"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2022 Pagina 44 di 179

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul piano di Maria da Fatima a Medjugorje

Cari amici,

oggi ricorre il ricordo dell’ultima apparizione a Fatima (1917), in cui si verificò il miracolo del sole che fu testimoniato da ben 70 mila persone presenti e dai giornali del tempo. Quella apparizione fu l’ultima ai tre pastorelli ma rappresenta l’inizio di un piano di Maria che potremmo chiamare “da Fatima a Medjugorje”. Questo piano è in pieno svolgimento e terminerà con la conclusione del decimo Segreto e con l’inizio di un tempo di pace per tutta l’umanità.

C’è una sollecitudine di Maria per il destino del mondo e della Chiesa. Con la Prima guerra mondiale l’umanità – in particolare l’Europa – si sono susseguiti scenari di guerra che potrebbero sfociare in un ulteriore conflitto mondiale più cruento di sempre.

La sollecitudine di Maria è dovuta al fatto che, anche a causa degli armamenti sempre più sofisticati e distruttivi, il secolo scorso è stato il secolo delle devastazioni e delle distruzioni. La Madonna già dal 1917 aveva preannunciato lo svolgimento futuro drammatico del Secolo XIX e anche oltre.

La prospettiva che Maria ha aperto a Fatima trova il suo sbocco nel tempo di pace dopo i dieci Segreti.

Suor Lucia è stata scelta per diffondere nel mondo la devozione al Cuore Immacolato che è lo strumento della vittoria di Maria. Suor Lucia ha portato avanti questo compito per tutta la vita e anche ora i suoi scritti operano in questo senso.

La Madonna ha iniziato il suo piano a Fatima e lo ha portato avanti in tante altre apparizioni con cui ha costruito delle vere e proprie fortezze in molte parti del mondo. Da Fatima in avanti è stata tutta una strategia di Maria per creare, fortificare, preparare l’esercito della battaglia e della vittoria. Tutte le apparizioni successive a Fatima vertono proprio in questa prospettiva, difatti il filo conduttore è sempre la tematica del Cuore Immacolato di Maria. Molte di queste apparizioni sono state approvate, altre non ancora. A Ghiaie di Bonate la Madonna è apparsa il 13 maggio 1944 preannunciando la fine della guerra e indicando una delle battaglie fondamentali che si sarebbero prospettate, ovvero quella in difesa della famiglia. La strategia mariana è proseguita ad Akita (1973) e a Kibeho (1981) portando avanti sempre il progetto di creazione di fortezze per la fede.

Nelle sue apparizioni la Madonna ha certamente parlato di devastazioni, di eventi drammatici e catastrofici fino ad arrivare alle parole incisive e chiarissime dette a Medjugorje: «satana vuole distruggere le vostre vite e il pianeta sul quale vivete». San Giovanni Paolo II ha sempre menzionato queste devastazioni declinandole in materiali, spirituali e morali. Il diavolo agisce proprio così. Devasta i cuori e li riempie di odio e cattiveria, distrugge la fede, la carità, la speranza fino ad arrivare alla guerra e alla distruzione del mondo.

Questo grande piano di Maria da Fatima a Medjugorje, fino al compimento dei Segreti, è la risposta al grande attacco che satana sta portando all’opera della Creazione e della Redenzione.

La Madonna è qui da prima ancora che fosse dichiarato il dogma dell’Immacolata da parte della Chiesa, per intervenire contro questo attacco di satana.

Il tema del Cuore Immacolato è la grande eredità di Fatima. Ora siamo nella fase finale, satana sta giocando tutte le sue carte per impadronirsi del mondo, satana lotta per ottenere la distruzione totale della fede, della Chiesa e della stessa Creazione.

La Madonna, già a Fatima, aveva parlato del trionfo del Suo Cuore Immacolato che è la conclusione di questo suo piano.

Rimaniamo saldi e forti nella fede, il Cuore Immacolato di Maria trionferà!

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

📖TESTI E DOCUMENTI 📑    

 FATIMA IL MIRACOLO DEL SOLE – 13 OTTOBRE 1917

Le settantamila persone che assistettero al miracolo

Lettura a cura di Roberta

La Madonna, per il 13 Ottobre, aveva promesso ai veggenti di Fatima un grande miracolo, affinché tutti credessero: man mano che si avvicinava il giorno fatidico, l’attesa diventava sempre più impaziente e mobilitava folle mai viste precedentemente.

Riferisce il giornale portoghese O Dia‘ in un reportage del 19 Ottobre 1917, che oggi sappiamo essere stato citato da Dona Madalena de Martel Patricio: “Si erano spopolati paesi, villaggi e città vicine. Fin dalla vigilia sulle strade gruppi di pellegrini si avviavano a Fatima“.

E il giornale O Seculo‘, per la penna di Averlino de Almeida, dà questa descrizione: “Sulla strada s’incontrano i primi gruppi di pellegrini che vanno verso il luogo santo, distante ben più di venti chilometri. Uomini e donne sono quasi tutti scalzi. Al sorger dell’alba, nuovi gruppi si avviano intrepidi e attraversano l’abitato, il cui silenzio viene rotto dall’armonia dei loro canti. Il sole nasce, ma la volta del cielo minaccia la pioggia. Le nubi nere si ammucchiano proprio verso Fatima, ma nulla può arrestare coloro che, da tutte le strade e con tutti i mezzi di locomozione, confluiscono al paese. A mezzogiorno del 13 Ottobre 1917 la vallata era un mare di gente: era piovuto durante tutta la notte e continuava a piovere, ma l’attesa era grande, anche se qualcuno era venuto per deridere e assistere allo spettacolo del grande fiasco”.

