"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Aprile 2023 Pagina 9 di 16

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

Medjugorje: Giovanni Paolo II e la Madonna apparvero insieme, ad Ivan, il giorno della morte del Papa

17 Maggio 2020 – Daniele Venturi

In una conversazione con Ivan Dragicevic, avvenuta il 26 giugno 2005, il veggente di Medjugorje, ha raccontato una vicenda che ha dell’incredibile!

Quel 25 giugno del 2005 a Medjugorje, durante l’apparizione  sono stati eseguiti degli esami medici sul veggente Ivan Dragicevic. Vediamo Ivan Dragicevic collegato a diverse apparecchiature mediche.

Ivan Dragicevic

– Ivan, sei tornato dall’America già da maggio per essere presente quì a Medjugorje per i pellegrini. Come è stato per te l’anniversario?

Ogni anniversario è un nuovo ricordo degli anni che sono dietro di noi. Non siamo solo noi a ricordare, ma la Madonna stessa ci riporta a quei primi giorni e agli anni che sono passati.

– Scegli alcuni momenti che sono stati particolarmente importanti.

Adesso sono ancora sotto l’effetto di tutto quello che è accaduto qui nei giorni passati. Le sensazioni che ho provato in quei giorni sono ancora molto vive in me.

Quando ripenso ai 24 anni trascorsi, vedo che ci sono state molte cose buone, ma anche cose cattive da parte del potere comunista. Ma se guardiamo le folle di persone che arrivano da tutto il mondo, oggi possiamo davvero essere grati alla Madonna per questo rinnovamento spirituale che Ella opera nella Chiesa e attraverso cui fa nascere un mondo nuovo.

Questo per me è il segno visibile più grande. Tutte queste persone diventano testimoni di un rinnovamento spirituale della Chiesa. Se ci guardiamo intorno nella chiesa di
Medjugorje, vediamo pellegrini che hanno sete di una fede viva, della confessione e dell’Eucarestia. Questo è ciò che la Madonna ha realizzato con la Sua umiltà-

La Gospa

-Nel giorno dell’anniversario hai assistito all’apparizione. Ci puoi descrivere la tua personale esperienza?

È un momento speciale, quando Lei viene ed è felice e serena. Questa volta, quando è venuta, ha visto gli strumenti che mi avevano applicato. Penso che l’anniversario non debba necessariamente essere il momento per effettuare esami scientifici, ma abbiamo acconsentito.

Per me l’anniversario significa gioia e naturalezza, che però questa volta non sono state complete perché dovevo stare attento ad inginocchiarmi per non staccare le apparecchiature che mi erano state applicate.

Personalmente penso che ormai potremmo smetterla con gli esami e i dubbi, e perciò dico che se si ha fede, non c’è bisogno continuamente di nuove prove scientifiche, poiché si può riconoscere dal di fuori, dai frutti, quello che realmente accade qui.

Giovanni Paolo II

-Ivan, durante l’apparizione hai visto il Santo Padre Giovanni Paolo Il. Ci puoi descrivere che cosa è successo?

Il 2 aprile 2005 ero in macchina già da tre ore sulla strada per il New Hampshire, uno Stato vicino a Boston, quando mia moglie mi ha chiamato per dirmi che il Papa era morto. Abbiamo continuato a guidare e siamo arrivati ad una chiesa dove si erano raccolte più di mille persone.

Il Rosario è iniziato alle 18 e l’apparizione è stata alle 18.40. La Madonna è arrivata molto gioiosa e come sempre ha pregato per tutti e ha benedetto tutti quelli che erano nella chiesa.

Dopo che Le ebbi raccomandato i presenti, è apparso alla Sua sinistra il Santo Padre. Aveva l’aspetto di una persona di circa 60 anni ma sembrava più giovane; era rivolto verso la Madonna e sorrideva.

