Mese: Gennaio 2023 Pagina 9 di 15
Girano troppi messaggi ingannevoli

Caro Padre Livio,
Lei insiste molto sul fatto che dobbiamo fare riferimento solo ai messaggi della Regina della pace, ma in realtà ci sono dei siti internet che si presentano come mariani che diffondono messaggi molti circostanziati sul prossimo futuro e sono seguiti da molte persone in diversi parti del mondo.
Dietro questi centri di diffusione via Web sta naturalmente la solita santona e un gruppetto di fedelissimi che gestiscono con efficacia manageriale il business spirituale.
Ho costatato che la loro penetrazione nel popolo cattolico è molto capillare e riescono ad attirare nella loro rete anche pellegrini di Medjugorje.
Come difenderci, caro Padre, da queste correnti settarie delle quali satana potrebbe servirsi per sviare le persone nel tempo dei segreti?
Grazie per la chiarezza e la fermezza con la quale ci la quale ci guida.
Alessandra di Bordighera
Cara Alessandra,
hai toccato un tasto molto sensibile perché non vi è dubbio che la Madonna stia chiamando il mondo alla conversione per l’ultima volta da Medjugorje e da nessun altra parte.
E’vero che le apparizioni di Medjugorje non sono state ancora ufficialmente riconosciute dalla Chiesa e questo non credo che avvenga prima del segno sulla montagna, col quale la Madonna vuole dare la prova della sua presenza in tutti questi anni.
Ma è anche vero che esse sono intimamente connesse fin dall’inizio alla Chiesa attraverso la Parrocchia locale e che a vari livelli la Chiesa se ne è sempre occupata sotto il profilo spirituale.
Da qualche anno la Parrocchia è sotto la giurisdizione diretta della Santa Sede che ha inviato un suo rappresentante stabile nella persona di un Arcivescovo.
La Madonna quindi ha preso le sue precauzioni in modo tale che la sua presenza e la sua opera siano costantemente sotto il controllo ecclesiastico, cosa che non avviene per quei fenomeni pseudomistici che alimentano la gola spirituale e irretiscono gli sprovveduti.
Ave Maria
Padre Livio
LE INTERVISTE DI VICKA DI MEDJUGORJE SU RADIO MARIA (1, 7)

Vicka di Medjugorje ha tenuto in diretta su Radio Maria cinque interviste che sono un importante documento storico sulle apparizioni di Medjugorje e una testimonianza di profonda spiritualità mariana. Le pubblichiamo suddividendole in puntate.
Come capire la propria vocazione
Padre Livio: Ora vorrei toccare un problema molto sentito dai nostri giovani. Mi capita spesso di incontrane moltissimi, anche fra quelli che partecipano alla catechesi giovanile di Radio Maria, che non riescono a capire qual’è la loro vocazione, nel senso di comprendere quello che Dio vuole da loro e che cosa devono fare nella vita. Fanno fatica a vedere la strada sulla quale Dio li chiama.
Vicka: Quando un giovane prega per capire qual’è la sua vocazione, se ha la mente piena dei più svariati pensieri, progetti, desideri e tante cose di questo genere non arriverà mai a vedere la sua vocazione. Quando noi preghiamo, dobbiamo rendere libero e disponibile il cuore e dire a Dio: “Ecco fai tu quello che vuoi e rispondimi tu nel mio cuore su quello che devo fare”. Se io chiedo con serietà, Lui mi risponde. E’ certo che mi indica che cosa devo fare, se la via del matrimonio o del sacerdozio o della vita religiosa o altro.
Oggi noi spesso preghiamo per avere questo dono, ma nel medesimo tempo pensiamo ad altro e allora la risposta non arriva. Noi dobbiamo prima fare chiarezza rendendoci disponibili per una decisione. Se io voglio davvero trovare la mia vocazione, devo mettere da parte tutti gli altri pensieri. Se io prego per capire la mia vocazione, ma nel medesimo tempo ho il fidanzato, di sicuro quella vocazione non arriva mai, perché tu non sei d’accordo con te stesso, non sai che cosa vuoi fare. Occorre essere pronti a scegliere per l’una cosa o per l’altra e chiedere a Dio che ti dia questo discernimento.
