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Le anime che vanno direttamente in Paradiso

Molto Rev.do Padre Livio,
La ascolto alla sera alle 19 circa nella replica della Sua rubrica quotidiana e concordo su tutto quello che Lei dice…Su tutto…tranne su una cosa…Lei dice che chi vive con la Fede, Dio e la Madonna nel cuore, vive più sereno…Mio malgrado devo dissentire da questa Sua affermazione perché per me non è così!
Ho 60 anni e fin dalla nascita sono affetta da tetraplegia spastica (una malattia che colpisce i movimenti). Grazie alla mamma e alla famiglia sono cresciuta normalmente andando a scuola e diplomandomi con un buon punteggio.
A 20 anni sono entrata nel mondo del lavoro ed ero strafelice, perché avrei potuto crearmi una vita tutta mia nella semplicità e quotidianità, ma… ahimè non è andata così… Subito dopo sono iniziati i problemi… Hanno iniziato a limitarmi, mi lasciavano anche senza lavoro perché secondo loro io ero stupida ed incapace di fare qualsiasi cosa… Si inventavano cose assurde che io avrei detto o fatto solo per umiliarmi e consolidare la loro teoria… Tutto ciò come può ben immaginare ha comportato tanto tantissimo dolore e una situazione a volte ingestibile… Ho pianto e sofferto tanto tantissimo…
Nel 2000 è morta la mia cara mamma e…anche lì un dolore immenso…non so come descriverlo una voragine, un fiume in piena che non riuscivo a fermare…
Nel 2013 credevo che la mia vita potesse diventare un po’ meno sofferente in quanto dopo anni ed anni di lotte e pianti avevo ottenuto un bel lavoro all’interno del servizio dove opero…invece No!!! Una sera tornando a casa mi ritrovo mia sorella che inizia a insultarmi e a dirmi (anche lei) che sono stupida e che non sono in grado di fare niente…
Tra qualche mese andrò in pensione e mi ritrovo vecchia, con tanti dolori, fisici e spirituali, ma soprattutto con una pensione da fame, perché non essendo stata inserita fin dall’inizio insieme agli altri, ora mi ritrovo anche “povera” …
Di fronte a tutta questa mia vita non mi sono mai lasciata andare! Con l’aiuto di Dio e di Maria ho sempre cercato, tentato di vivere in modo positivo e sono sempre stata molto fervente nella fede… Mi sono sempre affidata a Dio e alla Madonna, chiedendo una vita semplice, ma felice. Ho sempre pregato e prego tantissimo per questo mio scopo!!!
Ora però torno alla riflessione iniziale nella quale Lei dice che chi vive con Dio e con Maria è sereno e felice…per me, purtroppo non è così… Grazie di avermi letta
La saluto caramente e Le auguro di restare sempre quello che è: UN GRANDE DI DIO
Valeria
Cara Valeria,
Leggendo la sua testimonianza mi sono commosso e un pochino l’ho invidiata.
Infatti, con una vita come la sua, positiva e fervente nella fede, è stata inscritta al numero “relativamente piccolo” delle anime che vanno direttamente in Paradiso.
Ormai il Purgatorio l’ha già fatto e la gioia del Cielo la attende.
Ave Maria
Padre Livio
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Cara Valeria
provo a rispondere a quello che tu giustamente hai detto ieri a P. Livio.
Io sono Emanuele ho 55 anni, avevo una bella famiglia, ho 3 figli.
Ero un libero professionista, con mia moglie abbiamo avviato una attività commerciale che ci faceva stare bene e ci faceva guadagnare e crescere i figli e la famiglia.
Nel 2008, a causa di un mal di testa frequente e fastidioso, mi hanno diagnosticato un aneurisma celebrale gravissimo.
Mi dovevo subito operare prima che mi scoppiasse. Ľ operazione è riuscita, ma il post-operatorio è stato tremendo e devastante. Mi hanno rioperato alla testa per circa 10 volte, mi hanno amputato una parte di cervelletto perchè è andata in necrosi, il by-pass alla carotide non ha funzionato per cui non ho più la funzionalità su una corda vocale e chissà quello che è successo alle vie respiratorie…
La sera per dormire faccio uso della c- pap perchè ho problemi severi di apea.
Nel 2020, dopo anni di fatiche e sofferenze per me e per tutta la mia famiglia, mia moglie mi lascia e decide di farsi uń altra “vita”. I figli quasi non mi parlano più.
Sono andato via di casa e ora abito da solo.
Tutto sembrerebbe assurdo e incredibile. Però è quello che mi è successo.
Mi sarei potuto solo disperare, non ti nascondo che ci sono andato per molte volte vicino, ma sono stato sempre protetto.
Ho raccontato in breve quello che mi è successo, io credo che si voleva la mia morte, ma DIO non lo ha permesso.
Cara Valeria, io sono pienamente ď accordo con te, con la tua sofferenza, perchè anche io, nonostante la mia fede, non riesco a trovare quella pace e gioia che provengo da DIO.
