"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

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Radio Maria: un progetto di evangelizzazione nel nome di Maria – MARIATONA MAGGIO 2026

La cartolina che la veggente Vicka ha consegnato ai volontari di Radio Maria su cui è trascritto il Messaggio del 1° gennaio 1987: «Che il nuovo anno sia pieno di preghiera, di allegria, di gioia, di penitenza, di perdono e di pace. Siate annunciatori di conversione! Siate veri figli di Maria e i Messaggi di Maria Regina della pace vivete e testimoniate nell’amore».

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RADIO MARIA UN DONO DI MARIA PER LA CHIESA

CONFERENZA DI PADRE LIVIO PER I DIRETTORI, I PRESIDENTI E GLI OPERATORI DELLE RADIO MARIA DI TUTTO IL MONDO (7 Febbraio 2026)

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RADIO MARIA TESTIMONE DELLA SPERANZA

Editoriale del 14 gennaio 2025

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EDITORIALE P. LIVIO: Da Fatima a Medjugorje: il piano ignorato di Maria per salvare il mondo

🔴LIVE🔴 Chi seguire nel tempo dell’impostura anticristica? – Editoriale di P. Livio – 30/12/2025

La Chiesa non fa politica ma Teologia della Storia

🔴LIVE🔴 MEDJUGORJE: IL SIGNIFICATO PROFETICO DEL ROTOLO CONTENENTE I DIECI SEGRETI, DATO DALLA MADONNA A MIRJANA

7. La Confessione Pasquale

La preparazione alla Confessione Pasquale naturalmente riguarda tutti; riguarda quelli che si confessano abitualmente ma anche riguarda quelli che si confessano saltuariamente e, siccome la nostra radio è seguita da persone di vario genere, vorrei anche in qualche modo includere quelli che sono da tempo lontani dal Sacramento della Confessione e sono forse lontani anche da Dio. Vorrei iniziare questa preparazione alla Confessione meditando sul significato della vita su questa Terra che è una vita breve. Il tempo passa rapidamente, la morte si avvicina, l’eternità ci aspetta.

Nessuno si faccia illusioni che con la vita finisce tutto, questo è un grande sbaglio. Al termine della vita c’è il Giudizio. Nel momento stesso della morte saremo giudicati da Dio e saremo immediatamente inviati alla beatitudine eterna, o al purgatorio che è attesa dalla beatitudine eterna, oppure saremo inviati alla perdizione eterna.

Questo è lo sbocco della vita. Lo sbocco della vita è o la beatitudine eterna o la perdizione eterna. Lo sbocco della vita è un’esistenza felice con Dio oppure un’esistenza di eterna infelicità senza Dio.

Allora questo sbocco della vita è costruito qui nel tempo, qui su questa Terra. Una vita nella quale Dio è assente, una vita senza Dio, una vita che ci vede nel momento della morte separati da Dio, ebbene una vita così costruita nel tempo continuerà anche nell’eternità. Cioè saremo eternamente senza Dio, saremo nel deserto dell’amore, saremo nella tenebra, nella disperazione, nella morte spirituale.

Una vita che qui su questa terra è un impegno, un impegno per il bene, è un impegno per la verità, è un impegno per la bontà e quindi un’apertura a Dio perché Dio è il bene, Dio è la verità, Dio è la bontà, Dio è l’amore. Una vita che qui su questa Terra è una seminagione di bene, una vita che qui su questa Terra è una ricerca di Dio, una vita che qui su questa Terra è un’apertura del cuore a Dio ed è la vita dei figli che vivono davanti al Padre Celeste, è la vita dei figli che si affidano al Padre, ebbene la morte non può che accogliere, che prendere questa esistenza che è con Dio e portarla nella pienezza stessa di Dio nell’eternità. Allora noi dobbiamo un po’ interrogarci sulla nostra vita, cioè su quale strada è posta. Sono sulla via del bene o sono sulla via del male? Oppure sono su una via dove tengo i piedi un po’ da una parte e un po’ dall’altra?

Dobbiamo fare il punto della nostra situazione. Tutti abbiamo bisogno di convertirci. Abbiamo bisogno di convertirci noi che crediamo, noi che speriamo di essere vicino a Dio, perché la tiepidezza ci assedia, perché la tiepidezza, l’abitudine e l’amore mercenario, come si dice, può albergare nel nostro cuore.

Per chi già crede, convertirsi vuol dire un passo avanti nel cammino di santità. Per chi già crede, convertirsi vuol dire staccarsi da tante mediocrità. Per chi già crede, convertirsi vuol dire crescere nell’amore di Dio, crescere nello zelo per Dio, crescere nell’amore per il prossimo.

Per chi già crede, convertirsi vuol dire fare un passo avanti nell’amore di Dio, passare dall’amore mercenario all’amore di amicizia, passare ad una vita comoda, una vita di testimonianza. Santa Catrina da Siena, parlando del Crocifisso, si chiedeva chi è quello stolto bestiale che vedendosi così amato non ami. Questo vale per noi cristiani, per noi credenti che siamo vicini a Dio, che pensiamo di essere vicini a Dio, che siamo incamminati sul cammino di perfezione, ma che forse siamo entrati in un clima di tiepidezza.

Ci crediamo giusti, ma se paragonassimo le esigenze della santità che Dio vuole da noi, certamente sentiremmo quanto è importante la conversione. Tutti dobbiamo convertirci, anche quelli che sono sul cammino di conversione devono convertirsi, cioè devono imprimere alla loro vita un’accelerazione, una crescita nell’amore, una dose più grande di fervore. Oggi con la secolarizzazione il mondo è entrato nella Chiesa, è entrato nelle famiglie, tant’è vero che non si riesce più a distinguere una famiglia cristiana da una famiglia non cristiana.