L’ho detto e lo ripeto, se uno chiede alla Madonna una risposta sulla scelta vocazionale che riguarda la sua vita, Lei risponde direttamente nel suo cuore riguardo alla strada che deve prendere. Da parte nostra dobbiamo essere pronti a sentire la sua voce. Lei è sempre pronta a risponderci, solo che noi dobbiamo preparare il posto e liberarci da tutte le altre voci per sentire la sua voce.
La voce di Dio arriva più forte di tutte le altre
Padre Livio: Rendere libero il cuore per la chiamata di Dio, qualunque essa sia, non è uno sforzo da poco. Senza una totale disponibilità è facile scambiare i nostri desideri con la voce di Dio. Come faccio ad essere sicuro che è proprio la Madonna, che è proprio Dio che mi indica questa strada?
Vicka: Possiamo essere sicuri perché, se chiediamo a Dio, lui ci ascolta. Quando tu preghi Dio dicendo: “ Liberami da tutti i miei pensieri, da tutto ciò che disturba il mio cuore, perché io voglio ascoltare la tua voce”, allora vedrai che Dio ti risponde e che la sua voce ti arriva più forte di tutte le altre. La sua è una voce che ti sveglia!
Dio parla al cuore
Tante volte noi aspettiamo questa risposta, ma perdiamo la pazienza perché vogliamo tutto e subito. Tu preghi per cinque o sei giorni, ma siccome la risposta non arriva, al settimo non preghi più. Ma questo modo è sbagliato, perché quando preghiamo dobbiamo saper aspettare il momento di Dio con tanta pazienza. Lui ci fa attendere per provarci, ma poi dà una risposta a tutto. Io devo essere paziente, non stancarmi di chiedere la risposta e saper aspettare. Devo pregare nella maniera giusta, che è un modo per dire a Dio: “ Eccomi, io desidero ascoltare tutto quello che tu vuoi dirmi. Sono pronto!” Dio è sempre con quel cuore che è pronto. Invece noi a volte vogliamo che Dio ci risponda subito, ma poi, quando viene il tempo che ci risponde, ecco che ci comportiamo come se non ci avesse detto niente. Questo è un giocare con Dio. Se io quando chiedo, chiedo col cuore, la risposta arriva nel cuore proprio al momento giusto.
Dio chiede troppo?
Padre Livio: Nei giovani però c’è un’altra paura. Me ne sono reso conto io e certamente lo avrai notato anche tu che incontri tanti giovani e ti sei fatta una grande esperienza. Molti di loro hanno paura che seguire Dio sia troppo difficile, come se Dio chiedesse troppo per le loro forze.
Vicka: Questo veramente non lo dicono soltanto i giovani. Vorrei portare al riguardo un piccolo esempio. Una volta è arrivato un grosso gruppo di italiani e, come sempre, inizio con la preghiera e poi incomincio a riferire i messaggi della Madonna. Quando è il momento delle domande ecco che un sacerdote abbastanza giovane alza la mano e prende la parola dicendomi: “ Vicka, io penso che la Madonna ci chieda troppo”. Io gli rispondo “Padre, tutto quello che la Madonna chiede sono cose semplici che già la Chiesa prescrive. Lei stessa ha detto che non è venuta per dirci cose nuove, ma per risvegliare la nostra fede. Tutto quello che la Madonna ci raccomanda esiste già nella Chiesa, solo che bisogna pian piano cercare di viverlo.” Quel sacerdote però non era convinto perché in una parrocchia grande e con tante cose da fare, non era possibile secondo lui pregare tre rosari ogni giorno come chiede la Madonna. Io gli ho risposto che questa era la raccomandazione della Madonna e che se lui voleva poteva accettarla se non voleva poteva lasciarla. E così se ne è andato. Un mese dopo però è tornato e mi ha detto: “ Vicka ho incominciato a pregare un po’ di più ogni giorno e ho capito che tutto è possibile. Quando sono arrivato la prima volta non ero pronto e per me era troppo. Ora invece riesco a mettere in pratica un po’ alla volta tutto quello che la Madonna vuole”.