Mi consola però, il fatto che attraverso questa sofferenza, sono entrato a fare parte dei pilastri delľ umanità.
Per cui anche se non sono nella gioia ma nella sofferenza e alcune volte nella solitudine, penso indegnamente di assomigliare a GESÙ.
GESÙ era DIO e un benefattore delľ umanità, eppure è stato tradito dai suoi e abbandonato a una sofferenza inumana.
Mi ha consolato molto la risposta che ti ha dato P. Livio, cioè che andrai direttamente in Paradiso, senza passare dal Purgatorio perchè lo hai già vissuto su questa terra.
Questo vale anche per me e per tutte quelle anime che vivono la sofferenza su questa terra.
CORAGGIO! CORAGGIO!CORAGGIO!
Salvatore
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Risposta a Valeria….
Ascoltando questa tua lettera carissima Valeria, non nascondo che mi sono commosso. Ammiro la tua fede, una fede rarissima nel mondo di noi comuni mortali, e devo dire che nonostante tutte queste lacrime che hai versato, più profondamente, oserei dire che il Signore le santificherà, goccia per goccia, tutte, ad una a una. Conosco la cattiveria del mondo, dalla cerchia dei propri famigliari fino ai nostri simili con cui dovremmo condividere le strade di questa esistenza, ma è con la tua preghiera che il Signore comunica e attiva le grazie, sono le anime come la tua che fanno si di muovere a pura pietas nostro Signore Gesù. Maria Vergine capisce molto bene quello stai soffrendo, questa esistenza, su questa terra, è un pulviscolo insignificante in confronto la Vita piena dell’eternità, nondimeno, Dio in persona, alle anime come la tua renderà questo pulviscolo un’infinito luminoso, stanne certa.
D’ora in avanti carissima Valeria sarai sempre nei miei rosari.
Ave Maria.
Giuseppe
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Bernadette Soubirou
Caro Padre Livio, mi permetta di rispondere così alla signora Valeria :
” Cara Signora Valera, ho letto la sua lettera sul blog di padre Livio e, francamente, mi ha commosso. io, potrei essere il suo corrispondente al maschile infatti non solo condivido con lei il nome ma anche molte vicissitudini della vita. Non è scontato che la vita sia facile per chi porta Gesù e Maria nel cuore, anzi, a me sembra proprio l’opposto. La Madonna Santissima disse a Bernardette Soubirou :” Non ti prometto la felicità in questa vita, ma nell’altra “. Forza e coraggio, quindi; forti di questa speranza affrontiamo ogni difficoltà che la vita ci pone lungo il cammino offrendo ogni disagio al Signore per la conversione dei lontani certi che questo, un giorno, ci verrà riconosciuto come merito.. Vorrei ancora scriverti molto di più, ma il nostro carissimo Padre Livio ci raccomanda di essere brevi e concisi. Un saluto a te e un saluto alla nostra guida spirituale Padre Livio
Valerio
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Risposta a Valeria
Buongiorno caro padre,
ho ascoltato, commossa, sia la lettura degli articoli sul popolo ucraino, sia quella della lettera della cara Valeria.
Solo pochi anni fa una mia amica si è ammalata di tumore e, in poco tempo, è andata peggiorando sempre più, fino alla morte.
In quel periodo ero sovente in chiesa davanti al Santissimo Sacramento a chiedere per lei la grazia della guarigione, offrivo sacrifici e novene, ma invano…
Ebbene, la mia amica continuava a dirmi che non dovevo pregare per la sua guarigione, ma che invece dovevo chiedere per lei la grazia dell’accettazione della malattia.
Io, testarda, ho continuato a supplicare per la sua salute e lei, invece, ha ricevuto la grazia più grande, quella dell’accettazione, riuscendo ad essere luce e conforto per i suoi cari e riavvicinando alla fede anche alcuni dei suoi parenti.
Io credo che la santità consista proprio in questo: desiderare di compiere la volontà di Dio e chiedere a Lui la forza necessaria per compierla.
Le nostre vie, non sono le Sue vie..
Però il nostro Dio è prima di tutto Padre ed è infinitamente buono e misericordioso.
Ai figli che chiedono il pane, non darà le pietre e non negherà lo Spirito a chi Lo invoca.
Soltanto, noi non dobbiamo smettere mai di pregare, dobbiamo essere perseveranti, addirittura insistenti e la Grazia arriverà!
L’unica cosa che il Signore mai potrà concedere, è quella che impedisce la nostra salvezza eterna.
Inoltre sovente il nostro Dio vuole solo metterci alla prova, raffinarci come l’oro nel crogiolo, ma alla fine, essendo padre, avrà compassione di noi e cederà alle nostre suppliche.
