"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Categoria: CI SCRIVONO Pagina 87 di 142

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Come ricevere le onde del Volere Divino – Formazione della vita divina

Ave Maria padre Livio,

Nel seguente brano degli scritti della serva di Dio Luisa Piccarreta, Gesù raccomanda a tutte le creature di prestare attenzione alle onde divine. La creatura viene assalita da tutti i lati dalla Divina Volontà, per averla a sé, e per formare la sua vita divina nella creatura cambiando la sua sorte. La formazione della vita divina nel profondo dell’anima.

(Libro di cielo, Settembre 17, 1933)

(1) Sono sotto le onde eterne del Voler Divino, e mi sembra che vuole che faccia attenzione a queste onde, le riconosca, le riceva in me, le ami, per dirmi: “Sono il Volere eterno che ti sto sopra, che ti circondo ovunque, investo il tuo moto, il tuo respiro, il tuo palpito, per farlo mio, per farmi il largo e così poter distendere la mia Vita in te, sono l’immenso che mi voglio restringere nella piccolezza umana, sono il potente che mi diletto di formare la mia Vita nella debolezza creata, sono il santo che voglio tutto santificare, fammi attenzione e vedrai che so fare, e che farò nell’anima tua”. Ma mentre la mia mente era tutta occupata del Voler Divino, il mio sempre amabile Gesù, ripetendo la sua breve visitina, mi ha detto:

(2)Figlia mia benedetta, la mia Volontà è la motrice che con costanza ferrea assale la creatura da tutti i lati, dentro e fuori, per averla a sé, e formare il gran prodigio di formare la sua Vita Divina nella creatura; Essa, si può dire che l’ha creato per formare e ripetere la sua Vita in essa, ed a qualunque costo ne vuole l’intento, ed in tutte le cose si gira intorno a lei, e sembra che le dica: “Guardami, son’Io, conoscimi, vengo per formare la mia Vita in te, e facendole da assalitrice, l’assale dentro e fuori, in modo che chi le fa attenzione sente la mia Divina Volontà rigurgitante dentro e fuori di sé, che sta formando il prodigio della sua Vita Divina, cui non li è dato di resistere alla sua potenza, e sai che cosa fa questa mia Volontà Divina? Dà Vita, richiama a vita tutto, fa sorgere in questa Vita tutto ciò che ha fatto e che è stato fatto di bene da tutte le creature, suscita il dolce ricordo delle sue opere, come presente e in atto, come se le ripetesse, niente sfugge da questa Vita, si sente la pienezza di tutto, ed oh! come la creatura si sente felice, ricca, potente, santa, sente il corredo di tutto gli atti buoni degli altri, e per tutto ama, glorifica il Fiat Divino come se fossero suoi, ed il mio Volere si sente ridare da essa le sue opere, quindi l’amore, la gloria delle sue opere divine, e ripetere col ricordo la gloria e l’amore delle altre creature. Oh! quante opere messe in oblio, quanti sacrifici, quanti atti eroici dimenticati, che sono stati fatti dalle umane generazioni, che non ci si pensano più, e quindi non vi è né la ripetizione continua della gloria, né chi rinnovi l’amore di quegli atti, e la mia Divina Volontà formando la sua Vita nella piccolezza umana, fa sorgere il ricordo di tutto, per dare e per ricevere tutto, accentra tutto in essa e forma il suo accampamento divino. Perciò sii attenta a ricevere queste onde del mio Volere, esse si riversano su di te per cambiare la tua sorte, e se tu le ricevi, sarai la sua fortunata creatura”.

(3) Dopo ciò continuavo a pensare alla Divina Volontà, e pensavo tra me: “Ma come si può formare questa Vita Divina nell’anima?” Ed il mio dolce Gesù ha soggiunto:

(4) “Figlia mia, la vita umana è composta di anima, di corpo, di membra distinte l’uno dall’altro, ma chi è il moto primario di questa vita? La volontà, sicché senza di essa non potrebbe fare le belle opere, né acquistare scienza, né essere capace d’insegnarle, perciò tutto il bello della vita scomparirebbe dalla creatura, e se bellezza, dote, valore, ingegno possiede, si deve attribuire al moto d’ordine che tiene la volontà sulla vita umana. Ora, se questo moto d’ordine lo prende la mia Divina Volontà sulla creatura, vi forma dentro di essa la Vita Divina, sicché, purché la creatura si sottopone a ricevere il moto d’ordine della mia Volontà, dentro e fuori di sé, come moto primo di tutti gli atti suoi, già viene formata questa mia Vita Divina, e prende il suo regio posto nel fondo dell’anima. Il moto dice vita, e se il moto ha principio da una volontà umana, si può chiamare vita umana, se invece il principio è della mia Volontà, si può chiamare Vita Divina. Vedi com’è facile formarla questa Vita, purché la creatura lo voglia; Io non voglio, né chiedo mai cose impossibili dalla creatura, anzi prima la facilito, la rendo adattabile, fattibile, e poi la chiedo; e mentre la chiedo, per essere più sicuro che possa fare ciò che voglio, mi offro Io stesso a fare insieme con essa ciò che voglio che faccia, posso dire che mi metto a sua disposizione affinché trovi forza, luce, grazia, santità non umana ma divina, Io non ci bado né a quello che do, né a quello che fo, quando la creatura fa ciò che voglio, l’abbondo tanto, da farle sentire non il peso, ma la felicità del sacrificio che sa dare la mia Divina Volontà.

