I Segreti di Medjugorje verranno rivelati tre giorni prima che accadano, questa situazione è molto vicina ai tre giorni della Passione. Anche gli eventi dei Segreti saranno eventi di passione, specialmente per la Chiesa. La meditazione sui tre giorni della Passione di Gesù ci sarà di grande utilità per come noi dovremo comportarci nel tempo dei Segreti, che non sono molto lontani. Nel tempo dei Segreti Maria sarà presente, insieme a Gesù e alla Chiesa. Sarà molto interessante vedere come ci comporteremo o come ci dovremmo comportare proprio a partire dalla meditazione di quello che è avvenuto nel passato, in modo particolare nei giorni della Passione di Cristo.
Nei tre giorni della Passione c’è un ventaglio di situazioni che fa rabbrividire; in poche parole, la stragrande maggioranza della gente ha urlato Crucifige! e ha scelto Barabba invece di Gesù, gli Apostoli sono scomparsi, Pietro ha vacillato, Giuda ha tradito, solamente Giovanni ha resistito fino alla fine. Per quanto riguarda la gente, tutti quelli che Gesù aveva beneficato nel tempo della sua vita pubblica, nel momento più difficile non si sono visti. Le persone veramente buone che erano presenti nel momento della Passione erano pochissime.
È molto importante, allora, meditare quello che è avvenuto nei tre giorni della Passione a Gerusalemme perché, a mio parere, all’appuntamento dei dieci Segreti che è quello della Passione della Chiesa, Dio ci chiederà dedizione, testimonianza ed eroismo affinché i nostri nomi siano scritti nell’eternità. Le persone buone che sono state accanto a Gesù durante la Passione sono poche, ma ne ricordiamo bene i nomi; oltre ovviamente a Maria, con Gesù c’erano Giovanni, la Veronica, il buon ladrone, il centurione, la moglie di Pilato e le pie donne. Quello della Passione del Signore è un grandissimo insegnamento.
La Passione di Cristo è la grande battaglia escatologica per eccellenza, è la grande battaglia fra il Cielo e la Terra ed è la rivincita di Dio dopo la caduta dei progenitori quando hanno trascinato se stessi e tutta l’umanità nell’abisso della perdizione scegliendo per satana anziché per Dio. Nel capitolo III, al versetto 15, Dio preannuncia la sua rivincita su satana: «Io porrò inimicizia fra te e la donna, e fra la tua progenie e la progenie di lei; questa progenie ti schiaccerà il capo e tu le ferirai il calcagno». Nei tre giorni della Passione Cristo, con accanto sua Madre, ha schiacciato la testa al serpente ed è una vittoria definitiva ma che Dio non ha archiviato subito mandando satana all’inferno e chiudendo la Storia umana con la vita eterna e con il Giudizio finale. Dio ha voluto che quello che Cristo ha vissuto nella sua vita missionaria e di evangelizzazione con la testimonianza, la predicazione, le fatiche apostoliche, le guarigioni, i miracoli e poi nei tre giorni della Passione, fosse rivissuto dalla Chiesa nel corso della Storia. La sconfitta di satana è definitiva e Cristo lo ha vinto proprio nell’ora della Passione. Satana non ha più alcuna possibilità, se non rivincite parziali dalle quali uscirà ancora più bastonato di prima com’è sempre avvenuto in questi duemila anni e come avverrà nel tempo dei Segreti.
La Madonna in diversi Messaggi ha detto che il mondo senza Dio crollerà. La vittoria della Passione è la vittoria definitiva. Gesù aveva profetizzato nella sua vita: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa”. I tre giorni della Passione sono la battaglia fra Cristo e satana, dove satana subisce una sconfitta mortale. Ci sono momenti della Storia in cui satana sembra voler prevalere, come quello che stiamo vivendo, ma Dio invia la Madonna e quella di Medjugorje è l’apparizione più lunga ed è quella definitiva, l’ultima. Satana cerca di regnare, di annientare la fede e di distruggere il mondo. La Madonna ci è vicino perché satana miete le anime. Non dobbiamo avere paura perché quelle di satana sono vittorie parziali. Nel tempo dei Segreti satana e tutti i suoi seguaci verranno bastonati come mai prima è avvenuto.