Nel momento in cui osservavo il Santo Padre, anche la Madonna Lo guardava. Dopo un po’ di tempo, la Madonna ha guardato di nuovo verso di me e mi ha detto queste parole:

“Caro figliolo! Guarda, figlio mio, lui è con me”.

Il momento in cui ho visto il Santo Padre è durato circa 45 secondi. Se dovessi descrivere il momento in cui ho visto il Santo Padre a fianco alla Madonna, direi che era come avvolto da un intimo abbraccio della Madre celeste.

Non ho mai avuto la possibilità di incontrare il Santo Padre quando era in vita, anche se gli altri veggenti l’hanno incontrato personalmente diverse volte. Per questo oggi sono particolarmente grato alla Madonna per aver avuto l’opportunità di vedere il Santo Padre con Lei in Paradiso.

 – Che altro ci vuoi dire per concludere?

Quello che la Madonna ha cominciato qui a Medjugorje il 24 giugno 1981, quello che ha cominciato nel mondo, non si interrompe, ma continua. Vorrei veramente dire a tutti coloro che leggeranno queste parole, che tutti insieme dobbiamo accogliere quello che la Madonna desidera da noi così intensamente.

È bello descrivere la Madonna e tutte le altre cose esteriori che accadono, ma il fulcro sono i messaggi. Questi bisogna accogliere, vivere e testimoniare. Tutto quello che la Madonna ha progettato, lo realizzerà, anche senza di me, Ivan, o senza il parroco Padre Branko, anche senza il Vescovo Peric. Poiché tutto questo cammino è nei piani di Dio ed Egli è superiore a noi uomini.

Fonte:  “Medjugorje – Un invito alla preghiera

📖TESTI E DOCUMENTI 📑  

Accuse assurde e infamanti

A proposito delle presunte rivelazioni su Papa Wojtyla e il caso Orlandi

ANDREA TORNIELLI- Vatican  News  14 Aprile 2023

Pensate che cosa sarebbe accaduto se qualcuno fosse andato in televisione ad affermare, sulla base di un “sentito dire” proveniente da una fonte anonima e senza lo straccio di un riscontro o testimonianza anche soltanto di terza mano, che vostro padre o vostro nonno di notte usciva di casa e insieme a qualche “compagno di merende” andava in giro a molestare ragazze minorenni. E immaginate che cosa sarebbe successo se il vostro parente, ormai defunto, fosse universalmente conosciuto e da tutti stimato, a motivo di qualche importante ruolo ricoperto. Non avremmo forse letto commenti ed editoriali indignati per il modo inqualificabile con cui è stata lesa la buona fama di questo grande uomo, amato da tanti?

È accaduto davvero, purtroppo, con san Giovanni Paolo II, Pontefice della Chiesa cattolica dal 16 ottobre 1978 al 2 aprile 2005. L’accusa è stata lanciata da Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, la ragazza scomparsa nel centro di Roma in un pomeriggio di giugno del 1983. Pietro, in presenza del suo avvocato Laura Sgrò che annuiva, ha raccontato nel corso della trasmissione Di martedì condotta su La7 in prima serata da Giovanni Floris, che papa Wojtyla la notte usciva in compagnia di qualche monsignore per andare a cercare ragazzine. Il tutto è stato presentato come indiscrezione credibile, accompagnata da qualche sorrisino ammiccante, come si si parlasse di un segreto di Pulcinella. Prove? Nessuna. Indizi? Men che meno. Testimonianze almeno di seconda o terza mano? Neanche l’ombra. Solo anonime accuse infamanti.

Parole che Pietro Orlandi ha accompagnato all’audio attribuito ad un sedicente membro della Banda della Magliana il quale asserisce – anche lui senza prove, indizi, testimonianze, riscontri o circostanze – che Giovanni Paolo II “pure insieme se le portava in Vaticano quelle”, intendendo Emanuela e altre ragazze: per porre fine a questa “schifezza” il segretario di Stato di allora si sarebbe rivolto alla criminalità organizzata per risolvere il problema. Una follia. E non lo diciamo perché Karol Wojtyla è santo o perché è stato Papa.

