"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Aprile 2023 Pagina 8 di 16

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale su San Giovanni Paolo II

Cari amici,

la statura spirituale di San Giovanni Paolo II è talmente alta da essere al di sopra di meschini attacchi. Il fatto che si sia arrivati a questo punto sta a indicare a che degrado è arrivata la nostra società e quale sia la furia del principe di questo mondo contro la pietra sul quale Cristo ha edificato la Sua Chiesa.

Quello che è accaduto è un fatto gravissimo che non deve essere sottovalutato e deve essere visto nella prospettiva dei Segreti di Medjugorje che riguardano il mondo e soprattutto la Chiesa. Si prospetta un tempo di persecuzione alla Chiesa, basti pensare anche all’immagine del Segreti di Fatima: la Chiesa con a capo un vescovo vestito di bianco che sale al Calvario e viene colpita da frecce e spari. Le frecce sono le diffamazioni, sono le armi della lingua. Prima si demotiva e poi si uccide: è il metodo di satana, menzognero e violento. Satana è padre della menzogna e omicida.

Questo attacco alla figura di San Giovanni Paolo II è insensato e crudele.

Il giorno in cui Wojtyla è volato al Cielo, il veggente Ivan era negli Stati Uniti e accanto alla Madonna gli è apparso il Santo Padre. È stata una testimonianza da parte della Madonna. Pensiamo ai funerali di San Giovanni Paolo II: era presente il mondo intero quanto a rappresentanze politiche, culturali, valoriali. La folla era immensa.

Pensavamo che la Madonna non avesse bisogno di dare questo segno di vicinanza al Santo Padre, invece ne aveva bisogno. Maria già conosceva l’attacco di satana, perché di questo si tratta.

Guai a noi se sottovalutassimo questo attacco al Papa e alla Chiesa. È come il latrato di un cane a cui tutti gli altri cani si uniscono.

Siccome la televisione è lo strumento attraverso il quale il diavolo ha deciso di distruggere la fede e la morale, dobbiamo preoccuparci di chi vede e non conosce, non sa e quindi viene travolto da questo vortice di fango. È una tattica bene pensata da parte del demonio, dobbiamo prendere le misure necessarie, non possiamo assolutamente subire, guardare quel che accade e scappare vigliaccamente in qualche angolo buio dove nessuno vede che siamo cristiani.

La fede deve essere salvaguardata! Il valore di Pietro e dei suoi successori deve essere riscoperto e proclamato.

Dice il Vangelo di Matteo 16,13-20: 
Gesù, giunto nei dintorni di Cesarea di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «Chi dice la gente che sia il Figlio dell’uomo?» Essi risposero: «Alcuni dicono Giovanni il battista; altri, Elia; altri, Geremia o uno dei profeti». Ed egli disse loro: «E voi, chi dite che io sia?» Simon Pietro rispose: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». Gesù, replicando, disse: «Tu sei beato, Simone, figlio di Giona, perché non la carne e il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli. E anch’io ti dico: tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia chiesa, e le porte dell’Ades non la potranno vincere. Io ti darò le chiavi del regno dei cieli; tutto ciò che legherai in terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai in terra sarà sciolto nei cieli». Allora ordinò ai suoi discepoli di non dire a nessuno che egli era il Cristo.

Queste parole del Vangelo vanno lette e rilette, interiorizzate e approfondite. Sono talmente chiare che parlano da sole. Gesù ha detto chi è Pietro, qual è il suo ruolo, ha dato la caratura della sua missione.

Cristo stesso ha scelto Pietro come capo degli Apostoli e tutti i successori che sono i vescovi di Roma. È lì che Pietro ha dato la sua vita e lì fin dall’inizio il vescovo di Roma ha preso la successione petrina fino a oggi.

La Chiesa ha una pietra invisibile che è Cristo, che i costruttori hanno scartato ma che è divenuta pietra d’angolo; la pietra visibile è il Papa che è il rappresentante di Cristo. È per questa pietra invisibile e visibile che tutti i tentativi delle porte dell’inferno non potranno prevalere.

