"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

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🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

A Medjugorje ho visto la Chiesa universale

Carissimo padre Livio,

sono Christian e ieri mattina sono tornato dal Mladifest a Medjugorje.

Volevo condividere con Lei ciò che ho vissuto.

Sono partito non conoscendo nessuno del gruppo e quando sono tornato mi sembrava di far parte di una famiglia. A Medjugorje, padre, ho visto la Chiesa universale. Quante persone amano la Madonna e sono disposte a fare sacrifici per Lei. 

Mi sento, padre Livio, molto indietro nel cammino spirituale e molto mancante in ciò che la Madonna mi chiede. 

Tra i momenti più forti vorrei ricordare la catechesi di padre Ljubo a Tihaljina e la S. Messa alle 5 del mattino sul Kricevaz. E poi la gioia e l’entusiasmo delle persone nei canti e il silenzio durante l’adorazione eucaristica nel piazzale dietro la chiesa.

Mi scusi padre se le dico cose che sa già molto bene ma sono partito molto agitato e sono tornato più sereno.

Come Lei mi ha consigliato alla vigilia della partenza ho cercato un momento di parlare a tu per tu con la Madonna e Gesù. Ho sentito che la Madonna si prendeva cura di me anche nelle più piccole cose.

Spero di vedere dei frutti nella mia vita specialmente perché sto vivendo un momento difficile.

La ringrazio per la pazienza e l’attenzione che mi ha concesso e La saluto

affettuosamente

Christian


Bravo Christian,

Adesso è il momento di farti un programma di preghiera e di impegno nella tua vita cristiana, in modo tale da consolidare le grazie che hai ricevuto.

Rendi viva nella tua vita la presenza di Gesù e di Maria, in modo tale da camminare con loro ogni giorno tenendoli per mano.

Il loro amore e la loro protezione saranno il più grande aiuto che tu possa avere nelle strade insidiose di questo mondo.

Loro non ti abbandoneranno mai, accorreranno subito in tuo aiuto quando li chiami, ti proteggeranno da tutti i pericoli e ti aiuteranno nei momenti di difficoltà.

Il prossimo anno vai ancora a Medjugorje perché lì la Madonna è presente per la sua ultima apparizione sulla terra.

Lascia che Lei prenda in mano la tua vita e che ti guidi verso un futuro pieno di luce e di gioia.

Ave Maria

Padre Livio

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Il nuovo mondo che verrà sarà abitato dai miti e il trionfo del Cuore Immacolato di Maria prefigura la sconfitta definitiva di Satana.

 Caro Padre Livio, 

riflettendo sul tempo dei segreti, sul trionfo del Cuore Immacolato di Maria e sull’era di pace che verrà, mi sono venuti alla mente due versetti del Vangelo, ecco il primo:

“Beati i miti perché erediteranno la terra” (Matteo 5,5).

Ho pensato che il mondo nuovo che verrà dopo il trionfo del Cuore Immacolato di Maria sarà abitato dai miti.

I miti sono i non violenti, persone che sanno perdonare, gente umile e inoffensiva, persone che non sgomitano per affermarsi ad ogni costo, sono i mansueti che non opprimono e non sfruttano gli altri, sono quelli che sopportano con serenità le avversità. Mansueti e pazienti non vuole dire passivi e perdenti, ma persone che hanno il dominio di sé.

I miti sono simili a Gesù, che disse: “Imparate da me che sono mite e umile di cuore”.

Quindi non saranno i violenti, i protervi e i prepotenti che erediteranno la terra, cioè che vivranno nel mondo dopo il Trionfo del Cuore Immacolato di Maria, ma saranno i miti.

I miti sono misurati, composti, disponibili per gli altri ma non sono passivi, dimessi, vinti, sconfitti. Essi sono già ora gli anticipatori di quel mondo migliore che deve venire. Mi viene da pensare che dopo, nella nuova era di pace, ne saranno gli esponenti tipici.

In tal modo la promessa di Gesù che li chiama beati si adempierà e poi si adempierà del tutto nel Regno dei Cieli.

È come se nella nuova era ci sarà una anticipazione delle promesse mentre il loro compimento ci sarà alla fine del mondo.

Il secondo versetto che mi è venuto in mente è questo:

“Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io quando sarò innalzato da terra attirerò tutti a me”. (Giovanni 12, 31).

Satana è già stato messo fuori dalla croce di Cristo, basterebbe la nostra adesione a Gesù, o che almeno un gran numero lo facesse, per metterlo fuori del tutto.

È vero che abbiamo bisogno del ritorno finale di Gesù per metterlo fuori del tutto, ma prima avremo quell’anticipo del suo ritorno che sarà il trionfo del Cuore Immacolato di Maria, cosa che la nostra mamma celeste ha profetizzato a Fatima.

Con il trionfo del Cuore Immacolato di Maria, nella nuova era che verrà Satana non sarà ancora definitivamente sconfitto, perché l’uomo sarà ancora libero di tornare a peccare, ma egli subirà una batosta grandissima, che li metterà a cuccia per molto tempo e che sarà la prefigurazione della sua definitiva sconfitta nel tempo finale della Parusia e del giudizio universale.

Mi perdoni se sono stato lungo, spero che queste meditazioni le siano state utili.

Pace e bene.

Roma, 5 agosto 2024

Caro amico,

È giusto chiedersi come sarà il tempo della pace verso il quale la Madonna ci sta guidando e nel quale potremo entrare dove aver attraversato la grande tribolazione.

Mi chiedo anche quanti saranno quelli che avranno la sorte di entrarvi dopo gli eventi dei segreti. Al riguardo penso che la cosa migliore sia quella di pregare e di sperare.

