insieme agli auguri di Buon Natale volevo ringraziarla per come nei giorni scorsi ha difeso il carisma di Pietro che è un dono particolare di Cristo per il bene della Chiesa.
Infatti è solo a Pietro che Gesù ha rivolto l’invito di pascere i suoi agnelli e le sue pecorelle.
Come è noto Pietro si chiamava Simone, ma Gesù lo ha soprannominato Pietro, perché doveva essere “la pietra” sulla quale edificare la Chiesa.
Ed è solo a Pietro che Gesù ha consegnato le Chiavi del Regno dei Cieli e il potere di legare e di sciogliere.
Se Gesù ha rivestito Pietro e i suoi Successori, i Romani Pontefici , di una tale autorità di insegnare, di reggere e di guidare, avrà avuto ragioni di carattere soprannaturale, che vanno oltre i nostri schemi di natura sociale o politica.
Perciò lei ha fatto benissimo a richiamare la necessità di una prospettiva soprannaturale nel guardare alla Chiesa, essendo essa una istituzione divina e non umana.
Continui così caro Padre, con chiarezza e coraggio, perché non pochi si perdono nella babele delle lingue.
Con stima e affetto
Anna di Pisa
Cara Anna,
la ringrazio per l’apprezzamento e l’incoraggiamento di cui abbiamo tutti bisogno in particolari momenti.
Lei molto opportunamente ha sottolineato il carisma di Pietro nella Chiesa, che si è andato via via consolidando nel corso della storia.
Nei giorni scorsi, in concomitanza con la Dichiarazione “Fiducia Supplicans”, un Documento di rilievo del Magistero papale,ho visto un attacco esagitato da parte di gruppi cattolici che va ben oltre un dissenso responsabile.
Da alcuni non solo il “Carisma petrino” è stato attaccato , ma più ancora è stato delegittimato, proprio come fanno i Protestanti e gli Ortodossi.
Ovviamente il primo ad essere soddisfatto è il demonio, molto più astuto dei nostri “sapientoni”.
“Le sue parole mi hanno fatto comprendere l’insidia di Satana“
Carissimo Padre, volevo solo ringraziarLa. All’inizio ho avuto per qualche giorno dei pensieri costantemente negativi per Fiducia Supplicans sul Santo Padre.
Ma le Sue parole mi hanno fatto capire l’insidia di Satana. Eucaristia, Papa, Gospa: questa è la fonte della nostra gioia!
La Chiesa è come una Madre, come era la mia (forse povera, anche spiritualmente), ma se io dovessi incontrare una Regina e mia Madre, non avrei dubbi a chi rivolgermi, direbbe il Crisostomo.
Grazie Padre, continui così. ad essere un Lumen Ecclesiae, alleluia!
mi unisco alle tante persone che hanno voluto ringraziarla, soprattutto in questo momento di confusione, dove tanti cattolici si sentono in diritto di attaccare Papa Francesco, per aver portato chiarezza su questioni che potrebbero sembrare ambigue.
Seguo quotidianamente il suo blog e spero che sempre più fedeli possano attingere a questa fonte, frutto di grande discernimento.
Le chiedo, se possibile, di registrare un video appello per tutti coloro che, ancora oggi, faticano a riconoscere Papa Francesco come Vicario di Cristo. Un video da poter condividere sui social media.
La ringrazio di cuore perché seguirla mi aiuta a fare Luce in mezzo alle tenebre. Dio la benedica e la Madonna la protegga sempre.
Antonello da Sassari
Caro Antonello,
La Regina della pace ha fatto un centinaio di appelli, esortando ad amare i nostri Pastori e a pregare per loro, perché Gesù stesso li ha scelti.
Credo che lo abbia fatto in previsione degli attacchi alla Chiesa da parte di Satana, il vero regista dell’agitazione e della confusione, che sta cercando di sollevare in particolare contro il Successore di Pietro.
Spero e prego perché i seguaci della Gospa facciano propri i suoi ammonimenti e preghino per la pace e l’unità della Chiesa intorno al Vicario di Cristo.
