BLOG DI P.LIVIO DIRETTORE DI RADIO MARIA

"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

La citazione del giorno – “Senza Dio non c’è futuro” – n°10

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Un pericolo gravissimo oggi corrono le anime, perché in passato, anche se c’erano i peccati c’era comunque l’orizzonte della fede. Grandi autori del secolo scorso, al termine della loro vita tornavano a Dio: Giacomo Leopardi, Giosuè Carducci e tanti altri, di fronte al resoconto finale, risvegliavano la coscienza, ritornavano all’essenziale, si chiedevano a che cosa serve la vita e che cosa c’è dopo.
Al giorno d’oggi tutto questo è oscurato, soffocato e le persone muoiono impenitenti, senza sacramenti, senza preghiera, senza riferimento a Dio, perché sostanzialmente hanno vissuto così.
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❀* {Tratto da
“Senza Dio non c’è futuro”
Libro di P.Livio}

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🔴LIVE🔴 IL FALSARIO: LA LOTTA QUOTIDIANA CONTRO SATANA – PUNTATA 40


Francesco, il ricordo in volo di Leone XIV: «Ringraziamo Dio per il dono della sua vita alla Chiesa e al mondo»

di Gian Guido Vecchi, inviato – Corriere della Sera – 21 Aprile 2026

Il Pontefice, nel viaggio verso l’isola di Bioko nella Guinea Equatoriale, ricorda Bergoglio a un anno dalla sua scomparsa

Prevost al suo arrivo a Malabo (Ap)

SUL VOLO PAPALE – «Ringraziamo il Signore per il gran dono della vita di Francesco a tutta la Chiesa e a tutto col mondo». Leone XIV raggiunge i giornalisti sull’aereo verso l’isola di Bioko e la città di Malabo, nella Guinea Equatoriale, ultima tappa del viaggio cominciato all’inizio della settimana scorsa in Algeria e proseguito in Camerun e in Angola. Il 21 aprile 2025 era il Lunedì dell’Angelo, Bergoglio morì alle 7,35.

«Anzitutto vorrei ricordare, in questo primo anniversario della morte, Papa Francesco, che ha donato tanto alla Chiesa con la sua vita, la sua testimonianza, la sua parola e i suoi gesti», dice Prevost: «Ha vissuto veramente la vicinanza ai più poveri, ai più piccoli, ai malati, ai bambini, agli anziani. Ha lasciato tanto alla Chiesa con la sua testimonianza e la sua parola».

All’inizio del 2023, fu Francesco a chiamare, dalla diocesi di Chiclayo, quel frate agostiniano che era stato padre generale del suo ordine, aveva passato vent’anni come missionario e vescovo in Perù e ora veniva nominato prefetto del Dicastero dei Vescovi: a fine settembre lo fece cardinale, nessuno poteva immaginare che una ventina di mesi più tardi Robert Francis Prevost gli sarebbe succeduto come vescovo di Roma.

Dell’insegnamento di Francesco «possiamo ricordare tante cose», dice Leone XIV, e richiama in particolare il senso della «fratellanza universale», l’impulso a promuovere «un autentico rispetto per tutti gli uomini e tutte le donne, lo spirito di fraternità, essere fratelli sorelle tutti, cercare come vivere il messaggio che troviamo nel Vangelo».

E poi, «il messaggio della misericordia», aggiunge il pontefice, fin dal primo Angelus e dalla messa che celebrò «ancora prima dell’inaugurazione del pontificato, quando ha predicato sulla donna adultera», ovvero il brano dl Vangelo di Giovanni in cui Gesù dice «chi è senza peccato scagli la prima pietra» a chi vorrebbe lapidarla: «Francesco ha parlato dal cuore della misericordia di Dio, dal cuore di questo grande amore, perdono e generosa espressione di misericordia del Signore, e ha voluto condividere questo spirito con tutta la Chiesa, anche con la bellissima celebrazione di un Giubileo straordinario della misericordia.

 Preghiamo che lui stia già godendo della misericordia del Signore».

LA FEDE INSEGNATA AI FIGLI

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Crosetto: «Lo scontro totale è tra Usa e Cina, l’Europa è debole»

«Non siamo in una crisi: siamo in un cambio d’epoca. Il mondo non si allarga più: si restringe, e non ci sarà spazio per tutti. Lo scontro centrale è
tra Stati Uniti e Cina, e si combatterà su tecnologia, energia, dati, spazio e materie prime. Non è solo guerra militare: è guerra totale e ibrida».

