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ACCADRANNO EVENTI MIRACOLOSI NEL TEMPO DEI SEGRETI?

Carissimo Padre Livio buon sera,
Ho letto con commozione quanto è avvenuto a Severomorks nel 1984, quanto un incendio provvidenziale ha impedito che si realizzasse il piano criminale di distruggere l’Europa.
Mi chiedo che cosa potrà accadere nel tempo dei segreti, con la rivelazione tre giorni prima. Tutti lo sopranno, anche gli autori di eventuali catastrofi.
Che cosa accadrà? Dobbiamo aspettarci miracoli come quello accaduto a Severomorsk?
Con affetto e grande stima
Ave Maria
Carlo di Sotto il Monte
Caro Carlo,
per quanto possiamo sbizzarrirci con la fantasia, gli eventi dei segreti ci sorprenderanno. A mio avviso vedremo miracoli ancora più grandi, che Dio compirà per rafforzare la fede e difenderci dal maligno.
Mosè col suo bastone non ha forse aperto un passaggio nel Mar Rosso attraverso il quale il popolo di Israele si è salvato mentre il Faraone e il suo esercito sono periti?
Il segno sulla montagna sarà la manifestazione della potenza di Dio, che continuerà ad agire fino al compimento del decimo segreto.
E’ in questo contesto che i popoli della terra si convertiranno
Ave Maria
Padre Livio
Le armi di cui dispone la Madonna

Buonasera caro padre.
Ho cercato di stare buona per un po’, ma nella cronaca di oggi mi ha dato un aggancio che non ho potuto ignorare, anche perché è dal lunedì della settimana scorsa che ho desiderio di scriverle.
Infatti lei ci aveva sollecitati ad invocare lo Spirito Santo, secondo le intenzioni della Gospa e questo mi ha fatto riflettere su come il Paraclito sia esattamente l’antagonista della paura. Non nel senso che la elimina, altrimenti agiremmo da incoscienti, ma nel senso che ce la fa superare, ci fa vedere oltre, ci pone dinnanzi agli occhi in modo chiaro ed evidente il nostro obiettivo, il nostro scopo, ovvero la volontà di Dio e ci spinge ad agire con coraggio, a fare cioè quello che il cuore suggerisce, perché sente giusto e vero, nonostante i dubbi, i timori e le difficoltà.
Pensiamo a Maria che, quindicenne o poco più e in stato interessante, compie da sola un lungo viaggio per andare ad aiutare la cugina Elisabetta. E in fretta per giunta, perché lo Spirito Santo ti mette le ali ai piedi e ti rende quasi impaziente di compiere il Suo volere.
Pensiamo a Stefano, ben consapevole di ciò che gli sarebbe capitato, ma che ciononostante non è fuggito di fronte all’avvicinarsi della morte. Perché la Forza dell’Amore di Dio è quella che ti concede anche la Grazia del martirio!
Pensiamo ancora a quante volte gli apostoli lo hanno invocato, pregato e consultato, in quanto Persona della Santissima Trinità, per prendere decisioni importanti e di come quindi condurrà noi, i nuovi apostoli, nel tempo dell’Apocalisse!
Certamente la Santa Vergine dispone dell’Onnipotenza di Dio, ma questa sarà l’ultima arma a venire usata nel tempo dei segreti.
Ora è il tempo della preparazione e la Gospa
incomincia a “rifornirci” delle armi per combattere. Abbiamo già il rosario e gli altri 4 sassi (Eucarestia, Bibbia, digiuno e confessione), ma adesso non bastano più, da soli non ce la possiamo fare, è ora di chiamare in soccorso lo Spirito Santo.
E sono convinta che la Madonna non tarderà a suggerirci di pregare San Michele con tutte le schiere angeliche. Chi meglio di loro potrebbe esserci d’aiuto?
Infine gli ultimi a scendere in campo saranno le schiere dei Santi e allora la Vergine potente contro il male ci dirà di invocare anche la loro protezione.
Ecco, queste, secondo me, sono le armi che la Madonna metterà nelle nostre mani aperte in preghiera quando la battaglia si farà più serrata.
Caro padre Livio, dobbiamo davvero ringraziare il Signore per la sua vocazione e la sua tenacia. Tifiamo per la Gospa, ma anche per lei, che è la Sua arma speciale!
Monica di Baldissero.
