Categoria: CATECHESI DI PADRE LIVIO Pagina 243 di 269

La Chiesa nostra speranza
Cari amici, in questi giorni in cui la Santa Famiglia di Nazareth è più che mai l’immagine della Chiesa, vorrei presentarvi alcuni brani del mio libro “La Chiesa è indistruttibile” che uscirà a fine Gennaio 2024.
Vostro Padre Livio
La crisi di fede che contrassegna il nostro tempo può essere sintetizzata nello spettacolo che possiamo constatare ogni giorno: le chiese semivuote e i supermercati affollati anche di Domenica. Questa immagine rivela nel medesimo tempo la decadenza di una civiltà che ha fatto del corpo il suo “dio” e dell’effimero il suo nutrimento. Infatti, che cosa potrebbe offrire la Chiesa a una visione del mondo secondo la quale l’uomo viene dalla terra e ritorna alla terra? L’uomo, come effetto ultimo dell’evoluzione della materia, viene ritenuto un dogma assoluto dalla nuova religione atea e materialistica, che nega l’anima spirituale e immortale.
Nella storia delle civiltà la natura umana è sempre stata considerata a due dimensioni, il corpo proveniente dalla terra e l’anima scaturita dalla divinità. L’affermazione biblica che Dio, per creare l’uomo, ha immesso il soffio del suo spirito nella polvere della terra può essere ritenuta una verità presente, sia pure con formulazioni diverse, nella quasi totalità delle religioni. “Il pensiero unico” che, a partire dall’Occidente, cerca di dominare il mondo, riduce l’uomo a un elemento della materia non diverso dagli altri. Quale speranza può offrire questa prospettiva se non una vita inutile e senza futuro?
Il cambiamento di visione della vita che si è imposto in questi ultimi decenni, soprattutto grazie alla penetrazione capillare dei mass media, ha fatto dell’uomo un produttore e un consumatore di effimero, rinchiudendo la sua esistenza nell’ambito oscuro della finitezza e rimuovendo dalla sua prospettiva l’orizzonte dell’eternità. Questo cambiamento radicale lo possiamo toccare se accostiamo una persona anziana a una di mezza età. La prima guarda alla morte come il termine di un cammino che porta all’eternità. La seconda al contrario cerca di rimuovere la prospettiva della morte e la vive come una resa al nulla che incombe. La “colonizzazione ideologica” che ha sostituito il cristianesimo con una pseudo-scienza che riduce l’uomo a un animale, ha tolto alla vita la prospettiva dell’immortalità.
La vita, invece di essere un pellegrinaggio verso la pienezza della gioia, diviene un corsa forsennata in un labirinto oscuro e senza speranza di uscita. C’è da chiedersi quanto potrà resistere la nuova generazione all’oppressione di questa ideologia soffocante, che degrada la vita umana, la riduce a un fenomeno passeggero e mortifica i desideri più profondi del cuore umano. Neppure un controllo assoluto della società, con i mezzi sofisticati di cui il potere dispone, potrebbe impedire una rivolta incontenibile in nome della dignità della persona umana.
Nel corso della storia le religioni e le filosofie si possono configurare come tentativi per riscattare la miseria della condizione umana contrassegnata dalla sofferenza, dal male e soprattutto dalla morte. In qualunque situazione sociale l’uomo viva, sia ricco che povero, istruito o ignorante, sano o malato, si trova nella necessità di cercare una salvezza da flagelli ben più gravi che minacciano la sua vita e contro i quali può fare poco o nulla. Di qui l’esigenza di chiedere aiuto a chi lo può dare senza illudere e senza ingannare. La via che porta a Dio, per quanto imperfettamente conosciuto, nasce da questo bisogno che non si attenua mai e che attraversa tutte le civiltà.
La diversità del cristianesimo rispetto a questo anelito verso la salvezza sta nel fatto che essa è un dono di Dio, che si è fatto carico della condizione esistenziale dell’uomo e l’ha redenta. Questo è il tesoro che la Chiesa porta con sé nel suo pellegrinaggio nella storia e che distribuisce a tutti gli uomini con pari generosità. Sarebbe una catastrofe, in ogni caso da escludere, se la Chiesa si dimenticasse del suo deposito insostituibile di grazia e inseguisse la nuova Era nella ricerca di soluzioni alternative, foriere di sofferenze inimmaginabili e di rovina certa.