Lo ha detto il Ministro della Difesa Guido Crosetto – da quanto si apprende – intervenendo al Cedacri Forum 2026 a Villa d’Este Cernobbio (Co). «L’Europa – ha osservato Crosetto – è oggi il terzo modello debole: lenta, disarmata, disunita. Eppure è l’unica alternativa possibile tra capitalismo oligarchico e autocrazie. Ma così com’è, perderà».

«Il futuro – ha proseguito il ministro- porterà meno lavoro, più disuguaglianza e sistemi sociali sotto pressione. Le democrazie stesse sono a rischio. La difesa non è più solo esercito: è cyber, infrastrutture, energia, informazione, mentalità collettiva. Da soli non ce la fa nessuno: né l’Italia né i singoli attori. Serve un patto totale tra politica, imprese, finanza e società, abbattendo barriere e lavorando insieme — anche tra concorrenti». 

«La vera sfida europea – ha sottolineato il titolare della Difesa – è costruire sovranità tecnologica e industriale, filiere strategiche e autonomia su risorse critiche. Non orizzontale, ma verticale, scientifica, ossessiva. Serve velocità: in questo mondo stare fermi significa correre, avanzare significa correre di più.

 La classe dirigente ha una responsabilità diretta: capire il mondo, anticiparlo e guidarlo. Non è più tempo di pensare al proprio interesse
individuale: chi lo fa è destinato a essere travolto. Il futuro non si improvvisa: si progetta. E oggi manca visione, coraggio e consapevolezza».

L’Europa, ha concluso, «può vincere solo se costruisce un modello che
unisca innovazione e valori, diventando attrattiva per le menti libere
del mondo. Nessuno è esonerato. Tutti sono responsabili. O si costruisce insieme un nuovo ruolo, o si viene esclusi dalla storia».

I Segreti di Medjugorje – di P. Livio – Puntata 38 – Le conversioni nel tempo dei Segreti di Medjugorje

