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"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Le «frecciate» ai politici, la rotta indicata al Conclave: il messaggio dell’omelia del cardinal Re, ai funerali di Francesco

di Gian Guido Vecchi – Corriere della Sera – 26 Aprile 2025

Il cardinal Re ripercorre le tappe del pontificato, e della vita, di Francesco davanti ai Grandi della Terra, che spesso lo hanno ignorato o contestato. E indica i punti «irreversibili»: «Ha ribadito che la Chiesa è una casa aperta a tutti, capace di chinarsi su ciascuno, al di là di ogni credo e condizione»

TOPSHOT - Italian cardinal Giovanni Battista Re officiates the mass in front of the coffin of late Pope Francis at the start of the funeral ceremony at St Peter's Square in The Vatican, on April 26, 2025. (Photo by Andreas SOLARO / AFP)

CITTÀ DEL VATICANO – «”Nessuno si salva da solo”. Di fronte all’infuriare delle tante guerre di questi anni, con orrori disumani e con innumerevoli morti e distruzioni, Papa Francesco ha incessantemente elevata la sua voce implorando la pace e invitando alla ragionevolezza, all’onesta trattativa per trovare le soluzioni possibili, perché la guerra – diceva – è solo morte di persone, distruzioni di case, ospedali e scuole». 

Il cardinale Giovanni Battista Re, lo sguardo fermo e una voce che non lascia sospettare i suoi novantun anni, ripercorre nell’omelia per i funerali del Papa (qui il testo integrale) i momenti fondamentali del pontificato di Francesco davanti ai Grandi della Terra che spesso lo hanno ignorato, o contestato

«La guerra lascia sempre il mondo peggiore di come era precedentemente: essa è per tutti sempre una dolorosa e tragica sconfitta. “Costruire ponti e non muri” è un’esortazione che egli ha più volte ripetuto e il servizio di fede come Successore dell’Apostolo Pietro è stato sempre congiunto al servizio dell’uomo in tutte le sue dimensioni».

Vale per Bergoglio ciò che diceva di sé Hélder Câmara, arcivescovo brasiliano che fu più volte minacciato negli anni della dittatura militare e veniva chiamato il «vescovo rosso» per il suo impegno in favore dei poveri: «Se do un pane a una persona affamata, la gente dice che sono un santo. Se chiedo perché questa persona ha fame, mi dicono che sono un comunista»

Così, nell’omelia, il Decano del Collegio cardinalizio scandisce: «È stato un Papa in mezzo alla gente con cuore aperto verso tutti». E ricorda: «Innumerevoli sono i suoi gesti e le sue esortazioni in favore dei rifugiati e dei profughi. Costante è stata anche l’insistenza nell’operare a favore dei poveri». 

Un lungo applauso di leva dalla piazza, quando il cardinale Re aggiunge: «È significativo che il primo viaggio di Papa Francesco sia stato quello a Lampedusa, isola simbolo del dramma dell’emigrazione con migliaia di persone annegate in mare. Nella stessa linea è stato anche il viaggio a Lesbo, insieme con il Patriarca Ecumenico e con l’Arcivescovo di Atene, come pure la celebrazione di una Messa al confine tra il Messico e gli Stati Uniti, in occasione del suo viaggio in Messico». 

Si vedono fedeli commossi, quando conclude: «Caro Papa Francesco, ora chiediamo a Te di pregare per noi e che dal cielo Tu benedica la Chiesa, benedica Roma, benedica il mondo intero, come domenica scorsa hai fatto dal balcone di questa Basilica in un ultimo abbraccio con tutto il popolo di Dio, ma idealmente anche con l’umanità che cerca la verità con cuore sincero e tiene alta la fiaccola della speranza».

La bara di cipresso è stata deposta sul sagrato di San Pietro, davanti all’altare, alle 10,10. L’arcivescovo Diego Ravelli, maestro delle celebrazioni, vi ha posato sopra un grande libro rosso, l’Evangeliario con i Vangeli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni.

 Dal quarto Vangelo si sono letti i versetti con le parole sul della vita rivolte da Gesù a Pietro: «In verità, in verità ti dico: quando eri più giovane ti cingevi la veste da solo, e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi». 