Siamo in tempi in cui Dio chiama a rapporto: i tralci verdi daranno frutti per la vita eterna, quelli secchi finiranno in cenere.
Per essere germogli fruttiferi dobbiamo essere uniti a Cristo, che è la vera vite. Ma si è uniti a Cristo se si è membra vive del suo mistico corpo che è la Chiesa.
il titolo “I pescecani a caccia di pesci vaganti” e l’immagine di Pinocchio che sta per essere ingoiato dal pescecane mi hanno fatto riflettere nuovamente sulle Avventure di Pinocchio che ho letto e recitato con i miei piccoli alunni qualche tempo fa.
Mi sono accorta che la fiaba di Collodi è ancora molto attuale perché rischiamo, come il burattino, di sbagliare incontri, strada e di lasciarci manovrare senza che ne accorgiamo.
Nel libretto – Il” mistero” di Pinocchio – del cardinale Giacomo Biffi a pagina 32 ho trovato questa citazione dal profeta Isaia 5,20 che ci invita al discernimento:
“Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l’amaro in dolce e il dolce in amaro”
Che lo Spirito Santo ci guidi, ci assista con la sua luce e i suoi doni e che raddrizzi ciò che è sviato.
Sono certa che cammineremo sicuri nel Santo Viaggio uniti a Gesù, al nostro Santo Padre Francesco dolce Cristo in terra e alla Regina della Pace.
Grazie per tutto e Buon Natale con Gesù nel cuore .
ho appena letto la Dichiarazione “Fiducia supplicans” sul senso pastorale delle benedizioni del Dicastero per la Dottrina della Fede, 18.12.2023
È un documento che può essere strumentalizzato e può portare ancora di più alla luce le divisioni che già ci sono riguardo le unioni al di fuori del matrimonio tra un uomo e una donna.
Secondo me ,per capire questo documento sulla benedizione, bisogna leggerlo e rileggerlo con attenzione e la mente libera da giudizi e pregiudizi e si troverà la Misericordia e la Tenerezza del Padre verso ogni creatura.
Bisogna evitare di leggere le sintesi fatte, ma andare al documento integrale.
Ed infine è fondamentale mantenere l’unità con il Santo Padre Papa Francesco e pregare per il suo magistero in questi tempi difficili.
Grazie per tutto e per la sua chiarezza
Maria Luisa
Cara Maria Luisa,
Concordo pienamente con te e spero che, ascoltando il tuo suggerimento, molti si rendano conto della saggezza con cui il Santo Padre si è mosso su una tematica così controversa, ma anche così urgente di un giudizio equilibrato per il bene delle anime.
Gli ascoltatori di Radio Maria sanno che il Papa è il Successore di Pietro e il Vicario di Cristo e conoscono le parole di esortazione della Regina della Pace perché si amino i Pastori e si preghi per loro.
Purtroppo un numero considerevole di pesci spensierati si è fatto prendere nelle reti del Web, dove dei Pescecani affamati di prede pontificano giorno e notte, denigrando il Papa e mettendosi spudoratamente al suo posto come maestri di dottrina e di morale.
Chi li ha inviati? In nome chi parlano? Chi sono quelli che li usano per demolire la Chiesa? Ho poche speranze che gente di questo genere si ricreda, ma spero e prego perché almeno gli ingenui avvertano il pericolo e rientrino nell’ovile di Pietro.
Mi chiedo che cosa succederà nel tempo dei segreti e che fine faranno queste anime vaganti, in preda all’agitazione e senza i punti di riferimento irrinunciabili , che sono il Papa e La Regina della pace.
Le scrivo per ringraziarla per la tenacia con la quale affronta ogni giorno la sua missione a Radio Maria e le continue sfide che il suo ministero le presenta ogni giorno e che mi ha permesso, una decina di anni fa, di riavvicinarmi a grandi passi verso la fede cattolica.
Nato a Milano e cresciuto a Roma in una devota famiglia cattolica, mi sono allontanato dalla fede cattolica quando a 17 anni mi sono trasferito in Sicilia con la mia famiglia.
