Categoria: LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA Pagina 9 di 173

Programma di Padre Livio – Lunedì 14 Settembre 2026
h. 8.50: Diretta su Radio Maria – Diretta video su blogdipadrelivio.it – su Facebook – su Digitale terrestre canale 789 delle Tv Smart – su YouTube (in differita)
h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE
I cinque minuti dello Spirito Santo
h. 8.55 – 9.15: ALMANACCO DELLA FEDE:
2. Come si deve pregare?
+ Si deve pregare riflettendo che stiamo alla presenza dell’infinita maestà di Dio e abbiamo bisogno della sua Misericordia: perciò dobbiamo essere umili, attenti e devoti
+ È necessario pregare, e pregare spesso perché Dio lo comanda e, ordinariamente, solo se si prega Egli concede le grazie temporali e spirituali
+ Dobbiamo chiedere a Dio la gloria sua e, per noi, la vita eterna e le grazie anche temporali, come ci ha insegnato Gesù Cristo nel Pater Noster
h. 9.15: RITAGLI DI PAGINE INEDITE
Tratta dal Libro: Medjugorje perché non ho dubbi
h. 9.15: ATTUALITA’
+ L’intelligenza artificiale potrebbe sterminare l’umanità?
+ L’intelligenza artificiale nei Segreti di Medjugorje
h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO
h. 10.05: CATECHESI DI PADRE LIVIO
Medjugorje perché non ho dubbi – La Madonna ha rivelato l’Apocalisse
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1. L’Orazione mentale e vocale
Il Catechismo distingue l’Orazione dalla preghiera. La prima è una forma più liturgica, mentre la preghiera è più personale, vi è una sottile differenza importante. Il Catechismo definisce l’orazione come una pia elevazione dell’anima a Dio. È un movimento dell’anima, è un’apertura del cuore che cerca Dio perché desidera l’Assoluto, la Verità, l’Amore. Il cuore umano è inquieto, come dice Sant’Agostino, finché non riposa in Dio. La preghiera nasce dal desiderio di Dio, che è insito nel cuore umano. Purtroppo, la vita di mondo e di peccato fa sì che questo desiderio venga coperto dalle coltri dell’effimero e di ciò che passa.
Nei momenti particolarmente difficili della vita, il cuore protesta di essere soffocato e vuole riprendersi il suo posto tornando alla preghiera e alla ricerca dell’Infinito. La preghiera è l’elevazione dell’anima a Dio, la ricerca di Dio, un desiderio di ascoltarlo, di sentirsi perdonati e abbracciati. Le varie forme di preghiera nascono tutte da questo movimento dell’anima verso Dio. È l’uomo che trascende se stesso, che supera i limiti della sua finitezza e che si eleva fino al Creatore.
La preghiera è un fenomeno umano. Gli scienziati di quest’epoca che vivono senza Dio, affermano che l’uomo è un pugno di fosfati e polvere, che quando muore scompare completamente. Questa è la nuova religione, ma dovrebbero spiegarci per quale ragione in tutte le civiltà del mondo, dalle più antiche alle più moderne, c’è la preghiera, il movimento dell’anima verso l’alto, il desiderio dell’uomo di andare oltre se stesso. Nei regimi atei che hanno imposto l’ateismo fin dall’inizio – come la Cina – nonostante tutto non sono pochi a uscire da questa cupola soffocante per cercare Dio. Anche la Russia ha lasciato il comunismo per sposare una forma di messianismo che riporta l’uomo all’interno della caverna, perché quando si fa consistere la religione in un progetto politico si uccide la preghiera.
Ciò che c’è di più bello nell’uomo è la ricerca di Dio. “L’homme passe l’homme” disse Blaise Pascal, ovvero “l’uomo supera l’uomo”. Questa è la preghiera definita magistralmente dal Catechismo: una pia elevazione dell’anima a Dio. Pia nel senso che non è una ricerca dell’assoluto e dell’infinito indeterminati, ma è la ricerca di Dio, del suo Volto. È la preghiera con la quale diamo a Dio del “tu” e non del “lei”. È la grandezza della preghiera con la quale Dio attira a sé ed eleva al suo livello. Nella Sacra Scrittura non ci si rivolge mai a Dio con il “lei” e nessun titolo particolare se non quello che gli spetta: il Signore, il Creatore, il Redentore.
