"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Settembre 2022 Pagina 4 di 16

BUONA DOMENICA

DOMENICA 26.ma DEL TEMPO ORDINARIO

Cari  amici,

Buona Domenica  con Gesù  e Maria!

Oggi è  una Domenica  speciale perché  questa  sera  riceveremo  il messaggio della Regina della  pace  attraverso Marija di Medjugorje.

Grazie  alla  presenza  della  Madonna e ai suoi messaggi possiamo camminare con  sicurezza in questo tempo agitato e denso  di pericoli.

La Madonna  è qui da così tanto tempo  per  indicare all’ umanità smarrita   la luce  della  Verità  e   la via della  Pace.  

La Madre  dà  ai figli la certezza della sua  protezione e del trionfo del  suo Cuore Immacolato. Ci  chiede di seguirla con  impegno e con totale fiducia.

Questa sera  vi  aspettiamo alle h 21 su Radio Maria con Marija che ci trasmetterà  il messaggio e anche una sua breve esortazione spirituale.

Ave  Maria

Padre  Livio

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BENEDETTO XVI

ANGELUS

Palazzo Apostolico, Castel Gandolfo
Domenica, 30 settembre 2007

Cari fratelli e sorelle!

Oggi il Vangelo di Luca presenta la parabola dell’uomo ricco e del povero Lazzaro (Lc 16,19-31). Il ricco impersona l’uso iniquo delle ricchezze da parte di chi le adopera per un lusso sfrenato ed egoistico, pensando solamente a soddisfare se stesso, senza curarsi affatto del mendicante che sta alla sua porta. Il povero, al contrario, rappresenta la persona di cui soltanto Dio si prende cura: a differenza del ricco, egli ha un nome, Lazzaro, abbreviazione di Eleazaro, che significa appunto “Dio lo aiuta”.

Chi è dimenticato da tutti, Dio non lo dimentica; chi non vale nulla agli occhi degli uomini, è prezioso a quelli del Signore. Il racconto mostra come l’iniquità terrena venga ribaltata dalla giustizia divina: dopo la morte, Lazzaro è accolto “nel seno di Abramo”, cioè nella beatitudine eterna; mentre il ricco finisce “all’inferno tra i tormenti”. Si tratta di un nuovo stato di cose inappellabile e definitivo, per cui è durante la vita che bisogna ravvedersi, farlo dopo non serve a nulla.

Questa parabola si presta anche ad una lettura in chiave sociale. Rimane memorabile quella fornita proprio quarant’anni fa dal Papa Paolo VI nell’Enciclica Popolorum progressio. Parlando della lotta contro la fame, egli scrisse: “Si tratta di costruire un mondo in cui ogni uomo … possa vivere una vita pienamente umana … dove il povero Lazzaro possa assidersi alla stessa mensa del ricco” (n. 47). A causare le numerose situazioni di miseria sono – ricorda l’Enciclica – da una parte “le servitù che vengono dagli uomini” e dall’altra “una natura non sufficientemente padroneggiata” (ibid.). Purtroppo certe popolazioni soffrono di entrambi questi fattori sommati. Come non pensare, in questo momento, specialmente ai Paesi dell’Africa subsahariana, colpiti nei giorni scorsi da gravi inondazioni?

Ma non possiamo dimenticare tante altre situazioni di emergenza umanitaria in diverse regioni del pianeta, nelle quali i conflitti per il potere politico ed economico vengono ad aggravare realtà di disagio ambientale già pesanti. L’appello cui allora diede voce Paolo VI: “I popoli della fame interpellano in maniera drammatica i popoli dell’opulenza” (Popolorum progressio, 3), conserva oggi tutta la sua urgenza. Non possiamo dire di non conoscere la via da percorrere: abbiamo la Legge e i Profeti, ci dice Gesù nel Vangelo. Chi non vuole ascoltarli, non cambierebbe nemmeno se qualcuno dai morti tornasse ad ammonirlo.

La Vergine Maria ci aiuti ad approfittare del tempo presente per ascoltare e mettere in pratica questa parola di Dio. Ci ottenga di diventare più attenti ai fratelli in necessità, per condividere con loro il tanto o il poco che abbiamo, e contribuire, incominciando da noi stessi, a diffondere la logica e lo stile dell’autentica solidarietà.