Per tornare ai giovani vorrei dire che oggi tantissimi giovani hanno altre cose per la testa e per questo trovano difficile seguire Dio. Ma se un giovane imposta meglio la sua vita e dà più tempo a Dio, allora lui cambia. E’ in questo modo che tutto il mondo può cambiare.
Padre Livio: Allora non è difficile seguire Gesù?
Vicka: Per uno che non ha provato e che non ha mai fatto nulla è difficile ed è proprio quella persona che dice che è difficile. Ma se uno ha provato e si è impegnato ad andare avanti, allora è facile. Non c’è problema.
(Continua)
(Intervista a Vicka condotta da Padre Livio a Medjugorje il 3.8.1998 in diretta con Radio Maria)
Pensiero Spirituale su Maria, Madre di Dio e Madre nostra

Cari amici,
in diversi messaggi la Madonna ha detto: «Sono vostra Madre e vi amo».
Dobbiamo sempre tenere ben presente queste parole, soprattutto all’inizio di un anno pieno di incognite come quello che è appena iniziato. Umanamente parlando – senza fare riferimenti a ciò che la Regina della pace ha rivelato sul futuro – si coglie una grande incertezza circa le sorti del futuro del mondo.
Il mondo è diventato un sistema instabile. In Europa dapprima a causa del Coronavirus poi della guerra, si è creata una situazione di panico e di considerazioni per quanto riguarda il futuro sempre più improntate all’incertezza. Oggi è tangibile la paura per un imminente conflitto mondiale che potrebbe degenerare nell’uso di armi atomiche.
Guardando alla cronaca quotidiana ci rendiamo conto di cosa intendesse la Madonna quando ha detto «Satana regna e vuole distruggere le vostre vite e il pianeta sul quale camminate» (25 marzo 2020). L’umanità è allo sbando! Siamo nelle mani di gente che non ci penserebbe due volte prima di far saltare per aria tutto pur di prevalere.
Per uscire fuori da questa situazione di angoscia e preoccupazione l’unica chiave è la fede. Fortunatamente, in questo tempo così travagliato in cui satana è libero dalle catene e scatena odio accecante, la Madonna è presente, ogni giorno il Cielo si apre e Lei scende sulla Terra a pregare per noi e per i nostri bisogni, con i suoi messaggi ci rassicura con la sua vicinanza e con la certezza dell’amore di Dio.
La Madonna è con ciascuno di noi in ogni istante della nostra vita ed è vicina all’umanità, è nostra Madre e ci ama. Questa è veramente la nostra speranza ed è l’unica speranza. Nella situazione in cui si trova il mondo, ovvero il balìa del principe di questo mondo. Satana è diventato il padrone del mondo entro quei limiti che la Madonna gli concede.
La Madonna ci rassicura che Dio ci ama e ha mandato Lei a salvarci. L’unica via d’uscita che abbiamo non è umana. Nessun uomo, nessun leader, nessuna potenza umana può salvare la situazione. L’unico vero Salvatore è Gesù Cristo, per mezzo di Maria, Madre Sua e Madre nostra.
L’umanità è sull’orlo dell’abisso e nessuno se ne rende conto! L’unica, la sola, la vera salvezza viene dal Cielo. L’umanità ha deciso per la morte spirituale, materiale, morale.
In questo quadro c’è una luce che gli accecati non vedono ma i credenti vedono chiaramente, questa luce è Maria! Con la Sua presenza materna la Madonna sta lentamente preparando la sua vittoria che è di carattere esistenziale, ovvero la conversione dei cuori. La Madonna è qui per cambiare il maggior numero di cuori possibili accogliendola come inviata di Dio per la nostra salvezza.