Ho sempre saputo che il Cristianesimo è l’unica religione vera perché durante l’adolescenza uno dei miei parenti più stretti aveva avuto necessità dell’aiuto di Padre Candido, esorcista alla Scala Santa, nella diocesi di Roma.
Nonostante questo, come spiegato dalla Madonna a Medjugorje, oggi si perde la fede senza neanche accorgersene. Ed è proprio quello che è successo a me.
Dopo un periodo di sbandamento, mi sono trasferito nel Regno Unito per la mia passione per le lingue e le opportunità che esso offriva.
Dopo un lungo periodo di ricerca di me stesso, nel 2012 all’inizio dell’anno della fede mi sono convertito; come dicono gli inglesi “I revated to the catholic faith” sono ritornato alla fede cattolica.
Le cose che mi hanno convinto sono state due:
1 Mi sono “guardato allo specchio” e non mi sono più riconosciuto in ciò che ero, da persona caritatevole sono diventato indifferente agli altri, compresi i miei famigliari.
2 Dopo aver “vagato” nella psicologia e in parte nella New Age, ho scoperto online svariate testimonianze di conversione, alcune della quali di pre-morte, coincidevano con le visioni di Santa Teresa D’Avila e Santa Faustina Kowalska. Non poteva essere una coincidenza.
Una volta convertito, ho dovuto reimparare ciò che avevo dimenticato durante i miei anni lontano dalla Chiesa. Per farlo mi son affidato a Radio Maria Italia e in modo particolare alle sue catechesi. La presenza costante della Madonna negli ultimi secoli mi ha ulteriormente convinto della veridicità della Sacra Scrittura. La Madonna le ha rese moderne.
Non ho mai fatto uso di sostanze stupefacenti, né di alcool, a parte l’occasionale bicchiere in compagnia; tuttavia è stato difficile risalire la cima e cambiare una vita lontana dal Signore. Per usare le sue parole, è come salire sull’albero della cuccagna, dove si scivola e poi si ricomincia grazie al Sacramento della Confessione.
Nel 2019, un mio carissimo amico e uno degli ideatori di Radio Maria England mi ha suggerito di propormi per collaborare alla sua diffusione, cosa che ho fatto prontamente.
Siamo cresciuti molto partendo da solo pochi ascoltatori in un Paese, l’Inghilterra, con non molti cattolici e sempre più ateo.
Ho però una grande fiducia datami dalle profezie della Madonna a Fatima e a Medjugorje con la promessa che il suo Cuore Immacolato Trionferà e per quanto riguarda l’Inghilterra alcune profezie, tra le quali spiccano quelle di San Domenico Savio e La Salette, che parlano di una fede cattolica che rifiorirà proprio in questo Paese e da esso si spargerà in tutta Europa.
Sento una grande chiamata ad evangelizzare (prima me stesso ovviamente) perché ho trovato un grande tesoro e voglio condividerlo con gli altri il più possibile. Parlo spesso con molti italiani, a maggioranza non credenti, che arrivano nel Regno Unito pieni di speranza per le sue opportunità lavorative, ma che mancano della cosa più importante di tutte, quella che le renderebbe felici e darebbe una direzione precisa alla loro vita, il Signore.
Io cerco nel mio piccolo di evangelizzare, ma non è sempre facile. A Radio Maria England mi occupo di un programma sulla testimonianza di fede intitolata “Awakening: testimonies of faith and conversion” (Risveglio: testimone di fede e conversione), perché sono convinto che la testimonianza di vita vissute possano essere di grande aiuto nel processo di conversione.
Concludo così, ringraziandola nuovamente, per tutto il lavoro che, nonostante i continui attacchi contro di lei (lavoro nel settore dei Social Media e leggo molto), ha svolto e continua a svolgere con grande passione per il Signore e la Madre di Gesù, la Madonna Santissima.
La ringrazio per la sua santa “tirata d’orecchie” di cui ciascuno di noi ha costantemente bisogno per non deviare da Gesù, dalla Madonna, dal Santo Padre e dalla nostra Madre Chiesa.
