BLOG DI P.LIVIO DIRETTORE DI RADIO MARIA

"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA


Lunedì 3 Marzo 2025

h. 9: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)


 h. 9.00 – IL PERDONO GUARISCE IL CUORE

Pensiero Spirituale (15 minuti)

h. 9.15: IL FUTURO CHE LA MADONNA STA PREPARANDO

Editoriale di P. Livio (48) minuti)

BLOG: blogdipadrelivio.it

Il Diario radiofonico quotidiano (16)

Ritagli di pagine inedite (16)


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RITAGLI DI PAGINE INEDITE

IL SEGNO DI MEDJUGORJE SCUOTERA’ IL MONDO (18)

 – 18 – Ritagli di pagine inedite dal #bestseller di P. Livio: Il segno di #MEDJUGORJE scuoterà il mondo [a cura di Roberta]
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Trovi le puntate precedenti nella sezione “MEDJUGORJE” del Blog

DIARIO RADIOFONICO QUOTIDIANO

TROVI LE PRECEDENTI PUNTATE NELLA SEZIONE “IL DIARIO DI PADRE LIVIO”

18. I Segreti di Medjugorje coglieranno di sorpresa il mondo e la Chiesa

Benché i Veggenti di Medjugorje conoscano il giorno e l’ora di ogni evento dei Segreti, non è mai trapelato nulla al riguardo. Ovviamente più il tempo passa e più l’inizio dei Segreti si avvicina. Ma di più non possiamo dire, se non cercare di indovinare. In questi casi però la smentita e la delusione sono sempre dietro l’angolo.

La Madonna ha dato una regola di grande saggezza quando, fin dai primi tempi, ha esortato a non attendere l’inizio dei Segreti per convertirsi. Infatti in quei momenti drammatici chi ha la mente offuscata e il cuore appesantito sarà in grave difficoltà a convertirsi seriamente.

Quello che possiamo vedere man mano che il tempo passa è invece una disaffezione visibile dei fedeli che hanno risposto alla chiamata della Gospa e questo riguarda innanzi tutto la tematica dei Segreti. Negli  ultimi anni questo raffreddamento si va accelerando, nonostante la situazione del mondo si vada facendo sempre più drammatica.

Senza esagerare possiamo affermare che, all’annuncio del primo segreto, sarà solo un piccolo gregge  pronto ad ascoltare e a credere, mentre intorno regnerà una indifferenza generale, accompagnata  da manifestazioni di sarcasmo e di disprezzo.

Al riguardo la parabola delle Vergini stolte e di quelle prudenti è molto istruttiva e rivela il modo usuale con cui Il Cielo interviene nelle cose di questo mondo. La storia della salvezza è ricca di questi interventi inaspettati e sorprendenti, anche quando erano stari chiaramente profetizzati.

Il diluvio sorprende un mondo che irride Noè che costruiva un’Arca per assicurare il futuro all’umanità. “Come avvenne al tempo di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, si ammogliavano e si maritavano, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece perire tutti.” (Luca 17:26-30)

L’evento centrale della Storia della salvezza, l’incarnazione del Verbo e la sua opera di redenzione hanno visto la fede di pochi e incontrato l’incredulità  e ostilità di molti. Il Soprannaturale non ha una buona accoglienza su questa terra e, mano che il tempo procede, la potenza del male dilaga. Satana non si arrende e fino al “Basta” finale persegue i suoi progetti perversi.

Gesù stesso ha rivelato che la tappa finale della storia avrebbe visto l’attacco più furioso del maligno e lo ha anticipato in profezie che risuonano nei vangeli fino alla fine del mondo. Come non riflettere  sull’interrogativo che lui stesso si pone e che ci fa rabbrividire. “Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?». (Luca 18,8).

Quello che Gesù rivela riguardo alla sua venuta finale, per analogia può essere riferito al primo combattimento spirituale dell’Apocalisse, quello in cui è entrata la nostra generazione e che prepara il tempo di pace. Si sta arrivando al momento decisivo dei Segreti, quando la gloria di Dio per mezzo di Maria manifesterà la sua potenza, in un  clima generale di scetticismo e di disprezzo.

Solo Dio sa, ha detto la Madonna, quanti sono quelli che credono e sperano e potranno entrare attraverso la porta della salvezza. Per questo appuntamento, come per quello finale della nostra vita, valgono le parole di Gesù: “Chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato”.

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Padre Livio come sta davvero?

