"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2022 Pagina 14 di 179

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul cammino verso il Natale. Terza tappa: riconosci che solo in Dio c’è salvezza

Cari amici,

nel cammino verso il Santo Natale è bene prepararsi per una bella Confessione, affinché Gesù Bambino trovi un cuore degno di accoglierlo.

Dipende da noi tornare alle fonti della grazia che abbiamo abbandonato per attingere, invece, alle pozzanghere che il mondo ci offre. Attraverso la fede possiamo riscoprire la bellezza e la grandezza della vita che sono state offuscate dal modo di vivere dell’uomo di oggi.

Al giorno d’oggi si pensa che la condizione umana non possa essere riscattata, come invece ci dice il Cristianesimo. La vita senza Dio è un rompicapo, è assurda, è un vuoto, è senza senso. Siamo trafelati, non preghiamo più, non ci confessiamo da troppo tempo. Stiamo precipitando con un masso che rotola da una montagna. Abbiamo voltato le spalle a Dio.

Rientriamo in noi stessi, nella luce dell’umiltà, inginocchiandoci davanti alla Croce, riscopriamo i germogli della nostra fede che i nostri genitori hanno piantato in noi e capiamo che la vera salvezza viene da Dio, solo la grazia di Dio può salvarci e che senza Gesù Cristo non possiamo fare nulla.

Rientrando in noi stessi guardiamo alla nostra vita, piena di sbagli, di errori. Apriamo gli occhi e guardiamo con sincera umiltà dentro di noi. Chiediamo perdono a Dio, invocandolo in nostro aiuto a gran voce.

Questo è proprio il tempo di satana libero dalle catene perché mai come ora si è scatenato l’odio contro Dio. Non solo la fede si è dissolta, ma si è diffuso proprio un sentimento di odio nei confronti di Dio. Ci illudiamo che l’uomo col suo potere sia capace di uscire fuori dalla palude nella quale è immerso e lo sta inghiottendo giorno dopo giorno. Siamo in una situazione esistenziale di morte. La mente è completamente offuscata, la volontà è indebolita. Siamo in un momento storico di dilagante morte fisica, psicologica e spirituale. Il maligno domina sulle anime, ne prende possesso.

Questa è la situazione esistenziale di chi è senza fede e senza grazia. Siamo morti.

Dobbiamo capire che da questa situazione di morte non usciremo mai, ma finiremo per restarci eternamente. È una situazione di schiavitù del demonio.

L’unico modo per uscire da questa palude è gridare come Davide:

Dal profondo a te grido, o Signore;
Signore, ascolta la mia voce.
Salmo 130

Guardiamo i nostri peccati, pentiamoci e confessiamoli per diventare creature nuove. Se non lasciamo la strada della morte e non intraprendiamo la via della vita che è Cristo, non saremo mai creature vive!

Dobbiamo uscire dalla situazione in cui ci troviamo in questo momento. La Madonna nel messaggio di ottobre ha parlato chiaramente della morte spirituale scelta dall’umanità.

Dobbiamo uscire fuori invocando Dio, chiedendo perdono dei peccati, accostandoci al Sacramento della Confessione specialmente in vista del Santo Natale.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

“IO SONO CRISTIANO E AMO GESÙ SOPRA OGNI COSA” – Puntata 13

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Civili fucilati, l’Onu inchioda la Russia «In 102 villaggi ucraini 441 trucidati»

NELLO SCAVO – AVVENIRE – 9 Dicembre 2022

Quando la neve si scioglierà, il lungo sentiero dei crimini di guerra sarà percorribile in 102 tappe. Le prime, non le uniche. Da Kiev al Donbass, dalla confine bielorusso ai campi minati verso la Crimea, nei primi 40 giorni di guerra sono state inflitte torture fino alla morte ed esecuzioni per 441 civili disarmati: 341 uomini, 72 donne, 20 ragazzini e 8 ragazze. Ed era solo l’inizio. Una mattanza deliberata, persona per persona, ucraino dopo ucraino, ricostruita nel rapporto della missione Onu a Kiev. Il più duro atto d’accusa contro il Cremlino e gli esecutori militari degli ordini di Vladimir Putin. Perché non c’è niente di incidentale nelle fucilazioni dei civili inermi. Ci sono voluti mesi di indagini, riscontri sul campo, perizie legali, testimonianze incrociate per confermare quello che i superstiti denunciavano. A luglio le “Bucha” individuate dagli investigatori internazionali erano 16, oggi bisogna moltiplicarle almeno per dieci. Proprio a Bucha la missione Onu «è in procinto di confermare altri 105 omicidi», e ulteriori 200 casi di civili trucidati nel resto del Paese vengono esaminati in questi giorni.