Con la Passione Cristo ha sigillato la sua vittoria divina e la sua regalità sul mondo redento. Cristo asceso al Cielo è il Signore del mondo. Cristo Re e Maria Regina regnano sul Cielo e sulla Terra e il loro regno è inattaccabile. La Chiesa è chiamata a rivivere la vita di Cristo e anche la sua Passione, ma rivivrà anche la sua Resurrezione che è il trionfo del Cuore Immacolato di Maria.
È molto interessante fare il paragone fra i protagonisti della Passione di Cristo e il tempo dei Segreti. A mio parere, quello che è accaduto allora riaccadrà almeno parzialmente anche nel tempo dei Segreti. I tre giorni della Passione saranno molto simili a quelli che precedono gli eventi dei Segreti di Medjugorje. Questo raffronto è molto interessante e la cosa che mi angoscia un po’ è il fatto che nella Passione di Cristo le folle che seguivano Gesù in Galilea, come tutta la gente presente al miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, nei giorni della Passione non si vedono. Satana ha fatto cappotto di anime, ha preso tutti i suoi e li ha riversati in piazza a gridare contro Gesù; hanno voluto il loro re, adeguato alle loro aspettative e cioè Barabba, un ladrone.
Quello che mi colpisce e mi rattrista è il fatto che tutti quelli che seguivano Gesù Cristo nell’ora dele tenebre non si sono visti. Gesù ha vinto la sua battaglia da solo, con Maria e con pochissime persone accanto. Gesù ha vinto la battaglia della Redenzione con poche persone, la Madonna e San Giovanni erano ai piedi della Croce; le pie donne, che erano molto compassionevoli ma non erano molto avanti nel cammino della fede, infatti, non credevano alla Resurrezione tant’è vero che il giorno dopo il sabato sono andate al Sepolcro per ungere il cadavere di Gesù; il cireneo; la moglie di Pilato; il buon ladrone; il centurione e la Veronica. Solamente loro hanno supportato Cristo con il loro amore durante la Passione, mentre satana aveva tutti dalla sua parte.
Satana ha mosso le sue pedine in modo spietato, ma alla fine ha perso la battaglia perché Cristo sulla Croce ha perdonato tutti quelli che l’avevano crocifisso chiedendo al Padre di perdonarli perché non sapevano cosa stavano facendo ed è risorto glorioso. Satana si era illuso di vincere proprio come adesso. Satana ha tutto in mano, la Madonna ha detto «satana regna» ed è veramente così. Satana è sicuro di vincere ma prenderà una legnata ancora più salata di quella che ha preso durante il tempo della Passione perché adesso lo scenario è quello del mondo intero nel quale avverranno i Segreti di Medjugorje. Sarà un palcoscenico mondiale nel quale si vedrà la grande battaglia escatologica che comunque è già in atto.
Vediamo allora i diversi comportamenti della gente nell’ora della Passione. Il potere politico si ricompatta; Pilato, il figlio di Erode e il Sinedrio convergono nel mettere a morte Gesù. Pilato fa una brutta fine, è un uomo pauroso, non sa nemmeno chi ha davanti e non è in grado di decidere cosa fare specialmente quando Gesù gli dice: “il mio Regno non è di questo mondo”. Il Sinedrio è un nodo di vipere; Caifa (capo del Sinedrio) fa a Gesù una domanda ben precisa proprio perché venisse arrestato e condannato a morte: “Ti scongiuro, per il Dio vivente, perché ci dica se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio”. La risposta di Gesù è molto potente e spiazzante: “Tu l’hai detto, anzi io vi dico: d’ora innanzi vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra di Dio, e venire sulle nubi del cielo”. La compattezza del potere politico e religioso contro Cristo si ripropone anche oggi nel mondo cristiano, dove ci sono potenze politiche e religiose che si compattano e pretendono di comandare sul mondo al posto di Cristo e indicano se stessi come padroni del mondo. Nel tempo dei Segreti faranno una brutta fine.