Padre Livio ma come stai davvero? Sono preoccupata… ma quando ti operano alla seconda corda vocale? 

Maria Luisa da Roma


Cara Maria Luisa,

Il programma era l’intervento chirurgico su una corda vocale, ma poi si è convento di operare anche l’altra, sia pure meno bisognosa. Io ho preferito così, perché voglio essere in buona salute quando incomincerà a tuonare.

Grazie a Dio il prossimo intervento è fra qualche giorno, mentre per la prima operazione ho dovuto aspettare parecchie settimane a causa dell’affollamento.

Dopo l’intervento ci vuole almeno un mese e anche un po’ di logopedia prima di poter parlare in Radio. Alla fine, con l’aiuto di Dio e le vostre preghiere, andrà tutto a posto.

A parte la voce che è in restauro, io  godo di ottima salute e sono presente in Radio da mattina a sera  per i molteplici impegni da affrontare per radio Maria Italia e per le Radio Maria nel mondo.

Ho approfittato per portarmi avanti nei libri da pubblicare e per curare il Blog che in questi primi  due mesi dell’anno è aumentato di trecento mila unità, arrivando, negli ultimi dodici mesi, a quattro milioni e trecentomila utenti identificati (Google).

Stiamo sereni, perché la Madonna ha tutto in mano. Continuiamo a sostenere Radio Maria perché è più che mai uno strumento di Maria per portare l’umanità a un tempo di pace.

Ave Maria

Padre Livio

🙏🟢LIVE🌾TUTTE LE VOSTRE INTENZIONI PRESENTI ADESSO ALLA SANTA MESSA DI P.LIVIO

La telefonata a Trump e l’idea del tavolo Ue-Usa sotto un ombrello Nato. Il piano di Meloni (che ai vice chiede unità)

di Adriana Logroscino- Correre della Sera – 2 Marzo 2025

Prima del summit, il faccia a faccia con il britannico Starmer

Difficile e sicuramente non comoda, la posizione di Giorgia Meloni attesa oggi a Londra. Ieri la premier ha sentito al telefono il presidente Usa Donald Trump, anche in vista dell’incontro che avrà oggi con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky: in programma, infatti, ci sono il bilaterale con il primo ministro Keir Starmer, annunciato da tempo per parlare anche di contrasto all’immigrazione irregolare, trapela da Palazzo Chigi, e poi per il summit largo, 18 Paesi più i vertici di Ue e Nato, sull’Ucraina. E la premier intende scommettere sullo spazio stretto e alternativo che prova a occupare: promuovere il tavolo comune con gli Stati Uniti, magari, ipotizzano nel governo, sotto l’ombrello della Nato, «la cornice migliore» per fornire a Kiev le garanzie di sicurezza che Zelensky invoca. Questa sarà la sua proposta perché, come ha osservato nella sua nota di due giorni fa «ogni divisione dell’Occidente ci rende tutti più deboli».

Per perseguire l’obiettivo dell’unità, però, serve «equilibrio», una parola d’ordine che Meloni ha trasferito nei colloqui che ha avuto ieri con i due vicepremier. Equilibrio tra la fedeltà alla linea della compattezza europea e l’ambizione di ritagliare per l’Italia un ruolo centrale nel rapporto con gli Stati Uniti. Attraverso quella capacità, che Meloni si riconosce, di «saper prendere» Trump, ma anche convincendo Zelensky a ricucire.

Un compito impegnativo sul fronte internazionale ma che si complica ulteriormente se su quello interno non si marcia uniti. Con Antonio Tajani, con il quale Meloni si è confrontata anche ieri, linea e strategia sono condivise. Le sortite pro Trump, senza se e senza ma, di Matteo Salvini, invece, le creano delle difficoltà. Ieri infatti la premier avrebbe nuovamente invitato il leghista ad ammorbidire toni e frequenza delle dichiarazioni.

La linea deve essere quella con cui Meloni ha tentato di rilanciare l’altra sera, alcune ore dopo la rottura tra Trump e Zelensky in diretta tv dalla Casa Bianca: «Un immediato vertice tra Stati Uniti, Stati europei e alleati per parlare in modo franco di come intendiamo affrontare le grandi sfide di oggi, a partire dall’Ucraina». 

La proposta sarà inevitabilmente sviluppata dalla premier al vertice di oggi: bisogna tenere tutti allo stesso tavolo, spiegava ieri ai suoi. Un disegno che i vertici come quello di Parigi il 17 febbraio, e questo sequel di Londra oggi, potrebbero non favorire se esacerbassero le contrapposizioni. Se fare a meno degli Stati Uniti non si può, il senso del suo ragionamento, irrigidire troppo la posizione non conviene.