Le informazioni a disposizione dell’Ohchr, l’ufficio Onu per i diritti umani, «indicano che il numero totale di esecuzioni sommarie e attacchi letali diretti contro singoli civili da parte delle forze armate russe nelle tre regioni di Kiev, Chernikiv e Sumy durante il periodo di riferimento – avverte il dossier – è considerevolmente più elevato».

Sin dai primi giorni nei 102 centri abitati individuati dall’Onu lo schema di occupazione si è ripetuto secondo un modello preordinato. Niente di casuale o improvvisato. « I civili sono stati detenuti in case, scantinati, garage, negli uffici postali, in complessi agricoli o altri locali occupati dalle truppe russe». I corpi dei civili uccisi «sono stati trovati in strutture di detenzione improvvisate e, nella maggior parte dei casi, ammanettati o con le mani legate con nastro adesivo». Sui cadaveri il segno del disprezzo: « Ferite da arma da fuoco alle estremità o nella zona inguinale, coltellate e arti mutilati, suggeriscono che le vittime sono state torturate prima di essere state uccise».

A causa della precipitosa ritirata non sempre le forze di Mosca sono riuscite a distruggere le prove dei propri crimini. La condizione dei resti, rinvenuti a mesi di distanza, non ha permesso nell’immediato l’esatta ricostruzione delle sevizie subite, ma in più di un caso «il corpo della vittima presentava ferite che suggerivano violenza sessuale».

Tutto il materiale raccolto è sui tavoli della Corte penale internazionale dell’Aja, che partecipa con propri investigatori alle indagini. Non c’è prova di improvvisi e isolati raptus di singoli soldati. Semmai la conferma di un piano sistematico, su vasta scala, messo in atto sin dal suo primo capitolo, dal 24 febbraio al 6 aprile. Alcuni giorni dopo lo stesso Putin premierà con scintillanti medaglie i boia di Bucha, colpevoli di aver sterminato quasi 400 civili.

I morti accertati trai civili sono quasi 7mila, ma si tratta di stime prudenziali anche perché le forze russe continuano a negare il permesso di accesso alle aree sotto il proprio controllo, dove viene segnalato il maggior numero di vittime.

Uomini adulti e minorenni di sesso maschile costituiscono l’88% dei bersagli colpiti nel corso di esecuzioni sommarie, «il che indica che erano stati presi di mira – scrivono gli investigatori internazionali – in modo sproporzionato».

Molto spesso i comandanti russi hanno dato l’ordine di nascondere o distruggere le prove dei crimini. Perciò investigare «sulla tortura e sulla violenza sessuale – spiegano gli autori del report – presenta ulteriori sfide se i corpi vengono riesumati in stato di avanzata decomposizione».

Oltre all’esecuzione sommaria di civili, il rapporto copre casi in cui le truppe russe hanno lanciato attacchi che non hanno rispettato il principio di distinzione tra obiettivi militari e civili e non hanno preso tutte le precauzioni possibili per risparmiare i civili. «I civili sono stati presi di mira sulle strade mentre si spostavano all’interno o tra gli insediamenti, anche mentre tentavano di fuggire dalle ostilità», ha detto Matilda Bogner, capo della Missione di monitoraggio Onu in Ucraina. Il rapporto esamina più dettagliatamente 100 omicidi. «L’Ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite non ha trovato alcuna informazione che le autorità russe abbiano attivamente indagato o perseguito nessuno di questi casi», denuncia ancora Bogner.

Dei 100 casi esaminati, 57 vengono annoverati alla voce «esecuzioni sommarie» (48 uomini, 7 donne e 2 bambini), 30 di queste sono avvenute in luoghi di detenzione, altre 27 persone sono state uccise sul posto, dopo essere state controllate dalle forze russe. Le altre 43 uccisioni esaminate (27 uomini, 13 donne e 3 ragazzi), riguardano civili uccisi mentre si muovevano all’interno dei villaggi o spostandosi tra centri vicini. Alcuni andavano in bicicletta, altri a piedi, in trattore, in auto. «La maggior parte delle vittime è stata presa di mira mentre si recava al lavoro, consegnava cibo ad altri, visitava vicini o parenti, o mentre cercava di fuggire dalle ostilità». In tutti i casi documentati, l’Ufficio dell’alto commissario per i diritti umani ha riscontrato che i responsabili non hanno neanche tentato di prendere «tutte le precauzioni possibili per risparmiare i civili».

