FACEBOOK:
https://it-it.facebook.com/radiomaria/videos/1035219167175556/
DOMENICA 26.ma DEL TEMPO ORDINARIO

Cari amici,
Buona Domenica con Gesù e Maria!
Oggi è una Domenica speciale perché questa sera riceveremo il messaggio della Regina della pace attraverso Marija di Medjugorje.
Grazie alla presenza della Madonna e ai suoi messaggi possiamo camminare con sicurezza in questo tempo agitato e denso di pericoli.
La Madonna è qui da così tanto tempo per indicare all’ umanità smarrita la luce della Verità e la via della Pace.
La Madre dà ai figli la certezza della sua protezione e del trionfo del suo Cuore Immacolato. Ci chiede di seguirla con impegno e con totale fiducia.
Questa sera vi aspettiamo alle h 21 su Radio Maria con Marija che ci trasmetterà il messaggio e anche una sua breve esortazione spirituale.
Ave Maria
Padre Livio
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
BENEDETTO XVI
ANGELUS
Palazzo Apostolico, Castel Gandolfo
Domenica, 30 settembre 2007
Cari fratelli e sorelle!
Oggi il Vangelo di Luca presenta la parabola dell’uomo ricco e del povero Lazzaro (Lc 16,19-31). Il ricco impersona l’uso iniquo delle ricchezze da parte di chi le adopera per un lusso sfrenato ed egoistico, pensando solamente a soddisfare se stesso, senza curarsi affatto del mendicante che sta alla sua porta. Il povero, al contrario, rappresenta la persona di cui soltanto Dio si prende cura: a differenza del ricco, egli ha un nome, Lazzaro, abbreviazione di Eleazaro, che significa appunto “Dio lo aiuta”.
Chi è dimenticato da tutti, Dio non lo dimentica; chi non vale nulla agli occhi degli uomini, è prezioso a quelli del Signore. Il racconto mostra come l’iniquità terrena venga ribaltata dalla giustizia divina: dopo la morte, Lazzaro è accolto “nel seno di Abramo”, cioè nella beatitudine eterna; mentre il ricco finisce “all’inferno tra i tormenti”. Si tratta di un nuovo stato di cose inappellabile e definitivo, per cui è durante la vita che bisogna ravvedersi, farlo dopo non serve a nulla.
Questa parabola si presta anche ad una lettura in chiave sociale. Rimane memorabile quella fornita proprio quarant’anni fa dal Papa Paolo VI nell’Enciclica Popolorum progressio. Parlando della lotta contro la fame, egli scrisse: “Si tratta di costruire un mondo in cui ogni uomo … possa vivere una vita pienamente umana … dove il povero Lazzaro possa assidersi alla stessa mensa del ricco” (n. 47). A causare le numerose situazioni di miseria sono – ricorda l’Enciclica – da una parte “le servitù che vengono dagli uomini” e dall’altra “una natura non sufficientemente padroneggiata” (ibid.). Purtroppo certe popolazioni soffrono di entrambi questi fattori sommati. Come non pensare, in questo momento, specialmente ai Paesi dell’Africa subsahariana, colpiti nei giorni scorsi da gravi inondazioni?
Ma non possiamo dimenticare tante altre situazioni di emergenza umanitaria in diverse regioni del pianeta, nelle quali i conflitti per il potere politico ed economico vengono ad aggravare realtà di disagio ambientale già pesanti. L’appello cui allora diede voce Paolo VI: “I popoli della fame interpellano in maniera drammatica i popoli dell’opulenza” (Popolorum progressio, 3), conserva oggi tutta la sua urgenza. Non possiamo dire di non conoscere la via da percorrere: abbiamo la Legge e i Profeti, ci dice Gesù nel Vangelo. Chi non vuole ascoltarli, non cambierebbe nemmeno se qualcuno dai morti tornasse ad ammonirlo.
La Vergine Maria ci aiuti ad approfittare del tempo presente per ascoltare e mettere in pratica questa parola di Dio. Ci ottenga di diventare più attenti ai fratelli in necessità, per condividere con loro il tanto o il poco che abbiamo, e contribuire, incominciando da noi stessi, a diffondere la logica e lo stile dell’autentica solidarietà.
18 SETTEMBRE- 25.ma DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Cari amici, buona Domenica!
Che la luce di Cristo risorto illumini la vostra vita e vi guidi nel pellegrinaggio verso il Cielo, che è la meta alla quale dobbiamo tendere.
Non dobbiamo permettere che la nostra vita sia vissuta come una clessidra che si svuota, lentamente ma inesorabilmente, o come una candela che si consuma fino a diventare un lucignolo fumigante.
Viviamo invece la vita come una missione che Dio ci ha affidato per cooperare alla diffusione del suo Regno di giustizia, di amore e di pace.
A questa missione dedichiamo noi stessi con generosità , con creatività e con perseveranza perché alla fine tutto ciò che avremo fatto nel tempo lo troveremo nei forzieri dell’eternità.
Nel Vangelo di oggi Gesù ci racconta la parabola dell’ amministratore disonesto che, prevedendo il licenziamento, si da fare per condonare denaro ai debitori del padrone in modo da avere da essi un sostegno successivo.
Gesù osserva quello che osserviamo anche noi in noi stessi: quando c’è da accumulare i beni effimeri o conseguire traguardi mondani non risparmiamo fatiche e iniziative.
Al contrario quando si tratta di operare per il Regno di Dio e di conseguire i beni eterni siamo pigri e negligenti.
Per capovolgere la situazione è necessaria la grazia della conversione, che ci aiuti a vedere la vanità di ciò che passa e la necessità di impegnarsi e per la nostra salvezza eterna e quella dei fratelli.
Preghiamo oggi anche per le popolazioni marchigiane perché Dio dia loro la forza di risollevarsi e di riprendere il cammino,
Vostro Padre Livio
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
La riflessione di Benedetto XVI
“Raccontando la parabola di un amministratore disonesto ma assai scaltro, Cristo insegna ai suoi discepoli quale è il modo migliore di utilizzare il denaro e le ricchezze materiali, e cioè condividerli con i poveri procurandosi così la loro amicizia, in vista del Regno dei cieli…
Il denaro non è disonesto in se stesso, ma più di ogni altra cosa può chiudere l’uomo in un cieco egoismo. Si tratta dunque di operare una sorta di conversione dei beni economici: invece di usarli solo per interesse proprio, occorre pensare anche alle necessità dei poveri…
Qui potrebbe aprirsi un vasto e complesso campo di riflessione sul tema della ricchezza e della povertà, anche su scala mondiale, in cui si confrontano due logiche economiche: la logica del profitto e quella della equa distribuzione dei beni, che non sono in contraddizione l’una con l’altra, purché il loro rapporto sia bene ordinato.
La dottrina sociale cattolica ha sempre sostenuto che l’equa distribuzione dei beni è prioritaria”.
Benedetto XV
DOMENICA 23.ma DEL TEMPO ORDINARIO