In fondo quello che ci deve importante per davvero è di rimanere uniti a Cristo, nel tempo e nell’eternità, qualunque cosa accada.

Ciò che mi lascia perplesso è come possa l’umanità allontanarsi da Dio un’altra volta, dopo la tremenda esperienza che stiamo vivendo ora

Eppure, è ciò che accadrà, perché satana in persona sobillerà il mondo come mai era accaduto prima, tanto da provocare la venuta di Cristo in potenza e gloria per giudicare il mondo.

Questo sta a indicare che nel tempo della pace, che Dio ci darà in dono, l’uomo dovrà applicarsi a vivere in conformità della volontà di Dio, perché, come tu giustamente hai notato, satana sarà più debole, ma sempre insidioso.

L’uomo indubbiamente sarà più forte, ma sempre esposto alla tentazione e libero di peccare finché durerà la sua vita nel tempo.

Mi hanno molto colpito le parole della Madonna che ci assicura la possibilità di vivere un pezzetto di paradiso qui sulla terra, anche in questo nostro tempo tribolato.

Non è solo una possibilità, ma è anche una realtà che molte persone vivono, felici di essere cristiane, pur in mezzo a croci e a persecuzioni.

Afferriamo dunque questo dono inestimabile che, mediante la fede, Gesù ci fa di se stesso. Per noi cristiani la felicità è vivere Cristo.

Indubbiamente il tempo di pace promesso da Maria ha il grande vantaggio di vedere l’umanità finalmente “affratellata” dall’amore di Dio, grazie all’appartenenza alla Chiesa.

Eppure, il serpente antico riuscirà di nuovo a infiltrarsi. Ma sarà l’ultima volta.

Ave Maria

Padre Livio

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“Sono un po’ scettico sui messaggi dei veggenti di Medjugorje”

Buongiorno padre Livio,

 la conosco da quando sono bambino….mia mamma, dopo una grande sofferenza “la morte di mio nonno e il divorzio con mio padre” si è avvicinata alla Madonna e al Signore…avevo 7 anni, quando sentivo radio Maria accesa la notte, mamma che piangeva inginocchiata difronte alle immagini Sacre e io e i miei due fratellini che la consolavamo con tanto amore…padre Livio, sento la sua voce alla radio da quando sono bambino,  mamma si è convertita grazie a radio Maria ed è capitato che in comunione di preghiera i messaggi di Medjugorje coincidevano con le preghiere di mamma….

Io sono stato lontano dalla fede nell’adolescenza poi, dopo la morte tragica di mio fratello Roberto in un incidente stradale e grazie a un santo Sacerdote Bagherese che mi ha coccolato con la misericordia di Dio e con tanti libri da leggere cattolici, gli ultimi 10 anni della mia vita mi sono avvicinato alla fede cattolica….è stato un percorso lento ma graduale, adesso ogni mattina alle 7:30, partecipo alla Santa Mensa Eucaristica in una Parrocchia vicino casa, gestita da Padri Gesuiti e nelle mattine libere studio il Catechismo e nel periodo estivo leggo qualche libro….tutto questo sempre sotto “prescrizione medica spirituale” del mio padre spirituale, che mi segue pari passo in questi anni di formazione cattolica…

Arrivo al dunque, io sono un po’ scettico sui messaggi dei veggenti della Madonna di Medjugorje, perché per me ciò che è fondamentale è partecipare alla Santa Messa, seguire i comandamenti, confessarmi periodicamente, pregare e fare la volontà di Dio…certo però c’è una verità, che in questi mesi più ascolto lei a radio Maria, più vado riflettendo che questi messaggi sono veritieri, e mi sorgono tanti dubbi positivi, un po’ ho timore dei segreti di Medjugorje, della Madonna, quasi a voler far finta che la pace che mi dona il Signore non me la toglierà nessuna catastrofe umana, però mi rendo conto che quello che dice lei in radio, e riflettendo attentamente su fatti oggettivi, razionalmente e cattolicamente lei ha ragione!!! i veggenti di Medjugorje hanno ragione….insomma, in questo primo venerdì del mese dedicato al Sacro Cuore di Gesù, nella serenità dell’adorazione Eucaristica e nella pace che ci dona Dio, le auguro a lei e a radio Maria ogni bene, prego per lei e per la sua voce, che Dio la sostenga sempre in ogni difficoltà della vita! 

Pace e bene, saluti da Bagheria prov. PALERMO.

 Andrea


Caro Andrea

Ti ringrazio per la bella testimonianza che hai dato col tuo scritto e per le preghiere che mi hai promesso, delle quali ho molto bisogno.

In modo particolare ho appezzato quanto hai detto riguardo a Medjugorje, un evento che dura da quasi mezzo secolo, ma del quale ancora pochi hanno compreso l’importanza straordinaria nello svolgimento della Storia della Salvezza.

È un fatto che, più il tempo passa e più il messaggio di Medjugorje è attuale e la presenza della Madonna è necessaria per la salvezza del mondo.

Questa incomprensione è dovuta al fatto che a molti non è chiaro il compito unico e insostituibile che la Madonna ha nel piano divino della Creazione e della Redenzione.

In ogni caso ora siamo alle porte di eventi inimmaginabili, previsti dalla fede cattolica e dall’insegnamento della Chiesa, di fronte ai quali molti rischiano di venie travolti, perché deboli nella preghiera e nella devozione mariana.