Il terribile esito dopo mesi di indagini, riscontri sul campo, testimonianze incrociate: si tratta di 341 uomini, 72 donne, 20 ragazzini e 8 ragazze La gran parte delle vittime «erano ammanettate o con le mani legate con nastro adesivo»

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Le parole   Papa e della Regina della pace sulla  guerra in Ucraina sono molto chiare

Caro Padre Livio,

premetto che  condivido la sua lucida e coerente decisione  in  difesa del popolo ucraino.

Mi sorprende però che  in campo cattolico ci siano valutazioni diverse su questa guerra piena di minacce future

Lo ritiene un fatto normale o siamo di fronte a situazioni di sbandamento ideologico?

Diego di Milano

Caro Diego,       

basterebbe aprire gli occhi su quello  che avviene in Ucraina ogni giorno.

Tutto viene sistematicamente distrutto,  uomini e cose.

L’Obbiettivo perseguito fin dal principio è l’annientamento del popolo ucraino.

Però  c’è  qualche  cattolico che giustifica tutto questo con la necessità  combattere Gender  e  LGBT.

Avendolo sentito con le mie   orecchie da persone di fede e di  preghiera,  mi sono reso conto in  quale situazione di sbandamento ci troviamo.

Eppure le parole della Regina della  pace e  quelle del Santo Padre sono molto chiare

Non ci resta che  pregare e chiedere perdono delle  nostre nefandezze.

Ave Maria

Padre  Livio

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟    

Il dolore di papa Francesco

Caro padre Livio,

oggi giorno dell’Immacolata, quanta pena vedere papa Francesco, così sofferente, per la guerra in Ucraina, davanti all’odio le Sue parole inascoltate si trasformano in lacrime. 

Uniamo anche le nostre lacrime, per quelle madri che sono madri come Te Maria, per quei bimbi come il Tuo piccolo Gesù, per quegli anziani che sono genitori come il Tuo caro papà Gioacchino e la Tua cara mamma Anna, per tutti gli uomini che sono al fronte per difendere la propria terra, uomini come il Tuo santo marito Giuseppe.

Il pianto del Santo Padre assieme a quello di tutti noi salga  a Te Vergine santissima, una sola preghiera per quel popolo. 

Consola Maria, papa Francesco che lo Spirito ci ha donato per questi tempi, l’abbraccio di tutta la Chiesa gli dia forza e coraggio.

Quanto ha bisogno delle nostre preghiere caro padre Livio, dalle immagini si vedeva sudare sofferenza, proprio come nel Getzemani. 

Siano lodati Gesù e Maria 

Un saluto ed un abbraccio 

Stefano 

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟    

Complimenti per la Tua opera di Apostolo di Maria!

Caro Padre Livio,

lo so bene che la tua casella strariperà di E-mail di saluti, di ringraziamenti e di complimenti, ma, a rischio di tediarti, voglio scriverti lo stesso.

 Pur conoscendo Radio Maria dalla mia infanzia, soltanto adesso, a quarantatré anni suonati, mi rendo conto dell’Opera incommensurabile da te portata avanti con l’aiuto della nostra Madre Celeste.

Fin da bambino ho avuto la certezza che la mia generazione avrebbe avuto l’onere e l’onore di vedere la fine dei tempi.

 Ne sono sempre più convinto esaminando i messaggi, sempre più diretti, della Regina della Pace.

 Sono felice di essere tornato a Lei dopo alcuni anni, come una pecorella smarrita… ed ora, anche grazie a te, voglio restare con Lei e magari essere un (quasi) degno apostolo di Maria.

  Grazie per la tua immensa Opera e per le tue pubblicazioni, che tante anime stanno salvando.

  Spero un giorno di poterti conoscere, magari in occasione di un pellegrinaggio a Medjugorje.

 Sarebbe bello poter conoscere anche i veggenti.

  Ti mando un forte abbraccio e prego per te.

   Matteo

Coraggio caro Matteo!

La Regina della pace ha più che mai bisogno di Apostoli al suo servizio.