Anche se questo massacro mediatico intristisce e sgomenta ferendo il cuore di milioni di credenti e non credenti, la diffamazione va denunciata perché è indegno di un Paese civile trattare in questo modo qualunque persona, viva o morta, che sia chierico o laico, Papa, metalmeccanico o giovane disoccupato. È giusto che tutti rispondano degli eventuali reati, se ne hanno commessi, senza impunità alcuna o privilegi.

È sacrosanto che si indaghi a 360 gradi per cercare la verità sulla scomparsa di Emanuela. Ma nessuno merita di essere diffamato in questo modo, senza neanche uno straccio di indizio, sulla base dei “si dice” di qualche sconosciuto personaggio del sottobosco criminale o di qualche squallido anonimo commento propalato in diretta Tv.

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Il cardinale Dziwisz: accuse ignobili e farneticanti su San Giovanni Paolo II

L’arcivescovo emerito di Cracovia, per quarant’anni segretario di Wojtyla, interviene sulle recenti dichiarazioni di Pietro Orlandi, fratello di Emanuela cittadina vaticana scomparsa nel 1983, circa presunti comportamenti inopportuni del Papa polacco. Il porporato auspica che l’“angosciante vicenda” si affranchi da “depistaggi, mitomanie e sciacallaggi” e che “l’Italia saprà con il suo sistema giuridico vigilare sul diritto alla buona fama di chi non c’è più”

Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano

“Ignobili insinuazioni”, “accuse farneticanti”, “irrealistiche” e “risibili”. Il cardinale Stanislaw Dziwisz interviene in difesa di San Giovanni Paolo II, il Papa che ha servito per oltre quarant’anni come segretario particolare, dopo le dichiarazioni del fratello di Emanuela Orlandi, la cittadina vaticana scomparsa nel 1983, su presunti comportamenti inopportuni da parte del Pontefice polacco.

Sul caso irrisolto della giovane Emanuela, sparita a 15 anni dopo una lezione di musica nel pieno centro di Roma, è stato riaperto nel gennaio di quest’anno un fascicolo dal promotore di Giustizia, Alessandro Diddi, anche sulla base delle richieste fatte dalla famiglia in varie sedi. Una decisione dell’Ufficio del Promotore che conferma la volontà della Santa Sede di fare chiarezza sulla vicenda, intraprendendo ogni azione possibile al fine di giungere ad una ricostruzione accurata degli eventi, per quanto di propria competenza.

Le dichiarazioni di Pietro Orlandi

Lo scorso martedì 11 aprile, subito dopo Pasqua, il fratello Pietro Orlandi, accompagnato dall’avvocato Laura Sgrò, è stato ricevuto da Diddi per rendere proprie dichiarazioni e offrire eventuali informazioni in suo possesso. Il colloquio con il promotore è durato quasi 8 ore, come reso noto dallo stesso Orlandi, il quale, tra le diverse interviste, ha partecipato la sera stessa ad una trasmissione televisiva italiana riportando le affermazioni di un membro della Banda della Magliana – organizzazione criminale da sempre citata nel caso Orlandi – su presunte uscite serali di Giovanni Paolo II e altri comportamenti inopportuni. Affermazioni, queste, riportate in un audio depositato all’Ufficio del Promotore di Giustizia, che non hanno alcun riscontro di prova e che hanno suscitato un’ondata di indignazione generale.

Depistaggi e mitomanie

In testa il cardinale Dziwisz che, in una nota diffusa in giornata, parla di “avventatissime affermazioni, ma sarebbe più esatto subito dire ignobili insinuazioni” da parte di Pietro Orlandi sul conto di Wojtyla “in connessione all’amara e penosa vicenda della sorella Emanuela”. Vicenda che il cardinale emerito di Cracovia giudica “angosciante” e che auspica possa affrancarsi “dal gorgo dei depistaggi, delle mitomanie e degli sciacallaggi” che l’hanno caratterizzata in questi quattro decenni.

