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Per Carlotta la Catechesi Giovanile in presenza è un ricordo indelebile, un orientamento per tutta la sua vita.



Gli indimenticabili Venerdì sera in presenza

Carissimo,
sto ascoltando il video dove rispondi agli ascoltatori della radio, e sto guardando le foto-immagini… che nostalgia, quei tempi mi hanno formato. Sono arrivato nel 2000, erano già 3 anni che ti ascoltavo, poi quando sono venuto nei famosi venerdì sera delle tue catechesi, toccai con mano lo spirito che ti muove e ti ha sempre mosso, sentirti dal vivo era un vero evento per me, sempre come una finale di un mondiale poiché è nel cammino e non in uno scopo da raggiungere che un’anima assapora e impara la vera gioia. Seminammo nel pianto la sera, e raccoglieremo al mattino nella gioia – citazione biblica-
Il tuo lavoro di costruzione spirituale è stato (ed è) immenso, perfino al di là dei confini nazionali, probabilmente non ne sei molto cosciente, e forse va bene così, visto che siamo lanciati verso i segreti e verso il futuro, un futuro che per noi ha una chiave che è e sta in una sola parola “Eternità” . Una volta ti dissi che un giorno ti faranno Santo, rinnovo la profezia, e mi fregio della tua amicizia anche per questo, lo userò in ogni caso come “Pass” quando arriverò di fronte al nostro San Pietro… sono amico di Don Fanzaga, detto P.Livio da Dalmine – scuola bergamasca, non scherziamo che non sono mica noccioline, occhio Pietro se non mi fai passare si mette mica bene eh!
E benché i venerdì sera dal vivo non avvengono più sono sempre quello del fronte del rosario carissimo Livio, grazie anche a te.
Ave Maria
giuseppe.
Caro Giuseppe,
chi potrebbe dimenticare le catechesi giovanili del Venerdì sera, che sono incominciate nella sede di Radio Maria in via Turati nel 1992, in uno scantinato che faceva da cappella, dove a volte le persone erano pigiate come sardine?
Lì siamo rimasti fino nel 2010, in pratica 18 anni, durante i quali abbiamo visto passare migliaia di persone di ogni età e provenienza.
La gente incominciava ad arrivare alle 20 per poi iniziare il Rosario alle 20.30. Io facevo un’ora di Catechesi in mezzo alla gente e poi si passava alle telefonate…molte di queste rimaste nella memoria dei nostri ascoltatori.
Dopo le telefonate si saliva al piano superiore dove la gente, uno per volta, mi voleva salutare e ricevere una buona parola. Molti volevano la firma ricordo su uno dei miei libri.
Finalmente alle 23.30 (a volte anche più tardi) si poteva chiudere e andare a casa. Non sempre si riusciva a prendere sonno.
Poi alle 5 di mattina dovevo alzarmi per preparare il Commento della stampa in Radio, che allora si faceva anche al sabato. Subito dopo, fino a mezzogiorno e oltre, ricevevo la gente che faceva la fila per una confessione.
Nel 2010 siamo poi passati nella nuova sede, con locali più accoglienti e capienti,. Ma senza perdere lo spirito pioneristico delle origini. Abbiamo continuato fino al 2016, quando abbiamo dovuto sospendere per ragioni di sicurezza.
Quello che è stato fatto in quei 24 anni di incontri e di testimonianze rimarrà indelebile. Non posso che ringraziare Dio per questo grande evento di grazia e tutti quelli che vi hanno partecipato e che portano ancora nel cuore la gioia di quelle esperienze.
Fortunatamente conserviamo ancora molti i file e video di quegli anni eroici che si possono trovare sul nostro sito internet e su You tube.
Sento nel cuore un presentimento che qualcosa di immensamente più grande e drammatico siamo chiamati vivere nel prossimo futuro e non vi è dubbio che Radio Maria sarà come sempre in prima linea.
