Mese: Aprile 2022 Pagina 2 di 15
Pensiero Spirituale sull’importanza della visione cristiana della vita

Cari amici,
guardare con fede le vicende quotidiane del nostro tempo è di fondamentale importanza.
Un’interpretazione alla luce della fede è fondamentale perché ci permette di conoscere la realtà nella sua profondità, anche dove la ragione non arriva. Siamo anche in un tempo in cui l’informazione è molto discutibile, è una foresta nella quale è difficile orientarsi, pertanto facciamo fatica a capire esattamente che cosa stiamo vivendo.
Non si riesce ad allungare lo sguardo sul futuro perché ovviamente i nuvoloni che abbiamo davanti ci impediscono di vedere le cose in modo nitido.
In questa situazione, lo sguardo della fede è fondamentale. Per “fede” intendo ovviamente quella cristiana, nella luce della sua divina Rivelazione che ci mostra la storia umana come luogo della grande battaglia fra l’impero delle tenebre e il Regno di Dio. È questa la dimensione escatologica che percorre tutta la storia umana che ha trovato il suo punto d’arrivo che è la salvezza in Gesù Cristo ma che poi continua fino alla fine del mondo, nella lotta fra il bene e il male, fra la verità e la menzogna, fra Cristo e satana.
Gli attori di questa teologia della storia sono sostanzialmente tre: Cristo Risorto Signore della Storia, il Salvatore, l’Onnipotente, il vincitore; dalla parte opposta c’è il principe di questo mondo che è stato vinto dal Mistero dell’incarnazione, passione e morte di Gesù Cristo, ma ha comunque libertà di azione (limitata) concessa da Dio; in mezzo a questi due poli opposti c’è l’uomo, che è libero e responsabile, è amato da Dio, ha un’anima spirituale immortale ed è proprio l’anima dell’uomo oggetto di contesa. L’anima è creata da Dio, a sua immagine e somiglianza, è stata redenta da Cristo, è chiamata ad essere la dimora della Santissima Trinità, è chiamata a essere partecipe della gloria eterna insieme al corpo, alla fine dei tempi.
Il mistero di iniquità, l’impero del male, cerca di impossessarsi delle anime. Seppur limitato da Dio, il potere di satana seduce il mondo. Satana ha successo con gli uomini e questo è sotto i nostri occhi quotidianamente.
Molte anime vanno all’inferno, satana miete le anime. Sono ammonimenti della Madonna ma d’altra parte lo vediamo con i nostri occhi che il mondo non è interessato a Dio. Il mondo percorre la via della perdizione, della seduzione, della superbia, la via dell’odio, dell’effimero.
La Madonna ci ha detto di tornare a Dio e ai suoi Comandamenti, vuol dire che oltre che nell’incredulità siamo nella catastrofe morale e andiamo sempre verso forme di degradazione inaudite.
Questo è il dramma della Storia umana che andrebbe letta con l’occhio della fede. L’opera di Dio è basata sulla libertà delle creature.
È questa la grande battaglia che si vive in tutta la Storia del mondo, in questo momento in modo particolare perché il mondo ha rifiutato la fede e la Croce, è un mondo nel quale alla salvezza che viene da Dio si è sostituita la salvezza umana che è effimera.
Dobbiamo urgentemente seguire i Messaggi della Madonna per poter vedere la luce in questa oscurità che ottenebra il mondo. La Regina della pace è preoccupata per le nostre anime.
Torniamo a Dio e ai suoi Comandamenti. Torniamo alla preghiera. Convertiamo i nostri cuori. Allontaniamo l’odio e apriamoci all’amore. Rifiutiamo satana e rendiamo Dio unico Re delle nostre vite.
