Mese: Settembre 2022 Pagina 3 di 16
Gli inganni satanici più sottili

Caro Padre Livio,
grazie per tenere così viva la presenza della Madonna e dei suoi messaggi attraverso i suoi interventi quotidiani.
In particolare la ringrazio per il Blog perché ci permette di partecipare attivamente e di prepararci ad affrontare un futuro pieno di insidie.
La Madonna anche recentemente ci ha messo in guardia dagli inganni satanici con i quali il maligno cerca di deviarci.
Secondo Lei quali sono quelli più sottili nei quali una persona potrebbe cadere senza accorgersene?
Isabella da Cremona
Cara Isabella,
le tentazioni e gli inganni di satana sono molto personalizzati, per cui ognuno dovrebbe umilmente chiedere a Dio la luce per scoprirli. L’orgoglio infatti ci acceca e non ci fa vedere quello che gli altri notano di sbagliato nella nostra vita.
Per le persone con sensibilità religiosa gli inganni più sottili sono quelli dei falsi profeti, delle pseudo religioni, dei sedicenti veggenti, delle sette filosofiche con i loro falsi Cristi ecc…, attraverso i quali satana allontana dalla vera fede e dalla Chiesa.
La falsa religione è un fenomeno sempre più in espansione in questo mondo secolarizzato e attira nella palude della morte molte anime.
Ave Maria
Padre Livio
Pensiero Spirituale sul capitale spirituale

Cari amici,
nei giorni scorsi il Santo Padre ha parlato della nuova economia nel mondo mettendo l’accento sulla componente spirituale. Quando si parla di capitale, ovvero delle possibilità di investimento, bisogna considerare anche l’aspetto umano, oltre che quello materiale. Le competenze, la formazione, il valore delle persone devono necessariamente essere prese in considerazione. Il Papa ha aggiunto la componente spirituale, fondamentale per la vita dell’uomo sulla Terra.
Il capitale spirituale è la componente religiosa e la visione ultraterrena dell’uomo. Questo capitale spirituale e morale è ancora più importante per una società vivibile, rispetto a quello materiale.
In questi anni il capitale spirituale è andato dissipandosi e tutto il resto è inevitabilmente crollato. Dissipandosi il capitale spirituale di ognuno (ovvero le nostre convinzioni, le nostre visioni di fede, le virtù morali che rendono l’uomo capace di affrontare le durezze della vita e che consentono una vita sociale ordinata, laboriosa e pacifica), la Terra è diventata improduttiva, come una landa desolata abitata da serpenti e scorpioni. Giustamente il Papa riteneva la ricostituzione di questo capitale spirituale, il passo decisivo perché l’economia e tutta l’organizzazione della vita sulla Terra sia “umana”, rispettosa dell’uomo, rifletta le esigenze dell’uomo.
Nei messaggi degli ultimi tre mesi, la Regina della pace ci ha chiamati a ricostruire ciò che abbiamo distrutto. Lei è qui per aiutarci. Cosa abbiamo distrutto? La parte migliore di noi stessi, ovvero il capitale spirituale. Abbiamo distrutto il Cristianesimo! Abbiamo cementato quella fonte di acqua che ha alimentato la Storia di questi duemila anni con la Sacra Scrittura. Anziché attingere a questa fonte inestimabile di vita, abbiamo preferito aprire delle pozzanghere e abbeverarci a esse!
Il prodotto di questo nostro comportamento è una società priva di ideali, priva di prospettive che propone una vita senza senso, senza valori. La libertà che viene conclamata in realtà è una libertà finta, ristretta, che fa di noi degli automi.
Non dobbiamo rattristarci perché la Madonna non affretta il tempo dei Segreti, che certamente ha una data già prefissata. Se visto nella prospettiva della ricostituzione del capitale spirituale e morale che la nostra generazione ha perso, questo tempo di attesa ha un senso.
In tutto questo periodo abbiamo vissuto come un’esplosione nucleare a livello spirituale che ha comportato la dispersione e la distruzione dei valori cristiani. La devastazione è stata tangibile e la ricostruzione sarà lunga ma necessaria. Il rifiuto è stato sempre più sistematico, determinato e rabbioso nei confronti del Cristianesimo che è arrivato al rifiuto della fede e della Croce. La scienza è stata elevata a divinità e l’uomo si è rinchiuso in una caverna senza luce né acqua. In questa caverna, che è la nostra situazione esistenziale, siamo tristi, asfittici, siamo lupi gli uni gli altri, siamo serpi spietate.
Questi sono gli esiti dell’esplosione nucleare spirituale: la messa al bando della fede cristiana, l’effettiva e reale persecuzione quotidiana delle fonti della grazia sostituite dalle pozzanghere umane inquinate fin dalle origini. È questo il panorama del mondo d’oggi, in cui le risorse spirituali e morali si vanno estinguendo. In questo tempo di difficile ricostruzione del capitale spirituale che è andato perduto è più che mai necessaria la presenza della Madonna che sarà con noi anche durante tutto il tempo dei Segreti.
Dobbiamo operare anche noi in primis alla ricostruzione, tornando a Dio e ai suoi Comandamenti.

