"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2022 Pagina 42 di 179

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟   

Siamo alla vigilia dei segreti?

Caro Padre   Livio,

complimenti per  il suo ultimo editoriale, col quale ha  messo in chiaro la situazione del mondo e della Chiesa alla vigilia dei segreti, chiarendo in modo particolare il ruolo della Russia nel piano di Maria da Fatima a Medjugorje.

Premetto che  mi trovo in sintonia con tutto quello che  lei ha detto.  Non ha però specificato che cosa significa  “alla vigilia dei segreti”.

So che Lei pondera  bene  le  sue espressioni e mi pare di capire che non dovremo aspettare  molto. Se   la sentirebbe di indicare gli indizi  che  l’hanno messa  in preavviso?

Lucia di Montefalco

Cara Lucia,

riguardo al  momento in cui verrà  rivelato il primo segreto c’è il buio più assoluto. Credo che prenderà  tutti di sorpresa. Nelle cose di Dio accade sempre così.

Però la  Madonna stessa ci ha esortato a cogliere i segni del tempo. Lei stessa ha preannunciato  l’arrivo del tempo delle  prove il 25 Luglio del 2019.

Dopo qualche  mese  è arrivata la  Pandemia che  è stata  una   prova molto  sofferta ovunque nel mondo.  Poi è  arrivata la guerra le cui conseguenze si fanno sentire sempre  di più.

L’aria che si respira è quella dell’incertezza e  della  paura che accada  qualcosa di ineluttabile

Noi che  seguiamo la Madonna sentiamo che il  tempo dei segreti  è alle porte.

Non cadiamo però nel tranello di voler indicare una data  per quanto approssimativa.

Il vero problema  è la nostra  preparazione .  Da questo punto di vista direi che abbiamo bisogna  ancora di tempo. Dobbiamo intensificare la  nostra formazione spirituale.

Ave Maria

Padre Livio

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟   

“Pregate  per  la   libertà”

Buongiorno P. Livio,

mi chiamo Roberta,  sono della Provincia di Pavia.  Cercherò  di essere breve.  L’ho ascoltata questa  mattina 13/10.  Non ho la  possibilità di andare sul suo Blog perché non ho internet, ma mi  preme molto dare  una mia  risposta, riguardo alla domanda che  le  ha fatto Samuele.

Indubbiamente  e,  aggiungo,  purtroppo,  i peccati  dell’Occidente restano,  ma…finché c’è vita  c’è speranza. Mi spiego: Putin ha invaso un altro  paese con  la scusa che questo si vuole occidentalizzare   con usi e costumi sbagliati.   Ok,  ma usa violenza e uccide  persone,  toglie loro  la  libertà di scelta, il libero arbitrio che Dio ci ha donato.

Gesù mica  uccideva coloro che peccavano  e  non  li obbligava con  la  forza  alla conversione! E  poi la stessa Madonna  dice:  Pregate  per  la libertà”.  La libertà   di scegliere! Ma se uno viene ucciso non può  più scegliere!

Se  poi l’Ucraina tornerà libera, come  spero,  e sceglierà l’allontanamento da Dio come l’Occidente, se la   vedrà  con Dio, ma  sarà  una sua scelta! Non con  la  forza   e la   violenza, ma  con il  buon  esempio si porta la conversione!

Il  male maggiore  ora  è  l’invasione perché  prova  della libertà.  Ciò  non significa  chiudere  gli occhi sui peccato  dell’Occidente!  Finché  c’è vita c’è speranza di cambiamento.  Ecco secondo me cosa   intendeva  la  Madonna.

Grazie

Roberta

Cara  Roberta, 

ti ringrazio per  la tua appassionata  riflessione scritta a mano, nella quale  hai colto uno degli aspetti  irrinunciabili della concezione  cristiana  dell’uomo che  è  la libertà.

Dio invita,  ma non costringe. La   Madonna  stessa   sottolinea il  valore irrinunciabile  della  libertà ringraziandoci  ogni volta  per  aver  risposto alla sua chiamata.

Nei messaggi del  Giugno e dell’Ottobre 2022 la Regina  della  pace  ha suonato un campanello di allarme  perché, nel mondo in cui viviamo, la libertà è  sempre  più insidiata,  anche in Occidente.

E’ straordinario che ci abbia  esortati a  pregare “per  la  pace  e la libertà”  e  che abbia  affermato che “Dio  è amore   e libertà”, per  cui ha proseguito quando vogliono mettervi dei legami e usarvi, questo non viene da Dio perché Dio è amore e dona la Sua pace ad ogni creatura.”

Dobbiamo meditare  su queste  parole perché non  ne  abbiamo ancora  compreso il  significato profondo.

Ave  Maria

Padre   Livio

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

SESTO GIORNO DELLE  APPARIZIONI:  I VEGGENTI DI MEDJUGORJE  PORTATI IN  AMBULANZA IN UN ISTITUTO PSICHIATRICO PER UN  INTERROGATORIO

Il sesto giorno, Lunedì 29 Giugno, è la festa di S. Pietro. Poiché è giorno festivo i ragazzi hanno dormito un po’ di più e si sono preparati per andare in chiesa.

Ma ecco che all’improvviso arrivano nell’abitato di Bjakovici due automobili. Una di essa è l’autoambulanza di Citluk, una cittadina poco distante, provvista di un pronto soccorso. Senza dare spiegazioni i sei veggenti vengono invitati a salire.

 “Che potevamo fare? Con la prepotenza non si ragiona. L’ho sentito dire tante volte da mia nonna. Obbedisci e basta” (Vicka). I sei ragazzi vengono caricati sull’autoambulanza, mentre alcuni familiari vengono fatti salire sull’altra macchina.

Ogni particolare è stato preparato accuratamente. Ma, qual’era l’obbiettivo che veniva perseguito? Fallita la prima visita medica a Citluk, si replica con più determinazione, portando i ragazzi in un istituto psichiatrico di Mostar.

 Il presupposto ideologico è sempre quello: la fede sarebbe una puerile illusione, mentre chi dice di vedere la Madonna è un pazzo che ha bisogno di cure. Camici bianchi pronti a spacciare per scienza le loro idiozie non mancano mai sul mercato.