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟 

PERCHE’ IL TERZO SEGRETO DI MEDJUGORJE E’ IL PIU’ SCONVOLGENTE  E  IMPORTANTE

Cari amici,

un  nostro ascoltatore ci ha inviato una  lettera manoscritta  nella quale spiega quali saranno gli effetti gli effetti straordinari del terzo segreto di Medjugorje.  Non si tratta  di  una  profezia ma di un sapiente ragionamento consequenziale che vale la pena far  conoscere.

Vostro Padre  Livio

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Carissimo Padre Livio,

ti scrivo per farti sapere qual è il mio pensiero  sui dieci segreti di Medjugorje.

Il più importante è  il terzo Segreto, quello del segno Divino e indistruttibile. Il  motivo è  il segno  stesso,  l’umanità  ha bisogno di segni.

Ti ricordo  il  veggente  Juan Diego in Messico,  dove  i Missionari Cattolici  non riuscirono a convertire nessuno al Cristianesimo. E’ bastato il  segno  della  Beata  Vergine Maria  SS.MA, apparso sul mantello del Veggente, e tutto il  popolo  si convertì al Cristianesimo Cattolico.

Il segno del terzo segreto  è molto più potente  e  importante di quello accaduto in Messico, per ragioni che vado di seguito elencando:

  1.  Tutti i Cristiani diventeranno Cattolici
  2. Tutti i seguaci di  altre Religioni si accorgeranno di seguire  Religioni umane ,  mentre comprenderanno  che il  Cristianesimo è  l’unica Religione Divina,  quindi si convertiranno al Cristianesimo Cattolico!
  3. La  Vergine  Maria Santissima sarà  Venerata da  tutti i Cristiani e presa molto in considerazione per  la Funzione  e  il Ruolo che  svolge nel Disegno di Salvezza delle  anime del nostro Signore Dio Padre Onnipotente.
  4. Molti atei si ricrederanno, questo segno sarà sconvolgente  e rivoluzionario, credo  che  molti di loro si convertiranno.
  5. I Cristiani Cattolici aumenteranno di molto  come numero e potrebbero arrivare a 3/4  della  popolazione mondiale.
  6. I signori del  pensiero unico saranno in grande difficoltà di fronte a tale  prova e con il  tempo  spariranno perché nessuno più li seguirà.

Poi i segreti verranno annunciati tre giorni prima   che accadano e ciò  confermerà  a  tutto il  mondo  che sono Divini.

Ti Saluto Cristianamente, CRISTO REGNI!

Giancarlo da Roma

Caro Giancarlo,

mi complimento con te  per l’umiltà  e la sapienza delle tue riflessioni. Hai colto molto bene l’importanza assoluta del segno sulla collina nel  piani di salvezza di Maria.

Non sappiamo quale  segno la Regina della  pace ci donerà, ma sarà un evento ancora  più  grande di  quanto possiamo  immaginare e con effetti salutari per il  futuro dell’umanità  e  della Chiesa.

Ave Maria

Padre Livio

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«Preparatevi al 2023: altre armi dall’Occidente dopo i referendum e sarà guerra mondiale»

diPaolo Valentino- Corriere della Sera – 24 Novembre 2022

Dmitrij Suslov, politologo vicino al Cremlino: «Stiamo perdendo per inferiorità numerica, ma useremo le atomiche solo per deterrenza. Voto in Italia? Salvini e Berlusconi sono colombe»

Quando Putin dichiara di essere pronto a «usare tutti i mezzi militari a disposizione» e che «non è un bluff», allude anche all’impiego di armi nucleari tattiche?
«Non come arma di prima istanza, né nel breve periodo. Da parte russa l’impiego delle bombe atomiche tattiche rimane un’arma di deterrenza. Il riferimento di Putin è uno strumento retorico per forzare l’Occidente a non aumentare anzi a ridurre l’aiuto militare a Kiev e per dissuaderlo dall’entrare direttamente in guerra, per esempio spiegando truppe nelle regioni occidentali dell’Ucraina o altrove, specialmente quando l’aumento delle forze russe costringerà le forze ucraine a ritirarsi».

Dmitrij Suslov dirige il Centro di studi europei e internazionali presso la Scuola superiore di Economia, uno dei più importanti istituti russi dove viene pensata la politica estera del Cremlino.

