La profezia di Don Orione: il popolo tornerà a credere, ad adorare, a vivere
Carissimo Padre, condivido quella che può considerarsi una profezia di San Luigi Orione, cosi adatta alle riflessioni in radio di queste settimane. Un caro saluto e grazie sempre!
<< Cristo ritorna! E tornerà nella pienezza della libertà alla sua Chiesa, tornerà in trionfo, portato a braccia di popolo, su un trono di cuori! Il cuore di Gesù sta preparando il giorno della sua misericordia. Quando il popolo sembrerà strappato per sempre a Dio allora si risveglierà come un forte, e comprenderà che solo il Cuore di Cristo è la sua vita, è la sua felicità e a voce grande ed angosciosa si rivolgerà a Lui, e invocherà il Signore, Dio delle misericordie! Basterà allora alzare un crocifisso, che il popolo gli cadrà ai piedi in ginocchio, per risorgere anelante a vita più alta. E il popolo tornerà a credere, ad adorare, a vivere>>
San Luigi Orione, dal sito “Messaggi di Don Orione” del 4 luglio c.a.
Inviato da Marco da Lecce
Caro Marco,
queste parole di Don Orione fanno parte di quella costellazione di profezie che illuminano il nostro tempo, contrassegnato dall’attacco dell’impero delle tenebre contro Chiesa cattolica, nel tentativo di cancellare ogni traccia di Cristianesimo nel cuore delle persone.
Noi siamo entrati nel momento culminante di questa battaglia, che riguarda innanzi tutto la fede, nella quale dobbiamo dare la nostra testimonianza coraggiosa di amore per Cristo, costi quello che costi, anche col martirio.
La Madonna è qui da così tanto tempo per risvegliare la fede e per chiamare il mondo alla conversione, in modo tale di uscire vittoriosi dal tempo delle prove. Beati quelli che rispondono alla chiamata e perseverano nel cammino, nonostante il prevalere dell’indifferenza, della presunzione e dell’ipocrisia.
La vittoria della Regina della pace è certa e diventa sempre più visibile nelle schiere degli umili di cuore, che seguono la Madre lungo il sentiero del Calvario, indifferenti alla vanità e alle seduzioni del mondo.
Dio ci scampi dall’essere fra quelli che, nel momento in cui lo Sposo verrà, ai sentiranno dire :” In verità io vi dico non vi conosco”
volevo incoraggiarvi per una nuova radio Maria in Arabia Saudita, proprio oggi mi trovo qui, sono venuto a trovare mio fratello che da 3 anni lavora nella ristorazione a Riyad.
La nostra Grandissima Madre vuole raggiungere i nostri cuori in tutti i confini della terra anche in quelli dove sembra impossibile, dopo aver ascoltato l’intervento di oggi tornerò a casa più confortato, ero un po’ preoccupato per mio fratello che è un po’ lontano dal Signore come tanti altri ragazzi europei che sono qui e anche a casa in Italia ma Dio è comunque accanto ad ognuno di noi ovunque; negli ultimi anni ho mandato anche 2 suoi libri e lui me ne ha parlato con gioia e sorpresa continuerò a pregare per la sua conversione così che quando ci sarà il trionfo dell’Immacolata potrà esultare insieme ad altri cristiani che sono qui.
Grazie per il servizio di evangelizzazione che fa alla Chiesa attraverso Radio Maria Un Saluto e una preghiera per noi.
Davide di Guidonia
Caro Davide,
E’ una coincidenza straordinaria. Proprio stamane ho parlato in Radio della presenza silenziosa ma viva di un milione di cattolici in Arabia Saudita e della necessita di attrezzare sempre più efficacemente Radio Maria in lingua Araba. Il tuo email è come una conferma che il Cielo è interessato al progetto. Grazie di cuore.
Cari amici, una nostra ascoltatrice (che non conosco) mi ha inviato una lettera dove esprime il suo grande amore per la Madonna. Desidero che anche voi la leggiate (P. Livio)
Lettera a Padre Livio: La Madonna è una Mamma
Carissimo Padre Livio, le scrivo per ringraziare lei e tutte le persone che insieme collaborano a questo grande progetto voluta dalla Madonna, Radio Maria, a questa grande famiglia e per tutto quello che come buon pastore porta avanti, come chiesa, per i fedeli per Gesù e Maria ma soprattutto per i talenti che Dio le ha donato e che lei attraverso la sua parola e la radio instancabilmente nel tempo dona a tutti noi e a chi la segue.
Lei quando parla della Regina della Pace non parla solo dell’intercessione presso Suo figlio che guarda il mondo e che combatte Satana, ma parla di una Madre così affettuosa, così premurosa che attraverso la sua tenerezza non vuole perdere nessuno dei suoi figli come lei ci ricorda sempre. La Mamma di tutte le Mamme, la Mamma di nostro Signore pronta a rialzarci dopo ogni caduta proprio come quando eravamo piccoli e le nostre mamme facevano con noi.