Ave Maria
Padre Livio
Ulteriori delucidazioni in merito alla Divina Volontà
(Luisa Picarreta)

Santa notte padre Livio caro e scusi l’ora, ma solo adesso ho avuto modo di poter scrivere una mail.
Sono Claudia Palladino e mi trovo nuovamente a manifestare la luce delle verità sulla Divina Volontà, avendo ieri letto la mail della radioascoltatrice, che ribadisce la propria opinione.
La signora Stefania è comprensibile in questa sua tenacia di credere in una “manifestazione esterna” del Regno della Divina Volontà e “totalizzante di tutta l’umanità” ed è anche tenera nel volerlo immaginare.
Tuttavia questa visione si discosta sia dalle verità di fede conosciute canonicamente nella Chiesa, che dal reale senso di queste rivelazioni.
Nell’art. 374, il Catechismo della Chiesa cattolica enuncia:
Il primo uomo non solo è stato creato buono, ma è stato anche costituito in una tale amicizia con il suo Creatore e in una tale armonia con se stesso e con la creazione, che saranno superate soltanto dalla gloria della nuova creazione in Cristo.
Quindi la creazione (già perfetta), sarà vissuta con una maggiore partecipazione alla gloria divina attraverso Gesù, nella Sua Umanità.
E questa è stata anche la sublime ispirazione di San Paolo nel riconoscere in Cristo una “ricapitolazione” di tutto quello a Dio appartiene.
𝐄𝐟𝐞𝐬𝐢𝐧𝐢 𝟏, 𝟗-𝟏𝟎
poiché egli ci ha fatto conoscere il mistero della sua
volontà,
secondo quanto nella sua benevolenza aveva in lui
prestabilito
per realizzarlo nella pienezza dei tempi:
il disegno cioè di ricapitolare in Cristo tutte le cose,
quelle del cielo come quelle della terra
Questo è anche quello che avviene ad un’anima che vive la Divina Volontà e, attraverso gli Atti dell’Umanità SS.ma di Gesù, “ricapitola in sé” tutto quello che a Dio appartiene.
Attraverso lo svolgimento dei propri atti nel Divin Volere, si forma il Regno nella propria anima e il Signore ne diventa Re.
Il Re è Gesù con tutti gli atti che ha vissuto nella Divina Volontà, nella Volontà del Padre;
Il Regno è l’anima e il Signore lo ha edificato per noi affinché, vivendoLo, rientrassimo “nell’ordine, al posto e nello scopo” per cui fummo creati da Dio ( così titola l’Opera dei libri di Cielo ), così da possedere la pienezza di gioia, santità, integrità, armonia, perfezione, … fino a trasformare lo stesso corpo e la stessa natura umana.
Di seguito le condivido alcuni passi dei libri di Cielo:
“… Onde essendo giunti negli atti della Redenzione, il mio dolce Gesù si faceva vedere piccolo bambinello, ma tanto piccolo da potersi rinchiudere nel mio petto. Com’era bello, carino, grazioso, vederlo così piccino passeggiare, sedersi, mettersi in trono di maestà nella piccola anima mia, somministrandomi la sua vita, il suo respiro, i suoi atti, per fare che tutto da lui prendessi.
Ma mentre lo vedevo in me bambinello, nel medesimo tempo è venuto anche crocifisso.
Era tanta la tensione della sue membra, che si potevano numerare tutte le ossa ed i nervi, uno per uno. Ora se il bambino stava rinchiuso nel mio petto, il crocifisso Gesù si è disteso in tutte le mie membra, non lasciandomi nessuna particella di me che non fosse posseduta dalla sua adorabile Persona; sentivo più la vita sua che la mia.
Onde dopo essere stata qualche tempo in questa posizione con Gesù, mi ha detto:
“Figlia mia, 𝐥𝐚 [𝐦𝐢𝐚] 𝐔𝐦𝐚𝐧𝐢𝐭à 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐞𝐝𝐞 𝐢𝐥 𝐑𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐢𝐚 𝐕𝐨𝐥𝐨𝐧𝐭à, tanto che tutta la mia vita da Essa dipendeva.