(5) E come la vita umana tiene la sua vita, le sue membra distinte, le sue qualità, così il nostro Essere Supremo tiene le sue qualità purissime, non materiali, perché in Noi non esiste materia che formano la nostra Vita; unite insieme santità, potenza, amore, luce, bontà, sapienza, onniveggenza di tutto, immensità, eccetera, formano la nostra Vita Divina, ma chi costituisce il moto, chi regola, chi svolge con un moto incessante ed eterno tutte le nostre qualità divine? “La nostra Volontà, Essa è la motrice, la dirigente, che dà a ciascuna qualità nostra la vita operante, sicché se non fosse per la nostra Volontà, la nostra potenza sarebbe senza esercizio, il nostro amore senza amare, e così di tutto il resto. Vedi dunque come il tutto sta nella Volontà, e perciò col darla alla creatura diamo tutto, e siccome sono le nostre piccole immagini create da Noi, i nostri fiati, le piccole fiammelle d’amore sparso da Noi in tutto il creato, ecco perciò le demmo una volontà libera unita alla nostra, per formare i nostri facsimile da Noi voluti, non vi è cosa che più ci glorifica, che più ci ama, che ci rende contenti, che trovare la nostra Vita, la nostra immagine, la nostra Volontà nell’opera nostra da Noi creata, perciò il tutto affidiamo alla potenza del nostro Fiat, per ottenere l’intento.

(6) Figlia mia, tu devi sapere che tanto nella nostra Divinità nell’ordine soprannaturale, quanto nell’ordine naturale delle creature, vi è una virtù in natura, una prerogativa innata, di voler produrre vita, immagini che lo somigliano, e quindi una smania d’amore, un desiderio ardente di riversare sé stesso nella vita ed opera che si produce; in tutta la Creazione non vi è cosa che non ci somigli: Il cielo ci somiglia nella immensità; le stelle nella molteplicità delle nostre gioie e beatitudini infinite; nel sole c’è la somiglianza della nostra luce; nell’aria la somiglianza della nostra Vita che si dà a tutti, è di tutti, e nessuno le può sfuggire, ancorché il volessero; nel vento che mentre si fa sentire, ora con impeto, ora come carezzando dolcemente le creature e tutte le cose, ma non lo veggono, la nostra potenza ed onniveggenza che tutto vediamo, tutto sentiamo e come in pugno racchiudiamo tutto, pure non ci veggono; insomma non vi è cosa che non c’è una nostra similitudine, tutte le nostre opere danno di Noi, ci decantano, e ciascuna tiene l’ufficio di far conoscere ciascuna qualità del loro Creatore. Ora, nell’uomo non era solamente opera che facevamo, ma vita umana e Vita Divina che creammo in lui, perciò aneliamo, vogliamo, sospiriamo di riprodurre in lui la Vita e l’immagine nostra, giungiamo fino ad affogarlo d’amore, e quando non si fa affogare, perché è libero di sé stesso, giungiamo a perseguitarlo d’amore, non facendole trovare pace in tutto ciò che sfugge da Noi, non trovando Noi stessi in lui, le muoviamo guerra incessante, perché vogliamo la nostra immagine bella, la nostra Vita riprodotta in lui. E siccome tutte le cose sono fatte ed innestate da Noi, anche nell’ordine naturale c’è questa virtù di voler produrre cose e vita simile; vedi, una madre genera un bambino, tutte le sue ansie e desideri è che lo vuole simile a sé, e sospira di vederlo alla luce, simile ai suoi genitori, e se il bambino è simile a loro, oh! come ne sono contenti, se ne fanno un vanto, lo vogliono far vedere da tutti, lo crescono con le loro abitudini, a modo loro, insomma questo bambino diventa la loro preoccupazione e la loro gloria, ma se invece è dissimile dai genitori, brutto, deforme, oh! come ne restano amareggiati, tormentati, e giungono a dire con sommo dolore: “Pare che non sia figlio nostro, del nostro sangue”. Vorrebbero quasi nasconderlo per non farlo vedere a nessuno, sentendosi umiliati e confusi, e questo bimbo sarà la tortura dei loro genitori per tutta la vita. Tutte le cose posseggono la virtù di riprodurre cose simili, il seme produce l’altro seme, il fiore l’altro fiore, l’uccello l’altro uccellino, e così di tutto il resto, non produrre cose simili è andare contro natura divina ed umana. Perciò il non avere la creatura simile a Noi è uno dei nostri più grandi dolori, e solo chi viva di Volontà nostra potrà essere di gioia, e portatrice di gloria e di trionfo per la nostra opera creatrice”.


Ave Maria padre FIAT

Massimo

🌟🖋️CI SCRIVONO🌟🖋️

Ave Maria padre Livio,

Maria ha la missione unica di Madre di Dio e l’ufficio di Corredentrice, e perciò Madre nostra.

Libro di cielo – Gesù a Luisa Piccarreta:


“Figlia mia, certe missioni e uffici hanno rinchiusi insieme tali doni, gra- zie, ricchezze e prerogative che, se non fosse per la missione o per l’occupazione dell’ufficio, non sarebbe necessario che si possedesse quel tanto che si possiede e che per necessità di disimpegnare l’ufficio è stato dato (…)

Oltre a Me c’è la mia Celeste Mamma, che ebbe la missione unica di Madre di un Figlio Dio e l’ufficio di Corredentrice del genere umano. Come missione di Maternità Divina fu arricchita di tanta Grazia che, unito tutto insieme il tutto delle altre creature celesti e terrestri, mai potranno uguagliarla. Ma ciò non bastò: per attirare il Verbo nel suo materno seno abbracciò tutte le creature, amò, riparò, adorò la Maestà Suprema per tutti, in modo da poter fare Lei sola tutto ciò che le umane generazioni dovevano verso Dio. Onde nel suo Cuore verginale aveva una vena inesauribile verso Dio e verso tutte le creature. Quando la Divinità trovò in questa Vergine il compenso dell’amore di tutti, si sentì rapire e vi fece il concepimento del Verbo, cioè l’Incarnazione. E come mi concepì, prese l’ufficio di Corredentrice e prese parte ed abbracciò insieme con Me tutte le pene, le soddisfazioni, le riparazioni, l’amore materno verso tutti. Sicché nel Cuore della Madre mia c’era una fibra d’amore materno verso ciascuna creatura. Perciò, con verità e con giustizia la dichiarai, quando Io stavo sulla Croce, Madre di tutti. Lei correva insieme con Me nell’amore, nelle pene, in tutto; non mi lasciava mai solo. Se l’Eterno non le avesse messo tanta Grazia da poter ricevere da Lei sola l’amore di tutti, mai si sarebbe mosso dal Cielo per venire sulla terra a redimere il genere umano. Ecco la necessità, la convenienza che, come missione di Madre del Verbo, dovesse tutto abbracciare e sorpassare tutto. Quando un ufficio è unico, viene come di conseguenza che a chi ne ha la missione nulla deve sfuggire, deve avere sott’occhio tutto, per poter porgere quel bene che possiede, deve essere come un vero sole, che può porgere luce a tutti. Ciò fu di Me e della mia Mamma Celeste. Ora, la tua missione di far conoscere l’Eterna Volontà s’intreccia con la mia e con quella della mia cara Madre…” (Libro di Cielo, Maggio 1,1925)