I sei veggenti vengono fatti entrare tutti insieme in una stanza, dove li attende una dottoressa. “ La dottoressa un po’ ci interrogava e un po’ ci prendeva in giro. Era una vera commedia. Lei voleva farci passare per imbecilli. Che noi siamo dei fissati, che siamo dei drogati, che inganniamo la gente e che so io.

Ci ha rimproverate, noi ragazze, perché eravamo vestite secondo la moda e nello stesso tempo pretendevamo di essere le ragazze della Madonna. Noi abbiamo  cercato come poter fuggire quanto prima da quella casa e badare alle cose nostre” (Vicka).

Per spaventare i ragazzi li portano in una stanza mortuaria. L’effetto desiderato non viene ottenuto. Non si sa se ridere o piangere di fronte a questi espedienti. “C’è sempre qualcuno che muore. E’ normale” (Vicka).

La dottoressa alla fine dimostra di essere una persona onesta. La sua conclusione è quella del buon senso. “Ha detto che è matto chi ci ha portato lì’ e che noi siamo dei ragazzi perfettamente sani. Che altro poteva dire?” (Vicka).

 Non tutti i mali vengono per nuocere. O meglio, Dio usa le macchinazioni del demonio per i suoi piani. Da quel giorno i veggenti hanno potuto dire che l’Istituto psichiatrico di Mostar li aveva riconosciuti come dei ragazzi normali. Per la verità non ci sarebbe  bisogno di specialisti per arrivare a una conclusione del genere.

Verso le due del pomeriggio i sei veggenti sono di nuovo a casa. Il giorno festivo ha favorito l’afflusso della gente. La voce che appare la Madonna si è diffusa in tutta la regione. I cattolici croati, da sempre in trincea per la difesa della loro fede, intuiscono la portata storica dell’evento.

 Il Podbrdo brulica di gente come non mai: “ Una marea incredibile! Tutto pieno; uno sopra l’altro. Non c’era posto dove posare i piedi. Chi gridava, chi piangeva…Qualcosa di inverosimile…Con grande fatica siamo riusciti ad arrivare lassù.

 Davanti a noi andavano alcuni nostri uomini e ci facevano strada; giunti su, hanno formato un cerchio intorno a noi, tenendosi per mano. Senza di loro non ce l’avremmo fatta” (Vicka).

Quanto tempo è passato da allora? Eppure la scena si ripete anche oggi allo stesso modo, quando la Madonna appare alla croce blu o più in alto, nel luogo delle prime apparizioni. Chi può immaginare che cosa accadrà quando la Madonna lascerà il segno promesso?

La Gospa appare quasi subito. Ha guidato ogni cosa nel migliore dei modi e anche Lei non vede l’ora di incontrarsi con i suoi “angeli”.  Per prima cosa le chiedono se sia contenta della presenza di così tanta gente.

La Madonna è felice quando i fedeli accorrono numerosi e lo ha detto esplicitamente in tante occasioni. Lo conferma in particolare col ringraziamento al termine dei suoi messaggi: “Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

 “La Gospa sorrideva. Era meravigliosa! Ed era felice. Ma è poco dire che era felice. Questo non lo si può descrivere! Guardava la gente sparsa intorno, poi la pianura fino al monte Krizevac”. La Madonna vede dispiegarsi davanti ai suoi occhi il mirabile piano di Dio per la salvezza del mondo.

Chi allora poteva concepire che Medjugorje, un villaggio insignificante, sarebbe divenuta una delle località più conosciute della terra? I veggenti sanno poco o nulla delle apparizioni mariane precedenti. Si rendono conto che l’esperienza che stanno vivendo segnerà per sempre la loro vita.

Un pensiero li tormenta: “Per quanto tempo apparirà ancora la Madonna?” Ora che i decenni sono trascorsi, non ci poniamo più questo interrogativo, quasi che la venuta della Madonna sia un fatto abituale. Nei primi tempi si viveva nell’incertezza. Il disegno di Dio si svolge un po’ alla volta ed è sempre al di là della nostra immaginazione.

Vincono la timidezza e chiedono alla Madonna per quanto tempo sarebbe rimasta con loro. La risposta ha dell’incredibile: “Ma quanto volete angeli miei”. “Ma per sempre! Questo però non osavamo dirlo. Nessuno sa quanto questo ci ha consolati. E non si andrebbe forse per lei anche in prigione? Ma sì, anche alla morte; dovunque” ( Vicka).

Alla domanda se i veggenti sarebbero riusciti a sopportare tutte le difficoltà dovute al fatto che avevano le apparizioni, la Madonna ha risposto per tre volte: “Si che ci riuscirete, angeli miei. Non abbiate paura; voi sopporterete tutto”.

Tuttavia ad una condizione: credere e fidarsi di Lei. Così è stato fino ad ora e i frutti sono davanti agli occhi di tutti. La Madonna ha parole di incoraggiamento anche per la moltitudine che è accorsa nonostante l’ostilità delle autorità pubbliche, che non tarderà a manifestarsi.

 Invita di nuovo a credere fermamente  e a non avere paura di niente. La Madonna ha innescato una scintilla che diventerà un incendio. Il crollo del comunismo nei paesi dell’Est e in Russia è innanzi tutto avvenuto nei cuori delle persone, quando la paura ha lasciato il posto al coraggio.

Padre  Livio –Medjugorje-  Il Cielo sulla terra ( pag. 70ss) –  Ed Piemme

Il sesto giorno, Lunedì 29 Giugno, è la festa di S. Pietro. Poiché è giorno festivo i ragazzi hanno dormito un po’ di più e si sono preparati per andare in chiesa.

Ma ecco che all’improvviso arrivano nell’abitato di Bjakovici due automobili. Una di essa è l’autoambulanza di Citluk, una cittadina poco distante, provvista di un pronto soccorso. Senza dare spiegazioni i sei veggenti vengono invitati a salire.