Sicché col dipendere da Essa, Io avevo l’intelligenza del Supremo Volere, il suo sguardo, il suo respiro, il suo operare, i suoi passi, il suo moto e palpito eterno.
𝐈𝐧 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐦𝐨𝐝𝐨 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐯𝐨 𝐢𝐥 𝐑𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐅𝐢𝐚𝐭 𝐒𝐮𝐩𝐫𝐞𝐦𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐢𝐚 𝐔𝐦𝐚𝐧𝐢𝐭à, 𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐞 𝐢 𝐬𝐮𝐨𝐢 𝐛𝐞𝐧𝐢.
Vedi dunque che significa formare 𝗶𝗹 𝘀𝘂𝗼 𝗥𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗶𝗻 𝘁𝗲.
Debbo trasmettere in te ciò che possiede la mia Umanità, la quale ti somministrerà il suo pensiero, il suo sguardo, il suo respiro e tutto ciò che possiedo, per la formazione di Esso.
Vedi quanto amo questo Regno.
Metto a sua disposizione tutta la mia vita, le mie pene e la mia morte, come fondamento, guardia, difesa e sostegno. Non lascerò nulla di Me che non servirà a mantenere in pieno vigore il trionfo e l’assoluto dominio della mia Volontà.
Perciò non ti maravigliare se vedi in te come ripetersi i diversi gradi della mia età e delle mie opere; ed ora mi vedi bambino, ora giovane, ora crocifisso: è 𝗶𝗹 𝗥𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗺𝗶𝗼 𝗩𝗼𝗹𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝘁𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗶𝗻 𝘁𝗲, e tutta la mia vita si schiera dentro e fuori di te a guardia e a difesa del Regno mio.
Perciò sii attenta, e quando qualche timore ti assale pensa che non sei sola, ma che hai in aiuto tutta la mia vita per formare questo 𝗺𝗶𝗼 𝗥𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗶𝗻 𝘁𝗲, e costantemente segui il tuo volo nell’unità della luce suprema della Divina Volontà.
Io là ti aspetto per farti le sorprese di ritorno, per darti le mie lezioni”.
( 12 settembre 1926 )
” … Sicché 𝗹𝗮 𝗺𝗶𝗮 𝗩𝗼𝗹𝗼𝗻𝘁𝗮’ 𝗮𝗯𝗯𝗮𝘁𝘁𝗲 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗲 𝗹𝗲 𝗯𝗮𝗿𝗿𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝘁𝗿𝗮 𝗹’𝗮𝗻𝗶𝗺𝗮 𝗲 𝗗𝗶𝗼, mette l’anima in armonia con il cielo e la terra, le svela tutti i segreti che sono in tutta la Creazione e la rende depositaria di tutti i doni di Dio”.
( 25 maggio 1923 )
“Mia buona figlia, Re, Creatore, Volontà Divina, significa dominare, investire e tenere la nostra vita dentro di ciascuna cosa da Noi creata.
Creare significa stendere la propria vita, nascondere la nostra Volontà creante nella stessa cosa da Noi creata; questo è creare: chiamare le cose dal nulla, chiudervi il Tutto per conservarle nella integrità della bellezza come le abbiamo create.
Ora tu devi sapere che 𝗹𝗮 𝗺𝗶𝗮 𝗩𝗼𝗹𝗼𝗻𝘁à 𝗲’ 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘂𝗻 𝗥𝗲 travestito in ciascuna cosa creata;
se le creature lo conoscono sotto di quelle vesti, si svela ed abbonda nel dare i suoi atti divini ed i suoi doni regali, che solo può dare questo Imperatore celeste.
Se poi non viene conosciuto se ne sta inosservato, nascosto, senza far strepito né pompa della sua regale persona, né abbonda nel dare i suoi doni, che solo può dare un Volere sì santo; e le creature toccano la veste, ma di Esso e dei suoi doni non ne sanno nulla e nulla ricevono, ed il mio Fiat resta col dolore di non essere stato riconosciuto e coll’incubo di non aver dato i suoi doni divini, perché non conoscendolo mancava la capacità e la volontà di ricevere doni regali.