Anzi, chissà che l’Immacolata Concezione, nel giorno della Sua festa, in cui si compiace di elargire a larghe mani le Sue Grazie, non conceda a Valeria, e a tutti noi “gementi e piangenti in questa valle di lacrime” molte delle grazie per cui la supplichiamo…
Ave o Maria!
Monica di Baldissero.
LE APPARIZIONI DELLA MADONNA A GRUSHEVO
ALLA MADONNA STA PARTICOLARMENTE A CUORE L’UCRAINA

1806
La Santa Vergine apparve nel 1806, allontanando un’epidemia di colera e facendo zampillare ai piedi di un salice acque salutari in ricordo della sua apparizione. Maria era già apparsa in questo villaggio nel XVI secolo al tempo della guerra dei cosacchi contro il re di Polonia.
12 maggio del 1914
Il 12 maggio 1914 la Vergine apparve a 22 contadini. La visione durò fino al giorno successivo. I veggenti ricevettero un messaggio profetico, che preannunciava tempi dolorosi per il mondo e per l’Ucraina in particolare. Ella predisse loro la perdita di sovranità dell’Ucraina per 80 anni: per otto decenni ci sarebbero state sofferenze e persecuzioni, al termine delle quali la cristianità avrebbe trionfato e l’Ucraina sarebbe tornata libera. Inoltre, disse loro che lo scoppio della guerra mondiale era imminente e che la Russia sarebbe diventata un paese senza Dio.
26 aprile 1987
Il 26 aprile 1987 la Madonna appare a Maria Kyzyn (1976). Maria, mentre sta uscendo da casa per recarsi a scuola, nota una strana luce sulla cappella sconsacrata (chiusa al culto dal regime nel 1947) che confina col giardino di casa sua. Si sofferma ad osservarla, quando, all’improvviso scorge, su una delle facce della torre ottagonale che copre la cupola della cappella, una figura: è una Donna vestita di nero con un Bambino in braccio. La piccola rientra di corsa dalla madre Miroslava e l’avverte. La madre esce e, riconosciuta la Madonna, invita la figlia ad inginocchiarsi a pregare. L’immagine della Vergine è rimasta visibile a tutti per un mese, ora nel vano di una finestra del campanile, ora sulla sommità della cupola, ora nel cielo sopra la chiesetta. Testimoni diretti dell’evento miracoloso sono state almeno mezzo milione di persone.
Il 13 maggio, anniversario dell’apparizione di Fatima, sugli schermi della televisione locale va in onda un servizio denigratorio sul fenomeno di Grushew, proprio per scoraggiare i pellegrini: ma durante tale programma, sul video apparve l’immagine della Madonna, che tutti i telespettatori della regione poterono osservare. Occorre ricordare che l’apparizione del 26 aprile si è verificata nello stesso giorno e nella stessa ora in cui ebbe luogo un anno prima il disastro di Chernobyl. Il ché potrebbe sembrare una curiosa coincidenza se la Vergine, in un suo ammonimento, non vi avesse fatto esplicito accenno. La Madonna ha dato a Maria, nel corso delle numerose apparizioni che la giovane veggente ha avuto, diversi messaggi: talvolta piangendo ha chiesto penitenza per la remissione dei peccati dell’umanità; in altre occasioni ha invitato alla preghiera e al perdono per la conversione della Russia; alla recita del Santo Rosario, arma potente contro satana. Ha invitato a non dimenticare coloro che sono morti nel disastro di Chernobyl, che è stato un avvertimento e un segno per il mondo intero.
Il regime comunista fece di tutto per impedire ai veggenti di sostare sul posto e per scoraggiare il pellegrinaggio: ha innalzato barricate, ha scavato fossati lungo tutte le strade di accesso al villaggio e allargato il perimetro della zona vietata ai pellegrini. Ma tutto ciò non arrestò l’afflusso dei fedeli: una fonte governativa ha parlato della presenza di 45.000 persone al giorno, che provenivano anche da molto lontano. La chiesa di Hrushiv è uniate, ovvero appartenente alla comunità cattolica di rito greco fedele alla Chiesa di Roma e molto perseguitata dal regime sovietico. Non appena la notizia dell’apparizione si diffuse, però, anche gli ortodossi accorsero sul luogo del miracolo.
La cappella dell’apparizione, sconsacrata nel 1959, era stata costruita a metà Ottocento, dopo che la Vergine, apparendo, aveva allontanato un’epidemia di colera nel 1806. La Madonna era riapparsa nel 1914, alla vigilia dello scoppio della guerra mondiale. Sul luogo sorgeva un salice e una fonte miracolosa, venerata fin dal XVI° secolo. I pellegrini vi si recavano tre volte all’anno per chiedere perdono o guarigione. Il primate della Chiesa ucraina, il cardinale Lubachivsky, pur non avendo espresso un giudizio definitivo sugli eventi di Grushew, ha apprezzato il fatto che in seguito alle apparizioni la fede della gente si sia rafforzata.