Nelle famiglie non si prega, nelle famiglie non c’è il fervore, nelle famiglie non c’è neppure la regola di vita del Vangelo. Il mondo è entrato nelle famiglie, è entrato nelle parrocchie, è entrato nelle comunità religiose, è entrato anche fra i sacerdoti. Ragioniamo come il mondo, pensiamo come il mondo, ci comportiamo come il mondo.

Sotto il profilo anche morale molte volte giustifichiamo il peccato. Siamo diventati sale scipito. Il mondo è lontano da Dio perché quel sale con cui il mondo dovrebbe essere salato non ha molto sapore, perché quella luce che dovrebbe illuminare il mondo non illumina abbastanza, ma è diventato un lucignolo fumigante.

Se noi cristiani fossimo più fervorosi, più impegnati nel cammino di santità, il mondo non sarebbe così corrotto. Se nel mondo domina il peccato è perché noi, noi in noi stessi, non facciamo la lotta al peccato. Allora la prima esortazione che vorrei fare è proprio questa e cioè un passo avanti nel cammino di santità di chi è comunque sulla via del bene, un rinnovamento del fervore, un decidersi totalmente per Dio e quindi una vita cristiana dove Dio sia al primo posto, una vita dove la preghiera sia al primo posto.

Quando la preghiera è al primo posto anche l’amore è al primo posto, anche la legge di Dio è al primo posto. Dobbiamo riscoprirlo tutti questo, sia i laici, sia noi sacerdoti, sia i religiosi, le religiose, i ragazzi, i giovani, capire che Dio ci vuole santi, che la santità è il cammino della vita, è ciò che rende la vita grande, la vita bella, è ciò che rende il cammino della vita un cammino di gioia, anche se è un cammino di impegno.

Promettere davanti al Crocifisso di essere suoi, di essere di Cristo. Promettere davanti al Crocifisso di uscire dalla palude della mediocrità, dai piccoli compromessi con il mondo e con la nostra carne, con il nostro egoismo. Diventare sale, lievito, luce.

Questa è la prima conversione che dobbiamo chiedere al Signore, la conversione di chi già crede, di chi già pensa di essere convertito, la conversione di chi stagna nel peccato veniale, la conversione di chi è tiepido. La nostra Confessione deve essere una decisione per un Cristianesimo coerente, perché a Dio si dà tutto, con Dio non si può barare, cioè o si dà tutto o si dà niente insomma.
Vorrei rivolgere un pensiero a chi si è lasciato prendere, sviare dalla carne, dal mondo, dal maligno e sulla via del male e si trova nel peccato, nel peccato mortale, lontano da Dio.

Ebbene, io vorrei con questi fratelli fare questa riflessione. Chiedetevi, si sta bene nel peccato? Si è felici nel peccato? Si è contenti nel peccato? Che vita avrà, che sbocco avrà una vita nel peccato? Nel peccato si è infelici, nel peccato si è scontenti, nel peccato si è tormentati dalla coscienza, nel peccato non si ha pace, nel peccato non si è felici, nel peccato non si è liberi. Una vita di peccato non ha prospettive, è una vita piena di rimorsi e di buio. Non è un cammino la vita nel peccato, è uno sprofondare. La via del male è la via dell’infelicità. Santa Caterina da Siena diceva che anche l’inferno ha i suoi martiri e sono quelli che percorrono la via del male, essendosi lasciati ingannare dalle false luci del male, dalle false felicità del male, in realtà poi hanno fatto l’esperienza più amara, quella di perdere Dio e, perdendo Dio, hanno perso la pace, la luce e la gioia.

Allora prendiamo consapevolezza di quello che è la nostra vita nel peccato. O se ne esce oppure si sprofonda sempre più fino a perdersi eternamente. Non ci sono alternative, o se ne esce o ci si perde.

È inutile dire che per il momento non ce la facciamo e che ne usciremo dopo. Queste sono le tattiche sataniche della dilazione, del dilazionare.

Dobbiamo prendere coscienza che il male fa male, che la vita di peccato non ha sbocchi, che la vita di peccato è uno sprofondamento nell’inferno già in questa vita, che la vita di peccato è la morte spirituale, è una vita senza amore, senza luce, senza pace, senza gioia, senza felicità, senza dignità anche. La vita di peccato è una vita senza dignità in cui abbiamo perso perfino la stima di noi stessi. È una vita nella quale noi stessi ci facciamo schifo.

Prendere coscienza di questa situazione esistenziale è già una grande grazia. È una grande grazia perché molte volte il peccato acceca e chi vi giace non prende neanche consapevolezza della tremenda situazione in cui si trova, del pericolo eterno e del pericolo tremendo di perdizione eterna che incombe su di lui. Dunque, è già una grande grazia se in noi c’è il risveglio della coscienza.

Questa è una grazia che Dio ha fatto anche a Giuda, il risveglio della coscienza. Dio ti ha fatto questa grazia del risveglio della coscienza. Non respingiamola, non rimandiamo perché il demonio ci farà sempre più schiavi.

Da una situazione di perdizione bisogna uscire subito. Ora Dio ci fa la grazia di capire in che situazione ci troviamo. Dio ci ha fatto la grazia del risveglio della coscienza.

