Eccellenza Mons. Youseph Tobjy, vescovo maronita di Aleppo. Pregare per la pace in medio oriente
Mons William Shomali, Vicario Generale del Patriarcato Latino di Gerusalemme


Ieri pomeriggio, dal Porto della città di Tiro in Libano
PARIGI ~ RUE DU BAC~ 3 Marzo 2026 ̥˚ “TUTTI I SEGRETI SI REALIZZERANNO ~ LA PROMESSA DELLA MADONNA A MEDJUGORJE ” ⭐️E’ il NUOVO #LIBRO di 🟢 P.LIVIO🟢 disponibile su tutti gli store on line e a Radio Maria : messaggi whatsapp 031610610 tel 031610600 via email [email protected]

21. Perché i credenti non devono temere gli eventi dei Segreti?
Spesso i Segreti di Medjugorje vengono presentati in modo improprio, ovvero come fossero dei castighi divini. I primi due Segreti per molti anni si è creduto fossero degli ammonimenti, ma cercando le testimonianze dei primi tempi, si è scoperto che erano eventi dolorosi che riguardavano Medjugorje.
In un’intervista fatta a Padre Petar a Mirjana del 26 ottobre 1985, affermava che i primi due Segreti sarebbero stati dei disastri, paragonabili a una diga che si rompe. Mirjana ha visto il primo Segreto e lo descrive dicendo che provocherà molto dolore, ma nel medesimo tempo avrà un effetto spirituale positivo perché darà la vista spirituale. Questo significa che le persone capiranno che le cose di questo mondo passeranno e che la cosa più importante su questa Terra sono i beni spirituali: l’amore, la sapienza, la bontà e tutto ciò che viene da Dio.
In questa prospettiva è istintivo temere i Segreti, perché sono eventi della natura o effetti della guerra. Il terzo Segreto di Fatima, infatti, parla della grande persecuzione alla Chiesa, ed è collocata in una grande città diroccata in un contesto di guerra.
Gli eventi dei Segreti, che vengano da Dio, dalla natura o dalla guerra, fanno paura. Il cammino dell’umanità nel mondo è accompagnato da queste realtà; quindi, non sono dei fatti particolarmente inediti. Tuttavia, quello che colpisce è il fatto che ogni evento verrà rivelato tre giorni prima. Padre Petar in un’intervista ha specificato che di ogni evento sapremo quando accade, dove accade, il luogo in cui accade, che cosa accade e quanto durerà. La Madonna ha tolto il veleno dandoci queste informazioni che hanno un effetto salvifico. Questa è la Misericordia di Dio che dissolve la paura, è il sole che scaccia le nebbie del timore. Affidiamoci, preghiamo, confidiamo e crediamo in Dio.
Se guardiamo bene la Sacra Scrittura, non è la prima volta che Dio rivela degli eventi che devono accadere affinché la gente si salvi. I fatti più clamorosi sono quelli di Sodoma e Gomorra: Dio non trovando i giusti li punì, ma prima avverte Abramo, il quale fece uscire dalla città suo genero Lot con sua moglie affinché si salvassero. Un altro fatto è la caduta di Gerusalemme, una delle profezie più importanti di Gesù. Egli disse che la città sarebbe stata circondata dagli eserciti e raccomanda ai cristiani e ai discepoli di non entrare in città e di fuggire sulle colline. Coloro che hanno creduto si sono salvati.
I Segreti di Medjugorje non sono al di fuori della consuetudine divina. Gesù nella profezia che compie nel tempio non minimizza la distruzione di Gerusalemme, ma indica una via di salvezza a chi crede. La medesima cosa accadrà per i Segreti che verranno preannunciati tre giorni prima in modo tale che coloro che credono possano salvarsi. Saranno tre giorni di Passione dove imperversa il male, ma per coloro che hanno la fede c’è sempre la possibilità di salvarsi.
La stessa Mirjana, riflettendo sui Messaggi della Madonna, ha riassunto in un frase molto significativa il senso dei Segreti dicendo che Dio permette i Segreti per cambiare il mondo. Questo è conforme alla teologia cristiana: Dio permette il male per dare un bene maggiore. Questa è la lettura vera dei Segreti, ovvero che sono un male permesso da Dio per avere un bene maggiore che è il trionfo del Cuore Immacolato di Maria del tempo di pace per il mondo. Allo stesso tempo, i Segreti sono anche un giudizio, una forma di autopunizione per chi non crede, come dice il Catechismo della Chiesa Cattolica.
Bisogna fare attenzione a queste forme di incredulità e indurimento del cuore perché sono molto pericolose. Prestiamo attenzione alle parole della Regina della pace, capiamole nel loro vero senso che è quello salvifico e cerchiamo di vedere la Misericordia in essi.
Nel tempo dei Segreti si salveranno tutti coloro che vorranno credere e il mondo verrà purificato.
In questo tempo di Quaresima affrontiamo la nostra guerra personale contro satana come ci ha insegnato Gesù nel deserto. Egli si è preparato per quaranta giorni di preghiera e di digiuno per affrontare vittoriosamente il diavolo. Per il mondo intero Gesù fronteggia una grande seduzione, che ripete la tentazione originari: “sarete come Dio” (Genesi 3).
Siamo in un passaggio della civiltà in cui rifiutiamo la fede nella Croce, rifiutiamo il Dio della pace e dell’amore per innalzare noi stessi. In questi comportamenti è sempre presente la radice della superbia che ha coltivato l’angelo ribelle. È quel veleno che abbiamo dentro di noi e che dobbiamo estirpare, come le radici dell’invidia, della prepotenza e della violenza.