L’orazione è di due specie: mentale e vocale. La Madonna a Medjugorje ci ha insegnato una preghiera liturgica, poi delle preghiere che possiamo dire oralmente e mentalmente che sono il Rosario, il Credo e l’Invocazione allo Spirito Santo. Inoltre, la Gospa ci ha insegnato la preghiera personale, insistendo molto su di essa. Nei primissimi tempi in cui viaggiavo a Medjugorje, c’erano i ragazzi della Parrocchia che avevano formato dei gruppi di preghiera per esercitarsi nella preghiera personale, davanti al Tabernacolo e al Crocifisso. La preghiera personale è anche nell’Adorazione, dove il sacerdote si fa interprete delle preghiere personali, con preghiere che nascono spontanee dal fondo del cuore del celebrante, che vive l’assemblea. La distinzione tra preghiera mentale e vocale differisce dal fatto che quella vocale è soprattutto liturgica, mentre quella mentale è più personale. Dovremmo curare la preghiera personale in modo particolare così da pregare giorno e notte. Di giorno ci sono diversi momenti vuoti che si possono riempire con la preghiera, le invocazioni o le litanie. La preghiera deve sgorgare dal cuore come una fonte continua di acqua fresca. La preghiera dà forza, pace, luce, è il nutrimento dell’anima, è l’acqua che fa sì che il fiore della preghiera cresca sempre bello e rigoglioso.
Restauriamo la preghiera liturgica andando a Messa tutte le domeniche. Coltiviamo la preghiera in modo tale che sia una componente importante della nostra vita. Facciamo un paragone: quanto spendiamo e dedichiamo al nostro corpo e quanto spendiamo per la preghiera. La grazia di Dio non si compra, ma si ottiene pregando. I doni dello Spirito Santo si ottengono pregando. Dedichiamo alla preghiera almeno lo stesso tempo che dedichiamo al cibo. Cerchiamo di vivere in grazia di Dio, affinché la preghiera abbia una grande forza di intercessione. Quando una persona è in grazia di Dio e prega per gli altri, la preghiera ha una grande efficacia. Se si è in peccato mortale la preghiera non ha molta valenza per gli altri, ma potrebbe essere utile per la conversione di se stessi. Un tralcio secco non produce frutti. Bisogna pregare in grazia di Dio, in unione con Cristo e Maria. Con loro la vita cambia, è più serena, più gioiosa, più sicura, siamo più forti, più luminosi. Diventiamo punti di riferimento per tutti i deboli che cercano Dio.
L’orazione mentale è quella che si fa con la sola mente e col cuore, accompagnando i pensieri con il cuore. L’orazione vocale, detta più comunamente preghiera, è quella che si fa con le parole accompagnata dalla mente e dal cuore. Quando preghiamo dobbiamo sentire nel cuore le parole che proferiamo, ad esempio con il Padre Nostro dobbiamo sentire l’amore di Dio. Dobbiamo pensare al Padre che ci ama, ci ha creati, che ha inviato suo Figlio come nostro fratello per salvarci. Dobbiamo gustare le parole mettendole in pratica. Le parole fanno germogliare nel nostro cuore una serie di sentimenti e di sensazioni di amore, di pentimento, di dedizione, di cambiamento interiore. La preghiera è un’acqua viva che fa germogliare i semi di santità che abbiamo nel cuore.

Programma di Padre Livio – Venerdì 11 Settembre 2026
h. 8.50: Diretta su Radio Maria – Diretta video su blogdipadrelivio.it – su Facebook – su Digitale terrestre canale 789 delle Tv Smart – su YouTube (in differita)
h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE
I cinque minuti dello Spirito Santo
h. 8.55 – 9.15: ALMANACCO DELLA FEDE:
1. L’Orazione mentale e vocale
+ L’Orazione è una pia elevazione dell’anima a Dio
+ L’orazione è di due specie: mentale e vocale
+ L’orazione mentale è quella che si fa con la sola mente e col cuore.