Perché Putin ha ordinato ora la mobilitazione parziale? Non è un’ammissione di fallimento?
«I tempi sono dettati dal successo dell’offensiva delle forze ucraine soprattutto nella regione di Charkiv e a Donetsk, dove ha complicato i piani militari russi nel Donbass. La conclusione ovvia è che la Russia non può più tenere questi territori, tantomeno continuare ad avanzare con una forza militare minoritaria. Mosca non può vincere questa guerra con un corpo di spedizione numericamente inferiore all’avversario: nella regione di Charkiv, parliamo di un rapporto di 1 a 8 a favore degli ucraini e questo ne spiega il successo. La scarsezza di personale è stata la principale debolezza russa in questa campagna e ora è chiaro che rischiamo di non poter più tenere neppure i territori rimanenti, a meno di una escalation della nostra presenza militare. La mobilitazione, sia pure parziale, è un atto obbligato, Putin l’ha evitata per lungo tempo nonostante le pressioni dei comandi militari. Ora non era più possibile».

Ma perché accompagnarla con i referendum per l’annessione dei territori di Donetsk, Lugansk, Zaporizia e Kherson?
«Per due ragioni. Primo per giustificare la mobilitazione: le persone saranno molto più motivate se sanno di combattere una guerra difensiva invece che aggressiva. Non è più un’operazione militare speciale in Ucraina, in territorio straniero, ma una guerra patriottica per difendere e proteggere la madrepatria, la sua indipendenza e integrità territoriale. La seconda ragione è il tentativo di forzare l’Occidente collettivo al tavolo negoziale. Infatti, Putin e il gruppo dirigente hanno adottato una persistente retorica che indica gli USA e la Nato parte in causa del conflitto. L’esempio più recente è stato l’intervento di Sergeij Lavrov al Consiglio di Sicurezza dell’Onu. La posizione ufficiale è che la Russia considera Stati Uniti e Nato avversari in questa guerra e viene ripetuta di continuo. Dopo i referendum, significherà che l’Occidente è l’aggressore contro i confini russi, cambiando la natura dello scontro. Il rischio di una Terza Guerra Mondiale aumenterà in modo potenziale. Una volta annessi i quattro territori, ogni missile occidentale che li colpisce verrà considerato una dichiarazione di guerra, con tutte le conseguenze che questo comporta. E mi chiedo se l’Occidente accetterà il rischio di un conflitto mondiale, continuando l’attuale massiccia fornitura di armi a Kiev, ovvero se accetterà di ridimensionarla».

La mobilitazione non è dall’opinione pubblica russa. In questi giorni assistiamo a proteste a Mosca e altrove.
«Non c’è protesta diffusa, nulla che sia neppure lontanamente paragonabile a quelle del 2012 su Piazza Balotnaya. I numeri sono bassissimi, massimo a doppia cifra. La vera protesta è quella di chi se ne va, perché non vuole andare sotto le armi. E qui parliamo di diverse migliaia di persone. Ma questo non è una minaccia per il sistema. Certo, non c’è dubbio che il popolo vorrebbe continuare una vita normale».

Ci sono ancora spazi di negoziato? Cosa vuole Putin?
«Putin è pronto ad accettare negoziati anche domani, alle condizioni della Russia. Ma io credo che gli scenari possibili siano due. Il primo è che andiamo a una trattativa con gli USA e la Nato, ma senza l’Ucraina, subito dopo l’annuncio di Mosca che i quattro territori sono russi. Il secondo è molto peggiore. La Russia continua la mobilitazione, che non cambierà la situazione sul terreno in una notte. Ci vorranno tre o quattro mesi perché le nuove truppe siano pienamente operative al fronte. Verosimilmente, alla fine di quest’anno o all’’inizio del prossimo la Russia lancerà la sua controffensiva. A quel punto tutto dipenderà dalla disponibilità dell’Occidente a negoziare, dallo stato di esaustione delle parti, da come l’Ucraina sopravviverà nei prossimi mesi con un’infrastruttura economica e civile distrutta, da come l’Europa sopravviverà all’inverno, dall’effetto cumulativo delle sanzioni sulla Russia. Solo allora potremo valutare la situazione».

