"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Settembre 2023 Pagina 13 di 15

GLI INGANNI DI SATANA

Cari amici, la Madonna ci ha messo in guardia proprio in occasione del suo anniversario: “Satana è forte e con i suoi inganni vuole portare via quanti più cuori possibili dal mio Cuore materno” (2021). Vi offro a puntate alcune riflessioni sugli inganni più sofisticati del maligno.

3. Falsi mistici e falsi veggenti

Gesù e gli apostoli ci mettono in guardia dai lupi travestiti da pecore. Si tratta di un avvertimento che riguarda non solo le singole persone, ma anche gruppi e ideologie apparentemente religiosi, dietro ai quali agisce il potere delle tenebre (*). Ieri, come oggi, ci sono coloro che contrastano il vangelo e lo combattono consapevolmente. Anche satana ha i suoi militanti, alcuni dei quali vestono le divise dell’esercito di Cristo. Dio nella sua sapienza ha permesso che l’esempio di Giuda rimanesse come monito per tutti i secoli, fino alla fine del mondo. Per quanto sia motivo di dolore e di scandalo, il cristiano non deve meravigliarsi di trovarsi, anche dentro l’ovile della Santa Chiesa, davanti a lupi rapaci nascosti sotto le sembianze di miti agnelli. Le parole del Maestro contro “gli ipocriti”, la “razza di vipere” e i “sepolcri imbiancati”, nonché il riferimento ai “mercenari”,  “ai ladri e “ai briganti” hanno il valore di un ammonimento perenne.

Tuttavia il quadro dei falsi profeti non sarebbe completo se non facessimo riferimento anche al fenomeno spesso ricorrente  dei falsi mistici e dei falsi veggenti. Ci sono momenti storici in cui la ricerca del soprannaturale esce dai binari sicuri della fede e diviene un pericoloso tentativo di stabile un filo diretto con l’aldilà. Non di rado persino i credenti escono dall’alveo dell’ordinaria spiritualità per entrare nei campi pericolosi e illeciti della divinazione, della magia, dello spiritismo e della stregoneria. Un ambito particolarmente importante su cui esercitare il discernimento spirituale è quello che riguarda esperienze mistiche e  di veggenza, che oggi prolificano in modo impressionante e rispetto alle quali la Chiesa assume saggiamente un atteggiamento di riserbo, lasciando il più delle volte che sia il tempo, “grande galantuomo”, a pronunciare il suo verdetto di verità.

A questo riguardo è necessario affermare che nella storia della spiritualità cristiana sono sempre esistiti dei falsi spirituali accanto a quelli autentici e dei falsi veggenti accanto a quelli che poi la Chiesa ha ufficialmente riconosciuto. Va anche detto che la Chiesa non interviene necessariamente su ogni fenomeno, ma soltanto su quelli che hanno un influsso ecclesiale rilevante. Per la maggior parte di essi lascia che siano i fedeli ad esercitare la loro capacità di prudente giudizio. E’ quindi necessario indicare alcuni criteri di valutazione per orientarsi in un passaggio storico dove sembra che l’esperienza normale della fede vada

stretta a molti e dove  messaggi di incerta provenienza sono ricercati più delle Sacre Scritture.

E’ proprio la via comune della fede che va innanzi tutto sottolineata nella sua bellezza e grandezza. Non bisogna dimenticare che questo itinerario oscuro e coraggioso è una vera e propria beatitudine, secondo l’affermazione di Gesù Risorto all’apostolo Tommaso: “Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che, pur non avendo visto, crederanno” (Giovanni, 20,29). Abbiamo esempi straordinari di percorsi di santità fatti esclusivamente nell’oscurità della fede, come quello di S. Teresa di Gesù Bambino, non a caso dottore della Chiesa, la quale è pervenuta alle più alte vette delle perfezione attraverso la strada maestra della fiducia e dell’amore. Anche delle anime beneficate dal dono straordinario di vedere e parlare con la Madonna, come Bernadette Soubirous, hanno poi fatto un cammino ordinario di purificazione e di santificazione, che le hanno portate a essere lampade luminose  nella Chiesa.

Tuttavia bisogna sottolineare che la vita cristiana ordinaria, se è vissuta con impegno e fervore, comporta una forte esperienza di Dio. A questo riguardo si può e si deve affermare che la mistica, intesa come intima unione con Dio, è un traguardo a cui tutte le anime devono tendere. Essa infatti non è un dono straordinario, ma quella tappa che corona ogni cammino di perfezione. Non c’è cristiano che non sia guidato dalla luce e dalla grazia dello Spirito Santo, le cui illuminazioni e ispirazioni sono generosamente distribuite a ogni anima. Quando una persona sperimenta Dio nella sua vita, e si sforza di camminare nella sua luce e nel suo amore, vive già in un certo senso il paradiso sulla terra e, pur nella fragilità della carne, entra in comunione con l’oceano sconfinato del mondo soprannaturale. Tutto questo è patrimonio della vita cristiana ordinaria, quando la preghiera nasce dal cuore ed eleva l’anima fino a Dio.

