che

“sotto le macerie delle attuali istituzioni vivrà ancora la gerarchia cattolica… nel prossimo secolo ci sarà solo una forma di governo, quella sovietica, e una religione, la cattolica”.

E i cattolici sarebbero rimasti perché questi effettuano “sistematicamente l’educazione di coloro i quali hanno il compito di guidare gli altri. Non nascerà alcun vescovo o papa, come finora è nato un principe, un re o un imperatore, perché per diventare un capo, una guida, nella Chiesa cattolica, è necessario aver già dato prova di capacità. È in questa saggia disposizione la grande forza morale del cattolicesimo che da duemila anni resiste a tutte le tempeste e rimarrà invincibile anche in futuro. La forza di questa Chiesa è totale, è una forza morale e non estorta. L’umanità ha bisogno dell’una e dell’altra potenza”.

Sono confessioni contenute in due articoli pubblicati sull’Osservatore Romano nel 1924.

Segni tutti da leggere, alla fine.

Di Andrea Gagliarducci

Roma, lunedì, 14. marzo, 2022 9:00 (ACI Stampa).

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul panteismo orientale che attacca il Cristianesimo

Cari amici, in Occidente il Cristianesimo è insidiato da diverse parti, in particolare dall’ateismo materialista e pseudo-scientifico e dalle forme di spiritualità orientali che vanno molto di moda tra gli occidentali.

Il panteismo orientale è senza dubbio una forma di idolatria e fa presa in Occidente perché non si pone il problema di Dio e ignora i problemi sulla sorte dell’anima dopo la morte. È un’insidia molto profonda perché si presenta come una spiritualità, ma non si tratta di una religione. La religione è un rapporto con Dio, nel buddhismo, ad esempio, Dio viene ignorato, non è preso in considerazione. Il buddhismo prende in considerazione il dolore, la situazione esistenziale del dolore sulla terra e cerca di estinguerlo mediante l’ascesi estinguendo il desiderio di possedere, gli attaccamenti di vario genere; in questo modo si crea uno stato di vuoto ma rimane sostanzialmente nell’ambito dell’io, non si va oltre. Il buddhismo rimuove completamente il tema di Dio e dell’anima.

Questa forma di spiritualità, ovviamente, piace all’Occidente perché «l’uomo moderno non vuole Dio. Perciò l’umanità va verso la perdizione» (25 gennaio 2023). Siccome il materialismo puro è di bassa lega, molti occidentali cercano alternative di un certo livello spostandosi, ad esempio sul buddhismo, che è una forma di auto salvezza.

L’altra forma di spiritualità che si presenta come alternativa al Cristianesimo è l’induismo in cui Dio e l’anima sono due temi fondamentali; l’esistenza di Dio è un tema, anzi, molto forte. Non si tratta di un Dio cristiano che è Creatore e quindi distinto dalla creatura perché ha creato l’uomo dal nulla, ne consegue che per i cristiani c’è un’abissale distanza fra il Creatore e la creatura. Nel Cristianesimo, poiché l’uomo è creato dal nulla, il rapporto fra Creatore e creatura è un rapporto fra un io e un Tu distinti. L’io umano, nella luce della fede cristiana, è umile nei confronti di Dio del quale si ritiene figlio; per noi cristiani Dio è Creatore dal quale trascendiamo, dipendiamo e grazie al quale esistiamo. Il rapporto cristiano fra Dio e la creatura è un rapporto filiale e distinto, c’è quindi una separazione ontologica perché è Dio che fa esistere la creatura. Gli occidentali sono molto attratti dall’induismo perché conferisce al mondo la divinità, tutto ciò che esiste è divino; l’ascesi induista porta al distacco dalle cose del mondo, libera la mente da tutte le ragnatele del mondo che passa, libera il cuore dalle passioni della carne; questo tipo di ascesi non ha nulla a che vedere con la preghiera e il digiuno cristiano. Alla fine del percorso ascetico induista c’è l’identificazione di sé con Dio.

Questa forma di spiritualità è molto più pericolosa di quella buddhista, è un grande pericolo per il Cristianesimo perché è coerente con l’impostazione di fondo della modernità secondo la quale l’uomo è Dio. Questa forma di spiritualità attira proprio perché porta all’identificazione di sé con Dio. I mantra induisti consistono proprio nel vedersi luminosi e grandi, nell’identificarsi con Dio.

È importante approfondire e conoscere anche le religioni non cristiane proprio per capire il pericolo dell’influenza che possono avere su di noi.

Queste due forme di spiritualità orientale in Occidente concorrono con il materialismo darwiniano nel sottrarre il primato al Cristianesimo. Di fatto, per quanto siano spirituali, si tratta di forme di spiritualità che portano al paganesimo, all’idolatria di se stessi.

In Occidente molte persone abbandonano il Cristianesimo e aderiscono all’induismo perché dicono di riuscire a soddisfare le proprie esigenze di spiritualità, ma si tratta di un’ascesi che avviene all’interno di se stessi, nell’adorazione di sé.

Quanto è vero che soltanto gli umili, i figli, si aprono alla luce di Colui che è la Via, la Verità e la Vita.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”

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