Cosa si aspetta il Cremlino dalle elezioni italiane di domenica?
«È abbastanza chiaro che la coalizione di centro-destra vincerà. Ma non ci aspettiamo che l’Italia cambi immediatamente la sua posizione attuale sull’Ucraina, le armi e le sanzioni. C’è un “deep State” anche in Italia, una burocrazia della politica estera che lo impedirà. Neppure Trump riuscì a cambiare la politica estera americana. Vedremo l’accordo di governo. Meloni sembra più “falco” verso Mosca, Salvini e Berlusconi sono più “colombe”. Penso che i cambi eventuali saranno nei dettagli, ma non nei fondamentali».

Lei ha sempre sostenuto che la Russia non è isolata nel mondo. Ma nelle ultime settimane, anche alleati tradizionali come la Cina e l’India hanno apertamente criticato la guerra e bacchettato Putin. Qualcosa sta cambiando.
«Non è isolamento. C’è una pressione politica di Cina e India affinché la Russia metta fine alla guerra, ma non al prezzo della sua sconfitta. Xi Jinping lo vuole perché più a lungo la guerra continua, più grande sarà la pressione americana sulla Cina. Allo stesso tempo né Cina né India hanno alcun interesse in una sconfitta russa, che per loro sarebbe un disastro politico. Credo invece che lo stato attuale dei rapporti sino-russi sia una prova di sostenibilità e stabilità: a dispetto del fatto che la Cina non voleva questa guerra e la vorrebbe chiusa presto, le relazioni crescono e sono intense sul piano economico, politico e strategico»

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Papa Francesco a “Economy of Francesco”: “Superare anche la crisi della famiglia”

Incontrando i giovani di Economy of Francesco, Papa Francesco chiede una economia sostenibile e profetica, che ascolti il grido della terra. Ma che superi anche la crisi della famiglia, andando oltre l’insostenibilità delle relazioni

Di Andrea Gagliarducci

CITTÀ DEL VATICANO , 24 settembre, 2022 / 11:30 AM (ACI Stampa).- 

A tre anni dalla sua convocazione, Papa Francesco incontra finalmente i giovani di Economy of Francesco, e dà loro il mandato di una economia profetica, sostenibile, innovativa, che ascolti il grido della terra e che affronti le insostenibilità economiche, sociali e relazionali del mondo. Denuncia Papa Francesco: “La famiglia, in alcune regioni del mondo, soffre una grave crisi, e con essa l’accoglienza e la custodia della vita”. Un vuoto che non si può superare con il consumismo, che crea invece “una carestia della felicità” e fa l’esempio dell’inverno demografico in cui “i Paesi stanno morendo gradualmente perché non fanno figli”. Ma si deve riprendere “la creatività”.

Il Papa nota che “il consumismo attuale cerca di riempire il vuoto dei rapporti umani con merci sempre più sofisticate – le solitudini sono un grande affare nel nostro tempo! –, ma così genera una carestia di felicità”.

E cita l’inverno demografico, ma anche “la schiavitù della donna che non può essere madre perché appena resta incinta la buttano fuori dal lavoro“.

Papa Francesco infine denuncia una “insostenibilità spirituale” che c’è nel capitalismo. Per il Papa, “il primo capitale di ogni società è quello spirituale, perché è quello che ci dà le ragioni per alzarci ogni giorno e andare al lavoro, e genera quella gioia di vivere necessaria anche all’economia”. Ma il nostro mondo “sta consumando velocemente questa forma essenziale di capitale accumulata nei secoli dalle religioni, dalle tradizioni sapienziali, dalla pietà popolare. E così soprattutto i giovani soffrono per questa mancanza di senso: spesso di fronte al dolore e alle incertezze della vita si ritrovano con un’anima impoverita di risorse spirituali per elaborare sofferenze, frustrazioni, delusioni e lutti”.

giovani sono fragili perché hanno “carenza di capitale spirituale”, che è un “capitale invisibile ma più reale dei capitali finanziari e tecnologici”. Sì, afferma il Papa, “la tecnica può fare molto”, perché dice cosa e come fare, ma non dice “il perché”, e così “le nostre azioni diventano sterili e non riempiono la vita, e nemmeno la vita economica”.

Papa Francesco chiede di “impegnarsi a mettere al centro ai poveri”, perché “senza la stima, la cura, l’amore per i poveri, per ogni persona povera, per ogni persona fragile e vulnerabile, dal concepito nel grembo materno alla persona malata e con disabilità, all’anziano in difficoltà, non c’è ‘Economia di Francesco’.”