Allo stesso modo appartiene all’esperienza comune di ogni cristiano ricevere da Dio delle grazie particolari, mirabili e inaspettate, perché la grazia sempre sorprende, ma che tuttavia non devono meravigliare, perché ciò appartiene al governo divino delle anime. Perché mai dovremmo ritenerci fortunati, come quelle persone che vincono alle lotterie, quando riceviamo grazie speciali? Dio concede a tutti coloro che credono in lui le più grandi grazie, sia spirituali che temporali, se solo trovasse un po’ di fede. e dei cuori che le accolgono nell’umiltà, senza montare in superbia. Non di rado il Signore concede alle anime anche segni particolari del soprannaturale, per rafforzarle nella fede, per aiutarle in un momento di prova, per difenderle dal maligno. Anche questo fa parte della provvidenza ordinaria del Creatore verso ogni anima. Noi dobbiamo solo saper credere, mettere a frutto e imparare a ringraziare. Invece succede che queste grazie vengano ritenute come segni straordinari di distinzione o di predilezione e si cede al desiderio, non sempre purificato dalla vanagloria, di metterle in pubblico, col pericolo di gettare le perle ai porci (Matteo, 7,6).

Ogni vita cristiana ordinaria comporta per sua natura un’esperienza mirabile di Dio e dei suoi molteplici doni. Se solo pensassimo che ogni cristiano in grazia di Dio è abitato dalla Santissima Trinità e se vivessimo questo mirabile mistero, si dissolverebbe come nebbia al sole ogni ricerca di sensazionalismo. Se ricevessimo con fede una sola santa comunione, non ci riterremmo sfortunati per non aver mai potuto essere presenti, sia pure come spettatori, a una apparizione della Madonna. Allo stesso modo ci renderemmo conto che anche le parole che ci provengono dal Cielo attraverso le rivelazioni private non fanno che riprendere quelle Sacre Scritture che noi spesso trascuriamo colpevolmente.

Tuttavia, accanto all’esperienza mistica ordinaria, ci sono anche esperienze mistiche straordinarie, di cui le apparizioni e le comunicazioni di messaggi celesti sono le espressioni più significative. Si tratta di doni soprannaturali, dove l’iniziativa è di Dio, mentre coloro che ne sono i destinatari entrano, quasi sempre loro malgrado, in un cammino pieno di difficoltà e contrassegnato dalla croce. E’ proprio in questo tipo di esperienze che non di rado il maligno si inserisce mascherandosi come “angelo di luce” ( 2 Corinzi, 11,14), ingannando le anime interessate e tutti coloro che le seguono senza un adeguato discernimento. Il fenomeno dei falsi spirituali e dei falsi veggenti si è manifestato nella Chiesa fin dai primi tempi, ma subito lo si è distinto dalle esperienze spirituali autentiche, come si separa il buon grano dalla zizzania.

E’ lecito vedere sempre la presenza del maligno quando ci si trova di fronte alla realtà di falsi mistici e di falsi veggenti? A questo riguardo oggi si tende a spiegare molto se non tutto con la psicologia, parlando di allucinazioni, di conversioni isteriche, di proiezioni del subconscio e quindi riportando sul piano della psiche più o meno turbata fenomeni che si pretendono soprannaturali.  I veggenti di Medjugorje sono state visitati da équipes mediche di diverse parti del mondo. Ma accertata la normalità, il che è un dato prezioso, la scienza non può andare molto oltre. Indubbiamente certi fenomeni, come ad esempio la scrittura automatica, si possono tentare di spiegare con la psicologia del profondo, ma non vi è dubbio che l’opera del discernimento spirituale va ben oltre e laddove sembra esserci il dito di Dio è in grado di scoprire l’azione dell’astuto falsario.

Non vi è dubbio infatti che la tradizione dei grandi maestri di spirito e la stessa vita dei santi ci conferma quanto asserito da S. Paolo e cioè che satana cerca di sedurre le anime anche mascherandosi da angelo di luce. L’eterna scimmia di Dio entra in concorrenza con lui anche nei modi straordinari con cui si comunica alle anime. Anche satana può “apparire”, non solo nella sua oscura malvagità e oscena bruttura, ma anche con le sembianze di Gesù, della Madonna, degli angeli, dei santi e delle anime dei trapassati. Egli lo fa non di rado, come ci testimonia l’esperienza di tanti santi, e la sua abilità è tale da trarre in inganno molte anime prive di discernimento, affette da gola spirituale e senza un direttore spirituale illuminato.

Non si può neppure escludere che l’azione del maligno cerchi di inserirsi in comunicazioni soprannaturali autentiche. A questo riguardo sono innumerevoli le testimonianze desunte dalla vita di numerose anime elette, a dimostrazione che il demonio non tralascia nessuna occasione per ingannare e per sedurre soprattutto quelle persone che sono alla ricerca dello straordinario e non praticano quella sana rinuncia nei confronti di tutto ciò che solletica il palato spirituale. Proprio alcuni santi, che sono stati beneficati con doni straordinari, ci insegnano che è preferibile rinunciarvi piuttosto che cadere in un inganno demoniaco.