Io per prima mi rendo conto di quante volte ho deviato, criticando i pastori, il Papa e la Chiesa. Giudicando gratuitamente dal mio piedistallo e senza offrire neanche una preghiera o sacrificio per il bene di questi fratelli. Quanta cecità nel mio cuore! Proprio recentemente, durante una confessione, ho avuto la grazia di confessare per la prima volta a Dio la mia contrizione per questo peccato, del quale non avevo purtroppo alcuna coscienza della sua gravità e della sua pericolosità.
I giornali e soprattutto i socials sono gremiti di costanti critiche alla Chiesa, al Papa ed ai suoi pastori. Per non parlare di teorie complottiste di varia portata. Purtroppo, noto con dispiacere intorno a me, quanto tutto questo attecchisca nel cuore di tanti fedeli ed i danni causati possono essere qualvolta irreparabili.
Il travisamento della “fiducia supplicans” ne è purtroppo un’ennesima prova e, come ha ribadito lei tante volte, nel tempo dei segreti le falsità si moltiplicheranno a dismisura per celare la verità. A noi la responsabilità di crescere nella fede in questo tempo che la grazia di Dio ci concede, perché lo Spirito di Verità e di discernimento ci assistano nelle ore più buie.
Forse ora comprendo le parole della Madonna, quando ci avverte che per chi non si sarà convertito sarà troppo tardi. Se non ci sono conversione ed un sincero e deciso cammino di fede, non saremo abbastanza fortificati nello Spirito per discernere il bene dal male, e quindi più vulnerabili alle menzogne che vorranno distoglierci dal piano salvifico di Maria.
Ancora una volta caro padre, la ringrazio di cuore per i suoi ammonimenti, perché come ci dice l’evangelista Matteo “larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!”.
Preghi per noi caro padre, perché non ci perdiamo. Noi dal nostro canto, preghiamo che Dio la illumini sempre e la custodisca più che mai.
: GRAZIE: Dio attraverso la Mamma celeste benedica Lei in eterno e tutta la famiglia di Radio Maria
Caro padre Livio, le scrivo un breve pensiero
La seguo e invito a seguire le sue parole che sono un balsamo in questi tempi di confusione dove tanti vogliono tirare la barca di Pietro al porticciolo comodo delle proprie verità. Ho appena sentito la sua trasmissione. E con affetto e stima profonda le dico tutto il mio GRAZIE.
Continui così, Dio attraverso la Mamma Celeste benedica in eterno lei e tutta la famiglia di Radio Maria.
Con il Papa uniti per il bene della Santa Chiesa che tanti vorrebbero cambiare con un poco di comodo zucchero dal sapore di zolfo.
La saluto cordialmente con tanta umiltà e auguro un Natale del Signore Gesù sereno e davvero SANTO.
Caro Padre, rispetto alla lettera pubblicata sul blog riguardo la benedizione delle coppie irregolari o dello stesso sesso, immagino ne abbia ricevute molte altre e molto meno pacate, mi pare che la spiegazione dottrinale non faccia una piega, non si tratta di un riconoscimento del matrimonio omosessuale o delle coppie risposate, ma di un accompagnamento pastorale di queste persone che non vanno lasciate fuori dal recinto ecclesiastico sempre che loro desiderino appartenervi.
Inoltre questo documento lo vedo come un rafforzamento del matrimonio cristiano perché chiarisce, al tempo stesso fissando dei paletti, il tipo di benedizione da dare, in che contesto e con quali presupposti, quando in passato abbiamo visto sacerdoti impartire benedizioni di altro tipo e altro intendimento sicuramente sbagliate.
Credo il Papa abbia avvallato questa decisione perché il suo pontificato è aperto a tutti soprattutto in un contesto mariano particolare dove presto tutti gli uomini saranno chiamati a fare scelte decisive per il futuro dell’umanità. Credo pertanto che il Papa e la Chiesa stiano assecondando l’azione dello Spirito Santo, nulla di più.
Poi i giornaloni e i nuovi dottori della legge dicano ciò che gli pare, lasciano il tempo che trovano..