La folla è concorde nell’urlare Crucifige! Satana ha radunato tutti i suoi nella piazza di Gerusalemme quando il popolo è chiamato a scegliere tra Gesù e Barabba. Dov’erano quelli che agitavano le palme pochi giorni prima acclamando Osanna al Figlio di Davide e i buoni che hanno seguito Gesù durante la sua vita pubblica? Sono scomparsi, hanno pensato alla propria pelle, hanno avuto paura, non si vede traccia di loro tant’è vero che poi, quando Pietro parla alla folla dopo la Pentecoste, usa parole dure contro tutta quella gente che prima aveva scelto Barabba e poi si è convertita. Nell’ora della Passione c’è stato un momento di possessione diabolica collettiva, paura, talmente profonda che ha portato la gente – vedendo Gesù incoronato di spine, flagellato, insultato, umiliato – a scegliere Barabba. Pensiamo in che abissi si può precipitare. Stiamo attenti perché potrebbe accadere anche a noi, anche noi potremmo tradire, anche noi possiamo essere dei Giuda. Stiamo attenti e vigiliamo su noi stessi, stiamo umili. Meditiamo sulla Passione di Cristo, stringiamo al cuore il Crocifisso perché anche noi potremo fare la stessa fine della folla di Gerusalemme il giorno della Passione. Poi, per grazia di Dio si sono convertiti ma nell’ora della Passione c’è stata una possessione diabolica collettiva e la folla manipolata da satana e dai potenti è diventata uno strumento di morte, è diventata un animale feroce. Quando rivivremo la Passione di Cristo le folle sceglieranno ancora Barabba. È tremendo sentire adesso “vogliamo libero Barabba e vogliamo crocifisso Gesù mentre le folle dei miracolati e dei seguaci sono disperse e sono impaurite”.
Il comportamento che ci addolora di più è quello degli Apostoli. Gesù ne ha scelti dodici perché fossero con lui. Hanno condiviso tre anni di vita quotidiana con Gesù, molte volte dormivano dove potevano e mangiavano quel che potevano. Gesù ha chiamato gli Apostoli a condividere le sue fatiche missionarie e ha dedicato loro una formazione particolare per tre anni. Eppure, nel giorno delle Palme di fronte al trionfo di Gesù, gli Apostoli discutono fra loro su chi sarebbe stato il primo nel suo regno; non riescono ad andare oltre l’orizzonte umano perché parlano di un regno terreno, non riescono a salire nel Cielo della spiritualità. Gli Apostoli erano le colonne della Chiesa, a Pietro Gesù ha detto che su di lui avrebbe edificato la sua Chiesa. Erano i prescelti, gli intimi, Gesù li chiamava amici ma sono arrivati all’ora della Passione impreparati. Per questo motivo la Regina della pace ci invita a prepararci al tempo dei Segreti. Se non siamo preparati, infatti, faremo esattamente la fine degli Apostoli, i quali amavano Gesù ma di un amore ancora troppo umano, come quello di Pietro che prima tira fuori la spada per difenderlo e poche ore dopo lo rinnega perché ha paura di essere riconosciuto come un suo seguace e di essere arrestato. Di fronte a una donna che lo indica come discepolo di Gesù, Pietro nega per tre volte “prima che il gallo canti”. Il canto del gallo è un atto di Misericordia infinita di Dio perché, nel sentirlo, Pietro si ricorda di quella profezia che Gesù stesso gli aveva fatto e si mette a piangere amaramente. Cosa che non fece invece Giuda che andò a impiccarsi e divenne così la preda più ambita di satana, un Apostolo traditore e non pentito. Se capita anche a noi di cadere dobbiamo fare come Pietro e non come Giuda, piangiamo e corriamo ai piedi di Gesù e di Maria.
Lo scenario della Passione di Gesù ci rattrista perché tutti sono passati dalla parte del maligno, eccetto pochissimi. I più sono scomparsi o sono fuggiti come gli Apostoli. L’unico che ha resistito ed è stato forte è Giovanni che, accanto a Maria, ha seguito la Passione di Gesù fino ai piedi della Croce. A mio parere la stessa cosa avverrà nel tempo dei Segreti, man mano che andremo avanti la potenza di Dio si manifesterà, la presenza di Maria si manifesterà e la testimonianza della Chiesa sarà coraggiosa fino ad affrontare il martirio descritto nel terzo Segreto di Fatima. Mi chiedo, però che fine faranno tutti quelli che hanno rifiutato in questi decenni la fede e hanno gettato il Cristianesimo alle ortiche per diventare modernisti, laici, atei professi. La Madonna ci invita a essere mani teste verso questi fratelli che hanno abbandonato la fede.
