Categoria: PENSIERO FESTIVO Pagina 30 di 53

TERZA DOMENICA DI QUARESIMA (B)
Cari amici di Radio Maria buona Domenica!
Il tempo di Quaresima corre veloce e per noi è importante fare una verifica per renderci conto se i buoni proposti che abbiamo seminato all’inizio di questo tempo di grazia hanno attecchito e hanno incominciato a germogliare.
La vita cristiana è un cammino di santità a cui tutti siamo chiamati e i tempi forti sono un invito ad uscire dal sonno stanco delle nostre anime e a riaccendere il fervore nel servizio del Signore.
In questo ci è di grande aiuto il brano di vangelo di oggi, nel quale Gesù, mosso dalle zelo per la casa del Padre, scaccia con gesti decisi e parole severe i mercanti dal Tempio, rovesciando i banchi dei venditori e agitando una frusta di cordicelle.
Basta questo gesto, cari amici, per comprendere che la bontà di Gesù non è il nostro buonismo indulgente col peccato. Anzi, proprio perché Gesù ci ama, a volte usa le maniere forti per scuoterci il fango di dosso.
Quando non siamo in grado di sentite l’invito dell’amore, usa il mezzo del dolore, toccando la salute e i nostri interessi mondani per salvare le nostre anime.
Il gesto profetico di Gesù ha un valore innanzi tutto interiore. La purificazione del Tempio dagli speculatori, dai mercanti e dai ladri, vuole essere un segno di quella pulizia che riguarda il nostro cuore.
Infatti è il cuore il tempo del Dio vivente, che si è scelto per dimorarvi stabilmente. Come potrebbe la Santissima Trinità abitare in un cuore inquinato dal peccato che lo deturpa e lo rende inospitale?
Gesù al riguardo ci ha specificato ciò che inquina il nostro tempio interiore: “Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dal di dentro e contaminano l’uomo” (Marco 7, 14.23),
Sono qui elencati molti di quegli idoli che dobbiamo cacciare dal cuore in questo tempo quaresimale, preparando per tempo una bella confessione.
Potremo così festeggiare una Pasqua di resurrezione e di gioia e sperimentare una vita radicalmente diversa da quella nel peccato, nella pace con noi stessi, con il prossimo e soprattutto con Dio, che dimora in noi e noi in Lui.
Vostro Padre Livio
TERZA DOMENICA D QUARESIMA (B)
Cari amici d Radio Maria buona Domenica!
Il tempo di Quaresima corre veloce e per noi è importante fare una verifica per renderci conto se i buoni proposti che abbiamo seminato all’inizio di questo tempo di grazia hanno attecchito e hanno incominciato a germogliare.
La vita cristiana è un cammino di santità a cui tutti siamo chiamati e i tempi forti sono un invito ad uscire dal sonno stanco delle nostre anime e a riaccendere il fervore nel servizio del Signore.
In questo ci è di grande aiuto il brano di vangelo di oggi, nel quale Gesù, mosso dalle zelo per la casa del Padre, scaccia con gesti decisi e parole severe i mercanti dal Tempio, rovesciando i banchi dei venditori e agitando una frusta di cordicelle.
Basta questo gesto, cari amici, per comprendere che la bontà di Gesù non è il nostro buonismo indulgente col peccato. Anzi, proprio perché Gesù ci ama, a volte usa le maniere forti per scuoterci il fango di dosso.
Quando non siamo in grado di sentite l’invito dell’amore, usa il mezzo del dolore, toccando la salute e i nostri interessi mondani per salvare le nostre anime.
Il gesto profetico di Gesù ha un valore innanzi tutto interiore. La purificazione del Tempio dagli speculatori, dai mercanti e dai ladri, vuole essere un segno di quella pulizia che riguarda il nostro cuore.
Infatti è il cuore il tempo del Dio vivente, che si è scelto per dimorarvi stabilmente. Come potrebbe la Santissima Trinità abitare in un cuore inquinato dal peccato che lo deturpa e lo rende inospitale?
Gesù al riguardo ci ha specificato ciò che inquina il nostro tempio interiore: “Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dal di dentro e contaminano l’uomo” (Marco 7, 14.23),
Sono qui elencati molti di quegli idoli che dobbiamo cacciare dal cuore in questo tempo quaresimale, preparando per tempo una bella confessione.
Potremo così festeggiare una Pasqua di resurrezione e di gioia e sperimentare una vita radicalmente diversa da quella nel peccato, nella pace con noi stessi, con il prossimo e soprattutto con Dio, che dimora in noi e noi in Lui.
Vostro Padre Livio
Vangelo
Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 2,13-25
Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà». Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù. Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull’uomo. Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo.
Parola del Signore

SECONDA DOMENICA DI QUARESIMA (B)
Cari amici, nel nostro cammino quaresimale oggi incontriamo un brano di vangelo pieno di luce ed è quello della trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor.