Lei sempre pronta vicino a suo Figlio nostro Signore, anche quando disprezzato, calunniato e diffamato portava quella pesante croce, quel pesante legno per redimere i peccati di ogni uno di noi, buoni e cattivi, di tutta la terra. Una Mamma e che Mamma, instancabile che non ti giudica o ti condanna come spesso il mondo ancora oggi fa con tanti fratelli, le parole di Gesù non passeranno mai, sono eterne sempre attuali, perché la storia si ripete e non cambia.
Una mamma così premurosa che se ti rimprovera (per chi la sa ascoltare) lo fa solo con l’ amore di una mamma, Lei non ti guarda per l’abito che porti, o dal colore della pelle o per come sei, Lei apre anzi spalanca le sue braccia materne amorevoli di mamma, per stringerti e per dirti, ti sono sempre vicino, sono tua Madre e non ti lascio solo, anche se non mi vedi, credimi, parlami io ti conosco, ti conoscevo già prima che venivi al mondo, conosco il tuo pensiero, le tue ansie, le tue preoccupazioni, i tuoi problemi, i tuoi dolori le tue gioie e sono sempre con te, in ogni momento, in ogni istante, in ogni ora della giornata del tempo che passa, cammino con tè, coraggio sono al tuo fianco non temere perché a volte niente è facile ma niente è impossibile a Dio, perché come dice Papa Francesco, noi camminiamo sullo stretto marciapiede della vita, una Mamma che ci invita a guardare oltre, una Mamma che ci invita a guardare continuamente il sommo bene: ” Suo figlio Gesù ” sempre con noi, soprattutto nel nostro ultimo momento di vita.
Nei messaggi che la Madonna continua a darci in un modo chiaro e inequivocabile, sembra come se Lei in tutti ci indica la strada da percorrere, in quello dato a Mirjana il 18/3/24 Lei parla e ci ricorda, che è sempre presente vicino ad ogni uno di noi come Madre, per l’amore misericordioso di Dio e ci invita a credere nell’amore, un amore incondizionato che è in comunione con suo Figlio, l’amore che apre spalanca e illumina i cuori di chi l’accoglie, che ti sorregge sempre, per questo bisogna seguire Suo figlio per avere la pace ed essere felici già su questa terra, ecco perché probabilmente la Madonna ha voluto una novena, dove ancora una volta ci esorta al cambiamento, tutto poi in occasione dell’anniversario delle apparizioni, questa è la vera vittoria, perché l’amore di cui parla è il bene, un bene pieno di misericordia e perché diversamente esiste il male che distrugge.
Noi siamo chiamati come popolo di Dio e figli di Maria per quel poco che ci è possibile, a mettere la nostra spalla quotidiana sotto la croce dei nostri fratelli, a fianco di chi soffre, non ad essere tiepidi o indifferenti, non a buttargliela a dosso.
Solo così se ci sforziamo di vedere il mondo con occhi diversi con gli occhi di Maria e di Gesù, gli occhi dell’amore, gli occhi del bene e della tenerezza il mondo si salverà, solo se saremo veramente suoi figli, apostoli o popolo di Maria, lo dobbiamo a chi ci ha donato la vita e alle nuove generazioni che verranno dopo di noi, con la nostra conversione con il nostro credo tutti noi possiamo fermare le guerre che affliggono il mondo e la terra su cui viviamo per vivere in pace.
Mi piace ricordare una preghiera che spesso recitava mia mamma che adesso è in cielo. ” O rosario benedetto di Maria, catena dolce che ci rannodi a Dio, vincolo di amore che ci unisci agli Angeli, torre di salvezza negli assalti dell’inferno, portò sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più. Tu ci sarai di conforto nell’ora di agonia, a te l’ultimo bacio della vita che si spegne e l’ultimo accento delle nostre labbra, sarà il nome tuo soave, rifugio dei peccatori o Sovrana consolatrice dei mesti. Si ovunque benedetta oggi e sempre in terra e in cielo Amen.”
Caro padre Livio le voglio bene, lei è stato e continua ad essere un dono di Dio per chi l’ascolta, un amico sincero, un padre, un fratello, un discepolo di Gesù e figlio Maria, una voce amica senza età, che instancabile anche nei silenzi del tempo come il Battista, parla e grida nei deserti della vita. La saluto affettuosamente grazie per i suoi libri e auguro e prego il Signore che custodisca e benedica sempre lei, Radio Maria e tutte le persone che nel quotidiano l’aiutano e le sono sempre vicino.
Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – facebook – You tube ( in differita)
L’UOMO CREATO A IMMAGNE DI DIO ( C.C.C. 355-361)
E’ necessario reagire alla riduzione dell’uomo a un animle
Di tutte le creature visibili, soltanto l’uomo è « capace di conoscere e di amare il proprio Creatore »; « è la sola creatura che Dio abbia voluto per se stesso »; soltanto l’uomo è chiamato a condividere, nella conoscenza e nell’amore, la vita di Dio. A questo fine è stato creato ed è questa la ragione fondamentale della sua dignità.
LA TRATTATIVA PER L’UCRAINA DOPO LE ELEZION USA?