Dai messaggi dell’aprile 1988: “E’ per tramite vostro e del sangue dei martiri che avverrà la conversione della Russia. Pentitevi e amatevi gli uni e gli altri. Stanno per arrivare i tempi che sono stati preannunciati come quelli della fine del tempo. guardate la desolazione che circonda il mondo: i peccati, l’accidia, il genocidio… Se per la Russia non c’è ritorno al cristianesimo, ci sarà una terza guerra mondiale e il mondo intero si troverà davanti alla rovina”. “Insegnate ai bambini a pregare. Insegnate loro a vivere nella verità e vivete voi stessi nella verità. Dite il Santo Rosario. E’ l’arma contro satana… Sono venuta a confortarvi e a dirvi che le vostre sofferenze ben presto finiranno. Io vi proteggerò per la gloria e il futuro del Regno di Dio sulla terra, che durerà mille anni. Il Regno del Cielo e della Terra è a portata di mano. Verrà solo attraverso la penitenza e il pentimento dei peccati… Molti vengono come falsi messia e falsi profeti. Siate attenti… Io non faccio distinzioni di razza o religione. Voi qui in Ucraina avete ricevuto la conoscenza dell’unica, vera, Chiesa apostolica… Il Dio Eterno vi chiama. Ecco perché sono stata mandata a voi… nonostante le lunghe persecuzioni che avete subito non avete perduto la fede, la speranza e la carità”.
La Madonna è apparsa anche in Russia nella regione cattolica dell’Ucraina.
Ed ora, la Madonna appare – anzi, riappare – anche nella Russia sovietica, nella cattolica regione dell’Ucraina. Ritorna a prendere possesso di una terra che già fu sua per mille anni. E’ successo a Gruscevo, un villaggio dell’Ucraina occidentale dove un tempo sorgeva un famoso Santuario mariano; per l’esattezza il 26 aprile 1987, nell’anniversario del disastro di Chernobyl, e le apparizioni si sono ripetute per alcuni giorni.
La notizia è di quelle che dovrebbero far sobbalzare le telescriventi dei giornali, come un terremoto dell’8° grado della scala Richter che rompe i pennini dei sismografi. I nostri giornali ne accennarono appena, con titoletti su una o due colonne; alla RAI-TV, silenzio di tomba. In compenso fu ampiamente registrata, sia pure in toni ironici prescritti dall’ideologia del partito, da organi della stampa sovietica come il foglio giovanile Leninska Molod, il quale parlò di “decine di migliaia di persone attratte dalla curiosità”. Il che se non altro attesta la realtà dell’avvenimento. Altre informazioni più dettagliate si sono avute da fogli della cristianità clandestina russa pervenuti in occidente e per bocca del leader dei cattolici ucraini Josip Terelja, 45 anni (18 dei quali trascorsi nei lager siberiani o in ospedali “psichiatrici” a causa della sua fede indomita), testimone diretto dei fatti di Gruscevo, poi espulso dall’URSS e recentemente intervistato a Roma dal settimanale “Oggi”.
Per tre volte la Vergine è apparsa nel Santuario di Gruscevo (distrutto da Stalin) nel corso dei secoli. La prima volta nel XVI° secolo nel corso di una guerra russo-polacca. La seconda nel 1914, allo scoppio della guerra europea e quindi alla vigilia della rivoluzione comunista nel 1917. In quell’occasione – dice Terelja – “La Beata Vergine annunciava il sopraggiungere di tempi dolorosi per il mondo e soprattutto per la nostra nazione. Diceva che per otto decenni ci sarebbero state sofferenze e persecuzioni, al termine delle quali, tuttavia, la cristianità avrebbe trionfato”. “Per otto decenni”: quasi ci siamo, se facciamo i conti. La nuova apparizione a Gruscevo ne è una conferma. E solleva nell’animo dei credenti l’eco di un’altra grande profezia mariana, quella consegnata il 13 luglio 1917 ai tre pastorelli di Fatima. Chi non la ricorda?
Ecco dunque che l’arco si chiude: Fatima si allaccia a Gruscevo, passando per Medjugorje e altre teofanie mariane degli ultimi tempi. Il disegno salvifico di Dio in questo secolo dominato da satana e dall’ateismo (teorico e pratico) si delinea nella sua pienezza, grazie all’intercessione e alla pienezza luminosa della Madre di Cristo che è anche Mater Ecclesiae. Ma che cosa è accaduto esattamente a Gruscevo il 26 aprile dello scorso anno?
Ecco i fatti in breve.