Io faccio come un re, che travestendosi passa in mezzo ai popoli: se gli fanno attenzione, ad onta che non porta le vesti regali, lo conosceranno dai modi, dal volto, e facendosi intorno gli daranno gli onori di re e chiederanno doni e favori, ed il re premierà l’attenzione di quelli che lo riconoscono travestito e darà loro di più di quello che vogliono; ed a quelli che non lo riconoscono passerà inosservato, senza nulla dar loro, molto più che loro stessi non gli chiedono nulla credendolo uno del popolo qualsiasi.
Così fa la mia Volontà quando è riconosciuta sotto la veste delle cose create: Ella si svela e non aspetta come il re d’esser chiesta doni e favori, ma essa stessa dice: ‘Son qui, che vuoi?’, e sovrabbonda del dare doni e favori celesti; ma [la mia Volontà] passa più oltre del re: bilocandosi dà alla creatura che l’ha conosciuta la sua stessa vita, ciò che non fa il re.
Ora anche tu puoi dire: ‘Sono Volontà di Dio’, e fare di te le spoglie, la veste che nasconde la mia Divina Volontà, 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝘀𝗲 𝗹𝗮 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗶 𝗶𝗻 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗲 𝗹𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗲 𝗰𝗿𝗲𝗮𝘁𝗲, 𝗺𝗮 𝘀𝗲 𝗹𝗮 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗶 𝗶𝗻 𝘁e, le dai il dominio in tutti gli atti tuoi, e tutto ciò che fa la spoglia del tuo essere lo metti a suo servizio per far crescere la sua vita in te;
𝗘𝘀𝘀𝗮 𝘁𝗶 𝗿𝗶𝗲𝗺𝗽𝗶𝗿à 𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗿𝗶𝗺𝗮𝗿𝗿𝗮’ 𝗱𝗶 𝘁𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝗼𝗹𝗮 𝘃𝗲𝘀𝘁𝗲, che si servirà sola per coprirsi, e sarai più felice di tutte le cose create, perché sarai la spoglia vivente, che dividerai insieme con Essa le sue gioie, la sua felicità ed anche i suoi infiniti dolori, che vuole essere vita di ciascuna creatura, ma ingrate non le danno il pieno dominio. … “
( 12 marzo 1932 )
La saluto chiudendola sempre nelle braccia e nel Cuore della nostra Madre amatissima, per infondere in lei e in tutti voi della redazione la Vita divina che Lei possiede da Regina.
Claudia
LA MIA VITA PER LA GOSPA
Cari amici, per due volte alla settimana, vi racconto sul Blog la storia delle apparizioni della Madonna a Medjugorje, così come io l’ho vissuta dai primissimi anni fino ad oggi.
Vostro Padre Livio

7. Il soprannaturale sorprende
Non c’è pellegrino che non abbia percorso a piedi la strada stretta ed affollata che attraversa Bijakovici e si allunga, oltre l’abitato, costeggiando la montagna. I punti attuali di riferimento sono molteplici. Prima si incontra la casa natale di Vicka, con la scalinata esterna dalla quale la veggente ancora oggi parla ai pellegrini. Qualche metro più avanti un sentiero si inerpica fino a luogo delle prime apparizioni.
Procedendo oltre si incontra la casa natale di Marija, quindi, verso la fine dell’abitato, si può salire, per due sentieri diversi, alla croce blu, alla portata anche dei pellegrini più anziani. Qui la Madonna è apparsa sia per gli incontri con il gruppo di preghiera di Ivan, sia, ogni due del mese, per pregare per i non credenti con la veggente Mirjana.
Sono migliaia le persone che sono accorse in occasione di queste apparizioni. Una volta il paesaggio appariva molto diverso. Al termine dell’abitato la strada, allora polverosa, procedeva silenziosa e deserta. Da una parte il monte, pietroso e cosparso di cespugli spinosi, dall’altra una fitta vegetazione, difficilmente accessibile, dove in diverse occasioni, in quell’estate del 1981, i sei ragazzi si erano nascosti per poter incontrare la Madonna al riparo della polizia.