Accogliamo il suo appello alla conversione, alla preghiera, alla rinuncia e alla pratica della vita cristiana osservando i Comandamenti, ritornando al Dio dell’amore e della pace. La Madonna è qui per questo e realizzerà il Suo piano di salvezza grazie alla risposta degli Apostoli del suo amore. La nostra vita, nel quotidiano, sia totalmente aperta a collaborare a questo piano di salvezza. I Segreti certamente accadranno, ma il numero di anime che si salvano o si perdono dipende dalla nostra preghiera. La posta in gioco è la salvezza delle anime quindi dall’intensità della risposta di chi ha avuto la grazia della chiamata e dall’accoglienza di questa Madre nella nostra vita personale e della Chiesa, dipende il numero delle anime salvate.
L’Amore trionferà!
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”
Sono poche le anime preparate per i tempi che incombono

Carissimo Padre Livio,
ho seguito sul suo Blog la bella sequenza di meditazioni dedicata agli Apostoli di Maria che, secondo le intenzioni della Madonna, saranno le sue schiere di luce nel tempo dei segreti.
Lei che segue Medjugorje da così tanto tempo che cosa pensa riguardo alla nostra preparazione spirituale? Parlo non tanto di numero, quanto di intensità di vita interiore?
Non le sembra che siamo un po’ come gli apostoli durante l’ultima cena in tutt’altre faccende affaccendati?
Concetta di Vibo Valenzia
Cara Concetta,
alla tua domanda ha già risposto al Madonna nel suo messaggio profetico del 25 Luglio 1919, col quale ha anticipato il tempo delle prove: “Figlioli, verranno le prove e voi non sarete forti ed il peccato regnerà, ma se siete miei, vincerete perché il vostro rifugio sarà il Cuore di mio Figlio Gesù”.
Temo che siano poche le anime preparate per la grande battaglia della fede e della testimonianza che, c’è da esserne sicuri, potrà richiedere anche il martirio.
La fortezza in Cristo non si improvvisa, ma richiede la fatica quotidiana della preghiera e della rinuncia.
Come spesso accade, quando Dio visita il suo popolo con le prove, solo pochi le affrontano a viso aperto.
La Madonna è stata molto chiara: Vincono quelli che sono suoi e non quelli che sono del mondo.
Ave Maria
Padre Livio
Lo stato della Chiesa e la sua purificazione

Ave Maria Padre Livio,
La seguo con affetto e con stima. Sono un aspirante piccolo figlio della Divina Volontà. Le volevo sottoporre un brano di Luisa Piccarreta, commentato in fondo da uno dei massimi esperti e conoscitori degli scritti sulla Divina Volontà di Luisa Piccarreta, Don Pablo Martin Sanguiau. Il titolo del brano è il seguente:
Lo stato tristissimo di degrado in cui giace la Chiesa finirà in una terribile purificazione nel sangue; dopo spunterà il suo più grande trionfo e la pace:
Luisa Piccarreta racconta:
Trovandomi nel solito mio stato, mi son trovata fuori di me stessa, dentro di una chiesa dove c’era un sacerdote che celebrava il divin Sacrificio, e mentre ciò faceva piangeva amaramente e diceva: “La colonna della mia Chiesa non ha dove poggiarsi!”
Nell’atto che ciò diceva ho visto una colonna, la cui cima toccava il cielo, e al disotto di questa colonna stavano sacerdoti, vescovi, cardinali e tutte le altre dignità che sostenevano la detta colonna; ma, con mia sorpresa, ho fatto per guardare e ho visto che di queste persone, chi era molto debole, chi mezzo marcito, chi infermo, chi pieno di fango; scarsissimo era il numero di quelli che si trovavano in stato di sostenerla, sicché questa povera colonna, per le tante scosse che riceveva al disotto, tentennava senza potere stare ferma. Al disopra di detta colonna c’era il Santo Padre, che con catene d’oro e coi raggi che mandava da tutta la sua persona, faceva quanto più poteva per sostenerla, per incatenare ed illuminare le persone che dimoravano al disotto, benché qualcuna sfuggisse per avere più agio a marcire e ad infangarsi, e non solo, ma per legare ed illuminare tutto il mondo.
