"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Dicembre 2022 Pagina 7 di 18

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟    

“Il popolo russo è il popolo nel quale Dio sarà maggiormente glorificato”.

Caro Padre Livio,

lei cita  spesso il messaggio della Regina della pace del  30 Ottobre del 1991 dove   la  Madonna,  dopo aver  nominato la  Polonia a  l’Occidente,  afferma che “Il popolo russo è il popolo nel quale Dio sarà maggiormente glorificato”.

Secondo Lei qual è  il significato di questa  profezia e in quale fase della  storia va  collocata?

Paola da Civitavecchia

Cara  Paola, 

la  Madonna  a Fatima ha rivelato che  la Russia si convertirà in  concomitanza col trionfo del suo Cuore Immacolato. 

Tutto questo avverrà   al termine dei segreti e  delle  “molte  cose terribili”  che  la Madonna  ha  mostrato ai veggenti.

 “Le molte cose  terribili” sono le  catastrofi causate  dall’odio e dall’ambizione e  quindi dalla  guerra devastatrice.

Alla  fine lo scenario  della  distruzione  e  della  morte  sarà spaventoso.

I popoli che  ne  sono responsabili dovranno  espiare,   chiedere  perdono e  riparare se  vorranno entrare  nel  tempo della   pace.

In   altre parole dovranno convertirsi.

Questo dunque  è il  significato della  profezia della  Regina della   pace.

Ave  Maria

Padre Livio

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

APOSTOLI DI MARIA

39.  Dio aspetta che tu lo invochi

L’uomo che si mette in ginocchio davanti a Dio si colloca nella luce della verità. Si riconosce creatura, che l’Onnipotente ha tratto dal nulla e dal quale dipende. Si colloca così nella giusta situazione esistenziale perché la sua preghiera sia ascoltata. Dio infatti “resiste ai superbi e fa grazia agli umili” ( 1 Pt 5,5).

Ogni volta che ti metti in ginocchio, col corpo ma soprattutto col cuore,  poni la premesse per essere ricolmato di grazie. La luce che ti ha investito ti ha aperto gli occhi e ti ha mostrato il cumulo dei tuoi peccati. Non avresti mai immaginato di essere caduto così in basso.  “La nuvola della superba” (Caterina da Siena) ti impediva di vedere.

 Ora l’occhio, reso limpido dall’umiltà, ti fa scorgere anche le colpe più sottili e le malizie più nascoste. Ti rendi conto che la devastazione dell’anima è una sventura più grave delle peggiori malattie del corpo. Comprendi che cosa significhi  l’enigmatica espressione di “peccato mortale”, che avevi imparato da piccolo al catechismo.

Stai facendo l’esperienza di che cosa sia la morte dell’anima perché, nonostante la grazia della conversione che sta operando, ti senti paralizzato e incapace di uscire dalla plaude nella quale annaspi. Hai preso coscienza della gravità della tua situazione, ma non sai come apportarvi un rimedio.

Sei come uno che, dopo una caduta rovinosa, vorrebbe rialzarsi e riprendere il cammino, ma sente che le gambe spezzate non rispondono alla sua volontà.

Che fare? Caro amico, fai ciò che hanno fatto innumerevoli anime nei primi passi della loro conversione. Incomincia a pregare. Lancia verso il Cielo il tuo grido di aiuto. Chiama Dio in tuo soccorso. Fallo con le tue parole, quelle che ti uscirebbero spontanee dalla bocca se stessi per annegare e non trovassi un appiglio al quale afferrarti.

 Grida a squarciagola, senza rispetto umano. L’urlo della creatura che chiama in suo soccorso il Creatore è forse la preghiera più antica, che rimbomba fin dagli albori della storia e il cui eco non si spegnerà mai. La Sacra Scrittura trabocca di queste invocazioni che escono dai cuori straziati dei esuli figli di Eva.

 “O Dio vieni a Salvarmi”, “Signore vieni presto in mio aiuto” è la supplica quotidiana  della Chiesa in preghiera. “Signore salvaci!” è il grido che attraversa i Salmi. Anche gli apostoli, che temono di affondare da un momento all’altro, lo fanno proprio: “ Signore salvaci, siamo perduti”.