Qualcosa in chiaro sulla strada che deve imboccare l’Europa, la dice il viceministro degli Esteri, di Fratelli d’Italia, Edmondo Cirielli: «Deve fare molta diplomazia per non perdere un alleato storico. Ci vogliono realismo e umiltà». Una chiamata che suona rivolta anche a Zelensky: «Bisogna essere in linea di principio d’accordo con l’Ucraina — continua Cirielli — ma neutrali nella polemica tra Trump e Zelensky».

In ogni caso, perché si possa realmente definire la strategia, occorre preparare la strada. E sebbene le voci non siano confermate, non si possono escludere contatti telefonici (forse imminenti) con Trump. Intanto Meloni oggi ascolterà la prospettiva che offrirà al tavolo a Lancaster house, Starmer. Secondo quel che filtra da Palazzo Chigi, ci si aspetta più concretezza rispetto a quanto emerso dal vertice di Parigi: per esempio una concreta pianificazione del sostegno militare all’Ucraina. Meloni certamente ribadirà le sue fortissime perplessità circa l’ipotesi di un invio di truppe di peacekeeping europee, lanciata da Emmanuel Macron e appoggiata dal Regno Unito. Per Palazzo Chigi configurerebbe uno scenario estremamente rischioso. La cornice migliore per il governo italiano, resta l’alleanza atlantica.

LA GUERRA SANTA SENZA FINE DELLA RUSSIA

La guerra continua, perché per i russi è questo il vero senso della vita.

di Stefano Caprio – Asia News – 2 Marzo 2025

L’esercito russo ha scagliato in questi giorni un numero ancora superiore di droni e bombe contro l’Ucraina, volendo ribadire la propria finalità di conquista al di là di ogni trattativa e piano di spartizione con gli Stati Uniti di Donald Trump. Per continuare ad esaltare la teologia della Vittoria, la vera divinità a cui dedicare ogni sforzo e ogni sacrificio.

Con il terzo anniversario dell’invasione dell’Ucraina, ci si attendeva un grande proclama di vittoria da parte di Vladimir Putin, atteso anche come il possibile segnale della fine del conflitto armato. Invece, l’esercito russo ha scagliato in questi giorni un numero ancora superiore di droni e bombe contro il nemico, volendo ribadire la propria finalità di conquista al di là di ogni trattativa e piano di spartizione con gli Stati Uniti di Donald Trump, la cui disponibilità a sostenere le tesi putiniane in ogni aspetto economico, militare e morale della geopolitica rappresenta la vera vittoria del “sovranismo oligarchico” del Mondo Russo.

L’insistenza americana sull’appannaggio delle “terre rare” ucraine, più che indicare un piano di ricostruzione della terra devastata dai russi, appare peraltro una mossa derivante dal grande conflitto ibrido con la Cina, per l’uso delle nuove tecnologie. In questo quadro la Russia si muove con tutta l’ambiguità possibile, ben sapendo di non essere all’altezza dei due grandi contendenti in questo settore cruciale, ma cercando di ottenere vantaggi da entrambe le parti. Le “trattative di pace” dureranno quindi all’infinito, pur con la possibile serie di armistizi e accordi parziali, per non perdere i privilegi dello stato di guerra, l’unico modo con cui la Russia può continuare ad esaltare la teologia della Vittoria, la vera divinità a cui dedicare ogni sforzo ed ogni sacrificio.

Il giorno prima dell’anniversario della “operazione militare speciale”, il 23 febbraio, in Russia si è festeggiata la Giornata dei Difensori della Patria, una ricorrenza sovietica in onore della Vittoria nella Grande Guerra Patriottica contro il nazismo, che veniva allegramente onorata anche come “festa del maschio”, prima della festa della donna dell’8 marzo. Nella Russia putiniana questa data ha invece ripreso i toni solenni della sacralità bellica, tanto che il presidente ha voluto consegnare al Cremlino le onorificenze a undici Eroi della Russia ricordando che “noi combattiamo per la Patria, facendo tutto il possibile per consegnarla alle future generazioni, ai nostri figli e ai nostri nipoti, perché questo è il destino che Dio ha predisposto per noi: Egli ha messo sulle nostre spalle una missione difficile, ma gloriosa, quella di difendere la Russia”.