La Madonna è stata inviata dall’Altissimo per aiutarci a fronteggiare l’inaudito attacco dell’impero delle tenebre che punta a distruggere la Chiesa e il mondo con l’incredulità, l’odio e la guerra.

Tutto questo lo vediamo crescere ogni giorno sotto i nostri occhi e tremiamo perché ci rendiamo conto che solo un intervento straordinario di Dio può salvarci.

Perciò, carissimo, accogliamo la Regina della pace nella nostra vita, ascoltiamola e seguiamola, diventiamo suoi Apostoli e combattiamo al suo fianco.

Questo è il tempo nel quale siamo chiamati a vivere, un tempo di coraggio e di eroismi, una grande opportunità per dare slancio e valore soprannaturali alla nostra vita e fare di essa un poema di amore per Dio e il suo Regno.

Grazie per le tue preghiere che contraccambio di cuore.

Ave Maria

Padre Livio

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: La missione di Bruno Cornacchiola in Russia

Buonasera caro Padre Livio, sempre grazie per tutto quello che con tanto amore fa per noi. A proposito della futura conversione della Russia, mi trovo d’accordo con voi nel pensare che, magari con l’ultimo segreto, potrà accadere qualcosa che farà aprire gli occhi e il cuore di quel popolo. Dopo tutto, la Madonna ha detto “alla fine” la Russia si convertirà. Noi dobbiamo affidarci a Lei e aiutarla a realizzare i Suoi piani.

A questo riguardo, leggendo il libro “il veggente” di Saverio Gaeta, a pagina 127 viene riportato un passo del diario di Bruno Cornacchiola, che annota, in data 1° novembre 1973: 

“Partenza per la missione segreta in Russia. Non importano le fatiche, l’ importante è che si compia la santa volontà di Dio, in obbedienza umile e sottomissione veramente santa”. Fra il 2 e il 3 novembre: 

“Siamo stati a visitare il Cremlino e le tre chiese principali. Tutte le chiese sono musei e non vedi un sacerdote o suora per la via. Nessun segno religioso, soltanto segni pagani di partito”. Il 4 novembre:

“Missione compiuta a gloria di Dio”. 

Gaeta scrive che Cornacchiola riuscì a seppellire la piramide di terra da lui impastata, per volontà della Santa Vergine, con terra della grotta delle Tre Fontane, acqua di Lourdes e aria e sole di Fatima (viaggi descritti a pagina 126) in un’aiuola della piazza Rossa dove recitò il Rosario. Il 5 novembre, da casa, scrive:

“Missione compiuta in Russia. Cristo e Maria porteranno vittoria sopra tutte le anime, a noi resta soltanto di pregare perché si compia più in fretta l’evento del Regno”.

La Madonna ha un piano ben preciso e questo deve darci coraggio per affrontare le prove che verranno, ma Lei sarà con noi.

Un caro saluto 

Gloria 


Cara Gloria,

questa missione affidata dalla Madonna a Bruno Cornacchiola resta misteriosa. Tuttavia ci conferma come alla Madre di Dio stia a cuore la conversione della Russia, che è necessaria perché il mondo abbia un tempo di Pace.

Sappiamo che questa conversione avverrà al termine dei segreti, in concomitanza col trionfo del Cuore Immacolato di Maria.

Noi cerchiamo di affrettarla, per il bene di tutti, con la nostra preghiera

Ave Maria

Padre Livio

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La Serva di Dio Luisa Piccarreta: Le tre virtù teologali

Ave Maria padre Livio, Gesù prepara Luisa a rinnovare lo Sposalizio mistico, in Cielo, sancito dalla SS. Trinità. Perciò le parla delle tre virtù teologali.

Grazie ! Massimo

La Fede

“Una mattina – era la vigilia della Natività di Maria SS.– il mio sempre benigno Gesù venne Lui stesso a dispormi. Non faceva che andare e venire continuamente, ed ora mi parlava della fede, e mi lasciava, ed io mi sentivo infondere nell’anima una vita di fede.

L’anima mia, grossolana quale me la sentivo prima, ora, dietro il parlare di Gesù, me la sentivo leggerissima, in modo da penetrare in Dio; e ora miravo la sua potenza, ora la santità, ora la bontà ed altro, e l’anima mia restava stupefatta. In un mare di stupore dicevo: “Potente Iddio, quale potenza innanzi a Te non resta disfatta? Santità immensa di Dio, quale altra santità, per quanto sublime fosse, ardirà comparire al tuo cospetto?”.

Poi mi sentivo scendere in me stessa e vedevo il mio nulla, la nullità delle cose terrene, come tutto è niente innanzi a Dio; io mi vedevo come un piccolo verme, tutto pieno di polvere, che mi arrampicavo per dare qualche passo e che per distruggermi non ci voleva altro che uno che mi mettesse il piede sopra, e già sarei disfatta. Quindi, vedendomi così brutta, quasi non ardivo di andare a Dio, ma si faceva innanzi alla mia mente la sua Bontà e mi sentivo attirare come da una calamita per andare a Lui, e dicevo tra me: “Se è Santo, è pure Misericordioso; se è Potente, contiene anche in Sé piena e somma Bontà”.

Mi pareva che la Bontà lo circondasse da fuori, lo inondasse dal di dentro; quando miravo la bontà di Dio mi pareva che sorpassasse tutti gli altri attributi, ma poi, mirando gli altri, li vedevo tutti eguali in sé stessi, immensi, immensurabili ed incomprensibili all’umana natura.