L’inizio del nuovo millennio può essere indicato come il punto di arrivo dell’apostasia globale, col conseguente cambio di religione, favorito dal “nuovo totalitarismo”. Forse a questo voleva alludere la Regina della pace quando, il primo giorno del secolo, svelava che “Satana è sciolto dalle catene”. In questo periodo il principe della menzogna ha dispiegato tutto la sua capacità di seduzione, attaccando la Chiesa non solo dall’esterno, ma anche dall’interno, dissolvendo la fede e con essa il patrimonio di valori che nei secoli ha elevato la società, facendo crescere le persone e l’insieme della civiltà. La rivoluzione in atto ha mostrato il suo volto radicalmente anticristiano, in quanto è determinata a fare dell’uomo il padrone del mondo. In realtà il padrone vero del mondo è “mammona”, al quale tutto viene finalizzato con una logica rigorosa e impietosa. La vita umana deve essere indirizzata a questo obbiettivo, nel quale satana si incarna, tenendo in pugno il mondo intero. Quando una persona non serve per raggiungere questo traguardo, viene prima scartata e quanto prima eliminata. L’uomo non viene considerato nella sua dignità, così come la fede cristiana l’ha messa in luce, ma nella su
In ultima istanza chi è l’uomo nel tempo del “pensiero unico”, nell’era del “risveglio”, della “cancellazione” della civiltà cristiana e delle conquiste del “trans-umanesimo”? E’ ancora una persona con una libertà, una moralità e un destino, oppure è un simil-oggetto da utilizzare e da accantonare accanto a tanti altri, che sono costruiti secondo i programmi della “nuova creazione”? Mentre le illusioni del falsario e le promesse degli incantatori tengono banco su tutti mass media, la realtà della vita mostra il suo volto feroce e insopportabile. Chi ha la sventura, o forse la grazia, di nascere in questo frangente della storia, che l’Onnipotente non mancherà di abbreviare, viene subito confezionato secondo le direttive del nuovo potere assoluto e onnipresente, in modo che non pensi diversamente da ciò che è stabilito, non ci si muova se non nelle strettoie del labirinto, non cada nell’errore imperdonabile di usare la libertà, non si ponga gli interrogativi che inquietano, i dubbi che mettono in questione, le rivendicazioni che minacciano la stabilità.
Dal momento del concepimento fino all’ultimo respiro ogni essere umano deve essere programmato accuratamente, incastrato nell’ingranaggio, riparato e oliato se necessario, eliminato se scadente, gettato nell’inceneritore se improduttivo. Penserai che sono esagerato. Lo pensi perché non conosci la storia dell’umanità. Il principe di questo mondo ha sempre cercata di trasformarla in un girono infernale, ma non aveva mezzi adatti per arrivare a dove vuole arrivare. Ora ne ha in abbondanza e si chiamano “conquiste della scienza e della tecnica”, con le quali può asservire le nostre vite e distruggerle insieme al pianeta sul quale viviamo.
Stiamo entrando in un era infernale, come era prevedibile nel momento in cui è stato rigettato il Dio dell’amore e della pace. La conseguenza più tragica è la riduzione dell’uomo al suo corpo, a un prodotto della materia, a un oggetto da utilizzare. Nessuno è più al sicuro in questa società dove, insieme al Creatore, sono state espulse la verità, la moralità e la libertà. La falsa luce che acceca impedisce alle moltitudini di vedere ciò che si sta preparando e che già si sta manifestando. La stessa pandemia viene utilizzata per accelerare il nuovo mondo dell’onnipotenza umana. In questo contesto la Chiesa rimane l’unica ancora di speranza a cui l’umanità può aggrapparsi.
Deve però essere la Chiesa che è il sale della terra e la luce del mondo. Deve essere la Chiesa che testimonia la Verità con coraggio, senza complessi di sudditanza nei confronti delle nuove ideologie del male. Deve essere una Chiesa che non teme la persecuzione e il martirio, nella certezza che le porte dell’inferno non prevarranno. Deve essere una Chiesa che indica l’unica strada verso il futuro, chiamando gli uomini alla conversione.