Cari amici, buona Domenica!
Che la gloria del Signore risorto illumini le tenebre del mondo e il suo amore ricolmi di gioia i nostri cuori.
Ogni Domenica è sempre nuova perché apre agli occhi del nostro cuore gli orizzonti dell’ eternità che ci attende al termine del nostro cammino.
Non siamo nati per poi morire in questo angolo ristretto dell’universo, nel quale non rimarrà nessuna traccia di noi. Siamo nati per vivere eternamente grazie alla vittorio del Signore Gesù sulla potenza del male e della morte.
Nel vangelo di oggi Gesù ci ripete ancora una volta che la via sulla quale egli cammina è ardua e stretta ed è lungo questa via che dobbiamo seguirlo.
E’ la via della rinuncia al peccato e alle seduzioni del mondo, è la via della fatica e della sofferenza, è la via della Croc, ma nel medesimo tempo è la via della libertà e della gioia.
Gesù ci ammonisce che la sua proposta di vita non è come quella degli influencer del mondo, dietro ai quali gli stolti accorrono a milioni come zanzare impazzite che si buttano nel fuoco.
Perciò ci ammonisce di non prendere alla leggera il suo invito a seguirlo, ma di ponderarlo con attenzione perché richiede un cuore generoso e leale.
L’amore per il Maestro deve essere totale e al di sopra di ogni calcolo e interesse.
Vostro Padre Livio
DOMENICA XXI DEL TEMPO ORDINARIO

Cari amici,
Buona Domenica nella gioia e nella pace del Signore.
La Domenica è il giorno più desiderato della settimana non solo per il riposo, ma per la luce di eternità che emana da quando Gesù è risorto nella mattina di Pasqua.
In questo giorno benedetto la Chiesa chiama i suoi figli a partecipare all’Eucaristia, durante la quale possiamo pregare insieme, nutrirci della Parola di Dio e ricevere Gesù nel nostro cuore.
La Santa Messa è una fonte irrinunciabile di felicità perché ci unisce alla Chiesa del Cielo e a quella della terra e ci fa sentire tutti fratelli e sorelle nell’amore di Gesù.
Nel vangelo di oggi il Signore ci esorta a prendere sul serio la nostra salvezza, perché la porta per entrare in Paradiso è stretta e molti rischiano di rimanere fuori.
Non possiamo sperare di salvarci se non apriamo i nostri cuori a Dio, se non ci pentiamo dei nostri peccati e non ci sforziamo di osservare i comandamenti.
Prendiamo per mano Gesù e la via stretta e in salita diventerà agevole e la porta del Cielo di aprirà al nostro arrivo.
Vostro Padre Livio
PS oggi h 11.15 Omelia in diretta Facebook e h 13.50 su Radio Maria
Radio Maria ETS - Via Milano 12, 22036 Erba (Co) - CF 94023530150