Da: “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”
I falsi veggenti

Caro Padre Livio,
ecco un pezzo molto bello e prezioso di Mirjana a riguardo dei falsi veggenti, sul suo libro “Il mio Cuore trionferà”, a pagina 240, edizione del 2016, che molti dovrebbero meditare:
“La Madonna ci ha avvertito che ci sono tante false apparizioni nel mondo e che occorre fare attenzione a non lasciarsi ingannare. Alcuni presunti veggenti sono anche venuti a parlare con me. Mi sono sempre chiesta perché volessero raccontarmi le loro esperienze. Se veramente vedessero la Madonna, di cos’altro avrebbero bisogno? A volte mi sono accorta che mentivano, ma non ho voluto affrontarli. Ho pregato invece affinché si rendessero conto che stavano commettendo un grande peccato. I loro presunti messaggi, molti dei quali prevedevano calamità e periodi orribili, non potevano, ovviamente, provenire dalla Madonna. Ai pellegrini che mi fanno domande su tali “veggenti” dico di non fidarsi mai di chi diffonde paura, perché la fede che viene dalla paura non è vera fede, e la Madonna non vuole che la gente la ami perché ha paura”.
Alessio
I SEGRETI DI MEDJUGORJE SONO UNA PROFEZIA BIBLICA DI SALVEZZA E HANNO NULLA A CHE FARE CON I MESSAGGI CATASTROFICI DEI FALSI VEGGENTI

Cari amici,
l’umanità sta entrando nel tempo escatologico dei dieci segreti, ma pochissimi, anche fra i pellegrini di Medjugorje, sanno di che cosa si tratta.
Conforta molto la interpretazione che ne ha dato Mirjana, nel suo libro autobiografico “Il mio cuore trionferà”:
“Non posso rivelare molto sui segreti, ma posso dire questo: La Madonna ha deciso di cambiare il mondo. Non è venuta ad annunciare la nostra distruzione; è venuta per salvarci e, con suo Figlio, trionferà sul male”
Si tratta infatti della rivelazione di eventi drammatici nella luce della speranza, perché la costante delle profezie bibliche, anche quando puniscono il male, lo fanno per correggere e per salvare.
La presenza di Maria è quella di una madre animata dalla misericordia e ciò pone un abisso fra le sue parole e i messaggi catastrofici che prolificano nel nostro tempo, attirando la curiosità degli stolti.
La rivelazione del futuro che ci viene dal Cielo va sempre interpretata come un atto dell’amore paterno dell’Onnipotente, anche se si tratta di eventi “terribili”.
Infatti in questo modo la divina Sapienza ci vuole indicare a quali conseguenze porti il peccato e il rifiuto a convertirsi.
Inoltre offre la possibilità ai buoni di intercedere e di mutare con le loro preghiere il corso degli avvenimenti.
Infine, in caso di impenitenza e di durezza di cuore , Dio dona ai giusti una via di salvezza o, dono ancora più grande , la grazia del martirio.
I dieci segreti di Medjugorje sono una rivelazione riguardo al futuro che rispecchia perfettamente la pedagogia divina.
Essi non hanno lo scopo di impaurire , ma di salvare. Man mano che il tempo si avvicina, la Regina della pace non si stanca di ripetere che non dobbiamo avere paura.
Infatti, chi si trova nella scia della sua luce è consapevole che la Madre sta preparando una via di uscita alla trappola infernale, che il maligno ha architettato per trascinare l’umanità negli abissi tenebrosi della disperazione.
Di quì la necessità di tenere lo sguardo fisso sulla presenza della Regina della pace e sui suoi messaggi, con i quali ci guida e ci prepara a sostenere la lotta contro l’impero del male che invano tenterà di prevalere.
Non dobbiamo lasciarci adescare dai falsi profeti e dai falsi messaggi, con i quali il falsario vuole deviarci e portarci con se nell’abisso senza speranza.
Vostro Padre Livio
Pensiero Spirituale ispirato al Messaggio della Regina della pace del 25 aprile 2022

Cari amici,
vorrei soffermarmi sulle prime parole del Messaggio della Regina della pace del 25 aprile.
La prima frase, a parer mio, è molto significativa:
Cari figli! Vi guardo e vedo che siete persi
Perciò vi invito tutti: ritornate a Dio, ritornate alla preghiera
Quando la Madonna dice che siamo persi utilizza un’espressione densa di significato: siamo anime perdute. Non perché abbiamo perso la strada, la Madonna vuol dire qualcosa di molto più profondo. Può capitare, nel cammino della vita, di avere degli sbandamenti e intraprendere strade che poi sono senza via d’uscita. Allora, se si ha buonsenso, si torna indietro e si cerca la vera strada che porta alla meta.