In questo contesto la Redenzione è avvenuta nella Persona di Cristo. Gesù nella Passione è la cosa più bella che c’è al mondo. Contemplare Cristo nella Passione è una grazia da chiedere al Signore. Non c’è nulla di più sublime e di più grande al mondo. Ogni parola, ogni gesto, ogni silenzio di Gesù è il divino che si manifesta nell’umiltà umana. Comprendiamo allora perché tanti mistici e tanti santi non fanno che ripetere di meditare la Passione di Cristo. Ci vuole quella lettura interiore che viene dallo Spirito Santo per poter capire la bellezza di Gesù nella Passione. Se in Cielo contempliamo Cristo glorioso, sulla Terra siamo già in Paradiso in un certo senso se abbiamo la grazia di fissare gli occhi in Cristo nella sua Passione.
La Passione non è capitata a Gesù Cristo, ma è il fine della sua vita. È quanto il Padre gli ha chiesto per redimere il mondo, altrimenti il mondo non avrebbe capito fino a che punto Dio ci avrebbe amato. Dio ci ha amato fino al punto di farsi uomo e di morire in croce per noi, assumendo su di sé la cattiveria, il disprezzo e la violenza del mondo, bruciandola e distruggendola nel suo amore e nella sua umiltà. Gesù ha spezzato le catene della schiavitù con cui satana ci tiene legati a sé. Cristo ci ha dato la libertà dei figli di Dio. Cristo è consapevole di essere il Signore, il Redentore. Gesù conosceva il suo destino e lo ha rivelato agli Apostoli più volte. Ha detto che sarebbe stato preso, che sarebbe stato giudicato, che sarebbe stato crocifisso e che il terzo giorno sarebbe risorto. Gesù lo ha detto più volte agli Apostoli ma non lo ascoltavano.
Meditiamo e leggiamo le parole della Passione di Cristo, ci accorgeremo che ogni parola, ogni gesto, ogni pensiero di Gesù sono di una regalità divina straordinaria ben diversa da quello che c’è fuori di lui e intorno a lui. Gesù è il Cielo sulla Terra, è il divino, l’amore, la verità, la luce, che si manifestano nell’umiltà della sua Persona. Ammiriamo l’umiltà di Gesù nella Passione, riproduciamola nella nostra vita. Schiacciamo la testa al serpentello del nostro io che vuole prevalere, che vuole innalzarsi, vuole essere stimato, venerato, esaltato e glorificato dagli uomini. Guardiamo Gesù nella Passione, quanto è umile, quanto è vero, quanto è profondo, quanto è pieno di amore. Leggiamo la Passione, meditiamo ogni parola, ogni gesto di Gesù.
Davanti alle lingue biforcute del Sinedrio, veri emissari di satana sulla Terra che cercano un appiglio per poterlo uccidere, Gesù senza paura dà una testimonianza chiara sulla sua divinità ed evoca il Giudizio finale. Davanti a Pilato rivendica la sua regalità che viene da Dio e, nella sua cecità, Pilato non si rende conto di avere davanti il Figlio di Dio. Nelle poche interlocuzioni che ci sono nella Passione Gesù parla da Dio; lo fa con Caifa, lo fa con Pilato, lo fa con le pie donne. Anche quando è sulla Croce e dice al Padre di perdonare quelli che lo avevano condannato, nella sua umiltà manifesta tutta la grandezza divina di fronte a quelle creature in balìa di satana. È impressionante vedere come Gesù davanti al disprezzo e alla umiliazione manifesta una grandezza divina incredibile. Si percepisce che Gesù è il Figlio di Dio proprio nel momento della Passione che è il momento della rabbia satanica portata all’estrema valenza. Durante le umiliazioni di Cristo nella Passione si manifesta questa epifania della divinità.
Contempliamo il coraggio di Gesù e la sua forza d’animo nella flagellazione. Gesù non ha gridato, non è uscito un solo lamento dalla sua bocca. Gli Evangelisti hanno raccontato tutto quello che Gesù ha detto durante la Passione, sono poche parole e tutte sublimi. Gesù ha taciuto e ha offerto; era un olocausto vivente, una vittima sacrificale che moriva per amore distruggendo nel suo amore e nel suo perdono i peccati di tutti gli uomini di tutti i tempi.