I Segreti di Medjugorje

38. Le conversioni nel tempo dei Segreti

Il tema delle conversioni è molto importante. Il tempo dei Segreti sarà un tempo in cui esploderà la persecuzione alla Chiesa, come indicato nel terzo Segreto di Fatima e come affermano i veggenti di Medjugorje. Gli eventi dei Segreti riguardano il mondo e la Chiesa; perciò, ci domandiamo come sia possibile che in un clima di persecuzione globale nei confronti della Chiesa ci possano essere tante conversioni.
Quello che avverrà nel tempo dei Segreti, per grazia di Dio, è una manifestazione del soprannaturale. Sotto un profilo umano sarà caratterizzato dalla guerra fra l’Oriente e l’Occidente e dalla persecuzione alla Chiesa. I Segreti verranno rivelati a Medjugorje in una Parrocchia da un esponente della Chiesa. La Chiesa sarà colei che manifesta l’intervento di Cristo e di Maria nella Storia, e verrà ritenuta dai potentati umani come soggetto da eliminare.       
Il tempo della pace che Dio ha promesso all’umanità è presente nella Sacra Scrittura e potrà avvenire solo attraverso la conversione a Cristo. La pace ci sarà solo quando l’umanità avrà accolto il Re della pace: «Attraverso il vostro “sì” alla pace e la vostra decisione per Dio vi si apre una nuova possibilità per la pace. Soltanto così, figlioli, il tempo di questo secolo sarà per voi un tempo di pace e di prosperità» (Messaggio del 25 dicembre 1999). Questo è un altro modo per indicare in che cosa consiste il trionfo del Cuore Immacolato di Maria. La conversione assicura al mondo un tempo di prosperità e pace. Questa è la ragione della presenza a Medjugorje di Maria. Rifiutando Cristo il mondo va sotto il dominio del demonio che aizza la guerra contro Dio e gli uomini gli uni contro gli altri fino all’autodistruzione. Satana scardina i cuori con l’odio: «I venti del male, dell’odio e dell’inquietudine soffiano sulla terra per distruggere le vite» (Messaggio del 25 ottobre 2023).           
Non esiste una pace dell’anticristo. Il tema della falsa pace è molto presente nella Sacra Scrittura, San Paolo disse che quando il mondo griderà pace e sicurezza, allora esploderà l’attacco di satana per distruggere il mondo. Nel tempo dei Segreti possiamo aspettarci un’alleanza anticristica tra i vari potentati per eliminare la Chiesa. La battaglia finale sarà tra Cristo e il demonio, con sua Madre che è presente come plenipotenziaria in questo primo grande combattimento spirituale. Saranno schierati Maria e suo Figlio contro il demonio e le due bestie dell’Apocalisse, il potere umano assoluto e la falsa religione. L’anticristo è l’incarnazione del diavolo. 
C’è una sola pace, ovvero quella che viene da Dio, che ci ha donato Cristo mediante la Croce e che la Madonna sta portando in questo mondo mediante la conversione. In tutto questo tempo della sua presenza su questa Terra, la Gospa ha voluto richiamare gli uomini affinché si riconciliassero con Dio per vivere la pace nei loro cuori. Questo è il primo passo per costruire il tempo della pace, ma il culmine è il tempo dei Segreti che sarà nella cornice di una guerra fra i potentati che porterà inevitabilmente alla distruzione del mondo. Il potentato che non riesce a vincere userà la bomba atomica. Dai potentati umani ci si può aspettare solo morte e distruzione e si salveranno solo coloro che si affideranno a Cristo e Maria.
Ci sarà un momento nella guerra in cui entrerà il soprannaturale. I Segreti sono una possibilità divina che Dio dà a chi vuole salvarsi, sono un’invenzione divina straordinaria, intelligente, sapiente e misericordiosa che obbliga gli uomini a fare un a scelta. Chi crede si salva, chi non crede non si salva. La Madonna rende i Segreti noti a tutta la Chiesa e a tutto il mondo. Rivelerà tre giorni prima il luogo, l’ora, la durata e l’evento del Segreto, affinché gli uomini possano salvarsi credendo. Questo intervento divino vanifica gli eventi umani che distruggono il mondo e la Chiesa. Il terzo Segreto di Fatima, ovvero la persecuzione alla Chiesa e l’uccisione del Papa, rivelato tre giorni prima potrebbe non accadere. La rivelazione di Dio fa sì che i popoli – di qualsiasi parte del mondo come gli indù, i cinesi, gli islamici – possano vedere l’intervento di Dio, la potenza di Dio. In questo modo, potranno sottrarsi dalla morsa dei loro potenti, prepotenti, supponenti per correre verso Maria, il suo Manto, la salvezza e la Chiesa. Queste saranno le grandi conversioni durante il tempo dei Segreti. È una grande grazia, come la presenza di Maria per tutto il tempo dei Segreti attraverso le apparizioni. I veggenti di Medjugorje hanno affermato che con la rivelazione del decimo Segreto non avrebbero più avuto le apparizioni quotidiane. Con il decimo Segreto, per i veggenti Marija, Vicka e Ivan, dovrebbero concludersi le apparizioni quotidiane. La modifica nel piano di Maria consiste nel far continuare le apparizioni quotidiane a uno dei veggenti anche dopo la rivelazione del decimo Segreto. Questo dettaglio, la veggente Vicka, l’ha detto in diretta a Radio Maria; perciò, la nostra Radio sarà coinvolta nel tempo dei Segreti, avrà un compito. Vicka non avrebbe mai fatto una rivelazione di questo tipo se non avesse avuto il consenso da parte della Regina della pace.         
Il tempo dei Segreti è sotto la regia di Maria, perciò i potentati umani crollano, questo ci deve dare grande forza, coraggio e serenità.

Per credere in Dio è necessaria l’umiltà

Nonostante le prove per credere in Dio, molti rimangono ostinati nel non credere. Anche nei Vangeli vediamo che gli avversari di Gesù anche davanti ai più grandi miracoli non indietreggiavano, non credevano. Basti pensare che quando Gesù ha resuscitato Lazzaro che era morto da quattro giorni, i suoi nemici non hanno creduto nemmeno quando lo hanno visto vivo. C’è un obice, un freno interiore che impedisce di credere in Dio anche davanti alle prove più convincenti di fronte alle quali non si può indietreggiare. Questo avviene perché per credere in Dio bisogna essere umili. Se uno è superbo, è pieno di prosopopea, se il suo io è talmente ingombrante da occupare ogni spazio è chiaro che non c’è più posto per Dio nei suoi ragionamenti, nei suoi comportamenti, nei suoi sentimenti.