APOSTOLI DI MARIA

23. Le anime perdute che si schierano col”nemico”
La Gospa mette in guardia i suoi figli ammonendoli che a satana basta un piccolo pertugio per entrare nella fortezza del cuore e incominciare ad avvelenarlo.
Quando il demonio è riuscito a occupare il santuario interiore, mediante il peccato e i vizi che lo alimentano, porta avanti giorno dopo giorno, senza farsi notare, la sua opera sistematica di perversione, fino a ridurre una persona a sua immagine.
La Madre vede la situazione spirituale dei suoi figli molto meglio di quanto essi possano rendersi conto. Perciò li mette in guardia con parole che scuotono:” Cari figli, non permettete che satana si impadronisca dei vostri cuori, sì da diventate sua immagine, anziché mia” ( 30-01-1986).
La possessione diabolica più temibile non è quella che tormenta il corpo, ma quella che indurisce il cuore nell’incredulità e nel peccato.
La Madonna ha gridato il suo dolore per quei suoi figli che, pur essendo nella Chiesa, talvolta presentandosi come personalità rispettabili, la tradiscono con la loro vita:
“Cari figli vi incito a pregare per la conversione dei peccatori, di quelli che trafiggono il mio cuore e il Cuore di mio Figlio Gesù, con la spada dell’odio e della bestemmia quotidiana. Preghiamo per coloro che non vogliono conoscere l’amore di Dio, pur essendo nella Chiesa. Preghiamo che si convertano; che la Chiesa risusciti nell’amore” ( 25-03-1999).
La Madre è angosciata nel constatare che nella Chiesa si è tramandato il seme maligno di Giuda, quello che porta inevitabilmente alla possessione diabolica del cuore e, Dio non voglia, al tradimento.
La Madonna sa che siamo deboli e che cadiamo frequentemente a causa della nostra tiepidezza spirituale. Sa che il mondo ci abbaglia con le sue false luci e ci attira che le sue gioie ingannatrici.
Conosce le insidie che il maligno tende sul nostro cammino di conversione. Non si scandalizza per i nostri sbandamenti ed è pronta a darci la mano perché ci rialziamo. Vuole però che siamo umili, riconoscendo i nostri peccati e accostandoci al sacramento del perdono.
La fragilità dei figli non scandalizza la Madre, sempre pronta ad accoglierli fra le sue braccia, ogni volta che cadono negli inganni del maligno e cercano di rialzarsi.
Ben diversa invece è la situazione di quelli che si sono lasciati conquistare dalla dittatura della carne, del mondo e del demonio, sino a divenire “corrotti” ( Papa Francesco).
Gesù li smaschera chiamandoli “servitori malvagi e infingardi” (Mt 25,26) e “figli del maligno” (Mt 13,38). Su questi satana conta per attaccare la Chiesa dall’interno, offuscandone la luce della verità, insudiciandone la veste candida della santità e rendendola sale scipito e inutile per la salvezza degli uomini.
E’ il seme di Giuda, di quelli che sono nella Chiesa per demolirla, prima in se stessi e poi in combutta col nemico. Il demonio, quando è penetrato all’interno e veste i panni delle sentinelle, è ancora più pericoloso perché invisibile e inafferrabile.
Si avvicina a te come un benefattore per darti il bacio di Giuda. L’apostolo traditore non ha avuto un momento di sbandamento o di debolezza, come è accaduto a Pietro.
Al contrario, pur seguendo Gesù ed essendo a contatto con la santità della sua persona e la luce della sua parola, ha lasciato che la mondanità penetrasse nel suo cuore, col desidero di gloria, l’attaccamento al denaro e ai piaceri della vita.
Satana l’ha circuito offuscandone la mente con l’incredulità e avvelenandogli il cuore con la fame di mondo: Poi se n’è impossessato facendo di lui lo strumento del più orrendo delitto.
La stirpe di Giuda non è affatto estinta tanto che la Gospa ha voluto incoraggiarci dicendo che, nonostante che la Chiesa sia fin dal principio perseguitata e tradita, tuttavia non ha cessato di crescere e di espandersi (Cfr 02-12-2015).
Non dobbiamo meravigliarci della capacità di satana di insidiare la Chiesa dall’interno. Ciò avviene per permissione divina e ciò che è accaduto nel passato deve essere di insegnamento per il presente.
Per quanto siano impressionanti le persecuzioni che si sono abbattute sulla Chiesa, in particolare nell’ultimo secolo, e per quanto oggi i cristiani siano il gruppo religioso più perseguitato nella società globale, la fede resiste e si fortifica se non viene a patti col mondo.