La Speranza

Mentre l’anima mia stava in questo stato, Gesù ritornava e parlava della speranza. Ricordo qualche cosa in modo confuso, perché dopo tanto tempo è impossibile ricordare chiaro, ma per fare l’ubbidienza che così vuole, dirò per quanto posso. Quindi diceva Gesù, ritornando alla fede: “Per ottenere, bisogna credere. Come al corpo, senza la vista degli occhi, tutto è tenebre, tutto è confusione, tanto che se volesse camminare cadrebbe ora in un punto, ora in un altro, e finirebbe col precipitare del tutto, così l’anima senza la fede non fa altro che andare di precipizio in precipizio; ma la fede serve di vista all’anima, è come luce che la guida alla Vita eterna.
Ora, da che viene alimentata questa luce della fede? Dalla speranza. E di quale sostanza è questa luce della fede e questo alimento della speranza? Della carità. 

Tutte e tre queste virtù sono innestate tra loro, in modo che una non può stare senza l’altra. Difatti, che giova all’uomo credere nelle immense ricchezze della fede, se non le spera per sé? Le guarderà, sì, ma con occhio indifferente, perché sa che non sono sue; ma la speranza somministra le ali alla luce della fede e, sperando nei meriti di Gesù Cristo, le guarda come sue e viene ad amarle”. 
“La speranza –diceva Gesù– somministra all’anima una veste di fortezza, quasi di ferro, in modo che tutti i nemici con i loro strali non possono ferirla, e non solo, ma neppure apportare il minimo disturbo; tutto è tranquillità in lei, tutto è pace”. 

Oh, è bello vedere quest’anima investita della bella speranza, tutta appoggiata al suo Diletto, tutta diffidente di sé e tutta confidente in Dio. Sfida i nemici più fieri, è regina delle sue passioni, regola tutto il suo interno, le sue inclinazioni, i desideri, i palpiti, i pensieri, con una maestria tale che Gesù stesso ne resta innamorato, perché vede che quest’anima opera con tale coraggio e fortezza, ma questa la attinge e la spera tutta da Lui, tanto che Gesù, vedendo questa ferma speranza, niente sa negare a quest’anima.

Ora, mentre Gesù parlava della speranza, si ritirava un poco, lasciandomi una luce nell’intelletto. Chi può dire ciò che comprendevo sulla speranza? Se tutte le altre virtù servono ad abbellire l’anima, ma ci possono far vacillare e renderci incostanti, la speranza invece rende l’anima ferma e stabile, come quei monti alti che non si possono muovere un tantino. A me sembra che all’anima investita dalla speranza succede come a certi monti altissimi, ai quali tutte le intemperie dell’aria non possono recare nessun nocumento; sopra questi monti non penetra né neve, né venti, né caldo; qualunque cosa vi si potesse mettere sopra, si può star sicuri che là dove si mette, là si trova, ancorché passassero cent’anni. Tale appunto è l’anima investita dalla speranza: nessuna cosa le può nuocere; né la tribolazione, né la povertà, né tutti i vari accidenti della vita la sgomentano un istante. Dice fra sé: io tutto posso operare, tutto posso sopportare, tutto soffrire, sperando in Gesù, che forma l’oggetto di tutte le mie speranze.

La speranza rende l’anima quasi onnipotente, invincibile, e somministra all’anima la perseveranza finale; tanto che allora cessa di sperare e di perseverare, quando ha preso possesso del Regno del Cielo; allora depone la speranza e tutta si tuffa nell’oceano immenso dell’Amore Divino.

La Carità.
Mentre l’anima mia si perdeva nel mare immenso della speranza, il mio diletto Gesù ritornava e parlava della carità, dicendomi: “Alla fede e alla speranza sottentra la carità, e questa congiunge insieme tutto il resto delle altre due, in modo da formarne una sola, mentre sono tre. Eccoti, o Sposa mia, adombrata nelle tre virtù teologali la Trinità delle Divine Persone”.

Poi proseguì: “Se la fede fa credere e la speranza fa sperare, la carità fa amare. Se la fede è luce e serve di vista all’anima, e la speranza, che è l’alimento della fede, somministra all’anima il coraggio, la pace, la perseveranza e tutto il resto, la carità, che è la sostanza di questa luce e di questo alimento, è come quell’unguento dolcissimo e odorosissimo che, penetrando dappertutto, lenisce e raddolcisce le pene della vita. La carità rende dolce il patire e fa giungere anche a desiderarlo. L’anima che possiede la carità spande odore dappertutto; le sue opere fatte tutte per amore danno un odore graditissimo. E qual è questo odore? È l’odore di Dio stesso.

Le altre virtù rendono l’anima solitaria e quasi rustica con le creature; la carità invece, essendo sostanza che unisce, unisce i cuori. Ma dove? In Dio. La carità, essendo unguento odorosissimo, si spande dappertutto e con tutti. La carità fa soffrire con gioia i più spietati tormenti e giunge a non saper stare senza il patire, e quando se ne vede priva dice al suo Sposo Gesù: «Sostenetemi coi frutti –quali sono il patire–, perché languisco d’amore, e dove altro posso mostrarti il mio amore che nel patire per Te?». La carità brucia, consuma tutte le altre cose ed anche le stesse virtù e converte tutte in sé. Insomma, è qual regina che vuole regnare dappertutto e che non vuol cederla a nessuno”.

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: Ecco i cerimonieri con la foglia di fico e i prosciutti sugli occhi.