Una bambina di 12 anni, Marina Kizyn, appena uscita da casa per andare a scuola, nota una strana luce sulla cupola di una cappella che sorge a due passi dalla sua abitazione. Guardando meglio, nota la figura di una giovane donna con un bimbo in braccio e, spaventata, corre ad avvertire sua madre Miroslava. La giovane esce di corsa, vede l’apparizione, e non ha esitazioni. Dice alla figlia:”Inginocchiati e prega: è Lei, la Madonna”. La notizia si sparge in un lampo nel paese, accorre altra gente, tutti vedono. La cappella, chiusa al culto dal regime fin dal 1958 (Kruscev infatti aveva completato l’opera demolitrice di Stalin nei confronti del cattolicesimo ucraino), era stata costruita nella metà del secolo scorso sul luogo dove sorgeva un salice, alle cui radici sgorgava una fonte di acqua miracolosa. L’apparizione rimase visibile per parecchi giorni. La Madonna appariva in tutto simile a quella della cosiddetta “Vergine della Tenerezza”, un’icona donata circa l’anno mille a Vladimiro il Grande, principe di Kiev, da sua moglie Anna, dopo la conversione di quel popolo al Cristianesimo, culminata con un “battesimo in massa” nelle acque del fiume Dniepr. E’ la più antica e venerata immagine sacra Ucraina.
“L’Ukrain Weekly”, settimanale dei cattolici ucraini che vivono in esilio in Inghilterra, ha riferito da fonti private che il 13 maggio 1987, festa della Madonna di Fatima, durante un programma della TV locale sull’argomento del giorno, l’immagine della Vergine apparve anche sui teleschermi e fu vista in tutta la regione. Josyp Terelja fu tra i primi ad accorrere sul posto non appena si sparse la voce. Era stato liberato solo due mesi prima dalle carceri del KGB, ma non aveva paura. Anche lui la vide. “Pensai: quant’è bella! Era un volto soprannaturale, ma al tempo stesso umano, familiare… La Madonna piangeva e chiedeva penitenza per la remissione dei nostri peccati. Il concorso di folla in quei giorni divenne imponente. Il foglio clandestino “Cronache della Chiesa Cattolica ucraina”, citato da “Ukrainian Weekly”, parla di 80.000 persone al giorno arrivate sul posto con tutti i mezzi. C’erano targhe di pulmann e di auto di tutti gli stati dell’Urss. La polizia, presa fra le antiche abitudini e la “Perestroika” di Gorbaciov, dava un colpo al cerchio e uno alla botte. Un po’ creava ostacoli, erigeva steccati, faceva la “faccia feroce”; un po’ lasciava correre. La stampa del regime, compresa l’autorevole “Literaturnaria Gazeta”, seguì la stessa linea; ammetteva in tono agrodolce l’eccezionale afflusso dei pellegrini da ogni parte dell’Unione, ma si affrettava a spiegare che non si trattava di “fede nei miracoli” (queste “anticaglie”), ma di semplice curiosità…
Non è la prima volta che la Madonna appare in Ucraina in questo dopoguerra. Essa è apparsa per 11 volte a Seredne, sempre nell’Ucraina occidentale, nel 1954-55, a una giovane veggente di nome Anna, dandole un messaggio che non differisce sostanzialmente da quelli di Fatima e di Medjugorje. E l’anno scorso si è parlato di apparizioni anche in un’altra località vicino a Gruscevo. Bisogna riflettere all’epopea di fede e di martirio vissuta tra i cattolici ucraini durante questo terribile “ottantennio” che sta per chiudersi: essi hanno davvero meritato la predilezione della Vergine e possono celebrare, sia pure in silenzio ma con rinnovata speranza, il millenario della conversione della Russia al Vangelo.
Di Leone Dogo Fonte: Foglietto Medjugorje-Torino marzo/aprile 1988
Pensiero Spirituale sul cammino verso il Natale. Prima tappa: fermati!

Cari amici,
in vista del Santo Natale vorrei delineare le tappe del nostro cammino di conversione in preparazione a questo grande evento, che è molto più di una ricorrenza commemorativa, è un evento di grazia che si ripete nel corso della Storia con la differenza che Gesù desidera nascere nei cuori degli uomini, di generazione in generazione, fino alla venuta del Suo regno celeste.
Si tratta di vivere l’evento del Natale personalmente e come evento dell’Incarnazione in noi. Il Verbo si fa carne nel grembo della Vergine Maria e, nel medesimo tempo, tutti siamo chiamati a entrare nel mistero dell’Incarnazione come membra del Corpo mistico di Cristo.
Con l’Incarnazione il Verbo ha dato la possibilità a tutta la natura umana (che è stata creata proprio in vista dell’unione con Dio) di diventare una sola cosa in Cristo, figli nel Figlio, partecipi della natura divina.
La tappa su cui vorrei soffermarmi a meditare è il dono di grazia della pace che ci porta Cristo, il cui annuncio è risuonato nei Cieli nella Notte Santa. Questa è la pace di Dio, è il bene più desiderabile qui sulla Terra.
È la pace con Dio, con noi stessi e con gli altri. Non si sente il rimorso della coscienza, ci fa sentire amati, perdonati, accolti dall’amore di Dio.
La pace nei nostri cuori diventa pace familiare, pace con gli altri.