La Madonna intende dire che abbiamo perso noi stessi perché abbiamo perso Dio. Il rimedio che la Madonna ci indica per ritrovare Dio è quello della preghiera. D’altra parte, benché la Madonna abbia detto che la conversione è il messaggio più importante che lei abbia dato a Medjugorje, la parola che torna più frequentemente nei suoi messaggi è la preghiera.
Dovremmo cercare di capire l’importanza di questa grazia. Attraverso la preghiera parliamo direttamente con Dio, entriamo in rapporto con lui. Non è una cosa da poco!
Attraverso la preghiera noi, insieme a Gesù, ci rivolgiamo al Padre e possiamo parlare con lui, chiedere, ringraziare. Mediante la preghiera possiamo attingere da Dio quella pienezza di luce, di grazia e di aiuti di cui abbiamo bisogno nel cammino della vita.
Averci fatto dimenticare la preghiera, è tra gli inganni di satana quello più sottile. Gran parte della gente non prega o lo fa frettolosamente. Talvolta la gente prega solamente in situazioni disperate, ricorrendo alla preghiera come estremo aiuto.
In realtà, la preghiera è un tesoro inesauribile, senza il quale non è possibile affrontare vittoriosamente il cammino della vita.
Succede che non vengono nemmeno quasi più insegnate ai bambini le preghiere del buon cristiano, pur essendo sintetiche ma bellissime perché racchiudono la pienezza della fede cristiana. Reputo questo un atto di stoltezza incredibile, perché accade che – se non accompagnati ai valori cristiani – appena adolescenti lasciano la Chiesa e smettono di pregare, non rendendosi conto di cosa si privano.
La preghiera è il più grande aiuto che Dio ci abbia dato nel cammino della vita.
La preghiera è come il cibo, senza il quale non potremmo vivere.
La preghiera è come l’acqua, senza la quale non potremmo vivere.
La preghiera è come l’aria, senza la quale non potremmo vivere.
La preghiera è una fonte inesauribile a livello spirituale, ovvero per quella parte più profonda di noi stessi, dove Dio abita.
La preghiera è lo strumento attraverso il quale entriamo in quel sacrario interiore dove Dio abita e con il quale possiamo parlare e dal quale possiamo attingere la forza, la grazia, il discernimento, il coraggio, la consolazione.
In una sola parola, Dio attraverso la preghiera, ci dona il suo AMORE.
L’amore di Dio trasforma la vita, la eleva, la motiva, la rende bella, forte, benedetta per gli altri.
Accogliamo concretamente l’invito della Madonna e torniamo veramente alla preghiera. Lei continua a ripeterlo, perché noi non lo accogliamo.
Da: “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”
Caro padre Livio,
sono andata a cercare il Manifesto Russell-Einstein citato in uno degli articoli in evidenza che hai proposto questa mattina. Faccio un copia-incolla e lo riporto qui. Mi ha molto impressionata e sto cercando di condividerlo con quante più persone possibile. Grazie per l’attenzione e per tutto quanto stai facendo per noi.
Dio ti benedica, benedicimi anche tu.
Lidia.

Il 9 luglio del ’55 a Londra venne presentato il più importante documento di denuncia mai scritto sulla minaccia rappresentata dalle armi nucleari per il genere umano. Viene generalmente definito “Il Manifesto Russell‐Einstein” e fu ideato da Bertrand Russell, il grande filosofo‐matematico e dal celebre scienziato Albert Einstein.
“Nella tragica situazione che affronta l’umanità, noi riteniamo che gli scienziati dovrebbero riunirsi in un congresso per valutare i pericoli che sono sorti come conseguenza dello sviluppo delle armi di distruzione di massa e per discutere una risoluzione nello spirito della seguente bozza di documento.
Non stiamo parlando, in questa occasione, come membri di questa o quella nazione o continente o fede religiosa, ma come esseri umani, membri della specie umana, la cui sopravvivenza è ora messa a rischio. Il mondo è pieno di conflitti, tra cui, tralasciando i minori, spicca la titanica lotta tra Comunismo e Anticomunismo. Quasi chiunque abbia una coscienza politica nutre forti convinzioni a proposito di una di queste posizioni; noi vogliamo che voi, se è possibile, mettiate da parte queste convinzioni e consideriate voi stessi solo come membri di una specie biologica che ha avuto una ragguardevole storia e di cui nessuno di noi desidera la scomparsa.