Una delle grandi eresie del nostro tempo è la negazione dell’anima umana, così come è stata elaborata dal Cristianesimo. Nella Sacra Scrittura – libro della Genesi – quando si parla della creazione dell’uomo, è scritto che il corpo viene dalla terra, mentre per l’anima Dio infonde il suo soffio, il suo Ruah, il suo spirito. Quindi, l’anima è una scintilla divina che Dio immette nella materia; pertanto, fa dell’uomo una realtà irriducibile alla materia, staccandosi radicalmente dal mondo animale che invece ha un anima che muore con il corpo. Per questo motivo l’uomo viene chiamato “immagine di Dio”, perché anche Dio è spirito. L’anima ha quelle potenzialità e attività tipiche dello spirito, cioè l’intelligenza e la volontà.
Nel libro “Diario di un curato di campagna” di Georges Bernanos, il sacrestano afferma che nella morte muore tutta la persona. Tuttavia, la definizione della morte è molto più semplice e vera, ovvero che nella morte l’anima si distacca dal corpo e sussiste senza di esso. L’anima è spirituale e immortale e nel momento che lascia il corpo viene giudicata e immediatamente inviata in Paradiso, purgatorio o inferno.
Questa concezione cristiana dell’uomo è un patrimonio dell’umanità, infatti, anche nelle grandi civiltà si è coltivato il culto dei morti perché pensano che le anime sopravvivono. Questo vale per le civiltà greco-latine, che mezzo secolo prima della venuta del Signore parlavano dell’immortalità dell’anima, (come nel “Fedone” di Platone) e per le civiltà asiatiche e induiste. Anche nelle civiltà meno evolute nell’ambito filosofico, come in Africa o in America, si crede nella sopravvivenza dopo la morte. Questa è una ricchezza umana che il Cristianesimo ha illuminato nella luce della Risurrezione di Cristo. Noi siamo la nostra anima. Il giorno del Giudizio universale, con la Resurrezione dei corpi, ogni anima che è nella salvezza avrà un corpo glorioso a imitazione della Gloria di Cristo risorto, le anime dannate avranno il corpo a immagine della loro dannazione.
L’antropologia cristiana è fondamentale perché il Cristianesimo, dal punto di vista della cura del corpo, ha sviluppato la compassione per le persone malate, per tutto ciò che può alleviare la malattia. Gesù chiedeva di avere fede, che le anime resuscitassero, si svegliassero nella vita della fede e nel rapporto con Dio, ma curava anche i corpi attraverso molti miracoli. Il corpo è creatura di Dio, è bellissimo, perché l’anima spirituale lo ha elevato e irradia la sua luce. Le persone buone che si sono purificate dai vizi hanno dei corpi belli, anche se sono persone anziane o malate. Le persone veramente belle non sono coloro che fanno le sfilate di moda, ma coloro che hanno un’anima bella. Persino i romani pagani sono riusciti a capire “mens sana in corpore sano”, ovvero che quando c’è una mente sana, un pensiero elevato, anche il corpo ne benefica.
Nel tempo di Quaresima siamo invitati alla preghiera e con essa nutriamo l’anima, la illuminiamo. Il Vangelo dice che quando Gesù tornava dalla preghiera notturna e tornava la mattina con gli Apostoli, era sempre luminoso. La preghiera rende luminosi, rende bella l’anima che irradia il corpo e lo eleva, lo sana. A volte è la malattia dell’anima, le depressioni e le cattiverie, che rendono repellente e brutto il corpo.
Bisogna dare all’anima almeno la medesima cura con cui si tratta il proprio corpo. Se c’è qualche piccolo problema nel nostro corpo andiamo a farci curare; la stessa cosa dobbiamo farla anche per l’anima. Anche l’anima con il peccato si ammala, provoca delle ferite e il peccato mortale la rende prossima alla morte.
L’anima si cura con la forza della preghiera, con cui chiediamo la grazia e l’amore di Dio, la forza dello Spirito Santo che ci trasforma. Nel Getsemani, Gesù è prostrato e suda sangue ma persevera nella preghiera. Terminato il momento di raccoglimento, va verso i discepoli e li esorta ad alzarsi per affrontare la Passione con quella forza umile che sopporta tutto il male inimmaginabile. Gesù si è fortificato nella preghiera per poter affrontare l’odio riversato su di lui. Cristo risorto ha il suo corpo glorioso con le piaghe che ci indicano che attraverso la sofferenza del corpo possiamo raggiungere la Gloria.
Nel periodo di Quaresima coltiviamo l’anima, soprattutto nella confessione pasquale, in modo tale da vivere in grazia di Dio, essere pieni della Sua luce e abitati dall’amore, dall’umiltà, dalla bontà, dalla rettitudine e sapienza di Dio. Che Cristo sia vivo in noi, perché la potenza del male che c’è nel mondo può essere vinta solo dalle persone buone che impediscono al male di prevalere con la loro bontà, col perdono, con l’amore, che si esprimono nella parole, nelle azioni e nei comportamenti.
San Francesco diceva che il corpo è frate asino, che ha bisogno delle redini, del morso, degli schiocchi di frusta per rimanere sulla retta via. Mortificare il corpo attraverso le rinunce è un esercizio ascetico che vale tanto per noi specialmente quando alleviamo i vizi come l’ingordigia, la gola, la lussuria. Mortificando diventiamo forti, belli, creature belle di Dio, siamo più contenti, felici. Sia questa una prospettiva della Quaresima: rafforzare l’anima e con essa mitighiamo e controlliamo il nostro corpo che non è un idolo da adorare. Il corpo diventerà cenere, ma se l’anima sarà gloriosa anche il corpo lo sarà.