Il Papa dice che “un’economia di Francesco non può limitarsi a lavorare per o con i poveri”, perché “sino a quando il nostro sistema produrrà scarti e noi opereremo secondo questo sistema, saremo complici di un’economia che uccide”.

Per Papa Francesco, più che quello che riusciamo a fare, la risposta sta “nell’aprire cammini nuovi perché gli stessi poveri possano diventare protagonisti del cambiamento”. Il Papa nota che “la prima economia di mercato è nata nel Duecento a contatto quotidiano con i frati francescani, che erano amici di quei primi mercanti”, facendo una economia che “creava ricchezza, ma non disprezzava la povertà”, mentre il capitalismo di oggi vuole “aiutare i poveri, ma non li stima”.

Sottolinea Papa Francesco: “Noi non dobbiamo amare la miseria, anzi dobbiamo combatterla, anzitutto creando lavoro, lavoro degno. Ma il Vangelo ci dice che senza stimare i poveri non si combatte nessuna miseria”.

Il Papa invita allora ad abitare i paradossi evangelici, lasciando tre indicazioni: guardare il mondo con gli occhi dei più poveri, “dalla prospettiva delle vittime e degli scartati”; non dimenticarsi dei lavoratori, perché “senza lavoro degno e ben remunerato i giovani non diventano veramente adulti, le diseguaglianze aumentano. A volte si può sopravvivere senza lavoro, ma non si vive bene”; e la “incarnazione”, perché “nei momenti cruciali della storia, chi ha saputo lasciare una buona impronta lo ha fatto perché ha tradotto gli ideali, i desideri, i valori in opere concrete. Oltre a scrivere e fare congressi, questi uomini e donne hanno dato vita a scuole e università, a banche, a sindacati, a cooperative, a istituzioni”.

Conclude l Papa: “Il mondo dell’economia lo cambierete se insieme al cuore e alla testa userete anche le mani. Le idee sono necessarie, ci attraggono molto soprattutto da giovani, ma possono trasformarsi in trappole se non diventano ‘carne’, cioè concretezza, impegno quotidiano”.

Papa Francesco sa che le opere sono “meno luminose” delle grandi idee”, ma sottolinea ancora una volta che “la realtà è superiore all’idea”.

E conclude con una preghiera, prima di firmare la dichiarazione finale di Economy of Francesco, che chiede una “economia di pace e non di guerra”, la non proliferazione delle armi, ma anche un lavoro degno per tutti e dove la finanza “è amica e alleata dell’economia”.

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

JAKOV  DI  MEDJUGORJE RACCONTA  LA  SUA ESPERIENZA  CON LA MADONNA (1)

“Quando è terminata l’apparizione sono uscito e mi sono messo a piangere”

Padre Livio: Un caro saluto a tutti i nostri ascoltatori, in modo particolare ai giovani. Questa sera la catechesi giovanile presenta una gradita sorpresa. Abbiamo infatti, come ospite, un giovane molto speciale, del quale molti di voi avranno già sentito parlare. Si tratta di Jakov di Medjugorje, che ringraziamo di cuore per aver accettato di venire qui a Radio Maria, percorrendo fra l’altro molti chilometri di strada, accompagnato gentilmente dai suoi suoceri.

E’ un grande piacere e un onore averlo qui fra noi e naturalmente approfittiamo della circostanza per chiedere una testimonianza qualificata su quello straordinario evento dell’epoca moderna che è Medjugorje.

Si tratta di un avvenimento che ci interpella da quasi due decenni e che sta lasciando tracce non più eludibili nella vita della Chiesa e in quella degli uomini.

Credo che un’emittente come la nostra, che porta il nome della Madre di Dio, non possa non interessarsi a una realtà mariana così importante, che coinvolge la vita di numerosi fedeli e di tanti ascoltato- RI. Il nostro intento non è certo quello di fare della facile propaganda, di cui fra l’altro Medjugorje non ha assolutamente bisogno.

Noi vorremmo piuttosto mettere il Popolo di Dio nel suo insieme, non solo i laici, ma anche i sacerdoti, nella condizione di conoscere una realtà di cui tanto si parla, per  poterla valutare a partire dalla viva voce dei suoi protagonisti.