Ave Maria padre FIAT

Massimo 

🌟🖋️CI SCRIVONO🌟🖋️

La  Madonna  a  Medjugorje va  oltre le  profezie precedenti

RISPOSTA AD ISABELLA

( che teme  che il  trionfo del  Cuore Immacolato avvenga  in un mondo semidistrutto)

Cara Isabella,

vorrei cercare di risponderti anche io, nel mio piccolo.

È giusto ed importante conoscere e meditare le tante profezie che già nei secoli passati riguardavano il nostro tempo, soprattutto Fatima o le tante altre come quelle della Beata Aiello.

Ma io credo che Maria Santissima con Medjugorje sia proprio intervenuta per andare oltre, per aiutarci, per tirarci fuori da questa palude infernale senza ritorno.

Perché il Signore è Nostro Padre e Madre e anche se i figli scriteriati non si rendono conto del pericolo e voltano le spalle al Genitore, Lui invece di noi si preoccupa.

Prima ha inviato Maria ad avvisarci con tante profezie, poi, visto che siamo teste dure, l’ha inviata proprio sulla terra ,a Medjugorie per darci una possibilità di salvezza, sia fisica che spirituale.

Se la Madonna ci dice di Non avere paura, e che se saremo suoi vinceremo…ci dobbiamo credere. Perché il Signore non mente, al Signore nulla è impossibile. Ma vuole da noi fiducia, e fiducia estrema.

È vero che sta per arrivare la catastrofe, come scritto nelle profezie, ma nel 1981 è arrivata inaspettatamente Maria Santissima come ancora di salvezza.

Non aveva il Signore già mandato Noè, e poi suo Figlio Gesù a salvare gli uomini ?

E non è forse la Donna vestita di sole dell’Apocalisse la più grande delle profezie a cui credere ?

Allora coraggio, ascoltiamo Padre Livio quando ci invita a mantenere gli occhi puntati su Gesù, e a farci prendere per mano da Maria. E non è faciloneria, ma la certezza che è la nostra unica e certa salvezza. Siamo in buone mani !!!

Ave Maria

Silvia da Torino

Cara Silvia,

concordo con  il criterio che hai indicato per  la comprensione delle varie profezie riguardanti il tempo  di  prove nel  quale siamo entrati e che hanno la grazia della  presenza di Maria e  dei suoi messaggi.

Tutte  le  profezie che hanno preceduto questo tempo hanno  un valore di ammonimenti per  la nostra salvezza,  nel  senso che  ci preannunciano  quello che succederà   se ci ostiniamo lungo la via della perdizione. Si tratta di profezie condizionate.

Le  parole della  Madonna  a  Medjugorje invece hanno  un valore definitivo e svelano un  piano che sarà  sicuramente realizzato, e si tratta indubbiamente di un piano di salvezza come ha detto chiaramente  la Madonna.

Le tribolazioni attraverso le quali l’umanità  deve  passare  hanno lo scopo  di cambiare i cuori e di convertire  il maggior numero di  persone possibile. Periranno i duri di cuore e gli impenitenti.

Il  trionfo del Cuore Immacolato non avverrà in uno scenario di distruzioni e di morti, ma di gioia ed esultanza perché  Dio ha liberato il suo popolo dalla dittatura del  male e della  morte.

Il  tempo dei segreti è il tempo di Dio e dobbiamo attraversarlo con il  cuore ricolmo di speranza per le meraviglie del suo  amore.

Ave Maria

Padre  Livio

🌟🖋️CI SCRIVONO🌟🖋️

Quando la Madonna dice che il Suo Cuore trionferà cosa intende?

Caro Padre Livio,

mi scuso in anticipo se quello che scriverò la disturberà ma è solo perché io vorrei capire.

Quando la Madonna dice che il Suo Cuore trionferà cosa intende…. perché io ho letto molte profezie di Santi tra cui Suor Maria Aiello o basta leggere il terzo segreto di Fatima per capire cosa avverrà…..una frase fra tutte mi ha colpito….chi rimarrà in vita… invidierà i morti…..il solo pensiero è agghiacciante…… quindi il cuore della Madonnina cosa avrà da trionfare…. sulla morte e distruzione?

Certo che finalmente regnerà la pace…. saremo tutti morti o quasi…..come quelle povere anime che rimarranno in vita potranno sopravvivere? Sono molto confusa. Grazie mille

Isabella

Cara Isabella,

            quando la Madonna preannuncia il trionfo del suo Cuore Immacolato intende  la sua vittoria e quella della Chiesa cattolica contro l’impero del male, che vorrebbe distruggere  non solo la  nostra fede, ma  anche noi stessi e il nostro pianeta.

Come questo  avverrà  noi non  lo sappiamo nei particolari,  ma sappiamo l’essenziale che  la  Madonna ha rivelato  con queste parole. “Dio vi ama  e ha mandato me  per  salvare  le  vostre vite e il pianeta sul quale vivete”.

Quindi coraggio e fiducia nel  piano della Madonna. Non permettiamo a satana di riempire il nostro cuore con la paura del  futuro, perché  il futuro è di Dio.

Preoccupiamoci piuttosto di essere forti e gioiosi nella nostra testimonianza di fede.

Ave Maria

P. Livio

🌟🖋️CI SCRIVONO🌟🖋️

Decisioni chiesa tedesca sulle benedizioni coppie omosessuali

Buonasera padre Livio, sono Stefano e le scrivo dalla Toscana.