Il 24 Giugno del 1981, festa della natività di S. Giovanni Battista, era una giornata estiva afosa. Le scuole erano terminate e i sei ragazzi si trovavano tutti a Bijakovici, compresa Mirjana, che allora viveva con la sua famiglia a Sarajevo, ma trascorreva l’estate presso la nonna.
Mentre i mortali, qui sulla terra, organizzavano la loro giornata, il Cielo stava per mettere mano a un piano di inconcepibile audacia, progettato fin dall’eternità. Tutto ciò che sulla terra poteva apparire casuale, era stato accuratamente preparato lassù, dove la sapienza dell’Onnipotente può tutto ciò che vuole.
Mi sono sempre chiesto se la scelta del 24 Giugno fosse casuale, dal momento che la Madonna ha indicato nel 25 Giugno il giorno dell’anniversario delle apparizioni. Ho notato che Dio parla anche attraverso i tempi che sceglie per le sue manifestazioni, donandoli a noi come segni da interpretare.
Il 24 Giugno è un giorno particolare, dominato dalla figura di S. Giovanni Battista, il precursore del Messia e il profeta che chiama alla conversione. La scelta di questa data preannuncia il messaggio fondamentale che la Regina della pace dà a Medjugorje, quello della conversione.
Di più, come il Battista prepara la venuta del Signore, allo stesso modo la Madonna prepara la venuta di Cristo in un mondo che, come ha più volte ammonito il Beato Giovanni Paolo II, tenta di espellerlo.
Vicka racconta che, nelle prime settimane delle apparizioni, il canto che, più di tutti gli altri, la Madonna intonava e cantava, anche diverse volte durante un’apparizione, era “Vieni, vieni, Signore”. La scelta della festa del precursore conteneva già una prospettiva di speranza, resa possibile dal ritorno degli uomini a Dio.
Per le tre ragazze, Ivanka Mirjana e Vicka, si trattava di una ordinaria giornata estiva che avevano pensato di allietare con una passeggiata nel primo pomeriggio, lungo la strada che si snoda oltre l’abitato. Vicka però aveva le ripetizioni di matematica a Mostar e si era accordata con le due amiche che le avrebbe raggiunte più tardi.
Nel tardo pomeriggio del quel fatale mercoledì estivo Ivanka e Mirjana si incamminano in attesa che Vicka le raggiunga. Loro non lo sanno, ma sta per scoccare il momento “fatale”, che dà inizio al più grande intervento divino nella storia del mondo contemporaneo.
La prima a vedere la Madonna è stata Ivanka. E’ una scelta casuale? Niente affatto. Ivanka aveva quindici anni e aveva perso la madre due mesi prima. La ferita era ancora sanguinante e non deve meravigliare se la Madre celeste si sia fatta riconoscere per prima da lei.
Percorsi circa duecento metri oltre l’attuale croce blu, Ivanka vede improvvisamente la Madonna, appena un po’ più in alto, al di sopra dei cespugli di cui e ricoperto il monte. “Ecco la Madonna!” dice a Mirjana che risponde: “ Ma va! Vuoi che la Madonna appaia proprio a noi?”
Le due ragazze tornano indietro per cercare Vicka ma incrociano Milka, la sorella minore di Marija, che chiede loro di aiutarla a far uscire le pecore dal recinto. E’ incredibile quante volte le pecore siano presenti nell’intero arco della storia della salvezza. Mentre le tre ragazze si apprestano a tornare in paese, ecco che Ivanka vede di nuovo la Madonna nel posto di prima.
Lo dice alle altre due che volgono gli occhi nella direzione in cui guarda Ivanka e anch’esse vedono la Madonna. A questo punto arriva Vicka, che si era incamminata per raggiungere le amiche, e vede le tre ragazze che fissano qualcosa con intensità e sembrano impaurite. Fanno segno a Vicka di avvicinarsi e quando Vicka le raggiunge, le dicono insieme: “ Vicka, ecco la Madonna!”.