Il momento fissato era il mezzogiorno solare. La pioggia cessò e alcuni istanti dopo i tre bambini vedono il lampo e Lucia grida:

« Silenzio! Silenzio! Viene la Madonna, viene la Madonna! ». E la Madonna, per l’ultima volta, viene a posare i suoi piedi verginali sopra l’elce dei giorni precedenti. Lucia entra in comunicazione diretta con lei e non sente la mamma che le dice: « Guarda bene, figlia; guarda di non ingannarti! ». Una nube argentea avvolge il candido gruppo come una tenue voluta di incenso.

Lucia si rivolge con la semplicità di sempre alla Vergine che le appare:

« Che volete da me? » « Voglio dirti che si costruisca qui una Cappella in mio onore. Io sono la Madonna del Rosario. Continuate a recitare il Rosario tutti i giorni. La guerra sta per finire e i soldati torneranno presto alle proprie case »

« Ho molte grazie da chiederVi. Le esaudirete? », esclama Lucia.

« Alcune sì, altre no », risponde la Vergine. E aggiunge:

« È necessario che i peccatori si convertano, che chiedano perdono dei loro peccati ».

E, assumendo un’aria di tristezza, continua:

« Non offendano più Gesù che è già troppo offeso ».

« Non volete più niente da me? », domanda infine Lucia.

« Non voglio altro », risponde la bianca Signora.

« Io pure non Vi chiedo più nulla », conclude Lucia.

E la Madonna del Rosario si accomiata, per l’ultima volta, dai suoi tre confidenti. La visione è più splendente del sole! Mentre i fanciulli contemplavano estatici, ha inizio il miracolo annunziato: stupendo come nessuno avrebbe osato sperare. E furono testimoni del “miracolo del sole” circa sessantamila persone.

I RACCONTI DEI TESTIMONI

Riprendendo il discorso del numero precedente sul “miracolo del sole” a Fatima, il 13 Ottobre 1917, ascoltiamo la narrazione di alcuni testimoni oculari.

Le settantamila persone che assistettero al miracolo

Le settantamila persone che assistettero al miracolo« Noi guardavamo senza difficoltà il sole ci racconta il padre di Giacinta – e non accecava. Pareva che si spegnesse e si accendesse un po’ in un modo, un po’ in un altro. Gettava raggi di luce da un lato e dall’altro e colorava ogni cosa di differenti colori: gli alberi e il popolo, la terra e l’aria. Ma la cosa più stupefacente è che il sole non faceva male alla vista. Tutto era quieto e tranquillo. Tutti tenevano gli occhi rivolti verso il cielo, quando ad un certo punto il sole si fermò e poi cominciò a danzare e a saltare: si fermò un’altra volta e un’altra volta cominciò a danzare, fino al punto che sembrò staccarsi dal cielo e venire sopra di noi. Fu un momento terribile! ».

Maria da Capelinha ha dichiarato: « Il sole assumeva diversi colori: giallo, azzurro, bianco; e tremava, tremava tanto che pareva una ruota di fuoco che venisse a cadere sul popolo! Tutti gridavano: “Ahi, Gesù, qui moriamo tutti! Gesù, qui moriamo tutti!”.

Altri urlavano: “O Madonna, aiuto!” e recitavano l’atto di contrizione. Ci fu persino una signora che fece la confessione generale, e ad alta voce diceva: “Io ho fatto questo e quest’altro peccato”.

Infine, il sole si fermò e tutti diedero un gran sospiro di sollievo. Erano ancora vivi ed era quello il miracolo che i tre fanciulli avevano annunziato: sessantamila persone là radunate, credenti e non credenti, testimoniavano il fatto singolare ».

L’incredulo che ironizzava

Interessantissima è pure la descrizione rilasciata da P. Ignazio Lourenco: « Avevo allora appena nove anni e frequentavo la Scuola elementare del mio paese, che dista da Fatima 18 o 19 kilometri. Si era verso mezzogiorno, quando fummo sorpresi dalle grida ed esclamazioni di uomini e donne che passavano per la strada, davanti alla Scuola. La maestra fu la prima a correre sulla strada, senza poter impedire che noi ragazzi le corressimo dietro. Nella strada il popolo piangeva e gridava, indicando il sole: era il miracolo, il grande miracolo che si vedeva distintamente dall’alto del monte, ove è posto il mio paese. Mi sento incapace di descriverlo come anch’io lo vidi e sentii allora .

Vicino a me stava un incredulo che aveva passato la mattinata a ridersi dei creduloni che facevano tutto quel viaggio a Fatima “per vedere una ragazza”. Lo guardai: era come paralizzato, assorto, spaventato, con gli occhi fissi al sole. Poi lo vidi tremare da capo a piedi e, levando le mani al cielo, cadere in ginocchio nel fango, gridando: “Nostra Signora! Nostra Signora!” .