Articolo del Corriere della sera sulla visita di Orban a Kiev
Quali sono le vere intenzioni di Mosca?
IL FUTURO DELLA CHIESA SARA’ UNA PICCOLA MINORANZA?
La profezia di Joseph Ratzinger (Articolo del Foglio)
La Profezia di Fatima
MEDJUGORJE NON HA NULLA A CHE FARE CON I GRUPPUSCOLI SETTARI
No Vax – Putiniani – Antipapisti non c’entrano con la Regina della pace
La terza rinnovazione del mondo (Venerabile Luisa Piccarreta): Un riferimento al 2033?
Buongiorno Padre Livio, innanzitutto la ringrazio per tutto quello che ha fatto , che sta facendo e che farà a Radio Maria per la edificazione delle nostre anime. Le scrivo perché alla radio ha spesso nominato che il 2033 potrebbe essere una possibile data entro la quale si compiranno i 10 segreti di Medjugorje. Leggendo gli scritti di Luisa Piccarreta ho notato una stretta coincidenza con quella data, perché Gesù disse a Luisa che ogni 2000 anni Lui rinnova il mondo e l’ anno 2033 è proprio 2000 anni dopo la sua venuta sulla terra.
Gianni
Gesù a Luisa: “Figlia diletta mia, voglio farti sapere l’ordine della mia Provvidenza. Nel corso di ogni duemila anni ho rinnovato il mondo. Nei primi duemila lo rinnovai col Diluvio. Nei secondi duemila lo rinnovai con la mia venuta sulla terra, in cui manifestai la mia Umanità, da cui, come da tante fessure, traluceva la mia Divinità, e i buoni e gli stessi santi dei secondi duemila anni, sono vissuti dei frutti della mia Umanità e a lambicco hanno goduto della mia Divinità. Ora siamo in circa al termine del terzo duemila anni e ci sarà una terza rinnovazione. Ecco perché lo scompiglio generale: non è altro che il preparativo alla terza rinnovazione.
E se nella seconda rinnovazione manifestai ciò che faceva e soffriva la mia Umanità e pochissimo ciò che operava la Divinità, ora, in questa terza rinnovazione, dopo che la terra sarà purgata e in gran parte distrutta la generazione presente, sarò ancora più largo con le creature e compirò la rinnovazione col manifestare ciò che faceva la mia Divinità nella mia Umanità, come agiva il mio Volere Divino col mio volere umano, come tutto restava concatenato in Me, come tutto facevo e rifacevo, e anche un pensiero di ciascuna creatura era rifatto da Me e suggellato col mio Volere Divino. Il mio Amore vuole sfogo e vuol far conoscere gli eccessi che operava la mia Divinità nella mia Umanità a pro delle creature, che superano di gran lunga gli eccessi che operava esternamente la mia Umanità.”
Caro Gianni,
questa straordinaria visione della storia, nella quale agisce la mano paterna di Dio per purificare il mondo, deve ovviamente essere intesa in termini di epoche spirituali e sta a significare come ad ogni prevalere del male Dio interviene per manifestare la sua misericordia.
Quella che ci riguarda da vicino è ovviamente la terza epoca, quella che noi stiamo vivendo e che è contrassegnata da una esplosione del male come mai era avvenuto prima, secondo quanto ci ha rivelato la Regina della pace. Infatti “Satana è forte ogni giorno la sua forza è sempre più forte attraverso coloro che hanno scelto la morte e l’odio” ( 25 aprile 2024).
Questa terza epoca vedrà una straordinaria manifestazione dell’Amore di Dio attraverso la santa umanità di Cristo, come mai era avvenuto prima, e noi saremo introdotti nella contemplazione del mistero di Cristo, attraverso la conoscenza di come operava il suo Volere Divino col suo volere umano.
Sarà quindi necessaria una grande elevazione spirituale, che tuttavia si realizzerà attraverso una radicale purificazione, opera dello Spirito Santo e, nel medesimo tempo, attraverso una selezione dei cuori, in quantola terra sarà purgata e in gran parte distrutta la generazione presente.
Questa rivelazione mistica, insieme e numerose altre, ci svelano un futuro che va oltre ogni nostra immaginazione, ma del quale saremmo protagonisti nel bene o nel male. Per questo motivo la Madonna è qui da così tanto tempo al fine di preparare questa necessaria palingenesi della storia.
Quaranta e più’ anni… sono un po’ troppi. Non credo che si possa attendere ancora.
Caro P. Livio,
in questi giorni si sono compiuti i 43 anni delle apparizioni della Gospa a Medjugorje!
Siamo già tre anni oltre il proverbiale vagare nel deserto del popolo di Israele in attesa di entrare nella terra promessa… e sappiamo come finì la storia!
Entrarono coloro i quali si mantennero fedeli alla promessa di Dio e non i molti che invece dubitarono e stavano a mormorare increduli.
