LA MIA VITA PER LA GOSPA
Cari amici, per due volte alla settimana, vi racconto sul Blog la storia delle apparizioni della Madonna a Medjugorje, così come io l’ho vissuta dai primissimi anni fino ad oggi.
Vostro Padre Livio
6. Bijakovici ai piedi della Gospa
Sono sempre rimasto sorpreso dal fatto che la Madonna non perda tempo. Non appena sono entrato in Chiesa mi ha subito concesso una grazia che ritengo essere stata decisiva per la mia vita. Anche in futuro sarebbe stato così.
Le grazie che chiamerei “particolari” le ho ricevute quasi tutte a Medjugorje non appena sono arrivato. Ho notato che anche nella realizzazione del suo piano la Madonna si è comportata nel medesimo modo. L’essenziale è già presente nei primi tempi delle apparizioni. Una volta preparato il terreno, la Madre sparge subito il seme e coopera con la nostra buona volontà perché si sviluppi e diventi un albero frondoso.
Occorre essere vigili perché le grazie ricevute non siano come il seme che, dopo aver attecchito, viene soffocato dai rovi e dalle spine. La Madonna ha detto che a Medjugorje dà particolari grazie. E’ una promessa che si estende a tutti i cuori. Occorre approdare in quella terra benedetta col cuore aperto e predisposto ad accoglierle.
Rientrato in sacristia, ho incontrato la veggente Marija che, come era suo solito allora, aiutava i sacerdoti a piegare e a riporre le vesti sacre. Marija ha sempre avuto una attenzione particolare per i sacerdoti, avendole la Madonna dato l’incarico di pregare per loro. Sono centinaia, o forse migliaia, i sacerdoti che, nel corso degli anni, l’hanno incontrata e hanno avuto da lei una parola di comprensione e di incoraggiamento.
La sua propensione alla vita religiosa l’ha resa particolarmente sensibile al carisma sacerdotale. Marija allora non parlava ancora l’italiano, però aveva imparato qualche parola incontrando i pellegrini. Quanto basta per invitarmi a casa sua il giorno dopo a bere un caffè. Non sono mai stato un amante della tazzina, però da quel giorno l’ho ritenuta un dono del cielo. Ero emozionato in attesa di quell’incontro. Mi sembrava di essere entrato nel cuore di un evento grandioso.
La casa paterna di Marija si trova a Bijakovici, una frazione di Medjugorje, formata allora da un pugno di case situato ai piedi del Podbrdo, la collina dove è apparsa la Regina della pace. Ora il panorama si presenta molto diverso. Quasi tutti gli abitanti hanno costruito delle case adibite a pensioni familiari e, lungo la strada che porta fuori dall’abitato, vari gruppi religiosi hanno impiantato le loro sedi.
Allora era un villaggio contadino, dove la gente si aggirava a piedi portando arnesi agricoli e accompagnando animali. Le automobili, che ora si affannano chiassosamente alla ricerca uno spiraglio per passare, erano un fatto inconsueto. La gente si recava alla S. Messa a piedi, percorrendo un paio di chilometri attraverso i campi coltivati a vite e tabacco. Anche adesso è questo l’itinerario preferito dai gruppi che, dalla Chiesa parrocchiale, si recano alla montagna delle prime apparizioni.
Fino al 1985 lungo la strada che attraversa il paese erano collocati i gabinetti comuni, con le latrine a perdere nel terreno. “Qui da noi è tutto naturale” mi ha commentato Marija, che ama le battute umoristiche. Le risposi che, quando ero piccolo, anche da noi il panorama era identico. Uno dei primi effetti dell’arrivo dei pellegrini dall’estero, che si sviluppava proprio in quel periodo, è stato quello di predisporre i servizi igienici all’interno della case.
L’importanza di Bijakovici dipende innanzi tutto dal fatto che è il luogo di provenienza dei sei i veggenti. Solo la Madonna poteva scovare dei ragazzi come quelli che conosciamo, confinati in un villaggio oscuro e ai margini della società. Parafrasando Natanaele, qualcuno allora sarebbe stato tentato di dire: “Da Bijakovici può mai venire qualcosa di buono?” (cfr Gv 1,46).