Lo Spirito Santo riveste di fortezza divina uomini e donne, bambini e anziani che preferiscono affrontare il martirio che rinnegare la fede.
Al contrario danni irreparabili per la Chiesa vengono dall’infedeltà di chi, nel suo interno, vive indurito nel peccato e nell’incredulità e apre varchi perché il veleno del maligno possa diffondersi.
Il Beato Paolo VI ha avuto il coraggio di denunciare pubblicamente la gravità del tradimento di chi ha introdotto il fumo di satana nel tempio di Dio e ha diffuso nella Chiesa un pensiero che è incompatibile col vangelo.
Ciò che il grande Papa aveva colto nel suo nascere è diventato un uragano che ha squassato la Chiesa svuotando i seminari, assottigliando le schiere dei sacerdoti, svuotando le Chiese dei fedeli.
Più ancora della negazione di questa o quella verità della fede o della morale, è lo stesso cristianesimo che è stato messo in questione, negandone l’origine soprannaturale e conseguentemente la stessa divinità di Cristo, la verità incontrovertibile della sua parola e l’efficacia salvifica dei sacramenti.
Alla fede hanno preferito la modernità che la Gospa non esita a bollare come tenebra e cecità. Tuttavia, per essere compresa meglio ha voluto usare la parola “modernismo” per ben tre volte, a indicare lo strumento col quale satana e si suoi adepti vogliono distruggere la Chiesa: “
La Gospa ha smascherato le trame del nemico e lo strumento con cui si illude di distruggere la Chiesa. Sarà con questa orda di rinnegati che il drago scatenerà tutto il suo livore nel tempo dei segreti.
E’ per questo che la Gospa ci sta preparando ad essere forti e decisi nella fede, se necessario fino al martirio.
Vostro Padre Livio
Pensiero Spirituale sull’esperienza dell’amore di Dio

Cari amici,
il messaggio della Regina della pace del 25 settembre è ricchissimo di spunti. In particolare, è meravigliosa la frase di apertura: «Pregate perché lo Spirito Santo vi illumini affinché siate gioiosi cercatori di Dio e testimoni di un amore senza limiti».
A Medjugorje l’appello più importante è sicuramente quello alla conversione soprattutto a chi, col peccato, ha abbandonato Dio. È un appello rivolto a tutti, difatti nell’Ave Maria diciamo proprio “prega per noi peccatori”.
A Medjugorje la Madonna ha usato poche volte il termine “non credenti”, è più frequente l’espressione “pregate per coloro che non hanno sperimentato l’amore di Dio”. Questa espressione ha un taglio esistenziale molto profondo, perché fa riferimento all’esperienza dell’amore di Dio. Chi non crede in Dio non ha fatto questa esperienza meravigliosa del suo amore senza limiti.
Nel medesimo tempo, questo invito è rivolto ai battezzati che professano la fede in Dio in modo molto superficiale, senza vivere appieno i Comandamenti, senza attingere ai Sacramenti. Molti, pur considerandosi cattolici, hanno una fede vaga. Sono coloro che si professano cristiani e credenti, ma che in realtà non hanno sperimentato l’amore di Dio.
Il numero dei credenti che hanno veramente sperimentato l’amore di Dio è esiguo, è molto ristretto. Non si può parlare di fede se essa non è vissuta. La fede è un’esperienza della Misericordia di Dio, del Suo perdono, del Suo amore, della Sua infinita carità. Tutto questo è essenziale per la vita cristiana.
La Madonna invita coloro che hanno risposto alla sua chiamata, e che Lei chiama “figli miei”, a entrare nel cuore del Cristianesimo, che è un’esperienza di amore perché la fede è viva se è accompagnata dall’amore.
Anche per noi è fondamentale invocare lo Spirito Santo per conoscere Dio nella sua identità più profonda che è, appunto, l’amore.
Dobbiamo aprire il cuore all’amore di Dio, sperimentarlo, donarlo agli altri e, insieme a tutti i cuori che si sono aperti a Dio, contribuire a far sì che il mondo resista alla ventata dell’odio con cui satana vuole distruggerlo.
La Madonna ci invita a pregare per coloro che non hanno sperimentato l’amore di Dio e allo stesso tempo a domandarci: ma noi abbiamo sperimentato l’amore di Dio? Questa domanda è importante perché chi sperimenta l’amore di Dio, sperimenta il Paradiso già su questa Terra.