Il fatto che ci sia Cristo come pietra invisibile e Pietro (e i suoi successori) come pietra visibile è una barriera contro la quale satana sfracellerà la testa.

Grazie a questa pietra invisibile e visibile le porte della Chiesa in tutti i loro assalti non prevarranno, fino alla fine del mondo. L’unica vera Chiesa è quella Cattolica, che ha a capo Pietro, è l’unica Chiesa che Cristo ha edificato.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Prove generali

Carissimo,

come mi aspettavo le calunnie verso, anzi, contro la chiesa romana hanno cominciato a mirare grosso, e nel folto vociare di una massa pseudo cristiana  allo sbando ( dove molti si ricrederanno impauriti dagli eventi) .

Il diavolo è un’essere per sua natura ridicolo, ma questo non ferma i suoi poteri di suggestione, più grande è la  malvagia suggestione, più imponente sarà il fuoco illuminante che brucerà da una parte e illuminerà dall’altra la storia di questo vecchio mondo.

Le prove generali stanno arrivando al suo culmine, siamo all’anticamera degli eventi che riguarderanno  la fine di una certa tipologia di mondo.

 Dietro all’attacco di Giovanni Paolo II l’est imperialista russo fa convergere tutte quelle mentalità pseudo-aperte che si fregiano di possedere l’essenza della verità, a volte facendola apparire come un’utopia irraggiungibile se non nei modus vivendi del relativo.

l risveglio per questi signori, piccoli e grandi, sarà ben amaro, per loro sarà terribile ” conoscere” l’aspetto reale della loro anima, tale consapevolezza che arriverà come un ladro nella notte non lascerà vie di fuga con le quali scampare.

 Le prove generali stanno finendo, ci avvicineremo velocemente a una resa dei conti che darà il totale di una retribuzione spirituale generale e personale poi.

Nessuno o quasi se lo aspetta, tutti pensano che si andrà avanti con i ricicli dei soliti avanzi di mondo come negli ultimi decenni vissuti fin qua, ma “la botta” sarà sfolgorante e incontrovertibile. 

Questo sarà il tempo di noi mariani, oggi resistiamo, domani saremo irresistibili.

Ave Maria caro P.Livio.

Giuseppe.

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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☕️ IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P.LIVIO ☕️

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

L’attacco alla  figura di S. Giovanni Paolo II è un segno allarmante

Caro padre Livio,

ho visto dal suo blog che lei ha riportato degli articoli riguardanti l’ignobile attacco alla figura di Giovanni Paolo II nella vicenda di Emanuela Orlandi.

 Screditare un Papa santo è già l’anticipo di quello che accadrà nei 10 segreti di Medjugorje. Vedremo se l’Italia e il suo sistema giuridico saprà difendere la memoria di Giovanni Paolo II per le parole dette dal suo segretario particolare Dzwisz e dai giornalisti, sperando che si sollevi un’indignazione generale, perché se questo non dovesse avvenire allora cominciano ad avverarsi anche le profezie della beata suor Elena Aiello riguardante la chiesa e il Vaticano.

Purtroppo caro padre quando si deve parlare male della chiesa, del Vaticano, dei Papi, anche i credenti concorrono a farlo.

 I cristiani che seguono la Madonna specialmente a Medjugorje devono saper difendere ciò che ci appartiene e a proposito di Giovanni Paolo II non si può pensare male perché il veggente Ivan l’ha visto accanto alla Madonna quando morì!! ( Posso pensare che ci si può sbagliare su questa terra nel valutare le varie situazioni, ma se una persona della caratura di Giovanni Paolo II è stato visto accanto alla Madonna non ci sono né dubbi, né ombre)

Con affetto Ave Maria!! Franca

Cara Franca,

ieri all’Angelus abbiamo applaudito di cuore alle  parole di Papa Francesco che ha stigmatizzato l’attacco alla figura di S. Giovanni  Paolo II con parole inequivocabili: “illazioni  offensive  e infondate”.