Criminale lucrare sulla vicenda

“È appena il caso di dire che suddette insinuazioni, che si vorrebbero all’origine scaturite da inafferrabili ambienti della malavita romana, a cui viene ora assegnata una parvenza di pseudo-presentabilità sono in realtà accuse farneticanti, false dall’inizio alla fine, irrealistiche, risibili al limite della comicità se non fossero tragiche, anzi esse stesse criminali”, afferma Dziwisz.  Il cardinale riconosce che è “un crimine gigantesco” ciò che è stato fatto a Emanuela e alla sua famiglia, ma parimenti “criminale è lucrare su di esso con farneticazioni incontrollabili, volte a screditare preventivamente persone e ambienti fino a prova contraria degni della stima universale”.  

Vicini al dolore della famiglia

Ciò non toglie, scrive Dziwisz, che “il dolore incomprimibile di una famiglia che da 40 anni non ha notizie su una propria figlia meriti tutto il rispetto, tutta la premura, tutta la vicinanza”. A fronte di certe affermazioni che “hanno trovato eco sui social e in taluni media anzitutto italiani”, il cardinale si sente in dovere di testimoniare, come segretario particolare del Papa, “senza il timore di smentite”, che “fin dal primo momento il Santo Padre si è fatto carico della vicenda, ha agito e fatto agire perché essa avesse un felice esito, mai ha incoraggiato azioni di qualsiasi occultamento, sempre ha manifestato affetto, prossimità, aiuto nei modi più diversi alla famiglia di Emanuela”.

Auspicio del cardinale è la “correttezza da parte di tutti gli attori” e la speranza che “l’Italia, culla universale del diritto, saprà con il suo sistema giuridico vigilare sul diritto alla buona fama di chi oggi non c’è più ma che dall’alto veglia e intercede”.

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🔴LIVE 🔴EDITORIALE: LA GLORIA DI MARIA NELL’ANNUNCIO DEI SEGRETI

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🌟🖋️CI SCRIVONO🌟🖋️

Ave Maria padre Livio,

Maria ha la missione unica di Madre di Dio e l’ufficio di Corredentrice, e perciò Madre nostra.

Libro di cielo – Gesù a Luisa Piccarreta:


“Figlia mia, certe missioni e uffici hanno rinchiusi insieme tali doni, gra- zie, ricchezze e prerogative che, se non fosse per la missione o per l’occupazione dell’ufficio, non sarebbe necessario che si possedesse quel tanto che si possiede e che per necessità di disimpegnare l’ufficio è stato dato (…)

Oltre a Me c’è la mia Celeste Mamma, che ebbe la missione unica di Madre di un Figlio Dio e l’ufficio di Corredentrice del genere umano. Come missione di Maternità Divina fu arricchita di tanta Grazia che, unito tutto insieme il tutto delle altre creature celesti e terrestri, mai potranno uguagliarla. Ma ciò non bastò: per attirare il Verbo nel suo materno seno abbracciò tutte le creature, amò, riparò, adorò la Maestà Suprema per tutti, in modo da poter fare Lei sola tutto ciò che le umane generazioni dovevano verso Dio. Onde nel suo Cuore verginale aveva una vena inesauribile verso Dio e verso tutte le creature. Quando la Divinità trovò in questa Vergine il compenso dell’amore di tutti, si sentì rapire e vi fece il concepimento del Verbo, cioè l’Incarnazione. E come mi concepì, prese l’ufficio di Corredentrice e prese parte ed abbracciò insieme con Me tutte le pene, le soddisfazioni, le riparazioni, l’amore materno verso tutti. Sicché nel Cuore della Madre mia c’era una fibra d’amore materno verso ciascuna creatura. Perciò, con verità e con giustizia la dichiarai, quando Io stavo sulla Croce, Madre di tutti. Lei correva insieme con Me nell’amore, nelle pene, in tutto; non mi lasciava mai solo. Se l’Eterno non le avesse messo tanta Grazia da poter ricevere da Lei sola l’amore di tutti, mai si sarebbe mosso dal Cielo per venire sulla terra a redimere il genere umano. Ecco la necessità, la convenienza che, come missione di Madre del Verbo, dovesse tutto abbracciare e sorpassare tutto. Quando un ufficio è unico, viene come di conseguenza che a chi ne ha la missione nulla deve sfuggire, deve avere sott’occhio tutto, per poter porgere quel bene che possiede, deve essere come un vero sole, che può porgere luce a tutti. Ciò fu di Me e della mia Mamma Celeste. Ora, la tua missione di far conoscere l’Eterna Volontà s’intreccia con la mia e con quella della mia cara Madre…” (Libro di Cielo, Maggio 1,1925)