In soccorso della Chiesa è venuta Maria, che sta portando a termine la sua strategia di salvezza con la lunga presenza a Medjugorje. La Regina della pace è venuta a chiamare l’umanità alla conversione per l’ultima volta ed è ben decisa ad assestare un colpo di grazia alle potenze del male, che tentano di riprendersi il mondo redento da Cristo. La Madre sta chiamando a raccolta tutti i suoi figli per la grande battaglia contro l’impero delle tenebre che vuole distruggere la mirabile opera divina della creazione e della redenzione. Siamo a un passaggio critico della Storia della Salvezza: è il tempo dell’Apocalisse, di “Satana sciolto dalle catene” e della “Donna vestita di sole”, della lotta fra la Chiesa del Cielo e della terra contro le orde della superbia e dell’impenitenza.

Cari amici, in questi giorni in cui la Santa Famiglia di Nazareth è più che mai l’immagine della Chiesa, vorrei presentarvi alcuni brani del mio libro “La Chiesa è indistruttibile” che uscirà a fine Gennaio 2024.
Vostro Padre Livio
La Chiesa nostra guida
La ventata di paganesimo che si è abbattuta sui paesi di antica cristianità, indebolendo ed emarginando la Chiesa, ha privato il mondo di una guida assolutamente necessaria, disposta da Dio per navigare verso un futuro di prosperità e di pace. Ora l’umanità è come “una nave senza nocchiero, in gran tempesta” (Dante) che si scopre improvvisamente incagliata, incapace di ripartire e di darsi una direzione. Prima della Divina Rivelazione, attraverso la quale Dio ha comunicato all’uomo i suoi progetti di salvezza, l’umanità era avvolta nelle tenebre dell’ignoranza, incapace di decifrare il mistero dell’universo e della storia. Nessuna delle religioni apparse sulla faccia della terra è stata in grado di rispondere agli interrogativi insopprimibili, che riguardano il senso della vita, le nostre origini e il nostro destino. Il cammino umano è proceduto in una selva oscura, nella quale la luce fioca della ragione ha stento ha assicurato la sopravvivenza. Da sempre l’uomo si è posto le domande fondamentali, come emerge dalle molteplici civiltà sparse nel globo, ma mai è riuscito a darsi risposte certe ed esaurienti. Per illuminare il cammino, Dio stesso è intervenuto, per mezzo di uomini da Lui scelti, per comunicare la sua Parola di verità e aprire le porte del mistero nascosto.
La diversità del Cristianesimo da tutte le altre visioni del mondo e della vita sta proprio in questo punto focale che separa l’’umano e il divino, ciò che gli uomini riescono a comprendere con la ragione e ciò che invece ricevono dall’alto come un dono. Non vi è dubbio che le religioni, le filosofie e le scienze, che hanno accompagnato l’uomo nel suo pellegrinaggio, siano conquiste preziose, che dimostrano la superiorità dell’uomo su tutto ciò che esiste nel cosmo, ma alla fine i risultati sono modesti. Priva della Parola di Dio, raccolta nella Sacra Scrittura e affidata all’insegnamento della Chiesa, l’umanità si trova in un vicolo oscuro, senza risposte e senza certezze, piena di angosce e di paure, come in particolare lo è oggi, dopo che si è risvegliata ed emancipata, come si afferma orgogliosamente.
In realtà , dopo l’abbandono della Verità rivelata, siamo entrati nella babele delle lingue, nello scetticismo e nel nichilismo universali. L’abbandono della Verità che viene da Dio, e che si è fatta carne in Gesù Cristo, sta creando nel mondo una vera e propria catastrofe storica ed esistenziale. Nessuno sa nulla né di se stesso né del destino comune. Il vero e il falso, il bene e il male hanno abbattuto i reciproci confini e si sono mescolati perdendo la loro identità. Alla fine domina solo la forza, che si impone sovrana su tutto, e che comporta la perdita conseguente delle libertà.