Come vedi, c’è una preghiera che nasce spontaneamente dalla vita e che non ha bisogno di apprendistato. Anche tu, nella tua infermità, non esitare a al Cielo. Mostra al Creatore il male che ti affligge, l’angoscia che ti opprime, il peso che ti schiaccia. Grida come un bambino che nel pericolo chiama la madre. Invocalo senza covare risentimenti, perché non Dio ma tu stesso sei la causa del tuo male.

“Dal profondo a te grido, o Signore, Signore ascolta la mia voce. Siamo i tuoi orecchi attenti alla voce della mia supplica” ( Sal 130). Forse, caro amico, ti chiedi perché sia necessario gridare a Dio. La ragione ormai ti è chiara davanti agli occhi. Da solo non ce la faresti mai. Sei spiritualmente morto. Se la grazia non fosse venuta a visitarti, non ti saresti neppure accorto che l’abisso senza ritorno ti stava inghiottendo.

 La morte spirituale e quella fisica sono in uno stretto rapporto di causa ed effetto. “ Per invidia del diavolo è entrata la morte nel mondo e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono” ( Sap 2, 24). Chi può liberare l’uomo dal peccato e dalla morte? L’umanità ci ha tentato più volte, ma con quali risultati?

 La catena delle illusioni e delle illusioni è senza fine. L’uomo non può salvare se stesso, dal male, dall’infelicità e dalla morte. Per questo Dio è venuto a visitarci, scendendo negli inferi della condizione umana e condividendo la nostra vita in tutto eccetto il peccato. Infatti ha portato sulle sue spalle il fardello del male commesso dall’umanità, per espiarlo e bruciarlo nel fuoco del suo amore.

Sappi che nessun uomo ti potrebbe liberare dal male che ti affligge e che porta alla rovina la tua vita. Nessuno, eccetto Gesù Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo. O gridi a Lui, o la tua voce rimarrà senza risposta. E’ lui infatti che è venuto a cercarti, che ha bussato alla porta del tuo cuore e che ti ha chiesto di entrare. E’ lui che ti ha investito con la sua luce e che ti ha avvolto col suo amore.

A che cosa ti dovresti aggrappare se non alla sua mano? E’ l’unico che ha non solo il desiderio ma anche la possibilità di aiutarti. Chi dei tuoi amici e conoscenti è venuto in tuo soccorso nelle tue disavventure? I migliori hanno fatto uno sforzo per ascoltarti e per capirti. Non ti hanno negato la comprensione e la parola di incoraggiamento. Ma poi sei rimasto solo con te stesso e con il tuo peso soffocante sulle spalle.

L’uomo non riesce a rimuovere il male che lo assedia implacabile, corrodendolo nell’anima e nel corpo. Caro amico, non c’è forza umana che possa far fronte al potere delle tenebre. O chiami Dio in tuo soccorso o sei perduto. Se hai l’umiltà di rivolgerti al tuo Salvatore, la barchetta vacillante della tua vita verrà portata al sicuro. 

Non dovrai gridare a lungo. E’ vero, Dio ama farsi pregare, perché la preghiera stessa è una medicina che guarisce. Mentre tu gridi a Lui, la sua forza ti investe. Anzi, non saresti capace neppure di invocarlo, se la sua grazia non operasse nel tuo cuore. “Siano i tuoi orecchi attenti alla voce della mia supplica”.

Non una sola sillaba sfugge ai suoi orecchi. Anche il minimo movimento della tua anima è presente al suo sguardo. Davanti ai suoi occhi sei un libro aperto, del quale conosce ogni parola. Ha presente ogni istante della tua vita, ogni pensiero della tua mente, ogni battito del tuo cuore:

 “Signore tu mi scruti e mi conosci, tu conosci quando mi siedo e quando mi alzo, intendi da lontano i miei pensieri, osservi il mio cammino e il mio riposto, ti sono note tutte le mie vie” ( Sal 139).

Dio aspetta che tu lo invochi. E’ pronto ad aprire l’orecchio al tuo grido di aiuto. Egli da sempre ti segue e attende con pazienza questo momento.  Dio è l’unico al quale tu stai veramente a cuore. Conosci qualcun altro?  Ed è l’unico che ti vuole e che ti può aiutare.

Sei un naufrago, come lo sono tutti gli uomini. O gridi a Dio o affoghi. Il problema della salvezza ora ti è chiaro. Si salvano tutti coloro che  hanno l’umiltà di inginocchiarsi e di elevare la loro voce verso il Cielo. Non pensavi che fosse così semplice.