Non siamo qui dunque a fare pubblicità a una apparizione sulla quale la Chiesa fra l’altro non si è ancora pronunciata e neppure per dare noi dei giudizi personali su un evento così complesso. Lo scopo che ci proponiamo è quello di informare, nel più serio e immediato dei modi, tutti coloro che, nell’ambito di libertà che lascia la Chiesa al riguardo, intendono farsi un’opinione seria e fondata.

Nessuno più dei veggenti è in grado di fornire elementi di riflessione su quello che è senza dubbio una delle esperienze più significative e coinvolgenti del nostro tempo.

Non vi è dubbio che ormai il nome di Medjugorje, nell’opinione pubblica mondiale, si affianchi a quelli di La Salette, Lourdes e Fatima a indicare i luoghi delle grandi epifanie mariane del nostro tempo. Non è certo cosa da poco aver qui fra noi un testimone diretto, che ci aiuti a comprendere questo evento, unico nella storia del cristianesimo, di una presenza di Maria che ormai dura da circa due decenni.

Ciò che lascia perplessi alcuni, che pure sono sensibili al fascino della Madonna, è il carattere inedito di queste apparizioni. Non era mai accaduto che la Madonna venisse per così tanto tempo e lasciasse così numerosi messaggi. Eravamo abituati ad apparizioni dalla durata breve, durante le quali la Madre di Dio ci rivolgeva soltanto alcune parole.

A La Salette ci fu soltanto un’apparizione, a Fatima sei, a Lourdes diciotto. Qui abbiamo un ragazzo a cui la Madonna è apparsa tutti i giorni per quasi diciotto anni. Ora vede la Madonna soltanto una volta all’anno, ma altri tre ragazzi ( Vicka, Marija e Ivan) hanno ancora l’apparizione ogni giorno.

Questo modo assolutamente nuovo di manifestarsi da parte della Madre di Dio non è compreso da alcune persone, che lo ritengono impossibile.

Ebbene, credo che la cosa migliore sia quella di ascoltare e di cercare di capire. Le vie di Dio non sono le nostre e i suoi pensieri sovrastano infinitamente i nostri poveri schemi mentali. Viviamo in tempi particolarmente difficili e insidiosi e non si può certo impedire a Dio di manifestare la sua Misericordia nei modi che Egli ritiene necessari.

Conosco Jakov fin da quando era piccolino. Tante volte, da quando mi sono recato a Medjugorje per la prima volta nel 1985, ci siamo incontrati nella casa di Marija e da lì andavamo tutti insieme in Chiesa, per il S. Rosario, l’Apparizione e la S. Messa.

Non abbiamo quindi particolari difficoltà a dialogare insieme, anche se questo incontro è assolutamente improvvisato e si svolgerà a ruota libera sia da parte mia come da parte sua. Credo che in questi casi la spontaneità rechi un grande servizio alla verità. Forse ci sarà qualche sorpresa, ma non ci rammaricheremo per questo.

Se tu, Jakov, sei d’accordo, io incomincerei a chiedere una tua testimonianza sull’ultima volta che hai visto la Madonna. Tu infatti, come già prima Mirjana e poi Ivanka, sei passato da un incontro quotidiano con la Madonna a quello che potremmo chiamare un incontro una volta all’anno. Potresti parlarci di come si è svolto questa ultima tua apparizione quotidiana, durante la quale fra l’altro hai ricevuto il decimo segreto?

Jakov: Sì. Prima di tutto voglio salutare tutti quelli che sono venuti qui questa sera e anche quelli che ci ascoltano. Come Padre Livio ha detto prima, non siamo qui a fare della pubblicità né per Medjugorje, né per noi stessi, perché non abbiamo bisogno di pubblicità e a me personalmente non piace farla né a me stesso e neppure a Medjugorje. Facciamo piuttosto conoscere la Madonna e, ciò che è ancora più importante, la Parola di Gesù e ciò che Gesù vuole da noi.

Lo scorso anno, nel mese di Settembre, mi trovavo in America, per degli incontri di preghiera e di testimonianza con la gente.