Gesù porta con sé Pietro Giacomo e Giovanni, i tre Apostoli che vedranno da vicino la sua agonia nel Getzemani, e sale su un alto monte dove si trasfigura davanti a loro, irradiando una luce bianchissima, mentre accanto a Lui si manifestano Mose è ed Elia che conversano con Lui.
Improvvisamente una nube li copre con la sua ombra dalla quale esce un voce: “ Questi è il Figlio mio, l’amato, ascoltatelo”. Poi tutto scompare e Gesù raccomanda di non dire nulla a nessuno fino alla sua resurrezione.
Questo brano di vangelo è ricco d insegnamenti rivolti innanzi tutti gli apostoli, che neppure capivano che cosa significasse risorgere dai morti, ma anche noi che abbiamo una fede ridotta a un lumicino fumigante.
L’insegnamento più importante riguarda Gesù stesso, il Figlio di Dio che è venuto in mezzo a noi nell’umiltà della carne, per cui abbiamo potuto deriderlo, disprezzarlo, maltrattarlo, umiliarlo riversando su di Lui ogni brutalità, tanto che gli apostoli si sono scandalizzati e hanno vacillato nella fede.
Eppure in Lui risplendeva la divinità, la persona divina del Verbo, eternamente generato dal Padre, che si è abbassato fino a noi per salvarci dall’abisso di tenebre e di morte, nel quale siamo precipitati a causa della nostra superbia e arroganza.
Per grazia gli apostoli hanno riacquistato la fede, quando hanno visto il Signore risorto e hanno dato inizio a quella scia di luce che illumina il cammino umano nei secoli.
Cosi accada anche a noi, restando forti e decisi nella fede in un momento di smarrimento universale, di rifiuto della fede e della Croce, di tradimenti e di rinnegamenti, perché la gloria della resurrezione e della vita eterna si consegue salendo con Cristo fino in cima al Calvario, dove Gesù ci chiama, ci attende e ci abbraccia.
Vostro Padre Livio
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Vangelo
Questi è il Figlio mio, l’amato.
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 9,2-10
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro. Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.
Parola del Signore

PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA (B)
Cari amici, entriamo spiritualmente con Gesù nel deserto per vivere con Lui il tempo di Quaresima, col quale la Chiesa si prepara a celebrare il triduo pasquale.
Il vangelo di Marco ha una sua originalità, perché non si sofferma a descrivere le tre tentazioni del diavolo, come invece fanno Luca e Matteo.
Marco infatti colloca Gesù come il nuovo Adamo nel paradiso terrestre, circondato da bestie selvatiche e servito dagli angeli, a differenza del primo Adamo, che si è lasciato sedurre dal diavolo.
Gesù, venendo in questo mondo e incominciando la sua missione, trova sulla sua via la presenza di Satana, pronto a fermarlo con la stessa forza di inganno che ha travolto i progenitori.
Che cosa promette satana a Gesù, cercando di farlo deviare dalla volontà del Padre e staccarlo da Lui come ha fatto con i progenitori.
Satana prometto un messianismo terreno, la gloria del mondo, il fascino del potere, il consenso delle folle sfamate, il plauso dei potenti della terra.
Gesù, che ha addestrato con la preghiera e il digiuno la sua santa umanità, in una perfetta e intima unione alla volontà del Padre, respinge il nemico con tre secche citazioni della Bibbia, in netta opposizione con gli ingannevoli riferimenti del maligno.
Il nuovo Adamo incomincia vittorioso i suoi tre anni di vita missionaria e correrà spedito fino al compimento della sua missione redentrice in cima al Calvario, senza che satana possa mai sviarlo.
Anche noi, cari amici, dobbiamo affrontare questa prova nel cammino della vita, col demonio sempre agguato e con i suoi due alleati, la carne e il mondo, che gli danno man forte.
Senza la vigilanza, la preghiera e la rinuncia, che sono elementi irrinunciabili della vita cristiana, il demonio ci devia e ci trascina alla perdizione.
Guardate come è riuscito portare al rifiuto della Fede e della Croce il nostro mondo una volta cristiano, spingendo l’umanità sull’orlo di un abisso senza ritorno.
Nonostante ciò la gente non si converte e continua a seguire il demonio che ci distrugge con quello che ci offre.
Non sia così per noi, ma rinnoviamo la nostra fedeltà a Cristo con una Quaresima di preghiera, di digiuno e di opere buone, che ci aiuti a rinunciare al peccato, al mondo e al demonio e a vivere una Pasqua nella gioia dei figli di Dio.
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 1,12-15
In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano. Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Parola del Signore
6° DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Cari amici, questa settimana ci introduce nel tempo di Quaresima che inizia Mercoledì prossimo con la imposizione delle Ceneri.
E’ un rito che ci ricorda quanto sia breve il tempo della vita, anche se fossimo centenari. Per questo la Chiesa ci invita in modo particolare alla preghiera e alla penitenza, perché la salvezza dell’anima è quella priorità che dobbiamo sempre tenere davanti agli occhi.