Dio è un padre che è pronto ad accogliere  i figli che cercano rifugio fra le sue braccia.  Ora comprendi perché Gesù ha detto che per entrare nel Regno dei cieli bisogna essere come dei bambini.

Caro amico, l’umanità  è entrata in una fase della sua storia in cui solo Dio può salvarla dalla  morte, intesa  nella sua duplice dimensione temporale ed eterna. Nessuno all’infuori di Cristo potrà  salvarci perché non vi è  altro Signore e Salvatore all’infuori di Lui.

Liberati dalla sudditanza che  hai nei confronti delle menzogne e  della false  sicurezze del  mondo e umiliati dinanzi a Colui che ancora  una volta ti chiama e  che ti tende  la  mano per  salvarti  dall’abisso tenebroso nel quale stai precipitando.

China il capo e passa  dalla  porta stretta dell’umiltà.  Non tergiversare, non auto-giustificarti,  non auto-  assolverti. Il tempo sta  per scadere e non avrai più un’altra  occasione  per salvarti. Consegna i  tuoi peccati  a  Cristo perché li distrugga col suo amore e  la tua  anima diventi di nuovo  il tempio del Dio vivente.

Vostro Padre Livio

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul cammino verso il Natale. Undicesima tappa: rientra nell’Ovile santo

Cari amici,

l’evento di grazia della nascita di Gesù nel nostro cuore richiede la nostra cooperazione e la nostra preparazione. Nella Notte Santa Gesù Bambino deve trovare un cuore pieno di fede e di amore, degno di accoglierlo.

Il Natale cristiano è un evento di grazia in cui riceviamo la pace di Dio nei nostri cuori. È un dono inestimabile e in tanti potrebbero testimoniare che è il dono più bello che si possa ricevere sulla Terra.

La Confessione è certamente il primo passo sulla strada della vita nuova, dopo una vita di peccato. Quando si sceglie di impegnarsi nel cammino di fede e si cambia radicalmente, tutti notano il cambiamento perché diventa tangibile nel comportamenti, nel modo di parlare, nello stile di vita quotidiano.

Non tutti, però, accettano di buon grado questo cambiamento. Alcune persone talvolta vengono emarginate soprattutto dagli amici. Succede specialmente ai giovani che quando si convertono si ritrovano soli perché non è facile trovare persone che capiscono la loro situazione spirituale. Può succedere che ci si ritrovi isolati e si debba reimpostare la vita e i rapporti umani.

In queste situazioni è molto bella la fraternità che si crea fra le persone che si convertono. Si diventa “fratelli nella fede”.

Dio non lascia mai soli e nel momento in cui ci si trova a reinventare le reti di rapporti umani, permette di trovare altre persone nella stessa situazione, con cui condividere il cammino. È proprio per creare la fraternità che esistono nella Chiesa i gruppi di preghiera, da soli non è facile camminare! Abbiamo bisogno del sostegno e dell’incoraggiamento dei fratelli nella fede per andare avanti.

Si tratta di un vero e proprio passaggio: si lasciano determinati rapporti (alcuni dei quali sono pericolosi perché trascinano al male) e si intraprendono rapporti umani nuovi, diversi. È il rientro nella Chiesa, si fa parte così di gruppi di persone certamente più simili. Il comune denominatore è l’amore per Gesù Cristo e la voglia di camminare insieme.

Nella parrocchia, con il sacerdote e gli altri fedeli, si rientra nella Chiesa per fare il cammino di fede.

Il cammino di conversione deve necessariamente iniziare dalla Confessione, altrimenti rimane un qualcosa di astratto e interiore che non approda nella partecipazione ai Sacramenti della Chiesa. Il pericolo è quello di fare un cammino di conversione senza passare per le tappe indispensabili del Cristianesimo che sono, appunto, i Sacramenti.

La conversione deve essere attiva, oltre che interiore, deve essere messa in pratica e non solamente pensata. La conversione deve partire necessariamente da un Sacramento, che la concretizza e mette il sigillo della decisione di cambiare vita, abbandonare il peccato e camminare nella luce della fede.