Carissimo, in questi giorni olimpionici, sentire le scuse anche abbastanza gonfie di cultura parolaia, che mi avvertono dell’abbaglio che noi cristiani stiamo prendendo, scambiando per ultima cena leonardesca con un dipinto altro, quale raffigurante la festa baccanale degli Dei in sede d’olimpo. Ebbene, questa tesi che si ammanta di cose dotte e capacità culturali, ora viene a prenderci in giro con dell’insano intellettualismo da gioco del Risiko… già solo il fatto evidente che, benché possano dire e mettere le cose come più gli aggrada, la scusa non regge, l’immagine riporta subito, a colpo d’occhio, e pure soprattutto a livello sub cosciente all’ultima cena di Leonardo, l’abbaglio è il loro, travolti da una strana manipolazione che si dota di raggiri pseudo culturali.

Questa cerimonia ha colto il segno, io non l’ho neanche vista in diretta, ma è arrivata a tutti, l’evento era globalizzato, e lor signori hanno voluto spingere verso “lo scandalo cristiano che, pure ignorante, tanto da non riconoscere l’origine delle scene cerimoniali in un pittore di un’epoca remota, nell’innocua rappresentazione di una nobile cultura pagana… (?)  abbiamo gridato stracciandosi le vesti? Io no, però non gli mollo un centimetro con delle ridicole aperture mentali che come minimo sono immerse in una fosca nebbia; sono di un vuoto spinto pneumatico da far impressione, questo si che mi tocca, tanto da vederli con pena mentre sproloquiano le loro gonfie ricchezze sapienziali.

Spieghiamo ai dotti un paio di concetti base: La sceneggiata pseudo pagana (anche gli Dei  di Atene, si stanno rivoltando nelle tombe del loro bel paganesimo, che, in confronto a questo modernismo pagano senza classe né stile, né sfiorante l’idea di  una naturale bellezza che pure loro avevano, ne sarebbero scandalizzati solo per lesa maestà – E noi saremmo rappresentati in quei modi da quei brutti ceffi lì?) Insomma ogni fotogramma prima di contenere segni e sentori anticristici  sono di una bruttezza anti artistica che arriccia il buon gusto in sintomi di nausea profonda. La Grecia antica e pagana fu anche sede di bellezza, sia in special modo bellezza del pensiero, che  pure dall’armonia plastica dei corpi, e in realtà per certi ignorantoni modernisti acculturati, una civiltà piena di pudore, anche quando scolpita nei marmi di veneri mezze vestite da veli.

Macron s’è congratulato con chi ha messo su questa ridicola pagliacciata olimpica, bene, possiamo intuire che abbia dato una bella tacita leccata a lor signori, tutti d’accordo a inaugurare l’evento sportivo con una festa alla Dioniso, quando con l’agone dello sport tali tipi di feste c’entrano assai poco, si soffre per vincere, non si vince senza soffrire, gli allori sportivi si sudano, come quelli dell’anima.

Siamo vicini alla resa dei conti, siano benedetti questi eventi segreti, la luce non resterà ancora a lungo nascosta sotto il moggio, sia benedetto Dio, Gesù detto il Cristo, che per onorare la Madre- Vergine Maria, verrà a riprendersi il suo RISPETTO: in quanto ai corrotti non mi interessa neanche di che fine vivranno, le mie mani tese vanno verso a chi tende le sue mani per trovarvi i regni del Signore.

Sempre Ave Maria carissimo, e buona ricarica interiore e  buon riposo agostiano.

Giuseppe

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I cristiani in Francia non sono numerosissimi ma veri

Caro Padre Livio,

 Vivo alla periferia di Parigi dal 2016 per motivi di lavoro.

In questi giorni in cui si svolgono i giochi olimpici, mi sono messa in smart working ed ho spento la televisione.

Purtroppo, attraverso internet, sono stata messa comunque al corrente di quello spettacolo osceno che é stato messo in scena durante la cerimonia di apertura dei JO.

La firma satanista era esplicita.

Vorrei dire questo: sì, questa è la Francia. Il wokismo ha preso piede avvalorato dai suoi governanti, in particolare da Macron. La propaganda gender è introdotta fin dalle primissime classi a scuola.

Quando sono arrivata in Francia, mi sono sentita estremamente sola, perché non potevo parlare di religione senza suscitare sorrisini di ilarità e senza che mi si consigliasse che fosse meglio tacere.

Mi dicevo che i francesi erano tutti atei. Perché in Italia non siamo abituati a nasconderci. In Italia anche gli atei possono portare una Croce al collo, se non altro per voler seguire una moda.

Più tardi ho cambiato idea, ci sono dei cristiani in Francia. Sono una minoranza, ma li si trova là dove devono essere : sono presenti alla Messa la domenica. Oppure organizzano delle serate di lode e adorazione nelle chiese, la sera, dopo il lavoro.

Io stessa, ogni due del mese, sono invitata con mia figlia a recitare il rosario per le intenzioni della Madonna di Medjugorje da una coppia di amici che mette a disposizione la propria casa per accoglierci.

In Francia, i cristiani, quando si riconoscono, si sorridono e, a voce bassa si dicono : «Anche io sono cristiano…» E quando dicono questo, significa che sono dei veri cristiani praticanti. Perché ci sono anche quelli di tradizione, che sono stati battezzati, ma che seguono la corrente della propaganda atea francese, restando nella loro piccola zona di confort e cercando di saperne il meno possibile di Gesù, perché, come amano dire: «Gesù ha vissuto più di duemila anni fa. Se fosse nato adesso avrebbe predicato altro. Il mondo si è evoluto».

Chiamano questo sfacelo evoluzione? Ma Gesù é vivo in tutti i tabernacoli delle loro chiese vuote! La sua Parola é immutabile nei secoli!