Prima ancora di additare coloro che non hanno la fede e si dichiarano atei, guardiamo dentro di noi e facciamoci questa domanda. Noi che siamo nella schiera degli Apostoli di Maria abbiamo sperimentato l’amore infinito di Dio nella nostra vita?
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”
Il disastro di Severomorsk

Gli orari sono quelli dell’apparizione della Madonna
Carissimo Padre Livio,
nell’articolo pubblicato sul blog “Il disastro di Severomorsk”, avvenuto nel 1984, ossia quando la Madonna aveva già iniziato le sue apparizioni quotidiane a Medjugorje, è riportato “… alle 18:35: a quel punto, alcuni missili… iniziarono a prendere il volo in fiamme… La situazione precipitò definitivamente alle 18:43, quando si verificò la prima esplosione in un deposito con circa 500 testate di missili antiaerei”.
Esattamente, padre Livio, finchè la Madonna appariva ed era presente qui sulla terra!!
Padre Livio, Radio Maria, la Radio “voluta dalla Madonna” secondo le parole dei veggenti, la Radio che trasmetterà i segreti al mondo fino ai confini della terra, ha anche un altro dono: non potrà essere colpita durante i segreti, proprio per il compito a lei affidato fino al decimo segreto, e sarà, quindi, porto sicuro in ogni sua sede nel mondo, anche per chi non saprà dove scappare.
Padre Livio, lei regge per noi la luce sulla strada che la Madonna vuole farci percorrere.
Lisa
Cara Lisa,
non avevo fatto caso agli orari nei quali l’evento si è verificato e sono esattamente quelli dell’inizio e della fine dell’apparizione della Regina della pace.
Ave Maria
P. Livio
CURIOSITA’ MILITARI
Cari amici,
per impedire l’installazione di missili atomici in Europa la Russia aveva programmato per il 1984 un attacco nucleare all’Europa, che però non fu fatto per una catena di esplosioni che, a partire dal 13 Maggio 1984) colpì la base militare da cui i missili dovevano essere lanciati (PL)
Il disastro di Severomorsk, l’esplosione del deposito missili della Flotta del Nord


Il disastro di Severomorsk è il nome con cui è conosciuta una terrificante catena di esplosioni avvenuta nel maggio 1984 presso un deposito di munizioni della base navale di Severomorsk, sede della Flotta del Nord sovietica.
Si trattò di una vera e propria apocalisse, che provocò la morte di centinaia di persone, oltre alla distruzione di 900 missili. Fortunatamente, non rimasero coinvolti sottomarini nucleari (presenti nella zona) o munizioni atomiche.
La città chiusa di Severomorsk e il deposito di Okolnaya
Severomorsk è una città russa situata sopra il circolo polare artico. Si trova nella Penisola di Kola, un’area piena di basi militari della Flotta russa del Nord. Questa flotta, per la cronaca, ha il suo comando proprio a Severomorsk. All’epoca dei fatti aveva 55.00 abitanti.
Storicamente, è stata una città militare fin dagli anni venti. Il suo status è abbastanza particolare: si tratta infatti, di una ZATO, ovvero quella che noi occidentali definiamo “città chiusa”. In breve, si tratta di località nelle quali, per tutta una serie di ragioni (economiche, strategiche, militari, ecc.), l’accesso agli “esterni” è strettamente regolamentato. Comunque, ne ho parlato in un altro articolo del blog, a cui rimando chi volesse approfondire.
Severomorsk ha sempre ospitato parecchie navi militari, ed i relativi depositi. Ovviamente non in città, ma nei dintorni.
Il protagonista della nostra storia è il deposito di Okolnaya, che si trova a nord est della città, a pochi chilometri di distanza. Ancora oggi, se osservate la località dal satellite, potete vedere una serie di strutture. Bene, sono esattamente quello che sembrano: bunker per ospitare munizioni e missili.
Il deposito è usato ancora oggi, ed ospita una cinquantina di bunker.
Il disastro di Severomorsk
I primi incendi
Tutto iniziò il 13 maggio 1984, quando scoppiò un incendio in uno dei bunker dell’enorme deposito. Non sono chiare le cause dell’incendio. L’ipotesi più accreditata, comunque, è che sia stato causato dal fatto che le munizioni erano state stoccate in modo inappropriato, anche se una versione ufficiale parla di una persona vista a fumare “dove non avrebbe dovuto”.