Vicka pensa che le amiche avessero visto un serpente, allora numerosi fra le pietre del monte, e che volessero prendersi burla di lei. Si toglie le ciabatte e fugge come una matta verso casa, scoppiando in lacrime. Non si dava ragione del fatto che le amiche osassero scherzare con la Madonna.
Mentre piange, passano due ragazzi, Ivan, l’attuale veggente, e un altro Ivan, che portavano un po’ di mele in un sacchetto di plastica. Vicka li convince a seguirla fino alle tre ragazze che dicevano di vedere la Madonna. Giunti sul posto, viene loro indicato dove si trova la Madonna e anche loro la vedono.
Ivan, il veggente, è scappato subito, scavalcando il recinto e buttando via anche le mele. La prima volta che ho incontrato Ivan, gli ho chiesto. “ Dove sono le mele?”. Lui si è ricordato e ha sorriso.
Vicka è rimasta a guardare per alcuni minuti, poi è corsa a casa, impaurita e felice. Subito dopo anche Ivanka e Mirjana sono tornate alle loro case. La piccola scintilla, che sarebbe divenuta un grande incendio era scoccata.
Noi potremmo dare per scontato il fatto di riconoscere la Madonna in quella giovane meravigliosa, con il bambino in braccio, che continuamente copriva e scopriva, e che faceva segno di avvicinarsi a Lei. In realtà la storia della apparizioni mariane ci conferma che spesso i veggenti non hanno affatto riconosciuto la Madonna, finché Lei non si è degnata di rivelarsi come tale.
Così è avvenuto a Lourdes, a La Salette e a Fatima, per ricordarne alcune fra le più note. Ritengo che Ivanka abbia avuto una grazia speciale nel riconoscere immediatamente la Santa Vergine.
La Madre di Dio tuttavia non avrebbe atteso molto per rivelare la sua sublime identità. Possiamo dire che Ivanka, per disposizione celeste, è stata la protagonista di quella prima giornata indimenticabile. Tuttavia fa riflettere il fatto che le prime due ragazze che hanno visto la Madonna, Ivanka e Mirjana, sono anche quelle che hanno cessato per prime di avere le apparizioni quotidiane e che hanno ricevuto i dieci segreti.
Quel giorno la Madonna è stata vista da sei persone, quattro delle quali (Ivanka, Mirjana, Vicka, Ivan) continueranno a vederla anche successivamente. Marija e Jakov si uniranno ai quattro soltanto il giorno dopo. La Madonna aveva predisposto ogni cosa secondo il suo piano, ma gli attori terrestri non si erano accorti di nulla e pensavano che tutto si svolgesse casualmente o in base alle loro decisioni.
Come Dio governi il mondo, anche nei minimi particolari, nel pieno rispetto della nostra libertà, è un grande mistero, ma nel medesimo tempo è un fatto. Chi ha la grazia della fede trabocca di gioia perché sa che nulla è in balia del caso cieco, tanto meno la nostra vita.
L’incendio celeste divampò già nella sera di quel giorno straordinario. I veggenti infatti non hanno taciuto, ma al contrario hanno subito raccontato quanto è loro capitato.
“Avvenne di tutto. Qualcuno forse ci ha creduto, qualcuno si è meravigliato: chi interpretava il fatto in un modo e chi in un altro. Addirittura che si è trattato di un disco volante. E così si è detto di tutto…Poi noi siamo andati a dormire. All’indomani presto bisognava raccogliere il tabacco e fare tante altre cose” ( Vicka).
Il soprannaturale si inserisce silenziosamente fra le trame della vita quotidiana.
Pensiero Spirituale sul cammino verso il Natale. Settima tappa: deciditi per la conversione

Cari amici,
quando si vive nel peccato è difficile decidere di cambiare vita. Il mondo sicuramente è un ostacolo in questo, sono rare le persone che danno incoraggiamenti ed è più facile lasciarsi dominare dai vizi.
