"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Novembre 2022 Pagina 3 di 16

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

JAKOV  DI  MEDJUGORJE RACCONTA  LA  SUA ESPERIENZA  CON LA MADONNA ( 15)

JAKOV OF MEDJUGORJE TELLS HIS EXPERIENCE WITH THE VIRGIN ( 15)

“Nella mia vita ho avuto due desideri: incontrare Madre Teresa e incontrare il Papa”.

Padre Livio: Dopo i giovani direi di rivolgere un pensiero ai malati.

Jakov: Ai malati posso dire quello che la Madonna dice sempre: di pregare, di avere fiducia e di credere. E’ necessario che preghino per capire il valore della loro malattia.

Padre Livio: E’ molto importante per poterla sopportare.

Jakov: Non chiedersi perché mai Dio abbia dato questo castigo, ma credere che si tratta di un progetto di Dio, un progetto che Dio ha su ognuno di noi e che lui ci aiuta.

Padre Livio: Quindi vedere la malattia da un punto di vista soprannaturale.

Jakov: Sì e Dio ci aiuta anche a capire la nostra malattia.

Padre Livio: Vederla nella luce di Dio è una grazia.

Jakov: Poi però non è sbagliato pregare per la nostra guarigione.

Padre Livio: Anche nei vangeli i malati chiedono a Gesù la guarigione.

Jakov: Non bisogna dire sempre: “ Ho pregato per un anno e Dio non mi ha aiutato. Che cosa deve fare adesso?”. Noi dobbiamo solo pregare e credere.

Padre Livio: Quindi si può chiedere la guarigione, ma innanzi tutto bisogna comprendere il progetto di Dio.

Jakov: E dire sempre, sia fatta la volontà di Dio e non la nostra.

Padre Livio: Che cosa diresti ai sacerdoti?

Jakov: La Madonna una volta ha dato un bel messaggio dei sacerdoti, dicendo che devono proteggere la fede del popolo. Io personalmente auguro ai sacerdoti di essere sempre di esempio per gli altri e che tutti i cristiani possano vedere Gesù nel sacerdote.

Padre Livio: Il sacerdote è veramente un altro Gesù.

Jakov: E che Dio ci dia tanti e santi sacerdoti.

Padre Livio: E alle suore che diresti?

Jakov: La stessa cosa anche alle consacrate.

Padre Livio: E agli ascoltatori di Radio Maria che cosa diresti?

Jakov: Li saluti tutti. Posso loro dire una sola cosa, di accettare i messaggi della Madonna e donare completamente a lei il loro cuore. Solo così la Madonna può lavorare attraverso di noi.

Padre Livio: Se tu potessi parlare con il Papa, che cosa gli diresti?

Jakov: Non so se sarei in grado di dirgli qualcosa, perché nella mia vita ho avuto due desideri: incontrare Madre Teresa e incontrare il Papa. Questo pensiero mi emoziona molto. Ho avuto occasione di incontrare il Papa in una udienza generale. Sono momenti molto emozionanti. Se mi capitasse di parlargli, penso che mi verrebbe qualcosa di spontaneo.

Padre Livio: Quando avrai la prossima apparizione della Madonna.

Jakov: Per Natale.

Padre Livio: Aspetti ansia questo giorno?

Jakov: Ah sicuramente. Questo è stato l’anno più lungo.

Padre Livio: Questo senza apparizioni è stato l’anno più lungo della tua vita?

Jakov: Eh sì. Però la Madonna è sempre con me.

Padre Livio: Ti manca?

Jakov: Sì, mi mancano le apparizioni, però la sento lo stesso nel mio cuore.

Padre Livio: Ma questo appuntamento tutti i giorni alle h. !7,45 a partire dal 25 Giugno 1981 non era un sacrificio?

Jakov: No, era una gioia.

Padre Livio: Una gioia?

Jakov: Perché tu sapevi che in quel momento che anche i problemi e le difficoltà che avevi avuto durante la  giornata,  sarebbe sparito tutto e tu senti nel cuore solo quello che la Madonna ti trasmette in quel momento.

Padre Livio: Quindi questo appuntamento giornaliero con la Madonna lo avete vissuto con gioia?

Jakov: Con tanta gioia.