Ave Maria padre FIAT

Massimo 

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

LE INTERVISTE DI VICKA DI MEDJUGORJE SU RADIO MARIA (2,4)

Vicka di Medjugorje ha tenuto in diretta   su  Radio Maria cinque interviste che sono un importante documento  storico sulle  apparizioni di Medjugorje e una testimonianza di profonda spiritualità mariana. Le pubblichiamo suddividendole in puntate.

(Seconda  intervista- Medjugorje 4 Gennaio 2000)

La  presenza di Gesù  nell’Eucaristia è più grande dell’apparizione

Padre Livio:  Ora, Vicka, vorrei piuttosto chiederti un’altra cosa. Parlando con te si vede che hai maturato una tua ricchezza spirituale e anche una sapienza che non hai certo imparato sui libri.  Questa visione della vita così piena di luce, questa grande gioia che trabocca dal tuo cuore da dove viene? Vorrei chiederti: te l’ha insegnata la Madonna, oppure ti è bastato guardarla e contemplarla ogni giorno per crescere spiritualmente?

Vicka: Basta guardarla e stare con lei per maturare. Ma io non ho mai aspettato che la Madonna mi desse tutto, ma anch’io ho dovuto fare la mia parte. Sarebbe troppo facile se la Madonna desse tutto. Ma anche noi dobbiamo corrispondere. Io non ho mai chiesto una sola volta alla Madonna qualcosa per me e non voglio chiederlo.

Padre Livio: Tu però sei stata malata tante volte, anche gravemente. Non hai mai chiesto la guarigione per te?

Vicka: No, no, no! Questo no!

Padre Livio: Però la chiedi per gli altri.

Vicka: La chiedo per gli altri, ma per me mai.

Padre Livio: E tu non chiedi mai niente per te alla Madonna?

Vicka: Per me niente.

Padre Livio: Neanche i beni spirituali?

Vicka: Ma guarda, lei lo sa! Lei sa queste cose. Io dico alla Madonna di dirmi quando c’è qualcosa che non va, così io cambio subito.

Padre Livio: Tu chiedi alla Madonna di dirti se c’è qualcosa che non va, perché ti possa correggere?

Vicka: Certo, sì. Voglio correggermi.

Padre Livio: E non ti ha mai fatto nessuna osservazione?

Vicka: Per adesso no. Vedremo in avvenire.

Padre Livio: Forse non c’è bisogno che te lo dica lei, perché tu stessa senti nel cuore se c’è qualcosa che non va.

Vicka: La Madonna è nostra Madre e noi come suoi figli dobbiamo essere sempre pronti a cambiare quando lei ce lo dice o ce lo fa sentire.

Padre Livio: La Madonna comunque ti ha chiesto molto. Ti ha chiamato al suo servizio fin da quando eri una ragazza e ora sono quasi vent’anni.

Vicka: La Madonna non ha chiesto niente. Lei non forza, capito?