Tuttavia  non  si può  sottovalutare quanto è  accaduto, che  è gravissimo,  in particolare in un paese come  l’Italia.

In realtà  si  tratta di un attacco alla Chiesa cattolica e  al papato,  colpendone una delle figure più significative.

Questo ci porta  oltre  gli attori visibili, perché i  fili che  muovono le  marionette sono altrove.

Non  per nulla  in Polonia è  stato detto che chi, nel 1981, ha tentato di uccidere Papa Woityla, ci ha provato una seconda  volta.

Bisogna prendere atto che   la Chiesa cattolica  è sotto attacco di forze malvage, di  diversa  provenienza,  ma fra  loro coalizzate.

Non  è più possibile subire passivamente, ma bisogna dare vita una resistenza spirituale cattolica, attraverso una rete capillare  di gruppi di preghiera mariani.

Il  primo passo che suggerisco è  di spegnare la televisione, specialmente quelle che si segnalano per attacchi alla Chiesa e al Papa.

Per loro perdere  ascoltatori, anche  pochi,  è un segnale di morte che temono più  di ogni altra  cosa.

Dedichiamo la serata  alla  recita del  Rosario perché, senza la fede e  la preghiera, rischiamo di essere travolti da queste macchine di fango che abbiamo in  casa.

Ave  Maria

Padre  Livio

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

LA MIA VITA PER   LA  GOSPA

Cari amici,  per  due volte alla  settimana,  vi racconto sul Blog  la storia  delle apparizioni della Madonna   a  Medjugorje, così come io  l’ho  vissuta  dai primissimi anni fino ad  oggi.

Vostro  Padre  Livio


18. La gente  va a  Medjugorje perché si sente chiamata

Al termine dei messaggi dati alla parrocchia la Regina della pace ogni volta ringrazia per aver risposto alla chiamata. Quale chiamata? Alcuni interpretano queste parole come se la “Gospa” invitasse ad andare a Medjugorje.

Indubbiamente si tratta anche di questo, perché la Madonna ha assicurato che in quella “oasi di pace”  concede particolari grazie. Chi dei milioni dei pellegrini che si sono recati a Medjugorje non potrebbe confermarlo? Tuttavia il significato è più profondo e più vasto e si rivolge a tutte quelle persone che accolgono la presenza di Maria e i suoi messaggi, anche rimanendo a casa propria.

 Nell’attuale società mass-mediatica si può seguire lo svolgimento degli eventi in tempo reale. Inoltre i veggenti partecipano spesso agli incontri di preghiera che si tengono in ogni parte del mondo. La chiamata di Maria, prima rivolta agli abitanti del villaggio e a quelli dei dintorni, è divenuta col tempo una chiamata globale, rivolta all’intera umanità.

Tutti oggi la possono ascoltare e sentirsi coinvolti in prima persona. Si tratta di un appello alla conversione, rivolto in termini drammatici e ultimativi alla nostra generazione.” Sono venuta per chiamare il mondo alla conversione per l’ultima volta. In seguito non apparirò più sulla terra. Queste sono le mie ultime apparizioni ( 2 – 5 – 1982).

 Si tratta di un richiamo così forte e universale come mai prima era accaduto. E’ lo stesso appello di Gesù quando ammonisce: “Se non vi convertirete perirete tutti” ( Lc 13,3), con la differenza che ora risuona fino agli estremi confini del mondo e tutti gli uomini lo possono sentire.

La “Gospa” ha più volte accennato al numero di quelli che hanno accolto il suo invito, a quelli che, dopo aver risposto, non hanno perseverato e alla moltitudine enorme di coloro che sono rimasti indifferenti o, peggio ancora, irridenti e ostili.

Chi segue Gesù per amore è sempre stato un piccolo gregge. Le folle avanzano e si ritraggono come le maree. Ricorrono a Dio nell’indigenza e lo dimenticano nell’abbondanza. La Madonna non si è fatta certo delle illusioni, ben sapendo che insieme a lei sotto la croce, c’era un gruppetto sparuto e vacillante.