Mettiamoci davanti al Crocifisso. Consideriamo il male della nostra vita e presentiamolo a lui. Non lasciamoci prendere dalla disperazione, dallo scoraggiamento.

Giuda si è disperato. Dio gli ha concesso la grazia di vedere il suo male e lui non ha avuto fiducia nella Misericordia. La Misericordia di Dio è più grande di qualsiasi nostro peccato.

Non c’è peccato che Dio non perdoni. Non c’è uomo di cui abbia schifo. Dio non ha schifo dei peccatori. Dio ha schifo del peccato, non dei peccatori. È per quello che ci vuol liberare dal peccato. È per quello che ha espiato il peccato, per liberarci dalla schiavitù del peccato.

Dio vuole che usciamo dalla tomba, dal sepolcro di infelicità dove ci siamo rinchiusi. Dio non ci rimprovera, ma ci invita a dare a lui tutto il nostro male. Dio ci rinvita a casa sua.

Dio ci rinvita nella casa del Padre e quindi ci riabilita nella dignità di figli. Questo è il grande mistero dell’amore di Dio che si manifesta attraverso la Croce, cioè che i peccati ci vengono perdonati gratuitamente. Dio ci dà la possibilità di rinascere.

Il mondo, la società, non ci danno mai la possibilità di ricominciare una vita nuova. Restiamo marchiati, ma con Dio non è così. Con Dio i più grandi peccatori possono diventare i più grandi santi.

Dio dà veramente la possibilità alle persone di rinascere, anche a chi è lontano, chi è nel male. Se abbiamo il coraggio di pentirci, Dio dà la possibilità di rinascere, di ricostruire la vita.

Chi è sulla via del bene, ma lo è nella tiepidezza, si converta, anzi convertiamoci, decidendo una vita cristiana nel fervore dell’amore per essere apostoli di Cristo in un mondo che è nelle tenebre e nell’ombra di morte. Chi è in una vita di peccato, dico che è una vita senza sbocco, una vita senza futuro, è uno sprofondare nell’abisso, è una vita senza prospettive.

C’è una sola cosa da fare, tornare indietro. Prendiamo il coraggio di tornare indietro, prendiamo il coraggio di tagliare i legami con il male, chiediamo a Gesù la forza di farlo. Dio ci ha dato la grazia del risveglio della coscienza, corrispondiamo, dobbiamo corrispondere a questa grazia, inginocchiandoci davanti a Dio e diciamo: Dal profondo grido a te o Signore. Signore, ascolta la mia voce.
Nella preghiera, nella considerazione della nostra vita che non ha sbocchi, che è infelice, decidiamo una vita nuova. Dio ce ne dà la possibilità.

6. La Passione della Chiesa fino alla venuta del Signore

Nonostante satana sia stato vinto una volta per tutte e non abbia alcuna possibilità di prevalere perché Cristo glielo impedisce, la volontà di Dio ha disposto che anche la Chiesa nel corso della Storia dovrà rivivere la vita di Cristo. La Chiesa è chiamata a rivivere tutto ciò che Gesù ha vissuto, le gioie, i dolori, le fatiche, la testimonianza, la missione, i miracoli. Tutto quello che Cristo è stato la Chiesa lo rende presente nel corso della sua Storia; questa è la sua missione, è il suo compito.

Come diceva il vescovo e teologo francese Jacques Bénigne Bossuet in una bellissima espressione: la Chiesa è Gesù Cristo, ma Gesù Cristo diffuso e comunicato. Siccome la Chiesa è chiamata a rivivere tutto ciò che Cristo ha rivissuto, è chiamata anche a rivivere la persecuzione e la Passione. La Chiesa rivive la Passione di Cristo in due momenti particolari della Storia in cui, per volontà di Dio, satana è sciolto dalle catene. Sono i due grandi combattimenti escatologici degli ultimi tempi, il primo è quello in cui siamo adesso, dove la Madonna è presente, l’altro è la gloriosa venuta di Cristo sulle nubi del Cielo. La Chiesa rivivrà due passioni: la prima è il combattimento escatologico fra la Donna vestita di Sole e il dragone rosso infernale, descritto nel terzo Segreto di Fatima; l’altro è quello definitivo perché quando satana scatenerà un ultimo tentativo per appropriarsi del mondo, Cristo verrà nella gloria e ci sarà il Giudizio finale. Siamo entrati in questa fase della Storia in cui dobbiamo affrontare anche noi la Passione di Cristo, d’altra parte, Gesù stesso nel Vangelo di Giovanni dice: «Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi».

Con la morte e resurrezione di Cristo la Chiesa ha il compito di rendere presente la salvezza della Croce fino alla fine dei tempi. La Chiesa ha un compito ben preciso che è quello di salvare le anime; quindi, ha il compito di prolungare Cristo nella Storia e rendere presente la salvezza della Croce fino alla fine dei tempi. Questo è il compito dei sacerdoti e dei laici.

Come Cristo è stato perseguitato, così è necessario che avvenga anche per la Chiesa. Gli Apostoli hanno fatto fatica a capirlo infatti quando Gesù è stato catturato per essere giudicato e condannato, si sono dati alla fuga. Che non avvenga lo stesso per noi non appena infurierà la persecuzione che è una costante nella Storia della Chiesa e ha i due punti più sanguinosi nei due combattimenti escatologici. Il Catechismo della Chiesa Cattolica ai numeri 675-676-677 citando tutti i testi biblici, parla proprio dei due combattimenti escatologici.