Anche nel momento dell’incoronazione di spine, che è certamente qualcosa di estremamente doloroso, di fronte al disprezzo e alle umiliazioni Gesù tace umilmente ed emerge straordinariamente la sua regalità. La Passione di Cristo è la descrizione di qualcosa di inaudito, di incredibile, di sovrumano. Mai è stato scritto qualcosa del genere.
Cristo afferra la croce, la porta sulle spalle fino in cima al Calvario. Gesù porta i peccati del mondo sulle sue spalle. Cade tre volte e si rialza finché, in cima al Calvario, viene inchiodato sulla croce, conficcando i chiodi alle mani e ai piedi. Gesù si è lasciato trafiggere dai chiodi senza aprire bocca. Ha lasciato che tutto avvenisse. Offriva se stesso come olocausto al Padre per la salvezza del mondo. La figura che emerge nei Vangeli della Passione è qualcosa di sublime. Dovremmo meditare di più il Crocifisso.
Negli ultimi istanti Gesù nella sua santa umanità si affida all’intervento del Padre per la Resurrezione, è questa l’interpretazione di quel grido sulla Croce: “Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato” Gesù si è offerto al Padre invocando il perdono. Il più grande peccato commesso dall’umanità è l’odio con cui ha messo Gesù in croce, l’umiliazione, l’uccisione. È un peccato orribile ma Gesù, rivolgendosi al Padre riguardo a coloro che hanno commesso questo peccato, ha detto: “Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno”.
A mio parare per noi è molto importante meditare la Passione di Cristo e viverla dentro di noi perché quello che è avvenuto si riproporrà anche nel tempo dei Segreti. Il tempo dei Segreti riguarda soprattutto la Chiesa, il Papa, i vescovi, i sacerdoti, tutti noi fedeli siamo coinvolti in quella Passione descritta in modo mirabile nel terzo Segreto di Fatima. È qualcosa che deve ancora avvenire, non è ancora avvenuta. La Passione della Chiesa avverrà prossimamente. Dobbiamo meditare sulla Passione di Cristo perché nel tempo dei Segreti non ci accada quello che è avvenuto allora, cioè che la maggior parte si nasconda per la paura, rinneghi la fede, tradisca.
Sappiamo che erano pochissime le persone che hanno sostenuto Gesù nell’ora della Passione, speriamo che non si riproponga lo stesso nel tempo dei Segreti quando la Chiesa verrà perseguitata.
Che non capiti anche a noi di vacillare come agli Apostoli quando la Chiesa sarà chiamata a rivivere la Passione di Cristo. Dio ha congegnato le cose nel tempo dei Segreti in modo tale che chi crede si salva e chi non crede si perde. Di fronte agli eventi dei Segreti dai quali Cristo e la Madonna ci vogliono salvare chi crede si potrà mettere in salvo e chi non crede dovrà pagare le conseguenze della sua scelta, della sua incredulità nonostante la Regina della pace sia qui da così tanto tempo a dire che abbandonando Dio si va in balìa del maligno.
Meditiamo bene la Passione di Cristo perché nel tempo dei Segreti non si ripeta lo spettacolo tremendo di Gerusalemme dove le folle della giornata della Palme sono state prese dalla furia satanica che si è impadronita dei cuori. Nel tempo dei Segreti il demonio sfodererà tutta la sua forza di seduzione. Il mondo sta facendo di tutto per attirare a sé nell’inganno e distogliere da Cristo, dalla sua presenza e dal suo Giudizio. Nel tempo dei Segreti la fede verrà messa alla prova. Noi stessi decideremo se credere o no.
La Madonna nel Cenacolo ha radunato tutti gli Apostoli e li ha fortificati. Nel giorno della Pentecoste Gesù ha donato lo Spirito Santo agli Apostoli ma nell’ora della Passione che figuraccia hanno fatto! Solamente Giovanni si è salvato. Nel tempo dei Segreti di Medjugorje non sarà così perché il terzo Segreto di Fatima ci racconta una Chiesa che non fugge, che sale il Calvario, che muore martire. Ognuno di noi si attrezzi in modo tale da essere un testimone forte, fedele e coraggioso.