Passati dieci minuti di fenomeni straordinari e terribili, il sole tornò al suo posto, nello stesso modo con cui era disceso, pallido e quasi senza splendore Quando la gente si persuase che il pericolo era scampato, fu un’esplosione di gioia. Tutti proruppero in un coro di ringraziamento: “Miracolo, miracolo! Sia benedetta la Madonna!” ».

Terminato il fenomeno solare, avvenne un fatto naturalmente inspiegabile: tutta quella gente, inzuppata d’acqua com’era, si ritrovò completamente asciutta.

La Vergine Santa aveva moltiplicato i suoi prodigi per confermare la verità delle affermazioni dei piccoli veggenti e, in definitiva, la verità del Vangelo di Gesù. Perché la preoccupazione di Maria è una sola: farci capire che quel che ha detto Gesù è tutto vero, anzi: è la Verità!

Allora si verificò uno dei miracoli più clamorosi, di fronte a migliaia di persone, tra cui molte non credenti. Tra di esse il dott. José Maria de Almeida Garrett, professore alla Facoltà di Scienze di Coimbra, che scrisse il seguente resoconto:La testimonianza di un testimone oculare non credente

“Saranno state circa le tredici e trenta pomeridiane quando, nel punto esatto dove si trovavano i fanciulli si alzò una colonna di fumo, sottile, bella e azzurrina, che si estendeva per almeno due metri sopra le loro teste, e a quella altezza evaporava. Questo fenomeno, perfettamente visibile a occhio nudo, durò pochi secondi. Non avendo preso nota della sua durata, non so dire se era più o meno di un minuto. Il fumo si dissolse improvvisamente, e dopo un po’ si riformò una seconda volta, e poi una terza.

Il cielo, che era stato nuvoloso tutto il giorno, improvvisamente si schiarì: la pioggia cessò e sembrò che il sole stesse per riempire di luce la campagna circostante, che in quella mattinata invernale appariva così malinconica. Io stavo guardando il luogo delle apparizioni in una serena, anche se fredda, aspettativa di qualcosa che doveva accadere, e la mia curiosità diminuiva per il lungo tempo che era passato senza che nulla attirasse la mia attenzione. Il sole, pochi istanti prima, si era fatto largo tra la spessa coltre di nuvole che lo nascondevano e ora risplendeva chiaro e intenso.

Improvvisamente udii il clamore di centinaia di voci e vidi che la folla si sparpagliava ai miei piedi … voltava la schiena al luogo dove, fino a quel momento, si era concentrata la sua attesa e guardava verso il sole dall’altro lato. Anche io mi sono rivoltato verso il punto che richiamava lo sguardo di tutti e potei vedere il sole apparire come un disco chiarissimo, con i contorni nitidi, che splendeva senza offendere la vista. Non poteva essere confuso con il sole visto attraverso una nebbia (che non c’era in quel momento) perché non era né velato né attenuato. A Fatima esso manteneva la sua luce e il suo calore e si stagliava nel cielo con i suoi nitidi contorni, come un largo tavolo da gioco. La cosa più stupefacente era il poter contemplare il disco solare, per lungo tempo, brillante di luce e calore, senza ferirsi gli occhi o danneggiare la retina. [Durante questo tempo] il disco del sole non rimase immobile: aveva un movimento vertiginoso [ma] non come lo scintillìo di una stella in tutto il suo splendore perché esso girava su se stesso in folli giravolte.

Durante il fenomeno solare che ho appena descritto, avvenne anche un cambiamento di colore nell’atmosfera. Guardando verso il sole, ho notato che tutto stava diventando più scuro. Ho guardato prima gli oggetti più vicini e poi ho esteso il mio sguardo ai campi fino all’orizzonte. Vidi ogni cosa assumere il colore dell’ametista. Gli oggetti intorno a me, il cielo e l’atmosfera, erano dello stesso colore. Ogni cosa, sia vicina che lontana era cambiata, assumendo il colore di un vecchio damasco giallo. Sembrava che la gente soffrisse di itterizia e io ricordo di aver provato un senso di divertimento vedendo le persone sembrare così brutte e sgradevoli. La mia stessa mano era di tale colore.

Poi, improvvisamente, si udì un clamore, un grido di angoscia prorompere da tutti. Il sole, roteando selvaggiamente, sembrò staccarsi all’improvviso dal firmamento e, rosso come sangue, avanzare minacciosamente verso la terra come per schiacciarci con il suo peso immenso e ardente. Durante quei momenti provai una sensazione veramente terribile.

Tutti i fenomeni che ho descritto furono da me osservati in uno stato d’animo calmo e sereno, senza alcun disturbo emotivo. Interpretarli e spiegarli è compito di altri. Debbo dichiarare infine che mai, prima o dopo il 13 ottobre [1917] ho assistito a simili fenomeni atmosferici o solari“.

Pio XII e Fatima «Ho rivisto il miracolo»

«Ho visto» il miracolo del sole, «questa è la pura verità». Nel 1950, poco prima di proclamare il dogma dell’Assunta, Pio XII mentre passeggiava nei giardini vaticani assistette più volte allo stesso fenomeno verificatosi nel 1917 al termine delle apparizioni di Fatima e lo considerò una conferma celeste di quanto stava per compiere. Una circostanza fino ad oggi nota solo grazie alla testimonianza indiretta del cardinale Federico Tedeschini che ne parlò durante un’omelia.

