Pensiero Spirituale sul panteismo orientale che attacca il Cristianesimo

Cari amici, in Occidente il Cristianesimo è insidiato da diverse parti, in particolare dall’ateismo materialista e pseudo-scientifico e dalle forme di spiritualità orientali che vanno molto di moda tra gli occidentali.

Il panteismo orientale è senza dubbio una forma di idolatria e fa presa in Occidente perché non si pone il problema di Dio e ignora i problemi sulla sorte dell’anima dopo la morte. È un’insidia molto profonda perché si presenta come una spiritualità, ma non si tratta di una religione. La religione è un rapporto con Dio, nel buddhismo, ad esempio, Dio viene ignorato, non è preso in considerazione. Il buddhismo prende in considerazione il dolore, la situazione esistenziale del dolore sulla terra e cerca di estinguerlo mediante l’ascesi estinguendo il desiderio di possedere, gli attaccamenti di vario genere; in questo modo si crea uno stato di vuoto ma rimane sostanzialmente nell’ambito dell’io, non si va oltre. Il buddhismo rimuove completamente il tema di Dio e dell’anima.

Questa forma di spiritualità, ovviamente, piace all’Occidente perché «l’uomo moderno non vuole Dio. Perciò l’umanità va verso la perdizione» (25 gennaio 2023). Siccome il materialismo puro è di bassa lega, molti occidentali cercano alternative di un certo livello spostandosi, ad esempio sul buddhismo, che è una forma di auto salvezza.

L’altra forma di spiritualità che si presenta come alternativa al Cristianesimo è l’induismo in cui Dio e l’anima sono due temi fondamentali; l’esistenza di Dio è un tema, anzi, molto forte. Non si tratta di un Dio cristiano che è Creatore e quindi distinto dalla creatura perché ha creato l’uomo dal nulla, ne consegue che per i cristiani c’è un’abissale distanza fra il Creatore e la creatura. Nel Cristianesimo, poiché l’uomo è creato dal nulla, il rapporto fra Creatore e creatura è un rapporto fra un io e un Tu distinti. L’io umano, nella luce della fede cristiana, è umile nei confronti di Dio del quale si ritiene figlio; per noi cristiani Dio è Creatore dal quale trascendiamo, dipendiamo e grazie al quale esistiamo. Il rapporto cristiano fra Dio e la creatura è un rapporto filiale e distinto, c’è quindi una separazione ontologica perché è Dio che fa esistere la creatura. Gli occidentali sono molto attratti dall’induismo perché conferisce al mondo la divinità, tutto ciò che esiste è divino; l’ascesi induista porta al distacco dalle cose del mondo, libera la mente da tutte le ragnatele del mondo che passa, libera il cuore dalle passioni della carne; questo tipo di ascesi non ha nulla a che vedere con la preghiera e il digiuno cristiano. Alla fine del percorso ascetico induista c’è l’identificazione di sé con Dio.

Questa forma di spiritualità è molto più pericolosa di quella buddhista, è un grande pericolo per il Cristianesimo perché è coerente con l’impostazione di fondo della modernità secondo la quale l’uomo è Dio. Questa forma di spiritualità attira proprio perché porta all’identificazione di sé con Dio. I mantra induisti consistono proprio nel vedersi luminosi e grandi, nell’identificarsi con Dio.

È importante approfondire e conoscere anche le religioni non cristiane proprio per capire il pericolo dell’influenza che possono avere su di noi.

Queste due forme di spiritualità orientale in Occidente concorrono con il materialismo darwiniano nel sottrarre il primato al Cristianesimo. Di fatto, per quanto siano spirituali, si tratta di forme di spiritualità che portano al paganesimo, all’idolatria di se stessi.

In Occidente molte persone abbandonano il Cristianesimo e aderiscono all’induismo perché dicono di riuscire a soddisfare le proprie esigenze di spiritualità, ma si tratta di un’ascesi che avviene all’interno di se stessi, nell’adorazione di sé.

Quanto è vero che soltanto gli umili, i figli, si aprono alla luce di Colui che è la Via, la Verità e la Vita.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”