Una domanda a padre Livio: il martirio ci aspetta?

Caro padre Livio, ascoltando per grazia di Dio, l’editoriale tutte le mattine, perché dalle origini di Radio Maria ho praticamente seguito tutto il cammino compreso anche l’esperienza di Medjugorje, mi sento sempre in sintonia con lei, e condivido di volta in volta il suo cambio di rotta rispetto ai veloci cambiamenti della situazione mondiale di cui siamo tutti spettatori.

Ora padre Livio, le domande sono tante, gli eventi anche, ma mentre noi aspettiamo il 25 del mese speranzosi in un messaggio che ci parla di Gesù che arriva a mettere fine a questa infinita agonia, la Mamma Celeste ci invita sempre più alla conversione del cuore, ad aprire i cuori a DIO, come ai primi tempi.

La mia domanda oggi, anche sollecitato da lei e madre di due figli atei è questa: noi cristiani stiamo ascoltando la voce dalla Mamma oppure stiamo seguendo ognuno una strada propria, dando il nostro tempo al sempre connesso, (anche seguendo tutto ciò che pare lecito e utile per il cammino) con i social che occupano tutto il tempo, svuotando le chiese, le messe, i confessionali ecc. lasciando comunque dentro di noi quel vuoto che solo stando alla SUA PRESENZA possiamo riempire ed essere trasformati.

Gli inganni di satana, come lei stesso va dicendo sono sottili e nascosti, l’anticristo si può manifestare attraverso questi ultimi e sempre più sofisticati mezzi per ubriacarci e poi lasciarci deboli e indifesi? 

Perché le nostre fragilità trovano proprio consolazioni nella immediatezza della rete e la serpe ci porta lontano dalla vera pace e dalla conoscenza della PAROLA di Dio che da risposta a tutto e come dice il grande prof. Binni l’unica risposta è nella croce di Cristo, accettata, vissuta e che porta alla vera pace.

È sottile e sempre più astuta, lui ci scruta e studia le nostre mosse, e anche una passeggiata nella natura può trasformarsi dalla contemplazione e preghiera al postare una bellezza del creato passando come normale.

È questa la falsa religione? 

È questo l’anticristo?

Il falso profeta può essere non un soggetto in sé ma una cultura come quella occidentale che mentre prova sempre più soluzioni per tirare a campare, lasciando un grandissimo resto di fratelli ad elemosinare alle nostre porte?

Caro padre Livio se i tempi sono apocalittici, e le scritture parlano ogni giorno di più, come mai siamo entrati piano piano in questo vortice e non  riusciamo a prendere decisioni drastiche e responsabili e noi cristiani stiamo assistendo tutto questo?

Può un telefonino aver preso totalmente il posto di Dio ed essere diventato ciò di cui parla l’apocalisse?

Io padre Livio le voglio molto bene, stiamo invecchiando insieme e lei che ogni giorno è guidato dall’ALTO continui a parlare nella verità a 360°

Il martirio ci aspetta.

Le voglio bene e l’abbraccio forte.

E come diceva Luisa Piccarreta forse ho detto degli sproloqui?

Non so

Laura 


Cara Laura,

la ringrazio per questa bella lettera con la quale ha messo a fuoco la  situazione di una umanità che, come ha detto la Madonna, “non vuole Dio e va verso la perdizione”.

Le persone, quando si allontanano da Dio, sono come foglie che si staccano da un albero. Svolazzano qua e là, poi seccano. Questa visione della vita è da brivido.

Eppure si diffonde con una tale capacità di seduzione che pochi ne sono immuni, in particolare i giovani. E’ la cultura del nulla, dell’indifferenza e del vuoto assoluto.

Mi chiedo; come uscirne? Senza il ritorno a Dio non ne usciamo. La Madonna è qui a ricordarcelo, ma pochi sono quelli che veramente la capiscono e la seguono.

Per questo ci sarà un ultimo appello nel tempo dei segreti. “Molte cose terribili” accadranno e Dio le permette perché gli uomini cambino.

Quanti cambieranno? Solo Dio lo sa. Ma di certo ci sarà una grande  purificazione, senza la quale il mondo si auto-distruggerebbe.

Così capiremo che Dio è la vita e senza di Lui c’è solo la morte.

Lei afferma nella sua lettera che il martirio ci aspetta. Ha toccato un punto sensibile del mio travaglio interiore, perché da una parte il martirio è una grazia, ma dall’altra mi chiedo come possiamo pensare di esserne degni.

Morire martiri per la fede in Gesù Cristo significa morire con Lui e con Lui risorgere alla vita eterna. Non credo che possa esserci una morte più  gloriosa di questa, con la quale partecipiamo al sacrificio di Cristo sulla Croce.

Mi domando se possiamo desiderarla e se possiamo chiederla espressamente. Ma forse l’atteggiamento migliore è quello di rimettersi totalmente alla divina volontà.

Nel frattempo seguiamo con decisione la Regina della  pace sulla strada della salvezza, senza tentennamenti e senza paure, perché la sofferenza è di un istante mentre la gioia del Cielo è per sempre.

Ave Maria

Padre Livio