Ci possono essere dunque dei fenomeni apparentemente soprannaturali, come le visioni e le comunicazioni spirituali, dove è possibile scoprire l’azione astuta e perversa del falsario. D’altra parte sappiamo come la Sacra Scrittura attribuisca ai falsi profeti la possibilità di compiere “segni e portenti”  tali, se fosse possibile, da ingannare anche gli eletti (Marco 13,21). Chi ne è l’operatore se non il potere delle tenebre, sempre pronto a contrastare e a falsificare l’azione di Dio? Dobbiamo dunque concludere che ci sono mistici e veggenti ingannati da satana, che si presenta loro mascherato da angelo di luce. Compito dei fratelli nella fede, in particolare dei sacerdoti, è di fare un primo illuminato discernimento e aiutare queste persone a rendersi conto della trappola in cui sono cadute e a rinunciare ai presunti doni ricevuti.

Tuttavia non si può escludere che fra queste anime e satana si stabilisca pericolosamente nel tempo una crescente complicità e connivenza, fino a divenire una vera e propria collaborazione, perversa e consapevole, nella diffusione del male mediante l’inganno. Tremenda è la situazione di questi soggetti ingannati e ingannatori, che divengono schiavi del maligno e strumenti mortali di seduzione per le anime svagate e superficiali, le quali corrono qua e là per il prurito di udire qualcosa che solletichi le orecchie e soddisfi la loro curiosità (2 Timoteo, 4,3). Questi servi di satana si trovano in una situazione di vera e propria possessione diabolica e quindi di gravissimo pericolo per la loro salvezza eterna. Tuttavia anche a loro è aperta la via del riscatto mediante un atto eroico di rinuncia al maligno e ai suoi doni mortiferi e l’abbandono fiducioso alla divina misericordia.

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

La grazia inestimabile della Divina Misericordia

Carissimo Padre Livio

Mi chiamo Monica,

ho appena ascoltato il tuo commento sulla Divina misericordia. 

Grazie per tutto ciò che ci spieghi con semplicità e ci fai capire.

Ho capito che una confessione con le lacrime ci può ridonare la purezza battesimale.

Che grande grazia!!!

E che Dio ci ama immediatamente, che bello!!!

Grazie.

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Una domanda a padre Livio: il martirio ci aspetta?

Caro padre Livio, ascoltando per grazia di Dio, l’editoriale tutte le mattine, perché dalle origini di Radio Maria ho praticamente seguito tutto il cammino compreso anche l’esperienza di Medjugorje, mi sento sempre in sintonia con lei, e condivido di volta in volta il suo cambio di rotta rispetto ai veloci cambiamenti della situazione mondiale di cui siamo tutti spettatori.

Ora padre Livio, le domande sono tante, gli eventi anche, ma mentre noi aspettiamo il 25 del mese speranzosi in un messaggio che ci parla di Gesù che arriva a mettere fine a questa infinita agonia, la Mamma Celeste ci invita sempre più alla conversione del cuore, ad aprire i cuori a DIO, come ai primi tempi.

La mia domanda oggi, anche sollecitato da lei e madre di due figli atei è questa: noi cristiani stiamo ascoltando la voce dalla Mamma oppure stiamo seguendo ognuno una strada propria, dando il nostro tempo al sempre connesso, (anche seguendo tutto ciò che pare lecito e utile per il cammino) con i social che occupano tutto il tempo, svuotando le chiese, le messe, i confessionali ecc. lasciando comunque dentro di noi quel vuoto che solo stando alla SUA PRESENZA possiamo riempire ed essere trasformati.

Gli inganni di satana, come lei stesso va dicendo sono sottili e nascosti, l’anticristo si può manifestare attraverso questi ultimi e sempre più sofisticati mezzi per ubriacarci e poi lasciarci deboli e indifesi? 

Perché le nostre fragilità trovano proprio consolazioni nella immediatezza della rete e la serpe ci porta lontano dalla vera pace e dalla conoscenza della PAROLA di Dio che da risposta a tutto e come dice il grande prof. Binni l’unica risposta è nella croce di Cristo, accettata, vissuta e che porta alla vera pace.

È sottile e sempre più astuta, lui ci scruta e studia le nostre mosse, e anche una passeggiata nella natura può trasformarsi dalla contemplazione e preghiera al postare una bellezza del creato passando come normale.

È questa la falsa religione? 

È questo l’anticristo?

Il falso profeta può essere non un soggetto in sé ma una cultura come quella occidentale che mentre prova sempre più soluzioni per tirare a campare, lasciando un grandissimo resto di fratelli ad elemosinare alle nostre porte?

Caro padre Livio se i tempi sono apocalittici, e le scritture parlano ogni giorno di più, come mai siamo entrati piano piano in questo vortice e non  riusciamo a prendere decisioni drastiche e responsabili e noi cristiani stiamo assistendo tutto questo?

Può un telefonino aver preso totalmente il posto di Dio ed essere diventato ciò di cui parla l’apocalisse?

Io padre Livio le voglio molto bene, stiamo invecchiando insieme e lei che ogni giorno è guidato dall’ALTO continui a parlare nella verità a 360°

Il martirio ci aspetta.

Le voglio bene e l’abbraccio forte.

E come diceva Luisa Piccarreta forse ho detto degli sproloqui?

Non so

Laura 


Cara Laura,

la ringrazio per questa bella lettera con la quale ha messo a fuoco la  situazione di una umanità che, come ha detto la Madonna, “non vuole Dio e va verso la perdizione”.