Non c’è nulla di più bello per dare un senso e un valore alla nostra vita

Ave  Maria

P.  Livio

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Stimato Padre Livio,

le segnalo dal libro rivelazioni profetiche di suor Maria Natalia Madonna, autrice Claudia Matera, pagina 115;  La Vergine Maria soggiunse:

“Non temete neppure di fronte alle guerre atomiche e alle minacce di annientamento.  Non temete. Pregate per la conversione dei peccatori. La pace è un dono di mio Figlio e non tarderà ancora molto: è vicina e arriverà attraverso di me “.

Era il 1987. Quali parole più adatte al momento che stiamo vivendo?

Buon Avvento

MJ

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SOLENNITÀ DELL’IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

ATTO DI VENERAZIONE ALL’IMMACOLATA IN PIAZZA DI SPAGNA
PREGHIERA DEL SANTO PADRE FRANCESCO A MARIA IMMACOLATA – Giovedì, 8 dicembre 2022

Madre nostra Immacolata,
oggi il popolo romano si stringe intorno a te.
I fiori deposti ai tuoi piedi
da tante realtà cittadine
esprimono l’amore e la devozione per te,
che vegli su tutti noi.
E tu vedi e accogli anche
quei fiori invisibili che sono tante invocazioni,
tante suppliche silenziose, a volte soffocate,
nascoste ma non per te, che sei Madre.
Dopo due anni nei quali sono venuto
a renderti omaggio da solo sul far del giorno,
oggi ritorno a te insieme alla gente,
la gente di questa Chiesa, la gente di questa Città.
E ti porto i ringraziamenti e le suppliche
di tutti i tuoi figli, vicini e lontani.
Tu, dal Cielo in cui Dio ti ha accolta,
vedi le cose della terra molto meglio di noi;
ma come Madre ascolti le nostre invocazioni
per presentarle al tuo Figlio,
al suo Cuore pieno di misericordia.
Prima di tutto ti porto l’amore filiale
di innumerevoli uomini e donne, non solo cristiani,
che nutrono per te la più grande riconoscenza
per la tua bellezza tutta grazia e umiltà:
perché in mezzo a tante nubi oscure
tu sei segno di speranza e di consolazione.
Ti porto i sorrisi dei bambini,
che imparano il tuo nome davanti a una tua immagine,
in braccio alle mamme e alle nonne,
e cominciano a conoscere
che hanno anche una Mamma in Cielo.
E quando, nella vita, capita che quei sorrisi
lasciano il posto alle lacrime,
com’è importante averti conosciuta,
avere avuto in dono la tua maternità!
Ti porto la gratitudine degli anziani e dei vecchi:
un grazie che fa tutt’uno con la loro vita,
tessuto di ricordi, di gioie e di dolori,
di traguardi che loro sanno bene
di aver raggiunto con il tuo aiuto,
tenendo la loro mano nella tua.
Madre, ti porto le preoccupazioni delle famiglie,
dei padri e delle madri che spesso fanno fatica

a far quadrare i bilanci di casa,
e affrontano giorno per giorno
piccole e grandi sfide per andare avanti.
In particolare ti affido le giovani coppie,
perché guardando a te e a San Giuseppe
vadano incontro alla vita con coraggio
confidando nella Provvidenza di Dio.
Ti porto i sogni e le ansie dei giovani,
aperti al futuro ma frenati da una cultura
ricca di cose e povera di valori,
satura di informazioni e carente nell’educare,
suadente nell’illudere e spietata nel deludere.
Ti raccomando specialmente i ragazzi
che più hanno risentito della pandemia,
perché piano piano riprendano
a scuotere e spiegare le loro ali
e ritrovino il gusto di volare in alto.
Vergine Immacolata, avrei voluto oggi
portarti il ringraziamento del popolo ucraino,
per la pace che da tempo chiediamo al Signore.
Invece devo ancora presentarti la supplica
dei bambini, degli anziani,
dei padri e delle madri, dei giovani
di quella terra martoriata, che soffre tanto.
Ma in realtà noi tutti sappiamo
che tu sei con loro e con tutti i sofferenti,
così come fosti accanto alla croce del tuo Figlio.
Grazie, Madre nostra!
Guardando a te, che sei senza peccato,
possiamo continuare a credere e sperare
che sull’odio vinca l’amore,
sulla menzogna vinca la verità,
sull’offesa vinca il perdono,
sulla guerra vinca la pace. Così sia!

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