I cristiani non sono numerosissimi in Francia, ma sono veri, perché qui bisogna veramente volerlo di essere cristiani e si va controcorrente per esserlo. Ma tra loro si riconoscono, si sostengono, pregano gli uni per gli altri e vanno avanti uniti.

E quando si scambiano delle mail o degli sms, concludono dicendo «In unione di preghiera», «Fraternamente», «Che Dio ti benedica»…

E pregano molto per i loro persecutori, perché sì, siamo martirizzati come mi diceva un fratello cristiano che ho conosciuto qualche settimana fa. Non come i martiri dell’antichità, ma siamo comunque isolati, derisi come pazzi, ci obbligano a togliere la Croce dal collo sul posto di lavoro e a non parlare mai di religione.

E nonostante tutto, quando ci ritroviamo, siamo pieni di gioia. Una gioia che qui non si vede in nessuna altra parte.

Concludo, Padre Livio, ringraziandola per il suo apostolato.

La seguo anche dalla Francia, come pure mia figlia Laura

Maria


Cara Maria,

mi ha molo rallegrato la sua testimonianza sulla presenza in Francia di una minoranza cristiana autentica. Siamo di nuovo tornati  in Francia,  come  in molte parti d’’Europa, ai primi secoli del Cristianesimo, quando i seguaci di Cristo erano piccoli gruppi, ben uniti fra loro dai legami della fede, ma guardati con ostilità e persino sanguinosamente perseguitati.

Oggi quelli che ci perseguitano sono i nuovi pagani, che hanno rifiutano la fede, illudendosi di essersi “risvegliati”. Se non si ricrederanno li attende un “risveglio” ben più traumatico. Quello che colpisce è il vuoto e la degradazione spirituale a cui arriva l’uomo quando rimuove Dio dalla sua vita e si mette al suo posto.

D’altra parte si sta notando a Parigi, come a Bruxelles e in altri capitali europee, un aumento significativo dei giovani e degli adulti battezzati durante la veglia del Sabato Santo.

Le cifre incominciano a diventare consistenti: (Secondo i dati della Conferenza episcopale francese, nel 2024 sono stati battezzati 7135 catecumeni adulti, il che costituisce un aumento del 30% rispetto all’anno scorso, quando furono 5463. E nel 36% dei casi i nuovi battezzati hanno tra i 18 e i 25 anni).

Questo conferma quanto noi crediamo e sperimentiamo e cioè che Cristo risorto è vivo ed è presente, ieri, oggi e sempre, e che non vi è altro Salvatore e Signore al di fuori di Lui.

Mi ha molto colpito quello che lei ha detto sul fatto che i cristiani si riconoscono e si ritrovano alla Santa Messa della Domenica. Infatti il cuore pulsante della Chiesa è l’Eucaristia, come ci ha insegnato la Regina della pace, ed è quello il centro di incontro, di attrazione e di vita al quale non possiamo mai mancare.

Il vuoto desolante di una vita senza Dio, che degrada e svuota le persone, se da una parte ci rattrista, dall’altra è un invito alla testimonianza dell’amore e della gioia. La Madonna è qui da così tanto tempo per alimentare questo risveglio insopprimibile della fede in suo Figlio Gesù, via, verità e vita.

Ave Maria

Padre Livio

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La Madonna conferma la sua fiducia nella popolazione di Medjugorje

Carissimo Padre Livio,

grazie per il suo piacevole commento all’ultimo messaggio (25 Luglio 2024), come sempre ricco di reminiscenze del passato di Medjugorje. Mi piacerebbe però sapere per quale motivo lei ha cambiato una parola della traduzione italiana sostituendo “uomini” con “persone”. La cosa mi incuriosisce perché conosco la sua applicazione e precisione.

La saluto caramente!

Angela di Catania


Cara Angela,

innanzi tutto incominciamo col dire che la Madonna dà i messaggi in croato e non in italiano. Come è noto la traduzione in se stessa non è sempre una cosa facile e nel nostro caso viene fatta in una decina di lingue e in tempi piuttosto ristretti.

Per quanto riguarda la parola in questione (Ljude- Ljudi) il suo significato codificato dai vocabolari è “uomini”, “gente”, “persone”. D’altra parte basta andare su Google per accertarsi.

A mio avviso la Madonna nel suo messaggio ha fatto riferimento proprio alla popolazione di Medjugorje, dicendo di loro che sono persone di fede,  speranza e preghiera. E’ indubbiamente un prezioso incoraggiamento dopo le tirate di orecchio precedenti.

Per capire come sia stata “studiata” la parola usata della Madonna (Ljude) propongo questa riflessione tratta da un sito internet, nel quale fra l’altro risulta che  la parola in questione viene tradotta preferibilmente con “persone”:

“Il nome “Ljudi” è di origine slava e può essere trovato in paesi come Serbia, Croazia, Montenegro e Bosnia ed Erzegovina. Questo nome ha una lunga storia e un significato unico che è durato nel corso degli anni. In questo articolo esploreremo l’origine e il significato di “Ljudi” e la sua rilevanza nella cultura slava.

Origine del nome “Ljudi”

Il nome “Ljudi” affonda le sue radici nell’antica lingua slava, parlata dalle tribù slave dell’Europa orientale. Questo nome deriva dalla parola slava “ljub” che significa “amore” o “caro”, e “ljudi” che significa “popolo” o “persone”. Pertanto, il significato originale del nome “Ljudi” può essere interpretato come “amato dal popolo” o “amato dal popolo”.

Gli slavi avevano un forte legame con la natura e la comunità e i nomi che scelsero per i loro figli riflettevano il loro rapporto con l’ambiente. Il nome “Ljudi” è diventato un modo per onorare i membri amati della comunità e trasmettere un senso di appartenenza e amore reciproco.

