SOLENNITA’ DI NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO RE DELL’UNIVERSO

Cari amici la solennità di Cristo Re chiude l’anno liturgico e, nel medesimo tempo, ci presenta in un affresco grandioso il compimento della Storia della salvezza, con la venuta di Cristo nella gloria, il Giudizio universale e la consegna del Regno a Dio Padre. Tutto questo si compirà perché la volontà di Dio si realizza sempre.
La Storia della Salvezza incomincia con la creazione, ha come suo fulcro centrale l’Incarnazione del Verbo e la Redenzione dell’umanità mediante la Croce e infine la Regalità universale di Cristo insieme agli angeli e ai santi.
Questa è quanto Dio ci ha rivelato e che la fede cattolica ci insegna durante pellegrinaggio nel tempo delle generazioni umane, “ immerse nelle tenebre e nell’ombra di morte”. Senza questa fede i singoli e i popoli vagano qua e là senza una meta, ignari del mistero di amore che avvolge la loro vita.
Ciò che ci dà molto coraggio in questa solennità di Cristo Re sono le parole di onnipotenza della sua Giustizia e del suo Amore. Le potenze del male e della morte nulla possono contro di Lui. L’impero delle tenebre è una falsa forza che si sbriciolerà al suono delle trombe angeliche del Giudizio finale.
“ E’ necessario infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi”. Allora “ consegnerà il Regno a Dio Padre, dopo aver ridotto al nulla ogni Principato, ogni Potenza e ogni Forza.”
Dopo il giudizio particolare nel momento della nostro morte, alla fine del mondo anche i popoli verranno giudicati per quello che avranno compiuto in rapporto a Cristo e al compimento del suo Regno.
La Giustizia e la Carità saranno le discriminanti fra i”Benedetti ” che entreranno nella vita eterna e i “Maledetti” che andranno al “supplizio eterno”.
Credenti e non credenti, alla fine della propria vita e della storia umana, incontreremo Cristo e quanto sarà duro per coloro lo hanno respinto sentirsi condannare all’inferno.
Vostro Padre Livio
Vangelo
Siederà sul trono della sua gloria e separerà gli uni dagli altri.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 25,31-46
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.
Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra:
“Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”.
Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.
Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”.
Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”.
E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».