Nel cammino di conversione i Sacramenti sono indispensabili. Sarebbe impensabile camminare da soli, senza un guida spirituale, senza la fonte della grazia che è l’Eucarestia, senza unirsi in matrimonio davanti a Dio…

A questo proposito vi invito a leggere la storia della conversione di Bruno Cornacchiola alle tre Fontane, che sia d’ispirazione per tutti, specialmente per le parole che la Madonna gli ha rivolto apparendo: «Rientra nell’Ovile santo, l’eterno miracolo di Dio, dove Cristo posò la prima pietra, quel fondamento sulla roccia eterna, Pietro.» (12 aprile 1947)

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

“IO SONO CRISTIANO E AMO GESÙ SOPRA OGNI COSA” – Puntata 16

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

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🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟    

Sintesi attendibile dei segreti di Medjugorje

Carissimo Padre Livio

Le chiederei il favore di sintetizzarci quello che sappiamo di certo riguardo ai segreti di Medjugorje, in particolare dal quarto al decimo. Si sente dire di tutto,  mescolando anche le fonti più  diverse.

Grazie per  il suo impegno quotidiano per le nostre anime.

Virginia di Genova

Cara Virgina,

premetto che  non si comprende  Medjugorje senza Fatima e viceversa, per cui  le tre  parti del segreto  di Fatima e i dieci segreti di Medjugorje  si illuminano a vicenda.

I segreti di Medjugorje, in particolare  dal quarto al decimo,  riguardano la Chiesa e il  mondo ( Mirjana  , Ivan)

Ognuno verrà  rivelato tre giorni prima che accada.

La  Madonna,  dando il rotolo dei segreti a  Mirjana, ha detto:  “Mirjana ti ho mostrato molte cose terribili”

La Madonna ha detto che satana vuole distruggere le nostre vite  e  il pianeta sul quale viviamo,  ma che Dio ha inviato Lei per  salvarci.

La Madonna ha anche detto che per  il  mondo senza Dio non c’è né futuro né vita eterna.

La  Madonna ha assicurato che alla fine  il suo Cuore Immacolato trionferà.

Dal segreto di Fatima sappiamo qualcosa di più  concreto che dobbiamo tenere  presente:

La grande persecuzione  alla Chiesa, con  l’uccisione del Santo Padre

L’apostasia  dal Dogma della fede dalla quale sarà  preservato il  Portogallo

La  guerra devastatrice dell’umanità (visione riferita  da Lucia)

Il  bagno di sangue della Chiesa ( Giovanni Paolo II a Fulda)

Catastrofi immani con milioni di morti ( Giovanni Paolo II a Fulda)

Alla  fine il trionfo di Maria e  della Chiesa.

Ave Maria

Padre  Livio

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

LA  MIA VITA PER   LA  GOSPA

Cari amici,  per  due volte alla  settimana,  vi racconto sul Blog  la storia  delle apparizioni della Madonna   a  Medjugorje, così come io  l’ho  vissuta  dai primissimi anni fino ad  oggi.

Vostro  Padre  Livio


8.  La  Madonna  chiama  in  alto

l primo giorno delle apparizioni manifesta due elementi che saranno di grande importanza per lo sviluppo successivo. La Madonna non fa nulla a caso. Non solo le parole, ma anche i gesti che compie hanno un grande valore.

Il primo giorno la giovane meravigliosa, apparsa sul pendio del monte, teneva un bambino in braccio, che continuamente copriva e scopriva, quasi volesse attirare l’attenzione su di lui. Nell’apparizione del giorno dopo il bambino non c’era più. La Gospa apparirà con il neonato in braccio solo nel giorno di Natale. Quale messaggio voleva dare la S. Vergine in quella prima manifestazione?

 Il significato appare chiaro. La Madre di Dio veniva ancora una volta come la mediatrice fra noi e suo Figlio. Il suo compito è quello di donarci Gesù e di condurci a Lui. E’ il tema fondamentale di tutti i messaggi della Regina della pace.

n questa prospettiva la visione iniziale preannuncia il piano dell’Ancella del Signore, per i quale si sta spendendo da così tanto tempo. Vuole ricondurre a Gesù Cristo questa generazione che lo rifiuta e  lo combatte. L’ouverture delle apparizioni è di puro stampo cristologico.