Dopo due millenni di Storia possiamo dire che si è realizzata la profezia di Gesù “Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi”. Questo è avvenuto fin dalle origini della Storia cristiana, infatti, Pietro ha iniziato la sua predicazione davanti alle folle ed è stato messo in catene insieme all’Apostolo Giovanni; Dio ha mandato un angelo a liberarli e hanno così ripreso a predicare. Questa è la vita della Chiesa fino ad oggi, le persecuzione è sempre all’orizzonte perché Cristo – pur avendo vinto la sua battaglia contro satana – gli lascia una certa possibilità di tentare la Chiesa e di perseguitarla. Cristo permette questo perché la Chiesa riviva la sua persecuzione, la seduzione di satana che ha respinto e la vittoria del Calvario. Così, proprio perché satana ha la permissione divina di agire con la seduzione e la persecuzione, la Chiesa in questo modo rivive la seduzione e la persecuzione di Cristo nel corso della Storia.

La persecuzione e la seduzione sono gli strumenti con i quali satana cerca di prendersi la rivincita dopo la sconfitta del Calvario. Satana ha avuto una sconfitta definitiva sul Calvario, ma ha la permissione divina di sedurre, di tentare la Chiesa e di perseguitarla; si è messo subito all’opera e lo farà fino alla fine dei tempi quando verrà gettato all’inferno per sempre.

Dopo la vittoria della Croce, Cristo ha permesso a satana di agire fino al momento della sua seconda venuta. Nel medesimo tempo Gesù ha assicurato alla Chiesa la sua assistenza, la sua grazia e il suo aiuto affinchè le porte dell’inferno non possano prevalere. Cristo ha fatto una profezia ben precisa a Pietro e alla Chiesa: «tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa». Le porte dell’inferno non riusciranno mai a distruggere la Chiesa. Questa divina permissione dell’attività diabolica ha come finalità quella di dare alla Chiesa la possibilità di rivivere la vita di Gesù Cristo e la sua Passione fino al compimento della Storia della Salvezza.

Anche la Chiesa, come Cristo, opera nel mondo ma nel medesimo tempo il suo regno non è di questo mondo. Se la Chiesa cedesse alla seduzione satanica non sarebbe perseguitata, sarebbe distrutta dalla mondanità. La seduzione è la persecuzione sono certamente due armi pericolose nelle mani di satana; tuttavia, la prima è più pericolosa della seconda. La seduzione, infatti, porta molti ad abbandonare la fede. Nella persecuzione, invece, emerge l’eroismo dei fedeli e, come diceva Tertulliano, il sangue dei martiri è seme dei cristiani. C’è, allora, da preoccuparsi più della seduzione e dell’inganno che della persecuzione. Oggi, infatti, la seduzione ha svuotato le chiese e la persecuzione in tante parti del mondo non ha fatto che moltiplicare i cristiani, pensiamo all’Africa ad esempio.

È quindi un impegno per la Chiesa e per i suoi membri vigilare per non essere sedotti dall’ingannatore che devia da Cristo per metterci sulla sua via. La Regina della pace ha dato tre Messaggi in cui ha parlato del modernismo, attraverso il quale satana ci devia e ci mette sulla sua via.

«Cari figli, Dio vi ha dato la grazia di vivere e proteggere tutto il bene che è in voi ed attorno a voi e di esortare gli altri ad essere migliori e più santi, ma satana non dorme e attraverso il modernismo vi devia e vi guida sulla sua via. Perciò figlioli, nell’amore verso il mio cuore Immacolato amate Dio sopra ogni cosa e vivete i suoi comandamenti. Così la vostra vita avrà senso e la pace regnerà sulla terra. Grazie per aver risposto alla mia chiamata» (25 maggio 2010).

«Cari figli! Anche oggi l’Altissimo mi ha permesso di essere con voi e di guidarvi sul cammino della conversione. Molti cuori si sono chiusi alla grazia e non vogliono dare ascolto alla mia chiamata. Voi figlioli, pregate e lottate contro le tentazioni e contro tutti i piani malvagi che satana vi offre tramite il modernismo. Siate forti nella preghiera e con la croce tra le mani pregate perché il male non vi usi e non vinca in voi. Io sono con voi e prego per voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata» (25 marzo 2015).

«Cari figli! Vi invito alla preghiera forte. Il modernismo vuole entrare nei vostri pensieri e rubarvi la gioia della preghiera e dell’incontro con Gesù. Perciò, cari figlioli miei, rinnovate la preghiera nelle vostre famiglie, affinché il mio cuore materno sia gioioso come nei primi giorni quando vi ho scelti e la risposta era la preghiera giorno e notte ed il cielo non taceva ma ha donato in abbondanza a questo luogo grazie, pace e benedizione. Grazie per aver risposto alla mia chiamata» (25 settembre 2023).

Il modernismo è una grande seduzione che consiste nel dire che il Cristianesimo è una proiezione psicologica, è una salvezza illusoria e la religione è il rifugio delle persone deboli che non ha niente di oggettivo. Il modernismo nega l’esistenza di Dio e mette al centro l’uomo. L’ingannatore non dorme mai, è sempre al lavoro; satana sciolto dalle catene ha conquistato molti cuori, ha portato l’umanità a un ateismo pratico, a una vita senza morte e senza Dio, alla perdizione eterna. La Madonna lo ha detto chiaramente: «l’umanità ha scelto per la morte», cioè ha scelto di non credere; veramente «l’uomo moderno non vuole Dio». Questo è quanto è avvenuto nel tempo della modernità, quando si è consumato un tradimento impressionante e cioè l’abbandono della fede e della Croce per perseguire una salvezza mondana. Satana con la seduzione ha ottenuto molto, il resto lo otterrà con la persecuzione cercando di annientare la Chiesa. È chiaramente in atto il tentativo di satana di riappropriarsi delle anime. Questa catastrofe spirituale ha messo l’umanità negli artigli del principe di questo mondo che punta a prevalere e a riprendere il potere che ha perso, distruggendo l’Opera divina della Creazione e della Redenzione.