Mentre ciò vedevo, quel sacerdote che celebrava la Messa (sto in dubbio se fosse un sacerdote oppure Nostro Signore, ma dal parlare era Gesù; non so dire di certo), mi ha chiamata vicino a sé e mi ha detto: “Figlia mia, vedi in che stato lacrimevole si trova la mia Chiesa: quelle stesse persone che dovevano sostenerla, vengono meno e con le loro opere l’abbattono, la percuotono e giungono a denigrarla. L’unico rimedio è che faccia versare tanto sangue, da formare un bagno per poter lavare quel marcioso fango e sanare le loro piaghe profonde, affinché sanate, rafforzate, abbellite in quel sangue, possano essere strumenti abili a mantenerla stabile e ferma”.
Poi ha soggiunto: “Io ti ho chiamato per dirti: vuoi tu essere vittima e così essere come un puntello per sostenere questa colonna in tempi così incorreggibili?”
Io in principio mi son sentita correre un brivido per timore di non avere la forza, ma poi subito mi sono offerta ed ho pronunziato il “Fiat”. (…)
Dopo ciò, ho visto la sanguinosa strage che si faceva di quelle persone che stavano al disotto della colonna. Che orribile catastrofe! Scarsissimo era il numero che non rimaneva vittima! Giungevano a tale ardimento, che tentavano d’uccidere il Santo Padre. Ma poi pareva che quel sangue sparso, quelle sanguinose vittime straziate erano mezzi per rendere forti quelli che rimanevano, in modo da sostenere la colonna, senza farla più tentennare. Oh, che felici giorni! Dopo ciò spuntavano giorni di trionfo e di pace; la faccia della terra pareva rinnovata, la detta colonna acquistava il suo primitivo lustro e splendore. O giorni felici, da lungi io vi saluto, che tanta gloria darete alla mia Chiesa e tanto onore a quel Dio che ne è il Capo! (Vol. 3°, 01.11.1899)
Vale la pena notare, come conferma, che questo capitolo risulta identico nella sostanza e in molte frasi a un altro della Serva di Dio Teresa Musco (stigmatizzata di Caserta, figlia spirituale di San Pio da Pietrelcina, morta il 19 Agosto 1976 all’età di 33 anni, della quale è in corso la Causa di Beatificazione). Sorprendente è la coincidenza, non solo del contenuto e persino di molte frasi, ma anche di date: Luisa Piccarreta scrisse il 1° Novembre 1899 e Teresa Musco il 1° Novembre 1952, cioè, 53 anni esatti dopo. È impensabile, logicamente, che Teresa, una bambina ignorante di 8 anni, abbia potuto conoscere gli scritti di Luisa Piccarreta, dei quali quel poco che il suo Confessore aveva pubblicato nel 1930 (“Alba che sorge”) era stato ritirato e vietato dall’Autorità della Chiesa nel 1938. Questo è il testo, tratto dalla biografia scritta dal P. Antonio Gallo: “La Chiesa è la grande colonna che tocca il Cielo, ma continuamente scossa dalle tempeste”.
“Trovandomi in chiesa mi sento trasportata fuori di me stessa e mi trovo davanti un sacerdote che stava celebrando il Divino Sacrificio. E mentre celebrava ripeteva queste parole: ‘la mia colonna della Chiesa non ha dove appoggiarsi’. Mentre ripeteva le parole, ho visto la colonna la cui cima toccava il cielo, ma tanti erano gli scontri che riceveva, che questa colonna non riusciva a star ferma, barcollava di qua e di là. Sulla cima della colonna vi era il Santo Padre, che con catena d’oro era sorretto, perché barcollava. Il sacerdote ha aggiunto: ‘Io ti ho chiamata per dirti: vuoi tu essere la vittima per essere un piccolissimo sostegno per questa colonna in tempi così incorreggibili?’ Dapprima molti brividi lungo il corpo, ma poi subito ho detto: ‘Sia fatta la tua volontà’, ripetendo il Fiat. Angeli e santi con anime purganti mi hanno circondata, tormentandomi con flagelli e tanti altri strumenti, e da prima il grande timore, ma poi, quanto più soffrivo, più veniva il desiderio di soffrire. Gustavo il soffrire come un dolcissimo nettare” [pag. 54] [1° Novembre 1952, “Diario”, pag. 1175-1176] [Cfr. Il libro del P. Roschini, “Teresa Musco”, pag. 82].–
Ave Maria FIAT
Massimo
APOSTOLI DI MARIA
41. Da schiavo del maligno divieni figlio di Dio

Caro amico,
man mano che vai avanti nel cammino di conversione, ti renderai conto che si tratta di un processo di liberazione che tocca nel profondo la tua condizione esistenziale. Ora ti rendi conto che il peccato ne quale vivevi era una forma di schiavitù soffocante che ti impediva di deciderti per il bene.