Significato di “Ljudi” nella cultura slava

Nella cultura slava, i nomi avevano un significato profondo ed erano considerati una parte importante dell’identità personale. Il nome “Ljudi” era visto come simbolo di stima e di affetto verso la persona che lo portava, ed era considerato un onore essere chiamato in questo modo.

Gli slavi attribuivano grande valore alla famiglia e alla comunità e il nome “Ljudi” rifletteva l’importanza di mantenere forti legami con i propri cari e con la società in generale. Questo nome evocava sentimenti di amore e rispetto ed era associato alla gentilezza e alla generosità verso gli altri.

Varianti e popolarità di “Ljudi”

Nel corso degli anni, il nome “Ljudi” ha mantenuto la sua popolarità nei paesi slavi ed è rimasto una scelta comune per i genitori che cercano un nome dal significato profondo e tradizionale. Inoltre, esistono varianti di questo nome in diverse lingue slave, come “Ljudevit” in croato, “Ljudmila” in russo e “Liudvika” in lituano.

Sebbene “Ljudi” possa non essere così comune in altri paesi al di fuori dell’Europa orientale, il suo significato e le sue radici culturali lo rendono unico e significativo in qualsiasi parte del mondo. La globalizzazione ha portato i nomi slavi a diventare più conosciuti in tutto il mondo, il che ha contribuito alla crescente popolarità di “Ljudi” come opzione di nome per i ragazzi.

Personaggi famosi con il nome “Ljudi”

Molti individui hanno portato il nome “Ljudi” nel corso della storia e alcuni di loro si sono distinti in campi diversi e hanno lasciato il segno nella società. Tra loro c’è Ljudi Polika Oljaca, una rinomata artista serba nota per le sue opere e i suoi contributi alla cultura visiva. Anche lo scrittore sloveno Ljudi Knafelj, riconosciuto per la sua letteratura e le sue riflessioni sull’identità slovena.

Queste personalità hanno contribuito a rendere popolare il nome “Ljudi” e hanno dimostrato che questo nome può essere associato al successo, al talento e alla creatività. La sua eredità ha contribuito a rafforzare il significato di “Ljudi” nella società contemporanea e ha dimostrato che questo nome può essere una scelta potente e significativa per chiunque.

Conclusioni

In sintesi, il nome “Ljudi” ha un’origine antica e una ricca storia nella cultura slava. Il suo significato originale di “amato dalla gente” riflette l’importanza della connessione e dell’amore all’interno della società. Nel corso degli anni, “Ljudi” ha mantenuto la sua popolarità e rimane una scelta significativa per i genitori che cercano un nome con profonde radici culturali e significato simbolico.

L’influenza di personalità di spicco con questo nome ha contribuito a rafforzare la sua rilevanza nella società moderna e ha dimostrato che “Ljudi” può essere associato al successo, alla creatività e al contributo della cultura. In definitiva, il nome “Ljudi” continua a essere una parte importante del patrimonio slavo e un simbolo di amore, apprezzamento e appartenenza nella società contemporanea.”

(Sito: nomipropri.eu)

Cara Angela, se sei arrivata fino alla fine ti sarai resa conto con quale divina finezza la Madonna abbia usato la parola in questione per significare quanto ama i suoi cari figli che ha scelto.

Ave Maria

Padre Livio

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Cerimonia di apertura delle Olimpiadi a Parigi: Il tripudio del paganesimo

Caro Padre

Ho visto in tv la cerimonia di apertura dei giochi Olimpici ( 26 Luglio 2024). Non saprei bene come definirla: forse una messa in scena di  generi trash e kitsch, di pessimo gusto anche artistico. O meglio, un misto tra un gay pride ed un sabba satanico, visto anche l’abbondanza di simbolismi demoniaci mostrati. Se la cerimonia di Atlanta 1996 passò alla storia per l’immagine toccante e commovente di un Cassius Clay malato di parkinson, che tutto tremante accendeva con la fiaccola il braciere olimpico, questa edizione di Parigi per cosa sarà ricordata? Per la testa mozzata di Maria Antonietta che canta un lugubre brano heavy metal?  Per la blasfema rappresentazione dell’Ultima Cena con Gesù e apostoli travestiti da drag queen?

 L’immagine in mondovisione dei vari Capi di Stato bagnati fradici, tra cui il nostro Mattarella, abbandonati senza riparo al diluvio che incombeva, mentre Messieur le Président se la rideva nell’unico palco al riparo, è stata poi senza dubbio una figuraccia di palta planetaria per tutta l’organizzazione.

L’unica soddisfazione che ho provato è stata vedere che il diluvio ha spento i fuochi d’artificio e annacquato le scenografie orgiastiche dei vari nani, ballerine, travestiti, saltimbanchi e giullari che in teoria avrebbero dovuto rappresentare la grandeur francese… dopo un’ora di diluvio sembravano tanti pulcini bagnati che ricordavano le superstiti sbandate truppe napoleoniche in ritirata dalla Russia…

Direi che anche il Cielo, con quel meteo inclemente, ha espresso sommessamente il suo giudizio..

Sono curioso di ascoltare il suo commento nel programma di domani.

La saluto caramente e la ringrazio per la sua instancabile opera di evangelizzazione attraverso questo strumento meraviglioso di Radio Maria, che lei ha fondato e che lei dirige ancora con mano fermissima e fedeltà incondizionata a Maria e al magistero della Chiesa. Coraggio: nonostante la sua non più verde età penso dovrà ancora sobbarcarsi l’onere e l’onore di un generale che ci guida, noi soldati semplici delle legioni mariane, nella inevitabile e vittoriosa battaglia che ci aspetta, prima del meritato eterno riposo.