 “Che potevamo fare? Con la prepotenza non si ragiona. L’ho sentito dire tante volte da mia nonna. Obbedisci e basta” (Vicka). I sei ragazzi vengono caricati sull’autoambulanza, mentre alcuni familiari vengono fatti salire sull’altra macchina.

Ogni particolare è stato preparato accuratamente. Ma, qual’era l’obbiettivo che veniva perseguito? Fallita la prima visita medica a Citluk, si replica con più determinazione, portando i ragazzi in un istituto psichiatrico di Mostar.

 Il presupposto ideologico è sempre quello: la fede sarebbe una puerile illusione, mentre chi dice di vedere la Madonna è un pazzo che ha bisogno di cure. Camici bianchi pronti a spacciare per scienza le loro idiozie non mancano mai sul mercato.

I sei veggenti vengono fatti entrare tutti insieme in una stanza, dove li attende una dottoressa. “ La dottoressa un po’ ci interrogava e un po’ ci prendeva in giro. Era una vera commedia. Lei voleva farci passare per imbecilli. Che noi siamo dei fissati, che siamo dei drogati, che inganniamo la gente e che so io.

Ci ha rimproverate, noi ragazze, perché eravamo vestite secondo la moda e nello stesso tempo pretendevamo di essere le ragazze della Madonna. Noi abbiamo  cercato come poter fuggire quanto prima da quella casa e badare alle cose nostre” (Vicka).

Per spaventare i ragazzi li portano in una stanza mortuaria. L’effetto desiderato non viene ottenuto. Non si sa se ridere o piangere di fronte a questi espedienti. “C’è sempre qualcuno che muore. E’ normale” (Vicka).

La dottoressa alla fine dimostra di essere una persona onesta. La sua conclusione è quella del buon senso. “Ha detto che è matto chi ci ha portato lì’ e che noi siamo dei ragazzi perfettamente sani. Che altro poteva dire?” (Vicka).

 Non tutti i mali vengono per nuocere. O meglio, Dio usa le macchinazioni del demonio per i suoi piani. Da quel giorno i veggenti hanno potuto dire che l’Istituto psichiatrico di Mostar li aveva riconosciuti come dei ragazzi normali. Per la verità non ci sarebbe  bisogno di specialisti per arrivare a una conclusione del genere.

Verso le due del pomeriggio i sei veggenti sono di nuovo a casa. Il giorno festivo ha favorito l’afflusso della gente. La voce che appare la Madonna si è diffusa in tutta la regione. I cattolici croati, da sempre in trincea per la difesa della loro fede, intuiscono la portata storica dell’evento.

 Il Podbrdo brulica di gente come non mai: “ Una marea incredibile! Tutto pieno; uno sopra l’altro. Non c’era posto dove posare i piedi. Chi gridava, chi piangeva…Qualcosa di inverosimile…Con grande fatica siamo riusciti ad arrivare lassù.

 Davanti a noi andavano alcuni nostri uomini e ci facevano strada; giunti su, hanno formato un cerchio intorno a noi, tenendosi per mano. Senza di loro non ce l’avremmo fatta” (Vicka).

Quanto tempo è passato da allora? Eppure la scena si ripete anche oggi allo stesso modo, quando la Madonna appare alla croce blu o più in alto, nel luogo delle prime apparizioni. Chi può immaginare che cosa accadrà quando la Madonna lascerà il segno promesso?

La Gospa appare quasi subito. Ha guidato ogni cosa nel migliore dei modi e anche Lei non vede l’ora di incontrarsi con i suoi “angeli”.  Per prima cosa le chiedono se sia contenta della presenza di così tanta gente.

La Madonna è felice quando i fedeli accorrono numerosi e lo ha detto esplicitamente in tante occasioni. Lo conferma in particolare col ringraziamento al termine dei suoi messaggi: “Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

 “La Gospa sorrideva. Era meravigliosa! Ed era felice. Ma è poco dire che era felice. Questo non lo si può descrivere! Guardava la gente sparsa intorno, poi la pianura fino al monte Krizevac”. La Madonna vede dispiegarsi davanti ai suoi occhi il mirabile piano di Dio per la salvezza del mondo.

Chi allora poteva concepire che Medjugorje, un villaggio insignificante, sarebbe divenuta una delle località più conosciute della terra? I veggenti sanno poco o nulla delle apparizioni mariane precedenti. Si rendono conto che l’esperienza che stanno vivendo segnerà per sempre la loro vita.

Un pensiero li tormenta: “Per quanto tempo apparirà ancora la Madonna?” Ora che i decenni sono trascorsi, non ci poniamo più questo interrogativo, quasi che la venuta della Madonna sia un fatto abituale. Nei primi tempi si viveva nell’incertezza. Il disegno di Dio si svolge un po’ alla volta ed è sempre al di là della nostra immaginazione.

Vincono la timidezza e chiedono alla Madonna per quanto tempo sarebbe rimasta con loro. La risposta ha dell’incredibile: “Ma quanto volete angeli miei”. “Ma per sempre! Questo però non osavamo dirlo. Nessuno sa quanto questo ci ha consolati. E non si andrebbe forse per lei anche in prigione? Ma sì, anche alla morte; dovunque” ( Vicka).

Alla domanda se i veggenti sarebbero riusciti a sopportare tutte le difficoltà dovute al fatto che avevano le apparizioni, la Madonna ha risposto per tre volte: “Si che ci riuscirete, angeli miei. Non abbiate paura; voi sopporterete tutto”.

Tuttavia ad una condizione: credere e fidarsi di Lei. Così è stato fino ad ora e i frutti sono davanti agli occhi di tutti. La Madonna ha parole di incoraggiamento anche per la moltitudine che è accorsa nonostante l’ostilità delle autorità pubbliche, che non tarderà a manifestarsi.

 Invita di nuovo a credere fermamente  e a non avere paura di niente. La Madonna ha innescato una scintilla che diventerà un incendio. Il crollo del comunismo nei paesi dell’Est e in Russia è innanzi tutto avvenuto nei cuori delle persone, quando la paura ha lasciato il posto al coraggio.