La Madonna non viene per sé, ma per suo Figlio. Lui solo è il Signore e l’unico Salvatore del genere umano. Il vangelo che Maria annuncia fin dal primo giorno è suo Figlio. Ci presenta colui che il cristianesimo stanco dell’occidente ha dimenticato, quando non lo ha tradito.

 Prima dell’ aut – aut drammatico del tempo dei dieci segreti, la Madre di Misericordia ha ottenuto dall’Onnipotente il dono di un ultimo accorato appello alla conversione.

Inoltre il primo giorno la Madonna invitava i veggenti ad avvicinarsi a Lei, ma loro, frenati dalla paura non ne hanno avuto il coraggio. Non sarà così il secondo giorno. La Madonna vuole che ci si avvicini a Lei, con la fiducia dei figli. Ciò riguarda non solo i veggenti, ma tutti noi.

 Nel momento dell’apparizione i suoi occhi si posano su ognuno. Nulla è ignoto al suo sguardo materno. Neppure i biglietti dei pellegrini, dove sono condensate le suppliche di una umanità sofferente e bisognosa di consolazione. La Madonna li guarda e li benedice, come a voler significare che nulla le sfugge. Nessuno può pensare di ingannare la Madonna.

 I suoi occhi vedono nel profondo dei cuori, scrutando i segreti e le intenzioni. Vede la situazione spirituale i ognuno. ”Cari figli, mentre con materna preoccupazione guardo nei vostri cuori, vedo in essi il dolore e la sofferenza; vedo un passato ferito e una ricerca continua; vedo i miei figli che desiderano essere felici, ma non sanno come” ( 2 Gennaio 2012).

Ai piedi di Maria ogni anima è come un libro aperto, dove il suo occhio materno scorge ogni minimo particolare. Dal secondo giorno delle apparizioni fino ad oggi la Madonna vuole che la gente sia vicina anche a costo, come avveniva nei primi tempi, di correre il rischio di farsi calpestare il velo che scende fino a terra.

La Gospa, facendo segno con la mano di avvicinarsi a Lei, invita a salire. Benché la Regina della pace sia apparsa un po’ ovunque a Medjugorje, raggiungendo ogni veggente nel luogo dove si trovava in quel momento, i luoghi sacri sono due montagne: il Podbrdo e il Krizevac.

 La Madonna scende dal cielo sulla terra e nel medesimo tempo invita noi ad avvicinarci al cielo. Marija e Vicka mi ha confidato che, specie nei primi tempi, nonostante il divieto dell’Agosto 1981 da parte delle autorità comuniste di andare sul Podbrdo, il desiderio di salire in alto, sul monte delle prime apparizioni, era irrefrenabile, tanto che molte volte si sono recate, di notte, con altre persone.

Una volta, il 31 Dicembre del 1982, nel passaggio dall’anno vecchio all’anno nuovo, vi si sono recate scalze sul terreno ghiacciato. “Qualcosa ci attirava. Non si poteva resistere. Noi ci riunivamo nel vicinato. Si parlava, si scherzava e si cantava. Ad un tratto ci veniva in mente: Andiamo su? E subito si partiva.

Passava da quelle parti la polizia, ma non ci hanno mai preso. Lassù pregavamo come sempre, soprattutto all’inizio. La Madonna arrivava appena incominciavamo a pregare. Poche volte mancava. Era molto contenta. Più ancora che durante il giorno. E’ una cosa che non si può descrivere. “ (Vicka).

La salita sul Podbrdo, specie nei primi anni, fra pietre aguzze e cespugli spinosi, fra i quali si annidavano grosse serpi, era un segno del cammino spirituale che ognuno è chiamato a fare, fra le difficoltà e le croci della vita e le insidie del mondo e del demonio.

Il secondo giorno delle apparizioni, è  fondamentale  per molte ragioni, la più importante delle quali è la decisione della Madonna di celebrare in questo giorno l’anniversario, poiché considera il giorno precedente come preparatorio.

Infatti soltanto il 25 Giugno sono presenti  tutti e sei veggenti prescelti dalla Gospa, essendosi uniti ai precedenti quattro ( Ivanka, Mirjana, Vicka, Ivan) anche Marija e Jakov. Inoltre in quel giorno i veggenti e un gruppo di persone salgono in alto e si raccolgono vicino alla Madonna.