+ L’orazione vocale, detta più comunamente preghiera, è quella che si fa con le parole accompagnata dalla mente e dal cuore
h. 9.15: RITAGLI DI PAGINE INEDITE
Tratta dal Libro: Medjugorje perché non ho dubbi
h. 9.15: ATTUALITA’
+ “La Madonna ci ha svelato l’azione di Satana nel mondo” (Dal nuovo libo di Padre Livio: Medjugorje perché non ho dubbi)
h. 9.35 – 9.45: VIATICO QUOTIDIANO
Pensiero sulla grandezza dell’umiltà
h. 9.40 – 10.00: I MESSAGGI DELLA MADONNA A MIRJANA
23. “La via della mitezza e dell’umiltà” (2 Luglio 2007)
“Cari Figli! Nel grande amore di Dio, oggi vengo a voi per condurvi sulla via dell’umiltà e della mitezza.
Prima stazione su questa via figli miei, è la Confessione; rinunciate al vostro orgoglio e inginocchiatevi davanti a mio Figlio.
Comprendete figli miei che non avete niente e non potete niente, l’unica cosa vostra e quello che possedete è il peccato.
Purificatevi e accettate la mitezza e l’umiltà.
Mio Figlio avrebbe potuto vincere con la forza ma ha scelto la mitezza, l’umiltà e l’amore.
Seguite mio Figlio e datemi le vostre mani affinché insieme saliamo sul monte e vinciamo.
Vi ringrazio!”
h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO
h. 10.05: CATECHESI DI PADRE LIVIO
Medjugorje perché non ho dubbi – La Madonna ha rivelato l’Apocalisse
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16. Estrema unzione – Ordine – Matrimonio
L’Estrema Unzione, detta pure Olio Santo, è il Sacramento istituito a sollievo spirituale e anche corporale dei Cristiani gravemente infermi. Coloro che vanno a Messa e leggono il Vangelo sanno quanta cura avesse Gesù per i malati e quanti ne guariva. Il Cristianesimo è proprio questo fiume di carità che si è realizzato in tutte le opere che la Chiesa ha prodotto nel tempo e ha portato nella società, rendendola più civile. La cura per gli infermi è radicata nella predicazione di Gesù che guariva i malati e cacciava i demòni. Oggi questa carità è concretizzata in un Sacramento che ha istituito Gesù stesso, anche se le modalità sono state perfezionate dalla Chiesa, ovvero l’Estrema Unzione.
Questo Sacramento conferisce la grazia della guarigione o di sollievo dalla sofferenza; perciò, non è soltanto il Sacramento di chi muore, ma anche di chi è gravemente infermo. L’Estrema Unzione è possibile riceverla anche quando si ha una malattia grave che si protrae nel tempo. È ottima cosa, quando una persona è vicina al termine della sua vita, ricevere il Sacramento dell’Estrema Unzione, è datore di grazia che dà sollievo spirituale e fisico.
Tanti anni fa sono stato in Inghilterra a sostituire un parroco nella sua Parrocchia di Londra. Prima di partire mi ha riferito che mi avrebbero potuto chiamare dall’ospedale vicino per compiere l’Estrema Unzione su alcuni pazienti. Effettivamente, una notte squillò il telefono e mi dissero di andare da una paziente che chiedeva l’Estrema Unzione in quanto molto malata. Mi diressi verso l’ospedale dove mi accompagnarono nella stanza di questa fedele anziana. Così diedi la mia prima Estrema Unzione in inglese, mettendoci tutto il fervore che potevo. Infine, chiamai l’infermiera che mi ringraziò e tornai in parrocchia. La civiltà degli inglesi è da ammirare. Ciò che mi è rimasto impresso di questa esperienza pastorale è stato il fatto che quando il parroco è tornato, mi ha riferito che la stessa signora al quale ho dato l’Estrema Unzione miracolosamente stava benissimo, tanto da potersi alzare e andare a trovarlo in parrocchia. Ho voluto raccontare questo aneddoto per far capire quanto questo Sacramento possa avere effetti incredibili. Il Sacramento dell’Estrema Unzione può donare la grazia della guarigione se è la Volontà di Dio.