Al di là dei numeri, caro Padre, sono diventati troppi gli anni di attesa della realizzazione della promessa della Madonna di portare a compimento il trionfo del Suo Cuore Immacolato…
Umanamente parlando non credo sinceramente che ancora si possa attendere ancora diversi anni e il tempo gioca contro la nostra resistenza a perseverare fino alla fine… forse anche per questo molti si sono persi per strada!
Comunque sia dobbiamo avere fiducia e “sperare contro ogni speranza” di più non so che aggiungere…
E intanto il tempo passa e la tentazione di occuparsi d’altro e di dimenticare tutto il cammino fatto fin qui cresce minacciosa!
Maria Regina prega per noi!
Tommaso.
Caro Tommaso,
la presenza della Madonna a Medjugorje è una apparizione pubblica, rivolta al mondo intero, che avviene in qualsiasi luogo della terra i veggenti si trovino.
Inoltre è accompagnata da una evangelizzazione semplice ma efficacissima, che nel tempo si è estesa ovunque, tanto da poter dire che un evento di grazia del genere è unico nella storia bimillenaria della Chiesa.
Se a tutto questo si aggiungono i frutti spirituali, il risveglio generale della fede, la conversione dei lontani, il rafforzamento del sacerdozio, il ritorno ai sacramenti dell’Eucaristia e della Confessione, sarebbe auspicabile che questo tempo duri ancora a lungo, nonostante la nostra impazienza.
La Madonna infatti sa quali prove ci aspettano e al riguardo ha detto che non siamo pronti ad affrontarle. Perciò approfittiamo di questo tempo di grazia che ci è concesso e che la Madonna sta impiegando per plasmare i suoi Apostoli.
In ogni caso i veggenti conoscono non solo gli eventi dei segreti, ma anche le loro date. Sanno in particolare quando ci sarà la rivelazione del primo segreto di Medjugorje. La Madonna ha da tempo stabilito le date proprio per evitare che ci facessimo trovare con le lampade spente.
Noi non abbiamo idea di quello che accadrà nel tempo dei segreti quando, come rivela Maria Valtorta, satana tirerà fuori dall’inferno tutto l’arsenale che ha accumulato nel corso dei secoli.
In quei momenti saranno decisivi per la vittoria finale la fede e il coraggio degli Apostoli di Maria, che devono crescere per quantità e qualità, in modo tale da resistere alla furia del drago sciolto dalle catene ed essere così un punto di riferimento per tutti quelli che vagano impauriti e senza meta.
Quindi il nostro atteggiamento sia la fiducia nella guida di Maria, la certezza della sua vittoria, l’umile richiesta del suo aiuto per supplire alla nostra debolezza.
La Madonna sulla collina nelle profezie della Beata Anna Caterina Emmerik
Carissimo padre Livio,
Con questa email voglio segnalare una delle varie profezie che riguardano il futuro della Chiesa fatta dalla Beata Anna Caterina Emmerik e che sembra riferirsi proprio ai nostri giorni ed in particolare alle apparizioni della Beata Vergine Maria a Medjugorje…
Ecco la profezia: «Verranno tempi molto cattivi, nei quali i non cattolici svieranno molte persone. Vidi anche la battaglia. I nemici erano molto più numerosi, ma il piccolo esercito di fedeli ne abbatté file intere [di soldati nemici]. Durante la battaglia, la Madonna si trovava in piedi su una collina, e indossava un’armatura. Era una guerra terribile. Alla fine, solo pochi combattenti per la giusta causa erano sopravvissuti, ma la vittoria era la loro»
(22 ottobre 1822).
Possa essere di incoraggiamento per tutti noi che ci siamo messi sotto la Guida e la protezione di Maria Santissima!
Ave Maria caro padre Livio.
Carissima,
mi era sfuggito questo particolare delle profezia della Beata Emmerik, la cui beatificazione è stato un dono di Giovanni Paolo II ormai alla fine del suo Pontificato.
La sua profezia riguardante i due Papi ha fatto molto parlare di sé dopo le dimissioni di Benedetto XVI e la elezione di Papa Francesco.
Non si può tuttavia escludere che questa profezia riguardi invece il futuro prossimo della Chiesa che, secondo le rivelazioni della Madonna a Fatima, vedrà la persecuzione e l’apostasia.
E’ invece straordinariamente suggestiva questa immagine della Madonna sulla collina che guida suoi fedeli nella battaglia fino alla vittoria.
Infatti il Pobrdo è il luogo previlegiato che la Regina della pace ha scelto per incominciare le sue apparizioni e che sarà il luogo in cui lascerà il segno promesso, che durerà fino alla fin del mondo.
Già ora la Madonna ha scelto questo luogo per le sue battaglie, come abbiamo visto nei giorni della grande Novena per la pace, dimostrando quanto Le siano poco graditi i tentativi di ricercare posti più comodi e più convenienti.
“Alla fine, solo pochi combattenti per la causa giusta erano sopravvissuti, ma la vittoria era la loro”. Se dobbiamo morire, tanto vale farlo combattendo per la Madonna che ci sta guidando in questa battaglia.