Ed ora il cardinale Re ripercorre la parabola del pontificato, fino alla fine: «Il plebiscito di manifestazioni di affetto e di partecipazione, che abbiamo visto in questi giorni dopo il suo passaggio da questa terra all’eternità, ci dice quanto l’intenso Pontificato di Papa Francesco abbia toccato le menti ed i cuori. La sua ultima immagine, che rimarrà nei nostri occhi e nel nostro cuore, è quella di domenica scorsa, Solennità di Pasqua, quando Papa Francesco, nonostante i gravi problemi di salute, ha voluto impartirci la benedizione dal balcone della Basilica di San Pietro e poi è sceso in questa piazza per salutare dalla papamobile scoperta tutta la grande folla convenuta per la Messa di Pasqua».

Ma nelle parole del Decano c’è anche un passaggio che indica la rotta ai cardinali che concelebrano la Messa esequiale e nei prossimi giorni continueranno a riunirsi prima di entrare nel conclave ed eleggere il successore. Nel pontificato di Francesco, come in ogni pontificato, c’è qualcosa di irreversibile, come un testimone che il Papa venuto «quasi dalla fine del mondo» consegna a chi arriverà dopo di lui: «È stato
un Papa in mezzo alla gente con cuore aperto verso tutti
. Inoltre è stato un Papa attento al nuovo che emergeva nella società ed a quanto lo Spirito Santo suscitava nella Chiesa», chiarisce. 

Qui sta il punto centrale: «Il filo conduttore della sua missione è stata la convinzione che la Chiesa è una casa per tutti, una casa dalle porte sempre aperteHa più volte fatto ricorso all’immagine della Chiesa come “ospedale da campo” dopo una battaglia in cui vi sono stati molti feriti; una Chiesa desiderosa di prendersi cura con determinazione dei problemi delle persone e dei grandi affanni che lacerano il mondo contemporaneo; una Chiesa capace di chinarsi su ogni uomo, al di là di ogni credo o condizione, curandone le ferite» .

IL NUOVO PAPA SARA’ QUELLO DEI DIECI SEGRETI?

EDITORIALE DI PADRE LIVIO – 24 APRILE 2025

COMMENTO DI PADRE LIVIO AL MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE – 25 APRILE 2025

MIRACOLO IN SAN PIETRO

Ucraina, la pace passa per San Pietro. Trump e Zelensky rilanciano i negoziati

(VATICAN NEWS 26 APRILE 2025)

I funerali di Papa Francesco, nella Basilica vaticana, sono stati occasione per un incontro tra i presidenti di Stati Uniti e Ucraina, sul futuro nel Paese martoriato da oltre tre anni di guerra e costantemente nelle preghiere del defunto Pontefice. Un colloquio, secondo Zelensky, che ha il potenziale per “diventare storico” se si raggiungeranno “risultati congiunti”

Valerio Palombaro – Città del Vaticano

Tra le tante immagini che resteranno dell’ultimo saluto a Papa Francesco, oltre a quelle delle esequie del Pontefice, c’è sicuramente quella che ritrae il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e quello dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, seduti uno di fronte all’altro in un angolo della basilica di San Pietro. Un incontro annunciato, poi messo in dubbio da una possibile assenza del secondo, e infine avvenuto. Si tratta del primo faccia a faccia tra i due, durato 15 minuti, dopo quello drammatico avvenuto in mondovisione nello studio ovale della Casa Bianca, dalla quale Zelensky era andato via senza partecipare alla conferenza stampa.

Un colloquio “molto produttivo”

Il colloquio, secondo il direttore delle comunicazioni della Casa Bianca, Steve Cheung, sarebbe stato «molto produttivo». La presidenza ucraina ha inoltre diffuso una fotografia di un altro breve colloquio tra Trump e Zelensky in Vaticano, questa volta allargato al premier britannico Keir Starmer e al presidente francese Emmanuel Macron. Secondo il portavoce presidenziale ucraino, Serhii Nikiforov, Zelensky e Trump hanno concordato di portare avanti i negoziati. Zelensky, scrivendo su X, ha parlato di un «buon incontro» che «potrebbe diventare storico se si raggiungessero risultati congiunti». Il presidente ucraino ha in particolare auspicato “un cessate il fuoco completo e incondizionato” e “una pace affidabile e duratura che impedisca lo scoppio di un’altra guerra”.