Cercheremo di non dire una sola parola che possa piacere più ad un gruppo piuttosto che all’altro. Tutti, in eguale misura, sono in pericolo e se il pericolo è compreso, c’è speranza che lo si possa collettivamente evitare.
Dobbiamo cominciare a pensare in una nuova maniera. Dobbiamo imparare a chiederci non che mosse intraprendere per offrire la vittoria militare al proprio gruppo preferito, perché non ci saranno poi ulteriori mosse di questo tipo; la domanda che dobbiamo farci è: che passi fare per prevenire uno scontro militare il cui risultato sarà inevitabilmente disastroso per entrambe le parti?
Un vasto pubblico e perfino molti personaggi autorevoli non hanno ancora capito che potrebbero restare coinvolti in una guerra di bombe nucleari. La gente ancora pensa in termini di cancellazione di città. Si è capito che le nuove bombe sono più potenti delle vecchie e che, mentre una bomba –A potrebbe cancellare Hiroshima, una bomba‐H potrebbe distruggere le più grandi città, come Londra, New York o Mosca. Non c’è dubbio che, in una guerra con bombe‐H, grandi città potrebbero finire rase al suolo. Ma questo è uno dei disastri minori che saremmo chiamati a fronteggiare. Se tutti, a Londra, New York e Mosca venissero sterminati, il mondo potrebbe, nel corso di pochi secoli, riprendersi dal colpo. Ma ora noi sappiamo, specialmente dopo i test alle isole Bikini, che le bombe nucleari possono gradualmente spargere distruzione su di una area ben più vasta di quanto si pensasse.
Si è proclamato con una certa autorevolezza che ora si può costruire una bomba 2.500 volte più potente di quella che ha distrutto Hiroshima.
Una tale bomba, se esplodesse vicino al suolo terrestre o sott’acqua, emetterebbe particelle radioattive nell’atmosfera. Queste ricadono giù gradualmente e raggiungono la superficie terrestre sotto forma di polvere o pioggia mortifera. E’ stata questa polvere che ha contaminato i pescatori giapponesi e i loro pesci. Nessuno sa quanto queste particelle radioattive possano diffondersi nello spazio, ma autorevoli esperti sono unanimi nel dire che una guerra con bombe‐H potrebbe eventualmente porre fine alla razza umana. Si teme che, se molte bombe‐H fossero lanciate, potrebbe verificarsi uno sterminio universale, rapido solo per una minoranza, ma per la maggioranza una lenta tortura di malattie e disgregazione.
Molti avvertimenti sono stati lanciati da eminenti scienziati e da autorità in strategie militari. Nessuno di loro dirà che sono sicuri dei peggiori risultati. Quello che diranno sarà che questi risultati sono possibili, e nessuno può essere certo che non si realizzeranno. Non abbiamo ancora capito se i punti di vista degli esperti su questa questione dipendano in qualche grado dalle loro opinioni politiche o pregiudizi. Dipendono solo, per quanto ci hanno rivelato le nostre ricerche, da quanto è vasta la conoscenza particolare dell’esperto. Abbiamo scoperto che gli uomini che conoscono di più sono i più tristi. Questa è allora la domanda che vi facciamo, rigida, terrificante, inevitabile: metteremo fine alla razza umana, o l’umanità rinuncerà alla guerra?
La gente non affronterà l’alternativa perché è così difficile abolire la guerra. L’abolizione della guerra richiederà disastrose limitazioni alla sovranità nazionale. Ma probabilmente la cosa che impedirà maggiormente di comprendere la situazione sarà il fatto che il termine “umanità” suona vago e astratto. La gente a malapena si rende conto che il pericolo è per loro stessi, i loro figli e i loro nipoti, e non per una vagamente spaventata umanità. Possono a malapena afferrare l’idea che loro, individualmente, e coloro che essi amano sono in pericolo imminente di perire con una lenta agonia. E così sperano che forse la guerra con la corsa a procurarsi armi sempre più moderne venga proibita. Questa speranza è illusoria. Qualsiasi accordo sia stato raggiunto in tempo di pace per non usare le bombe‐H, non sarà più considerato vincolante in tempo di guerra, ed entrambi i contendenti cercheranno di fabbricare bombe‐H non appena scoppia la guerra, perché se una fazione fabbrica le bombe e l’altra no, la fazione che l’avrà fabbricate sarà inevitabilmente quella vittoriosa.