Le persone, quando si allontanano da Dio, sono come foglie che si staccano da un albero. Svolazzano qua e là, poi seccano. Questa visione della vita è da brivido.

Eppure si diffonde con una tale capacità di seduzione che pochi ne sono immuni, in particolare i giovani. E’ la cultura del nulla, dell’indifferenza e del vuoto assoluto.

Mi chiedo; come uscirne? Senza il ritorno a Dio non ne usciamo. La Madonna è qui a ricordarcelo, ma pochi sono quelli che veramente la capiscono e la seguono.

Per questo ci sarà un ultimo appello nel tempo dei segreti. “Molte cose terribili” accadranno e Dio le permette perché gli uomini cambino.

Quanti cambieranno? Solo Dio lo sa. Ma di certo ci sarà una grande  purificazione, senza la quale il mondo si auto-distruggerebbe.

Così capiremo che Dio è la vita e senza di Lui c’è solo la morte.

Lei afferma nella sua lettera che il martirio ci aspetta. Ha toccato un punto sensibile del mio travaglio interiore, perché da una parte il martirio è una grazia, ma dall’altra mi chiedo come possiamo pensare di esserne degni.

Morire martiri per la fede in Gesù Cristo significa morire con Lui e con Lui risorgere alla vita eterna. Non credo che possa esserci una morte più  gloriosa di questa, con la quale partecipiamo al sacrificio di Cristo sulla Croce.

Mi domando se possiamo desiderarla e se possiamo chiederla espressamente. Ma forse l’atteggiamento migliore è quello di rimettersi totalmente alla divina volontà.

Nel frattempo seguiamo con decisione la Regina della  pace sulla strada della salvezza, senza tentennamenti e senza paure, perché la sofferenza è di un istante mentre la gioia del Cielo è per sempre.

Ave Maria

Padre Livio

GLI INGANNI DI SATANA

Cari amici, la Madonna ci ha messo in guardia proprio in occasione del suo anniversario: “Satana è forte e con i suoi inganni vuole portare via quanti più cuori possibili dal mio Cuore materno” (2021). Vi offro a puntate alcune riflessioni sugli inganni più sofisticati del maligno.

2. “Vengono a voi vestiti di pecore, ma dentro sono lupi rapaci” (Matteo 7,15)

I falsi profeti sono “figli del maligno” che è il falso profeta per eccellenza. Essi sono la zizzania mescolata al buon grano. Il loro campo d’azione più pericoloso è nell’ambito stesso del Popolo di Dio, perché cercano di ingannarlo presentandosi come inviati del Cielo. Infatti i falsi maestri e i falsi profeti che pullulano nel mondo sono assai meno pericolosi, perché facilmente identificabili come avversari della verità rivelata. Le ideologie anticristiane, sotto le varie forme con cui si presentano lungo il corso della storia, sono avvertite dai credenti come tali e, pur provocando, con la loro forza di seduzione, l’apostasia dalla verità, sono avvertite come un errore da chi resta saldo nella fede. Visioni del mondo e della vita alternative al cristianesimo non mancheranno mai, perché lo spirito della menzogna ha libertà di azione fino alla fine del mondo.  Per riuscire vittoriosi è sufficiente che i credenti rimangano ben radicati nella verità della loro fede.

Ben più grave invece è il pericolo quando la fede stessa è intaccata al suo interno e quando questi “operatori di iniquità” ( Matteo 13,41) agiscono in  mezzo al Popolo di Dio arrogandosi una rappresentanza divina. La loro identificazione è uno dei problemi più sentiti dagli autori sacri, ma è dalla stessa bocca di Gesù che escono le parole più chiare e severe nel medesimo tempo: “Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse una dalle spine o fichi dai rovi? Ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li riconoscerete” (Matteo, 7,15-20).

L’espressione di Gesù “ vengono a voi  in veste di pecore” è particolarmente efficace e illuminante. Essa designa coloro che dentro la Chiesa si presentano come gli emissari di Dio, ma che in realtà si servono di questa apparenza per trarre in inganno i fedeli e per trascinarli nelle spire del serpente. In che modo questo diabolico tranello si realizza? In primo luogo falsificando la dottrina della fede e presentando l’errore come se fosse una verità. Facendo allusione a questa triste attività di satana nell’ovile della santa Chiesa, l’apostolo Pietro afferma: “ Ci sono stati anche falsi profeti tra il popolo, come pure ci saranno in mezzo a voi falsi maestri, che introdurranno eresie perniciose, rinnegando il Signore che li ha riscattati e attirandosi una pronta rovina. Molti seguiranno le loro dissolutezze e per colpa loro la via della verità sarà coperta da improperi. Nella loro cupidigia vi sfrutteranno con parole false; ma la loro condanna è già da tempo all’opera e la loro rovina è in agguato” ( “ Pietro 2,1-3).