La Regina della pace è qui da così tanto tempo per sostenere la Chiesa Cattolica nella fase della grande impostura anticristica del mondo moderno. I Messaggi della Regina della pace si possono leggere, anzi nutrono la fede, sono la più alta forma di catechesi e di evangelizzazione del momento attuale. La Madonna chiama innumerevoli sacerdoti a Medjugorje proprio per rafforzare la Chiesa in questo particolare momento della Storia della Salvezza. Nelle profezie di Cristo e nel Nuovo Testamento sono presenti le due grandi battaglie spirituali che ci si prospettano all’orizzonte intervallate da un tempo di pace. Anche la Chiesa è chiamata a rivivere la Passione prima del Trionfo del Cuore Immacolato di Maria. Dobbiamo entrare in questa prospettiva di rinascita spirituale e prepararci alla testimonianza eroica. Possiamo parlare, allora, di catastrofe spirituale che caratterizza i nostri tempi. I Papi moderni hanno sempre evidenziato quanto sta accadendo; la Chiesa ha messo in luce con un’analisi la catastrofe spirituale che si è realizzata dal dopoguerra in poi e che messo l’umanità negli artigli del principe di questo mondo che punta a prevalere, a riprendere il potere che ha perso. Satana vuole distruggere l’Opera divina della Creazione e della Redenzione; mettendo gli uomini gli uni contro gli altri in una guerra senza limiti, satana porta il mondo alla distruzione e alla perdizione eterna. La Madonna è qui per evitare questa catastrofe. L’Apocalisse è molto chiara, Cristo prevarrà.

In questa chiave comprendiamo la presenza della Regina della pace a sostegno della Chiesa Cattolica nella fase dell’impostura anticristica del mondo moderno. Infatti, sta affermandosi nel nostro tempo quanto indicato autorevolmente nel nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica:

Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti. La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra svelerà il «mistero di iniquità» sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia dalla verità. La massima impostura religiosa è quella dell’Anti-Cristo, cioè di uno pseudo-messianismo in cui l’uomo glorifica se stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne (CCC 675).

Il Catechismo della Chiesa Cattolica descrive quello che sta avvenendo adesso. Nel nostro tempo satana cerca, infatti, di far deviare dalla fede proponendo una falsa religione che di fatto è un messianismo politico e offre agli uomini un’apparente soluzione ai loro problemi. In tutto il corso della Storia la tentazione di un messianismo terreno accompagna la Chiesa, ma c’è il momento della massima impostura religiosa cioè quando l’uomo mette se stesso al posto di Dio.

Questo è quanto sta avvenendo nel nostro tempo nel quale, come ha preannunciato la Regina della pace, l’uomo ha messo se stesso al posto di Dio. La Madonna ha anche specificato che l’uomo mettendo se stesso al posto di Dio, in realtà ha messo satana al posto di Dio.

È in questo contesto di “messianismo secolarizzato intrinsecamente perverso” (CCC 676) che si compirà la grande persecuzione alla Chiesa preannunciata nel terzo Segreto di Fatima. Questo è quanto si sta preparando nel nostro tempo e che spiega la presenza della Regina della pace fino al trionfo del Suo Cuore Immacolato. È necessario credere, pregare ed accogliere i Messaggi della Madonna affinchè il suo piano in soccorso della Chiesa e dell’umanità peccatrice si realizzi secondo la volontà di Dio. I segni dei tempi sono molto chiari, la Regina della pace appare coronata di dodici stelle, indossa un abito grigio e poggia i piedi su una nuvola: è la Donna dell’Apocalisse.

La Madonna ci sta preparando a questa grande battaglia il cui esito è già stato preannunciato a Fatima, infatti, il Cuore Immacolato di Maria trionferà!

5. Maria nei tre giorni della Passione

La Madonna è stata intimamente associata alla Passione di Suo Figlio perché proprio in quei tre giorni è avvenuta la Redenzione del mondo e Lei ha cooperato in modo straordinario. La Madre è stata fin dall’inizio associata al Figlio, già nella promessa che Dio ha fatto quando ha detto che non avrebbe abbandonato l’umanità ma l’avrebbe redenta col suo amore. Fin dall’inizio questa profezia illumina tutto l’Antico Testamento fino alla Redenzione e associa la Madre al Figlio in un modo indissolubile.

Non esiste nessun momento del piano di Dio in cui il Figlio e la Madre non siano insieme. Nella profezia della Genesi sono insieme, così come nella profezia di Isaia, dal momento dell’Incarnazione sono sempre stati insieme. Anche nel momento in cui il Figlio ha lasciato questa vita la Madonna credeva che sarebbe risorto.

Nell’Opera della Redenzione del mondo il Figlio e la Madre sono sempre stati insieme. Assunta in Cielo la Madonna è accanto al Figlio nel governo del mondo. Maria Regina coopera ancora all’Opera della Redenzione. La Madonna è sempre stata con Gesù, è un’endiadi indissolubile, non si può parlare della Madre senza parlare del Figlio e viceversa. La Madre e il Figlio sono uniti in maniera indissolubile nell’Opera della Redenzione. Adamo ed Eva hanno trascinato l’umanità nella rovina e a loro si contrappongono Cristo e Maria che hanno restaurato il piano di Dio e lo hanno portato nell’attuazione più straordinaria che è quella del nostro approdo nel cuore della Santissima Trinità che è il nostro destino in Cielo.