L’obiettivo del cammino verso il Natale è arrivare con il cuore disposto a ottenere la pace di Dio, sperimentarla, avere questo dono prezioso. Sarebbe bello arrivare a Natale cambiati. Che al posto dell’agitazione, delle delusioni, delle inquietudini e delle cattiverie ci sia questo fascio di luce del Cielo che abbraccia, illumina e conduce avanti nel cammino di conversione.
Per raggiungere questa pace in Dio, ovvero convertire pienamente il proprio cuore, bisogna affrontare delle tappe.
La prima cosa da fare è sicuramente fermarsi.
Questo mese è quello più caotico, forsennato, impegnativo e stressante. Gli impegni sono molti, incombono scadenze e c’è la corsa ai regali e ai preparativi. Senza dubbio si tratta di impegni belli perché il Natale è un richiamo allo stare bene in famiglia, al calore umano, ma siamo tutti più trafelati del solito.
Il mio consiglio è quello di fermarsi e ritagliarsi del tempo per ascoltare quello che il cuore dice. È importante prendersi del tempo e ascoltare cosa c’è nel nostro cuore, sia pure scoraggiamento, paura, angoscia, rabbia e delusione.
Mettiamoci in ascolto delle acque agitate del nostro cuore e, nella tempesta, sentiremo una voce rassicurante e paterna, la voce di Dio.
In questo momento di introspezione spirituale, chiediamo a Dio la grazia di udire della voce della coscienza che troppo spesso cerchiamo invece di silenziare.
Guardiamo, consideriamo, valutiamo quale strada stiamo percorrendo. Siamo sulla via della vita o su quella della morte?
Le strade sono due. L’umanità ha scelto la strada della morte, del mondo senza Dio, della vita senza un traguardo.
Fermiamoci e guardiamoci dentro. Quale strada stiamo percorrendo? Se siamo su quella della morte dobbiamo fare il possibile per rimetterci sulla retta via.
La chiesa è il luogo migliore in cui rifugiarsi per passare del tempo con noi stessi per scrutare nel nostro cuore in cerca di risposte. Inginocchiamoci davanti al Tabernacolo, con gli occhi fissi a quel lumicino che indica la presenza di Cristo, vivo e vero, che allarga le braccia, ci stringe a sé e ci dona la Sua pace.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”
La Madonna e il Papa dicono le medesime cose sulla devastante aggressione della Russia all’Ucraina

Caro Padre Livio,
Io sono fra quelli che condividono la sua decisa e generosa posizione in favore del popolo Ucraino fin dall’inizio dell’aggressione russa.
Lei stesso è consapevole che, anche fra cattolici, ci sono quelli che invece sono vicini alle posizioni di Putin e di Kirill, anche se stanno attenti a non esporsi troppo.
Altri esortano alla pace, al dialogo e alle trattative, ma in realtà vogliono la resa dell’Ucraina.
Sappiamo che in Italia anche la politica cerca di rastrellare voti in quest’area.
Mi potrebbe spiegare in poche parole perché Lei ha preso una posizione così netta e, in un certo senso, anche controcorrente?
Antonio da Pontremoli
Caro Antonio,
L’aggressione inattesa della Russia all’Ucraina è stata bollata il giorno dopo, il 25 Febbraio 2022, nel messaggio della Regina della pace, come una visita di satana alla terra, ” col suo potere di morte, odio e paura.”
La Madonna ci ha invitato a pregare, a digiunare e a fare rinunce “per tutti coloro che sono calpestati, poveri e non hanno voce in questo mondo senza Dio”.
La Madonna quindi ci ha indicato con chiarezza da che parte sta satana, da quale parte stanno gli aggressori e da quale gli aggrediti e i martoriati.
Non si è messa in mezzo a fare da arbitro, come vorrebbe un certo pacifismo parolaio, che ha dimenticato che la pace è fondata sulla verità e sulla giustizia.
Inoltre la Madonna ha ribadito questa sua posizione quando a Settembre Ivan si è recato nella Cattedrale di Vienna per una veglia di preghiera per la pace.
Durante l’apparizione la Madonna, mentre invitava a pregare per la pace, si è inaspettatamente voltata rivolgendo gli occhi verso l’Ucraina.
La posizione del Santo Padre sulla Russia “Stato aggressore” e sul martirio del “coraggioso e nobile popolo ucraino” è nota a tutti nel mondo e viene ribadita quotidianamente.
La verità di ciò che affermano la Madonna e il Papa è evidente e non può essere cambiata.
La Chiesa è guidata dalla Madonna e dal Papa e non da qualche opinionista improvvisato.
Ave Maria
Padre Livio
Messaggio della Regina della pace del 25 Febbraio 2022
(Il giorno dopo l’invasione dell’Ucraina da parte dell’esercito russo)
”Cari figli! Sono con voi e preghiamo insieme.
Figlioli, aiutatemi con la preghiera affinché satana non prevalga. Il suo potere di morte, odio e paura ha visitato la Terra.