E’ qui profetizzata una realtà ricorrente lungo i due millenni di storia cristiana, quando una moltitudine impressionante di “lupi rapaci”, travestiti da pecore, hanno fatto stragi nel popolo di Dio, distogliendo il gregge dalla verità e seminando errori di ogni genere.  Le “eresie perniciose” con le quali il drago dilania il popolo di Dio, dall’inizio fino ai nostri giorni, hanno avuto e hanno come autori dei servi infedeli, che non di rado occupano posti di responsabilità,  i quali, sedotti dal maligno, hanno ripudiato “la sana dottrina” ( 1 Timoteo, 1,10) e hanno “fatto naufragio nella fede” ( Ibidem 1,19). Essi, ora tacendo la verità, ora manipolandola, ora seminando astutamente l’errore, somministrano al gregge il veleno dell’errore, convincendolo che si tratti della parola  rivelata.

Una categoria specifica di questi falsi profeti è quella che ha da satana il potere di compiere prodigi, cosi come i profeti autentici hanno da Dio il potere di compiere miracoli. Gesù stesso al riguardo si premura di mettere in guardia gli apostoli: “Sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno segni e portenti per ingannare, se fosse possibile, anche gli eletti” ( Marco 13, 22). Questa categoria specifica di ingannatori che “compiono prodigi” è particolarmente pericolosa nei confronti delle persone sprovvedute, che non sanno distinguere fra il vero e il falso soprannaturale e, attratti da ciò che esula dall’ordinario, scambiano per segni di Dio i raggiri del maligno. Chi potrà contare le anime che cadono nelle fauci del serpente a causa della mancanza di discernimento?

“Dai loro frutti li riconoscerete”. Con queste parole il vangelo ci dà il prezioso criterio di identificazione dei falsi profeti, la cui somiglianza con quelli autentici può trarre in errore. Infatti scoprire un falso profeta non è facile e a volte solo il dono eccezionale, che Gesù aveva in misura divina, di leggere nei cuori può portare alla loro certa identificazione. Chi infatti potrebbe riconoscere dei servi  del maligno in coloro che  si sono perfettamente camuffati in servitori del Signore, specialmente quando i segni esteriori sono quelli della rispettabilità e dell’apparente santità?

L’ipocrisia infatti è quella maschera che riveste di esteriorità attraenti il putridume interiore. La santità finta, recitata ed esibita è uno dei pezzi migliori del repertorio satanico e non a caso è stata bollata con parole di fuoco da Colui che è la Verità e la Santità: “ Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all’esterno sono belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. Così voi apparite giusti all’esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità” (Matteo, 23,27-28).

Quali sono dunque quei frutti che permettono di distinguere i veri profeti da quelli falsi? Il più importante di essi è la santità della vita. Un’esistenza autenticamente cristiana non può che essere frutto della grazia e da sola costituisce un motivo certo di credibilità. Il problema sorge quando si tratta di distinguere la vera santità da quella falsa, perché questo è possibile solo all’occhio limpido del discernimento spirituale. Ci sono i santi e ci sono i cosiddetti “santoni”. La stessa Chiesa, dopo aver accertato la presenza delle virtù eroiche, chiede infine la conferma del miracolo, prima di elevare all’onore degli altari. Tuttavia virtù come l’umiltà, l’obbedienza e la carità, unite alla sapienza, alla sana dottrina, alla pace e alla gioia, danno testimonianza della divina presenza. Mentre l’orgoglio spirituale, la gola spirituale, l’avarizia spirituale, la lussuria spirituale, non di rado uniti alla vanagloria, all’attaccamento al denaro e all’impudicizia, sono quelle fessure, per quanto piccole e ben mimetizzate, attraverso le quali esce il fetore dell’inferno da sedicenti servitori di Dio. Da questa corruzione del cuore provengono poi inevitabilmente quegli errori contro la fede e quelle dottrine di comodo, che dimostrano come gli sbandamenti intellettuali e quelli morali vadano spesso insieme. Infatti non si è mai trovato un santo che abbia, ad esempio, minimizzato o negato l’esistenza del diavolo e dell’inferno.

I frutti di cui parla il vangelo, per distinguere gli alberi buoni da quelli cattivi, sono dunque la santità della vita e la sana dottrina. E’ da queste caratteristiche di una persona che si possono discernere le pecore dai lupi rapaci. Il quadro che ci offre la Scrittura si completa con l’esito della vita dei falsi maestri e dei falsi profeti: “ Ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco” , afferma Gesù. L’apostolo Pietro non usa parole meno severe: “ La loro condanna è già da tempo all’opera e la loro rovina è in agguato” . L’Apocalisse di Giovanni metto poi il sigillo definitivo: “E il diavolo, che li aveva sedotti, fu gettato nello stagno di fuoco e di zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta. Saranno tormentati giorno e notte per i secoli dei secoli”  (Apocalisse, 20, 10).

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INDAGINI MEDICO-SCIENTIFICHE SUI VEGGENTI

A Medjugorje capimmo scientificamente che non era una truffa

(Intervista al prof. Luigi Frigerio – Medico – Chirurgo)

“I risultati delle indagini medico-scientifiche che operammo sui veggenti di Medjugorje ci hanno portato ad escludere la patologia o la simulazione e dunque un’eventuale truffa. Se si tratti di manifestazioni del divino non spetta a noi, ma noi possiamo certificare che non si trattò di allucinazioni né di simulazioni”.