Padre  Livio –Medjugorje-  Il Cielo sulla terra ( pag. 70ss) –  Ed Piemme

📖TESTI E DOCUMENTI 📑    

Francesco: riscoprire le giaculatorie, “messaggini” a Dio

All’Angelus il Papa raccomanda di pregare costantemente perché l’amore per Dio non si raffreddi. C’è bisogno di dedicare quotidianamente del tempo a Lui, e, se si è molto indaffarati, il cuore può essergli vicino ricorrendo alle tradizionali brevi preghiere, spesso in rima, recitate in particolare dagli anziani e facili da memorizzare, che si possono ripetere spesso durante la giornata

Tiziana Campisi – Città del Vaticano

Se il Signore venisse oggi sulla terra “vedrebbe, purtroppo, tante guerre, povertà e disuguaglianze”, ma anche “grandi conquiste della tecnica, mezzi moderni e gente che va sempre di corsa, senza fermarsi mai”, ma troverebbe chi gli dedica tempo e affetto, chi lo mette al primo posto? È l’interrogativo che Papa Francesco fa riecheggiare all’Angelus, richiamando la pagina del Vangelo in cui Gesù domanda preoccupato se troverà fede al suo ritorno.

Noi, spesso, ci concentriamo su tante cose urgenti ma non necessarie, ci occupiamo e ci preoccupiamo di molte realtà secondarie; e magari, senza accorgerci, trascuriamo quello che più conta e lasciamo che il nostro amore per Dio si vada raffreddando, si raffreddi poco a poco. Oggi Gesù ci offre il rimedio per riscaldare una fede intiepidita. Qual è? La preghiera.

La preghiera costante

Francesco definisce la preghiera “la medicina della fede, il ricostituente dell’anima” ma raccomanda “che sia unapreghiera costante”. Come si fa per una cura da seguire, che è bene osservare “con costanza e regolarità” per stare meglio, e per una pianta, che per sopravvivere necessita periodicamente di acqua, così è per la preghiera.

Non si può vivere solo di momenti forti o di incontri intensi ogni tanto per poi “entrare in letargo”. La nostra fede si seccherà. C’è bisogno dell’acqua quotidiana della preghiera, c’è bisogno di un tempo dedicato a Dio, in modo che Lui possa entrare nel nostro tempo, nella nostra storia; di momenti costanti in cui gli apriamo il cuore, così che Egli possa riversare in noi ogni giorno amore, pace, gioia, forza, speranza; nutrire, cioè, la nostra fede.

Le giaculatorie rimedio di preghiera nella vita frenetica

E se Gesù parla “della necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai”, mentre invece non si trova il tempo per farlo, Francesco suggerisce “una pratica spirituale sapiente, anche se oggi un po’ dimenticata”, osservata in particolare dagli anziani: quella della recita delle giaculatorie, “brevissime preghiere, facili da memorizzare” che si possono “ripetere spesso durante la giornata, nel corso delle varie attività, per restare “sintonizzati” con il Signore”.

Facciamo qualche esempio. Appena svegliati possiamo dire: “Signore, ti ringrazio e ti offro questo giornata”, questa è una piccola preghiera; poi, prima di un’attività, possiamo ripetere: “Vieni, Spirito Santo”; e tra una cosa e l’altra pregare così: “Gesù, confido in te e ti amo”. Piccole preghierine ma che ci mantengono in contatto con il Signore.

Le risposte di Dio per noi nel Vangelo

 Così come si inviano messaggi alle persone cui si vuol bene, con le giaculatorie, piccole formule di preghiera, spiega il Papa, il cuore rimane connesso con Dio, che offre le sue risposte nel Vangelo, “da tenere sempre sotto mano e da aprire ogni giorno, per ricevere una Parola di vita diretta a noi”. Il Pontefice inoltre torna sulconsiglio dato tante volte di portate con sè un piccolo Vangelo tascabile, da aprire spesso e leggere. “La Vergine Maria, fedele nell’ascolto – conclude Francesco – ci insegni l’arte di pregare sempre, senza stancarci”.

Al termine della preghiera mariana il Pontefice ha annunciato che il Sinodo sulla sinodalità avrà due sessioni, una dal 4 al 29 ottobre 2023, l’altra nell’ottobre del 2024, ha poi ricordato la beatificazione di questo pomeriggio, a Boves, di due sacerdoti, martiri della fede, uccisi dai nazisti, don Giuseppe Bernardi e don Mario Ghibaudo, e ha parlato dell’iniziativa di Aiuto alla Chiesa che Soffre, che martedì coinvolgerà nella recita del Rosario un milione di bambini. Francesco ha inoltre accennato alla Giornata mondiale del rifiuto della miseria, che ricorre domani.

🔴LIVE DALLA NOSTRA CAPPELLA🌾P.LIVIO COMMENTA IL VANGELO FESTIVO

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BUONA DOMENICA

DOMENICA 29.MA  DEL TEMPO ORDINARIO

Cari amici  buona Domenica,

IL giorno del Signore illumini le  nostre  menti e  rallegri  i nostri  cuori.   

Questa  sosta nel  lavoro settimanale ci serva per ritemprare  le  forze del  corpo e dello spirito,  per dedicare più  tempo ai  rapporti famigliari e  per partecipare  alla vita della Chiesa,  il  cui Cuore  è la celebrazione dell’Eucaristia.

Il  momento storico che stiamo attraversando è un tempo speciale di Dio, che chiama  l’umanità alla conversione attraverso Maria, più che  mai presente  in mezzo a noi per guidarci e per proteggerci.

Gesù  nel Vangelo,  con  la parabola del Giudice iniquo, ci invita  a una  preghiera  incessante e  persino insistente,  grazie  alla  quale ottenere   che Dio intervenga a fare giustizia  quelli che gridano a  Lui.

Tuttavia alla fine si chiede:  “Il Figlio dell’uomo, quando verrà,  troverà  la fede  sulla  terra?”

E’ un interrogativo che interpella in  modo  particolare  la  nostra generazione che ha rifiutato la Fede e  la Croce.