Per credere in Dio il primo passo da fare è quello di prendere coscienza dei propri limiti che sono molti più di quelli di cui abbiamo consapevolezza. Noi non abbiamo consapevolezza dei nostri limiti e dei nostri peccati per cui ci gonfiamo e pensiamo di essere noi Dio. Non ci siamo dati la vita per conto nostro ma l’abbiamo ricevuta come un dono; prima di esistere non esistevamo. Esistiamo perché Qualcuno ha deciso che noi potessimo esistere. I nostri genitori hanno deciso di avere un figlio ma non ci hanno dato loro l’anima spirituale immortale, è stata creata da Dio dal nulla. Possiamo ben dire che il corpo ci è stato dato dai nostri genitori ma è comunque il progetto creativo di Dio che si realizza e che ci dona anche l’anima spirituale immortale. Questa presa di consapevolezza ci dice quanto dovremmo essere grati per aver ricevuto il dono della vita.

Nessuno si è dato la vita da solo ma tutti l’abbiamo ricevuta da Dio e questo fatto deve tenerci nell’umiltà e nella gratitudine. Mentre Dio est causa sui (è causa di se stesso), come si dice in Teologia per spiegare la differenza tra Dio e la creatura, noi non siamo causa di noi stessi. Noi abbiamo ricevuto l’essere e l’agire, anche il progetto stesso della vita che Dio ci manifesta man mano che cresciamo. Solo questo fatto dovrebbe portarci all’umiltà e invece ci dimentichiamo anche di ringraziare per aver ricevuto il dono della vita e dovremmo avere quell’atteggiamento interiore per il quale Gesù ci ha insegnato a chiamare Dio con il nome di Padre. Dio è Padre proprio perché ci ha dato la vita, ci ha fatto esistere.

Noi non siamo esenti da limiti, da difetti e perfino da cattiverie e da peccati. Non c’è essere umano, per quanto santo sia, che non abbia ricevuto tutto da Dio e non c’è una persona, per quanto santa sia, che non abbia dei limiti da creatura. Eccetto la Vergine Maria e Gesù Cristo nella sua santa umanità, essi non hanno alcuna macchia di peccato, nessun difetto. Noi, invece, siamo pieni di limiti e di peccati molte volte anche gravi e che dovrebbero mantenerci nell’umiltà, nella consapevolezza. Il re David quando commise i suoi gravi peccati di omicidio e di adulterio, grazie al profeta Natan prende consapevolezza della sua miseria e scrive il famoso Salmo 50: Dal profondo a te grido o Signore, Signore ascolta la mia voce.

Nemmeno le creature più perfette e che hanno qualità eccezionali sono in grado di sfuggire alla potenza del male e della morte. Dio ci ha dato la medicina preventiva quando abbiamo commesso il primo grande peccato di superbia per voler essere come Dio. Per trattenerci da questa forma di superbia così antipatica e ributtante, Dio ci ha affibbiato il dolore e la morte che ci ricordano in ogni passo della vita quanto siamo deboli e fragili, ci ricordano che siamo delle creature bisognose di tutto. Dobbiamo, allora, avere un atteggiamento di umiltà, iniziare a pregare. Anche i potenti del mondo, che si sentono onnipotenti, nella loro quotidianità sono limitati come tutti gli altri esseri umani. Dobbiamo riprendere la consapevolezza dei limiti della condizione umana. Dio ci ha lasciato proprio il peccato, il male, la morte, la sofferenza, il dolore per tenerci nella consapevolezza che abbiamo bisogno di Dio, del suo amore, del suo perdono, della sua grazia per poter camminare nella vita senza essere travolti dalle potenze del male.

Se ci esercitiamo in questa consapevolezza di noi stessi, dei nostri peccati e delle nostre miserie ma chiediamo a Dio il perdono dei peccati e la grazia di commetterne più, se ci mettiamo di fronte a Dio come il malato si mette di fronte al medico, allora in noi nasce quell’atteggiamento di umiltà per cui tutte le domande su Dio, tutti gli interrogativi e i dubbi sulla sua esistenza si dissolvono. Se sgombriamo il nostro intimo dalle prepotenze e dalle invadenze del nostro io e ci guardiamo come siamo, nasce spontanea dal profondo la preghiera. La fede in Dio è bloccata dalle prepotenze del nostro io. Diamo una regolata al nostro io, potiamolo il più possibile e così in noi aumenterà l’umiltà che è quel terreno sul quale cresce in noi la divina presenza.
Dio resiste ai superbi e fa grazia agli umili.

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

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