Bisogna lottare contro se stessi, contro la propria natura, contro il mondo che trascina al male e quindi rema contro la conversione, inoltre c’è il maligno che raddoppia gli assalti nei confronti di chi sta decidendo per la conversione.
La decisione di cambiare vita non si matura in pochi giorni, tante volte questo richiede un cammino precedente alla decisione della conversione, che prepara il cuore a questo cambiamento di vita. Chi è nel peccato si sente inquieto, triste, si sente schiavo. La grazia della conversione, però, viene dall’amore di Dio che bussa alla porta del cuore e chiama.
L’inquietudine spirituale e il risveglio della coscienza sono opera della grazia. La conversione è veramente un dono di Dio. Dobbiamo pregare incessantemente per la conversione dei peccatori.
Quello che dobbiamo mettere a fuoco nel processo che porta alla conversione è senz’altro il libero arbitrio. Chi è nel peccato ha una volontà debole, è allo stato comatoso. Bisogna lavorare sulla volontà, ecco perché la Madonna ci chiede il digiuno, non solo a pane e acqua, ma al digiuno di mondo. È bene impegnarsi in tutto ciò che rafforza la volontà, come la preghiera continua, la penitenza. Dobbiamo puntare tutto al rafforzamento del nostro libero arbitrio e questo si può fare attraverso atti di rinuncia, di lotta nel combattimento spirituale che rafforzano la volontà. Nel medesimo tempo è bene usare l’intelletto che considera quanto il peccato è cattivo, quando è un veleno. Bisogna speronare il libero arbitrio!
Bisogna orientare tutto a far sì che si riesca a prendere una decisione. Questo esige un processo, un cammino di rafforzamento del libero arbitrio nelle rinunce, di preghiera perché la volontà viene rafforzata dalla grazia e di allenamento nel combattimento spirituale.
Tutto questo deve portare a una decisione che è quella che conta: cambiare vita!
La decisione di passare dalla morte alla vita, da satana a Cristo, è un processo esistenziale che decide la salvezza eterna di un’anima. Chi vive nel peccato e non si pente arrendendosi al male, si perde eternamente. Quando si è nel peccato bisogna gridare a Dio che concede i miracoli della grazia che viene in soccorso della buona volontà e fa fare cose inaspettate, impensabili, porta dalla morte alla vita!
Decidetevi per la conversione.
Il dolore dei peccati e il proponimento di non commetterli più sono la strada che porta alla Confessione. Mi riferisco alle confessioni di persone che non si accostano a questo Sacramento da anni e che hanno avuto la grazia della conversione. Prima di confessarsi è bene fare un bell’esame di coscienza, manifestare il dolore e il dispiacere di aver offeso Cristo ed esprimere la decisione di cambiare vita. A questo seguirà la Confessione, l’assoluzione, la vita nuova in Cristo e la pace del cuore.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”
Previsioni per il nuovo anno

Carissimo Padre Livio,
Dio ti benedica per la serenità e la tenacia con cui porti avanti la tua missione sacerdotale.
Vado subito al sodo. I mass media hanno già incominciato a fare interviste su che cosa ci riserverà il 2023. Si dice di tutto, ma ovviamente si spara a casaccio.
Lei se la sente di fare una previsione che ci rassereni nonostante i nuvoloni all’orizzonte?
Ave Maria
Vittorio da Giussano
Caro Vittorio,
anch’io vado subito al sodo. Anche per tutto il 2023 avremo con noi La Regina della pace con le sue apparizioni quotidiane e i suoi messaggi.
Che cosa possiamo sperare di più?
La presenza della Madonna è una garanzia di grazia e di salvezza. Le potenze del male tremano perché sanno che il loro tempo sta per scadere.
Il cuore dei giusti si riempie sempre più di gioia per i tempi nuovi della pace che si avvicinano.
La paura si dissolve, le tenebre indietreggiano, la luce di Maria irradia il mondo.
Dobbiamo sintonizzare l’anima col tempo di Dio nel quale siamo entrati.
Ave Maria
Padre Livio