“È piaciuto a Dio”, ugodno Bogu, mandare al massacro centinaia di migliaia di soldati russi e sterminare un numero enorme di cittadini ucraini, ha ribadito Putin ai veterani della guerra in Ucraina, “per essere fedeli ai luminosi precetti dei padri, dei nonni e dei bisnonni… dimostrando il vostro coraggio, voi siete le sentinelle a guardia della Russia, lottate con fervore per la verità e la giustizia, per la pace e il futuro del nostro popolo”. Per meglio illustrare queste motivazioni, lo zar ha ricordato “una delle guerre” dell’impero russo nel XIX secolo, senza precisare quale, in cui per difendere i confini presso il Danubio vennero lanciati alcuni reparti di soldati “verso una morte sicura, chiamata in gergo militare il massimo onore”. Prima ancora della cerimonia, nel discorso introduttivo Putin aveva dichiarato che “la Russia è governata direttamente da Dio”, citando le parole del feldmaresciallo russo-tedesco del XVIII secolo Burkhard Christoph von Münnich, che aveva ottenuto una vittoria sui turchi nel 1739, e concludeva che “se non è così, non si capisce come faccia la Russia ad esistere”.

Le parole di Putin sono state confermate anche dal Muftì supremo di Russia, Talgat Tadžuddin, che alla fine della cerimonia ha donato al presidente lo scudo e la spada del Difensore della Patria, affermando che “questa festa non si riduce a una celebrazione annuale, ma dura tutto l’anno, perché non esiste un giorno senza la difesa della nostra Patria”, volendo anche chiudere ogni polemica sulle pretese delle etnie musulmane che contendono a quelle slave l’identità della Federazione, che riemergono in diverse occasioni di espressione dell’orgoglio nazionalista nelle varie regioni. Il Muftì ha parlato comunque della difesa comune del “regno bulgaro e dell’impero russo” attribuendo all’attuale presidente “il primo titolo di imperatore della Russia e il secondo titolo di principe dei Bulgari del Volga e di Kazan”.

Il grande compito del sacro zar è stato poi illustrato dal capo dei cappellani ortodossi al fronte della Svo, l’operazione speciale in Ucraina, il protoierej e cavaliere dei tre ordini dell’Audacia padre Dmitrij Vasilenkov, cha ha rilasciato un’ampia intervista all’agenzia statale Ria Novosti proprio in occasione della giornata dei Maschi Difensori, vantandosi dei 42 mila soldati battezzati al fronte. Egli ha raccontato come la festa è stata celebrata nelle zone di guerra portando ai soldati i regali della popolazione e soprattutto dei bambini, con letterine e dolciumi, con i concerti negli ospedali e nelle infermerie, ricordando in particolare un eroe di Russia recentemente defunto nelle zone degli scontri, il protoierej Mikhail Vasilev, che predicava come “bisogna essere pronti a tutto per il sacro onore della difesa della Patria”. In occasione delle festa ha organizzato spedizioni di scatole di calze per i soldati, “non quelle che si mettono e si buttano, ma quelle buone e tattiche, che faranno davvero piacere ai nostri eroi”, che vengono raccolte nelle chiese per “sentirsi vicini ai nostri difensori”.

I sacerdoti ortodossi stanno preparando grandi festeggiamenti per la Pasqua del 20 aprile, nell’anno degli 80 anni della Vittoria, ricordando che nel 1945 la principale festa cristiana cadde il 6 maggio, giorno di S. Giorgio il Vincitore, come ricorda sempre il patriarca Kirill, e quest’anno sarà chiamata la “Pasqua vittoriosa”. Lo stesso capo degli ortodossi russi ha ricordato che “la Chiesa deve stare sempre dalla parte del popolo, incarnare lo spirito patriottico che deriva dall’eredità dei nostri santi che volevano essere essi stessi dei difensori della Patria”, sottolineando che le parole Rodina e Otečestvo, i due termini russi per indicare la patria, “vanno scritti sempre con la lettera maiuscola”, perché “per i cristiani la vera Patria è il Regno dei Cieli”, ribadendo la coincidenza delle dimensioni terrestre e celeste a fronte di alcuni sacerdoti che si permettevano di mettere in secondo piano gli ideali della “Ortodossia militante”.

