SESTO GIORNO DELLE APPARIZIONI: I VEGGENTI DI MEDJUGORJE PORTATI IN AMBULANZA IN UN ISTITUTO PSICHIATRICO PER UN INTERROGATORIO

Il sesto giorno, Lunedì 29 Giugno, è la festa di S. Pietro. Poiché è giorno festivo i ragazzi hanno dormito un po’ di più e si sono preparati per andare in chiesa.
Ma ecco che all’improvviso arrivano nell’abitato di Bjakovici due automobili. Una di essa è l’autoambulanza di Citluk, una cittadina poco distante, provvista di un pronto soccorso. Senza dare spiegazioni i sei veggenti vengono invitati a salire.
“Che potevamo fare? Con la prepotenza non si ragiona. L’ho sentito dire tante volte da mia nonna. Obbedisci e basta” (Vicka). I sei ragazzi vengono caricati sull’autoambulanza, mentre alcuni familiari vengono fatti salire sull’altra macchina.
Ogni particolare è stato preparato accuratamente. Ma, qual’era l’obbiettivo che veniva perseguito? Fallita la prima visita medica a Citluk, si replica con più determinazione, portando i ragazzi in un istituto psichiatrico di Mostar.
Il presupposto ideologico è sempre quello: la fede sarebbe una puerile illusione, mentre chi dice di vedere la Madonna è un pazzo che ha bisogno di cure. Camici bianchi pronti a spacciare per scienza le loro idiozie non mancano mai sul mercato.
I sei veggenti vengono fatti entrare tutti insieme in una stanza, dove li attende una dottoressa. “ La dottoressa un po’ ci interrogava e un po’ ci prendeva in giro. Era una vera commedia. Lei voleva farci passare per imbecilli. Che noi siamo dei fissati, che siamo dei drogati, che inganniamo la gente e che so io.
Ci ha rimproverate, noi ragazze, perché eravamo vestite secondo la moda e nello stesso tempo pretendevamo di essere le ragazze della Madonna. Noi abbiamo cercato come poter fuggire quanto prima da quella casa e badare alle cose nostre” (Vicka).
Per spaventare i ragazzi li portano in una stanza mortuaria. L’effetto desiderato non viene ottenuto. Non si sa se ridere o piangere di fronte a questi espedienti. “C’è sempre qualcuno che muore. E’ normale” (Vicka).
La dottoressa alla fine dimostra di essere una persona onesta. La sua conclusione è quella del buon senso. “Ha detto che è matto chi ci ha portato lì’ e che noi siamo dei ragazzi perfettamente sani. Che altro poteva dire?” (Vicka).
Non tutti i mali vengono per nuocere. O meglio, Dio usa le macchinazioni del demonio per i suoi piani. Da quel giorno i veggenti hanno potuto dire che l’Istituto psichiatrico di Mostar li aveva riconosciuti come dei ragazzi normali. Per la verità non ci sarebbe bisogno di specialisti per arrivare a una conclusione del genere.
Verso le due del pomeriggio i sei veggenti sono di nuovo a casa. Il giorno festivo ha favorito l’afflusso della gente. La voce che appare la Madonna si è diffusa in tutta la regione. I cattolici croati, da sempre in trincea per la difesa della loro fede, intuiscono la portata storica dell’evento.
Il Podbrdo brulica di gente come non mai: “ Una marea incredibile! Tutto pieno; uno sopra l’altro. Non c’era posto dove posare i piedi. Chi gridava, chi piangeva…Qualcosa di inverosimile…Con grande fatica siamo riusciti ad arrivare lassù.
Davanti a noi andavano alcuni nostri uomini e ci facevano strada; giunti su, hanno formato un cerchio intorno a noi, tenendosi per mano. Senza di loro non ce l’avremmo fatta” (Vicka).
Quanto tempo è passato da allora? Eppure la scena si ripete anche oggi allo stesso modo, quando la Madonna appare alla croce blu o più in alto, nel luogo delle prime apparizioni. Chi può immaginare che cosa accadrà quando la Madonna lascerà il segno promesso?
La Gospa appare quasi subito. Ha guidato ogni cosa nel migliore dei modi e anche Lei non vede l’ora di incontrarsi con i suoi “angeli”. Per prima cosa le chiedono se sia contenta della presenza di così tanta gente.
La Madonna è felice quando i fedeli accorrono numerosi e lo ha detto esplicitamente in tante occasioni. Lo conferma in particolare col ringraziamento al termine dei suoi messaggi: “Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.