Perciò figlioli, ritornate a Dio, alla preghiera, al digiuno ed alla rinuncia per tutti coloro che sono calpestati, poveri e non hanno voce in questo mondo senza Dio.
Figlioli, se non ritornate a Dio ed ai Suoi comandamenti, non avete futuro. Perciò ha mandato me a voi per guidarvi.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
LA MIA VITA PER LA GOSPA
Cari amici, per due volte alla settimana, vi racconto sul Blog la storia delle apparizioni della Madonna a Medjugorje, così come io l’ho vissuta dai primissimi anni fino ad oggi.
Vostro Padre Livio
5. La presenza della Madonna conferma la verità della fede cristiana

Durante il mio primo pellegrinaggio a Medjugorje le apparizioni avvenivano in una stanzetta della Chiesa all’altezza del presbiterio, di fronte alla sacristia. Una delle caratteristiche di queste apparizioni è il fatto piuttosto insolito che la presenza della Madonna non è legata a un luogo particolare, ma alla persona dei veggenti.
Ne consegue che l’apparizione avviene ovunque i veggenti si trovino, persino in macchina, in treno o in aereo. Il fatto può sorprendere perché rompe gli schemi tradizionali, ma nel medesimo tempo mette in luce la sovrana libertà del Cielo quando agisce in questo mondo. D’altra parte durante le apparizioni i veggenti sono come avulsi dalla realtà esterna.
“Quando noi incominciamo a pregare , prima di tutto vediamo come una luce. Sembrerebbe un corpo umano, ma non lo è. E questa luce si avvicina a noi…Noi a volte vediamo la luce e in un attimo la Madonna sta davanti a noi. Qualche volta invece arriva lentamente.. Appena noi i incominciamo a pregare sparisce il muro (della stanzetta) e tutto il resto.. Quando la Madonna viene io non vedo più niente e non sento più niente all’infuori di Lei”.
Tuttavia durante i primi giorni dell’apparizioni sulla montagna la Madonna regolava le cose diversamente. I veggenti infatti conservavano infatti il rapporto con i presenti e riferivano volta per volta le riposte della Madonna alle loro domande.
In quei primi mesi travagliati del 1981 le apparizioni sono avvenute prima di tutte sul Podbrdo, poi in diversi posti del paese, sulla strade, nelle case, nella canonica e così via. Se a Lourdes i massoni hanno alzato una palizzata per impedire l’accesso alla grotta, a Medjugorje i comunisti, dopo aver presidiato la collina e cercato di bloccare i veggenti, hanno dovuto rassegnarsi.
Le apparizioni nella stanzetta attigua all’altare della Chiesa sono iniziate a metà Gennaio del 1982 e in quel luogo sono continuate fino all’aprile del 1985. La scelta è stata fatta perché i veggenti potessero recitare il rosario col popolo e poi partecipare alla S. Messa.
Ero entrato in Chiesa pochi minuti prima dell’apparizione e mentre uscivo dalla sacristia con altri tre sacerdoti per celebrare la Messa, la porta della stanzetta si è aperta e ho visto il visino di Marija che mi ha guardato e mi ha sorriso. Dietro di lei intravedevo la presenza di Ivanka, Ivan e Jakov, mentre Vicka quel giorno aveva avuto l’apparizione a casa. Miriana allora si trovava a Sarajevo.
Si prova sempre una grande emozione quando si incontra un veggente. Con alcuni di loro ho un rapporto di grande familiarità e, oserei dire, di amicizia, che si è consolidato nel tempo, ma a tanti anni di distanza l’emozione rimane quando parlo con loro.
Infatti, per quanto siano persone come noi, con i loro limiti e persino con i loro difetti, resta il fatto vedono e parlano con la Madonna. Non è una cosa da poco. Credo che non ci sia nulla di più desiderabile al mondo. Fra me e me pensavo al fatto straordinario che quei ragazzi, che si affacciavano alla porta della stanzetta per seguire la S. Messa, avevano il medesimo privilegio di Bernadette e dei pastorelli di Fatima.
Anzi, fatto assolutamente insolito, la vedevano ogni giorno ormai da anni. Quale evento stava per preparare la Madre di Dio per questo povero mondo a rischio di autodistruzione?
Fu in quel momento che l’Onnipotente, nella sua infinita bontà, mi concesse una grazia speciale, la cui importanza mi è divenuta sempre più chiara col passare degli anni. Fui come inondato da una luce soprannaturale, mentre dentro di me pronunciavo queste precise parole: “Qui c’è la Madonna. Dunque il cristianesimo è l’unica religione vera”.
A prima vista potrebbe sembrare un ragionamento sul filo della logica. Infatti se è vero che la Madonna appare, allora è vero che Dio esiste, che Gesù Cristo è il Figlio di Dio e che sono vere tutte le verità della divina rivelazione che la Chiesa insegna.