Contro ogni previsione, il Pil della Russia sta crescendo a ritmo sostenuto. Non c’è più bisogno di mettere qualcosa da parte per i “tempi bui”, che sono già arrivati. Tutto si riversa sul consumo immediato e ovviamente la massa principale dei soldi finisce nell’industria bellica, attorno alla quale crescono i vari gruppi di un indotto senza fine.
Con le discussioni alla Duma di Mosca sulle modifiche alla riforma fiscale, cercando di introdurre tasse sempre più estese e salutando definitivamente il sistema assistenziale degli ultimi decenni, la Russia si sta preparando a ridefinirsi in modo definitivo nella economia di guerra, destinata a modellare il Paese per molti anni, anche dopo il regno eterno dello zar Putin. L’ultima trovata è l’aumento della tassa sui divorzi, che permette di prendere due piccioni con una fava: afferma la prevalenza dei “valori tradizionali” difendendo la famiglia e il principio dell’indissolubilità del matrimonio, e allo stesso tempo assicura un gettito abbondante e garantito, essendo la Russia, al di là dei proclami, assai poco legata a quegli stessi valori, con un tasso di divorzi molto più alto che nella maggior parte dei Paesi del mondo (solo l’anno scorso ce ne sono stati più di 700mila). In compenso è stato proposto anche di eliminare la tassa sui matrimoni, per le stesse ragioni.
L’effetto di queste misure sulla vita dei russi è in realtà paradossale, in quanto invece di un impoverimento, sembra aprirsi una stagione di benessere e arricchimento. La presidente della Banca centrale di Russia, Elvira Nabiullina, ha rivelato che in effetti stanno molto crescendo i crediti alle persone e alle aziende, perché “la popolazione diventa sempre più ricca”. Contro ogni previsione, la Russia sta battendo ogni record di tasso di crescita del Pil, che nel 2023 è risultato del 3,6% rispetto all’1,8 che era stato pronosticato, e nei primi quattro mesi di quest’anno è salito a un’indecente 5,4%, creando un entusiasmo popolare per la “economia di mobilitazione”.
Uno dei più importanti economisti russi, il professor Igor Lipsits, che ora vive in Lituania dopo essere stato cacciato dal mondo accademico e dichiarato “agente straniero”, spiega a Radio Svoboda che “prima la Russia lasciava parte dei proventi delle esportazioni come riserve all’estero, ora non si lascia più nulla e tutto viene reinvestito all’interno del Paese”. Non c’è più bisogno di mettere qualcosa da parte per i “tempi bui”, perché i tempi bui sono già arrivati, e nessun futuro più ci aspetta. Tutto si riversa sul consumo immediato, e ovviamente la massa principale dei soldi finisce nell’industria bellica, attorno alla quale crescono i vari gruppi di un indotto senza fine. Ai soldati non servono solo le armi, ma anche il cibo, i vestiti, le medicine e tanto altro, e tutta la popolazione vive in stato di mobilitazione, anche quelli che non devono andare al fronte, almeno per il momento.
Più che economia “di guerra”, potrebbe essere definita economia “della fine dei tempi”, una sensazione di apocalisse vissuta in presa diretta. La dimensione religiosa sempre più applicata alla politica e alla società crea l’illusione che la Russia sia già nel regno dei cieli, che sia al di sopra delle turbolenze terrene dei popoli in preda all’anticristo occidentale, e che i soldati in Ucraina siano angeli scesi a difendere la purezza dei santi. Il presidente Vladimir Putin ha voluto confermare questa sensazione, recandosi in pellegrinaggio alla Lavra della Trinità di San Sergij, dove insieme al patriarca Kirill ha venerato l’icona della Santissima Trinità di Rublev, assurta ormai a simbolo della riunificazione celeste dei popoli slavi, baciando il sarcofago che contiene le spoglie di San Sergij di Radonež, patrono della Russia militante.
Il prodotto interno lordo cresce, ma non produce nulla per il futuro della Russia, che ha ormai raggiunto la sua condizione sempiterna. Come afferma Lipsits, “il Pil russo è ormai sepolto sotto le terre nere dell’Ucraina, insieme ai caduti e alle armi per cui si spendono tanti soldi”. Il “prodotto lordo” non riguarda tanto quello che si produce, ma quanto si raccoglie di valore aggiunto, mentre i grandi investimenti nella guerra non aggiungono nulla: è un enorme spreco di soldi, una “danza della morte”, come appare la vita quotidiana di Mosca con l’arrivo dell’estate, un continuo raduno di feste e bagordi in ogni angolo e locale della capitale.
In teoria, le nuove misure del governo dovrebbero ispirare un grande spirito di sacrificio e di sostegno alle necessità del momento contingente: siamo circondati dai nemici, stringiamo la cinghia e rinunciamo ai lussi. Invece si produce l’atteggiamento contrario: se tutti sono contro di noi, possiamo godercela fino in fondo, tanto non abbiamo più niente da perdere. Difficilmente questa illusione potrà durare a lungo, ma la generazione attuale dei russi ha perso la dimensione della “durata”, tre anni di guerra dopo tre di pandemia valgono come un’era geologica nella mente delle persone. Alla esaltazione apocalittica seguirà inevitabilmente una lunga “stagnazione putiniana”, visto che ormai tutti i parametri della vita sociale russa riconducono ai meccanismi del sistema sovietico, quelli della “economia orizzontale” sempre uguale a sé stessa.
