JAKOV DI MEDJUGORJE RACCONTA LA SUA ESPERIENZA CON LA MADONNA ( 7)

“La Madonna ci guarda non come siamo all’esterno, ma come siamo nel cuore”
Padre Livio: Abbiamo ben evidenziato questo volto materno di Maria, che abbraccia e accarezza col suo sguardo ogni uomo che vi è al mondo. Ma ora, se ti è possibile, toglimi una piccola curiosità: secondo te quale significato hanno queste dodici stelle che la Madonna ha intorno al suo capo?
Jakov: Non ho mai pensato a questo.
Padre Livio: Eppure la Madonna le ha sempre quando appare.
Jakov: Sì, però non mi ha mai interessato sapere il perché. Tanti pellegrini ci chiedono: perché non avete chiesto alla Madonna, questo…o quello…
Padre Livio: E’ una domanda inutile secondo te?
Jakov: No, ma quando c’è la Madonna, non ti viene in mente di chiedere quelle cose. Tu in quel momento pensi alla Madonna, guardi il suo viso, guardi i suoi occhi, e non pensi di chiederle perché ha dodici stelle, perché ha questo, o….
Padre Livio: Capisco, ma sai, anche queste cose avranno pure un significato. Ma mi rendo conto che in quel momento per voi perdono di interesse.
Jakov: A noi, almeno a me, non hanno mai interessato, non abbiamo mai chiesto.
Padre Livio: Senti, Jakov, tu hai trascorso un’intera vita insieme alla Madonna e certamente hai avuto i tuoi momenti difficili. Qualche volta la Madonna si è occupata personalmente di te, dandoti dei consigli, e : “ Stai attento a questo…stai attento a quest’altro; fai così…” ecc…E’ intervenuta qualche volta nella tua vita personale, oppure mai?
Jakov. E’ successo nei primi tempi delle apparizioni, però io preferisco non parlare di questa cosa.
Padre Livio: Scusami un’impertinenza, ma lo faccio per far capire alle mamme quanto devono essere pazienti con i loro figli. Ho sentito dire che una volta sei andato all’apparizione con i capelli pettinati col gel. E’ vero?
Jakov: Ah, ah, ah… (risata di gusto)
Padre Livio: Ridi? Io penso che non sia male che si sappia, affinché ci rendiamo conto che la Madonna non guarda a quello che guardiamo noi. Lei guarda al cuore.
Jakov: Sicuramente. Ma non ci vedo nulla di strano perché il gel lo metto sempre e non ho mai pensato che fosse un problema presentarsi davanti alla Madonna col gel, né Lei mi ha mai detto:
“Perché sei venuto con il gel?”.
Padre Livio? Non te lo ha mai detto?
Jakov: Piuttosto che andare spettinato, mi metto il gel. No, a parte gli scherzi, come tu hai detto prima…
Padre Livio: Dammi pure del tu, Jakov.
Jakov: Sì. Dicevamo che la Madonna ci guarda non come siamo all’esterno, ma come siamo nel cuore. Tuttavia dobbiamo avere anche un limite. Io penso che a ogni giovane piace avere una vita bella, vestirsi bene, avere delle cose nuove e questo piace anche a me. Però non dobbiamo essere affezionati a queste cose, non dobbiamo essere attaccati alle cose materiali, ma piuttosto essere attaccati A Dio. Questa mi sembra la cosa più importante.
Padre Livio: Senti Jakov, a favore della credibilità delle apparizioni di Medjugorje si possono portare molti argomenti. Uno di questi è la testimonianza concorde e senza mai alcuna contraddizione, che voi sei veggenti avete sempre dato sui messaggi della Madonna. Avente sempre riferito i vostri incontri con Lei con perfetta identità di vedute, anche se ognuno di voi ha la sua personalità e la sua particolare sensibilità nell’esporre le sue esperienze
Però una delle cose che mi ha colpito di più e che fa riflettere è il fatto che voi, in questi quasi due decenni di apparizioni, avete trascorso gli anni difficili dell’età evolutiva e della giovinezza, senza mai deviare dalla fede e dalla via di Dio. E questo nonostante che viviate in un mondo pieno di seduzioni, specialmente per i giovani, molto diverso ad esempio dall’ambiente in cui Bernadette ha trascorso gli anni della sua crescita, prima di entrare in convento. ,Non ti pare, Jakov, che questa sia una grazia speciale che la Madonna ha ottenuto per voi?