Le verità di fede si tengono tutte insieme e compongono un mosaico meraviglioso dove ognuna di esse illumina e prende luce dalle altre. In realtà io non feci un ragionamento, ma ricevetti in dono due certezze, che da allora ho conservato nel cuore come in tesoro prezioso e inattaccabile: la certezza della presenza di Maria e la certezza della fede cattolica.
Tengo a precisare che arrivavo a Medjugorje già portando con me queste due convinzioni. Non ero un prete in crisi di fede, anche se in quel periodo stavo alacremente studiando i testi sacri delle più importanti religioni, come l’Islam, l’Induismo e il Buddismo.
Questo studio, lungi dall’aver messo in crisi la mia fede, l’aveva al contrario rafforzata, constatando l’abissale distanza che c’è fra il cristianesimo e le altre religioni. Più studiavo e più prendevo coscienza che i vari Confucio, Lao Tse, Buddha, i Saggi indù e Maometto al confronto di Gesù Cristo erano come dei lucignoli fumiganti al cospetto dello splendore del sole.
Tuttavia in quel momento ho fatto l’esperienza della potenza della grazia, che trasforma le nostre umane conquiste, per loro natura fragili e vacillanti, in fortezze invincibili che resistono alle bufere più violente. A distanza di anni mi rendo conto che in quel momento ho ricevuto un dono di grande importanza in relazione a quanto il Cielo aveva predisposto che facessi negli anni successivi.
Infatti, incominciando poco tempo dopo il mio apostolato a Radio Maria, allora piccola radio parrocchiale, queste due certezze si sono concretizzate nella duplice fedeltà al Magistero della Chiesa e ai messaggi della Regina della pace.
La Madonna aveva ben presente ciò che avveniva nella Chiesa in quel periodo tribolato del post-concilio. Il papa Paolo VI, nel 1977, mostrava di essere ben cosciente della tendenza in corso, quando disse a Jean Guitton, il filosofo francese suo amico e confidente:
«C’è un grande turbamento in questo momento nel mondo e nella Chiesa, e ciò che è in questione è la fede… Ciò che mi colpisce, quando considero il mondo cattolico, è che all’interno del cattolicesimo sembra talvolta predominare un pensiero di tipo non-cattolico, e può avvenire che questo pensiero non cattolico all’interno del cattolicesimo diventi domani il più forte. Ma esso non rappresenterà mai il pensiero della Chiesa. Bisogna che sussista un piccolo gregge, per quanto piccolo esso sia”.
Proprio per questo la Regina della pace già nei primi giorni delle apparizioni sul Podbrdo recitava insieme ai veggenti il “Credo”. Alla domanda se la Madonna avesse una preferenza per qualche preghiera in particolare, Vicka ha risposto. “Forse per il Credo. Lo recita sempre con enfasi. Ha detto anche a noi e al popolo di recitarlo più spesso”.
La parrocchia è venuta incontro a questo desiderio della Madonna, facendo precedere i sette Pater, Ave e Gloria, a conclusione della S Messa, con la recita del Credo. Oggi ci rendiamo conto della lungimiranza della Madre di Dio, che provvedeva per tempo a difendere i bastioni della fede sottoposti al più violento attacco di tutti i tempi.
A pensarci bene, già nel momento del mio arrivo a Medjugorje, la Madonna mi indicava i due punti di riferimento fondamentali per la grande battaglia in atto nel nostro tempo: Lei stessa e il Papa.
L’attacco alla fede viene portato avanti, con un imponente dispiego di mezzi, innanzi tutto dal mondo, che propone una visione secolare, atea e materialistica, della vita. Le popolazioni, una volta cristiane, vengono silenziosamente sedotte dall’illusione di una esistenza felice senza Dio e senza vita eterna. Il loro risveglio sarà drammatico.
Ma un attacco ancora più insidioso viene condotto all’interno della Chiesa, a causa di ministri infedeli, che mettono in questione le verità della fede, quando non le negano apertamente. Demoliscono la Sacra Scrittura e vanificano la parola stessa di Gesù Cristo.
Criticano, quando non disprezzano, il Magistero, seminando dubbi e errori fra i fedeli. Si presentano con l’aspetto di agnelli, ma la voce è quella del drago. Chi potrebbe valutare, se non il Cielo stesso, le rovine spirituali che questi falsi profeti hanno provocato alla Chiesa?
La demolizione della fede è così avanzata che la Bestia è ormai arrivata all’altare, secondo la spaventosa descrizione della Beata Caterina Emmerich. La stessa unicità di Gesù Cristo, Figlio di Dio e Salvatore del mondo, è messa in questione.
Di qui la necessità di annunciare la fede nella sua integrità, senza nulla aggiungere e senza nulla togliere, a partire dal suo centro irradiante che è Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo.
La Regina della pace è qui per infondere luce e coraggio perché, nel tempo in cui dilaga la menzogna, la fede cattolica sia testimoniata nella sua bellezza intramontabile.
Vostro Padre Livio