Padre Livio: America, nel senso di Stati Uniti…

Jakov: Sì. Mi trovavo in Florida. Era presente con me anche Mirjana e abbiamo fatto le nostre testimonianze. Siamo stati in diverse chiese e lì abbiamo pregato e parlato. L’ultima sera, quando Mirjana doveva partire, mentre io dovevo rimanere ancora, siamo stati accompagnati, dal signore che ci aveva invitato, a un gruppo di preghiera.

Vi siamo andati, senza pensare a niente. Abbiamo scherzato in macchina e abbiamo riso, perché, sai, l’America è un paese molto grande, tanto nuovo per noi. Siamo così arrivati a una casa dove  erano presenti molti fedeli e lì abbiamo pregato.

Poi io ho avuto l’apparizione ( Nota 2: Mirjana non ha avuto l’apparizione, perché lei dal 25 Dicembre 1982 non ha più le apparizioni quotidiane, ma una sola volta all’anno, il 18 Marzo). Durante l’apparizione la Madonna mi dice che domani mi avrebbe dato il decimo segreto.

Già nello stesso momento sono rimasto senza parola…Non potevo dire più niente. Mi è venuto in mente che Mirjana aveva avuto il decimo segreto e aveva cessato le apparizioni quotidiane, Ivanka anche. Però la Madonna non aveva mai detto che dopo il decimo segreto non sarebbe più apparsa.

Padre Livio: quindi speravi…

Jakov: C’era un pizzico di speranza nel mio cuore che la Madonna sarebbe venuta ancora anche dopo avermi dato il decimo segreto. Però sono rimasto talmente male e ho incominciato a pensare: “ Chissà come farò dopo….” Però c’era ancora quel poco di speranza dentro il mio cuore.

Padre Livio: Ma tu non potevi sciogliere subito il dubbio, chiedendo alla Madonna….

Jakov: No, in quel momento non potevo dire proprio niente.

Padre Livio: Capisco, la Madonna non permette che le facciate delle domande…

Jakov: Non potevo dire più niente. Non usciva neanche una parola dalla mia bocca.

Padre Livio: Ma lei come te l’ha detto? Era seria? Severa?

Jakov: No, no, mi ha parlato con dolcezza.

Jakov: Quando è terminata l’apparizione sono uscito e mi sono messo a piangere, perché non potevo fare altro

Padre Livio: Chissà con quale ansia hai atteso l’apparizione del giorno successivo!

Jakov: Si è avvicinato il giorno dopo, al quale mi sono preparato con la preghiera. La Madonna mi ha dato il decimo e ultimo segreto e mi ha detto che non mi apparirà più tutti i giorni, ma soltanto una volta all’anno.

Padre Livio: Come ti sei sentito?

Jakov: Penso che quello sia stato il momento più brutto della mia vita, perché improvvisamente ti vengono in mente tanti interrogativi. Chissà come sarà la mia vita adesso? Come potrò andare avanti? Perché io posso dire che sono cresciuto con la Madonna. L’ho vista fin dall’età di dieci anni e tutte quelle cose che ho imparato nella mia vita sulla fede, su Dio, su tutto, le ho apprese proprio dalla Madonna.

Padre Livio: Ti ha educato proprio come una mamma.

Jakov: Sì, come una mamma vera. Ma non solo come una mamma, ma anche come un’amica, a seconda di quello che hai bisogno nelle varie circostanze .La Madonna è sempre con te.

(Continua)

Intervista a Jakov di Medjugorje  condotta da Padre Livio dai microfoni di Radio Maria (29 -09-1999)

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla preghiera

«Cari figli! Anche oggi sono con voi per dirvi: figlioli, chi prega non ha paura del futuro e non perde la speranza.
Voi siete stati scelti per portare la gioia e la pace, perché siete miei. Io sono venuta qui con il nome: Regina della Pace perché il diavolo vuole l’inquietudine e la guerra, vuole riempire il vostro cuore di paura per il futuro, ma il futuro è di Dio.
Perciò siate umili, pregate ed abbandonate tutto nelle mani dell’Altissimo che vi ha creati.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata»
(messaggio del 25 marzo 2021)

Cari amici, è vero ed è tangibile che in questo periodo storico particolarmente difficile, molti hanno paura. I mass-media, poi, fanno la loro parte tempestandoci di notizie e immagini inquietanti. Sappiamo, tuttavia, che queste notizie sono fondate perchè il mondo è veramente a rischio.