Buone feste
Andrea
Caro Andrea,
purtroppo molti cattolici non sanno più guadare alla Chiesa con uno sguardo di fede e, in particolare, hanno completamente dimenticato il carisma di Pietro, la pietra sulla quale Gesù l’ha fondata.
Fra questi non pochi sono seguaci della “Gospa”, ma hanno dimenticate le sue innumerevoli esortazioni: ”Amate i vostri Pastori e pregate per loro, perché mio Figlio li ha scelti”.
Temo che, a forza di criticare il Vicario di Cristo, finiscano per seguire qualche anticristo, che magari parla cirillico.
Mi sento fortemente turbata, confusa, disorientata.
Buongiorno Padre Livio,
Le scrivo perché mi sento fortemente turbata, confusa, disorientata.
Ho fatto l’errore di accendere la TV e assistere all’annuncio da parte del Tg1 della tanto attesa apertura della Chiesa alla benedizione delle coppie omosessuali, pur se con una formula che non può essere assimilata al sacramento del matrimonio.
Io spero che sia stata una notizia volutamente travisata dai tg, sennò resto confusa.
Io sono peccatrice e tutte le domeniche ricevo la benedizione in chiesa al termine della messa, quindi non sono nessuno per dire che altri peccatori non la meritano né per pensare che i peccati degli omosessuali siano più gravi dei miei.
Il mio problema non è la benedizione che la chiesa accorda al peccatore… (ci mancherebbe!… siamo tutti figli di Dio, tutti peccatori e tutti amati dal Signore in ugual modo, tutti attesi in Paradiso)… Mi turba invece la benedizione della Coppia, cioè di una unione contro natura! Mi turba la benedizione del peccato, non del peccatore.
Inoltre, tale benedizione e’ subordinata al pentimento e all’emendamento del peccato?
Un paragone: se una donna commette un aborto, si rende conto del suo peccato e con dolore chiede perdono a Dio nella confessione, sicuramente in cielo c’è gioia e quella donna è 1000 e 1000 volte benedetta, come il figliol prodigo che torna al padre.
Altra cosa sarebbe benedire l’aborto… (Cosa che molti vorrebbero dato che e’ visto da molti come un diritto e non come un peccato) .
Ciò che mi turba non è la benedizione all’omosessuale come persona che vive una prova o una tentazione della carne e chiede a Dio, attraverso la benedizione, di aiutarlo a vivere la prova, mi turba la benedizione ad un peccato, ad un “prometto per sempre” che due persone pronunciano impegnandosi ad avere per tutta la vita un rapporto contro natura . Non riesco a pensare che Gesù possa dire bene di una unione contro natura. Penso a Gesù che ha amato i peccatori fino a dare la propria vita, ma nella sua predicazione ha sempre avuto parole ferme contro il peccato e non lo ha di certo benedetto.
Su Vatican news viene scritto (allego file): “dichiarazione dottrinale apre alla benedizione per le coppie irregolari: la benedizione non significa approvazione dell’Unione”… ma io non capisco il senso di questa frase.
Allora benediciamo i divorzi per poi dire che non li approviamo…..mi sembra un non senso… oppure il problema è che non so cosa sia una benedizione.
Le lobby LGBT avranno esultato pensando che la Chiesa si sia finalmente piegata ai tempi moderni. Così è stata intesa dai più ed io ne rabbrividisco ..per questo credo che ci sia un’altra spiegazione…perché il fatto mi turba e mi confonde soprattutto perché proviene dal Papa che è sempre stato la guida, la luce che orienta le mie scelte.
Caro Padre, so che Lei è prudente e non darà risposte avventate e tanto meno contro il Papa.
Mi aiuti, la prego, a capire dove mi inceppo…perché veramente mi sento confusa, come se non capissi più cosa è vero e cosa no, cosa è bene e cosa è male, cosa è peccato e cosa no… mi sembra tutto liquido e cangiante.
Immagino che avrà ricevuto tante mail oggi come la mia.
Mi scuso sin d’ora se ho detto cose sbagliate, non volevo essere offensiva né polemica.