Gli economisti avvertono il pericolo dell’effetto “elastico” del Pil, che si espande per poi ritorcersi contro, ti arrivano addosso i soldi che hai sprecato, finché rimani senza nulla. Il 40% dell’intero bilancio russo è costituito dalle spese per la difesa, ma anche per il resto della “economia civile” si calcolano enormi investimenti edilizi per la ricostruzione di Mariupol e di altre città distrutte in Ucraina, un capitolo assai poco “civile” del programma. Molti altri punti del testo ufficiale di bilancio sono segretati, e in gran parte si parla di “economia chiusa”, indecifrabile e tenebrosa come appunto avveniva ai tempi sovietici.
Quando Mikhail Gorbačev inaugurò la perestrojka, il passaggio fondamentale che poi non gli riuscì di realizzare fu proprio quello verso la “economia civile”, mentre tutto il sistema era indirizzato agli scopi della guerra fredda, da sostenere all’infinito. Le voci del bilancio erano classificate come “potenziale di mobilitazione”, tanto che in ogni fabbrica di articoli “civili” c’era una procedura di conversione bellica, da attivare al minimo segno di nuovo conflitto. Negli anni Novanta questi “potenziali” rimanevano a carico delle aziende senza alcun sostegno dello Stato, finendo per provocare continue bancarotte. Non si poteva disfarsene, perché era un “sacro tesoro” assai più importante dello sviluppo della società civile, e proprio questo fu uno dei motivi principali del crollo dell’Urss dal punto di vista economico: non poter rinunciare alla guerra per costruire la pace.
Gorbačev fu accusato di aver depresso l’economia con le leggi contro le bevande alcoliche, e molti attribuiscono la fine del sistema sovietico alle perdite per la guerra in Afghanistan, ma in realtà queste erano quisquilie a confronto dei macigni dell’economia bellica nel suo insieme, che ha prosciugato tutte le risorse dell’impero comunista. Oggi non si è ancora arrivati a quei livelli, ma l’Ucraina potrebbe rivelarsi per la Russia putiniana un nuovo Afghanistan; non quello dei talebani che ormai vanno a braccetto con i politici russi, ma il Paese che resiste ad ogni nuovo assalto, con il sostegno pur ondivago di tutto l’Occidente. Per ora invece i russi vogliono che la guerra continui per poter guadagnare; in una città relativamente periferica come Ivanovo, 300 km a est di Mosca, gli affari con la tessitura delle divise militari hanno generato un vero e proprio boom di guadagni, e gli abitanti locali sperano solo in nuove mobilitazioni.
Si creano dei clamorosi paradossi, come il crollo del mercato immobiliare a fronte dell’enorme crescita di quello edilizio: si fa di tutto per vendere le proprietà che non servono più a nessuno, e andare invece a costruire le nuove case delle zone devastate non solo in Ucraina, ma anche nella regione di Belgorod e altri territori coinvolti. Gli acquirenti vi si gettano comprando a pochi rubli, nella speranza di fare affari chissà quando. Il turismo interno si è intensificato in modo vertiginoso, non potendo tutti recarsi in amene spiagge asiatiche o cubane, e di conseguenza sono sempre più attivi i voli interni, anche se gli aerei sono sempre meno affidabili per mancanza di manutenzione e ricambi. In Crimea la maggioranza teme gli assalti dei droni ucraini, ma lo Stato offre incentivi sempre più allettanti, compresi gli alberghi a prezzo quasi gratuito, tanto altrimenti non si riempirebbero, senza contare il fascino perverso della vacanza in zona di guerra, che stimola il senso di onnipotenza di chi vuole a tutti costi sentirsi vincitore, e sprezzante di fronte a qualunque pericolo.
Non solo l’esaltazione bellica e la spensieratezza apocalittica tengono la popolazione russa in uno stato di ipnosi rispetto agli sviluppi dell’economia, e al futuro del Paese. Per anni l’unica linea politica di Putin era la “stabilità sociale”, dopo i convulsi anni Novanta che avevano sgretolato ogni certezza. La gente non vuole sapere come stanno veramente le cose, approfitta di possibilità nuove e insperate, e sfrutta l’onda di certezze ben diverse da quelle della condivisione comunista dei beni, o della protezione paternalista degli oligarchi. La Russia ha scelto di isolarsi in un proprio mondo, un mondo russo sempre più fasullo e incomprensibile, al di sopra e al di fuori delle coordinate geografiche, storiche, culturali e religiose. Come fu per l’Unione Sovietica nello scorso secolo, così nel terzo millennio la Russia tenta un esperimento mai visto: invertire il corso della storia, godersi il presente per tornare al passato, cancellando per sempre il futuro.