Il professor Luigi Frigerio arrivò per la prima volta a Medjugorje nel 1982 per accompagnare una paziente guarita da un tumore all’osso sacro. Le apparizioni erano iniziate da un anno appena, ma la fama di quel posto così sperduto dove si diceva che apparisse la Gospa, si era già iniziata a diffondere in Italia.

Frigerio conobbe la realtà del paesino della Bosnia e venne incaricato dal vescovo di Spalato di avviare un’indagine medico scientifica sui sei ragazzini che asserivano di vedere e parlare con la Madonna.

Per confermare che non ci fu truffa e che le analisi vennero fatte nel 1985, dunque già in quella che, secondo la commissione Ruini, sarebbe la seconda fase delle apparizioni, quella più “problematica”. Ma soprattutto per ricordare che quegli studi non sono mai stati confutati da nessuno. Dopo anni di silenzio, Frigerio ha deciso di raccontare alla Nuova BQ come andò l’indagine sui veggenti.

Professore, da chi era composta l’equipe?

Eravamo un gruppo di medici italiani: io, che all’epoca ero alla Mangiagalli, Giacomo Mattalia, chirurgo alle Molinette a Torino, il prof. Giuseppe Bigi, fisiopatologo dell’Università di Milano, il dottor Giorgio Gagliardi, cardiologo e psicologo, Paolo Maestri, otorinolaringoiatra, Marco Margnelli, neurofisiologo, Raffaele Pugliese, Medico Chirurgo, il prof Maurizio Santini, neuropsicofarmacologo dell’Università di Milano.

Quali strumenti avete utilizzato?

Avevamo apparecchiature sofisticate già all’epoca: un algometro per studiare la sensibilità al dolore, due estesiometri corneali per toccare la cornea, un poligrafo multicanale, la cosiddetta macchina della verità per lo studio contemporaneo della frequenza respiratoria, della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca e della resistenza dermocutanea e la portata vascolare periferica. Inoltre avevamo un apparecchio che si chiama Ampleid mk 10 per l’analisi delle vie uditive e oculari, un impedenzometro ampleid 709 dell’Amplfon per i riflessi uditi del nervo acustico, della coclea e del muscolo facciale. Infine alcune telecamere per lo studio della pupilla.

Chi vi incaricò di effettuare l’indagine?

L’equipe si forma nel 1984 dopo l’incontro con il vescovo di Spalato Frane Franic, sotto la cui metropolia dipende Medjugorje. Ci chiese uno studio, era sinceramente interessato a capire se quei fenomeni arrivassero da Dio. Ma l’ok arrivò da Giovanni Paolo II. Al mio ritorno in Italia il dott Farina insieme a padre Cristian Charlot parlarono con mons Paolo Knilica. Papa San Giovanni Paolo II invitò mons Knilica a scrivere una lettera di incarico che permise ai medici italiani di recarsi nella parrocchia di Medjugorie per queste rilevazioni. Tutto fu poi consegnato nelle mani di Ratzinger. Tenga presente che c’era ancora il regime titino, quindi per loro era indispensabile avere un’equipe di medici esterni.

Il vostro fu il primo gruppo medico a intervenire?

Contemporaneamente al nostro studio si stava svolgendo l’indagine di un gruppo francese coordinata dall’Università di Montpellier del professore Joyeux. Quel gruppo era nato su interessamento del celebre mariologo Laurentin. Si dedicarono principalmente agli studi elettroencefalografici. Questi esclusero forme di sonno o di epilessia, avevano dimostrato che il fondo dell’occhio e il sistema oculare era anatomicamente normale.

Quando avvennero le indagini?

Facemmo due viaggi: uno tra l’8 e il 10 marzo 1985, il secondo tra il 7 e il 10 settembre 1985. Nella prima fase studiammo il riflesso dell’ammiccamento spontaneo e il battito delle ciglia e la conseguente lubrificazione dell’occhio mediante la palpebra. Nel toccare la cornea capimmo che si poteva escludere scientificamente una qualche forma di simulazione, magari attraverso l’utilizzo di farmaci, perché subito dopo il fenomeno, la sensibilità dell’occhio ritornava sui valori normalissimi. Ci colpì il fatto che cessavano gli ammiccamenti naturali dell’occhio prima di fissarsi su un’immagine. I sei veggenti avevano una discrepanza di un quinto di secondo, in posizioni diverse, nel fissare il medesimo punto dell’immagine con differenze impercettibili tra di loro, quindi in simultanea.

E nel secondo test di settembre?

Ci concentrammo sullo studio del dolore. Utilizzando l’algometro, che è una piastra d’argento di un centimetro quadrato che si surriscalda fino a 50 gradi, toccavamo la pelle prima del fenomeno, durante e dopo. Ebbene: prima e dopo i veggenti allontanavano le dita in una frazione di secondo, secondo i parametri, mentre durante il fenomeno, diventavano insensibili al dolore. Abbiamo provato a prolungare l’esposizione oltre i 5 secondi, ma fermammo per evitare loro delle ustioni. La reazione era sempre la medesima: insensibilità, nessun processo di fuga dalla piastra incandescente.

L’insensibilità si manifestava anche in altre parti del corpo sollecitate?