Un caro saluto e un grazie di cuore
Manuela da Torino
Cara Manuela,
come ben spiega la presentazione del Documento che fa Vatican News il motivo per cui la Chiesa dà questa benedizione è perché questa coppia riceva un aiuto per intraprendere un cammino spirituale, che è per sua natura un cammino di conversione.
Non c’è affatto una approvazione da parte della Chiesa delle coppie omosessuali.
Consiglio a tutti di leggere il Documento nel suo autentico significato e di cogliere l’intenzione pastorale della Chiesa che è quella di aiutare le anime a uscire dalla palude del peccato.
Le auguro la pace del Natale
Ave Maria
Padre Livio
Dichiarazione dottrinale “Fiducia supplicans”
Con “Fiducia supplicans” del Dicastero per la Dottrina della Fede, approvata dal Papa, sarà possibile benedire coppie formate da persone dello stesso sesso ma al di fuori di qualsiasi ritualizzazione e imitazione delle nozze. La dottrina sul matrimonio non cambia, la benedizione non significa approvazione dell’unione.
Di fronte alla richiesta di due persone di essere benedette, anche se la loro condizione di coppia è “irregolare”, sarà possibile per il ministro ordinato acconsentire. Ma evitando che questo gesto di prossimità pastorale contenga elementi anche lontanamente assimilabili a un rito matrimoniale. È quanto afferma la dichiarazione Fiducia supplicans sul senso pastorale delle benedizioni, pubblicata dal Dicastero per la Dottrina della Fede e approvata dal Papa. Un documento che approfondisce il tema delle benedizioni, distinguendo tra quelle rituali e liturgiche, e quelle spontanee più assimilabili ai gesti della devozione popolare: proprio in questa seconda categoria si contempla ora la possibilità di accogliere anche coloro che non vivono secondo le norme della dottrina morale cristiana ma umilmente chiedono di essere benedetti. Era dall’agosto di 23 anni fa che l’ex Sant’Uffizio non pubblicava una dichiarazione (l’ultima fu nel 2000 Dominus Jesus), documento dall’alto valore dottrinale.
“Fiducia supplicans” si apre con l’introduzione del prefetto, il cardinale Victor Manuel Fernández, il quale spiega che la dichiarazione approfondisce il «significato pastorale delle benedizioni», permettendo «di ampliarne e arricchirne la comprensione classica» attraverso una riflessione teologica «basata sulla visione pastorale di Papa Francesco». Una riflessione che «implica un vero sviluppo rispetto a quanto è stato detto sulle benedizioni» fino ad ora, arrivando a comprendere la possibilità «di benedire le coppie in situazioni irregolari e le coppie dello stesso sesso, senza convalidare ufficialmente il loro status o modificare in alcun modo l’insegnamento perenne della Chiesa sul matrimonio».
La Dichiarazione che apre alla possibilità di semplici benedizioni alle coppie “irregolari”, l’atteggiamento di Gesù e il magistero di Francesco
Dopo i primi paragrafi (1-3), dove si ricorda il precedente pronunciamento del 2021 che ora viene approfondito e superato, la dichiarazione presenta la benedizione nel sacramento del matrimonio (par. 4-6) dichiarando «inammissibili riti e preghiere che possano creare confusione tra ciò che è costitutivo del matrimonio» e «ciò che lo contraddice», per evitare di riconoscere in qualunque modo «come matrimonio qualcosa che non lo è». Si ribadisce che secondo la «perenne dottrina cattolica» sono considerati leciti solo i rapporti sessuali nell’ambito del matrimonio tra un uomo e una donna.
Un secondo ampio capitolo del documento (par. 7-30) analizza il senso delle diverse benedizioni, che hanno per destinazione persone, oggetti di devozione, luoghi di vita. Si ricorda che «da un punto di vista strettamente liturgico», la benedizione richiede che quanto viene benedetto «sia conforme alla volontà di Dio espressa negli insegnamenti della Chiesa». Quando con un apposito rito liturgico «si invoca una benedizione su alcune relazioni umane», occorre che «ciò che viene benedetto sia in grado di corrispondere ai disegni di Dio iscritti nella Creazione» (11). Dunque la Chiesa non ha il potere di conferire una benedizione liturgica alle coppie irregolari o formate da persone dello stesso sesso. Ma si deve evitare il rischio di ridurre il senso delle benedizioni soltanto a questo punto di vista, pretendendo per una semplice benedizione «le stesse condizioni morali che si chiedono per la ricezione dei sacramenti» (12).