Riflessione di un giovane sulla Novena e i segreti
Caro Padre Livio, torno a scriverle dopo qualche mese. Faccio riferimento a ciò che ha detto stamani (27 giugno) nel suo editorialino sulla Novena. Posso confermarle che l’attesa dei segreti è una realtà che è molto più sentita di quanto si creda, soprattutto fra i giovani. Le porto la mia testimonianza personale: su Instagram gestisco, ormai da qualche anno (io ne ho 26), una pagina di divulgazione cattolica, in cui condivido anche i messaggi della Regina della Pace; ebbene, ho avuto modo di constatare che, soprattutto fra i giovani (che sono l’utenza maggioritaria di quel social media), questa attesa è reale.
Ovviamente si fa fatica a parlarne, anche all’interno della Chiesa, ma guardando gli eventi che accadono giorno dopo giorno (il crescendo della guerra, l’odio nei cuori e la divisione nelle famiglie, l’incredulità e l’apostasia dilagante, ecc…) è naturale che molti cristiani si pongano la domanda: “Fino a quando, Signore? Quale peccato non è stato ancora commesso affinché tu intervenga?”. O almeno quei cristiani che hanno ancora una visione spirituale della storia umana, in un’ottica biblica ed escatologica.
Dico questo per ringraziarla per il suo operato e per incoraggiarla a continuare a parlarne, perché sono dell’opinione che si sia aperta una nuova fase della scuola di Maria a Medjugorje. Con lo “squillo di tromba” del 1 gennaio e con la Novena, è come se fossimo nei giorni prima degli esami (dato che siamo in tema con il periodo scolastico). E negli ultimi giorni solitamente si ripassa ciò che è più importante. Ecco perché la Madonna ci ha esortato, guardando ai messaggi degli ultimi mesi, a rafforzare la fede personale, a costituire i gruppi di preghiera, a tornare alla lettura della Parola di Dio e ad essere strumenti di pace.
Personalmente ho partecipato a questa Novena insieme ai miei genitori ed un altro gruppetto di persone. Ogni sera ci siamo ritrovati nelle nostre case a pregare tutti insieme in collegamento con il Podbrdo. E’ stata un’esperienza straordinaria, dal sapore apostolico. Sono sicuro che uno degli effetti di questa Novena, oltre al risveglio generale della parrocchia e dei fedeli nel mondo, è stato il fatto di aver conferito una nuova centralità alla Collina delle apparizioni, dove tutto è iniziato e dove tutto si compirà, soprattutto con il terzo segreto.
Onestamente, nel corso di questa Novena, non mi aspettavo grandi proclami da parte della Madonna, come infatti è avvenuto. Forse è perché un po’ inizio a capire lo “stile” della Mamma. Non ha voluto cavalcare gli entusiasmi per alimentare il sensazionalismo, ma ci ha esortato a continuare con la semplice preghiera e con le rinunce, affinché si compiano i suoi piani di pace. Lei sa per chi e cosa abbiamo pregato in questa Novena. Non dobbiamo temere, nemmeno un’Ave Maria è andata persa, e credo che ne vedremo gli effetti nei mesi a seguire, così come accadde dopo la Novena del 1991.
Gli eventi ormai sono avviati. Quel che intendo dire si potrebbe riassumere così, in questa domanda che da qualche giorno mi frulla nella testa: “Perché questa Novena è arrivata proprio in quest’occasione? Perché proprio in questo anno, e non negli anni scorsi o nell’anno prossimo?”. La Madonna non lascia mai nulla al caso. Aspettiamo, meditiamo, preghiamo e presto comprenderemo.
Sì caro Padre, non ci annoieremo, come ha detto lei stamani. Rimaniamo vigili nella preghiera e pronti a rispondere “Eccomi” a quelle che saranno le prossime iniziative della Regina della Pace.
Dio la benedica e la Madonna la custodisca sempre sotto il suo manto.
Ave Maria
Gianmarco
Caro Gianmarco è un motivo di consolazione constatare che, al servizio della Regina della pace, non mancano giovani saggi che possono essere di aiuto a tanti altri giovani.
Come tu hai ben compreso, Medjugorje è un fiume che ingrossa man manco che avanza e che diviene travolgente quanto ci sono uragani e tempeste.
Questa novena ha provocato un risveglio che ha sorpreso noi, ma non la Madonna che sa quante attesa ci siano nei cuori, in questi momenti nei quali sembra che tutto sia perduto. Infatti che cosa potrà essere salvato se l’umanità corre verso l’auto-distruzione?
Mi metto nei panni d un ventenne che sente parlare di una nuova guerra in arrivo e mi chiedo che cosa dovrà immaginare per il suo futuro.
In questo quadro fosco, nel quale il caos sembra prevalere, solo la presenza della Madonna è in grado di risvegliare la fiducia nella vita e la speranza in un mondo migliore.
Per questo i giovani che hanno avuto la grazia di essere chiamati dalla Gospa, devono farsi portatori di luce preso i propri coetanei, che vagano qua e là allo sbando, dietro le false luci di un mondo in rovina.