Vostro Padre  Livio

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VANGELO DEL GIORNO

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 18,1-8
 
In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai:
«In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”.
Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”».
E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

PAROLE DEL SANTO PADRE

Nel Vangelo di Luca, Gesù pone una domanda drammatica che sempre ci fa riflettere: «Il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?» (Lc 18,8), o troverà soltanto organizzazioni, come un gruppo di “imprenditori della fede”, tutti organizzati bene, che fanno della beneficenza, tante cose…, o troverà fede? «Il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?». Questa domanda sta alla fine di una parabola che mostra la necessità di pregare con perseveranza, senza stancarsi (cfr vv. 1-8). Dunque, possiamo concludere che la lampada della fede sarà sempre accesa sulla terra finché ci sarà l’olio della preghiera. La lampada della vera fede della Chiesa sarà sempre accesa sulla terra finché ci sarà l’olio della preghiera. È quello che porta avanti la fede e porta avanti la nostra povera vita, debole, peccatrice, ma la preghiera la porta avanti con sicurezza. È una domanda che noi cristiani dobbiamo farci: prego? Preghiamo? Come prego? (Udienza generale, 14 aprile 2021)

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

JAKOV  DI  MEDJUGORJE RACCONTA  LA  SUA ESPERIENZA  CON LA MADONNA ( 8)

“La cosa che più mi ha colpito in Paradiso è stata proprio quella gioia che vedevi sul viso di quella gente”.

Padre Livio: Senti Jakov, proprio ieri mi ha telefonato un giornalista di un grande quotidiano italiano, che voleva conoscere più a fondo e avere una documentazione di una trasmissione che aveva ascoltato alcuni giorni prima a Radio Maria. Si trattava dell’intervista fatta a Vicka, durante la quale lei racconta la sua esperienza di quando siete stati portati col corpo dalla Madonna a vedere il paradiso, l’inferno e il purgatorio. Lui mi diceva che questa testimonianza l’aveva colpito molto, innanzi tutto come uomo che riflette sul suo destino e che era stato impressionato dalla sincerità e dalla semplicità della testimonianza.

Quello che abbiamo sentito da Vicka, vorremmo ascoltarlo ora anche dalla tua viva voce. Credo che le due testimonianze insieme diventeranno non solo più credibili, ma anche più complete.

Vorrei però prima osservare che mai era successo, in due millenni di cristianesimo, che due persone fossero state portate nell’aldilà col loro corpo e poi riportate fra di noi, affinché ci riferissero quanto avevano visto. Indubbiamente la Madonna ha voluto dare un forte richiamo all’uomo moderno, che spesso pensa che con la vita finisce tutto. Questa testimonianza sull’aldilà è indubbiamente una delle più forti che Dio ci abbia mai rivolto, ed è da ritenere a mio giudizio un atto di grande misericordia nei confronti della nostra generazione.

Vorrei sottolineare il fatto che qui ci troviamo di fronte a una grazia straordinaria che avete ricevuto e che a noi credenti non è lecito sottovalutare. Infatti lo stesso apostolo Paolo, quando vuole ricordare ai suoi denigratori i carismi che ha ricevuto da Dio, menziona proprio il fatto di essere stato trasportato in paradiso, non sa dire però se col corpo o senza corpo. Si tratta indubbiamente di un dono rarissimo e straordinario, dato da Dio a voi, ma soprattutto a noi.

Ora noi chiediamo a Jakov di raccontarci questa incredibile esperienza nel modo più completo possibile. Quando è avvenuto? Quanti anni avevi allora?

Jakov: Avevo undici anni:

Padre Livio: Ti ricordi che anno era?

Jakov: Era il 1982:

Padre Livio: Non ti ricordi in che mese?

Jakov: Non mi ricordo:

Padre Livio: Neanche Vicka si  ricorda il mese. Forse era Novembre?

Jakov: Non posso dirlo.

Padre Livio: Comunque eravamo nel 1982?

Jakov: Sì.

Padre Livio: Il secondo anno delle apparizioni, dunque.

Jakov: Io e Vicka eravamo nella mia casa vecchia.

Padre Livio: Sì, mi ricordo di averla vista. Ma c’è ancora adesso?

Jakov: No, non c’è più adesso. C’era mia mamma dentro. La mamma è uscita fuori un attimo, mentre io e Vicka abbiamo parlato e scherzato..

Padre Livio: Dove eravate stati prima? Ho sentito dire che eravate andati a Citluk.

Jakov: Sì…Penso che altri erano rimasti là, mentre noi siamo tornati a casa. Non mi ricordi bene adesso.

Padre Livio: Dunque voi due eravate nella casa vecchia, mentre tua mamma era uscita un momento.

Jakov: Io e Vicvka abbiamo parlato e scherzato.

Padre Livio: Che ore erano più o meno?

Jakov: Era pomeriggio. Ci giriamo e vediamo in mezzo alla casa la Madonna e subito ci inginocchiamo. Lei ci saluta come sempre e dice…

Padre Livio: Come saluta la Madonna?

Jakov: Saluta dicendo” Sia lodato Gesù Cristo”. Subito ci dice: Adesso vi porto con me. Io ho subito detto di no

Padre Livio: “ Vi porto con me” …Dove?

Jakov: A farci vedere il paradiso, l’inferno e il purgatorio.

Padre Livio: Vi ha detto: “ Adesso vi porto con me a farvi vedere il paradiso, l’inferno e il purgatorio, e tu ti sei spaventato?

Jakov: Io le ho detto: “ No, io non vado”. Ho pensato infatti che io avevo già accettato la Madonna, le sue apparizioni e i suoi messaggi. Ma adesso ti dice: “ Ti porto a vedere il paradiso, il purgatorio e l’inferno”, per me è già un’altra cosa…

Padre Livio: Un’esperienza troppo grande?

Jakov: Sì e le ho detto: “ No, Madonna, no. Tu portati Vicka. Loro sono otto, mentre io sono figlio unico. Anche se di loro ne rimane uno in meno…

Padre Livio: Tu pensavi che…

Jakov: Che non sarei tornato più giù. Ma la Madonna ha detto: Non dovete avere paura di niente. Io sono con voi”.