Tuttavia non ha taciuto la sua gioia per il flusso dei pellegrini che, a ondate sempre più grandi, si è rinnovato dai primi giorni fino ad oggi. Attualmente i pellegrini che giungono a Medjugorje da ogni parte del mondo trovano un’accoglienza ben organizzata, sia nelle pensioni gestite dalle famiglie, sia negli alberghi che si moltiplicano un po’ selvaggiamente.

Non mancano le critiche di chi grida alla speculazione edilizia e alla fame di arricchimento. In realtà fin dall’inizio si è posto il serio problema di offrire un tetto e un pasto alle moltitudini che accorrevano. Il fiume nel tempo si è andato sempre più ingrossando , mentre le esigenze delle persone, spesso anziane e malate, si sono andate moltiplicando.

 Il viaggio a Medjugorje è lungo e faticoso. Quando si arriva in quell’oasi di pace si desidera una sistemazione adeguata per riposare nel corpo e nello spirito. Ne sanno qualcosa i pellegrini della prima ora, quando dovevano cercare alloggio negli alberghi della costa e sottoporsi a un via vai estenuante.

Gesù stesso ha provveduto a sfamare le folle che lo seguivano, sia pure con un miracolo che lui solo poteva compiere. Tuttavia qualcosa di simile è accaduto nei primi mesi delle apparizioni, quando la gente del villaggio si è prodigata con una generosità incredibile per ristorare le migliaia di persone che accorrevano sul Podbrdo.

Già il terzo giorno le persone si contavano a centinaia, il quarto a migliaia. Il contesto era quello di un paese governato da un regime di polizia che mal tollerava le manifestazioni pubbliche che non fossero organizzate dallo stato. Nessuno, tanto meno i veggenti, avevano detto alla gente di venire. Il flusso cresceva di giorno in giorno e da allora non si è mai fermato, neppure in tempo di guerra.

Man mano che i giorni passavano le persone venivano da sempre più lontano, spesso a piedi o con mezzi di fortuna:

 “Prima passavano dalle nostre case. Era gente stanca, povera e affamata. Dovevi occuparti di loro. Come non farlo? …La cosa più difficile era trovare dove farli pernottare. Grazie a Dio eravamo in estate e poi all’inizio dell’autunno: perciò ci si è arrangiati…Nessuno può immaginare quali difficoltà abbiamo avuto con la gente… ..Già dopo il quarto giorno venivano a migliaia a Podbrdo fin dal mezzogiorno e anche prima. Si arrostivano al sole e tra i cespugli di spine; senza cibo, senz’acqua e con tante altre difficoltà…Poi tutti scendevano giù da noi : chiedevano acqua, pane qualunque altra cosa…Si distribuiva fin che ce n’era. Presto venne a mancare l’acqua anche per noi. Conosco un uomo che ha distribuito tutto: non solo l’acqua, ma anche il vino, la grappa , finché ne aveva.  Ha comprato 7-8 cisterne d’acqua e l’ha distribuita alla gente…Non ha voluto da nessuno neanche un soldo…Alcuni rimanevano anche due o tre giorni. Il peggio era che a noi veggenti non davano pace. Ognuno voleva parlare con noi. Chi chiedeva una cosa, chi un’altra. Chi avrebbe potuto rispondere a tutti, benché noi lo avessimo desiderato? Questi incontri si protraevano anche fin dopo la mezzanotte. Spesso volte non si ha il tempo neanche di mangiare.” (Vicka).

La disponibilità degli abitanti di Medjugorje nei confronti dei pellegrini ha assunto nel corso degli anni i tratti di un servizio che potesse assicurare loro il pane quotidiano. Tuttavia non si possono dimenticare le straordinarie manifestazioni di generosa accoglienza che hanno caratterizzato soprattutto i primi mesi, fino all’approssimarsi dell’inverno.