La controfferta ucraina

Secondo il «New York Times», nel colloquio si è parlato anche della controfferta ucraina alla proposta della Casa Bianca per mettere fine alla guerra. Un piano che prevederebbe il dispiegamento di un «contingente di sicurezza europeo» sostenuto dagli Usa, senza menzionare la piena restituzione dei territori occupati dalla Russia, né l’adesione di Kyiv alla Nato, due questioni che Zelensky ha da tempo dichiarato non negoziabili. Da Mosca, intanto, il portavoce del Cremlino, Dmitrj Peskov, ha annunciato che il capo di Stato maggiore russo ha informato Putin sul «completamento dell’operazione» per liberare la regione russa di Kursk, parzialmente occupata dagli ucraini dall’agosto 2024. Tanti altri brevi incontri bilaterali si sono svolti oggi in occasione del funerale di Francesco. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha diffuso tramite i suoi profili social una foto della stretta di mano odierna con Trump. La titolare dell’esecutivo europeo e il presidente statunitense – nel loro breve scambio in piazza San Pietro – hanno concordato di incontrarsi nuovamente, ha sottolineato la portavoce di Von der Leyen, Paula Pinho. Segnali incoraggianti sulla scelta della via del dialogo, particolarmente significativi nell’attuale contesto segnato dai dazi e dalle tensioni internazionali.

DIARIO RADIOFONICO QUOTIDIANO

64. La visione di Suor Lucia sulla purificazione del mondo e il trionfo del Cuore Immacolato di Maria

Suor Lucia, il 3 maggio 1944, prima di scrivere il terzo Segreto di Fatima da inviare al Vescovo di Leiria, ebbe una visione che riguarda il futuro e che potrebbe riguardare i Segreti di Medjugorje dal quarto dal decimo.

È una visione solenne e altamente drammatica, che manifesta il Giudizio di Dio sul mondo e la vittoria della fede sull’impero delle tenebre. La potenza della rappresentazione parla da sola:

«Sentii lo spirito inondato da un mistero di luce che è Dio e in Lui vidi e udii: – la punta della lancia come una fiamma che si allunga fino a toccare l’asse terrestre; – e questa sussulta: montagne, città, paesi e villaggi con i loro abitanti vengono sepolti.

Il mare, i fiumi e le nubi escono dagli argini, debordano, inondano e trascinano con sé in un vortice un numero incalcolabile di case e persone: è la purificazione del mondo dal peccato in cui si è immerso.

L’odio, l’ambizione provocano la guerra distruttrice!

Quindi nel palpito accelerato del cuore e nel mio spirito udii risuonare una voce soave che diceva:

 “Nel tempo, una sola fede, un solo battesimo, una sola Chiesa, santa, cattolica, apostolica. Nell’eternità, il Cielo!”.

Questa parola “Cielo” riempì la mia anima di pace e felicità, a tal punto che, quasi senza rendermene conto, continuai a ripetere a lungo: “Il Cielo! Il Cielo!”.

Non appena passò quella soverchiante forza soprannaturale, mi misi a scrivere e lo feci senza difficoltà, il giorno 3 gennaio 1944, in ginocchio, appoggiata sul letto che mi servì da tavolo»

Suor Lucia ebbe una visione simile sei anni prima (1937) e la descrive così in una lettera:

«Se solo il mondo riconoscesse il momento di grazia che ancora gli è concesso e facesse penitenza»; quindi la confidenza:

«Vedo, nella luce immensa che è Dio, la terra scuotersi e tremare dinanzi al soffio della Sua voce:

città e villaggi sepolti, rasi al suolo, inghiottiti; montagne di gente indifesa.

Vedo le cataratte fra tuoni e lampi, i fiumi e i mari che strabordano e inondano

 e le anime che dormono il sonno della morte! …”

Forse ora comprendiamo perché, alla rivelazione dei Segreti, alcuni Veggenti di Medjugorje, secondo quanto affermato da fra J. Bubalo, sono sbiancati.

FOLLA ENORME AL FUNERALE DI FRANCESCO

A DIO FRANCESCO! L’ULTIMO ABBRACCIO

COMMENTO AL MESSAGGIO

Messaggio Aprile 2025

Cari figli,

 I venti dell’inquietudine, dell’egoismo e del peccato afferrano molti cuori e li guidano all’inquietudine ed alla perdizione.

Perciò vi invito, figlioli, ritornate a Dio ed alla preghiera affinché possiate star bene nei cuori e sulla terra, sulla quale vivete.

