Pensiero Spirituale sulla preghiera

«Cari figli! Anche oggi sono con voi per dirvi: figlioli, chi prega non ha paura del futuro e non perde la speranza.
Voi siete stati scelti per portare la gioia e la pace, perché siete miei. Io sono venuta qui con il nome: Regina della Pace perché il diavolo vuole l’inquietudine e la guerra, vuole riempire il vostro cuore di paura per il futuro, ma il futuro è di Dio.
Perciò siate umili, pregate ed abbandonate tutto nelle mani dell’Altissimo che vi ha creati.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata»
(messaggio del 25 marzo 2021)
Cari amici, è vero ed è tangibile che in questo periodo storico particolarmente difficile, molti hanno paura. I mass-media, poi, fanno la loro parte tempestandoci di notizie e immagini inquietanti. Sappiamo, tuttavia, che queste notizie sono fondate perchè il mondo è veramente a rischio.
La Madonna però ci ha rassicurato dicendoci che chi prega non ha paura del futuro e non perde la speranza. La Regina della pace ci ha anche messo in guardia da satana che vuole riempire i nostri cuori di paura e infine ha aggiunto che il futuro è di Dio.
La paura è connessa alla nostra situazione esistenziale in questo mondo, aver paura è normalissimo perché viviamo in un mondo pieno di pericoli che vengono dalla natura e dalla società, gli eventi che impauriscono sono quotidiani.
Per quale motivo chi prega non ha paura del futuro? Per noi credenti il vero pericolo, la vera morte, è quella dell’anima. Nel momento della morte l’anima si stacca dal corpo e viene immediatamente giudicata. Il Paradiso è certamente la meta a cui tendere; il purgatorio è doloroso perché si prospetta un periodo di purificazione in preparazione al Cielo; l’infermo è ovviamente da evitare con tutte le forze, scegliendo Dio e affidandoci alla sua divina Misericordia qui sulla Terra.
In questa prospettiva della vita eterna, chi prega non ha paura del futuro perché anche se muore è unito a Dio. Nessuno può separarci dall’amore di Cristo! Solamente noi con la nostra libera scelta, peccando, ci separiamo da Dio.
Né la morte, né la vita, né le calamità o le guerre possono separarci dall’amore di Cristo.
Per chi muore nel Signore, la morte è una beatitudine.
“Beati d’ora in poi, i morti che muoiono nel Signore” sta scritto nell’Apocalisse.
La possibilità di una guerra che ci tocca da vicino oggi è più reale che mai e questo genera paura. È una reazione naturale, questo ci serve ad aggiustare le prospettive anche sul modo di considerare la vita.
La vita è un tempo di prova, è una lotta, è una battaglia, è una fatica, è una valle di lacrime in cui certamente non mancano le gioie e le soddisfazioni. Le croci vissute con il Signore diventano certamente feconde, fanno crescere e sono benedette. Se si vivono senza il Signore certamente diventano macigni che schiacciano.
Anche questo tempo di calamità che ci è toccato, se vissuto con il Signore sarà difficile ma illuminato dalla speranza. Satana è più scatenato che mai, siamo entrati nel tempo dell’Apocalisse e le forze del male sono dispiegate come mai prima d’ora, ma Dio è con noi e nella preghiera, nel nostro rapporto “a tu per tu” con Lui, possiamo trovare la serenità e la speranza di guardare al futuro che ci aspetta.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”