Toccando la cornea con una pesata minima di 4 milligrammi in fase normale, i veggenti chiudevano l’occhio immediatamente; in fase di fenomeno gli occhi rimanevano aperti nonostante sollecitazioni anche oltre i 190 milligrammi di pesata.

Significa cioè che il corpo resisteva a sollecitazioni anche invasive?

Sì. L’attività elettrodermica di questi ragazzi durante le manifestazioni era caratterizzata da una modifica progressiva e da un aumento della resistenza cutanea, l’ipertonia del sistema ortosimpatico si attenuava subito dopo l’evento, dai tracciati elettrodermici si notava un’assenza totale di resistenza elettriche cutanee. Ma questo si verificava anche quando utilizzavamo un pennino per ulteriori stimoli algici improvvisi o quando utilizzavamo un flash fotografico: l’elettrodermia si modificava, ma erano completamente insensibili alla circostanza. Appena terminata l’esposizione al fenomeno, i valori e le reazioni ai test erano perfettamente normali.

Fu per voi una prova?

Fu la prova che se esiste una definizione di estasi, cioè di essere distaccati da quella che è la circostanza, loro erano assolutamente e fisicamente assenti. E’ la stessa dinamica notata dal medico di Lourdes su Bernadette quando fece la prova della candela. Noi applicammo lo stesso principio con macchinari ovviamente più sofisticati.

Una volta redatte le conclusioni che cosa faceste?

Consegnai io personalmente al cardinal Ratzinger lo studio che fu molto dettagliato e corredato da fotografie. Andai in Congregazione per la Dottrina della fede dove ad attendermi c’era il segretario di Ratzinger, il futuro cardinal Bertone. Ratzinger stava ricevendo una delegazione di spagnoli, ma li fece attendere oltre un’ora per parlare con me. Gli illustrai sinteticamente il nostro lavoro poi gli chiesi che cosa ne pensasse.

E lui?

Mi disse: “E’ possibile che il divino si riveli all’umano attraverso l’esperienza dei ragazzi”. Mi accomiatò e sulla soglia gli chiesi: “Ma il papa come la pensa?”. Rispose: “Il Papa la pensa come me”. Tornato a Milano pubblicai un libro con quei dati.

Che cosa ne è del vostro studio ora?

Non lo so, però so che servì alla Congregazione e quindi alla Santa Sede per non vietare i pellegrinaggi. Il Papa voleva capire in via preliminare questo, per decidere eventualmente se bloccare i pellegrinaggi. Letto il nostro studio, decisero di non ostacolarli e di permetterli.

Crede che il vostro studio sia stato acquisito dalla commissione Ruini?

Credo di sì, ma non ho informazioni in merito.

Perché crede di sì?

Perché verificammo che i ragazzi erano attendibili e soprattutto nel corso degli anni nessuno studio successivo confutò le nostre risultanze.

Sta dicendo che nessuno scienziato è intervenuto per contraddire il vostro studio?

Esatto. La questione fondamentale era stabilire se in queste presunte visioni e apparizioni i veggenti credevano in ciò che vedevano o vedevano ciò che credevano. Nel primo caso la fisiologia del fenomeno è rispettata, nel secondo caso ci saremmo trovati di fronte a una proiezione allucinatoria di carattere patologico. Sul piano medico-scientifico fummo in grado di stabilire che questi ragazzi credevano in ciò che vedevano e questo fu un elemento da parte della Santa Sede per non chiudere lì questa esperienza e non proibire visite di fedeli. Oggi si è tornati a parlare di Medjugorje dopo le parole del Papa. Se fosse vero che non si tratta di apparizioni significherebbe che saremmo di fronte ad una truffa colossale da 36 anni. Sono in grado di escludere la truffa: non fummo autorizzati a fare il test del naloxone per vedere se si fossero drogati, ma c’erano evidenze elementari anche perché dopo un secondo tornavano ad avere dolore come gli altri.

Lei ha parlato di Lourdes. Vi siete attenuti alle metodologie di indagine del bureau medical?

Esattamente. Le procedure adottate furono le stesse. Di fatto eravamo un bureau medical in trasferta. Nella nostra equipe c’era il dottor Mario Botta, che faceva parte proprio della commissione medico-scientifica di Lourdes.

Che cosa pensa delle apparizioni?

Quello che posso dire è che certamente non c’è frode, non c’è simulazione. E che questo fenomeno non trova tutt’ora una spiegazione medico-scientifica valida. Il compito della medicina è escludere una patologia, che qui è stata esclusa. L’attribuzione di questi fenomeni a un evento soprannaturale non è compito mio, noi abbiamo solo il compito di escludere la simulazione o la patologia.

Fonte: Nuova Bussola Quotidiana

GLI INGANNI DI SATANA

Cari amici, la Madonna ci ha messo in guardia proprio in occasione del suo anniversario: “Satana è forte e con i suoi inganni vuole portare via quanti più cuori possibili dal mio Cuore materno” (2021). Vi offro a puntate alcune riflessioni sugli inganni più sofisticati del maligno.