Nel piano di Dio la Madre e il Figlio sono sempre insieme. Nella Passione, in particolare, Maria è sempre accanto a Gesù e possiamo ben dire che la Passione del Figlio è stata rivissuta completamente dalla Madre. La Madonna è stata sempre presente accanto a Gesù anche nel Venerdì Santo, mentre la folla urlava Crucifige!, quando è salito sul Calvario sotto il peso della croce, quando è stato crocifisso, quando è stato deposto nel sepolcro e quando la pietra è stata spinta per sigillarne l’ingresso. Tutta la sofferenza spirituale che Gesù ha provato nei giorni della Passione è stata vissuta anche da sua Madre. La Madonna non si è mai lamentata, era ai piedi della Croce sofferente ma offriva il sacrificio del Figlio al Padre e allo stesso tempo offriva se stessa. In quel momento tremendo, mentre tutti avevano perso la fede, Maria credeva sotto la Croce ed era con Suo Figlio. Solamente in Cielo sapremo chi è Maria, è un mistero che qui sulla Terra non riusciamo a comprendere pienamente.

Maria è stata associata fin dalle origini in modo unico e sublime all’Opera della Redenzione. La Madonna ha partecipato all’Opera della Redenzione di Suo Figlio in modo unico e straordinario. Il piano divino della Salvezza prevede l’intima unione del Figlio con la Madre. Come diceva San Bernardo De Maria numquam satis, di Maria non si dice mai abbastanza, è talmente grande che va al di là di qualsiasi nostra formulazione, è un mistero unico. È una creatura piena di grazia. Maria è quello che è per grazia di Dio e per corrispondenza alla grazia, ma è un mistero talmente grande che lo comprenderemo in Cielo.

Il Concilio di Efeso (431 d.C.) ha definito Maria “Madre di Dio”, se c’è un termine incredibilmente ardito con cui la Madonna è stata definita è proprio questo. È una definizione conciliare che ha voluto chiarire che, siccome Gesù è Dio e siccome il Verbo di è fatto carne nel grembo della Vergine Maria, l’espressione Madre di Dio è la più adeguata a definire Maria. Come Gesù viene chiamato nuovo Adamo e quindi capostipite della nuova stirpe dei figli di Dio, così Maria è la nuova Eva; l’unione del nuovo Adamo e della nuova Eva controbilancia la prima coppia di peccatori che sono i nostri progenitori che hanno trascinato l’umanità nella rovina. Questa intima unione della Madre con il Figlio controbilancia quella dei progenitori che hanno peccato insieme. Maria e Gesù hanno cooperato insieme all’Opera della Redenzione; San Giovanni Paolo II diceva che Maria è tutta orientata al Figlio. Maria non oscura il Figlio, anzi, più si è devoti alla Madonna e più si è devoti a Gesù. La Madre è proprio la via che porta al Figlio, è la realtà esistenziale del cammino di santità.

Fin dalla Genesi la Madre è associata al Figlio e insieme controbilanciano la prima coppia originaria che è precipitata nel peccato. Questa straordinaria unione della Madre con il Figlio è anche nella profezia messianica più importante che noi abbiamo nell’Antico Testamento e ripresa dal Vangelo di Matteo quando l’evangelista cita Isaia: Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi (Mt 1,23). La profezia di Isaia citata da Matteo è straordinaria, si afferma che una vergine a concepire e a dare alla luce il Messia che è il Figlio di Dio perché viene chiamato Emmanuele. In questa straordinaria profezia sull’Incarnazione del Verbo è associata la Vergine Maria. Queste profezie sono luci straordinarie che ci dicono come la Storia della Salvezza sia guidata dallo Spirito Santo.

Il Nuovo Testamento inizia proprio con l’Annunciazione dove l’associazione della Madre con il Figlio avviene proprio nel concepimento per opera dello Spirito Santo. Nel Nuovo Testamento, dal momento del concepimento, il Figlio e la Madre sono uniti per sempre, eternamente, non si potranno mai separare perché Gesù sarà per sempre il Figlio di Maria e lei sarà sempre sua Madre. La Madonna e Gesù sono legati in maniera strutturale, inscindibile. Madre e Figlio non si possono separare. L’Annunciazione manifesta lo stretto legame della Madre con il Figlio nell’Opera della Salvezza del mondo. L’Annunciazione è un evento di grazia di cui Dio prende l’iniziativa ma per realizzarsi ha bisogno del di Maria. È nel momento in cui la Madonna dice alla volontà di Dio che viene investita dallo Spirito Santo; ha concepito il Figlio dopo il suo e da quel momento sono rimasti sempre insieme.

Accettando l’evento dell’Incarnazione che avviene dentro di lei, la Madonna accetta di essere intimamente unita alla missione redentrice del Figlio. Ai piedi della Croce Maria pronuncia il suo conclusivo all’Opera della Redenzione che si compie con il sacrificio di Cristo. Il di Maria nel momento dell’Incarnazione si prolunga per tutto il tempo della sua vita; è un con il quale ha aderito al Figlio e alla sua missione. Da allora la Madonna vive solo in funzione del Figlio e della sua missione. La Madonna va a Betlemme per realizzare la profezia ripresa nel Vangelo di Matteo: “E tu,Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda: da te uscirà infatti un capo che pascerà il mio popolo, Israele” (Mt 2,6). La vita di Maria è tutta legata al Figlio ed è sempre presente in ogni momento.