Viene spontaneo chiedersi: chi muoveva tutta quella gente, molto simile alle moltitudini evangeliche che seguivano Gesù? Medjugorje era un villaggio sperduto, le vie di comunicazione erano disagevoli, il contesto politico e sociale si mostrava  ostile.

Arrivare sul Podbrdo significava fatica e sacrificio. La serietà dei pellegrini è uno dei tratti caratteristici di Medjugorje. In tanti anni non ho mai visto eccessi. La gente è ordinata, prega e si confessa. Verso i veggenti si comporta con rispetto, senza fanatismo. Ognuno vive dentro il suo cuore la grazia della chiamata.

 Quelli che si mettono in viaggio hanno la percezione di rispondere a una voce interiore che li invita. I pellegrinaggi a Medjugorie sono viaggi dello spirito. Non hanno nulla che possa assomigliare al turismo religioso.

 La preghiera, la confessione e il cambiamento di vita sono i tratti fondamentali di questo straordinaria esperienza spirituale. La sua durata nel tempo non ha spiegazioni umane. I fenomeni di fanatismo sono polveroni passeggeri. 

E’ inutile tentare di spiegare Medjugorje come un fenomeno propagandistico. Il villaggio ha vissuto dieci anni di restrizioni e di persecuzioni  da parte del regime comunista, poi circa quattro anni di guerra feroce, che lo hanno isolato dal mondo.

Anche dopo non sono mancate opposizioni di ogni genere, che continuano tutt’ora. Satana ha compreso fin dall’inizio che la posta in gioco era molto alta e ha dispiegato la sua malefica potenza per fermare il piano della Madonna, senza però riuscirci. I servi presuntuosi e sciocchi che si sono messi al suo servizio  non hanno ottenuto nulla se non vergogna per se stessi. 

Tutto invece appare chiaro con la presenza della Madonna, che ha un potere irresistibile di attrazione sul cuore dei suoi figli. La gente va a Medjugorje, perché si sente chiamata. Non poche delle persone che vi giungono sono dei cani sciolti, lontani dalla Chiesa.

Arrivano a Medjugorje come all’estremo lembo di terra al quale aggrapparsi per non affondare. Il fatto che la Santa sede abbia autorizzato i pellegrinaggi privati, ma non quelli ufficiali della Chiesa, ha avuto come effetto che una parte significativa di pellegrini siano delle pecorelle fuori dal recinto dell’ovile. E’ giusto affermare che le moltitudini che vanno a Medjugorje rispondono a una chiamata?

La Madonna lo ha detto esplicitamente, precisando però che il suo invito è rivolto al mondo intero. “Sono venuta per chiamare il mondo alla conversione per l’ultima volta”  (2.5. 1982). La maggior parte dei pellegrini che si recano a Medjugorje iniziano un cammino di conversione.

Molti sentono il bisogno di ritornarvi, anche più volte all’anno, per rinnovare il fervore e per consolidare i propositi. Quasi la totalità di quelli che vi si recano tornano a casa pieni di gioia. Che cosa è avvenuto? Hanno sperimentato col cuore ciò che sapevano solo a parole:  che la Madonna è viva ed è presente nella nostra vita. Più ancora, scoprono di avere una Madre.   

Il Papa difende san Giovanni Paolo II “oggetto di illazioni offensive e infondate”

Dopo il Regina Caeli Francesco ha parlato del predecessore dicendosi “certo di interpretare i sentimenti dei fedeli di tutto il mondo” e rivolgendo “un pensiero grato” alla sua memoria

VATICAN NEWS-16 Aprile 2023

Dopo la recita del Regina Caeli, Papa Francesco ha difeso il predecessore san Giovanni Paolo II, la cui figura negli ultimi giorni è stata al centro di accuse infamanti legate al caso Orlandi, mosse sulla base di anonimi “si dice”, senza testimonianze o indizi. Accuse che il Pontefice ha definito “illazioni offensive e infondate”

Accuse assurde e infamanti

Ecco le parole di Francesco, che dopo aver salutato i gruppi della Divina Misericordia presenti in piazza San Pietro ha aggiunto: “Certo di interpretare i sentimenti dei fedeli di tutto il mondo, rivolgo un pensiero grato alla memoria di san Giovanni Paolo II, in questi giorni oggetto di illazioni offensive e infondate”.