Padre Livio: Attira pian piano.

Vicka: Ecco, io ho detto alla Madonna: “ Ti offro tutta la mia vita e faccio tutto per amore tuo.” Questa è la mia risposta. Ho voluto collaborare liberamente con la Madonna, ma lei non ha forzato.

Padre Livio: Hai messo a disposizione tutta te stessa per la Madonna…

Vicka: Sì, tutto, tutto.

Padre Livio: Il tuo tempo, la tua salute, le tue energie…

Vicka: Tutto quello che c’è.

Padre Livio: Che cosa ti può chiedere ancora la Madonna?

Vicka: A me? Non lo so. Io sono pronta a tutto quello che lei chiede e a farlo con tutto il cuore. Non esiste nulla che non accetti.

Padre Livio: Qualcuno potrebbe pensare: “ Vicka in fondo è fortunata, perché la Madonna ha una predilezione nei suoi confronti. Ma noi poveretti…”

Vicka: Senz’altro io sono fortunata, ma voglio dare questa mia fortuna anche agli altri. Non voglio essere un’egoista, come se la Madonna mi avesse dato tutto questo amore solo per me. Lei ha scelto me, grazie a Dio, ma mi ha scelto per trasmettere questo suo amore. Da parte mia mi sforzo di fare il possibile per donare il suo amore agli altri.

Padre Livio: Il tuo è senza dubbio un dono speciale. Però tutti noi abbiamo i nostri doni, i nostri compiti e la nostra missione nella vita.

Vicka: Certo, io ho questo dono, ma anche tu, Padre Livio, come sacerdote, hai i tuoi doni, come quello di prendere Gesù vivo nelle tue mani e questa è una cosa più grande della stessa presenza della Madonna. La Madonna ce lo ha spiegato dicendo che Gesù è al primo posto e che la sua presenza nell’eucarestia e più grande dell’apparizione.

Padre Livio: Certo.

Vicka:  Così chi un modo chi in un altro riceve i suoi doni e il suo amore.

Padre Livio: Nessuno rimane a mani vuote.

Vicka: Però dipende anche da  come noi accettiamo questo dono.

Padre Livio: Come può ognuno scoprire la missione che Dio gli ha affidato nella vita?

Vicka: Prima dobbiamo conoscere noi stessi, come noi siamo, poi chiedere a Dio la luce per questa grazia, per questa missione. Se noi chiediamo col cuore, Dio risponde e ci fa sentire nel nostro cuore che cosa dobbiamo fare e che cosa vuole da noi.

Padre Livio: Non basta però discernere, occorre anche rispondere.

Vicka: Certamente.

Padre Livio: Quando è venuto Jakov a Radio Maria per rendere la sua testimonianza, ha fatto una affermazione che mi ha fatto riflettere. Quando la Madonna ha detto a te e a lui che vi avrebbe portato a vedere il paradiso, il purgatorio e l’inferno, Jakov  ha sostenuto che lui non voleva venire non soltanto perché era figlio unico, ma anche per un’altra ragione molto diversa.  Lui dice che aveva accolto con molta gioia le apparizioni della Madonna con tutto quello che esse comportano, ma andare anche nell’aldilà gli sembrava una cosa troppo grossa per lui, che era così piccolo. In altre parole aveva timore per questo nuovo dono.

Vicka: La mia reazione è stata diversa. Ricordo che io e Jakov eravamo nella sua casa quando è venuta la Madonna che ci ha detto che ci avrebbe portato a vedere il paradiso, il purgatorio e l’inferno. Jakov allora ha risposto alla Madonna di portare Vicka, perché lei aveva tanti fratelli e sorelle, mentre lui era figlio unico. Lui forse aveva paura di non ritornare più. Io invece pensavo fra me a quanto tempo, ore, giorni, settimane,   ci sarebbe voluto.

Padre Livio: Tu non hai avuto paura?