Padre Livio: Certo che la presenza della Madonna dà grande sicurezza e serenità

Jakov: Ci ha preso per mano…è durato proprio..

Padre Livio: Senti Jakov, vorrei una precisazione. Ti ha preso per la mano destra o per quella sinistra?

Jakov: Non mi ricordo:

Padre Livio: Sai perché te lo chiedo? Vicka dice sempre che la Madonna ha preso lei per la mano destra.

Jakov: E allora ha preso me per la mano sinistra.

Padre Livio: E poi che cosa è successo?

Jakov: Dopo è proprio durato pochissimo…Abbiamo visto subito il cielo…

Padre Livio: Senti, ma come avete fatto ad uscire di casa?

Jakov: La Madonna ci ha preso e si è aperto tutto.

Padre Livio: Si è aperto il tetto?

Jakov: Sì, tutto. Poi subito siamo arrivati in paradiso.

Padre Livio: In un istante?

Jakov. In un istante.

Padre Livio: Mentre andavate su in paradiso, guardavate giù?

Jakov: No.

Padre Livio: Tu non hai guardato giù?

Jakov: No.

Padre Livio: Non hai visto niente mentre salivate in alto?

Jakov: No, non, no. Entriamo in questo spazio immenso…

Padre Livio: Un momento. Ho sentito dire che prima siete passati da una porta. C’era una porta o non c’era?

Jakov: Sì, c’era. Vicka dice che lei ha visto anche…, come si dice….

Padre Livio: San Pietro.

Jakov: Sì, S. Pietro.

Padre Livio: Tu, l’hai visto?

Jakov: No, io non ho guardato. Ero così spaventato in quel momento che nella mia testa non so cosa….

Padre Livio: Vicka invece guardava tutto. Per la verità lei vede sempre tutto, anche su questa terra…

Jakov: Lei era più coraggiosa.

Padre Livio: Lei dice di aver guardato giù e di aver visto la terra piccola e dice anche che, prima di entrare in paradiso, c’era una porta chiusa. Era chiusa?

Jakov: Sì e dopo man mano si è aperta e siamo entrati.

Padre Livio: Ma chi l’ha aperta?

Jakov: Non so. Solo…

Padre Livio: Si è aperta da sola?

Jakov: Sì, sì:

Padre Livio: Sì è aperta davanti alla Madonna?

Jakov: Sì, sì, proprio così. Entriamo in questo spazio….

            Padre Livio: Senti, camminavate su qualcosa di solido?

Jakov: Cosa? No, io non sentivo niente.

Padre Livio: Eri proprio preso da una grande paura.

Jakov: Eh, non sentivo proprio né i miei piedi, né le mie mani, niente in quel momento.

Padre Livio: Vi ha tenuto per mano la Madonna?

Jakov: No, dopo non mi ha più tenuto per mano.

Padre Livio: Lei vi precedeva e voi la seguivate.

Jakov: Sì.

Padre Livio: E’ ovvio che fosse lei a precedervi in quel regno misterioso.

Jakov: Entriamo in questo spazio…

Padre Livio: Anche se c’era la Madonna, avevi lo stesso paura?

Jakov: Oh!

Padre Livio: Incredibile, avevi paura!

Jakov: Perché, come ho detto prima, pensi…

Padre Livio: Si trattava di un’esperienza tutta nuova.

Jakov: Tutta nuova, perché non avevo mai pensato…Io lo sapevo, perché ce lo hanno insegnato fin da bambini, che c’è il paradiso, come pure l’inferno. Ma sai, quando a un bambino parlano di queste cose, ha una paura grandissima.

Padre Livio: Non dobbiamo dimenticarci che Vicka aveva sedici anni, e Jakov soltanto undici. Una diversità di età importante.

Jakov: Eh, infatti.

Padre Livio: Certo, è perfettamente comprensibile.

Jakov: E tu quando dici a un bambino: “ Adesso ti porto a vedere quelle cose là”, penso si spaventi.

Padre Livio ( rivolto ai presenti): C’è un bambino qui di dieci anni? Eccolo. Guardate com’è piccolo. Portatelo nell’aldilà e vedrete se non si spaventa.

Jakov( rivolto al bambino): Non te lo auguro.

Padre Livio: Hai provato dunque un’emozione grandissima?

Jakov: Sicuramente.

Padre Livio: Che cosa hai visto in paradiso?

Jakov: Entriamo in questo spazio immenso.

Padre Livio: Uno spazio immenso?

Jakov: Sì, una luce bellissima che si vede dentro….Gente, tanta gente.

Padre Livio: E’ affollato il paradiso?

Jakov: Sì, c’è tanta gente.

Padre Livio: Per fortuna sì.

Jakov: Gente che era vestita con vesti lunghe.

Padre Livio: Vesti, nel senso di tuniche lunghe?

Jakov: Sì. La gente cantava.

Padre Livio: Cosa cantava?

Jakov: Cantava delle canzoni, ma non abbiamo capito che cosa.

Padre Livio: Immagino che cantassero bene.

Jakov: Sì, sì. Le voci erano bellissime.

Padre Livio: Voci bellissime?

Jakov: Sì, voci bellissime. Però la cosa che più mi ha colpito è stata proprio quella gioia che vedevi sul viso di quella gente.

Padre Livio: Si vedeva la gioia sul volto delle persone?

Jakov: Sì, sul viso della gente. Ed è quella gioia che senti dentro, perché finora abbiamo parlato della paura, ma quando siamo entrati in paradiso, in quel momento tu sentivi solo la gioia e la pace che senti dentro nel paradiso.

Padre Livio: Anche tu nel tuo cuore la sentivi?

Jakov: Anch’io nel mio cuore.

Padre Livio. E quindi hai in un certo senso gustato un po’ di paradiso.

Jakov: Ho gustato quella gioia e quella pace che si sente in paradiso. Per questo tutte le volte che mi chiedono com’è il paradiso, non mi piace molto parlarne.

Padre Livio: Non è esprimibile.