Il male si era impadronito della tua mente offuscandola con la menzogna , mentre i vizi della carne e la superbia dello spirito ti avvolgevano nelle loro spirali ogni giorno di più, fino a dirigere la tua vita a loro piacimento. Satana ti teneva incatenato senza che tu non te ne accorgessi.
Eppure ti illudevi di essere libero, perché il mondo intende la libertà, non come una capacità di fare il bene, ma come una illusoria predisposizione a fare ciò che si vuole, a prescindere dall’ordine morale. Ora per te è giunto il momento di tagliare i legami della schiavitù e la tua decisione sarà necessariamente dolorosa.
La rinuncia al peccato è il momento decisivo nel cammino di conversione. Proseguendo potrai ancora cadere e sperimentare quanto l’uomo sia debole. Non devi meravigliarti. Considera che i progenitori hanno voltato le spalle a Dio, tradendone l’amicizia, quando erano rivestiti di sapienza e di grazia.
In loro non vi era la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita che noi, loro discendenti, abbiamo ricevuto in eredità. La loro condizione esistenziale era di perfetta santità e di profonda amicizia con il Creatore.
Eppure hanno seguito satana, invece di restare fedeli a Dio, e hanno disprezzato i suoi doni, illudendosi persino di diventare come lui. Ti rendi conto quanto l’uomo sia una canna sbattuta dal vento, incapace di restare saldo nella grazia della fede.
Satana lo sa e lo circuisce offrendo sempre la medesima esca. Se qualcuno resiste, come il Figlio di Dio nel deserto, sta in agguato, cercando uno spiraglio per insinuarsi e colpire.
Non devi dunque meravigliarti della tua debolezza e della lotta estenuante che hai dovuto sostenere per liberarti della sua soffocante schiavitù. Tuttavia, ora che hai fatto arretrare il nemico con l’arma della rinuncia, non sentirti al sicuro.
Sei come un uccello che è sfuggito al laccio del cacciatore. La prossima trappola sarà ancora più studiata e più sottile. Satana è un angelo decaduto e della natura angelica conserva il dono naturale dell’intelligenza, che egli mette al servizio della sua malizia.
Ora che l’hai cacciato dal cuore e l’ha umiliato, medita la vendetta. Per resistere ai suoi assalti, che saranno ancora più numerosi e più violenti, devi aggrapparti alla croce di Cristo. Se la terrai ben stretta la tua conversione sarà al sicuro.
E’ giunto il momento, caro amico, di mettere a fuoco, senza formule diplomatiche, la condizione dell’uomo durante il suo pellegrinaggio nel tempo. L’uomo è una creatura che è stata plasmata ad immagine del Creatore per essere abitata da lui.
La malefica serpe ha ottenuto con l’inganno che l’uomo desse sfratto a Dio, per prendere il suo posto. Il cuore umano è abitato da Dio o da satana. Non esiste qualcuno che si trovi in una situazione di neutralità. O sei figlio di Dio o sei figlio del maligno.
O accogli la divina paternità, o scegli quella del menzognero. E’ Gesù stesso che pone questo aut – aut e che ti mette davanti a una drammatica alternativa.
Quando tu ti credevi emancipato perché avevi eliminato Dio dall’orizzonte della tua vita, in realtà eri sotto l’influsso del maligno, anche se non ne eri consapevole. Pensa al caso di Giuda. Nel momento in cui esce dal cenacolo per tradire Gesù, satana entra in lui.