Padre Livio: Bene, allora ci raccomandiamo a te perché nella prossima apparizione che avrai a Natale tu presenti alla Madonna tutti gli ascoltatori di Radio Maria.

Jakov: Sì vi raccomanderò tutti alla Madonna e presenterò tutte le vostre intenzioni. Ma voi dovete anche pregare per me, per tutti noi e per le nostre famiglie ( fine).

(Intervista a Jakov di Medjugorje  condotta da Padre Livio dai microfoni di Radio Maria (29 -09-1999)

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BUONA  DOMENICA

PRIMA DOMENICA DI AVVENTO (A)

Cari amici di Radio Maria Buona Domenica!

Incomincia, col tempo di Avvento, il nuovo anno liturgico che ci   prepara  alla  nascita di Gesù  il 25  Dicembre.

Anche noi dobbiamo metterci in cammino verso la grotta di Betlemme, perché sarebbe  un Natale  ben  misero e  vuoto se non incontrassimo il Signore.

Dobbiamo preparare  il  Cuore perché   Gesù Bambino possa prendervi dimora e  instaurarvi il  suo Regno di pace  e  di amore.

Accogliamo l’invito della Regina della  pace  a  dedicare  il tempo alla  preghiera  e al rinnovamento della nostra  vita. “ Ritornate a Dio perché Dio è il vostro amore  e la  vostra  speranza”.

Prepariamo per Gesù Bambino un cuore  umile che sappia perdonare e amare. Sarà questo anche  il dono  più  prezioso per tutti quelli che fanno parte   della  nostra  vita.

Vostro Padre Livio


Dal Vangelo secondo Matteo
(Mt 24,37-44)
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata.
 
Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

Parola del Signore

📖TESTI E DOCUMENTI 📑  

Il Papa scrive agli ucraini: “Siete un popolo nobile e martire”

26 NOV 2022-IL FOGLIO

Pubblichiamo un lungo estratto della lettera che il Pontefice Bergoglio ha inviato al popolo ucraino a nove mesi dallo scoppio dell’invasione da parte della Russia di Putin

Cari fratelli e sorelle ucraini! Sulla vostra terra, da nove mesi, si è scatenata l’assurda follia della guerra. Nel vostro cielo rimbombano senza sosta il fragore sinistro delle esplosioni e il suono inquietante delle sirene. Le vostre città sono martellate dalle bombe mentre piogge di missili provocano morte, distruzione e dolore, fame, sete e freddo. Nelle vostre strade tanti sono dovuti fuggire, lasciando case e affetti.

Accanto ai vostri grandi fiumi scorrono ogni giorno fiumi di sangue e di lacrime. Io vorrei unire le mie lacrime alle vostre e dirvi che non c’è giorno in cui non vi sia vicino e non vi porti nel mio cuore e nella mia preghiera. Il vostro dolore è il mio dolore. Nella croce di Gesù oggi vedo voi, voi che soffrite il terrore scatenato da questa aggressione. Sì, la croce che ha torturato il Signore rivive nelle torture rinvenute sui cadaveri, nelle fosse comuni scoperte in varie città, in quelle e in tante altre immagini cruente che ci sono entrate nell’anima, che fanno levare un grido: perché? Come possono degli uomini trattare così altri uomini?

Nella mia mente ritornano molte storie tragiche di cui vengo a conoscenza. Anzitutto quelle dei piccoli: quanti bambini uccisi, feriti o rimasti orfani, strappati alle loro madri! Piango con voi per ogni piccolo che, a causa di questa guerra, ha perso la vita, come Kira a Odessa, come Lisa a Vinnytsia, e come centinaia di altri bimbi: in ciascuno di loro è sconfitta l’umanità intera. Ora essi sono nel grembo di Dio, vedono i vostri affanni e pregano perché abbiano fine. Ma come non provare angoscia per loro e per quanti, piccoli e grandi, sono stati deportati? È incalcolabile il dolore delle madri ucraine.