⚪️🔴DALLA NOSTRA CAPPELLA P.LIVIO COMMENTA IL VANGELO FESTIVO DOMENICA DELLA DIVINA MISERICORDIA🔴⚪️

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Come ricevere le onde del Volere Divino – Formazione della vita divina

Ave Maria padre Livio,

Nel seguente brano degli scritti della serva di Dio Luisa Piccarreta, Gesù raccomanda a tutte le creature di prestare attenzione alle onde divine. La creatura viene assalita da tutti i lati dalla Divina Volontà, per averla a sé, e per formare la sua vita divina nella creatura cambiando la sua sorte. La formazione della vita divina nel profondo dell’anima.

(Libro di cielo, Settembre 17, 1933)

(1) Sono sotto le onde eterne del Voler Divino, e mi sembra che vuole che faccia attenzione a queste onde, le riconosca, le riceva in me, le ami, per dirmi: “Sono il Volere eterno che ti sto sopra, che ti circondo ovunque, investo il tuo moto, il tuo respiro, il tuo palpito, per farlo mio, per farmi il largo e così poter distendere la mia Vita in te, sono l’immenso che mi voglio restringere nella piccolezza umana, sono il potente che mi diletto di formare la mia Vita nella debolezza creata, sono il santo che voglio tutto santificare, fammi attenzione e vedrai che so fare, e che farò nell’anima tua”. Ma mentre la mia mente era tutta occupata del Voler Divino, il mio sempre amabile Gesù, ripetendo la sua breve visitina, mi ha detto:

(2)Figlia mia benedetta, la mia Volontà è la motrice che con costanza ferrea assale la creatura da tutti i lati, dentro e fuori, per averla a sé, e formare il gran prodigio di formare la sua Vita Divina nella creatura; Essa, si può dire che l’ha creato per formare e ripetere la sua Vita in essa, ed a qualunque costo ne vuole l’intento, ed in tutte le cose si gira intorno a lei, e sembra che le dica: “Guardami, son’Io, conoscimi, vengo per formare la mia Vita in te, e facendole da assalitrice, l’assale dentro e fuori, in modo che chi le fa attenzione sente la mia Divina Volontà rigurgitante dentro e fuori di sé, che sta formando il prodigio della sua Vita Divina, cui non li è dato di resistere alla sua potenza, e sai che cosa fa questa mia Volontà Divina? Dà Vita, richiama a vita tutto, fa sorgere in questa Vita tutto ciò che ha fatto e che è stato fatto di bene da tutte le creature, suscita il dolce ricordo delle sue opere, come presente e in atto, come se le ripetesse, niente sfugge da questa Vita, si sente la pienezza di tutto, ed oh! come la creatura si sente felice, ricca, potente, santa, sente il corredo di tutto gli atti buoni degli altri, e per tutto ama, glorifica il Fiat Divino come se fossero suoi, ed il mio Volere si sente ridare da essa le sue opere, quindi l’amore, la gloria delle sue opere divine, e ripetere col ricordo la gloria e l’amore delle altre creature. Oh! quante opere messe in oblio, quanti sacrifici, quanti atti eroici dimenticati, che sono stati fatti dalle umane generazioni, che non ci si pensano più, e quindi non vi è né la ripetizione continua della gloria, né chi rinnovi l’amore di quegli atti, e la mia Divina Volontà formando la sua Vita nella piccolezza umana, fa sorgere il ricordo di tutto, per dare e per ricevere tutto, accentra tutto in essa e forma il suo accampamento divino. Perciò sii attenta a ricevere queste onde del mio Volere, esse si riversano su di te per cambiare la tua sorte, e se tu le ricevi, sarai la sua fortunata creatura”.