Il Sacramento dell’Ordine assimila a Cristo il sacerdote, in persona christi. Quando celebra la Santa Messa, dà l’Assoluzione dei peccati e in tutta la sua vita, il sacerdote deve essere il buon Pastore in rappresentanza di Cristo. L’Ordine è il Sacramento che dà la potestà di compiere azioni sacre riguardanti l’Eucaristia e la salute delle anime; imprime il carattere di Ministri di Dio. Questo Sacramento insieme a quello del Battesimo e della Cresima, si dà una sola volta ed è molto preciso. Nel Battesimo il carattere è quello che rende figli di Dio, nella Cresima si diventa soldati di Cristo, nell’Ordine rende ministro di Dio. La grandezza straordinaria di questo Sacramento è incancellabile, chi lo riceve rimane per sempre sacerdote di Gesù Cristo. Ai giovani dico di considerare bene questa vocazione quando c’è la chiamata di Cristo, perché è una chiamata di una grandezza straordinaria. Il Sacramento dell’Ordine costituisce a buon Pastore per tutta l’eternità. Un tempo, quando arrivava un sacerdote, ci si alzava in piedi perché si aveva la percezione della grandezza del sacerdozio. Se il sacerdote è configurato come prolungamento di Cristo, comporta anche delle responsabilità di essere veramente un buon Pastore, con i sentimenti e il cuore di Cristo, con la luce della verità che emana dalle parole di Cristo.
Il Sacramento del Matrimonio oggi è tutto da riscoprire, perché molti cristiani, benché battezzati, non si sposano in Chiesa. Non capiscono che per un cristiano il Matrimonio non è un contratto umano, ma un Sacramento nel quale l’unione tra l’uomo e la donna è indissolubile e inscindibile, a meno che non ci siano casi gravi che inficiano il consenso. Questo legame tra due cristiani che si sposano, sta a indicare l’amore di Cristo per la Chiesa. C’è la necessità di far comprendere ai battezzati che lo sposarsi in Chiesa non è un rito, ma un Sacramento vero e proprio, è segno sensibile. Questo segno è l’amore stesso dell’uomo e della donna che attraverso il consenso espresso, stipulano questo patto di amore che dà una grazia speciale del Sacramento. Esso dà la possibilità di vivere la vita insieme come marito e moglie, vivendo questo rapporto con la stessa pazienza, amore e dedizione con cui Cristo vive il suo rapporto con la Chiesa. Facendo consistere il Matrimonio solo in un rito civile e non cogliendo la grandezza del Sacramento, lo impoveriamo moltissimo privandoci di una grazia molto importante.
Mia mamma era una semplice cristiana che però conosceva il Catechismo, Eravamo una famiglia numerosa in un periodo di guerra e di difficoltà. Era una vita tribolata e facevamo molta fatica. Un giorno chiesi a mia mamma: “Come fai ad andare avanti?” e lei mi rispose: “È la grazia del Sacramento”. Ero un ragazzino, ma non mi sono mai dimenticato questa risposta eccezionale. Perché ci priviamo della grazia del Sacramento? È una grazia che alimenta l’unione, rafforza e protegge. Fa sì che il nostro rapporto umano sia sempre simbolo del rapporto d’amore fra Cristo e la Chiesa. Il segno dei due sposi, uniti fra loro dall’amore soprannaturale indica il rapporto d’amore fra Cristo e la Chiesa. Il sacerdote diventa così il testimone di questo amore che gli sposi si scambiano attraverso un patto, un libero consenso che è inscindibile come il nostro rapporto con Cristo.
Se queste parole del Catechismo vi rimangono impresse nel cuore, scoprirete la bellezza del Sacramento dell’Ordine che è una grazia immensa per coloro che vengono chiamati a partecipare alla responsabilità di Cristo buon Pastore. Il Matrimonio va restaurato nella sua grandezza e nella sua bellezza perché la vita di famiglia, se vissuta in Dio, è bellissima, altrimenti si scatenano tutte le contese e le cattiverie umane.