“La Gospa sorrideva. Era meravigliosa! Ed era felice. Ma è poco dire che era felice. Questo non lo si può descrivere! Guardava la gente sparsa intorno, poi la pianura fino al monte Krizevac”. La Madonna vede dispiegarsi davanti ai suoi occhi il mirabile piano di Dio per la salvezza del mondo.
Chi allora poteva concepire che Medjugorje, un villaggio insignificante, sarebbe divenuta una delle località più conosciute della terra? I veggenti sanno poco o nulla delle apparizioni mariane precedenti. Si rendono conto che l’esperienza che stanno vivendo segnerà per sempre la loro vita.
Un pensiero li tormenta: “Per quanto tempo apparirà ancora la Madonna?” Ora che i decenni sono trascorsi, non ci poniamo più questo interrogativo, quasi che la venuta della Madonna sia un fatto abituale. Nei primi tempi si viveva nell’incertezza. Il disegno di Dio si svolge un po’ alla volta ed è sempre al di là della nostra immaginazione.
Vincono la timidezza e chiedono alla Madonna per quanto tempo sarebbe rimasta con loro. La risposta ha dell’incredibile: “Ma quanto volete angeli miei”. “Ma per sempre! Questo però non osavamo dirlo. Nessuno sa quanto questo ci ha consolati. E non si andrebbe forse per lei anche in prigione? Ma sì, anche alla morte; dovunque” ( Vicka).
Alla domanda se i veggenti sarebbero riusciti a sopportare tutte le difficoltà dovute al fatto che avevano le apparizioni, la Madonna ha risposto per tre volte: “Si che ci riuscirete, angeli miei. Non abbiate paura; voi sopporterete tutto”.
Tuttavia ad una condizione: credere e fidarsi di Lei. Così è stato fino ad ora e i frutti sono davanti agli occhi di tutti. La Madonna ha parole di incoraggiamento anche per la moltitudine che è accorsa nonostante l’ostilità delle autorità pubbliche, che non tarderà a manifestarsi.
Invita di nuovo a credere fermamente e a non avere paura di niente. La Madonna ha innescato una scintilla che diventerà un incendio. Il crollo del comunismo nei paesi dell’Est e in Russia è innanzi tutto avvenuto nei cuori delle persone, quando la paura ha lasciato il posto al coraggio.
Padre Livio –Medjugorje- Il Cielo sulla terra ( pag. 70ss) – Ed Piemme
Il sesto giorno, Lunedì 29 Giugno, è la festa di S. Pietro. Poiché è giorno festivo i ragazzi hanno dormito un po’ di più e si sono preparati per andare in chiesa.
Ma ecco che all’improvviso arrivano nell’abitato di Bjakovici due automobili. Una di essa è l’autoambulanza di Citluk, una cittadina poco distante, provvista di un pronto soccorso. Senza dare spiegazioni i sei veggenti vengono invitati a salire.
“Che potevamo fare? Con la prepotenza non si ragiona. L’ho sentito dire tante volte da mia nonna. Obbedisci e basta” (Vicka). I sei ragazzi vengono caricati sull’autoambulanza, mentre alcuni familiari vengono fatti salire sull’altra macchina.
Ogni particolare è stato preparato accuratamente. Ma, qual’era l’obbiettivo che veniva perseguito? Fallita la prima visita medica a Citluk, si replica con più determinazione, portando i ragazzi in un istituto psichiatrico di Mostar.
Il presupposto ideologico è sempre quello: la fede sarebbe una puerile illusione, mentre chi dice di vedere la Madonna è un pazzo che ha bisogno di cure. Camici bianchi pronti a spacciare per scienza le loro idiozie non mancano mai sul mercato.
I sei veggenti vengono fatti entrare tutti insieme in una stanza, dove li attende una dottoressa. “ La dottoressa un po’ ci interrogava e un po’ ci prendeva in giro. Era una vera commedia. Lei voleva farci passare per imbecilli. Che noi siamo dei fissati, che siamo dei drogati, che inganniamo la gente e che so io.
Ci ha rimproverate, noi ragazze, perché eravamo vestite secondo la moda e nello stesso tempo pretendevamo di essere le ragazze della Madonna. Noi abbiamo cercato come poter fuggire quanto prima da quella casa e badare alle cose nostre” (Vicka).
Per spaventare i ragazzi li portano in una stanza mortuaria. L’effetto desiderato non viene ottenuto. Non si sa se ridere o piangere di fronte a questi espedienti. “C’è sempre qualcuno che muore. E’ normale” (Vicka).