Ora dall’Archivio privato Pacelli, conservato dalla famiglia del Pontefice, riemerge un documento eccezionale e inedito su quella visione: un appunto manoscritto dello stesso Pio XII, vergato a matita sul retro di un foglio nell’ultimo periodo della sua vita, nel quale in prima persona il Papa racconta ciò che gli è accaduto. L’appunto sarà esposto il prossimo novembre nella mostra vaticana dedicata a Papa Pacelli nel cinquantesimo della morte. Il resoconto è asciutto, quasi notarile, senza alcun cedimento al sensazionalismo.

«Era il 30 ottobre 1950», antivigilia del giorno della solenne definizione dell’assunzione, spiega Pio XII. Il Papa stava dunque per proclamare dogma di fede l’assunzione corporea in cielo della Madonna al momento della morte, e lo faceva dopo aver consultato l’episcopato mondiale, unanimemente concorde: soltanto sei risposte su 1.181 manifestavano qualche riserva. Verso le quattro di quel pomeriggio faceva «la consueta passeggiata nei giardini vaticani, leggendo e studiando». Pacelli ricorda che, mentre saliva dal piazzale della Madonna di Lourdes «verso la sommità della collina, nel viale di destra che costeggia il muraglione di cinta», sollevò gli occhi dai fogli. «Fui colpito da un fenomeno, mai fino allora da me veduto. Il sole, che era ancora abbastanza alto, appariva come un globo opaco giallognolo, circondato tutto intorno da un cerchio luminoso», che però non impediva in alcun modo di fissare lo sguardo «senza riceverne la minima molestia. Una leggerissima nuvoletta trovavasi davanti». «Il globo opaco – continua Pio XII nell’appunto inedito – si muoveva all’esterno leggermente, sia girando, sia spostandosi da sinistra a destra e viceversa. Ma nell’interno del globo si vedevano con tutta chiarezza e senza interruzione fortissimi movimenti». Il Papa attesta di aver assistito allo stesso fenomeno il giorno seguente, 31 ottobre, e il 1° novembre, giorno della definizione del dogma dell’Assunta, quindi di nuovo l’8 novembre. Poi non più». Ricorda pure di aver cercato «varie volte» negli altri giorni, alla stessa ora e in condizioni atmosferiche simili, «di guardare il sole per vedere se appariva il medesimo fenomeno, ma invano; non potei fissare nemmeno per un istante, rimaneva subito la vista abbagliata».

Nei giorni seguenti Pio XII riferisce il fatto «a pochi intimi e a un piccolo gruppo di Cardinali (forse quattro o cinque), fra i quali era il Cardinal Tedeschini». Quest’ultimo, nell’ottobre dell’anno seguente, 1951, si deve recare a Fatima per chiudere le celebrazioni dell’Anno Santo. Prima di partire viene ricevuto in udienza e chiede al Papa di poter citare la visione nell’omelia. «Gli risposi: Lascia stare, non è il caso. Ma egli insistette – continua Pio XII nel manoscritto – sostenendo l’opportunità di tale annuncio, ed io allora gli spiegai alcuni particolari dell’avvenimento». «Questa è, in brevi e semplici termini – conclude Papa Pacelli – la pura verità». «Pio XII era persuasissimo della realtà del fenomeno straordinario, cui aveva assistito ben quattro volte», ha dichiarato suor Pascalina Lehnert, la religiosa governante dell’appartamento papale.

Il cosiddetto «miracolo del sole» si era già verificato il 13 ottobre 1917 a Fatima, al termine delle apparizioni ai tre pastorelli. Così lo raccontò nella sua cronaca M. Avelino di Almeida, giornalista laico e non credente, inviato del quotidiano O Seculo e testimone oculare: «E si assiste allora ad uno spettacolo unico ed incredibile allo stesso tempo per chi non ne è stato testimone… Si vede l’immensa folla voltarsi verso il sole sgombro di nuvole, in pieno giorno. Il sole ricorda un disco d’argento sbiadito ed è possibile guardarlo in faccia senza subire il minimo disagio. Non scotta, non acceca. Si direbbe un’eclisse».

Pio XII era molto legato a Fatima: la prima apparizione ai tre pastorelli era infatti avvenuta il 13 maggio 1917, lo stesso giorno in cui Pacelli veniva consacrato arcivescovo nella cappella Sistina. È attestato che Pio XII e l’unica sopravvissuta dei tre veggenti, suor Lucia Dos Santos, rimarranno sempre in contatto, e il Pontefice, nell’ultimo anno della sua vita, conserverà il testo del Terzo segreto di Fatima nel suo appartamento. «Varie volte – ha dichiarato la marchesa Olga Nicolis di Robilant Alves Pereira de Melo testimoniando al processo di beatificazione di Pacelli, «trasmisi messaggi del Santo Padre per Suor Lucia e di questa per lui, ma siccome promisi di mai rivelare nulla a chicchessia, non mi sento autorizzata a farlo adesso».

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟   

Caro Padre  Livio,

ieri Lei giustamente  ha ribadito che  la  pace è fondata  sulla verità e la giustizia e ha denunciato le  ipocrisie  di falsi pacifisti.

Lei però in passato non ha   lesinato critiche all’Occidente e al mondo nuovo senza Dio che cerca di imporre nel  mondo intero.

Le  sue  prospettive sul futuro sembrano cambiate.