Penso poi a voi, giovani, che per difendere coraggiosamente la patria avete dovuto mettere mano alle armi anziché ai sogni che avevate coltivato per il futuro; penso a voi, mogli, che avete perso i vostri mariti e mordendo le labbra continuate nel silenzio, con dignità e determinazione, a fare ogni sacrificio per i vostri figli; a voi, adulti, che cercate in ogni modo di proteggere i vostri cari; a voi, anziani, che invece di trascorrere un sereno tramonto siete stati gettati nella tenebrosa notte della guerra; a voi, donne che avete subito violenze e portate grandi pesi nel cuore; a tutti voi, feriti nell’anima e nel corpo.

Vi penso e vi sono vicino con affetto e con ammirazione per come affrontate prove così dure. E penso a voi, volontari, che vi spendete ogni giorno per il popolo; a voi, Pastori del popolo santo di Dio, che – spesso con grande rischio per la vostra incolumità – siete rimasti accanto alla gente, portando la consolazione di Dio e la solidarietà dei fratelli, trasformando con creatività luoghi comunitari e conventi in alloggi dove offrire ospitalità, soccorso e cibo a chi versa in condizioni difficili. 

Ancora, penso ai profughi e agli sfollati interni, che si trovano lontano dalle loro abitazioni, molte delle quali distrutte; e alle Autorità, per le quali prego: su di loro incombe il dovere di governare il paese in tempi tragici e di prendere decisioni lungimiranti per la pace e per sviluppare l’economia durante la distruzione di tante infrastrutture vitali, in città come nelle campagne.

Cari fratelli e sorelle, in tutto questo mare di male e di dolore – a novant’anni dal terribile genocidio dell’Holodomor  –, sono ammirato del vostro buon ardore. Pur nell’immane tragedia che sta subendo, il popolo ucraino non si è mai scoraggiato o abbandonato alla commiserazione. Il mondo ha riconosciuto un popolo audace e forte, un popolo che soffre e prega, piange e lotta, resiste e spera: un popolo nobile e martire.

 Io continuo a starvi vicino, con il cuore e con la preghiera, con la premura umanitaria, perché vi sentiate accompagnati, perché non ci si abitui alla guerra, perché non siate lasciati soli oggi e soprattutto domani, quando verrà forse la tentazione di dimenticare le vostre sofferenze.

In questi mesi, nei quali la rigidità del clima rende quello che vivete ancora più tragico, vorrei che l’affetto della Chiesa, la forza della preghiera, il bene che vi vogliono tantissimi fratelli e sorelle ad ogni latitudine siano carezze sul vostro volto. Tra poche settimane sarà Natale e lo stridore della sofferenza si avvertirà ancora di più.

Ma vorrei tornare con voi a Betlemme, alla prova che la Sacra Famiglia dovette affrontare in quella notte, che sembrava solo fredda e buia. Invece, la luce arrivò: non dagli uomini, ma da Dio; non dalla terra, ma dal Cielo.

Francesco

COMMENTO AL MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE A MARIJA DI MEDJUGORJE – 25 novembre 2022

Dio è il  vostro amore  e  la vostra speranza

Cari amici,

il  messaggio della Regina della pace,  alla vigilia dell’Avvento, traccia un camino spirituale per  giungere alla  grotta di Betlemme  col cuore pronto per accogliere  il  Bambino Gesù.

Al  primo posto la Madonna  mette  la preghiera. E’ un invito  che  ci rivolge  fin dai primi giorni delle apparizioni e ripropone in ogni messaggio  perché, come Lei dice,  “senza  preghiera  non si può  vivere”.

La  preghiera,  infatti, orienta  il cuore verso Dio, lo ricolma di speranza nel suo aiuto e fa germogliare e rafforzare  la fede.

La Madre sa che  molti  suoi figli vivono nelle  tenebre della menzogna e della morte, nella  illusione che senza Dio si vive  meglio, e con amore li esorta a ritornare a Lui che  è il  nostro amore  e la  nostra speranza.

La sua voce  è  instancabile nel  chiamare  quelli che  “hanno deciso per  la  morte”, compromettendo il  loro futuro e  la salvezza eterna. 

Tuttavia, per tutti i  lontani  e per quelli che non  conoscono l’amore di Dio c’è ancora  la  possibilità della conversione e di passare  dalla morte  alla  vita.

Il  timbro del   messaggio è accorato,  pieno di dolcezza e di amore  materno.  Il cuore   di  Maria non si rassegna  nel vedere  le anime che hanno deciso per  la  morte  e   non per la vita.