Di ritorno dall’Egitto la Madonna perde di vista Gesù che aveva dodici anni ed era nel tempio a parlare delle Sacre Scritture. In quei tre giorni la Madonna lo aveva perso e preannunciano i tre giorni della Passione in cui in qualche modo la Madre non aveva più la possibilità di stare accanto al Figlio, poteva solamente stare ai piedi della Croce. In realtà la Madonna era la colonna portante che sosteneva l’umanità del Figlio con la sua testimonianza di fede e con la preghiera. Il di Maria è dunque un passaggio fondamentale per l’Incarnazione del Verbo. Maria con il suo accetta di essere intimamente unita alla missione redentrice del Figlio. Il di Maria include fin dal principio la presenza della Croce che lei stessa deve affrontare come Madre.

Dio ha rivelato alla Madonna la sua missione in un modo particolare, non tutta insieme. Si tratta di un’osservazione fatta da San Giovanni Paolo II che personalmente trovo molto interessante. Papa Wojtyla diceva che l’Annunciazione a Maria è narrata nel Vangelo di Luca da cui emerge l’annunciazione della gloria del Messia: “Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”. In quel momento viene preannunciata la gloria del Messia, anche se la Madonna ha sperimentato subito la possibilità della Croce perché se Giuseppe non fosse stato l’uomo giusto che era e l’avesse denunciata, Maria avrebbe potuta essere lapidata per aver concepito un figlio nell’infedeltà del fidanzamento. Per adulterio era prevista la lapidazione. Ma Giuseppe era un uomo giusto, ha pensato di ripudiarla in segreto, ma è stato fermato da un angelo: Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli, infatti, salverà il suo popolo dai suoi peccati» (Mt 1, 19-21).

La Croce non faceva parte della prima rivelazione che l’arcangelo Gabriele ha fatto a Maria. È stato San Giovanni Paolo II a chiamare “l’Annunciazione della Croce” il momento in cui Maria e Giuseppe hanno presentato Gesù al tempio e Simeone ha annunciato a Maria la “spada del dolore” (Lc 2,35) un annuncio che introduce Maria nel mistero della Croce. Dopo i quaranta giorni di purificazione la Madonna era andata al tempio con Giuseppe, lì c’era un uomo di nome Simeone che prese tra le braccia Gesù e benedisse Dio. Poi rivolgendosi a Maria disse: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima» (cfr Mt 1, 19-21).

Quando Gesù aveva poche settimane di vita la Madonna vede dischiudersi davanti a sé la profezia di Simeone che predice il rifiuto e la condanna nei confronti di Suo Figlio. La Madonna fin dall’inizio scopre la missione del Figlio che è quella di essere la luce che illumina le tenebre ma che non viene accolta, ma viene rifiutata e crocifissa. Tutta la vita di Maria è una Via Crucis, è un cammino verso il Calvario. Le vicende dei Vangeli sono spesso drammatiche; pensiamo alla prima predicazione di Gesù nella Sinagoga di Nazaret: “Si recò a Nazaret, dov’era stato allevato e, com’era solito, entrò in giorno di sabato nella sinagoga e si alzò per leggere. Gli fu dato il libro del profeta Isaia e, aperto il libro, trovò quel passo dov’era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me, perciò mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha inviato [per guarire quelli che hanno il cuore spezzato,] per annunciare la liberazione ai prigionieri e il recupero della vista ai ciechi; per rimettere in libertà gli oppressi, per proclamare l’anno accettevole del Signore». Poi, chiuso il libro e resolo all’inserviente, si mise a sedere; e gli occhi di tutti nella sinagoga erano fissi su di lui. Egli prese a dire loro: «Oggi si è adempiuta questa Scrittura, che voi avete udito» (Luca 4,16-21). Gli abitanti di Nazaret, allora, presero Gesù e lo portarono su un monte per ucciderlo buttandolo giù da un dirupo; la Madonna era presente anche in quel momento. Gesù è stato perseguitato nei tre anni di vita pubblica e la Madonna era sempre con lui, sentiva anche ciò che diceva agli Apostoli sulla Passione, la Crocifissione e la Resurrezione. La Madonna seguiva Gesù insieme alle pie donne e agli Apostoli e nei tre anni di vita pubblica ha dimostrato una speciale fortezza d’animo e con intensa preghiera lo ha accompagnato. Dal momento dell’Annunciazione il di Maria è un alla Croce di Cristo. La Madonna conosceva la Sacra Scrittura, era stata educata nel tempio, conosceva i testi dei profeti che parlavano del Messia crocifisso; sapeva, allora, benissimo che cosa sarebbe successo a Suo Figlio. Possiamo, allora, pensare quello che Maria coltivava nell’anima e come ha vissuto la Passione del Figlio nel corso di tutta la sua vita.

È molto significativa, a mio parere, la vicenda in cui Gesù è stato perduto tre giorni e la Madonna non lo trovava. In quei tre giorni Maria non ha potuto parlare con il Figlio e stargli vicino come avrebbe voluto, anche se poi la Divina Provvidenza ha permesso che fosse ai piedi della Croce a sostenerlo nel momento dell’offerta decisiva di se stesso al Padre. Maria è stata al seguito di Gesù non solo come Madre ma anche come discepola nei tre anni della vita pubblica durante i quali vede l’odio montare nei cuori che satana scardina uno ad uno in preparazione al Venerdì Santo quando la folla griderà di crocifiggerlo e preferisce liberare Barabba al posto di Gesù.