Per quale motivo?

Samuele  di Seregno

Caro Samuele,

la guerra scatenata  dalla Russia mi ha fatto  cambiare  idea  sulla sua  presunta  conversione. Essa avverrà,  ma alla fine dei dieci segreti, quando vedrà  crollare le sue  ambizioni imperiali  (insieme a quelle di Usa e Cina).

Satana opera su ambedue gli schieramenti,  per  cui noi dovremo stare molto stretti intorno alla Regina della pace.

Tuttavia  non mi preoccupo più  di tanto per  l’Occidente perché, a  partire dal   terzo segreto in avanti, le   popolazioni si rivolgeranno alla Madonna  e  abbandoneranno  le  loro classi dirigenti.

La  Madonna  ha  in  mano tutto e  la  Babilonia  globale crollerà da sola.

Ave  Maria 

Padre   Livio

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟   

Solo Gesù  e Maria scioglieranno questi nodi

Caro Padre Livio. 

Sono una vostra assidua ascoltatrice e come posso cerco di sostenere questo dono del Cielo di Maria Santissima, che è questa Radio.

Ogni mattina ascolto il commento all’attuale tragedia umana che è questa guerra.

Mi addolora molto sentire gli attacchi insulsi che le fanno riguardo alle sue ovvie posizioni.

Certo, vero: l’Ucraina è armata dagli Usa, mercia sulle madri surrogate e i bambini verranno venduti ai ricchi americani come merce qualsiasi, il Presidente ucraino è sicuramente pro gay, aborto, LGBT ecc. E ok! Mali di questo mondo senza Dio ma….Lì è il punto?

CHI INVADE E PROVOCA GUERRE HA SEMPRE TORTO. 

Ma mica ci vuole un genio!!!! Da sempre chi attacca ha torto!

La Russia deve subito ritirarsi. Certo Putin odia il famoso NWM e giustamente lo rifiuta. Ma mica usi le bombe perché gli altri sono il MALE! Siamo all’assurdo!

La situazione è grave, complessa e solo Maria e Gesù scioglieranno questi nodi anche grazie alle nostre preghiere.

Io la ringrazio tantissimo perché luce e guida in queste tenebre orrende.

Sempre in Gesù e Maria le auguro tanto buon servizio. Ancora grazie.

Elisabetta Calabresi 

Cara  Elisabetta,

grazie  per  l’incoraggiamento, sempre gradito.

 Approfitto per ricordare che il popolo ucraino  nel  suo insieme ha una fede invidiabile  e  in questo tempo di prova si è  ancora di più  avvicinato alla Madonna, dandoci un esempio straordinario di fortezza e di spirito di sacrificio.

Ave  Maria 

Padre  Livio

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La pace nella verità  e  nella giustizia

Gentil Padre Livio,

la seguo da un pò di tempo e penso che continuerò a farlo perchè in questo mondo  che abbiamo reso orribile, Lei rappresenta il megafono di Maria ,cioè di un messaggio di salvezza che sembra un bicchiere di acqua fresca nel deserto.

Ringrazio Dio di aver permesso questo e di averci mandato Lei che ogni giorno  ci incoraggia senza atteggiamenti mielosi ma con toni sicuri ed onesti.

Ciò che ammiro in Lei è l’onestà intellettuale, la sincerità ed il coraggio di esprimersi.

La Sua analisi dei fatti è equilibrata e veritiera,che serva da monito a tutti i falsi pacifisti che utilizzano facili slogan per non assumersi la responsabilità di sostenere la pace nella verità e giustizia.

Non solo agli aggressori assassini , ma anche ai vili complici verrà chiesto di rispondere di tanto sangue e dolore.

Scusi lo sfogo ma di fronte a tanta ipocrisia mi sento a volte sconfortata.

Maria benedetta aiutaci e riportaci sulla strada giusta!

Maria La protegga nel Suo operare e spero di poter contribuire a questa voce forte di Radio Maria.

Patrizia

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La testimonianza scalda il cuore e converte l’anima

Caro Padre Livio buonasera,

mi chiamo Giovanni, ho 32 anni e Le scrivo dalla provincia di Modena.

Voglio scriverLe di un’esperienza avvenuta durante il pellegrinaggio a Medjugorje, a cui ho preso parte la scorsa settimana.

Sono andato a Medjugorje per rendere grazie a Maria con un ex voto. Volevo lasciare un segno tangibile, materiale, di una grazia che ho ricevuto.

Ma Medjugorje non è un santuario dove andare a lasciare un segno di quel tipo; Medjugorje è il luogo dove deve cambiare la nostra vita, dove dobbiamo prendere coscienza della nostra fede.

La nostra stessa vita deve diventare un ex voto, e l’ex voto più grande, il vero segno tangibile che indicherà che la fede Cattolica romana è la vera fede, sarà quello del segno del terzo segreto, quello che ci ha promesso la Madonna.

Noi però, adesso, dobbiamo testimoniare. Serve a Maria.

Ho capito ciò quando, l’ultimo giorno di pellegrinaggio, mi sono recato alla sede di Radio Maria (a Medjugorje); lì, Dario mi ha accolto e, quando gli ho raccontato che ero venuto a Medjugorje per rendere grazie alla Madonna di una grazia ricevuta, mi ha rivelato di aver ricevuto lui stesso una grazia simile alla mia.