Come ha ribadito padre Vasilenkov, “non ci dobbiamo occupare della questione delle trattative”, lasciandola nelle mani dello zar-presidente e del governo, continuando a sostenere i soldati al fronte e “combattere anche nella nostra vita comune per il trionfo del bene”, sentendosi tutti coinvolti nella “grande battaglia”. Egli ricorda che “i nostri nemici in tutto il mondo hanno un unico scopo, quello di distruggere la Russia, e noi dobbiamo vincere come roccaforte della moralità e dei valori tradizionali nel mondo, senza coltivare inutili illusioni”. In questo il cappellano esprime l’autentica reazione dei russi alle proposte americane di pace, viste comunque come “tentazioni diaboliche” per sottrarre ai russi la purezza della difesa della fede, cosa del resto non particolarmente difficile, viste le tendenze edoniste della nuova presidenza americana, che vuole trasformare le zone di guerra in resort turistici o miniere di pietre preziose.

Il lavoro dei cappellani militari è particolarmente concentrato sul superamento delle “sindromi post-traumatiche”, che secondo padre Dmitrij non dipendono dalle ferite e dai combattimenti, ma dalla “carenza di motivazioni” nelle azioni belliche, perché le persone che “stanno in piedi con grandi ideali e sanno perché combattono non hanno debolezze nell’animo, anche quando vengono colpiti nel corpo”. Quindi “se non vogliamo doverci occupare dopo della riabilitazione di masse di persone, bisogna prepararli per tempo, e questo è il compito di noi sacerdoti”, afferma il capo dei cappellani, spiegando che tale lavoro non riguarda soltanto i membri dell’esercito, ma l’intera popolazione della Russia, a cominciare dalle élite, perché “il battaglione può essere fatto da ottime persone, ma tutto dipende da chi comanda”.

Di fronte ai timori di non farcela, i cappellani devono ricordare che “Dio aiuta a resistere e a morire con onore”, e quello che conta è il destino eterno, sia che si rimanga sulla terra che andando all’altro mondo. Non si può combattere “soltanto per i soldi”, per i quali “si può uccidere, ma non morire”, come scrive padre Vasilenkov nel suo libro di catechesi bellica In guerra, la parola del Donbass, in cui si illustrano “i principi spirituali della vera sopravvivenza, non solo in guerra, ma nella realtà estrema della vita”. Per diffondere ancora di più questa cura pastorale, i cappellani ortodossi hanno anche aperto un canale Telegram Na voine, “Alla guerra”, che ammaestra sulle “regole di sicurezza spirituale” e distingue il senso vero “della morte e delle uccisioni, e di molte altre gravi questioni”.

Queste direttive spirituali per la “guerra santa” sul fronte della guerra e della vita sono presentate come “antiche tradizioni dei combattenti ortodossi”, risalenti al “Cammino dell’Arcistratega”, un testo tardo-medievale che padre Dmitrij attribuisce “alle origini della Rus’ di Kiev”. Nel testo si spiega che i primi russi ancora pagani rifiutarono le “azioni selvagge” nei combattimenti quando assunsero il cristianesimo, trovando nell’Ortodossia un “nuovo senso della vita e della guerra” e anche oggi bisogna “educare a combattere per essere vincitori”, sia sul campo che nell’anima. Il generalissimo Aleksandr Suvorov, che presto verrà proclamato santo dal patriarca Kirill, diceva che “Dio non aiuta i briganti, ma il soldato russo non è un brigante”. La guerra continua, perché per i russi è questo il vero senso della vita.

DIARIO RADIOFONICO QUOTIDIANO

TROVI LE PUNTATE PRECEDENTI NELLA SEZIONE ” IL DIARIO DI PADRE LIVIO

17. L’ora di Satana è nel medesimo tempo l’ora di Maria.

L’arco di tempo delle apparizioni della Regina della pace corre verso il mezzo secolo. Chi mai avrebbe potuto immaginare una mariofonia di tale portata, con migliaia di apparizioni e di messaggi,  nei luoghi più svariati del mondo ovunque i Veggenti fossero presenti. La Madonna ha dato una ragione più che valida della sua presenza, rivelando che Satana è sciolto dalle catene e vuole distruggere l’umanità intera e il pianeta sul quale viviamo.

Inoltre la Madonna ha rivelato che queste di Medjugorje sono le sue ultime apparizioni sulla terra e che in seguito non verrà più a chiamare il mondo alla conversione. Sono affermazioni che stanno a indicare che siamo entrati nella fase finale della storia, quella degli “ultimi tempi” o del tempo dell’Apocalisse, con i due grandi combattimenti escatologici che la caratterizzano, intervallati da un tempo di pace.