La seguo quotidianamente nella trasmissione “Lettura cristiana della cronaca e della storia”, e la ringrazio, per il grande lavoro cristiano e giornalistico che giorno dopo giorno prepara per noi ascoltatori delle sue trasmissioni.

Stasera su internet ho letto un’articolo sul Messaggero relativo alla decisione della chiesa tedesca di benedire le coppie omosessuali, in disaccordo con la chiesa di Roma.

Le chiedo scusa anticipatamente se la mia mail sarà un po’ lunga, ma secondo me è necessario soffermarsi sull’argomento, che risulta essere molto delicato.

Premetto che sono un ragazzo omosessuale che per anni non ha rispettato il proprio corpo, tempio dello Spirito Santo. Mi sono lasciato travolgere dalle passioni, ho rincorso il piacere effimero della carne disprezzando il mio corpo, dono del grande amore di Dio.

Ho avuto storie leggere e storie importanti, fino ad un anno e mezzo fa, dove in seguito ad un pellegrinaggio in un luogo mariano italiano, ho sentito che la mia vita stava seguendo strade sbagliate! Ero caduto purtroppo anche nell’occultismo, e ringrazio Maria Santissima che schiacciando la testa del serpente mi ha salvato, prendendomi per mano e indicandomi la strada della Verità che è Cristo.

Ho riniziato a frequentare la Chiesa, i Sacramenti, e la mia vita adesso ha un senso, perché come ci insegna Maria a Medjugorje “senza Dio non potete fare nulla”! Senza Dio la nostra vita non ha senso. Adesso sono felice, innamorato della vita e sereno. 

Non sono qui a dire che dall’omosessualità si guarisce, come ci vuol fare credere qualcuno. L’omosessualità non è una malattia.

Io sono un ragazzo omosessuale cristiano, che dopo anni di buio, grazie a Dio ho rivisto la Luce. Ho scelto di vivere cristianamente la mia omosessualità, nella castità, ma con gioia, perché la pace e la gioia non sono date dai sensi, ma da Dio. 

Nella mia vita non ho mai partecipato ad un Pride, perché lo trovo assurdo. Cosa mi manca? Che battaglie devo portare avanti? Quali diritti di essere umano mi sono negati?

Dio è Amore, me lo insegna la lettera di san Giovanni apostolo. 

Il Signore mi conosce bene, e mi ama nelle mie miserie. Ho sempre trovato sacerdoti che mi hanno accolto, e di questo rendo grazie al Signore.

Ma per venire al tema della mia mail, il concetto di coppia e ben diverso da quello che la Chiesa tedesca sta cercando di portare avanti.

Sono un misero peccatore, e non sono nessuno per giudicare. Il giudizio spetta solo a Dio, ma possiamo riflettere e prendere le distanze.

Benedire una coppia omosessuale, può lasciare spazi di fraintendimento relativo al concetto di famiglia. La famiglia è quella composta da un uomo, una donna e dei figli. La famiglia pensata da Dio.

Due uomini possono amarsi, certo, ma non saranno mai una famiglia, perché la famiglia è aperta alla vita, e due uomini o due donne come possono generare una vita? Possono farlo mettendo in moto macchine infernali di fecondazione surrogata, in netto contrasto con quanto Dio desidera e benedice.

Esiste l’amore tra due persone dello stesso sesso, ed esiste un’amore di coppia aperto alla vita. Sono si, due amori, perché amare non è mai peccato, ma far passare il concetto di coppia omosessuale come famiglia, questo è lontano anni luce da quello che è il concetto cristiano.

Leggendo questo articolo ho sentito un sibilo lontano (ma non troppo!) che puzza di zolfo, travestendosi da angelo di luce, angelo di compassione…

Diavolo=divisore, e quando ci sono di mezzo scismi, c’è sempre un qualcosa di diabolico a giro!

Mi dispiace molto per il santo padre Papa Francesco, per il dolore nel cuore che deve sopportare per tali scelte ed accadimenti.

Non ci resta che pregare, e mi unisco alle preghiere rivolte al mio santo protettore san Giuseppe, uomo giusto e verginale, sposo di Maria Santissima, protettore della santa Chiesa di Dio.

Al suo Cuore Castissimo mi sono consacrato il 19 Marzo, e lo ringrazio per l’esempio di purezza, fedeltà e totale obbedienza al disegno di Dio, in questo mondo dove i piani della Creazione si stanno rovesciando.

I segreti di Medjugorje riguarderanno soprattutto la Chiesa…un avvertimento?

Grazie padre Livio per lo spazio che mi ha concesso.

Un caro saluto, Stefano.

Caro Stefano,

grazie per la tua bella testimonianza.

Ti incoraggio sulla via  della santità che è  aperta a tutti quelli che desiderano amare Dio sopra ogni cosa e il prossimo come se stessi.

Ave Maria

Padre Livio

🌟🖋️CI SCRIVONO🌟🖋️

Temo una resa generale alla potenza del male

Carissimo Padre  Livio,

volevo   esprimerle  le mie sensazioni  in questi giorni della settimana santa,  quando la Chiesa celebrava  i  misteri della Redenzione, mentre la grande maggioranza  della popolazione era  affaccendata nella  sua quotidianità senza  soste  e  il  mondo  che  conta con le  solite  schermaglie  procedeva verso  la terza  ( e  certamente  ultima) guerra mondiale.

La  mia sensazione   era  come se  tutto fosse appeso a un filo, che se da  un istante  all’altro potesse accadere  l’evento  inatteso, lo sconvolgimento mai avvenuto, la catastrofe irreparabile.

Tuttavia la   vita procede  come  se  nulla fosse, come  se il futuro fosse assicurato,  come se  il futuro fosse  a  nostra  disposizione.

Mi è venuto però  un dubbio che mi spaventa ancora di più. 

Non sarà che ormai la  gente si stia  rassegnando all’ineluttabile  che accadrà, alla  terrà  che  esploderà,  all’avventura  umana  che  finirà?

Temo caro Padre  una resa   generale  alla potenza del male,  dalla  quale ci ha messo in guardia  il Papa  in questa  Pasqua.

Lei che  ne pensa?

Nicoletta  di Palermo.