Satana, il falso profeta (1)

La tematica riguardante i falsi profeti è una delle più ricorrenti e dibattute nella Sacra Scrittura, dall’inizio alla fine, nell’Antico come nel Nuovo Testamento. Il discernimento dei falsi profeti è fondamentale per riconoscere e accettare la verità che viene da Dio, ma si tratta di un’arte ardua perché la loro caratteristica è quella di presentarsi sotto le mentite spoglie di messaggeri divini, spesso accompagnati da segni e prodigi tipici dell’autentica profezia. Vi è nella Bibbia una sforzo continuo di riflessione per mettere a fuoco i criteri di discernimento che permettano di separare il buon grano dalla zizzania. Anche Gesù è intervenuto con parole decise su questo argomento, indicando i principi con i quali giudicare e raccomandando la più grande  precauzione e vigilanza.

 La messa in guardia da parte della Parola di Dio nei confronti della capacità di inganno dei falsi profeti è così insistita da lasciare stupefatti solo gli incauti principianti nel cammino spirituale. In realtà, chi è sperimentato nelle cose dello spirito sa che i falsi profeti sono lo strumento, consapevole o inconsapevole, di satana, il grande falsario, il quale, scimmiottando il Creatore, gode nell’ingannare e nell’attirare a sé con quei medesimi  metodi con cui Dio si rivela e si comunica alle creature. Facendo leva sulla loro golosità spirituale, l’astuta serpe presenta come parola celeste il suo veleno mortale e, rivestendosi da angelo di luce, illude gli ingenui di comunicare col cielo, quando invece stanno sprofondando nell’inferno.

Satana è il capostipite dei falsi profeti e il loro sottile ispiratore. Potremmo dire che egli è falso profeta per vocazione. Infatti la sua natura, come afferma Gesù, è quella di essere menzognero  e padre della menzogna. “ Egli non ha perseverato nella verità, perché non vi è verità in lui. Quando dice il falso, parla del suo.” ( Giovanni, 8,44).  Quando il demonio si avvicina, lo fa sibilando la sua lingua di serpente, pronto a mordere e a uccidere. Egli inganna sempre, qualunque parola pronunci. Anche quando sembra dire la verità, lo fa per attirare l’attenzione degli sprovveduti. per poter poi iniettare senza che se ne accorgano la dose mortale di veleno. “ In cauda velenum”, affermavano gli antichi. Il veleno si trova nella coda, come nello scorpione, nel senso che l’arte consumata di satana consiste nel simulare all’inizio le parole di verità per assestare alla fine il morso fatale. 

La vocazione di satana alla menzogna è dovuta al fatto che egli è l’avversario per eccellenza di Dio che è la verità. Dio attraverso innumerevoli vie non cessa di gettare nel mondo i semi della luce vera, finché, come compimento e dono supremo, il suo stesso Verbo di verità non è venuto sulla terra, ponendo la sua tenda in mezzo a noi. Satana fin dall’inizio contrasta con astuzia e ferocia la divina rivelazione, cercando in tutti i modi, anche i più sofisticati e impensabili, di adulterarla, di manipolarla, di mutilarla, di diffamarla e infine di perseguitarla, nella vana speranza di cacciarla da questo mondo e di spegnere la luce che lo illumina. Non si è adeguatamente compresa la natura di satana come “controrivelatore” e la sua attività di infaticabile falsario e manipolatore. Gesù ce l’ha rivelata, ma la sua parola sul demonio è rimasta troppo spesso trascurata.

Qual è l’azione di satana nel mondo? Anch’egli, come Gesù, è un seminatore, il quale però, dopo che è stato gettato a piene mani il buon seme,  sparge “la zizzania in mezzo al grano “ (Matteo, 13, 26).  Questa parabola mette in luce l’attività di satana come diffusore per eccellenza di falsità. Infatti, se il buon grano è la Parola di Dio, che arreca pace e gioia, la zizzania è  il complesso di menzogne che l’infaticabile  serpe diffonde nelle menti e nei cuori degli uomini, aizzandoli gli uni contro gli altri, e trovando in questo alleati formidabili in ogni tempo e in ogni angolo della terra. La negazione dell’esistenza di Dio, dell’anima e dell’aldilà, la negazione della divinità di Cristo e della parola del Vangelo,  la negazione della legge morale, la negazione dell’esistenza stessa della verità, come si potrebbero spiegare senza questa attività malefica che non ha mai sosta? Il suo è veramente il “potere delle tenebre” , dove la parola d’ordine è “menzogna”.

Colui che è ingannatore per vocazione, lo è necessariamente anche per professione. Essendo la mente dell’uomo per sua natura rivolta alla verità, il maligno ha bisogno di presentare il falso sotto forma di vero. Di qui la necessità di vestire i panni della religione e di presentarsi come un profeta di Dio e un testimone della verità. Egli lo fa mediante i suoi servitori, quelli che egli ha ingannato e ha attirato dalla sua parte. “ Il seme buono sono i figli del regno; la zizzania sono i figli del maligno” ( Matteo, 13,38). Essi sono mescolati insieme al buon grano, ma mimetizzati. Sono servitori della menzogna e del mentitore infernale, ma dichiarano di essere al servizio della verità divina. Operano fuori della Chiesa, ma anche al suo interno, con raddoppiata pericolosità.  La messa in guardia nei loro confronti da parte di Gesù Cristo e degli apostoli è fra le più vibranti di tutta la Sacra Scrittura.

(Continua)

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