Sebbene un accordo a rinunciare alle armi atomiche come parte di una generale riduzione degli armamenti non costituirebbe una soluzione definitiva, potrebbe servire a degli scopi importanti. Primo, ogni accordo tra Est e Ovest va bene finchè serve ad allentare la tensione. Secondo, l’abolizione delle armi termo‐nucleari, se ogni parte credesse all’onestà dell’altra, potrebbe far scendere la paura di un attacco proditorio stile Pearl Harbour che ora costringe tutte e due le parti in uno stato di continua apprensione.
Noi dovremmo, quindi, accogliere con piacere un tale accordo sebbene solo come un primo passo. Molti di noi non sono neutrali, ma, come esseri umani, ci dobbiamo ricordare che, se la questione tra Est ed Ovest deve essere decisa in qualche maniera che possa soddisfare qualcuno, Comunista o Anti‐comunista, Asiatico o Europeo o Americano, bianco o nero, questa questione non deve essere decisa dalla guerra. Noi desidereremmo che ciò fosse compreso sia all’Est che all’Ovest.
Ci attende, se sapremo scegliere, un continuo progresso di felicità, conoscenza e saggezza. Dovremmo invece scegliere la morte, perché non riusciamo a rinunciare alle nostre liti? Facciamo un appello come esseri umani ad altri esseri umani: ricordate la vostra umanità e dimenticatevi del resto. Se riuscirete a farlo si aprirà la strada verso un nuovo Paradiso; se non ci riuscirete, si spalancherà dinanzi a voi il rischio di un’estinzione totale.
Risoluzione:
Noi invitiamo il Congresso, e con esso gli scienziati di tutto il mondo e la gente comune, a sottoscrivere la seguente risoluzione: “In considerazione del fatto che in una qualsiasi guerra futura saranno certamente usate armi nucleari e che queste armi minacciano la continuazione dell’esistenza umana, noi invitiamo i governi del mondo a rendersi conto, e a dichiararlo pubblicamente, che il loro scopo non può essere ottenuto con una guerra mondiale, e li invitiamo di conseguenza a trovare i mezzi pacifici per la soluzione di tutti i loro motivi di contesa.”
Firmato da
Max Born Perry
W. Bridgman
Albert Einstein
Leopold Infeld
Frederic Joliot-Curie
Herman J. Muller
Linus Pauling
Cecil F. Powell
Joseph Rotblat
Bertrand Russell
Hideki Yukawa
Siamo nel tempo dell’Apocalisse?

Carissimo Padre Livio,
grazie anche per il suo Blog che ci sta aiutando molto a capire la situazione nella quale ci troviamo.
Lei insiste molto sul fatto che siamo entrati nel tempo dell’Apocalisse.
Anch’io ne sono convinta.
La Chiesa però non ne parla e neppure la Madonna ha mai usato la parola “Apocalisse”
Come lo spiega?
Dio vi benedica per tutto quello che fate per noi con tanto impegno.
Lucia
Cara Lucia,
L’Apocalisse in senso cristiano è l’intervento salvifico di Dio in una situazione di estremo pericolo nella fase conclusiva della storia della salvezza.
In questo senso siamo sicuramente entrati nel tempo dell’Apocalisse.
L’estremo pericolo è dato dal fatto che il mondo è a rischio di autodistruzione e che nel medesimo tempo ha rifiutato la salvezza cristiana, mettendo se stesso nelle mani di “satana sciolto dalle catene”.
Per salvarci Dio ha invito la Donna vestita di sole, incoronata di dodici vivissime stelle, per le sue ultime apparizioni qui sulla terra.
L’Apocalisse già oggi è davanti ai nostro occhi, ma non la vediamo perché abbiamo perso la fede.
Man mano che andiamo avanti, soprattutto a partire dal terzo segreto di Medjugorje, tutto ci sarà più chiaro.
Dobbiamo affrettarci sul cammino della Conversione perché il combattimento spirituale per salvare le anime sarà sempre più drammatico
Padre Livio