Entriamo in questo tempo con un atteggiamento di umiltà e fervore, introducendo nella nostra giornata qualche momento di preghiera e impegnandoci in qualche particolare rinuncia, per fortificarci nel nostro cammino verso il Calvario e celebrare una Pasqua di resurrezione e di gioia.
Prendiamo degli impegni ben precisi da realizzare ogni giorno, in modo tale che questo tempo di grazia incida sulla nostra vita cristiana.
Il Vangelo di oggi ci racconta un miracolo di Gesù che guarisce un lebbroso. Nei primo tempi della predicazione in Galilea la gente non dava tregua a Gesù e lo seguiva ovunque andasse, da un villaggio all’altro, senza neppure mangiare.
Un lebbroso trova il coraggio di avvicinarsi e in ginocchio lo supplica di purificato. E’ così che noi dobbiamo avvicinarsi a Gesù, senza paura, col cuore colmo di una fede umile e fiduciosa.
Gesù ne è colpito e decide di ascoltarlo: “ lo voglio, sii purificato”. Il miracolo avviene in pochi istanti e con poche parole. Gesù guarda il cuore quando preghiamo e può compiere i più grandi miracoli quando trova la fede e l’umiltà.
Tuttavia impone severamente al lebbroso di mantenere il silenzio a causa delle folle che lo seguivano. Gesù vuole anche spazi di silenzio per sé e gli apostoli che lo accompagnavano.
E’ quello che dobbiamo fare anche noi in questo tempo di Quaresima: riflettere sulla nostra vita, inginocchiarci ai piedi di Gesù e chiedergli di purificarci.
Solo lui lo può fare e solo di Lui ci possiamo fidare. Chiediamogli la grazia di poter vivere anche noi un momento di grazia così sincero come quello del lebbroso che, una volta guarito, è divenuto un testimone del vangelo.
Vostro Padre Livio
Vangelo (Mc 1,40-45 )
La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
Mc 1,40-45
In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.
Parola del Signore

QUINTA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (B)
Cari amici di Radio Maria Buona Domenica!
La Domenica non è un giorno come gli altri, ma è il primo e l’ultimo, l’inizio e la fine, la luce che li illumina e il traguardo che li finalizza, portando la vita dell’uomo al suo compimento.
Tutti giorni della settimana si dissolveranno con la fine del tempo, ma la Domenica resterà per sempre. La Domenica è l’eternità che non ha fine , è la pienezza di ogni perfezione.
Per questo dobbiamo vivere la grazia di questo giorno, dono della Resurrezione di Cristo e caparra della gloria futura per tutti quelli che si aprono alla vita senza fine.
La bellezza, la santità e la pienezza di grazia della Domenica la possiamo sperimentare solo partecipando alla Santa Messa, dove Cristo ci illumina con la sua Parola e ci alimenta col pane che dà la vita alle nostre anime malate.
Oggi Il Vangelo ci descrive una giornata tipica di Gesù all’inizio della sua missione. Si alza la mattino presto, quando gli apostoli ancor dormono, e si dedica alla preghiera, cercando con la sua anima umana, unita alla persona di divina del Verbo, l’intima unione col Padre celeste.
La preghiera di Gesù porta la sua umanità, il suo intelletto, la sua volontà, il suo cuore e persino il suo corpo a divenire una irradiazione della sua Persona divina, in intima relazione con quella del Padre e dello Spirito Santo. L’evangelista Luca nota che Gesù, di ritorno dalla preghiera, irradiava una luce divina dal suo volto.
Dopo la preghiera entra nel mondo degli uomini, portando ciò di cui essi hanno bisogno, la guarigione delle anime e dei corpi. L’umanità è malata, indebolita e afflitta dal veleno del serpente antico, che la domina e la devasta, seducendola e torturandola.
Gesù non è un capo popolo che usa degli uomini per i propri fini, non è un influencer che li abbaglia e li seduce per i propri guadagni, non è un ideologo chi svia con i suoi pensieri tortuosi Non è un vip che cerca notorietà e successo.
Gesù, come significa il suo nome, è il Salvatore della nostra umanità sofferente e votata alla morte, vessata dagli spiriti maligni che la odiano, infestata dal peccato che la consumano.
Ecco allora che scende in mezzo alla gente comune, entra nella casa di Pietro e guarisce la suocera che ha la febbre. Per lui ogni persona è importante, ogni persona merita ascolto, ogni persona merita aiuto.
Gesù trascorre la sua giornata, spesso senza mangiare, seguito dalle folle che lo accompagnano da un villaggio all’altro, guarisce gli ammalati, scaccia i demonio, fa crescere con la Parola di verità il Regno di Dio nei cuori.
Gesù è presente ancora oggi, mediante la Chiesa, in particolare mediante i suoi Pastori, ma quanto dobbiamo crescere in umiltà. in dedizione e in intima unione con Lui perché la Sua luce torni a risplendere in questo mondo di tenebre.
Vostro Padre Livio
Vangelo
Guarì molti che erano affetti da varie malattie.
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 1,29-39
In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!».
Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.
Parola del Signore