(3) Dopo ciò continuavo a pensare alla Divina Volontà, e pensavo tra me: “Ma come si può formare questa Vita Divina nell’anima?” Ed il mio dolce Gesù ha soggiunto:

(4) “Figlia mia, la vita umana è composta di anima, di corpo, di membra distinte l’uno dall’altro, ma chi è il moto primario di questa vita? La volontà, sicché senza di essa non potrebbe fare le belle opere, né acquistare scienza, né essere capace d’insegnarle, perciò tutto il bello della vita scomparirebbe dalla creatura, e se bellezza, dote, valore, ingegno possiede, si deve attribuire al moto d’ordine che tiene la volontà sulla vita umana. Ora, se questo moto d’ordine lo prende la mia Divina Volontà sulla creatura, vi forma dentro di essa la Vita Divina, sicché, purché la creatura si sottopone a ricevere il moto d’ordine della mia Volontà, dentro e fuori di sé, come moto primo di tutti gli atti suoi, già viene formata questa mia Vita Divina, e prende il suo regio posto nel fondo dell’anima. Il moto dice vita, e se il moto ha principio da una volontà umana, si può chiamare vita umana, se invece il principio è della mia Volontà, si può chiamare Vita Divina. Vedi com’è facile formarla questa Vita, purché la creatura lo voglia; Io non voglio, né chiedo mai cose impossibili dalla creatura, anzi prima la facilito, la rendo adattabile, fattibile, e poi la chiedo; e mentre la chiedo, per essere più sicuro che possa fare ciò che voglio, mi offro Io stesso a fare insieme con essa ciò che voglio che faccia, posso dire che mi metto a sua disposizione affinché trovi forza, luce, grazia, santità non umana ma divina, Io non ci bado né a quello che do, né a quello che fo, quando la creatura fa ciò che voglio, l’abbondo tanto, da farle sentire non il peso, ma la felicità del sacrificio che sa dare la mia Divina Volontà.

(5) E come la vita umana tiene la sua vita, le sue membra distinte, le sue qualità, così il nostro Essere Supremo tiene le sue qualità purissime, non materiali, perché in Noi non esiste materia che formano la nostra Vita; unite insieme santità, potenza, amore, luce, bontà, sapienza, onniveggenza di tutto, immensità, eccetera, formano la nostra Vita Divina, ma chi costituisce il moto, chi regola, chi svolge con un moto incessante ed eterno tutte le nostre qualità divine? “La nostra Volontà, Essa è la motrice, la dirigente, che dà a ciascuna qualità nostra la vita operante, sicché se non fosse per la nostra Volontà, la nostra potenza sarebbe senza esercizio, il nostro amore senza amare, e così di tutto il resto. Vedi dunque come il tutto sta nella Volontà, e perciò col darla alla creatura diamo tutto, e siccome sono le nostre piccole immagini create da Noi, i nostri fiati, le piccole fiammelle d’amore sparso da Noi in tutto il creato, ecco perciò le demmo una volontà libera unita alla nostra, per formare i nostri facsimile da Noi voluti, non vi è cosa che più ci glorifica, che più ci ama, che ci rende contenti, che trovare la nostra Vita, la nostra immagine, la nostra Volontà nell’opera nostra da Noi creata, perciò il tutto affidiamo alla potenza del nostro Fiat, per ottenere l’intento.

