
DOMENICA SECONDA DEL TEMPO ORDINARIO
Cari amici,
siamo agli inizi della vita pubblica di Gesù e il Vangelo ci racconta il miracolo delle nozze di Cana, un villaggio della Galilea non lontano da Nazaret. Gesù viene invitato a un banchetto di nozze con sua Madre e i suoi discepoli.
Noi ovviamente ci stupiamo dinanzi al miracolo di Gesù che viene in aiuto in un momento critico del banchetto, quando manca il vino per i commensali. Probabilmente gli sposi erano persone povere che non potevano permettersi più di tanto.
Gesù, racconta il Vangelo, fa riempire di acqua 6 anfore di pietra, ognuna con la capienza dagli ottanta ai centoventi litri, che diventano vino per la gioia dei commensali.
Il pellegrino che va in Terra Santa e ha l’occasione visitare Cana. ancora oggi, fuori dalla Chiesa può degustare la bontà del vino locale. Quello del miracolo però, a dire dei commensali, era più buono.
Il miracolo di Cana gode di una fama immortale, alimentata da una moltitudine di bevitori, ma il particolare più importante dell’evento è senza dubbio la discreta ma fondamentale mediazione di Maria.
E’ Lei che si accorge che manca il vino e questo sta a indicare la sua attenzione piena di sollecitudine per i bisogni delle persone, ma soprattutto è Lei che sollecita Gesù a compiere il miracolo.
Questo che cosa significa per noi? Significa che Maria crede che suo Figlio è il Messia, il Figlio del Dio vivente e che può compere un miracolo che nessuno avrebbe potuto fare.
Così noi vediamo come la fede di Maria in Gesù è una luce che illumina i discepoli che lo seguono, ma che ancora si muovono nell’incertezza.
Il miracolo di Gesù, compiuto senza che nessuno si accorgesse, li fortifica nella fede e nella sequela, tanto che, dice il Vangelo, i suoi Discepoli credettero in Lui.
Maria è la prima che ha creduto, è la Madre della fede cattolica, è la Mediatrice fra noi e Gesù ed è Colei senza la quale ci perdiamo per strada accecati dalla nostra supponenza.
Senza Maria gli Apostoli avrebbero creduto in Gesù? Non lo possiamo sapere, ma sappiamo che ai piedi della Croce c’era solo quell’apostolo che l’aveva accolta come madre.
Vostro Padre Livio
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 2,1-11
In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.
Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono.
Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».
Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.