Nonostante la grazia del risveglio della coscienza, la sua mancata adesione a Cristo, lo porta laddove il perfido ingannatore voleva che andasse. Se avesse avuto il coraggio di correre ai piedi della croce a invocare il perdono, ora potremmo invocare Giuda come il patrono di tutti i traditori convertiti.
Gli sono cadute le squame dagli occhi. Ha visto l’abisso orrendo in cui era caduto, ma non si è aggrappato a Cristo, l’unico che poteva salvarlo dalla ferocia dell’avversario.
Anche per te è giunto il momento di fare la scelta radicale, che decide della tua vita nel tempo e nell’eternità. Nel momento stesso in cui gridi in faccia a satana “Rinuncio”, devi abbracciare Cristo con tutte le tue forze. Ti sei liberato da una schiavitù, ma per restare nella libertà devi vivere un’appartenenza.
Il “no” al maligno è saldo e inattaccabile se è seguito dal tuo “sì” incondizionato a Cristo. Con queste decisione divieni suo per sempre. Non vi è altra appartenenza concessa all’uomo se non quella di Cristo. Infatti sei stato creato per mezzo di lui e in vista di lui.
Non puoi essere padrone di te stesso, perché la tua vita ti è stata data. Hai voluto appropriartene, ma era un furto. Ora devi restituirla a colui che l’ha progettata fin dall’eternità e desidera portarla a compimento come un dono immenso di amore.
Considera, caro amico, chi colui dal quale ti sei liberato e chi è colui al quale hai aperto la porta del cuore. Richiamalo alla memoria ogni volta che la via stretta e erta della salvezza ti fa guardare indietro. Guarda bene in faccia chi è colui che ti ha creato e redento e chi è colui che ti ha sedotto.
Satana è il tuo nemico giurato. Ti vuole rubare a Dio, per trascinarti con sé nel suo regno di tenebra e di morte. E’ mosso dall’odio verso il Creatore e dall’invidia verso di te. Si presenta ai tuoi occhi come un benefattore, offrendoti felicità fasulle, con le quali ti irretisce e ti tiene in schiavitù.
Lui ti paga con ciò che ha di suo: la malvagità, la menzogna e la disperazione eterna. Da lui non puoi ricevere nessun bene, ma solo del male. Come potresti ascoltarlo e seguirlo? Come potresti servirlo? Chiedi a Dio la grazia di vederlo sempre col suo orribile volto. Risuoni sempre nel tuo cuore il comando di Gesù: “Vattene, satana” ( Mt 4, 10).
Considera invece chi è colui che hai deciso di ascoltare e di seguire. E’ il tuo Creatore, che ti ha tratto dal nulla con infinito amore, creandoti a sua immagine e somiglianza e predestinandoti alla partecipazione della vita divina, nella gloria e nella gioia della Santissima Trinità.
E ’ il tuo Salvatore, che si è fatto uomo e che ha portato sulle sue spalle i tuoi peccati, espiandoli sul legno della croce al tuo posto e per la tua salvezza. E’ lui che è venuto a cercarti quando ti sei perso. E’ lui che ha bussato alla porta del tuo cuore. E’ lui che ti ha illuminato, ti ha chiamato, ti ha scosso e ti ha liberato dalla potenza del male. E’ lui, l’unico che ti ama di un amore senza limiti e senza condizioni.
E’ giunto per te il momento di guardare alla croce, se vuoi sapere di chi puoi fidarti e a chi devi affidarti. E’ guardando alla croce che scopri di essere infinitamente amato. E’ dalla croce che ti giunge il perdono dei peccati e la grazia della vita eterna. E’ dal cuore trafitto di Cristo che sgorga un fiume inesauribile capace di placare la tua sete di infinito.
Renditi conto, caro amico, che cosa significa per te, l’aver cacciato satana dal tuo cuore e l’aver aperto la porta a Cristo. Hai forse perso qualcosa? Temi di aver fatto un cattivo affare? Il seduttore approfitterà della prima occasione per insinuarlo.