 Eugenio da Dronero (Cn)


Caro Eugenio,

lo spettacolo della inaugurazione delle Olimpiadi ha impressionato molti cristiani nel constatare il fatto innegabile che l’Occidente, in particolare l’Europa, non solo si è liberato del Cristianesimo, ma ha già incominciato a irriderlo e a disprezzarlo e forse presto  passerà alla persecuzione.

Questo però lo ha anticipato la Regina della pace, quando ha detto che siamo diventati pagani.

In tutto l’arco di tempo della sua presenza la Madonna si è adoperata per risvegliare la fede che si stava rapidamente eclissando. Il processo è stato veloce e quasi inarrestabile.

Tuttavia la Madonna, con la sua  lunga presenza a Medjugorje, con apparizioni quotidiane e una evangelizzazione  costante e capillare,  ha impedito il crollo della fede, creando un po’ ovunque delle minoranza tenaci e coraggiose che fanno ben sperare.

La Madonna nei suoi messaggi è in primo luogo preoccupata che queste schiere militanti, che sta suscitando, siano attive e vigorose, nella preghiera e nelle opere, senza farsi impressionare dell’arroganza di satana che si illude di trionfare.

Noi dobbiamo restare concentrati sul piano di Maria, cercando di esserne  gli interpreti fedeli e decisi, senza farsi impressionare dalla prosopopea del principe delle tenebre, destinato a sgonfiarsi ogni volta che trova un vero cristiano.

Le cronache ci dicono che in Francia, nella notte del sabato santo, sono stati  battezzata migliaia di cristiani, molto più  dell’anno precedente e questa  spiega la rabbia di satana e le sue pagliacciate  lungo le rive della Senna.

(Secondo i dati della Conferenza episcopale francese, nel 2024 sono stati battezzati 7135 catecumeni adulti, il che costituisce un aumento del 30% rispetto all’anno scorso, quando furono 5463. E nel 36% dei casi i nuovi battezzati hanno tra i 18 e i 25 anni).

Perciò non lasciamoci impressionare dai fuochi d’artificio dell’impero delle tenebre, che ha i giorni contati e che sta marcendo nel suo putridume dorato.

Noi, figli di Maria, facciamoci guidare dalla fierezza di esser suoi! Armiamoci con la Croce e con la Corona del Rosario e combattiamo la santa battaglia della fede, della speranza e della carità.

Che tristezza rimanere impantanati nella palude del calcolo e della mediocrità e sentire la condanna di Cristo, al termine di una vita fallimentare!

Questa è l’ora dell’impero delle tenebre, ma è soprattutto l’ora di Maria ed è quindi anche la nostra  ora.

Ave Maria

Padre Livio

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

: La preghiera e le “Dio-incidenze”

 Caro Padre Livio, sono una nuova ascoltatrice che sta seguendo con gran de fervore e in comunione di preghiera i messaggi della Regina della Pace e le sue catechesi giornaliere che, in un periodo di grande bisogno di conforto per l’ anima, rappresentano una guida e un sostegno indispensabili insieme alla  lettura dei suoi preziosi libri.

Questo forte avvicinamento personale alla Madre Celeste ha coinciso, attraverso Radio Maria, ad un spontaneo e fruttuoso risveglio della  preghiera nei confronti di persone a me vicine che si sono ritrovate per “Dio-incidenza” a recitare il rosario ogni giorno.

Questo credo sia una meraviglia e posso testimoniare davvero che il Signore sta operando nelle famiglie. La nostra Mamma vuole la pace nelle nostre case e silenziosamente e dolcemente entra nelle nostre vita se le apriamo le porte.

Vorrei davvero esortare chi è scoraggiato nella preghiera a ostinarsi a continuare con ancora più forza perché il nostro esercito si sta davvero componendo!

Con grande stima  

Lia da Taranto


Cara Lia,

mi hanno molto colpito le sue parole che hanno messo in luce la misteriosa azione della grazia che silenziosamente conquista i cuori.

L’inizio è sempre il proprio cuore che sente la chiamata di Dio ad aprirsi e mi incoraggia non poco il fatto che Radio Maria ne sia stato lo strumento.

Tuttavia l’opera dello Spirito Santo non si ferma, ma si espande da cuore a cuore, conquistando altre persone grazie alla nostra disponibilità.

Lo strumento che lega queste esperienze è la preghiera che fortifica e arricchisce e prepara con discrezione nuove conquiste.

In questo modo l’opera misteriosa ma efficace della grazia guarisce i cuori, sana le ferite famigliari e prepara gli apostoli che con Maria conquisteranno il mondo.

La Regina della pace non solo esorta alla preghiera in famiglia, ma sollecita le famiglie ad unirsi in gruppi di preghiera, perché saranno queste cellule indistruttibili della Chiesa che resisteranno alla furia del maligno.

Quello che tu hai descritto è il modo con cui Dio incide nella Storia della Redenzione, dove tutto inizia nel silenzio della casa di Nazareth e prosegue con la visita di Maria alla cugina Elisabetta, coinvolgendo via via gli umili e i semplici.

E’ una storia che continua inarrestabile nel frastuono e nel disprezzo dei supponenti, che tuttavia collasseranno  su se stessi, perché nulla regge se Dio non lo sorregge.

Coraggio, perché le opere di Dio si realizzano nell’umiltà e nella perseveranza.

Ave Maria

Padre Livio

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