(6) Figlia mia, tu devi sapere che tanto nella nostra Divinità nell’ordine soprannaturale, quanto nell’ordine naturale delle creature, vi è una virtù in natura, una prerogativa innata, di voler produrre vita, immagini che lo somigliano, e quindi una smania d’amore, un desiderio ardente di riversare sé stesso nella vita ed opera che si produce; in tutta la Creazione non vi è cosa che non ci somigli: Il cielo ci somiglia nella immensità; le stelle nella molteplicità delle nostre gioie e beatitudini infinite; nel sole c’è la somiglianza della nostra luce; nell’aria la somiglianza della nostra Vita che si dà a tutti, è di tutti, e nessuno le può sfuggire, ancorché il volessero; nel vento che mentre si fa sentire, ora con impeto, ora come carezzando dolcemente le creature e tutte le cose, ma non lo veggono, la nostra potenza ed onniveggenza che tutto vediamo, tutto sentiamo e come in pugno racchiudiamo tutto, pure non ci veggono; insomma non vi è cosa che non c’è una nostra similitudine, tutte le nostre opere danno di Noi, ci decantano, e ciascuna tiene l’ufficio di far conoscere ciascuna qualità del loro Creatore. Ora, nell’uomo non era solamente opera che facevamo, ma vita umana e Vita Divina che creammo in lui, perciò aneliamo, vogliamo, sospiriamo di riprodurre in lui la Vita e l’immagine nostra, giungiamo fino ad affogarlo d’amore, e quando non si fa affogare, perché è libero di sé stesso, giungiamo a perseguitarlo d’amore, non facendole trovare pace in tutto ciò che sfugge da Noi, non trovando Noi stessi in lui, le muoviamo guerra incessante, perché vogliamo la nostra immagine bella, la nostra Vita riprodotta in lui. E siccome tutte le cose sono fatte ed innestate da Noi, anche nell’ordine naturale c’è questa virtù di voler produrre cose e vita simile; vedi, una madre genera un bambino, tutte le sue ansie e desideri è che lo vuole simile a sé, e sospira di vederlo alla luce, simile ai suoi genitori, e se il bambino è simile a loro, oh! come ne sono contenti, se ne fanno un vanto, lo vogliono far vedere da tutti, lo crescono con le loro abitudini, a modo loro, insomma questo bambino diventa la loro preoccupazione e la loro gloria, ma se invece è dissimile dai genitori, brutto, deforme, oh! come ne restano amareggiati, tormentati, e giungono a dire con sommo dolore: “Pare che non sia figlio nostro, del nostro sangue”. Vorrebbero quasi nasconderlo per non farlo vedere a nessuno, sentendosi umiliati e confusi, e questo bimbo sarà la tortura dei loro genitori per tutta la vita. Tutte le cose posseggono la virtù di riprodurre cose simili, il seme produce l’altro seme, il fiore l’altro fiore, l’uccello l’altro uccellino, e così di tutto il resto, non produrre cose simili è andare contro natura divina ed umana. Perciò il non avere la creatura simile a Noi è uno dei nostri più grandi dolori, e solo chi viva di Volontà nostra potrà essere di gioia, e portatrice di gloria e di trionfo per la nostra opera creatrice”.


Ave Maria padre FIAT

Massimo

BUONA DOMENICA

SECONDA DOMENICA  DI PASQUA O DELLA DIVINA  MISERICORDIA

Cari amici,

dobbiamo a  S.  Giovanni Paolo II questa Domenica dedicata  alla  Divina Misericordia, secondo la  richiesta fatta da Gesù  attraverso S.  Faustina Kowalska.

E’ grazie sempre  a  questo grande Pontefice se  il messaggio della Misericordia, che Gesù ha depositato nel cuore di Santa Faustina,  si è diffuso in tutta  la Chiesa, divenendo uni delle fonti più  feconde della spiritualità cattolica contemporanea.

Ed è anche grazie  a Radio Maria,  che per   prima  ha dato una versione radiofonica del Diario di S. Faustina facendolo conoscere in tutto il mondo, insieme  alla Coroncina della Divina Misericordia recitata da tutte  le Radio Maria del mondo.

Il messaggio della Divina Misericordia è di pura ispirazione evangelica e aiuta a comprendere il paradosso della fede cristiana fondata sul  mistero della Croce:  

“Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui. “

Per quanti peccati una  persona abbia commesso e  per quanto gravi essi siano , la grazia del pentimento ottiene  il perdono e  la  vita eterna.

Non  esiste  nessun  peccato che si più  grande della Divina  Misericordia.


Dal Vangelo secondo Giovanni

Gv 20,19-31

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco.

 E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».

Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!».

 Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!».

Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».

Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

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