Nel momento stesso in cui ci siamo scambiati le testimonianze, ho avuto un pensiero:

non è con i segni materiali che lasciamo nelle chiese, che Maria vuole cambiare il mondo, ma attraverso le nostre vite e le nostre testimonianze, attraverso i fatti e le parole. Le testimonianze, se date con la fede, scaldano il cuore e convertono l’anima.

Non più quindi un “testimone muto”, un pezzo di argento da appendere al muro e spolverare ogni tanto, ma bensì un’esistenza che testimonia la Misericordia di Dio Padre, e che si rinnova continuamente facendo della fede in Lui la propria ragione di vita, anche con la disponibilità al martirio.

Capisco quindi che, Maria vuole cambiare il mondo cominciando a cambiare il modo in cui professiamo la nostra fede; non serve il “ricordino” da lasciare lì, ma serve la testimonianza da portare a tutti, proprio come facevano gli apostoli.

Forse, ho scoperto l’acqua calda, ma mi piace pensare che prendendo seriamente i messaggi della Madonna, sia riuscito a vivere almeno le Sue parole << incoraggiatevi e testimoniate le opere buone che Dio fa in voi e attraverso di voi. >>.

La ringrazio di aver letto le mie parole, e La saluto con un bel

Ave Maria!

Giovanni

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Pregare  il Rosario tutti i giorni mi fa stare in pace

Caro padre Livio,

Sono Federica della provincia di Catania. Sono qui a scrivere la mia testimonianza e il mio amore per MARIA REGINA DELLA PACE E REGINA DEI CIELI E DELLA TRRRA.

Da premettere che sono cresciuta in una famiglia cristiana ma fino ad ora ascoltandola ho capito che NON stavo percorrendo la strada di una VERA CRISTIANA e di questo LA RINGRAZIO.INSIEME A LEI E ALTRE PERSONE E ALLA SANTA CHIESA CATTOLICA HO SPERIMENTATO LA PREGHIERA, MA LA PREGHIERA VERA FATTA COL CUORE.  OGNI VOLTA CHE PREGO SENTO UNA PACE E TRANQUILLA CHE NON SO DESCRIVERE E LA DOMENICA ANDARE A MESSA E UNA COSA CHE NON RIESCO A SPIEGARE A PAROLE.

Questo periodo ho RICEVUTO IL VERO MIRACOLO E CIOÈ LA CONVERSIONE DEL CUORE.  PREGARE IL ROSARIO TUTTI I GIORNI MI FA STARE IN PACE CON ME STESSA E VEDO ANCHE LA VITA DIVERSA.

LA RINGRAZIO ANCORA PADRE LIVIO.  HO SCARICATO L’APP DI RADIO MARIA DA POCO TEMPO E OGNI GIORNO ALLE 9 ASPETTO CON ANSIA LA SUA CATECHESI.

GRAZIE PERCHÉ HO MARIA NEL CUORE ED È MERITO ANCHE SUO.

VIVA MARIA.

“L’INVIDIA – IL MORSO DEL DIAVOLO” – Puntata 16

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

JAKOV  DI  MEDJUGORJE RACCONTA  LA  SUA ESPERIENZA  CON LA MADONNA ( 7)

“La Madonna ci guarda non come siamo all’esterno, ma come siamo nel cuore”

Padre Livio: Abbiamo ben evidenziato questo volto materno di Maria, che abbraccia e accarezza col suo sguardo ogni uomo che vi è al mondo. Ma ora, se ti è possibile, toglimi una piccola curiosità: secondo te quale significato hanno queste dodici stelle che la Madonna ha intorno al suo capo?

Jakov: Non ho mai pensato a questo.

Padre Livio: Eppure la Madonna le ha sempre quando appare.

Jakov: Sì, però non mi ha mai interessato sapere il perché. Tanti pellegrini ci chiedono: perché non avete chiesto alla Madonna, questo…o quello…

Padre Livio: E’ una domanda inutile secondo te?

Jakov: No, ma quando c’è la Madonna, non ti viene in mente di chiedere quelle cose. Tu in quel momento pensi alla Madonna, guardi il suo viso, guardi i suoi occhi, e non pensi di chiederle perché ha dodici stelle, perché ha questo, o….

Padre Livio: Capisco, ma sai, anche queste cose avranno pure un significato. Ma mi rendo conto che in quel momento per voi perdono di interesse.

Jakov: A noi, almeno a me, non hanno mai interessato, non abbiamo mai chiesto.

Padre Livio: Senti, Jakov, tu hai trascorso un’intera vita insieme alla Madonna e certamente hai avuto i tuoi momenti difficili. Qualche volta la Madonna si è occupata personalmente di te, dandoti dei consigli, e : “ Stai attento a questo…stai attento a quest’altro; fai così…” ecc…E’ intervenuta qualche volta nella tua vita personale, oppure mai?

Jakov. E’ successo nei primi tempi delle apparizioni, però io preferisco non parlare di questa cosa.

Padre Livio: Scusami un’impertinenza, ma lo faccio per far capire alle mamme quanto devono essere pazienti con i loro figli. Ho sentito dire che una volta sei andato all’apparizione con i capelli pettinati col gel. E’ vero?