Jakov. Perché io ritengo che il paradiso non è quello che noi vediamo veramente con i nostri occhi.

Padre Livio: Interessante quello che stai dicendo…

Jakov: Il Paradiso è quello che vediamo e che sentiamo nel nostro cuore.

Padre Livio: Questa testimonianza mi pare eccezionale e molto profonda. Infatti Dio deve adattarsi alla debolezza dei nostri occhi di carne, mentre è nel cuore che può comunicarci le realtà più sublimi del mondo soprannaturale.

Jakov: E’ quello che si sente dentro la cosa più importante. Per questo, anche se volessi descrivere quello che ho sentito in paradiso, non potrei mai, perché non è esprimibile quello che ha sentito il mio cuore.

Padre Livio: Il paradiso quindi non era tanto quello che hai visto quanto quello che per grazia hai sentito dentro di te.

Jakov. Quello che ho sentito, sicuramente.

Padre Livio: E che cosa hai sentito?

Jakov: Una gioia immensa, una pace, una voglia di rimanere, di stare sempre lì. E’ uno stato in cui non pensi a niente e a nessun altro. Ti senti rilassato in tutti i modi, una esperienza incredibile.

Padre Livio: Eppure eri un bambino.

Jakov: Ero un bambino, sì.

Padre Livio: Ma sentivi tutto questo?

Jakov: Sì, sì.

Padre Livio: E che cosa ha detto la Madonna?

Jakov: La Madonna ha detto che in paradiso va la gente che è rimasta fedele a Dio. E’ per questo che ora possiamo, quando parliamo del paradiso, richiamare questo messaggio della Madonna quando dice: “ Io sono venuta qui per salvarvi tutti e portarvi tutti un giorno da mio Figlio”. Così tutti possiamo conoscere quella gioia e quella pace che si sente dentro. Quella pace e tutto ciò che Dio ci può dare si sente dentro in Paradiso.

Padre Livio: Senti Jakov: In paradiso avete forse visto Dio?

Jakov: No, no, no.

Padre Livio: Avete solo gustato la sua gioia e la sua pace?

Jakov: Sicuramente.

Padre Livio: La gioia e la pace che Dio dà in paradiso?

Jakov: Sicuramente. E dopo questo…

Padre Livio: C’erano anche gli angeli?

Jakov. Io non li ho visti.

Padre Livio: Tu non li hai visti, ma Vicka dice che in alto c’erano dei piccoli angeli che volavano. Osservazione assolutamente giusta, visto che in paradiso ci sono anche gli angeli. Solo che tu non guardi troppo ai particolari e vai sempre all’essenziale. Sei più attento alle esperienze interiori che alle realtà esteriori. Quando hai descritto la Madonna, non hai fatto tanto riferimento ai tratti esterni, ma hai subito colto il suo atteggiamento di madre. Allo stesso modo per quanto riguarda il paradiso, la tua testimonianza riguarda in primo luogo la grande pace,  l’immensa gioia e il desiderio di restare lì che si prova in paradiso.

Jakov: Sicuramente.

Padre Livio: Ecco, che altro puoi dire del paradiso, Jakov?

Jakov: Nient’altro del paradiso.

Padre Livio: Senti, Jakov, quando tu vedi la Madonna non senti già un po’ di paradiso nel cuore?

Jakov: Sì, ma è diverso.

Padre Livio: Ah sì? E qual è la diversità?

Jakov: Come abbiamo detto prima, la Madonna è Madre. Però nel paradiso non sentì quella gioia lì, ma un’altra gioia.

Padre Livio: Vuoi dire una gioia diversa?

Jakov: Si sente un’altra gioia, diversa da quella che si prova quando si vede la Madonna.

Padre Livio: Quando si vede la Madonna che gioia si prova?

Jakov: Una gioia di madre.

Padre Livio: Invece in paradiso com’è la gioia: è maggiore, minore o uguale?

Jakov: Per me è una gioia più grande.

Padre Livio: Quella del paradiso è più grande?

Jakov: Più grande. Perché io penso che il paradiso è il massimo che si possa avere. Però anche la Madonna ti dà tantissima gioia. Sono due gioie diverse.

Padre Livio: Si tratta di due gioie diverse, ma quella del paradiso è proprio una gioia divina, che nasce dalla contemplazione di Dio faccia a faccia. A voi ne è stato dato un anticipo, nella misura in cui potevate sostenerlo. Personalmente posso dire che, nei molteplici testi mistici che ho letto durante la mia vita, non ho mai sentito descrivere il paradiso in termini così sublimi e coinvolgenti, anche se improntati alla più grande semplicità e veramente comprensibili da tutti.

Bravo, Jakov! Adesso andiamo a vedere il purgatorio. Dunque siete usciti dal paradiso…Come è avvenuto? La Madonna vi ha condotto fuori?

Jakov: Sì, sì. E ci siamo trovati…

Padre Livio: Scusami, ma ho ancora una domanda: Il paradiso secondo te è un luogo?

Jakov: Sì, è un luogo.

Padre Livio: Un luogo, ma non come qui sulla terra.

Jakov: No, no, un luogo senza fine, ma non è come un nostro luogo qui. E’ un’altra cosa. Tutta un’altra cosa.

Poi ci siamo trovati in uno spazio pieno di nebbia. Non posso dire altro per descriverlo se non dicendo che era una specie di nebbia. Lì dentro abbiamo visto solo dei movimenti, ma la gente, le persone non le abbiamo viste. La Madonna ci ha detto che dobbiamo pregare tanto per le anime del purgatorio, perché hanno veramente bisogno delle nostre preghiere.

Padre Livio: Senti un po’, ma uscendo dal paradiso è scomparsa anche quella gioia?

Jakov: Sì, non è scomparsa del tutto, però quando entri nel purgatorio non senti più quello che hai sentito prima.

Padre Livio: No? Che cosa si sente?

Jakov: Si sente…. Quando vedi  questi movimenti dentro la nebbia, subito pensi che sono le anime della gente e anche tu senti fastidio. Senti fastidio, ma anche pena per loro.

