BLOG DI P.LIVIO DIRETTORE DI RADIO MARIA

"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

RITAGLI DI PAGINE INEDITE

IL SEGNO DI MEDJUGORJE SCUOTERA’ IL MONDO (17)

 – 17– Ritagli di pagine inedite dal #bestseller di P. Livio: Il segno di #MEDJUGORJE scuoterà il mondo [a cura di Roberta]
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Trovi le puntate precedenti nella sezione “MEDJUGORJE” del Blog

UN SIMPATICO SALUTO DA NAZARETH

Da Nazareth
Don Paolo Gaglioti, parroco di san Marziano – Carasco, in prov. di Genova

🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – Puntata 262 – LO SPIRITO E LA PAROLA DI DIO

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BUONA DOMENICA

DOMENICA OTTAVA DEL TEMPO ORDINARIO

PAPA FRANCESCO

ANGELUS

Piazza San Pietro
Domenica, 3 marzo 2019

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

L’odierna pagina evangelica presenta brevi parabole, con le quali Gesù vuole indicare ai suoi discepoli la strada da percorrere per vivere con saggezza. Con l’interrogativo: «Può forse un cieco guidare un altro cieco?» (Lc 6, 39), Egli vuole sottolineare che una guida non può essere cieca, ma deve vedere bene, cioè deve possedere la saggezza per guidare con saggezza, altrimenti rischia di causare dei danni alle persone che a lei si affidano. Gesù richiama così l’attenzione di quanti hanno responsabilità educative o di comando: i pastori d’anime, le autorità pubbliche, i legislatori, i maestri, i genitori, esortandoli ad essere consapevoli del loro ruolo delicato e a discernere sempre la strada giusta sulla quale condurre le persone.

E Gesù prende in prestito una espressione sapienziale per indicare se stesso come modello di maestro e guida da seguire: «Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro» (v.40). È un invito a seguire il suo esempio e il suo insegnamento per essere guide sicure e sagge. E tale insegnamento è racchiuso soprattutto nel discorso della montagna, che da tre domeniche la liturgia ci propone nel Vangelo, indicando l’atteggiamento della mitezza e della misericordia per essere persone sincere, umili e giuste.

Nel brano di oggi troviamo un’altra frase significativa, quella che esorta a non essere presuntuosi e ipocriti. Dice così: «Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?» (v.41). Tante volte, lo sappiamo tutti, è più facile o comodo scorgere e condannare i difetti e i peccati altrui, senza riuscire a vedere i propri con altrettanta lucidità. Noi sempre nascondiamo i nostri difetti, li nascondiamo anche a noi stessi; invece, è facile vedere i difetti altrui. La tentazione è quella di essere indulgenti con se stessi – manica larga con se stessi – e duri con gli altri.

È sempre utile aiutare il prossimo con saggi consigli, ma mentre osserviamo e correggiamo i difetti del nostro prossimo, dobbiamo essere consapevoli anche noi di avere dei difetti. Se io credo di non averne, non posso condannare o correggere gli altri. Tutti abbiamo difetti: tutti. Dobbiamo esserne consapevoli e, prima di condannare gli altri, dobbiamo guardare noi stessi dentro. Possiamo così agire in modo credibile, con umiltà, testimoniando la carità. 

Come possiamo capire se il nostro occhio è libero o se è impedito da una trave? È ancora Gesù che ce lo dice: «Non vi è albero buono che produca frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto» (vv.43-44). Il frutto sono le azioni, ma anche le parole. Anche dalle parole si conosce la qualità dell’albero. Infatti, chi è buono trae fuori dal suo cuore e dalla sua bocca il bene e chi è cattivo trae fuori il male, praticando l’esercizio più deleterio fra noi, che è la mormorazione, il chiacchiericcio, parlare male degli altri.

Questo distrugge; distrugge la famiglia, distrugge la scuola, distrugge il posto di lavoro, distrugge il quartiere. Dalla lingua incominciano le guerre. Pensiamo un po’, noi, a questo insegnamento di Gesù e facciamoci la domanda: io parlo male degli altri? Io cerco sempre di sporcare gli altri? Per me è più facile vedere i difetti altrui che i miei? E cerchiamo di correggerci almeno un po’: ci farà bene a tutti.

Invochiamo il sostegno e l’intercessione di Maria per seguire il Signore su questo cammino.


Vangelo

La bocca esprime ciò che dal cuore sovrabbonda.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 6,39-45

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: “Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro.
Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: ‹Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio›, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello.
Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda”.