La dottoressa alla fine dimostra di essere una persona onesta. La sua conclusione è quella del buon senso. “Ha detto che è matto chi ci ha portato lì’ e che noi siamo dei ragazzi perfettamente sani. Che altro poteva dire?” (Vicka).
Non tutti i mali vengono per nuocere. O meglio, Dio usa le macchinazioni del demonio per i suoi piani. Da quel giorno i veggenti hanno potuto dire che l’Istituto psichiatrico di Mostar li aveva riconosciuti come dei ragazzi normali. Per la verità non ci sarebbe bisogno di specialisti per arrivare a una conclusione del genere.
Verso le due del pomeriggio i sei veggenti sono di nuovo a casa. Il giorno festivo ha favorito l’afflusso della gente. La voce che appare la Madonna si è diffusa in tutta la regione. I cattolici croati, da sempre in trincea per la difesa della loro fede, intuiscono la portata storica dell’evento.
Il Podbrdo brulica di gente come non mai: “ Una marea incredibile! Tutto pieno; uno sopra l’altro. Non c’era posto dove posare i piedi. Chi gridava, chi piangeva…Qualcosa di inverosimile…Con grande fatica siamo riusciti ad arrivare lassù.
Davanti a noi andavano alcuni nostri uomini e ci facevano strada; giunti su, hanno formato un cerchio intorno a noi, tenendosi per mano. Senza di loro non ce l’avremmo fatta” (Vicka).
Quanto tempo è passato da allora? Eppure la scena si ripete anche oggi allo stesso modo, quando la Madonna appare alla croce blu o più in alto, nel luogo delle prime apparizioni. Chi può immaginare che cosa accadrà quando la Madonna lascerà il segno promesso?
La Gospa appare quasi subito. Ha guidato ogni cosa nel migliore dei modi e anche Lei non vede l’ora di incontrarsi con i suoi “angeli”. Per prima cosa le chiedono se sia contenta della presenza di così tanta gente.
La Madonna è felice quando i fedeli accorrono numerosi e lo ha detto esplicitamente in tante occasioni. Lo conferma in particolare col ringraziamento al termine dei suoi messaggi: “Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.
“La Gospa sorrideva. Era meravigliosa! Ed era felice. Ma è poco dire che era felice. Questo non lo si può descrivere! Guardava la gente sparsa intorno, poi la pianura fino al monte Krizevac”. La Madonna vede dispiegarsi davanti ai suoi occhi il mirabile piano di Dio per la salvezza del mondo.
Chi allora poteva concepire che Medjugorje, un villaggio insignificante, sarebbe divenuta una delle località più conosciute della terra? I veggenti sanno poco o nulla delle apparizioni mariane precedenti. Si rendono conto che l’esperienza che stanno vivendo segnerà per sempre la loro vita.
Un pensiero li tormenta: “Per quanto tempo apparirà ancora la Madonna?” Ora che i decenni sono trascorsi, non ci poniamo più questo interrogativo, quasi che la venuta della Madonna sia un fatto abituale. Nei primi tempi si viveva nell’incertezza. Il disegno di Dio si svolge un po’ alla volta ed è sempre al di là della nostra immaginazione.
Vincono la timidezza e chiedono alla Madonna per quanto tempo sarebbe rimasta con loro. La risposta ha dell’incredibile: “Ma quanto volete angeli miei”. “Ma per sempre! Questo però non osavamo dirlo. Nessuno sa quanto questo ci ha consolati. E non si andrebbe forse per lei anche in prigione? Ma sì, anche alla morte; dovunque” ( Vicka).
Alla domanda se i veggenti sarebbero riusciti a sopportare tutte le difficoltà dovute al fatto che avevano le apparizioni, la Madonna ha risposto per tre volte: “Si che ci riuscirete, angeli miei. Non abbiate paura; voi sopporterete tutto”.
Tuttavia ad una condizione: credere e fidarsi di Lei. Così è stato fino ad ora e i frutti sono davanti agli occhi di tutti. La Madonna ha parole di incoraggiamento anche per la moltitudine che è accorsa nonostante l’ostilità delle autorità pubbliche, che non tarderà a manifestarsi.
Invita di nuovo a credere fermamente e a non avere paura di niente. La Madonna ha innescato una scintilla che diventerà un incendio. Il crollo del comunismo nei paesi dell’Est e in Russia è innanzi tutto avvenuto nei cuori delle persone, quando la paura ha lasciato il posto al coraggio.
Padre Livio –Medjugorje- Il Cielo sulla terra ( pag. 70ss) – Ed Piemme