A quanto sembra, la popolazione nemmeno si accorse di quello che stava accadendo, tanto che quelle giornate vengono riportate come abbastanza tranquille. Probabilmente le fiamme erano all’interno, e gli unici a conoscenza della cosa erano i militari e le squadre di soccorso che tentavano di gestire l’emergenza.
L’incendio quindi andò avanti diversi giorni, fino al fatidico 17 maggio.
L’esplosione del 17 maggio
Il 17 maggio era stata una tranquilla giornata di primavera, almeno fino alle 18:15, quando venne avvistato del fumo in direzione del deposito. Nessuno però si preoccupò troppo, almeno fino alle 18:35: a quel punto, alcuni missili (privi di testata) iniziarono a prendere il volo in fiamme, seguendo traiettorie strane e ricadendo a vari chilometri. Inizialmente, la popolazione pensò ad un’esercitazione.
La situazione precipitò definitivamente alle 18:43, quando si verificò la prima esplosione in un deposito con circa 500 testate di missili antiaerei. Le detonazioni andarono avanti per un’ora e mezza, con effetti catastrofici.
Colonne di fumo alte centinaia di metri che ricordavano un’esplosione nucleare, civili terrorizzati che scappavano da tutte le parti convinti di trovarsi di fronte ad un disastro atomico, macchine che sfrecciavano per le strade (con i relativi incidenti). Gli stessi edifici rimasero danneggiati, con le porte che sbattevano ed i vetri delle finestre in frantumi.
Il deposito in fiamme, ai testimoni, ricordò un vulcano in eruzione (Okolnaya è in cima ad un rilievo).
Oltretutto, la rada era piena di navi militari, cariche di missili. Subito, tutte le unità iniziarono ad allontanarsi dalla città, chi con propulsione propria chi grazie ai rimorchiatori. L’unica nave rimasta in rada fu il grande incrociatore lanciamissili Kirov, insieme con alcuni sottomarini nucleari. Fortunatamente, nessuno dei missili vaganti colpì le navi.
Insomma, uno dei più gravi incidenti di questo tipo mai accaduti nella storia.
Putin e l’arma atomica

Buongiorno Padre,
la seguo ormai da molti anni, lei e la radio avete avuto e avete un ruolo fondamentale nel mio cammino di fede.
Ultimamente nel suo programma mattutino si fà spesso cenno al ruolo che avrà Putin e se userà l’arma atomica. Io penso che il punto di svolta sia stata l’apparizione della nostra Mamma Celeste ad Ivan nella cattedrale di Vienna: è ormai chiaro che la guerra in Ucraina è un’altra Lepanto e quelli che si confrontano non sono solo due eserciti.
E penso anche che se Putin proverà a usare l’arma nucleare gli scoppierà tra le mani come a Severomorsk. Perchè Putin è ormai alla frutta, e se userà l’arma atomica non sarà affare di mesi o anni ma settimane: ma questo è in contrasto con quanto detto da Marijia…………..
Ave Maria
Lorenzo
Civitanova
Caro Lorenzo,
Teniamo presente che la distruzione del mondo a causa delle armi atomiche è all’ordine del giorno fin dal 1991, quanto la Madonna ha lanciato l’allarme che sappiamo, indicando in satana l’ispiratore della catastrofe.
Ora La Madonna ripete le medesime parole, mentre per la prima volta tali armi sono minacciate apertamente nel contesto di una guerra di aggressione.
Non sappiamo se questo avverrà o quando avverrà. Le nostre sono solo ipotesi. Di sicuro sappiamo solo che i segreti riguardano il mondo e la Chiesa, cioé la pace e la fede.
Tuttavia pensare che si tratti di armi catastrofiche (non solo atomiche, ma anche chimiche, batteriologiche e virologiche) è un’ipotesi fondata, perché la Madonna ha detto e ribadito che Lei è venuta qui come Regina della pace e perché ha detto a Mirjana di averle mostrato “molte cose terribili”.
Su questo argomento per ora non possiamo saperne di più. Anche la previsione che l’epicentro sia l’Europa è solo un’ipotesi.
Invece sappiamo che la Madonna ha un piano di salvezza per tutti quelli che la seguiranno e che uno degli elementi di questo è le rivelazione dei segreti tre giorni prima…
Continuo pensare che prima del terzo segreto non ci saranno eventi catastrofici. In ogni caso siamo entrati nel tempo dell’Apocalisse. Quindi: “pregate, pregate, pregate”.
Ave Maria
Padre Livio