Programma di Padre Livio – Giovedì 10 Settembre 2026
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16. Estrema unzione – Ordine -Matrimonio
+ L’Estrema Unzione, detta pure Olio Santo, è il Sacramento istituito a sollievo spirituale e anche corporale dei Cristiani gravemente infermi.
+ L’Ordine è il Sacramento che dà la potestà di compiere e azioni sacre riguardanti l’Eucaristia e l salute delle anime; imprime il carattere di Ministri di Dio.
+ Il Matrimonio è il Sacramento che unisce l’uomo e la donna indissolubilmente, e dà loro la grazia di santamente convivere e di educare cristianamente i figliuoli.
h. 9.15: RITAGLI DI PAGINE INEDITE
Tratta dal Libro: Medjugorje perché non ho dubbi
h. 9.15: ATTUALITA’
+ La disperazione del nostro tempo (articolo del Prof. Roberto De Mattei)
+” La Madonna ci ha svelato l’azione di Satana nel mondo” (Dal nuovo libo di Padre Livio: Medjugorje perché non ho dubbi)
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Pensiero sulla grandezza dell’umiltà
h. 9.40 – 10.00: I MESSAGGI DELLA MADONNA A MIRJANA
22. “Non abbiate paura, Io sono con voi” (2 Giugno 2007)
“Cari figli, anche in questo tempo difficile l’Amore di Dio mi manda a voi.
Figli miei, non abbiate paura, io sono con voi.
Con totale fiducia datemi i vostri cuori
perché io possa aiutarvi a riconoscere i segni di questi tempi nei quali vivete.
Io vi aiuterò a conoscere l’amore di mio Figlio.
Io, attraverso di voi, trionferò. Vi ringrazio!”
h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO
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Medjugorje perché non ho dubbi – La Madonna ha rivelato l’Apocalisse
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15. Assoluzione – Soddisfazione – Indulgenza
L’Assoluzione è la sentenza con cui il Sacerdote, in nome di Gesù Cristo, rimette i peccati al penitente. Il Catechismo di San Pio X da un’impostazione di giudizio al Sacramento della Confessione. È la rivelazione che alla fine della nostra vita saremo giudicati da Gesù Cristo. Avremo poi il Giudizio universale dove verranno giudicati tutti gli uomini di tutte le Nazioni. Nel Sacramento della Confessione vi è un’impostazione che richiama il giudizio di Dio. La differenza è che nel Sacramento della Confessione la sentenza è sempre di assoluzione. Nella Confessione il Giudice assicura l’assoluzione se vi è un sincero pentimento dei peccati. Questo è possibile perché i nostri peccati li ha già espiati Gesù Cristo al nostro posto e per nostro amore. Essendo già stati espiati basterà cercare nel cuore del penitente le due condizioni fondamentali per cui i peccati vengano rimessi e cancellati: il dolore dei peccati – il dolore di aver offeso Dio, infinitamente buono e degno di essere amato – e il proposito di non commetterne più. Ci vuole il dispiacere filiale di aver offeso Dio, lo stesso che provò il figliol prodigo nei confronti del padre al quale disse: “Padre ho peccato contro il Cielo e contro di te, non sono più degno d’essere tuo figlio” (Lc 15,18). Nel Sacramento della Confessione, anche se ci fosse solo la paura dell’inferno è sufficiente affinché l’assoluzione sia efficace, ovvero rimetta i peccati. Per l’assoluzione nonostante ci sia una struttura giudiziaria è comunque assicurata. L’importante è che il penitente sia veramente pentito, fa il proposito di migliorare e di compiere il combattimento spirituale per proseguire nel cammino della Santità che è il fine della nostra vita.
Al termine della Confessione il sacerdote dice: “Io ti assolvo dai tuoi peccati nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”. Questo fa capire cosa dà il carattere sacerdotale. Il Sacramento dell’Ordine fa sì che il sacerdote, nel Sacramento della Confessione e dell’Eucarestia, agisca in persona Christi, Cristo opera in lui e diventa suo strumento. Questo Sacramento si esprime soprattutto nell’assoluzione durante la Confessione e nella Consacrazione durante la Santa Messa. In quel momento è Gesù Cristo che parla attraverso il sacerdote e la sua Parola è efficace; perciò, per quanto riguarda l’assoluzione dei peccati, essi sono come cancellati. Se la Confessione è stata affrontata con molto fervore, non si affronterà nemmeno il purgatorio. Il dolore perfetto fa sì che le scorie di male che sono rimaste in noi vengano rimesse nel Sacramento della Confessione.
