LA MIA VITA PER   LA  GOSPA

Cari amici,  per  due volte alla  settimana,  vi racconto sul Blog  la storia  delle apparizioni della Madonna   a  Medjugorje, così come io  l’ho  vissuta  dai primissimi anni fino ad  oggi.

Vostro  Padre  Livio


18. La gente  va a  Medjugorje perché si sente chiamata

Al termine dei messaggi dati alla parrocchia la Regina della pace ogni volta ringrazia per aver risposto alla chiamata. Quale chiamata? Alcuni interpretano queste parole come se la “Gospa” invitasse ad andare a Medjugorje.

Indubbiamente si tratta anche di questo, perché la Madonna ha assicurato che in quella “oasi di pace”  concede particolari grazie. Chi dei milioni dei pellegrini che si sono recati a Medjugorje non potrebbe confermarlo? Tuttavia il significato è più profondo e più vasto e si rivolge a tutte quelle persone che accolgono la presenza di Maria e i suoi messaggi, anche rimanendo a casa propria.

 Nell’attuale società mass-mediatica si può seguire lo svolgimento degli eventi in tempo reale. Inoltre i veggenti partecipano spesso agli incontri di preghiera che si tengono in ogni parte del mondo. La chiamata di Maria, prima rivolta agli abitanti del villaggio e a quelli dei dintorni, è divenuta col tempo una chiamata globale, rivolta all’intera umanità.

Tutti oggi la possono ascoltare e sentirsi coinvolti in prima persona. Si tratta di un appello alla conversione, rivolto in termini drammatici e ultimativi alla nostra generazione.” Sono venuta per chiamare il mondo alla conversione per l’ultima volta. In seguito non apparirò più sulla terra. Queste sono le mie ultime apparizioni ( 2 – 5 – 1982).

 Si tratta di un richiamo così forte e universale come mai prima era accaduto. E’ lo stesso appello di Gesù quando ammonisce: “Se non vi convertirete perirete tutti” ( Lc 13,3), con la differenza che ora risuona fino agli estremi confini del mondo e tutti gli uomini lo possono sentire.

La “Gospa” ha più volte accennato al numero di quelli che hanno accolto il suo invito, a quelli che, dopo aver risposto, non hanno perseverato e alla moltitudine enorme di coloro che sono rimasti indifferenti o, peggio ancora, irridenti e ostili.

Chi segue Gesù per amore è sempre stato un piccolo gregge. Le folle avanzano e si ritraggono come le maree. Ricorrono a Dio nell’indigenza e lo dimenticano nell’abbondanza. La Madonna non si è fatta certo delle illusioni, ben sapendo che insieme a lei sotto la croce, c’era un gruppetto sparuto e vacillante.

Tuttavia non ha taciuto la sua gioia per il flusso dei pellegrini che, a ondate sempre più grandi, si è rinnovato dai primi giorni fino ad oggi. Attualmente i pellegrini che giungono a Medjugorje da ogni parte del mondo trovano un’accoglienza ben organizzata, sia nelle pensioni gestite dalle famiglie, sia negli alberghi che si moltiplicano un po’ selvaggiamente.

Non mancano le critiche di chi grida alla speculazione edilizia e alla fame di arricchimento. In realtà fin dall’inizio si è posto il serio problema di offrire un tetto e un pasto alle moltitudini che accorrevano. Il fiume nel tempo si è andato sempre più ingrossando , mentre le esigenze delle persone, spesso anziane e malate, si sono andate moltiplicando.

 Il viaggio a Medjugorje è lungo e faticoso. Quando si arriva in quell’oasi di pace si desidera una sistemazione adeguata per riposare nel corpo e nello spirito. Ne sanno qualcosa i pellegrini della prima ora, quando dovevano cercare alloggio negli alberghi della costa e sottoporsi a un via vai estenuante.

Gesù stesso ha provveduto a sfamare le folle che lo seguivano, sia pure con un miracolo che lui solo poteva compiere. Tuttavia qualcosa di simile è accaduto nei primi mesi delle apparizioni, quando la gente del villaggio si è prodigata con una generosità incredibile per ristorare le migliaia di persone che accorrevano sul Podbrdo.

Già il terzo giorno le persone si contavano a centinaia, il quarto a migliaia. Il contesto era quello di un paese governato da un regime di polizia che mal tollerava le manifestazioni pubbliche che non fossero organizzate dallo stato. Nessuno, tanto meno i veggenti, avevano detto alla gente di venire. Il flusso cresceva di giorno in giorno e da allora non si è mai fermato, neppure in tempo di guerra.