Ora sono fra le persone più conosciute e amate al mondo, protagonisti di un passaggio storico che riguarda le sorti della Chiesa e dell’intera umanità. I sei veggenti abitano tutt’ora in questo piccolo villaggio, fedeli a un luogo di elezione che diventerà un centro di irradiazione universale, quando la Madonna lascerà il segno sul monte delle prime apparizioni. Anche Ivan, la cui famiglia abita negli Stati Uniti, e Marija che ha la residenza in Italia, trascorrono dei periodi prolungati nel villaggio nativo.
I pellegrini, che ora attraversano Bijakovici, possono ancora vedere le case, ormai divenute storiche, dove le due veggenti, Vicka e Marija, hanno svolto una infaticabile opera di apostolato, accogliendo i gruppi dei pellegrini. In particolare la casa paterna di Vicka è da considerarsi un piccolo santuario.
Per decenni questo infaticabile apostolo dei tempi moderni ha diffuso i messaggi della Madonna da quella scalinata celeste, illuminando, confortando e pregando dall’alba al tramonto. Mi auguro che almeno questa casa rimanga intatta, a futura memoria, come segno visibile di un’impresa apostolica fra le più straordinarie.
I francesi, così diligenti nel conservare i luoghi delle apparizioni nella loro integrità originaria, non avrebbero permesso che la casa nativa del piccolo Jakov, il cui tetto si è aperto quando la Madonna lo ha portato nell’aldilà insieme a Vicka, venisse demolita per costruirne una nuova.
Attraversando Bijakovici per recarmi alla casa di Marija, ho spontaneamente pensato alle parole di S. Paolo, dove l’appostolo rivela i criteri con i quali Dio fa le sue scelte, di persone e di luoghi, per realizzare i suoi piani. “Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti; Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti; Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono, perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio” ( 1 Cor 1, 27-29).
Guardavo il pugno di case contadine appollaiato ai piedi del Podbrdo e il mio pensiero andava spontaneamente a Fatima, posto all’altro estremo dell’Europa. Un tenue filo di luce, che passava per Roma, univa questi due minuscoli agglomerati, dove gente umile e povera si affaticava coltivando campi e pascolando pecore.
Il mondo allora era diviso in due blocchi, l’un contro l’altro armati. La Vergine potente contro il male si preparava ad abbattere quel muro invalicabile di inimicizia che gli uomini avevano eretto. Dieci anni dopo il crollo sarebbe stato fulmineo e inarrestabile. Con quali mezzi la Regina della pace aveva combattuto la sua battaglia contro drago sciolto dalle catene?
Con i mezzi di cui Dio si è sempre servito, perché egli è l’Onnipotente che rovescia i potenti dai troni ed esalta gli umili. La fedeltà e la preghiera dei veggenti e di quei poveri contadini è stata l’arma che ha piegato la potenza di Satana.
Tuttavia siamo solo all’inizio del più drammatico combattimento escatologico che la Chiesa è chiamata ad affrontare. Mi chiedo se la relativa prosperità materiale non abbia trasformate le spade affilate in innocui bastoni.
Quel giorno sono entrato nella casa di Marija e ho conosciuto la sua famiglia. Non avrei mai immaginato che per tre anni sarei divenuto un ospite gradito. Poco dopo lo sarei divenuto anche della famiglia di Vicka. Per me si è trattato di una opportunità straordinaria per conoscere l’intera vicenda delle apparizioni, partecipando alla vita quotidiana dei protagonisti.
Mi sono subito reso conto di quanto ciò fosse importante e, al ritorno a casa, ho immediatamente incominciato a studiare il croato. Un conto è conoscere la vicenda di Medjugorje sfogliando libri e documenti o attraverso veloci pellegrinaggi, e un conto è apprenderla dalla viva voce dei veggenti e della gente.
E’ proprio perché ho partecipato alla vita quotidiana, dove tutto è spontaneo e immediato, che posso affermare di non avere mai avuto, durante così tanti anni, un solo motivo per dubitare della verità delle apparizioni. Mai, come si usa dire, mi è fischiato l’orecchio.
Marija mi ha servito un caffè turco. Una tragedia per noi italiani. Le ho promesso che le avrei portato il nostro caffè, cattolico, apostolico, romano. Mi aveva preso a cuore ed io ne approfittai per farmi condurre al luogo dove avevano visto per la prima volta la meravigliosa figura di una giovinetta, con bambino in braccio e una corona di stelle intorno al capo.
Vostro Padre Livio