E’ significativo come nel secondo giorno la Madonna riservi delle sorprese. Non sapremo mai se due dei protagonisti del giorno prima, Milka, la sorella di Marja e l’altro Ivan, fossero o meno nel piano della Madonna. Sta di fatto che il giorno dopo loro due non c’erano, mentre sono stati chiamati in campo Marija e Jakov.

 Per la verità l’altro Ivan il giorno prima aveva visto la Madonna non chiaramente come gli altri. Milka non era presente perché la madre le aveva dato un’incombenza da assolvere. Mi ha raccontato di aver sentito anche lei, il giorno dopo, un’attrazione interiore di andare con gli altri sul luogo dell’apparizione. Il Cielo opera sovrano nella realizzazione dei suoi piani, ma si tratta di un’azione invisibile che passa attraverso i cuori senza forzarli.

Nel frattempo la sorpresa del giorno prima  era divenuta un’aspettativa piena di timore e di speranza. Le tre amiche, Ivanka, Mirjana e Vicka non hanno nessuna intenzione di lasciar perdere. L’incontro con la Madonna sconvolge la vita. Il cuore sente un’attrazione alla quale non è possibile resistere. Si accordano di tornare circa alla stessa ora, verso le sei del pomeriggio,  dove l’avevano vista il giorno prima.

 “Se sarà proprio la Madonna verrà ancora” dicono per incoraggiarsi a vicenda.  C’è però un particolare che sarà decisivo nel proseguo delle apparizioni. Marija e Jakov si accordano con Vicka che li avrebbe chiamati se avessero visto qualcosa. Strano che non abbiano deciso di unirsi subito anche loro. Ivan invece è presente sulla strada non asfaltata, nel punto da dove il giorno prima avevano visto l’incantevole figura della giovinetta col bambino.

 “Ad un tratto brillò un lampo improvviso e apparve la Madonna” (Vicka). E’ nello stesso posto del giorno precedente, ma non ha il bambino in braccio. La prima a vederla è ancora Ivanka, poi Vicka e Mirjana. Marija e Jakov dovranno essere eternamente grati a Vicka che si ricorda della promessa fatta  e va a casa di Marija a chiamarli.

 “Li ho chiamati e loro sono corsi subito dietro a me. Quando ci siamo riuniti tutti, la Madonna ci ha chiamato col gesto della mano. E noi corremmo. Marija e Jakov non l’hanno vista subito, ma sono corsi pure loro”.

Colpisce come la Santa Vergine aspetti che siano presenti anche Marija e Jakov prima di chiamare i veggenti in alto, vicino a sé. Gli ultimi due arrivati passano attraverso la prova della fede. Infatti loro vedono la Madonna solo quando arrivano vicino a Lei e si devono fidare della parola degli altri. La loro fiducia sarà premiata.

La prima salita sulla montagna è una scena surreale. Non c’erano sentieri, ma soltanto pietre taglienti e cespugli spinosi. Si tratta di spine lunghe e dure, che trafiggono come coltelli. “Corremmo come se qualcosa ci portasse. Non c’erano per noi né sassi né cespugli; niente. Come se tutto fosse stato di gomma, di spugna, di qualcosa che non si può descrivere. Nessuno avrebbe potuto seguirci” (Vicka).

La Madre celeste rende agibili i sentieri più impervi e addolcisce le croci più amare. Il piccolo Jakov, che allora aveva solo dieci anni, sopraffatto dall’emozione, è caduto in mezzo a un cespuglio spinoso, ma ne è uscito senza un graffio. Appena liberato dalle spine ripeteva continuamente: “ Adesso non mi dispiacerebbe morire, dal momento che ho visto la Madonna”. Infatti come non dargli ragione?

 “La Madonna era meravigliosa! Sorridente e gioiosa. Ma questo non si può descrivere” (Vicka). Davanti a Lei, in ginocchio, c’erano per la prima volta i protagonisti di un storia fra le più straordinarie che siamo mai accadute: Ivanka (15 anni). Mirjana (16 anni). Vicka ( 17 anni), Ivan ( 16 anni). Marija ( 16 anni). Jakov (10 anni).

Il gruppo dei sei veggenti era così formato e così rimarrà anche in seguito. La Madonna ha reso vano ogni tentativo di inquinarlo.

 “IO SONO CRISTIANO E AMO GESÙ SOPRA OGNI COSA” – Puntata 15

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