Dopo aver analizzato le benedizioni nella Scrittura, la dichiarazione offre una comprensione teologico-pastorale. Chi chiede una benedizione «si mostra bisognoso della presenza salvifica di Dio nella sua storia», perché esprime «una richiesta di aiuto a Dio, una supplica per poter vivere meglio» (21). Questa richiesta va accolta e valorizzata «al di fuori di un quadro liturgico» quando ci si trova «in un ambito di maggiore spontaneità e libertà» (23). Guardandole nella prospettiva della pietà popolare, «le benedizioni vanno valutate come atti di devozione». Per conferirle non occorre pertanto richiedere «una previa perfezione morale» come precondizione.
Approfondita questa distinzione, sulla base della risposta di Papa Francesco ai dubia dei cardinali pubblicata lo scorso ottobre, che invitava ad un discernimento sulla possibilità di «forme di benedizione, richieste da una o più persone, che non trasmettano una concezione errata del matrimonio» (26), il documento afferma che questo tipo di benedizioni «si offrono a tutti, senza chiedere nulla, facendo sentire alle persone che rimangono benedette nonostante i loro errori e che «il Padre celeste continua a volere il loro bene e a sperare che si aprano finalmente al bene» (27).
Ci sono «diverse occasioni nelle quali le persone si avvicinano spontaneamente a chiedere una benedizione, sia nei pellegrinaggi, nei santuari, ed anche per strada quando incontrano un sacerdote», e tali benedizioni «sono rivolte a tutti, nessuno ne può essere escluso» (28). Dunque, rimanendo il divieto di attivare «procedure o riti» per questi casi, il ministro ordinato può unirsi alla preghiera di quelle persone che «pur in una unione che in nessun modo può essere paragonata al matrimonio, desiderano affidarsi al Signore e alla sua misericordia, invocare il suo aiuto, essere guidate a una maggiore comprensione del suo disegno di amore e verità» (30).
Il terzo capitolo della dichiarazione (par. 31-41) apre dunque alla possibilità di queste benedizioni, che rappresentano un gesto verso coloro che «riconoscendosi indigenti e bisognosi del suo aiuto, non rivendicano la legittimazione di un proprio status, ma mendicano che tutto ciò che di vero di buono e di umanamente valido è presente nella loro vita e relazioni, sia investito, sanato ed elevato dalla presenza dello Spirito Santo» (31). Tali benedizioni non vanno normate, ma affidate al «discernimento pratico in una situazione particolare» (37). Sebbene si benedice la coppia ma non l’unione, la dichiarazione include tra ciò che è benedetto i rapporti legittimi tra le due persone: nella «breve preghiera che può precedere questa benedizione spontanea, il ministro ordinato potrebbe chiedere per costoro la pace, la salute, uno spirito di pazienza, dialogo ed aiuto vicendevole, ma anche la luce e la forza di Dio per poter compiere pienamente la sua volontà» (38). Si chiarisce inoltre che per evitare «qualsiasi forma di confusione e di scandalo», quando a chiedere la benedizione è una coppia irregolare o dello stesso sesso, «mai verrà svolta contestualmente ai riti civili di unione e nemmeno in relazione a essi. Neanche con degli abiti, gesti o parole propri di un matrimonio» (39). Questo tipo di benedizione «può trovare la sua collocazione in altri contesti, quali la visita a un santuario, l’incontro con un sacerdote, la preghiera recitata in un gruppo o durante un pellegrinaggio» (40).
Infine, il quarto capitolo (par. 42-45) ricorda che «anche quando il rapporto con Dio è offuscato dal peccato, si può sempre chiedere una benedizione, tendendo la mano a lui» e desiderarla «può essere il bene possibile in alcune situazioni» (43).