Parola del Signore

La doppia scommessa del premier inglese Starmer: nuova intesa Trump-Zelensky e evitare la frattura Usa-Europa

di Luigi Ippolito – Corriere della Sera – 1 Marzo 2025

Dopo lo scontro alla Casa Bianca, «lo sprint diplomatico» inglese per evitare il collasso del sostegno all’Ucraina e una frattura irreparabile tra America ed Europa. L’importanza del vertice di domenica a Londra e il bilaterale con Meloni

Keir Starmer prova a rimettere assieme i cocci del disastro andato in scena venerdì 28 febbraio alla Casa Bianca. Il premier britannico è impegnato in quello che da Downing Street definiscono «uno sprint diplomatico» per evitare il collasso del sostegno all’Ucraina e una frattura irreparabile tra America ed Europa. Non a caso, mentre ieri i leader europei si rincorrevano nell’esprimere indignazione per il trattamento riservato da Trump a Zelensky, Starmer è rimasto zitto: finché in serata non ha telefonato sia al presidente americano che a quello ucraino nel tentativo di trovare una mediazione.

I contenuti di queste due conversazioni sono stati tenuti strettamente riservati, ma è evidente l’obiettivo di Londra di provare a fare da ponte tra gli Usa e Kiev così come fra americani ed europei. A questo punto, il vertice di domenica nella capitale britannica assume un carattere decisivo: se in un primo momento poteva sembrare poco più che una informativa sugli incontri alla Casa Bianca di quest’ultima settimana, ora diventa la sede per articolare una prima risposta allo scossone dato da Trump alle certezze che fino a oggi reggevano l’ordine internazionale.

Starmer riceverà domenica 16 leader europei, più Zelensky, a Lancaster House, la splendida residenza del Foreign Office nel cuore di Londra che è servita in «The Crown» come set per Buckingham Palace. Prima del vertice vero e proprio, il premier britannico terrà due bilaterali, uno col leader ucraino e uno con Giorgia Meloni: particolare significativo, quest’ultimo, perché anche la nostra presidente del Consiglio si è tenuta in continuo contatto con Trump.

Nell’incontro, Starmer proverà a convincere gli alleati a mettere truppe a disposizione per quel contingente a guida anglo-francese che dovrebbe garantire una eventuale pace in Ucraina. Inoltre, farà pressione perché gli europei compiano dei passi significativi per dotarsi di una difesa collettiva, sia alzando le spese militari che avviando una futura «banca del riarmo» per finanziarle.

Sono tutte cose che valgono anche come carte da giocare per evitare il totale disimpegno americano. Infatti Starmer si è presentato giovedì alla Casa Bianca con l’annuncio che avrebbe aumentato le spese per la Difesa al 2,5% del Pil, con l’impegno a salire fino al 3%. L’incontro tra il premier britannico e Trump è andato benissimo, al di là delle aspettative, anche se il presidente americano non si è impegnato su quella che era la principale richiesta di Londra, ossia un «backstop», un dispositivo di sicurezza Usa a protezione del futuro contingente europeo da schierare in Ucraina. In ogni caso, Starmer intende spendere il capitale di benevolenza acquistato a Washington per fare da cerniera con gli europei e l’Ucraina: un ruolo paradossalmente facilitato dalla Brexit, perché la Gran Bretagna, come ha detto il neo-ambasciatore Peter Mandelson, ex eminenza grigia di Tony Blair, può far leva sul fatto di «non essere Europa» e dunque può agire da ponte fra le due sponde dell’Atlantico.

Quello britannico è un esercizio difficilissimo, ma potrebbe essere il sentiero stretto da percorrere per evitare il collasso dell’alleanza occidentale e, in definitiva, la vittoria di Putin.

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’Ucraina sotto choc parla al suo presidente: «Grazie per la forza, ma siamo terrorizzati»

di Lorenzo Cremonesi- Corriere della Sera – 1 Marzo 2025

E c’è chi lo critica: «È caduto in trappola». Putin esulta

KIEV – «Una catastrofe! Una tragedia! Peggio di così non poteva andare per Zelensky e soprattutto per tutta l’Ucraina. La nostra disperazione è direttamente proporzionale alla soddisfazione russa. Questo incontro con Trump a Washington doveva essere una svolta per migliorare le nostre relazioni bilaterali e invece inaugura un capitolo ancora più nero della guerra». Non serve molto per cogliere la corale disperazione montata tra gli ucraini ieri sera via via che si diffondevano le immagini, il linguaggio dei corpi e le parole dell’incontro nello Studio Ovale. Ne scrivono sui social, se lo dicono per telefono, ne parlano apertamente con amici, colleghi e parenti. Era sufficiente osservare la faccia contrita dell’ambasciatrice ucraina seduta in prima fila tra i giornalisti, la mano sul viso, in segno di dolore, per comprendere la dimensione del dramma.

I maggiori siti d’informazione riportano le dichiarazioni, segnalano il disaccordo, parlano di «scambi tesi» sia con Trump che soprattutto in reazione alle «provocazioni» di Vance, confermano che non è stato firmato l’accordo sullo sfruttamento delle risorse naturali ucraine e che Zelensky è ripartito in anticipo per Kiev. Il Kyiv Post racconta di «crisi aperta» e di parole al vetriolo. Se non ci fosse la guerra che ogni giorno causa vittime e danni se ne potrebbe parlare come di uno straordinario episodio di diplomazia fallita. Ma dal 2014 l’Ucraina è sotto attacco russo e dal febbraio 2022 Putin cerca di conquistare il Paese con tutta la forza della sua potenza militare. Lo stesso Zelensky ribadisce continuamente che «senza l’aiuto americano per noi la guerra è perduta» ed è dunque «fondamentale» ottenere le garanzie di sicurezza Usa assieme alle armi vitali per continuare a resistere.