Padre Livio: Senti anche la pena per loro?

Jakov: Ti dispiace per loro perché sono finiti lì e perché un attimo prima eri in quella gioia immensa e in quella pace e vedevi la gente che era proprio contenta. Poi vedi questi qui che soffrono e subito provi pena per loro.
Padre Livio: Certo e quindi dobbiamo pregare per loro.

Jakov: La Madonna ha raccomandato tanto di pregare per le anime del purgatorio, perché hanno bisogno delle nostre preghiere.

Padre Livio: In questo modo il purgatorio viene abbreviato?

Jakov: Sì. Noi oggi tante volte diciamo, e anch’io spesso l’ho sentito, che un nostro caro, che è morto, è andato sicuramente in paradiso. Solo Dio sa dove sono i nostri morti.

Padre Livio: Secondo te allora in che modo possiamo aiutarli?

Jakov: Possiamo pregare per i nostri morti. Offrire sante Messe per loro.

Padre Livio: Molto giusto….

Jakov: E’ per questo che la Madonna si rivolge a noi.

Padre Livio: Certo. E poi….

Jakov. Poi dopo non farmi più domande. Io dell’inferno non ne ho mai parlato. Non mi è mai piaciuto farlo e non ho nemmeno guardato tanto.

Padre Livio: Sì? Perché?

Jakov: Per me è stato…

Padre Livio: Forse perché eri piccolino?

Jakov: Ero piccolino ed è molto impressionante. Non appena mi sono avvicinato, subito non ho voluto più guardare.

Padre Livio: E hai guardato da un’altra parte?

Jakov: Sì. Al solo ripensare all’inferno, mi vengono i …

Padre Livio: Ti vengono i brividi?

Jakov: Mi vengono i brividi e mi viene da star male proprio.

Padre Livio: Ti viene da star male? Ma che cosa hai visto, che cosa hai visto, così con un colpo d’occhio al primo momento?

Jakov: Abbiamo visto un fuoco.

Padre Livio ( rivolto al pubblico della catechesi giovanile): Ragazzi scusate, vale la pena sottolineare che in due millenni di storia del cristianesimo nessuno è mai andato nell’aldilà a vedere l’inferno e poi è tornato nell’aldiqua. E per di più lo sta dicendo a Radio Maria che si sente non solo in tutta Italia, ma anche in America. Stiamo vivendo indubbiamente un momento importante ed emozionante. Scusa Jakov….Eri piccolino e fortemente impressionato?

Jakov: Sicuramente. Perché io penso che ogni bambino piccolo, quando vede una cosa brutta, ne rimane seriamente impressionato, assai più delle persone grandi.

Padre Livio: Sì, certo:

Jakov: Noi abbiamo visto…. Nell’istante in cui ho guardato ho visto un fuoco e dentro il fuoco…

Padre Livio: Era grande il fuoco?

Jakov: Sì. E ho visto gente, ma non era gente. Era un tipo di gente che si trasformava, e poi subito mi sono…

Padre Livio: Che si trasformava in che cosa?

Jakov: In un tipo di animali…

Padre Livio: In figure orribili?

Jakov: Sì. Allora mi sono girato e non ho più guardato a queste cose.

Padre Livio: Non hai più guardato?

Jakov. No. Ecco quella scena è rimasta sempre impressa nella mia testa. Infatti ai pellegrini non racconto mai dell’inferno.

Padre Livio: Sì, ho capito. Ma la Madonna in quell’occasione ha detto qualcosa?

Jakov: No, a me no.

Padre Livio: A Vicka ha detto che all’inferno ci vanno quelli che ci vogliono andare.

Jakov: Ecco, sicuramente.

Padre Livio: Sei d’accordo anche tu?

Jakov: Dio non ci vuole nessuno all’inferno. Siamo noi che ci vogliamo andare.

Padre Livio: La Madonna non vuole che nessuno vada all’inferno?

Jakov: Ma sicuramente. Lei ci vuole tutti in paradiso.

Padre Livio: Senti Jakov, non pensi che la Madonna ti abbia portato nell’aldilà, come per dire: ” Attenzione perché….?”

Jakov: Certamente. Non è detto che io, che ho visto la Madonna, vada direttamente in paradiso.

Padre Livio: Nessuno può essere sicuro di niente, se non si impegna. Ma io volevo dirti che la Madonna forse desiderava farvi vedere l’inferno affinché poi, come d’altra parte ha fatto Gesù con la sua parola, voi metteste in guardia gli uomini del nostro tempo su dove porta la via del peccato.

Jakov. Sicuramente. Però io finora ho parlato del paradiso e del purgatorio. L’inferno lo lascio a Vicka, che lo racconta così bene…

Continua)

Intervista a Jakov di Medjugorje  condotta da Padre Livio dai microfoni di Radio Maria (29 -09-1999)

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

LE PREGHIERA DEI VEGGENTI VALGONO QUANTO LE NOSTRE

“ Una mia amica, che aveva uno zio malato, chiamò Jakov e gli chiese: «So che preghi per i malati. Potresti pregare per mio zio?».

«Senz’altro», gli rispose Jakov, che pregò per tale intenzione la notte stessa.

Il mattino seguente, la mia amica chiamo di nuovo Jakov.

« Grazie per aver pregato per mio zio», disse.

« Sta meglio, ora?», chiese Jakov, speranzoso.

«Be’, è morto stanotte».

Diversi mesi dopo, ero con Jakov ed avevo un forte raffreddore.

Jakov, vedendo che starnutivo, disse: «Non preoccuparti, Mirjana. Pregherò per te».

Scossi la testa. «Dimenticati persino che esisto. So cosa succede alla gente per cui tu preghi».

Scherziamo sempre su questo episodio, che però ci insegna che la preghiera di un veggente non è più «speciale» di quella di chiunque altro. Dio ascolta tutti e sei i veggenti allo stesso «volume» di come ascolta tutti gli altri. Il fatto che noi vediamo la Madonna non significa che le nostre preghiere abbiano la priorità”.

(Mirjana Soldo, Il mio Cuore trionferà, p. 219-220

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