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Dio ci ha creati liberi

Gentile Padre Livio,
c’è una domanda che spesso mi sale alla mente.
Dio ci ha creati liberi e per questo in ogni momento della vita possiamo scegliere la strada del bene o quella del male.
Per questo Putin è libero di invadere l’Ucraina, uccidere e distruggere.
Noi però, nella nostra libertà, preghiamo per la pace.
Sono due libertà a confronto.
Dio, che è presente e agisce nella storia, sceglie quindi tra due libertà?
Non esaudendo le nostre preghiere, ha scelto di lasciar fare a Putin, e ha quindi scelto la libertà di Putin?
Grazie se potrà farmi luce.
Annalisa
Cara Annalisa,
Dio non sceglie mai il male, ma solo lo permette, proprio perché ci ha creato liberi. In base alle nostre libere scelte saremo giudicati.
Nel medesimo tempo Dio, nel suo governo del mondo, non permette al male di prevalere, ma lo combatte e lo vince con l’aiuto delle persone che cooperano al bene.
Nel nostro caso la Madonna ci ha chiesto di aiutarla perché il maligno non prevalga.
Inoltre nel momento della Consacrazione della Russia e dell’Ucraina al suo Cuore Immacolato la Madonna ha detto che ascolta il nostro grido e le nostre preghiere.
In questi 40 anni della sua presenza la Madonna ha vinto tutte le battaglie per le quali ci ha chiesto le preghiere. Dobbiamo essere perseveranti.
Il Bene, la Verità e l’Amore per loro natura sono sempre vittoriosi, ma bisogna combattere.
Ave Maria
Padre Livio
Pensiero Spirituale sull’espressione “lo Spirito Santo è il Signore e dà la vita”

Cari amici,
lo Spirito Santo è il Signore e dà la vita. Lo professiamo nel Credo. Lo Spirito Santo “è il Signore” significa che è Dio, è la Terza Persona della Santissima Trinità. Il Padre è Colui che genera, il Figlio è Colui che è generato, lo Spirito Santo è l’Amore che è spirato fra il Padre e il Figlio. È il dono di se stessi che fanno il Padre e il Figlio.
San Tommaso d’Aquino ci insegna a chiamare lo Spirito Santo “dono d’Amore” del Padre e del Figlio.
“Dà la vita” è un’espressione da interpretare nella luce della Resurrezione di Gesù Cristo, intesa ovviamente nella sua totalità. Alla fine dei tempi, i corpi dei salvati avranno la gloria della Resurrezione di Cristo. Anche i corpi parteciperanno alla gloria della Resurrezione.
Questa espressione – “è il Signore e dà la vita” – deve essere intesa nel senso di una Resurrezione spirituale. Lo Spirito Santo dà la vita alle anime morte.
La Regina della pace ha constatato questa morte spirituale delle anime:
«Il vostro cuore brama la pace che diminuisce sempre più sulla terra.
Per questo gli uomini sono lontani da Dio, le anime sono ammalate e vanno verso la morte spirituale»
(messaggio del 25 dicembre 2019)
La morte spirituale delle anime è il presupposto per comprendere in che senso lo Spirito Santo dà la vita e ci aiuta a capire la gravità del peccato di cui abbiamo perso il senso. Non sappiamo nemmeno cosa significa peccare, oggigiorno tutto è lecito. Quante volte la Madonna ci ha detto di ritornare ai Comandamenti!
Il peccato è un tumore spirituale che corrode le anime fino a farle morire. Il peccato porta le anime in uno stato di impenitenza, di durezza, di opposizione radicale a Dio. Le indurisce nel male, le indentifica col male. Questo è un percorso di perversione dell’anima attraverso il peccato che la corrode e le infligge la morte.
Quando l’anima è morta, solamente un grande miracolo della grazia può farla resuscitare. Nulla è impossibile a Dio!
Il grande miracolo che compie lo Spirito Santo è proprio quello di far risorgere le anime morte.
L’anima muore quando commette un peccato mortale, ovvero un peccato in materia grave con la piena avvertenza e il deliberato consenso. Se manca una di queste cose, il peccato non è grave ma è una ferita notevole.