Mettiamoci alla scuola della  Madonna che l’Onnipotente ha  inviato  per  insegnarci a pregare. La  sua preghiera sia  anche  la nostra  preghiera in questo  cammino di Avvento.

Accogliamola come nostra  guida sulla via della conversione personale, perché il prossimo Natale  sia un giorno di pace   di speranza.

Vostro Padre   Livio

PADRE LIVIO AL TELEFONO CON MARIJA PER IL MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE – 25 novembre 2022

⭐️MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE A MARIJA DI
MEDJUGORJE- 25/11/22⭐️

Cari figli!
L’Altissimo mi ha mandato a voi per insegnarvi a pregare.

La preghiera apre i cuori e dona la speranza; la fede nasce e si rafforza.

Figlioli, io vi invito con amore: ritornate a Dio perché Dio è il vostro amore e la vostra speranza.

Se non vi decidete per Dio non avete futuro e perciò sono con voi per guidarvi affinché vi decidiate per la conversione e per la vita e non per la morte.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

“IO SONO CRISTIANO E AMO GESÙ SOPRA OGNI COSA” – Puntata 5

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla risposta alla chiamata della Regina della pace


Cari amici,

al termine di ogni messaggio la Regina della pace ci ringrazia per aver risposto alla Sua chiamata. La Madonna ci chiama perché ha bisogno di noi perché il mondo ha preso una deriva che lo porta lontano da Dio, sotto l’influsso del principe di questo mondo e tale è questa accelerazione di questo sbandamento che l’umanità ha deciso per la morte spirituale e fisica. L’umanità si preclude il futuro e la salvezza eterna.
Per fermare questa capacità di satana di sedurre e di attrarre, di cui vediamo tangibilmente gli effetti nella vita di tutti i giorni, Dio ha mandato la Madonna a chiamarci sulla via della conversione.
Il mondo, sotto l’influsso del demonio, sta programmando la sua autodistruzione. La Madonna vuole salvarci e per questo motivo ci chiama per contrastare la tattica seduttiva di satana. La Regina della pace ci presenta la luce della verità, il bene, l’amore, la vita eterna e attende che i cuori si aprono.
Per salvare i fratelli dobbiamo mobilitarci, la Madonna ha bisogno della nostra risposta, della nostra collaborazione.
Questa chiamata è talmente coinvolgente e importante che la Madonna da circa una quindicina di anni ha iniziato a chiamare quelli che rispondono alla sua chiamata, “Apostoli del Suo amore”. Come Gesù ha scelto i Dodici tra i tanti discepoli che aveva, così la Madonna fra tante persone che rispondono alla Sua chiamata sceglie gli Apostoli che sono quelli che in modo tutto particolare rispondono, si dedicano a Lei con tutte le forze e mettono la loro vita al Suo servizio. Oltre alla risposta alla chiamata c’è un impegno personale con la Regina della pace, gli Apostoli di Maria si offrono totalmente a Lei.
La Madonna ha bisogno di una risposta molto fervorosa.
Nel tempo della grande battaglia, la Madonna ha bisogno della risposta dei sacerdoti (oltre che dei laici) perché la Chiesa è perseguitata. Nel tempo dei Segreti i sacerdoti saranno dei solidi ponti che sorreggeranno i fedeli durante il cammino della salvezza. Fin dall’inizio, Medjugorje si è contraddistinto come Santuario mariano più frequentato dai sacerdoti di tutto il mondo.
La Madonna chiama tutti, ma in modo particolare chiama i sacerdoti perché stiamo vivendo un momento in cui l’odio contro i cattolici è cresciuto così tanto nel mondo che c’è bisogno di pastori forti e saldi nella fede, che contrastino l’odio con la loro testimonianza d’amore per Dio.
La Madonna ci ama e ci chiama per salvarci. Rispondiamo alla Sua chiamata, se saremo suoi vinceremo.
Oggi, 25 del mese, rinnoviamo il nostro “sì” e facciamolo ogni mese accogliendo il Messaggio della Madonna. Che la nostra risposta sia sempre più convinta, sempre più consapevole, sempre più decisa, sempre più gioiosa. È un “sì” che dà un senso vero alla nostra vita perché la mettiamo nella mani di Dio.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

🔴POCO FA 🔴NOTIZIE DA RADIO MARIA UCRAINA SEDE DI KIEV 25/11/22 H.10.20 -IL DIRETTORE PADRE ALEKSEJ: “ ora capiamo cos’è Radio Maria per l’Ucraina”

Buongiorno, mi chiamo padre Aleksey, sono il direttore di Radio Maria Ucraina.