Caro Nicoletta,

La  tua sensazione  è reale  e  credo che la  sentano  in  molti. La  potenza del male  che opera nel mondo è  orami visibile.

 Eppure già  all’inizio del Covid   la  Madonna ci aveva ammonito che satana vuole distruggere  le  nostre   vite   e il  pianeta  sul quale viviamo. 

Tutto questo procede con una celerità  irrefrenabile, che trascina  le  persone come  foglie in balia   del  vento.

La  gente  si rende conto che la situazione  è sfuggita  di mano e  che precipita lungo  la careggiata.

Ne consegue un clima generale  di incertezza e di angoscia   per le cose che dovranno  accadere, come dice  il Vangelo.

Guai se  noi, che crediamo nella presenza  della  Regina della  pace,  ci facessimo condizionare  da  questo clima generale  che paralizza e  che  disarma.

Dobbiamo avere la  consapevolezza  della presenza  della Madonna  che,  in tutti questi anni,  ha preparto un piano di salvezza.

Noi siamo una parte attiva e decisiva  di questo piano.

Dobbiamo essere forti nella  fede, costanti nella  preghiera,  decisi nell’aiuto al prossimo.

La Madonna  ci aiuterà   e  ci proteggerà se  noi la ascolteremo e la   seguiremo.

Coraggio e fedeltà!

Vostro Padre  Livio

🌟🖋️CI SCRIVONO🌟🖋️

La Resurrezione è il sole della religione cattolica.

Ave Maria padre Livio,

In questo brano Gesù afferma che la Resurrezione è il sole della religione cattolica…( Luisa Piccarreta)

“Figlia mia, nel creare il cielo prima creai le stelle come astri minori e poi creai il sole, astro maggiore, dotandolo di tale luce da eclissare tutte le stelle, come nascondendole in sé, e costituendolo re delle stelle e di tutta la natura. È mio solito fare prima le cose minori come preparativi delle cose maggiori, corona delle cose minori. Il sole, mentre è il mio relatore, adombra insieme le anime che formeranno la loro santità nel mio Volere. I santi che sono vissuti nello specchio della mia Umanità e come all’ombra della mia Volontà saranno le stelle. Quelle, sebbene dopo, saranno i soli. Quest’ordine lo tenni pure nella Redenzione. La mia nascita fu senza strepito, anzi, negletta; la mia infanzia, senza splendore di cose grandi innanzi agli uomini. La mia vita di Nazaret fu tanto nascosta, che vissi come ignorato da tutti; mi adattavo a fare le cose più piccole e comuni della vita umana. Nella vita pubblica ci fu qualche cosa di grande, ma pure, chi conobbe la mia Divinità? Nessuno, neppure tutti gli Apostoli. Passavo in mezzo alle turbe come un altro uomo, tanto che tutti potevano avvicinarmi, parlarmi e, se occorreva, anche disprezzarmi”.

Ed io, interrompendo il dire di Gesù, ho detto: “Gesù, Amor mio, che tempi felici erano quelli! Più felici quelle genti che potevano, solo che lo volevano, avvicinarti, parlarti e stare con Te!”

E Gesù: “Ah, figlia mia, la vera felicità la porta la mia Volontà. Solo essa racchiude tutti i beni nell’anima e, facendosi corona intorno all’anima, la costituisce regina della vera felicità. Solo queste saranno regine del mio trono, perché sono parto del mio Volere. È tanto vero questo, che quelle genti non furono felici; molti mi videro, ma non mi conobbero, perché il mio Volere non risiedeva in loro come centro di vita, quindi, ad onta che mi videro, rimasero infelici, e solo quelli che ricevettero il bene di ricevere nei loro cuori il germe del mio Volere si disposero a ricevere il bene di vedermi risorto.

Ora, il portento della mia Redenzione fu la Resurrezione, che più che fulgido sole coronò la mia Umanità, facendovi splendere anche i miei più piccoli atti di uno splendore e meraviglia tali da far stupire Cielo e terra, e che sarà principio, fondamento e compimento di tutti i beni, corona e gloria di tutti i beati. La mia Resurrezione è il vero sole che glorifica degnamente la mia Umanità, è il sole della religione cattolica, è la vera gloria di ogni cristiano. Senza la Resurrezione sarebbe stato come il cielo senza sole, senza calore e senza vita.

Ora, la mia Resurrezione è simbolo delle anime che formeranno la santità nel mio Volere. I santi di questi secoli passati sono simbolo della mia Umanità, i quali, sebbene rassegnati, non hanno avuto atto continuo nel mio Volere, quindi non hanno ricevuto l’impronta del sole della mia Resurrezione, ma l’impronta delle opere della mia Umanità prima della Resurrezione. Perciò saranno molti: quasi come stelle mi formeranno un bell’ornamento al cielo della mia Umanità. Ma i santi del vivere nel mio Volere, che simboleggeranno la mia Umanità risorta, saranno pochi. Difatti la mia Umanità, prima di morire, molti, turbe e folla di gente, la videro, ma la mia Umanità risorta la videro pochi, i soli credenti, i più disposti e, potrei dire, solo quelli che tenevano il germe del mio Volere, ché se ciò non avessero avuto, sarebbe mancata loro la vista necessaria per poter vedere la mia Umanità gloriosa e risorta e quindi essere spettatori della mia salita al Cielo. Ora, se la mia Resurrezione simboleggia i santi del vivere nel mio Volere –e questo con ragione, perché ogni atto, parola, passo, ecc. fatto nel mio Volere è una resurrezione divina che l’anima riceve, è un’impronta di gloria che subisce, è un uscire di sé per entrare nella Divinità, e l’anima, nascondendosi nel fulgido sole del mio Volere, ama, opera, pensa–, che meraviglia è se l’anima resta tutta risorta ed immedesimata nello stesso sole della mia Gloria e mi simboleggia la mia Umanità risorta? Ma pochi sono quelli che si dispongono a ciò, perché nella stessa santità le anime vogliono qualche cosa di proprio bene; invece, la santità del vivere nel mio Volere nulla, nulla ha di proprio, ma tutto di Dio. E per disporsi le anime a ciò, di spogliarsi dei beni propri, troppo ci vuole; perciò non saranno molte. Tu non sei nel numero dei molti, ma dei pochi; perciò sempre attenta alla chiamata e al tuo volo continuo”.
(Vol. 12°, 15-4-1919)