Il peccato mortale è detto così proprio perché infligge la morte dell’anima. Il Catechismo della Chiesa Cattolica dice che chi muore in stato di peccato mortale va all’inferno (cfr CCC 1033). Queste sono verità di fede!
Lo Spirito Santo veramente è il Signore e dà la vita alle anime morte. È il protagonista della conversione, benché essa abbia spesso cause umane, è scaturita da incontri, situazioni, parole che suscitano un qualcosa di intimo che porta al cambiamento. Giustamente dobbiamo darci da fare per testimoniare, insegnare, avvicinare a Dio chi è lontano (specialmente i nostri cari) perché per la conversione Dio usa anche noi esseri umani. Alla fine, però, chi fa resuscitare le anime, chi dà la vita, è sempre lo Spirito Santo.
È l’Amore di Dio che fa resuscitare le anime morte!
Pensiamo anche alla nostra vita. Tante volte, ingannati dal diavolo, sotto la pressione del mondo, poco vigilanti su noi stessi, siamo stati sviati e portati sulla via del male, del peccato, dell’incredulità, dell’immoralità. Tante volte, abbiamo sperimentato la grazia dello Spirito Santo, il risveglio della coscienza, il rimorso, la consapevolezza di essere sulla via sbagliata.
Quante volte abbiamo fatto nostro il grido del re Davide: “Dal profondo a te grido, o Signore. Signore, ascolta la mia voce”. Quante anime (forse anche la nostra) sono risuscitate per la potenza e la grazia dello Spirito Santo!
Preghiamo con gratitudine, ringraziamo la potenza dell’Amore di Dio per quanto ha compiuto in noi riportandoci alla vita, alla serenità del cuore, alla pace della coscienza. Se siamo ritornati sulla via di Dio, il traguardo che abbiamo davanti agli occhi è quello della Gerusalemme celeste. Siamo in cammino verso il Cielo con la forza della speranza, non possiamo che essere grati allo Spirito Santo. Preghiamo per tutte quelle anime che conosciamo che sono malate o morte.
Da: “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”
Riflessioni sul mondo di domani

Gentile padre Livio,
Mi chiamo Simone, ho 30 anni, e da tempo la seguo, soprattutto su YouTube e sul suo blog (innanzitutto, complimenti!).
Leggo con particolare interesse le sue riflessioni e quelle dei suoi ascoltatori e ascoltatrici.
Le volevo fare una confidenza: vedo i miei coetanei e persone con cui mi confronto fare mille progetti per il futuro senza avere la minima contezza del piano che la Madonna ha preparato per la salvezza del mondo. Li vedo completamente vinti dall’idea che regni la malvagità imperante nella nostra collettività.
Al netto delle speculazioni e del “terrorismo” che gira attorno al tema, prettamente su internet, mi aspetto che dovremo vivere un periodo di difficoltà nel quale, in particolar modo noi che cerchiamo ogni giorno di combattere nel nostro “io” per seguire la Vergine, saremo chiamati ad essere guida ed esempio per coloro che saranno presi in pieno contropiede dagli eventi che accadranno (come successo con la pandemia da Covid-19).
Forse ci dovremo nascondere e difendere, patiremo la fame, soffriremo, ma arriverà un mondo bellissimo, senza più odio, cattiveria e sopraffazione.
Lo aspetto ogni giorno, sapendo che sarà completamente sconvolto dall’accavallarsi degli eventi sconvolgenti che nessuno potrà fermare.
Medjugorie diventerà per forza di cose il centro del mondo, anche mediatico, con le testate giornalistiche mondiali che faranno a gara per essere presenti e per screditare quella parrocchia.
Quindi, quando vedo loro affannarsi per il futuro e già certi di quello che vivremo, mi chiedo sempre cosa serva, se tanto avremo un cambiamento epocale grazie alla Madonna.
Non so se è superbia la mia, ma sono sentimenti che provo.
Un caro saluto,
Simone P.
Caro Simone,
questo tempo di purificazione doveva arrivare ed è arrivato.