Vi amo, figlioli, e perciò non mi stanco ad invitarvi alla conversione.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

(Con approvazione ecclesiastica)


QUESTO COMMENTO BREVE AL MESSAGGIO E’ STATO SCRITTO PER LA DIVULGAZIONE

COMMENTO AL MESSAGGIO DEL 25 APRILE 2025

Cari amici,

il messaggio della Regina della pace cade in un momento particolare per la Chiesa in lutto per la morte del suo Pastore universale e nel medesimo tempo nella trepidante attesa di un Conclave dagli esiti sconosciuti.

Tuttavia, di questo clima generale che noi tutti avvertiamo, non vi è nessuna traccia nelle parole che la Madonna ci ha rivolto.

Il Cielo già conosce il nome del nuovo Pastore e ci ha già rivelato da tempo ciò che lo attende lungo il cammino del Calvario, che la Chiesa dovrà percorrere nel prossimo futuro.

Ciò che preoccupa la Madre è che i suoi “cari figli” continuano a non prestare ascolto ai suoi appelli di “ritornare a Dio e alla preghiera.”

Non era mai accaduto che la Madonna ci chiamasse, con accenti accorati, quattro volte di seguito alla conversione, come è avvenuto nei primi quattro messi del 2025.

La Madonna sa che i tempi stringono ed è preoccupata di come l’umanità stia correndo velocemente verso “la perdizione” senza rendersi conto della catastrofe in cui sta precipitando.

La sua descrizione del mondo attuale, con la quale apre il messaggio, ci rivela la situazione spirituale del mondo di come il Cielo la vede, ben diversa dalle nostre analisi elaborate con gli occhi accecati.

Nel mondo “Regna satana” ha detto la Madonna in piena emergenza Covid (25 marzo 2020), che scardina i cuori e se ne impadronisce con l’odio, la superbia e l’incredulità.

Da allora i suoi messaggi non hanno fatto che rivelare il dilagare del male fino a dire che Satana non è mai stato così forte come lo è adesso perché è l’uomo moderno, che non vuole Dio, che gli dà la forza con la quale distruggere il mondo e impadronirsi delle anime.

La Madre però non abbandona i suoi figli, perché li ama ed è instancabile nel richiamarci alla conversione. Se ritorniamo a Dio, alla preghiera e ai comandamenti, ci assicura che staremo bene su questa terra, prima di tutto nei nostri cuori e poi nella nostra vita quotidiana.

La Madonna sa che i tempi stringono, che i dieci Segreti, che Lei ha rivelato, si avvicinano rapidamente e che forse sarà il nuovo Pontefice a doverli affrontare.

Per questo è necessario che tutta la Chiesa e ogni suo membro siano sintonizzati con i piani di Dio perché non ci colgano impreparati, come è accaduto agli apostoli durante la Passione del Signore.

Padre Livio

Pensieri sui Vangeli Festivi: II Domenica di Pasqua di Padre Livio

Vangelo

Otto giorni dopo venne Gesù.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 20,19-31

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Parola del Signore.

PREGHIAMO PER LA CHIESA

Recita quotidiana della preghiera fino alla conclusione del conclave

Signore Gesù, prima di congedarti dai Tuoi Apostoli, ci hai promesso: “Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo”.

Noi sentiamo la Tua rassicurante presenza e siamo certi che Tu resti sempre al timone della barca della Chiesa e la guidi con mano ferma in mezzo alle tempeste della storia.

In questo momento di attesa, per intercessione della Tua Santissima Madre, manda il Tuo Santo Spirito, affinché ci doni un pastore secondo il Tuo cuore, un pastore che non indietreggi di fronte ai lupi, ma alla sequela di Cristo, Via, Verità e Vita, ci guidi saldamente alla strada che conduce alla salvezza.

Amen

SIANO LODATI GESU’ E MARIA

DALLA SEDE DI RADIO MARIA BUONGIORNO

Regina Coeli 

Regina del cielo, rallegrati, alleluia: 
Cristo, che hai portato nel grembo, alleluia, 
è risorto, come aveva promesso, alleluia. 
Prega il Signore per noi, alleluia. 

V. Gioisci e rallegrati, Vergine Maria, alleluia. 
R. Poiché il Signore è veramente risorto, alleluia. 

Preghiamo:

O Dio, che nella gloriosa risurrezione del tuo Figlio hai ridato la gioia al mondo intero, per intercessione di Maria Vergine concedi a noi di godere la gioia della vita senza fine.
Per Cristo nostro Signore.

Amen.

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