“Cari figli!
Pregate perché lo Spirito Santo vi illumini affinché siate gioiosi cercatori di Dio e testimoni di un amore senza limiti.
lo sono con voi, figlioli, e vi invito tutti di nuovo:
incoraggiatevi e testimoniate le opere buone che Dio fa in voi e attraverso di voi.
Siate gioiosi in Dio.
Fate del bene al prossimo per stare bene sulla terra e pregate per la pace che è minacciata perché satana vuole la guerra e l’inquietudine.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”
Papa Francesco a Matera: «Oserei oggi chiedere per l’Italia più nascite, più figli»

di Gian Guido Vecchi- Corriere della Sera , 25 Settembre 2022
Francesco chiude il Congresso eucaristico della Chiesa Italiana: «Se alziamo muri contro i fratelli, ne resteremo imprigionati. Le ingiustizie, le disparità, le risorse distribuite in modo iniquo, i soprusi dei potenti e l’indifferenza verso il grido dei poveri non possono lasciarci indifferenti». Il cardinale Zuppi: «Ricostruire la comunità lacerata»
MATERA «Il nostro futuro eterno dipende da questa vita presente: se scaviamo adesso un abisso con i fratelli, ci scaviamo la fossa per il dopo; se alziamo adesso dei muri contro i fratelli, restiamo imprigionati nella solitudine e nella morte anche dopo». Francesco celebra la Messa a conclusione del 27° Congresso eucaristico nazionale, accanto a lui il cardinale e presidente della Cei Matteo Zuppi, nello stadio comunale di Matera ci sono dodicimila fedeli. Nella lettura del Vangelo si è appena letta la parabola di Lazzaro e del ricco, «da una parte un ricco vestito di porpora e di bisso, che sfoggia la sua opulenza e banchetta lautamente; dall’altra parte, un povero, coperto di piaghe, che giace sulla porta sperando che da quella mensa cada qualche mollica di cui sfamarsi».
Francesco spiega: «È la religione dell’avere e dell’apparire, che spesso domina la scena di questo mondo, ma alla fine ci lascia a mani vuote. A questo ricco del Vangelo, infatti, non è rimasto neanche il nome. Non è più nessuno. Al contrario, il povero ha un nome, Lazzaro, che significa “Dio aiuta”». Il Papa è arrivato in Basilicata di buon’ora, già ieri aveva fatto avanti e indietro in giornata per chiudere ad Assisi la terza edizione di «Economy of Francesco». Già sabato aveva parlato dell’inverno demografico e alla fine della celebrazione e dell’Angelus, nel ringraziare il cardinale Zuppi e la Chiesa italiana, il Papa sillaba: «Io oserei oggi chiedere per l’Italia più nascite, più figli».
La sua voce è stanca, ma il tono è fermo mentre nell’omelia riprende i temi che aveva dispiegato sabato nella città del santo di cui ha scelto il nome: «Fratelli e sorelle, è doloroso vedere che questa parabola è ancora storia dei nostri giorni: le ingiustizie, le disparità, le risorse della terra distribuite in modo iniquo, i soprusi dei potenti nei confronti dei deboli, l’indifferenza verso il grido dei poveri, l’abisso che ogni giorno scaviamo generando emarginazione, non possono lasciarci indiffe renti».
Il Papa richiama all’essenziale, al Vangelo che Pier Paolo Pasolini ambientò in modo esemplare proprio tra i Sassi, nel paesaggio scabro della città. Così ricorda «la sfida permanente che l’Eucaristia offre alla nostra vita: adorare Dio e non sé stessi. Mettere Lui al centro e non la vanità del proprio io». È questa la «profezia di un mondo nuovo: la presenza di Gesù che ci chiede di impegnarci perché accada un’effettiva conversione: dall’indifferenza alla compassione, dallo spreco alla condivisione, dall’egoismo all’amore, dall’individualismo alla fraternità».
Alla fine, Francesco alza lo sguardo e aggiunge: «Pensiamo oggi, sul serio, al ricco e a Lazzaro. Succede ogni giorno questo. Succede in noi e fra noi, nella comunità. E tante volte, anche, vergogniamoci». Prima di tornare a Roma, ha fatto visita alla mensa dei poveri con il vescovo di Matera, Giuseppe Caiazzo.
Anche il cardinale Zuppi, al termine della celebrazione, dice nel salutare il Papa: «La guerra brucia i campi di grano, toglie il pane e fa morire di fame, trasforma i fratelli in nemici. Quelli che hanno la tavola imbandita e mandano a fare la guerra i poveri», aggiunge, mentre il pontefice annuisce. Zuppi invita i fedeli a «tornare all’Eucaristia, al gusto del pane», e considera: «Il gusto del pane significa amabilità, empatia, passione di ricostruire la comunità lacerata, difesa della casa comune, gioia, voglia di relazione con tutti».
Alle sofferenze del presente torna Francesco dopo aver recitato l’Angelus da Matera, finita la Messa: «Invochiamo l’intercessione materna di Maria per i bisogni più urgenti del mondo. Penso, in particolare, al Myanmar. Da più di due anni quel nobile Paese è martoriato da gravi scontri armati e violenze, che hanno causato tante vittime e sfollati. Questa settimana mi è giunto il grido di dolore per la morte di bambini in una scuola bombardata. Si vede che è una moda, bombardare le scuole oggi», aggiunge amaro: «Che il grido di questi piccoli non resti inascoltato! Queste tragedie non devono avvenire!».
Il Papa ricorda ancora la guerra in Ucraina: «Maria conforti il popolo ucraino e ottenga ai capi delle nazioni la forza di volontà per trovare subito iniziative efficaci che conducano alla fine della guerra». E fa proprio l’appello dei vescovio del Camerun «per la liberazione di otto persone sequestrate nella Diocesi di Mamfe, tra cui cinque sacerdoti e una religiosa». Proprio oggi, tra l’altro, la Chiesa celebra la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, ricorda Francesco: «Rinnoviamo l’impegno per edificare il futuro secondo il disegno di Dio: un futuro in cui ogni persona trovi il suo posto e sia rispettata; in cui i migranti, i rifugiati, gli sfollati e le vittime della tratta possano vivere in pace e con dignità. Perché il Regno di Dio si realizza con loro, senza esclusi». Così conclude: «È anche grazie a questi fratelli e sorelle che le comunità possono crescere a livello sociale, economico, culturale e spirituale; e la condivisione di diverse tradizioni arricchisce il Popolo di Dio. Impegniamoci tutti a costruire un futuro più inclusivo e fraterno».