Ave Maria padre FIAT

Massimo

🌟🖋️CI SCRIVONO🌟🖋️

 La partecipazione della Madonna alla festa della Resurrezione

Ave Maria padre Livio,

In questo brano Gesù rivela a Luisa come non potette fare a meno di far partecipare la Madonna alla festa della Resurrezione…

“…Stavo pensando al dolore della mia Mamma dolente e trafitta nel Cuore, quando si separò da Gesù, lasciandolo morto nel sepolcro, e pensavo tra me: “Come può essere possibile che avesse tanta forza di lasciarlo? È vero che era morto, ma era sempre il corpo di Gesù. Come non la consumò piuttosto il suo amore materno, per non farle dare un solo passo lontano da quel corpo estinto?

Eppure lo lasciò! Che eroismo, che fortezza!”

Ma mentre ciò pensavo, il mio dolce Gesù si è mosso nel mio interno e mi ha detto: “Figlia mia, vuoi tu sapere come la mia Mamma ebbe la forza di lasciarmi? Tutto il segreto della forza stava nella mia Volontà regnante in Lei. Essa viveva di Volontà Divina, non umana, e perciò conteneva forza immensurabile. Anzi, tu devi sapere che quando la mia trafitta Mamma mi lasciò nel sepolcro, il mio Volere la teneva immersa in due mari immensi, uno di dolore e l’altro più esteso di gioie e di beatitudini, e mentre quello del dolore le dava tutti i martiri, quello della gioia le dava tutti i contenti e la sua bell’anima mi seguì nel Limbo e assistette alla festa che mi fecero tutti i Patriarchi, i Profeti, suo padre e sua madre e il nostro caro San Giuseppe. Il Limbo diventò Paradiso con la mia presenza ed Io non potetti fare a meno di far partecipe Colei che mi era stata inseparabile nelle mie pene, di farla assistere a questa prima festa delle creature, e fu tanta la sua gioia, che ebbe la forza di separarsi dal mio corpo, ritirandosi e aspettando il compimento della mia Resurrezione, come compimento della Redenzione. La gioia la sosteneva nel dolore e il dolore la sosteneva nella gioia. A chi possiede il mio Volere non può mancare né forza, né potenza, né gioia; tutto tiene a sua disposizione. Non lo sperimenti in te stessa, quando sei priva di Me e ti senti consumare? La luce del «FIAT» Divino forma il suo mare, ti felicita e ti dà la vita”. (21°, 16-4-1927)

Ave Maria padre FIAT

Massimo

🌟🖋️CI SCRIVONO🌟🖋️

L’abbandono e la disperazione degli Apostoli

Santa notte padre Livio caro, sono Claudia

Da poco abbiamo finito un incontro di approfondimento sulle verità della Divina Volontà e volevo condividerle un brano molto bello  dei 𝘓𝘪𝘣𝘳𝘪 𝘥𝘪 𝘊𝘪𝘦𝘭𝘰 , attinente a questo tempo liturgico. 

Il brano è un pò lungo e se vorrà meritarlo, lo farà quando avrà modo. 

Intanto ne approfitto per fare a lei e a tutta la redazione auguri di una viva settimana santa e una piena resurrezione in Gesù. 

Con affetto, Claudia. 

𝐕𝐨𝐥𝐮𝐦𝐞 𝟐𝟗, 𝟓 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝟏𝟗𝟑𝟏

Onde mentre stavo in questo mare, il mio dolce Gesù mi ha fatto presente quando nella sua Passione gli apostoli si dispersero, fuggirono da Lui 𝗹𝗮𝘀𝗰𝗶𝗮𝗻𝗱𝗼𝗹𝗼 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝗲𝗱 𝗮𝗯𝗯𝗮𝗻𝗱𝗼𝗻𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗻 𝗺𝗲𝘇𝘇𝗼 𝗮 𝗻𝗲𝗺𝗶𝗰𝗶. 

Ed il mio sommo bene Gesù mi ha detto:

“Figlia mia, il dolore più grande che ebbi nella mia Passione, il chiodo che più mi trafisse il cuore, fu 𝗹’𝗮𝗯𝗯𝗮𝗻𝗱𝗼𝗻𝗼 𝗲 𝗹𝗮 𝗱𝗶𝘀𝗽𝗲𝗿𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗮𝗽𝗼𝘀𝘁𝗼𝗹𝗶; 

non avevo un occhio amico in cui potevo riscontrare il mio sguardo. 

𝗟’ 𝗮𝗯𝗯𝗮𝗻𝗱𝗼𝗻𝗼, 𝗹𝗲 𝗼𝗳𝗳𝗲𝘀𝗲, 𝗹𝗮 𝗻𝗼𝗻𝗰𝘂𝗿𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗺𝗶𝗰𝗶 𝘀𝘂𝗽𝗲𝗿𝗮, 𝗼𝗵, 𝗾𝘂𝗮𝗻𝘁𝗼! 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗶 𝗱𝗼𝗹𝗼𝗿𝗶 𝗲𝗱 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗮 𝗺𝗼𝗿𝘁𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗱𝗮𝗿𝗲 𝗶 𝗻𝗲𝗺𝗶𝗰𝗶. 

Io lo sapevo che gli apostoli mi dovevano dare questo chiodo e vilmente se ne sarebbero fuggiti da Me, ma a ciò non badai, perché, figlia mia, 𝗰𝗵𝗶 𝘃𝘂𝗼𝗹 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻’𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗱𝗲𝘃𝗲 𝗯𝗮𝗱𝗮𝗿𝗰𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝘀𝘂𝗲 𝗽𝗲𝗻𝗲, anzi deve farsi gli amici nel bel tempo, quando tutto le sorride d’intorno, a passo passo semina trionfi e prodigi, non solo, ma comunica la forza miracolosa a chi si fa suo amico e discepolo; 

allora tutti si danno il vanto d’essere amico di chi è circondato di gloria ed onore, tutti sperano; e quanti amici e discepoli si vogliono se ne hanno, perché 𝗹𝗮 𝗴𝗹𝗼𝗿𝗶𝗮, 𝗶 𝘁𝗿𝗶𝗼𝗻𝗳𝗶, 𝗶𝗹 𝗯𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗰𝗮𝗹𝗮𝗺𝗶𝘁𝗲 𝗽𝗼𝘁𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝘁𝘁𝗶𝗿𝗮𝗻𝗼 𝗹𝗲 𝗰𝗿𝗲𝗮𝘁𝘂𝗿𝗲 𝗮 𝘀𝗲𝗴𝘂𝗶𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝘁𝗿𝗶𝗼𝗻𝗳𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲. 