Jakov: Ah, ah, ah… (risata di gusto)

Padre Livio: Ridi? Io penso che non sia male che si sappia, affinché ci rendiamo conto che la Madonna non guarda a quello che guardiamo noi. Lei guarda al cuore.

Jakov: Sicuramente. Ma non ci vedo nulla di strano perché il gel lo metto sempre e non ho mai pensato che fosse un problema presentarsi davanti alla Madonna col gel, né Lei mi ha mai detto:

 “Perché sei venuto con il gel?”.

Padre Livio? Non te lo ha mai detto?

Jakov: Piuttosto che andare spettinato, mi metto il gel. No, a parte gli scherzi, come tu hai detto prima…

Padre Livio: Dammi pure del tu, Jakov.

Jakov: Sì. Dicevamo che la Madonna ci guarda non come siamo all’esterno, ma come siamo nel cuore. Tuttavia dobbiamo avere anche un limite. Io penso che a ogni giovane piace avere una vita bella, vestirsi bene, avere delle cose nuove e questo piace anche a me. Però non dobbiamo essere affezionati a queste cose, non dobbiamo essere attaccati alle cose materiali, ma piuttosto essere attaccati A Dio. Questa mi sembra la cosa più importante.

Padre Livio: Senti Jakov, a favore della credibilità delle apparizioni di Medjugorje si possono portare molti argomenti. Uno di questi è la testimonianza concorde e senza mai alcuna contraddizione, che voi sei veggenti avete sempre dato sui messaggi della Madonna. Avente sempre riferito i vostri incontri con Lei con perfetta identità di vedute, anche se ognuno di voi ha la sua personalità e la sua particolare sensibilità nell’esporre le sue esperienze

Però una delle cose che mi ha colpito di più e che fa riflettere è il fatto che voi, in questi quasi due decenni di apparizioni,  avete trascorso gli anni difficili dell’età evolutiva e della giovinezza, senza mai deviare dalla fede e dalla via di Dio. E questo nonostante che viviate in un mondo pieno di seduzioni, specialmente per i giovani, molto diverso ad esempio dall’ambiente in cui Bernadette ha trascorso gli anni della sua crescita, prima di entrare in convento. ,Non ti pare, Jakov, che questa sia una grazia speciale che la Madonna ha ottenuto per voi?

Jakov: Sicuramente. Se ora guardiamo indietro e torniamo ai tempi delle prime apparizioni, quando c’era ancora il comunismo, possiamo dire che ne abbiamo passate tantissime. Fin dall’inizio ce ne hanno fatto passare proprio tante. Ci hanno portato negli ospedali psichiatrici, ci hanno fatto gli esami, ma hanno dovuto ammettere che siamo dei ragazzi normali.

Il comunismo comportava che tu non potevi frequentare liberamente la chiesa, perché se andavi in chiesa rischiavi di perdere il posto di lavoro o di essere buttato fuori dalla scuola. Mi ricordo di quando eravamo a scuola. C’era un direttore che stava alla porta e, se ti vedeva con una crocettina, te la strappava e te la buttava via.

Tante volte hanno fatto pressione perché dicessimo che non avevamo visto la Madonna. Ma nel mio cuore io non potevo dire che non l’avevo vista. “Io l’ho vista”, dicevo e questa è una grazia, proprio quella di cui tu parlavi prima.

Padre Livio: Sì, la grazia della testimonianza e della perseveranza.

Jakov: Sicuramente. Infatti non mi è mai capitato di dire: “ Ma perché è successo proprio a me?” oppure “ O Dio non ti voglio più. Sono stanco.” Proprio mai!

Padre Livio: Beh, non bisogna dimenticare che ci sono dei profeti, ad esempio Geremia, che si lamentano che il Signore abbia dato loro il compito della testimonianza e gli chiedono di essere esonerati. Lui preferiva una vita privata più tranquilla.

Jakov: Qualche volta, quando ci sono tanti pellegrini a Medjugorje e bussano ogni momento alla porta, ci capita di dire: “ Ma come facciamo…?”  A volte si creano delle situazioni difficili, perché siamo tutti uomini e tutti ci stanchiamo. Ma non ci siamo certo lamentati con la Madonna perché ci ha scelto per dare testimonianza”.

Padre Livio: Forse la gente non si rende conto quanto sia impegnativa la testimonianza quotidiana e continuata davanti ai pellegrini. Non dico che è difficile, ma certo richiede tanta pazienza.

Jakov: Molto dipende dai gruppi che vengono a Medjugorje. Ve ne sono alcuni che vengono solo per sentire i messaggi della Madonna. Ma ce ne sono altri che fanno strane domande, come ad esempio se ci saranno i tre giorni di buio, se bisogna preparare le candele e cose di questo genere.

Dipende molto dalle persone che vengono giù. Certo che se tu vedi gente che vuole accogliere i messaggi della Madonna, tu nel tuo cuore senti una immensa gioia, ma se vengono rivolte domande strane….

Padre Livio: Mi ha molto colpito il comportamento di Bernadette, la quale, prima di entrare in convento è rimasta otto anni a Lourdes per rendere testimonianza alle apparizioni. Anche per lei la penitenza più grande era quella di ricevere i pellegrini, pur facendolo grande generosità e dolcezza. Evidentemente si tratta di un impegno stressante.

Jakov: Eh, questo dipende dalla gente.

Padre Livio: Ce n’è di ogni genere e specie.