Jakov: Sicuramente. Se ora guardiamo indietro e torniamo ai tempi delle prime apparizioni, quando c’era ancora il comunismo, possiamo dire che ne abbiamo passate tantissime. Fin dall’inizio ce ne hanno fatto passare proprio tante. Ci hanno portato negli ospedali psichiatrici, ci hanno fatto gli esami, ma hanno dovuto ammettere che siamo dei ragazzi normali.
Il comunismo comportava che tu non potevi frequentare liberamente la chiesa, perché se andavi in chiesa rischiavi di perdere il posto di lavoro o di essere buttato fuori dalla scuola. Mi ricordo di quando eravamo a scuola. C’era un direttore che stava alla porta e, se ti vedeva con una crocettina, te la strappava e te la buttava via.
Tante volte hanno fatto pressione perché dicessimo che non avevamo visto la Madonna. Ma nel mio cuore io non potevo dire che non l’avevo vista. “Io l’ho vista”, dicevo e questa è una grazia, proprio quella di cui tu parlavi prima.
Padre Livio: Sì, la grazia della testimonianza e della perseveranza.
Jakov: Sicuramente. Infatti non mi è mai capitato di dire: “ Ma perché è successo proprio a me?” oppure “ O Dio non ti voglio più. Sono stanco.” Proprio mai!
Padre Livio: Beh, non bisogna dimenticare che ci sono dei profeti, ad esempio Geremia, che si lamentano che il Signore abbia dato loro il compito della testimonianza e gli chiedono di essere esonerati. Lui preferiva una vita privata più tranquilla.
Jakov: Qualche volta, quando ci sono tanti pellegrini a Medjugorje e bussano ogni momento alla porta, ci capita di dire: “ Ma come facciamo…?” A volte si creano delle situazioni difficili, perché siamo tutti uomini e tutti ci stanchiamo. Ma non ci siamo certo lamentati con la Madonna perché ci ha scelto per dare testimonianza”.
Padre Livio: Forse la gente non si rende conto quanto sia impegnativa la testimonianza quotidiana e continuata davanti ai pellegrini. Non dico che è difficile, ma certo richiede tanta pazienza.
Jakov: Molto dipende dai gruppi che vengono a Medjugorje. Ve ne sono alcuni che vengono solo per sentire i messaggi della Madonna. Ma ce ne sono altri che fanno strane domande, come ad esempio se ci saranno i tre giorni di buio, se bisogna preparare le candele e cose di questo genere.
Dipende molto dalle persone che vengono giù. Certo che se tu vedi gente che vuole accogliere i messaggi della Madonna, tu nel tuo cuore senti una immensa gioia, ma se vengono rivolte domande strane….
Padre Livio: Mi ha molto colpito il comportamento di Bernadette, la quale, prima di entrare in convento è rimasta otto anni a Lourdes per rendere testimonianza alle apparizioni. Anche per lei la penitenza più grande era quella di ricevere i pellegrini, pur facendolo grande generosità e dolcezza. Evidentemente si tratta di un impegno stressante.
Jakov: Eh, questo dipende dalla gente.
Padre Livio: Ce n’è di ogni genere e specie.
Jaokov: Dipende molto dalla gente che viene giù. Vi posso fare una confidenza. Prima di venire da Medjugorje, ero lì davanti alla casa di mia zia seduto. Passa un uomo e mi dice: “ Posso salutarti?” Io lo saluto tranquillo col sorriso. Ma poi lui mi voleva riprendere con la telecamera. Gli dico: “ Per favore non registrami”, perché ero lì privatamente con gli amici, ma lui a tutti i costi voleva. Io allora mi sono messo dietro una tenda, per non farmi riprendere. Allora lui mi dice: “ Ecco, noi in Argentina, anche se non abbiamo la Madonna, abbiamo più fede di voi”.
Dipende dalla gente, da come è e per quale motivo viene a Medjugorje. Per questo io dico sempre ai pellegrini. “ La prima cosa quando venite a Medjugorje non è per vedere com’è, non è per vedere i veggenti, non è per cercare dei segni, ma è per la nostra conversione. Questa è la cosa più grande”.
(Continua)
Intervista a Jakov di Medjugorje condotta da Padre Livio dai microfoni di Radio Maria (29 -09-1999)