Vicka: No, no, non ci ho neppure pensato. Mi sono detta: “ Se la Madonna lo vuole, se è qualcosa che lei desidera, io obbedisco”. 

Padre Livio: Si deve fare sempre quello che lei dice.

(Continua)

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul messaggio del 25 marzo 2021

Cari amici,

il prossimo futuro è indubbiamente il Tempo dei Segreti. Nel messaggio del 25 marzo 2021 la Madonna ha detto:

«Cari figli! Anche oggi sono con voi per dirvi: figlioli, chi prega non ha paura del futuro e non perde la speranza. Voi siete stati scelti per portare la gioia e la pace, perché siete miei. Io sono venuta qui con il nome: Regina della Pace perché il diavolo vuole l’inquietudine e la guerra, vuole riempire il vostro cuore di paura per il futuro, ma il futuro è di Dio. Perciò siate umili, pregate ed abbandonate tutto nelle mani dell’Altissimo che vi ha creati. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».

La guerra in atto è selvaggia, non ci sono più regole. Il clima mondiale è pervaso dall’odio, che si declina in superbia, prepotenza, voglia di emergere. Questa premessa farebbe presagire un futuro all’orizzonte molto tribolato. Ma la Madonna ci ha detto che il futuro è di Dio!

Una delle strategie di satana è quella di impaurirci, di farci sopravvalutare la presenza del male e delle tenebre per paralizzarci. La Madonna ci ha messo in guardia di fronte a questo tentativo di satana di intimidirci nel messaggio del 25 agosto 1991: «Satana è forte e vuole disturbare i miei progetti di pace e di gioia e farvi pensare che mio Figlio non sia forte in ciò che ha deciso».

La gente tende a guardare scenari paurosi, spaventosi, piuttosto che guardare al futuro con speranza. Gli scenari spaventosi sembrano più corrispondenti alla realtà, basti pensare ai fatti di cronaca. Anche gli stessi messaggi della Madonna che ci descrivono lo stato spirituale del mondo, che ha deciso di eliminare Dio, ha deciso per la morte, ci fa pensare che la prospettiva futura non possa che essere terrificante.; viene da pensare che se vincerà il bene, l’amore, la Madonna, il prezzo da pagare sarà altissimo.

Noi non possiamo entrare nei particolari e non possiamo certamente sapere come sarà il mondo al termine dei Segreti. Non possiamo sapere nemmeno quante anime saranno salvate e quante perdute. Sappiamo solo che la Regina della pace ha detto di aiutarla a cambiare il mondo e Mirjana ha detto che attraverso gli eventi dei Segreti la Madonna ha deciso di cambiare il mondo, in meglio ovviamente.

Al termine della grande prova, allora ci troveremo in una situazione infinitamente migliore di adesso. È una considerazione da tenere ben presente. Il futuro è di Dio, ha detto Maria. Dio può fare cose incredibili, può fare cose nuove!

Il Cuore di Maria veramente trionferà e per il mondo ci sarà un tempo di prosperità e pace. Questa è una certezza, è un punto fermo. Nel nostro cammino spirituale dobbiamo procedere con la certezza che il futuro è di Dio e che quella di satana altro non è che una falsa forza.

Il termine “trionfo” sta a indicare il massimo successo conseguito. Quella di Maria non sarà una semplice vittoria, sarà un vero e proprio trionfo, lo ha detto Lei stessa. La vittoria di Maria sarà totale, radicale, assoluta. Vuol dire, allora, che non avverrà in un contesto di desolazione, di rovina, di devastazione.

L’atteggiamento interiore giusto non è quello della paura, dell’angoscia, del terrore, di scenari distruttivi e depressivi, ma la prospettiva è quella di una grande lotta spirituale, di una forte testimonianza di fede e speranza, insieme alla gioia.

Andiamo avanti con fede ferma, coraggiosa testimonianza, atteggiamento interiore di pace e speranza, con la certezza che il futuro è di Dio.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

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