Jaokov: Dipende molto dalla gente che viene giù. Vi posso fare una confidenza. Prima di venire da Medjugorje, ero lì davanti alla casa di mia zia seduto. Passa un uomo e mi dice: “ Posso salutarti?” Io lo saluto tranquillo col sorriso. Ma poi lui mi voleva riprendere con la telecamera. Gli dico: “ Per favore non registrami”, perché ero lì privatamente con gli amici, ma lui a tutti i costi voleva. Io allora mi sono messo dietro una tenda, per non farmi riprendere. Allora lui mi dice: “ Ecco, noi in Argentina, anche se non abbiamo la Madonna, abbiamo più fede di voi”.

Dipende dalla gente, da come è e per quale motivo viene a Medjugorje. Per questo io dico sempre ai pellegrini. “ La prima cosa quando venite a Medjugorje non è per vedere com’è, non è per vedere i veggenti, non è per cercare dei segni, ma è per la nostra conversione. Questa è la cosa più grande”.

(Continua)

Intervista a Jakov di Medjugorje  condotta da Padre Livio dai microfoni di Radio Maria (29 -09-1999)

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla nostra libera cooperazione al progetto di Dio

Cari amici,

viviamo in un tempo si sta dissolvendo in cui il capitale spirituale che abbiamo accumulato nei secoli. Per vivere bene e in modo costruttivo il capitale spirituale è importantissimo.

I messaggi della Regina della pace sono sempre fonti inesauribili di riflessione. Il messaggio del 25 settembre è ricchissimo di esortazioni e ritengo opportuno leggerlo e rileggerlo per coglierle tutte.

In particolare, oggi vorrei soffermarmi su queste parole: «testimoniate le opere buone che Dio fa in voi e attraverso di voi». Che cosa significa che Dio compie in noi le opere buone e le fa arrivare agli altri attraverso di noi? Significa che siamo strumenti di Dio. San Giovanni Paolo II ha usato spesso questo termine, indicando gli uomini come strumenti di Dio liberi ma responsabili per cooperare all’opera della Redenzione.

Come possono coesistere il fatto che Dio opera attraverso di noi e la nostra libertà? Dio ci tratta da persone libere, non ci costringe a essere cooperatori all’opera della Redenzione, non ci costringe ad amarlo, non ci costringe a diventare operai della sua vigna. Dio ci invita.

Una delle bellezze dei messaggi di Medjugorje è proprio il ringraziamento finale: «Grazie per aver risposto alla mia chiamata». Quando diciamo che siamo strumenti di Dio dobbiamo capire che lo siamo proprio perché abbiamo risposto alla Sua chiamata, abbiamo acconsentito a cooperare al suo meraviglioso piano di Redenzione.

Dio ha creato dal nulla il mondo e se ne prende cura. Dio ha creato il mondo per manifestare il Suo amore e per rendere partecipi le Sue creature di ciò che lui è, ovvero gioia, bellezza, eternità, verità.

Noi viviamo perché Dio ci fa esistere istante per istante. Ogni istante il Suo amore ci fa vivere, ci mantiene nell’essere. Se non fosse così cadremmo nel nulla. Dio ci ha fatto questo grande dono di chiamarci alla vita e ciascuno di noi fa parte del grande progetto divino dell’opera della Creazione, della Redenzione, della santificazione e della glorificazione.

Noi siamo liberi protagonisti. Dio ci chiama a partecipare a questo straordinario progetto.

Dio chiama a cooperare liberamente le creature invisibili (gli angeli) e visibili (gli esseri umani).

Il progetto di Dio ha un termine, ovvero la gloria beata del Paradiso per tutti coloro che hanno cooperato al piano di Dio. Non siamo solo stati creati a Sua immagine e somiglianza, ma soprattutto Dio si è fatto uomo. Siamo stati chiamati a partecipare della natura divina. Il piano di Dio è di una grandezza e magnificenza straordinarie. Dio non si è tenuto per sé la sua divinità ma l’ha condivisa. Dio ha condiviso la sua gloria, la sua eterna felicità, la sua eterna comunione di amore. La dinamica dell’amore non ha costrizioni, quindi Dio ci lascia liberi di scegliere.

In questi tempi di grande combattimento spirituale teniamo lo sguardo fisso al Cielo, decidiamoci per Dio e testimoniamo con la nostra vita il Suo immenso amore.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

LA PACE DELLO ZAR E DEI SUOI SEGUGI

Un lupo (Russia) vide un agnello (Ucraina) che beveva ad un torrente, sotto di lui, e gli venne voglia di mangiarselo. Così, gli disse che bevendo, sporcava la sua acqua e che non riusciva nemmeno a bere.
«Ma tu sei a monte ed io a valle, è impossibile che bevendo al torrente io sporchi l’acqua che scorre sopra di me!» rispose l’agnello.

Venuta meno quella scusa, il lupo ne inventò un’altra: «Tu sei l’agnello che l’anno scorso ha insultato mio padre, povera anima».
E l’agnello, di nuovo, gli rispose che l’anno prima non era ancora nato, dunque non poteva aver insultato nessuno.
«Sei bravo a inventare delle scuse per tutto» gli disse il lupo, poi saltò addosso al povero agnellino e lo mangiò.

Esopo

PS nella fattispecie potrebbe essere un pranzo indigesto

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

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