La Madonna però ci ha rassicurato dicendoci che chi prega non ha paura del futuro e non perde la speranza. La Regina della pace ci ha anche messo in guardia da satana che vuole riempire i nostri cuori di paura e infine ha aggiunto che il futuro è di Dio.

La paura è connessa alla nostra situazione esistenziale in questo mondo, aver paura è normalissimo perché viviamo in un mondo pieno di pericoli che vengono dalla natura e dalla società, gli eventi che impauriscono sono quotidiani.

Per quale motivo chi prega non ha paura del futuro? Per noi credenti il vero pericolo, la vera morte, è quella dell’anima. Nel momento della morte l’anima si stacca dal corpo e viene immediatamente giudicata. Il Paradiso è certamente la meta a cui tendere; il purgatorio è doloroso perché si prospetta un periodo di purificazione in preparazione al Cielo; l’infermo è ovviamente da evitare con tutte le forze, scegliendo Dio e affidandoci alla sua divina Misericordia qui sulla Terra.

In questa prospettiva della vita eterna, chi prega non ha paura del futuro perché anche se muore è unito a Dio.            Nessuno può separarci dall’amore di Cristo! Solamente noi con la nostra libera scelta, peccando, ci separiamo da Dio.

Né la morte, né la vita, né le calamità o le guerre possono separarci dall’amore di Cristo.
Per chi muore nel Signore, la morte è una beatitudine.      
“Beati d’ora in poi, i morti che muoiono nel Signore” sta scritto nell’Apocalisse.

La possibilità di una guerra che ci tocca da vicino oggi è più reale che mai e questo genera paura. È una reazione naturale, questo ci serve ad aggiustare le prospettive anche sul modo di considerare la vita.      
La vita è un tempo di prova, è una lotta, è una battaglia, è una fatica, è una valle di lacrime in cui certamente non mancano le gioie e le soddisfazioni. Le croci vissute con il Signore diventano certamente feconde, fanno crescere e sono benedette. Se si vivono senza il Signore certamente diventano macigni che schiacciano.

Anche questo tempo di calamità che ci è toccato, se vissuto con il Signore sarà difficile ma illuminato dalla speranza. Satana è più scatenato che mai, siamo entrati nel tempo dell’Apocalisse e le forze del male sono dispiegate come mai prima d’ora, ma Dio è con noi e nella preghiera, nel nostro rapporto “a tu per tu” con Lui, possiamo trovare la serenità e la speranza di guardare al futuro che ci aspetta.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

“L’INVIDIA – IL MORSO DEL DIAVOLO” – Puntata 5

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟 

Ipotesi sul segno di Medjugorje

Caro Padre Livio,

sono d’accordo con Lei che le parole della Madonna riguardo al segno: “molti verranno sulla collina,  si inginocchieranno,  ma  non crederanno”  facciano pensare a un segno di carattere  cristologico,  in  particolare  il fatto che il segno stesso inviterà  a  inginocchiarsi.

Però lei è rimasto nel vago a meno che non  voglia alludere a  una Croce  luminosa come  molti ipotizzano.  Io però al riguardo ho qualche riserva perché una grande  croce dal  1933 troneggia sul  monte  Krizevac.

Allora quale sarebbe in concreto questo segno cristologico che invita a  inginocchiarsi e che comunque sia  significativo per  il  mondo intero? 

Lei si è fatta una sua ipotesi? La tiene per  sé  fino al momento della rivelazione?

Gino da Piacenza

Un ascoltatore di Radio Maria da quasi trent’anni.

Caro Gino,

Premesso che il  soprannaturale   sorprende,  un’ipotesi sul segno me la sono fatta  basandomi  soprattutto sulla  Bibbia, come  ama fare  la  Madonna.

Sono d’accordo con te che  una Croce,  per quanto luminosa, finirebbe  per  duplicare quella sul monte Krizevac.

Piuttosto penserei allo  stesso nome di “Gesù”, magari  in aramaico ( visto che la Madonna spesso lo parla come  ci ha detto Marija.)

Infatti la Bibbia dice che “nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra;
 e ogni lingua proclami
che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.” (Filippesi 2,10)

E’ una ipotesi,  ma  con qualche fondamento.

Chi vivrà  vedrà  e  chi morirà nel Signore vedrà  ancora   meglio

Ave Maria 

Padre  Livio

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