Mi chiedo che fine faranno i loro idoli di cartapesta, gli influencer con milioni di likes, i seminatori di morte allucinate, i maestri di odio e di menzogne.
Tutto questo mondo infame che li priva di futuro crollerà e, per chi non è del tutto accecato, resterà il Manto di Maria sotto il quale cercare riparo.
“Perciò, figlioli, voi siate luce, amore e le mie mani tese in questo mondo che anela a Dio che è amore”.
Carissimo Padre Livio, sto leggendo “Il padrone del mondo” di Robert Benson e vorrei condividere il passaggio in cui Padre Percy Frenklin affronta la tentazione di subire anch’egli il fascino dell’Anticristo (Felsenburgh). Spero potrà tornare utile quando i tempi si faranno ancora più bui.
Prego tanto la Madonna che la protegga e protegga tutta Radio Maria, ma in particolare la sua voce caro Padre, che si sente patire le sue fatiche soprattutto la sera. Come faremmo tutti noi senza la sua voce?
Ecco il brano di cui dicevo, Ave Maria!
Lidia.
《…avvertì che una mano gli aveva serrato il cuore – una mano infuocata, non ghiaccia – sforzando ogni senso di convinzione religiosa. Fu solo uno sforzo che non poteva ricordare senza angustia, ad impedirgli di darsi per vinto, sforzo così famigliare a coloro i quali camminano per le vie dello spirito, e conoscono bene che cosa voglia dire una caduta. Solo una cittadella aveva serbato intatte le porte; tutte le altre si erano arrese. Ogni facoltà aveva provato l’attacco: l’intelletto si era intorpidito, la memoria dell’eternità ottenebrata, la nausea spirituale gli aveva rivoltata l’anima; ma la segreta fortezza della volontà aveva saputo resistere nell’estremo cimento rifiutandosi di gridare e di acclamare Felsenburgh suo Salvatore e suo Re. Oh! Quanto aveva pregato nelle ultime settimane! Quasi non aveva fatto altro, perché la tentazione non gli dava requie: incessantemente lo ferivano da ogni lato gli aculei del dubbio, lo assalivano le obiezioni; egli sempre all’erta, notte e giorno, e quelli aveva respinti e queste aveva negate, sforzandosi di mantenere la sua posizione sull’arduo terreno del soprannaturale, gridando e rigirando al Signore di venirgli in aiuto. Si era addormento con il Crocifisso tra le mani, lo aveva coperto di baci svegliandosi. Scrivendo o parlando o camminando o mangiando o sedendo in convoglio la sua vita interiore era stata interamente assorbita in disperati atti di fede in una religione che il suo intelletto negava, e per la quale ogni emozione era spenta. Provò dei momenti di estasi – in una strada affollata, allorché riconobbe che Iddio era tutto, che il Creatore era la chiave della vita per la creatura, che un umile atto di adorazione valeva più assai del più nobile atto naturale; che il soprannaturale era il principio e la fine dell’esistenza – ; li provò ancora durante la notte, nella Cattedrale silenziosa, davanti al tremolio delle lampade, mentre un’aura divina alitava, dal chiuso del tabernacolo. Allora la marea della passione si abbassava lasciandolo nell’aridità dello sconforto, ma fisso nel pensiero (che poteva essere ugualmente di fede o di presunzione) che nessuna potenza di terra o di inferno lo avrebbe mai distolto dal professare il Cristianesimo, ancorché egli potesse non professarlo. Il Cristianesimo solo poteva rendere tollerabile questa vita.”
Cara Lidia,
Robert Benson ha descritto qui in termini di impressionante attualità la tentazione originaria dell’Eden, lo sguardo col quale Eva rivolse gli occhi verso il frutto proibito ne fu affascinata:
“Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò” (Genesi, 3: 6).
La massima impostura anticristica è racchiusa in queste parole e la nostra generazione ne è stata conquistata fino a rifiutare la fede e la Croce. Si tratta in sostanza dell’invidia della creatura intelligente e libera nei confronti del Creatore, del quale rifiuta la paternità e l’amore, per rivendicare una autonomia assoluta, fino a mettere se stessa al suo posto.
E’ la superbia, radice di tutti i mali, la cui medicina è l’abbassamento della Croce, con la quale il Verbo il Verbo Incarnato ha umiliato se stesso fino a morirvi inchiodato.
Per questo l’umilissima Maria ci invita a prendere in mano la Croce e fissarla con lo sguardo di una fede che reprime nel fondo del cuore la superbia originaria, a causa della quale abbiamo perso il paradiso.
Satana ci ripropone oggi il falso miraggio di un paradiso terrestre, opera della nostra intelligenza, che ci libererà dai mali e dai limiti della condizione umana, dai quali Cristo non ci avrebbe salvato.
L’antica tentazione, oggi riproposta, sta portando il mondo alla rovina e le anime alla perdizione eterna. Non ci resta, come a Padre Percy Frenklin, che la resistenza nella fede e l’abbraccio della Croce nella certezza della gloria della Resurrezione.