Tuttavia la prospettiva delle apparizioni quotidiane con un Veggente non cessa con l’inizio dei Segreti, ma durerà fino al tempo della pace. Inoltre l’apparizione annuale ai Veggenti durerà fino al temine del loro vita. Da questi particolari possiamo concludere che questa fase della Storia della salvezza ha una particolare connotazione mariana, come mai in passato e come non avverrà più in futuro.

Questo fatto non ci deve meravigliare perché fa parte dei disegni di Dio, che ha dato a Maria un ruolo unico e straordinario nell’opera divina della Redenzione, a fianco di suo Figlio e al suo servizio. Quei cattolici che si ostinano a rifiutare o a sminuire le apparizioni mariane non comprendono la missione eccelsa della Madre di Dio nell’intera Storia della salvezza fino al suo compimento definitivo.

Il sole mariano che splende alla fine del secondo millennio e all’inizio del terzo ci aiuta a comprendere l’altro evento di segno totalmente opposto, che la Madonna ha contrassegnato come “satana sciolto dalla catene”, espressione notoriamente apocalittica,  del cui angosciante significato ce ne rendiamo conto ogni giorno che passa.

In questo lungo arco di tempo della sua presenza la Madonna ci ha rivelato il mistero di iniquità  nella sua progressiva ed estrema manifestazione, con espressioni che vanno al di là della nostra capacità di comprendere,  ma nel medesimo tempo esortandoci  ogni volta alla strenua  resistenza per impedire al male di prevalere.

Nel momento del suo attacco mortale all’ opera della creazione e della redenzione la presenza di satana è stata messa in dubbio, la sua esistenza è stata negata, l’inferno è stato svuotato, il peccato è stato abolito, i comandamenti sono stati declassati, la stessa Chiesa appannata nella sua luce soprannaturale.

La Madonna nei suoi messaggi non si è certo fatta condizionare dalla nostra cecità spirituale, ma al contrario  ci ha spesso rivolto parole dai significati esplosivi, che noi abbiamo velocemente rimosso dalla memoria, perché incapaci di afferrarne il significato profondo. La Vergine avrebbe voluto che noi vedessimo la realtà disastrosa del mondo con i suoi occhi, ma quanti hanno compreso?

Invano la Gospa ci ha rivelato che “Satana Regna”, che “Satana vuole distruggere le nostre vite e il pianeta sul quale camminiamo”, che  “Satana è forte come mai prima”, che “l’umanità  ha scelto per la morte”, che “l’uomo moderno non vuole Dio e perciò va verso la perdizione”, invitandoci ad essere  preghiera e amore per tutti quelli che “non amano, non  pregano e non  vogliono la pace.”

La Madonna è qui per salvare il mondo dal dilagare dell’iniquità, per impedire, col nostro aiuto, che le anime periscano eternamente e perché sulla terra rifiorisca  la pace e  diventi un giardino del Cielo. Ma quanti orecchi hanno ascoltato le sue parole di speranza e quanti cuori le hanno conservate?

SIANO LODATI GESU’ E MARIA

DALLA SEDE DI RADIO MARIA BUONA DOMENICA

Segno della Croce

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen

Ti adoro

Ti adoro, mio Dio e ti amo con tutto il cuore.
Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questa notte.
Ti offro le azioni della giornata, fa che siano tutte secondo la Tua santa volontà e per la maggior Tua gloria.
Preservami dal peccato e da ogni male.
La Tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari.
Amen

Padre Nostro

Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il Tuo nome,
venga il Tuo regno,
sia fatta la Tua volontà,
come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
Amen

Gloria

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio e ora e sempre
nei secoli dei secoli.
Amen

Ave Maria

Ave Maria, Piena di Grazia,
il Signore è con te,
tu sei benedetta fra le donne
e benedetto è il frutto del tuo seno: Gesù.

Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi peccatori,
adesso e nell’ora della nostra morte.
Amen

Credo

Io credo in Dio,
Padre Onnipotente,
creatore del cielo e della terra;
e in Gesù Cristo, suo unico Figlio,
nostro Signore,
il quale fu concepito di Spirito Santo
nacque da Maria Vergine,
patì sotto Ponzio Pilato,
fu crocifisso, morì e fu sepolto;
discese agli inferi;
il terzo giorno risuscitò da morte;
salì al cielo, siede alla destra di Dio
Padre onnipotente;
di là verrà a giudicare i vivi e i morti.

Credo nello Spirito Santo,
la santa Chiesa Cattolica,
la comunione dei Santi,
la remissione dei peccati,
la risurrezione della carne,
la vita eterna.
Amen

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