Dio ha invito Maria per prepararci e per guidarci.
Prepariamoci alla grande prova della fede, perché di questo si tratta.
Con la nostra fede la Madonna vuole aiutare il maggior numero di persone possibili.
Noi nel frattempo dobbiamo badare all’essenziale:
Avere cura della nostra anima
Adempiere ai nostri doveri quotidiani
Aiutare gli smarriti a trovare la strada.
La Madonna ci assicura che entreremo in un tempo di pace e di prosperità
Ci eravamo dimenticati che la vita è un tempo di prova. Adesso lo sappiamo e dobbiamo affrontarlo con serenità e con coraggio.
Ave Maria
Padre Livio
PERCHE’ SI SENTE IL BISOGNO DI RITORNARE A MEDJUGORJE?

Da quando, nel marzo del 1985, mi sono recato a Medjugorje per la prima volta, anch’io, come tanti altri pellegrini, ho sentito il bisogno di ritornare, anche più volte all’anno, trascorrendo in quell’oasi di preghiera e di pace i miei giorni di riposo.
I neofiti di Medjugorje fanno tutti un’esperienza particolare. Il primo incontro col soprannaturale sconvolge la loro vita, dando loro un nuovo modo di pensare e di vedere.
L’incontro con la Madonna apre le porte del cuore e fa cadere le squame dagli occhi. Scoprono un mondo nuovo, dove la mano di Dio guida gli avvenimenti e intreccia le vicende della vita quotidiana.
Ora comprendono che il Cielo esiste veramente e che si apre sulla terra, chinandosi su ognuno di noi. Il ghiaccio dell’incredulità e dell’indifferenza si scioglie e il cuore si dilata al soffio soave della pace.
Nessuno va a Medjugorje per caso, anche se le motivazioni per intraprendere il viaggio sono le più svariate. In realtà è la Madonna che chiama personalmente e si prende cura di ogni pellegrino al suo arrivo.
Le moltitudini che salgono la collina sentono che la Madre è viva e che si fa presente, chiedendo di entrare nella nostra vita.
La dolcezza dell’incontro con Maria è un’esperienza indimenticabile e accompagna anche nel ritorno a casa.
E’ inevitabile desiderare di ritornarvi ancora, per ritrovare quell’incanto che la fatica della vita quotidiana dissolve rapidamente. Non si ritorna a Medjugorje per abitudine, ma perché spinti da un desiderio insopprimibile.
Anche quelli che hanno accumulato i viaggi a decine o a centinaia, si commuovono ogni volta all’arrivo, quando dal groviglio dei tetti spunta la Chiesa dai due campanili.
Anche quando i veggenti sono assenti e non ci sono apparizioni, Medjugorje conserva il suo incanto soprannaturale di oasi di preghiera e di pace, dove la Madonna concede grazie particolari.
Nulla in questo lungo tempo ha potuto offuscare o allontanare la presenza di Maria. Né le persecuzioni dei primi tempi, né gli anni drammatici della guerra, che hanno rarefatto i pellegrinaggi, né le seduzioni del benessere, né l’atteggiamento prudente dell’Autorità Ecclesiastica.
Anche nel tempo della pandemia, nonostante la drastica diminuzione , i pellegrini sono continuati a venire, in particolare dai paesi dell’ Est Europa, tenendo vivo il fervore della preghiera come nei momenti più affollati.
La Madonna, ringraziando fin dal principio, per aver risposto alla sua chiamata, ha voluto assicurare i pellegrini della sua costante presenza e del dono delle sue grazie.
Il nemico, per quanto si dia da fare, non è riuscito a far prevalere la zizzania là dove la Madonna ha seminato il buon grano.
Più il tempo passa e più Medjugorje è attuale. Più si addensano le tenebre e più rifulge la sua luce.
Più infuriano le onde della tempesta e più la gente ha bisogno di una roccia a cui aggrapparsi.
Più l’impero delle tenebre ostenta la sua forza e più si fa necessaria la presenza del Cielo. Medjugorje sarà frequentata fino alla fine del mondo.
Vostro Padre Livio
