1. L’Orazione mentale e vocale
Il Catechismo distingue l’Orazione dalla preghiera. La prima è una forma più liturgica, mentre la preghiera è più personale, vi è una sottile differenza importante. Il Catechismo definisce l’orazione come una pia elevazione dell’anima a Dio. È un movimento dell’anima, è un’apertura del cuore che cerca Dio perché desidera l’Assoluto, la Verità, l’Amore. Il cuore umano è inquieto, come dice Sant’Agostino, finché non riposa in Dio. La preghiera nasce dal desiderio di Dio, che è insito nel cuore umano. Purtroppo, la vita di mondo e di peccato fa sì che questo desiderio venga coperto dalle coltri dell’effimero e di ciò che passa.
Nei momenti particolarmente difficili della vita, il cuore protesta di essere soffocato e vuole riprendersi il suo posto tornando alla preghiera e alla ricerca dell’Infinito. La preghiera è l’elevazione dell’anima a Dio, la ricerca di Dio, un desiderio di ascoltarlo, di sentirsi perdonati e abbracciati. Le varie forme di preghiera nascono tutte da questo movimento dell’anima verso Dio. È l’uomo che trascende se stesso, che supera i limiti della sua finitezza e che si eleva fino al Creatore.
La preghiera è un fenomeno umano. Gli scienziati di quest’epoca che vivono senza Dio, affermano che l’uomo è un pugno di fosfati e polvere, che quando muore scompare completamente. Questa è la nuova religione, ma dovrebbero spiegarci per quale ragione in tutte le civiltà del mondo, dalle più antiche alle più moderne, c’è la preghiera, il movimento dell’anima verso l’alto, il desiderio dell’uomo di andare oltre se stesso. Nei regimi atei che hanno imposto l’ateismo fin dall’inizio – come la Cina – nonostante tutto non sono pochi a uscire da questa cupola soffocante per cercare Dio. Anche la Russia ha lasciato il comunismo per sposare una forma di messianismo che riporta l’uomo all’interno della caverna, perché quando si fa consistere la religione in un progetto politico si uccide la preghiera.
Ciò che c’è di più bello nell’uomo è la ricerca di Dio. “L’homme passe l’homme” disse Blaise Pascal, ovvero “l’uomo supera l’uomo”. Questa è la preghiera definita magistralmente dal Catechismo: una pia elevazione dell’anima a Dio. Pia nel senso che non è una ricerca dell’assoluto e dell’infinito indeterminati, ma è la ricerca di Dio, del suo Volto. È la preghiera con la quale diamo a Dio del “tu” e non del “lei”. È la grandezza della preghiera con la quale Dio attira a sé ed eleva al suo livello. Nella Sacra Scrittura non ci si rivolge mai a Dio con il “lei” e nessun titolo particolare se non quello che gli spetta: il Signore, il Creatore, il Redentore.
L’orazione è di due specie: mentale e vocale. La Madonna a Medjugorje ci ha insegnato una preghiera liturgica, poi delle preghiere che possiamo dire oralmente e mentalmente che sono il Rosario, il Credo e l’Invocazione allo Spirito Santo. Inoltre, la Gospa ci ha insegnato la preghiera personale, insistendo molto su di essa. Nei primissimi tempi in cui viaggiavo a Medjugorje, c’erano i ragazzi della Parrocchia che avevano formato dei gruppi di preghiera per esercitarsi nella preghiera personale, davanti al Tabernacolo e al Crocifisso. La preghiera personale è anche nell’Adorazione, dove il sacerdote si fa interprete delle preghiere personali, con preghiere che nascono spontanee dal fondo del cuore del celebrante, che vive l’assemblea. La distinzione tra preghiera mentale e vocale differisce dal fatto che quella vocale è soprattutto liturgica, mentre quella mentale è più personale. Dovremmo curare la preghiera personale in modo particolare così da pregare giorno e notte. Di giorno ci sono diversi momenti vuoti che si possono riempire con la preghiera, le invocazioni o le litanie. La preghiera deve sgorgare dal cuore come una fonte continua di acqua fresca. La preghiera dà forza, pace, luce, è il nutrimento dell’anima, è l’acqua che fa sì che il fiore della preghiera cresca sempre bello e rigoglioso.
Restauriamo la preghiera liturgica andando a Messa tutte le domeniche. Coltiviamo la preghiera in modo tale che sia una componente importante della nostra vita. Facciamo un paragone: quanto spendiamo e dedichiamo al nostro corpo e quanto spendiamo per la preghiera. La grazia di Dio non si compra, ma si ottiene pregando. I doni dello Spirito Santo si ottengono pregando. Dedichiamo alla preghiera almeno lo stesso tempo che dedichiamo al cibo. Cerchiamo di vivere in grazia di Dio, affinché la preghiera abbia una grande forza di intercessione. Quando una persona è in grazia di Dio e prega per gli altri, la preghiera ha una grande efficacia. Se si è in peccato mortale la preghiera non ha molta valenza per gli altri, ma potrebbe essere utile per la conversione di se stessi. Un tralcio secco non produce frutti. Bisogna pregare in grazia di Dio, in unione con Cristo e Maria. Con loro la vita cambia, è più serena, più gioiosa, più sicura, siamo più forti, più luminosi. Diventiamo punti di riferimento per tutti i deboli che cercano Dio.
L’orazione mentale è quella che si fa con la sola mente e col cuore, accompagnando i pensieri con il cuore. L’orazione vocale, detta più comunamente preghiera, è quella che si fa con le parole accompagnata dalla mente e dal cuore. Quando preghiamo dobbiamo sentire nel cuore le parole che proferiamo, ad esempio con il Padre Nostro dobbiamo sentire l’amore di Dio. Dobbiamo pensare al Padre che ci ama, ci ha creati, che ha inviato suo Figlio come nostro fratello per salvarci. Dobbiamo gustare le parole mettendole in pratica. Le parole fanno germogliare nel nostro cuore una serie di sentimenti e di sensazioni di amore, di pentimento, di dedizione, di cambiamento interiore. La preghiera è un’acqua viva che fa germogliare i semi di santità che abbiamo nel cuore.