La Madonna ha vissuto la sua vita dal concepimento alla Resurrezione del Figlio tutta nella prospettiva del Messia sofferente. Maria vedeva l’odio aumentare nei cuori proprio mentre Suo Figlio portava avanti la sua missione. Maria vedeva come satana predisponeva i cuori al Venerdì Santo, alla Crocifissione. La Madonna soffriva per tutto questo e offriva la sua sofferenza alla volontà del Padre per la salvezza del mondo. È qui la grandezza insondabile di Maria; nei giorni della Passione dalla sua bocca non è uscita nemmeno una parola. Eppure, parlava con il Padre e con Suo Figlio, offriva a Dio la sua sofferenza e si rimetteva alla volontà del Figlio.

La Madonna ha cooperato all’Opera della Redenzione con uno sforzo del cuore enorme. Mentre Eva ha lasciato entrare dentro di sé la supponenza di mettersi al posto di Dio, Maria chiude il cuore a ogni influsso satanico, è una fortezza inespugnabile, durante la Passione nel suo cuore c’erano solo perdono e amore ed è così che ha cooperato all’Opera della Redenzione perché nel cuore del Figlio c’erano solo perdono e amore. In questi due cuori è avvenuta la Redenzione del mondo e cioè la totale adesione di se stessi alla divina volontà che ha voluto distruggere con i Cuori del Figlio e della Madre la superbia, la supponenza, la prepotenza, l’odio del mondo. Nel Cuori di Gesù e Maria c’è sottomissione alla volontà del Padre, c’è perdono, c’è amore, c’è umiltà; la forza divina che riempiva il Cuore di Gesù e traboccava nel Cuore di Maria ha salvato il mondo, ha distrutto il regno di satana.

La Madonna è entrata nella Passione in quei tre giorni in cui è stata separata dal Figlio. Era però unita a lui nella visione totale alla volontà del Padre.

Nei tre giorni della Passione la Madonna era presente così come era sicuramente presente nel giorno delle Palme quando i seguaci di Gesù acclamano il Messia, ma lei sapeva che a Suo Figlio sarebbe toccata la Croce. Non sappiamo con certezza se Maria fosse presente anche durante l’Ultima Cena quando Gesù ha istituito l’Eucarestia. Maria è presente tutta la giornata del Venerdì Santo, vigile e orante in quelle ore cruciali in cui il Figlio è stato catturato e portato in giudizio; intanto gli Apostoli sono fuggiti, Pietro ha rinnegato il Maestro ma poi si è pentito, Giuda ha tradito Gesù. Il giorno decisivo per la Redenzione del mondo è il Venerdì Santo e la Madonna è sempre presente anche mentre la folla sceglie di crocifiggerlo e di liberare Barabba. Con l’eroismo dell’amore Maria ha pregato per tutta quella gente, per quelle creature di Dio che tifavano per un delinquente e volevano a morte Gesù.

La Madonna, poi, ha accompagnato Gesù lungo tutta la salita del Calvario insieme a Giovanni che dimostra grandezza d’animo e coraggio. Ai piedi della Croce Giovanni non ha la stessa fede di Maria perché crede nella Resurrezione nel momento in cui trova il Sepolcro vuoto; è stato il primo degli Apostoli ad arrivare al Sepolcro vuoto e fu il primo di loro a credere. Ai piedi della Croce la Madonna crede fermamente che Gesù è il Figlio di Dio e che sarebbe risorto. Lei in quel momento era la testimone della fede. Anche le pie donne il giorno dopo il sabato si sono recate al Sepolcro per ungere il cadavere di Gesù. Maria Maddalena crede alla Resurrezione dopo aver visto Cristo Risorto. La fede di Giovanni scocca nel momento in cui vede il Sepolcro vuoto.

Solamente Maria credeva che Gesù era il Figlio di Dio, il Redentore del mondo e che era risorto. La Madonna è la custode della fede per cui, seguendola, mai ci mancherà la fede in Cristo, quella vera, quella cattolica in Gesù Cristo Figlio di Dio, Redentore del mondo. Maria ai piedi della Croce è la figura della credente che in quel momento è assalita da satana come ci descrive la Valtorta. La fede di Maria è una fede vittoriosa ma provata. Satana sibilava a Maria dubbi sotto la Croce, ma lei lo ha respinto. La fermezza di Maria nella fede è un contributo straordinario all’Opera della Redenzione.

La Madonna sa che il terzo giorno Suo Figlio sarebbe risorto, la sua fede non vacilla. Nel momento della deposizione Maria offre se stessa e Suo Figlio alla volontà del Padre che ha voluto questo per la Redenzione del mondo. Nel mistero della Redenzione è impossibile separare Gesù e Maria. La Madre abbraccia il Figlio deposto dalla Croce, ma il giorno dopo il sabato non si reca con le pie donne al Sepolcro per ungere il cadavere. Maria ha creduto alle parole del Figlio quando le ha detto che dopo tre giorni sarebbe risuscitato. La sua fede gli ha meritato la prima apparizione del Signore. Gesù è Risorto come Maria ha creduto e come anche noi crediamo.

La Madonna ha concepito con il suo il Figlio di Dio, è stata al suo fianco in tutta la sua vita e partecipando alla sua missione. Maria è in Cielo accanto a Gesù nel prolungamento dell’Opera della Redenzione. La Madonna è qui presente da oltre quarant’anni inviata da Suo Figlio per portare l’umanità a un tempo di pace.

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