COMMENTO AL MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE A MARIJA DI MEDJUGORJE (25 – Settembre – 2022)
Di Padre Livio Fanzaga
il 26 Settembre 2022
in COMMENTO AI MESSAGGI DELLA REGINA DELLA PACE
Siate gioiosi cercatori di Dio
Cari amici,
attraverso i più recenti messaggi si manifesta sempre più chiaramente il piano della Regina della pace che, attraverso la sua presenza e l’opera dello Spirito Santo, sta rinnovando la faccia della terra.
La Vergine potente contro il male in tutto questo arco di tempo ci ha svelato il piano di Satana di distruggere la fede e la Chiesa e di eliminare il Cristianesimo, a cominciare dai paesi di antica cristianità, che lo hanno diffuso in ogni parte della terra.
In pochi decenni gran parte dell’Occidente ha cambiato religione, rinnegando la Fede e la Croce e aderendo alla falsa religione dell’uomo che si fa Dio.
Quelli che erano credenti sono diventati atei e quelli che erano cristiani sono diventati pagani. Le Chiese si sono svuotate, i Sacramenti sono stati abbandonati, i Comandamenti sono stati aboliti.
L’uomo moderno, gonfio di superbia, si è autoproclamato padrone del mondo e, accecato dalla sua follia, si appresta a distruggere le nostre vite e il pianeta sul quale viviamo, per stabilire chi è il più grande, il più potente e il più degno di essere adorato.
La Madonna è qui da oltre 40 anni per arginare questo piano dell’impero delle tenebre, chiamando i singoli alla conversione e rafforzando la Chiesa nella sua dolorosa battaglia.
Negli ultimi messaggi in particolare, la Madre invita i suoi figli a svegliarsi dal sonno stanco delle loro anime e ad entrare in campo aperto a combattere per il Regno di Dio.
Il combattimento spirituale è inevitabile e chi si rifugia nella pigrizia, nel calcolo e nell’anonimato rischia di perdere se stesso e la propria anima.
Per questo la Madonna, negli ultimi suoi messaggi, ci invita più volte ad essere “coraggiosi” e a testimoniare senza paura la Signoria di Dio, la sua presenza e il suo sconfinato amore.
Ci invita, ci chiama e ci esorta a scendere in campo a testimoniare con gioia la salvezza che ci ha donato Gesù Cristo, in modo tale che tutti la conoscano, la abbraccino e la vivano.
La Madre moltiplica gli “imperativi” che dobbiamo ascoltare con attenzione e concretizzare con decisione: “Pregate”, “Incoraggiatevi”, “testimoniate”, “Siate gioiosi”, “Fate del bene”.
Non c’è più tempo per restare nella palude del male, dell’incredulità e della morte.
Dobbiamo rispondere alla chiamata, uscire dalla schiavitù, scendere in campo per combattere la gioiosa battaglia e per preparare i tempi nuovi in cui ”staremo bene qui sulla terra”, in attesa della gioia del Cielo”
Vostro Padre Livio