Man mano che i giorni passavano le persone venivano da sempre più lontano, spesso a piedi o con mezzi di fortuna:

 “Prima passavano dalle nostre case. Era gente stanca, povera e affamata. Dovevi occuparti di loro. Come non farlo? …La cosa più difficile era trovare dove farli pernottare. Grazie a Dio eravamo in estate e poi all’inizio dell’autunno: perciò ci si è arrangiati…Nessuno può immaginare quali difficoltà abbiamo avuto con la gente… ..Già dopo il quarto giorno venivano a migliaia a Podbrdo fin dal mezzogiorno e anche prima. Si arrostivano al sole e tra i cespugli di spine; senza cibo, senz’acqua e con tante altre difficoltà…Poi tutti scendevano giù da noi : chiedevano acqua, pane qualunque altra cosa…Si distribuiva fin che ce n’era. Presto venne a mancare l’acqua anche per noi. Conosco un uomo che ha distribuito tutto: non solo l’acqua, ma anche il vino, la grappa , finché ne aveva.  Ha comprato 7-8 cisterne d’acqua e l’ha distribuita alla gente…Non ha voluto da nessuno neanche un soldo…Alcuni rimanevano anche due o tre giorni. Il peggio era che a noi veggenti non davano pace. Ognuno voleva parlare con noi. Chi chiedeva una cosa, chi un’altra. Chi avrebbe potuto rispondere a tutti, benché noi lo avessimo desiderato? Questi incontri si protraevano anche fin dopo la mezzanotte. Spesso volte non si ha il tempo neanche di mangiare.” (Vicka).

La disponibilità degli abitanti di Medjugorje nei confronti dei pellegrini ha assunto nel corso degli anni i tratti di un servizio che potesse assicurare loro il pane quotidiano. Tuttavia non si possono dimenticare le straordinarie manifestazioni di generosa accoglienza che hanno caratterizzato soprattutto i primi mesi, fino all’approssimarsi dell’inverno.

Viene spontaneo chiedersi: chi muoveva tutta quella gente, molto simile alle moltitudini evangeliche che seguivano Gesù? Medjugorje era un villaggio sperduto, le vie di comunicazione erano disagevoli, il contesto politico e sociale si mostrava  ostile.

Arrivare sul Podbrdo significava fatica e sacrificio. La serietà dei pellegrini è uno dei tratti caratteristici di Medjugorje. In tanti anni non ho mai visto eccessi. La gente è ordinata, prega e si confessa. Verso i veggenti si comporta con rispetto, senza fanatismo. Ognuno vive dentro il suo cuore la grazia della chiamata.

 Quelli che si mettono in viaggio hanno la percezione di rispondere a una voce interiore che li invita. I pellegrinaggi a Medjugorie sono viaggi dello spirito. Non hanno nulla che possa assomigliare al turismo religioso.

 La preghiera, la confessione e il cambiamento di vita sono i tratti fondamentali di questo straordinaria esperienza spirituale. La sua durata nel tempo non ha spiegazioni umane. I fenomeni di fanatismo sono polveroni passeggeri. 

E’ inutile tentare di spiegare Medjugorje come un fenomeno propagandistico. Il villaggio ha vissuto dieci anni di restrizioni e di persecuzioni  da parte del regime comunista, poi circa quattro anni di guerra feroce, che lo hanno isolato dal mondo.

Anche dopo non sono mancate opposizioni di ogni genere, che continuano tutt’ora. Satana ha compreso fin dall’inizio che la posta in gioco era molto alta e ha dispiegato la sua malefica potenza per fermare il piano della Madonna, senza però riuscirci. I servi presuntuosi e sciocchi che si sono messi al suo servizio  non hanno ottenuto nulla se non vergogna per se stessi. 

Tutto invece appare chiaro con la presenza della Madonna, che ha un potere irresistibile di attrazione sul cuore dei suoi figli. La gente va a Medjugorje, perché si sente chiamata. Non poche delle persone che vi giungono sono dei cani sciolti, lontani dalla Chiesa.

Arrivano a Medjugorje come all’estremo lembo di terra al quale aggrapparsi per non affondare. Il fatto che la Santa sede abbia autorizzato i pellegrinaggi privati, ma non quelli ufficiali della Chiesa, ha avuto come effetto che una parte significativa di pellegrini siano delle pecorelle fuori dal recinto dell’ovile. E’ giusto affermare che le moltitudini che vanno a Medjugorje rispondono a una chiamata?

La Madonna lo ha detto esplicitamente, precisando però che il suo invito è rivolto al mondo intero. “Sono venuta per chiamare il mondo alla conversione per l’ultima volta”  (2.5. 1982). La maggior parte dei pellegrini che si recano a Medjugorje iniziano un cammino di conversione.

Molti sentono il bisogno di ritornarvi, anche più volte all’anno, per rinnovare il fervore e per consolidare i propositi. Quasi la totalità di quelli che vi si recano tornano a casa pieni di gioia. Che cosa è avvenuto? Hanno sperimentato col cuore ciò che sapevano solo a parole:  che la Madonna è viva ed è presente nella nostra vita. Più ancora, scoprono di avere una Madre.