Negli ultimi giorni, dopo la crisi acuta delle scorse settimane, che aveva visto Trump accusare Zelensky di «essere un dittatore impopolare responsabile della guerra», le due parti sembravano pronte a migliorare i rapporti. Zelensky si era detto contento di ignorare le offese personali per il bene nazionale e aveva dato l’ok alla firma dell’accordo sullo sfruttamento delle risorse naturali ucraine. Due giorni fa Trump era sembrato rimangiarsi le accuse, negando addirittura di averle mai pronunciate. E i suoi incontri con Macron e Starmer erano andati relativamente bene, come se dovessero aprire la strada al summit di ieri.

Ma l’incubo adesso è più grave che mai. E i cannoni non si fermano. Mentre al Cremlino si esulta per l‘alterco, definito «storico» dal consigliere di Putin Kirill Dmitriev, continuano a lanciare ogni giorno centinaia di missili e droni contro l’Ucraina. Ieri i loro soldati hanno parzialmente sfondato nella zona di Sumy per cercare di accerchiare le unità ucraine nel Kursk. Nel Donbass i combattimenti restano sanguinosi. Sulla rete tanti ucraini difendono Zelensky contro i «bulli» della nuova amministrazione Usa che «vogliono la nostra capitolazione». «Meglio litigare e prendere le cose di petto, che farsi mettere i piedi in testa. I russi mirano a prendersi tutta Zaporizhzhia, Kherson, il Donbass. Non ci possono essere veri negoziati se Trump cerca di umiliare Zelensky», nota tra i tanti Stanislav Bunjatov, un ex sindaco che oggi è ufficiale con le truppe nel Donbass. Andriy Yermak, capo dell’ufficio presidenziale, nota su X che è «grato per l’aiuto Usa» ma ribadisce il sostegno al «nostro eroico presidente».

Ci sono anche tanti messaggi di pura paura. «Grazie per la tua forza signor presidente. Ma adesso siamo terrorizzati», scrivono. «Per noi è finita, prendete i vostri soldi dalle banche», dice un altro.«Abbiamo appena assistito a un episodio di grave sopraffazione politica. Ovvio che Vance aveva preparato a tavolino le provocazioni e Zelensky è caduto nella trappola. Oggi abbiamo visto l’ennesima manifestazione della parte filo-russa e anti-ucraina dell’amministrazione Trump. Avevamo provato a sedarla, a rinviarla, ma oggi è stato impossibile controllarla», nota il politologo Oleg Saakyan. E non manca un velo di critica per la «facilità» con cui Zelensky si è lasciato «intrappolare». Dice ancora: «I nostri politici e diplomatici non avevano calcolato il rischio, sebbene ci fossero tante premonizioni». Non è il solo. Una delle opinioni che sembra crescere è che Zelensky non avrebbe dovuto accettare un confronto pubblico. Ma ormai è troppo tardi e riparare il danno per ora sembra impossibile.

SIANO LODATI GESU’ E MARIA

DALLA SEDE DI RADIO MARIA UNA BUONA GIORNATA

Segno della Croce

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen

Ti adoro

Ti adoro, mio Dio e ti amo con tutto il cuore.
Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questa notte.
Ti offro le azioni della giornata, fa che siano tutte secondo la Tua santa volontà e per la maggior Tua gloria.
Preservami dal peccato e da ogni male.
La Tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari.
Amen

Padre Nostro

Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il Tuo nome,
venga il Tuo regno,
sia fatta la Tua volontà,
come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
Amen

Gloria

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio e ora e sempre
nei secoli dei secoli.
Amen

Ave Maria

Ave Maria, Piena di Grazia,
il Signore è con te,
tu sei benedetta fra le donne
e benedetto è il frutto del tuo seno: Gesù.

Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi peccatori,
adesso e nell’ora della nostra morte.
Amen

Credo

Io credo in Dio,
Padre Onnipotente,
creatore del cielo e della terra;
e in Gesù Cristo, suo unico Figlio,
nostro Signore,
il quale fu concepito di Spirito Santo
nacque da Maria Vergine,
patì sotto Ponzio Pilato,
fu crocifisso, morì e fu sepolto;
discese agli inferi;
il terzo giorno risuscitò da morte;
salì al cielo, siede alla destra di Dio
Padre onnipotente;
di là verrà a giudicare i vivi e i morti.

Credo nello Spirito Santo,
la santa Chiesa Cattolica,
la comunione dei Santi,
la remissione dei peccati,
la risurrezione della carne,
la vita eterna.
Amen

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