Anche l’Atto di dolore, se recitato con il cuore in caso di necessità, può rimettere i peccati gravi, rimanendo però l’impegno di confessarsi appena possibile. “Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati, perché peccando ho meritato i tuoi castighi, e molto più perché ho offeso te, infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa”.
Focalizziamo la grandezza di questo Sacramento che anticipa il giudizio particolare. Di fronte a Gesù Cristo, con il cuore pentito, umiliato e aperto, con il desiderio di contraccambiare il Suo amore infinito, il Giudice diventa il buon Pastore. Egli accoglie come il padre accoglie il figliol prodigo, lo abbraccia e gli ridona l’anello e tutti i diritti che aveva come figlio primogenito.
Vi sono altri elementi importanti durante la Confessione, tra cui la Penitenza che viene data al termine di questo Sacramento. La penitenza molto spesso non corrisponde alla gravità del peccato. I peccati gravi possono essere l’omicidio, l’aborto, la bestemmia, i sacrilegi e molto altro, e anche quando abbiamo confessato tali peccati rimane sempre un piccolo debito da pagare da parte nostra. Questo avviene perché l’espiazione l’ha già pagata Gesù Cristo con la sua Passione; tuttavia, dobbiamo dare un piccolo contributo con la soddisfazione o penitenza che è imposta dal confessore. Questo debito serve per correggerci. La penitenza è sia a correzione del peccatore, ma anche per scontare quelle pene che se non scontassimo ora dovremmo farlo in purgatorio. Anche noi dobbiamo dare il nostro contributo alla nostra purificazione, che non è ovviamente paragonabile a quella di Cristo, che durante la Passione ha offerto un’espiazione radicale dei peccati di tutti gli uomini di tutti i tempi. Gesù Cristo ha offerto un tale amore da bruciare tutti i peccati, gli egoismi, gli odi, le cattiverie, le malvagità di tutti gli uomini di tutti i tempi. Da parte nostra resta l’umiltà di accettare questo grandissimo dono. Lui è l’Agnello immolato grazie al quale siamo stati salvati.
Le indulgenze sono pratiche che servono per espiare in questa vita quelle pene e scorie di male causate dalle nostre affezioni al peccato e le possiamo applicare sia a noi stessi che ai defunti. L’indulgenza è una remissione di pena temporanea dovuta per i peccati, che la Chiesa concede sotto certe condizioni a chi è in grazia. Le indulgenze sia plenarie che parziali devono essere fatte in grazia di Dio, per questo è molto importante confessarsi. Infatti, nell’indulgenza plenaria la prima condizione è la Confessione, le seconda è la Comunione e poi aggiungono delle preghiere o delle pratiche con le quali si prende l’indulgenza plenaria da applicare ai defunti. L’indulgenza plenaria toglie tutte le scorie di male e permette di andare in Paradiso senza dover passare per il purgatorio, mentre l’indulgenza parziale espia solo una parte della pena che si dovrebbe espiare in purgatorio. Per acquistare le indulgenze si richiede di essere in stato di grazia e di eseguire bene le opere prescritte. Significa che bisogna confessarsi e fare una Santa Comunione con il cuore ben disposto, successivamente compiere le opere prescritte.
Se siamo in peccato mortale dobbiamo affrettarci a chiedere perdono a Dio con un Atto di dolore perfetto e assicurarci di confessarci quanto prima. Vivere in uno stato di peccato mortale vuol dire che tutto il bene che si compie non contribuisce ai meriti del Paradiso, ma può contribuire alla propria conversione. Bisogna vivere in grazia di Dio con l’impegno di andare a confessarsi quanto prima qualora dovessimo trovarci in uno stato di peccato mortale. Questo fa sì che si riacquisti lo stato di grazia, ritornando ad essere il tempio della Santissima Trinità, un membro vivo del Corpo mistico di Cristo, un predestinato per il Paradiso.