Ma se stai aggrappato ai piedi di Cristo crocifisso fino alla fine, toccherai con mano quanto le sue parole siano vere, quanto la sua grazia sia benefica, quanto la sua salvezza sia reale. Hai trovato la perla preziosa e il tesoro nascosto. Hai incontrato la fonte inesauribile della felicità.
Non permettere che una grazia così grande ti possa venire rubata. Cristo non ti abbandonerà mai, se tu ti tieni stretto ai suoi piedi inchiodati al duro legno della croce. Sappi che la potenza del male non è mai superiore alle nostre forze e Dio concede sempre la sua grazia agli umili di cuore.
Vostro Padre Livio
Pensiero Spirituale sulla centralità dell’Eucarestia

Cari amici,
leggendo uno studio sulla crisi della fede in cui si sottolinea che la pratica sacramentale viene molto trascurata ma allo stesso tempo è aumentata la consapevolezza della fede, mi sono reso conto del perché la Regina della pace in diverse occasioni ha richiamato alla centralità dell’Eucarestia.
La centralità dell’Eucarestia è una caratteristica tipica della Parrocchia che la Madonna ha deciso di guidare, ovvero la Parrocchia di Medjugorje. Fin dall’inizio, la Regina della pace ha messo al centro delle attività della parrocchia di Medjugorje proprio la Santa Messa.
La Celebrazione Eucaristica più importante a Medjugorje è quella della sera, preceduta dalla recita di due Rosari e conclusa con il terzo Rosario. Negli anni delle incursioni da parte della Polizia (parlo dei primissimi tempi delle apparizioni) i ragazzi sono stati costretti una sera a scappare dal luogo delle apparizioni proprio per sfuggire ai poliziotti e si sono rifugiati proprio in chiesa. Pochi istanti prima, padre Jozo, che era in chiesa, ha sentito una vece raccomandargli: «proteggi i ragazzi». Ha deciso allora di farli entrare e da quel momento hanno avuto le apparizioni in chiesa, luogo sicuro e protetto. Di lì a poco la gente ha iniziato a recarsi proprio in chiesa per assistere alle apparizioni ed è così che la Madonna ha messo proprio al centro di quella parrocchia la pratica Eucaristica, accompagnata alla preghiera del Rosario.
A Medjugorje questa celebrazione serale è diventata quindi la Messa centrale della giornata, è molto frequentata, moltissimi sacerdoti concelebrano quotidianamente.
Ricordo la mia prima volta a Medjugorje, era marzo del 1985. Dopo un lungo viaggio in auto sono arrivato in serata e sono andato subito in chiesa, era pienissima non di pellegrini, ma di parrocchiani. Era un giorno feriale, era inverno e ai tempi i pellegrinaggi non era certamente come oggi. La chiesa era piena di gente del posto. In quell’occasione la Madonna ringraziò quanti avevano partecipato alla Santa Messa nonostante il cattivo tempo, la pioggia e le distanze da dover percorrere a piedi per arrivarci.
A Medjugorje il cuore della vita della Parrocchia non è l’apparizione, è l’Eucarestia.
Fatte queste premesse, mi stride allora dover concludere (secondo lo studio sopra menzionato) che al giorno d’oggi la fede personale sia molto coltivata e le chiese vuote non siano un problema di cui tenere conto, proprio perché tanto la gente prega individualmente…
La fede è una grazia che si ottiene da Dio e con le nostre disposizioni ad accoglierla. Essa poi ci porta ai Sacramenti. Non c’è dubbio che la nostra fede rischia di essere intellettualistica, limitata a un nostro lavorio interiore. Senza Eucarestia che fede è?
Senza la pratica Eucaristica, senza i Sacramenti, senza partecipazione viva e attiva alla Chiesa, la fede si riduce a una mera pratica personale. La Madonna ci richiama proprio a questo, a rimettere al centro Gesù Eucarestia.
Gesù stesso ha detto:
«Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui.
Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono.
Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
(Gv, 6)
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”