Alcune notizie di come vive proprio in questi giorni la nostra Radio Maria.

Cari amici, siamo stati senza luce per due giorni.

Alcuni giorni fa c’è stato proprio un attacco di missili russi sull’Ucraina.

Praticamente in tutta l’Ucraina c’è stato il cosiddetto blackout, praticamente tutto il Paese è rimato senza luce.

Potete immaginare che adesso in Ucraina la temperatura è quasi di 0°C, fa abbastanza freddo.

Dopo questi attacchi missilistici non abbiamo avuto la luce.

A Radio Maria non abbiamo avuto la luce per quasi trenta ore, non abbiamo avuto il collegamento a internet, eravamo senza telefonini, tante case sono rimaste senza acqua e senza riscaldamento in questo inverno.

Quindi questa è stata la situazione degli ultimi due giorni.

Pian piano la luce si rinnova, ma a Radio Maria siamo stati senza luce per trenta ore.

Radio Maria però funzionava grazie al grande generatore, ma tanti nostri ascoltatori non hanno avuto la possibilità di ascoltare Radio Maria.

Proprio ieri ho fatto un viaggio di quasi seicento chilometri da Ternopil’ fino a Kiev, ho visto queste città senza luce, senza riscaldamento, senza acqua, senza telefonini e anche senza Radio Maria.

Proprio stamattina sono venuto qui in Radio, che funziona su tutto il territorio ucraino, funzionano tutte le nostre frequenze, ma ieri abbiamo adoperato solo quelle in tre città, le altre città non hanno avuto la possibilità di ascoltare Radio Maria, come ad esempio a Kiev.

Da questa mattina è rinnovato dappertutto il segnale di Radio Maria, dovrei controllare ma sembra che sia così.

Adesso abbiamo chiesto in diretta ai nostri ascoltatori di chiamare, di raccontare come hanno vissuto questi due giorni di blackout senza acqua, senza luce, senza collegamenti telefonici.

Ho sentito nelle voci dei nostri ascoltatori tanta gioia, hanno chiamato da tutte le nostre città per dire che sono contentissimi di ascoltare Radio Maria, sono contentissimi di poter tornare alle preghiere, alle trasmissioni.

C’è tanta gioia, e tanta gente ha detto che adesso in Ucraina c’è buio in tutti i sensi, ma Radio Maria con le preghiere, la Santa Messa, le trasmissioni dei sacerdoti è un segno di luce, un segno di speranza, un segno che il Signore è con loro.

Davvero proprio adesso abbiamo avuto una trasmissione incredibile, abbiamo sentito la voce dei nostri ascoltatori pieni di gioia per avere questa possibilità, di nuovo, di stare con tutta la famiglia di Radio Maria.

A proposito di tutto quello che è successo, il nostro governo dice che probabilmente dobbiamo aspettarci nuovi attacchi da parte dei russi sulle infrastrutture ucraine.

Il 23 novembre, in Ucraina si ricorda l’Holodomor, la carestia provocata negli anni Trenta dall’URSS di Stalin che colpì l’Ucraina e migliaia di persone morirono.

Ultimamente il Santo Padre papa Francesco ha fatto questo paragone tra questa carestia del tempo dell’URSS e quello che l’Ucraina sta vivendo adesso, questo genocidio. Viviamo un momento in cui i russi vogliono causare una seconda carestia e un genocidio qui in Ucraina.

Vogliono farci rimanere senza luce, ma la nostra luce e la nostra speranza è il Signore. Adesso chiedo a tutti gli ascoltatori di Radio Maria di pregare per l’Ucraina e anche per Radio Maria perché proprio in questo momento abbiamo capito il senso di Radio Maria, che è dare luce, dare speranza a tutti.

Grazie.

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