Chi vuol seguire ed essere amico o discepolo d’un povero calunniato, umiliato, disprezzato? 

Nessuno; anzi sentono paura, orrore ad avvicinarsi e giungono a disconoscere colui che prima stavano in amicizia, 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗳𝗲𝗰𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗠𝗲 𝗦𝗮𝗻 𝗣𝗶𝗲𝘁𝗿𝗼. 

Quindi è inutile sperare amici quando la povera creatura si trova sotto l’incubo delle umiliazioni, disprezzi e calunnie; 

perciò bisogna farsi gli amici quando il Cielo ci sorride e la fortuna ci vorrebbe mettere sul trono, se vogliamo che il bene, le opere che si vogliono, abbiano la vita e la continuazione nelle altre creature. 

Io col farmi gli amici quando seminavo miracoli e trionfi, che giungevano a credere che Io dovevo essere il loro Re sulla terra, quindi essendo stati miei discepoli dovevano occupare i primi posti presso di Me, ad onta che mi abbandonarono nella mia Passione, quando la mia Resurrezione suonò il mio pieno trionfo, gli apostoli si ricredettero, si riunirono tra loro e come trionfatori seguirono la mia dottrina, la mia vita, e formarono la Chiesa nascente. 

Se Io avessi badato che dovevano fuggirmi, non facendoli miei discepoli nel tempo dei miei trionfi, non avrei avuto chi parlasse di Me dopo la mia morte, chi mi facesse conoscere.

Perciò è necessario il bel tempo, la gloria, 𝗲’ 𝗽𝘂𝗿𝗲 𝗻𝗲𝗰𝗲𝘀𝘀𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗿𝗶𝗰𝗲𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗶𝗼𝗱𝗶 𝘁𝗿𝗮𝗳𝗶𝗴𝗴𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗲𝗱 𝗮𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗽𝗮𝘇𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗮 𝘀𝗼𝗳𝗳𝗿𝗶𝗿𝗹𝗶, per aver materie nelle miei opere più grandi, perché avessero vita in mezzo alle creature. 

Ora non è stato questo un tutto , una somiglianza della mia vita nel tuo stato doloroso d’umiliazione, di calunnie e disprezzi che hai passato? 

Io sentivo in te ripetermi il chiodo dell’abbandono e dispersione dei miei apostoli, nel vedere chi tanto ci aveva tenuto ad assisterti, disperdersi da te e colla volontà d’abbandonarti; 

e vedendoti abbandonata ti vedevo sola, sola nelle mie braccia col chiodo dell’abbandono di chi doveva sostenerti, e nel mio dolore dicevo: ‘𝐂𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨, 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐚𝐢 𝐛𝐞𝐧 𝐫𝐢𝐩𝐞𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐬𝐜𝐞𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐢𝐚 𝐏𝐚𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐧𝐞𝐢 𝐟𝐢𝐠𝐥𝐢 𝐦𝐢𝐞𝐢 !’ 

𝗘𝗱 𝗼𝗳𝗳𝗿𝗶𝘃𝗶 𝗹𝗮 𝘁𝘂𝗮 𝗮𝗺𝗮𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝘁𝗿𝗶𝗼𝗻𝗳𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗶𝗮 𝗩𝗼𝗹𝗼𝗻𝘁𝗮’ 𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗮𝗶𝘂𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗼𝘃𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲𝗿𝗼 𝗳𝗮𝗿𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲.

Perciò coraggio nelle dolorose circostanze della vita; 

ma sappi che 𝗶𝗹 𝘁𝘂𝗼 𝗚𝗲𝘀𝘂’ 𝗻𝗼𝗻 𝘁𝗶 𝗮𝗯𝗯𝗮𝗻𝗱𝗼𝗻𝗲𝗿𝗮’ 𝗺𝗮𝗶. 

Io non le so fare queste cose, il mio amore non è di natura volubile, ma fermo e costante, e ciò che dico colla bocca mi esce dalla vita del cuore. 

Invece le creature una cosa dicono e un’altra ne sentono nel cuore, mescolano molti fini umani anche nel farsi amici, ecco perciò si cambiano a secondo le circostanze.

Onde la dispersione di chi pareva che volevano mettere la vita nel bel tempo e che vilmente fuggono nel tempo delle umiliazioni e disprezzi, sono tutti effetti dell’umana volontà; essa è la vera carcere della creatura, ed è fin nell’arte di saper formare tante piccole stanze, però tutte senza finestre, perché essa non se ne intende di formare aperture per ricevere il bene della luce. 

Quindi le passioni, le debolezze, la paura, i timori eccessivi, l’incostanza, sono tante stanze oscure della sua carcere, e che ora resta inceppata ad una ed ora ad un’altra, e la paura le fa temere e [la fa] allontanare da chi sta mettendo la vita per amor suo. 

Invece [l’anima] dove regna la mia Volontà vive nella mia reggia, dove c’è tanta luce che 𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗻𝗲, 𝗹𝗲 𝘂𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶, 𝗹𝗲 𝗰𝗮𝗹𝘂𝗻𝗻𝗶𝗲, 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗰𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝘁𝗿𝗶𝗼𝗻𝗳𝗶 𝗲 𝗱𝗶 𝗴𝗹𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗲 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗶 𝗲 𝗱𝗶𝘃𝗶𝗻𝗲; quindi invece di fuggirsene dal povero martire ch’è stato gettato nella polvere dalla perversità umana, si stringe più a lui vicino aspettando con pazienza l’ora del nuovo trionfo . 

Oh, se negli apostoli regnasse pienamente la mia Volontà, con certezza non se ne sarebbero fuggiti in un’ora in cui Io sentivo il bisogno della loro presenza, della loro fedeltà nelle tante mie pene ! 

In mezzo a nemici che volevano divorarmi, Io volevo i miei fidi vicino, per cui non c’è conforto maggiore che avere un amico vicino in tempo d’amarezze. 

Io avrei visto nei miei cari apostoli a Me vicino, i frutti delle mie pene, ed oh, quanti dolci ricordi si sarebbero suscitati nel mio cuore, che mi sarebbero stati balsamo alle mie intense amarezze! 

La mia Divina Volontà avrebbe loro impedito colla sua luce il passo di fuggirsene, e quindi si sarebbero stretti più a Me d’intorno; 

ma siccome vivevano nell’oscura carcere della loro volontà, la loro mente si oscurò, il cuore si raffreddò, la paura li invase, in un momento dimenticarono tutto il bene che avevano da Me ricevuto, e non solo fuggirono da Me, ma si dispersero tra loro; 

𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗲𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝘂𝗺𝗮𝗻𝗼 𝘃𝗼𝗹𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗮 𝗺𝗮𝗻𝘁𝗲𝗻𝗲𝗿𝗲 𝗹’𝘂𝗻𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝘀𝗮 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝗱𝗶𝘀𝗽𝗲𝗿𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝘂𝗻 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼 𝗶𝗹 𝗯𝗲𝗻𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶 𝗲’ 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗶𝗻 𝘁𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗮𝗻𝗻𝗶, con tanti sacrifici.

Perciò il solo tuo timore sia quello di non fare la mia Volontà”.

🌟🖋️CI SCRIVONO🌟🖋️

Che ne sarà dei nostri ragazzi e del loro futuro?

Buonasera Padre Livio!

Sono una vostra ascoltatrice, madre di 2 figli adolescenti di 16 e 18 anni.

Da quando Dio mi ha chiamato a questa vocazione ho sempre cercato, seppur in modo imperfetto, di trasmettere a loro principi e valori cristiani, che mi sono stati trasmessi a loro volta dai miei cari.

Più passano gli anni per me, e più comprendo il dono che Dio mi ha fatto di aver avuto una famiglia cristiana da generazioni….

Ora i miei parenti e famigliari sono deceduti; siamo rimasti da soli, da circa 10 anni.

La società ci accompagna puntualmente ogni giorno, e che società…… vergognosa.

Il figlio maggiore, non so come, è riuscito a sopravvivere in questo mare tempestoso, mia figlia di 16 anni invece è stata distrutta, a parer mio da questa società.

Ha cambiato diversi psicologi e medici specialisti, devastata psicologicamente, spiritualmente e fisicamente.

Mi guardo intorno: vedo superficialità, poco impegno nel prendersi a cuore i casi, indifferenza, distacco.

Anche le Parrocchie non sanno dare una risposta concreta.

Sento diversi casi come il mio: adolescenti con disturbi che la “scienza medica” non riesce a curare dignitosamente.

Sembra tutto normale e concesso, tutto fluido. Le regole di vita, ideali, valori, progetti, sogni sono messi al bando. 

Guai a parlarne con gli Esperti, si rischia veramente un TSO e l’assistenza sociale in casa, nei casi migliori, per poi proseguire magari davanti al giudice, con avvocati che ti dicono di rientrare secondo il pensiero di questa società.

Cosa ne sarà di questi ragazzi e del loro futuro?

Mi sento di dire che la nostra società marcia ( social, internet, scuola, mezzi di comunicazione) e satana ci stanno rubando i nostri ragazzi.

Mi è piaciuta tanto l’iniziativa del Rosario a tema (la siccità)

E’ possibile creare un’iniziativa simile per i nostri ragazzi, il nostro futuro, per chiedere protezione particolare alla Madonna?

Sono esseri  fragili, bisognosi di protezione e aiuto.

Grazie Padre, per la sua guida salda.

Prego sempre per Lei.

Sempre uniti in preghiera con la grande Famiglia di Radio Maria

Grazie, buona Settimana Santa e buona Pasqua.

Un ringraziamento a tutti i Volontari di Radio Maria, che esprimono la loro vicinanza.

(vorrei restare nell’anonimato)

Gentile signora

            la  ringrazio per questa  missiva dalla quale abbiamo molto da  imparare.

Non mi dilungo sulla descrizione della società  attuale,  perché  ha già provveduto lei.

E’ il risultato del  mondo senza Dio che va verso la morte,  come ci ha ammonito  la Regina della pace. E il peggio deve ancora venire.

Il  mondo senza Dio è  come se  scomparisse il sole.  In poco tempo la terra  diventerebbe  il  regno delle  tenebre e della morte.

Tuttavia, ci esorta  la  Madonna,  devono rimanere delle  piccole  luci accese perché non ci sia l’oscurità  totale.

Queste  luci dobbiamo essere  noi, nella  consapevolezza che sono  necessarie  nel   disegno di Dio,  col quale ha deciso di cambiare  il  mondo.

Non  possiamo e non dobbiamo scoraggiarci,  ma resistere al dilagare del male con  la fede e  la  preghiera.

Nel  vostro caso,  come in quello di tante famiglie,  è importante  che  i figli,  anche quando si allontanano  dietro le  false  luci e  le false promesse , abbiano nei genitori un punto di riferimento e  un appoggio morale  che   difficilmente   troverebbero  altrove. 

Non  bisogna disperare.  Sono convinto che nel   momento della grande   prova,  quando Dio farà  l’appello e chiamerà  alla decisione, saranno  soprattutto  i  giovani a rispondere,  uscendo fuori dalla palude  di questo  mondo  ingannevole.

Per  questo dobbiamo pregare fin da ora  per loro. E’ senza  dubbio un’ottima intenzione di preghiera  per  il  nostro Rosario serale.

Ave  Maria

Padre Livio

Pagina 87 di 142

Radio Maria ETS - Via Milano 12, 22036 Erba (Co) - CF 94023530150

Privacy policy