La Chiesa ha guidato l’umanità per due millenni, estendendosi in ogni parte della terra e divenendo luce delle genti. Diversamente dalle varie religioni, la Chiesa pur essendo fatta da uomini è di origine divina. Questo la pone come punto di riferimento universale voluto da Dio, perché il mondo possa avere un futuro e gli uomini si possano salvare. Infatti la nascita della Chiesa coincide con l’evento centrale della storia umana, che è l’incarnazione del Verbo, eternamente generato dal Padre, che si è fatto uomo nel grembo della Vergine Maria. Gesù Cristo, il Figlio di Dio e di Maria, è la luce che illumina il mistero del mondo e la sorgente universale di grazia e di salvezza. E’ nella persona, nella vita e nelle parole di Gesù Cristo che tutto ciò che esiste ha la sua ragion d’essere e la sua consistenza. In Lui la vita umana scopre la sua grandezza, la sua bellezza e il suo senso. Cristo risorto nella gloria è il Re universale, nelle cui mani sta ogni cosa, ogni vita, ogni tempo. Nessuno potrebbe abbattere la sua signoria, spegnere la sua luce, dissacrare e distruggere la sua opera di redenzione.
Cristo, che già nei suoi tre anni di missione pubblica sulla terra, ha fondato la Chiesa affidandole tutti i suoi poteri, la accompagna nel corso della storia ed è presente in essa, guidandola, vivificandola, e santificandola, tanto da poter affermare che senza di Lui la Chiesa sarebbe un corpo morto, come tutte le realtà di questo mondo che passa. Ritornando in Cielo dopo la sua gloriosa resurrezione, Cristo ha assicurato la sua presenza nella Chiesa e attraverso di essa rinnova l’umanità e la guida fino al compimento della storia. Nessun’altra realtà umana può adempiere a questo compito perché, senza la luce e la grazia di Cristo, nel mondo regnano le tenebre e la morte.
Se solo guardiamo all’esito della scristianizzazione che si è diffusa in tutto l’Occidente in questo ultimo secolo, ci rendiamo conto quanto la potenza del male possa far deviare gli uomini e i popoli, fino a condurli sull’orlo dell’autodistruzione. L’imperversare delle ideologie anticristiane, che hanno devastato l’umanità nel tempo delle due guerre mondiali, dimostra che senza la Chiesa si spegne non solo la luce della fede, ma anche quella della ragione. Il tentativo attuale di costruire un mondo senza Dio, cercando con ogni pressione di mondanizzare la Chiesa e di emarginarne la parte più fedele e combattiva, coincide con una crisi dei valori che sta portando il mondo alla rovina.
Possiamo affermare con certezza che senza la Chiesa il mondo non ha un futuro. La sua forza non dipende dagli uomini che ne fanno parte, ma dalla presenza del Risorto, che istruisce con la sua parola e che santifica con la sua grazia. Non è affatto un azzardo sostenere che, senza la guida della Chiesa, l’umanità è destinata a perire, perché satana la svia e la mette sulla sua via, che porta alla rovina certa nel tempo e nell’eternità. Serve a poco sollevare l’obiezione che anche la Chiesa ha avuto ed ha i suoi peccatori e i suoi traditori, anche fra i consacrati, scelti da Cristo per questo compito sublime.
Essi non saranno mai in grado di vanificare la sua presenza, come l’anima accecata di Giuda e quella tremula degli apostoli non poterono impedire il compimento della redenzione. Infatti nella Chiesa opera lo Spirito Santo che suscita incessantemente virgulti di sapienza e di santità e che impediscono al peccato e alla tenebra di prevalere. Oggi in particolare, nonostante che non pochi siano presenti nella Chiesa come se fosse una istituzione umana, l’annuncio di Cristo è l’unica via di salvezza per il mondo. Infatti solo l’appello alla conversione al Dio della pace e dell’amore può salvare dalla catastrofe l’attuale generazione, che ha rinnegato la fede e la croce e che si è messa al posto di Dio.
Rifletti, caro amico, chi oggi sarebbe in grado di guidare il mondo verso il futuro in questa situazione globale di confusione, dovuta a un accecamento spirituale senza precedenti? “Il nuovo totalitarismo”, come lo ha definito S. Giovanni Paolo II, ha rigettato la fede e la visione cristiana del mondo e della vita, sostituendole con una pseudo-scienza di impronta atea e materialista, imposta ovunque come una nuova religione messianica. La nuova era dell’umanità passa attraverso la guerra al Dio della Rivelazione , per affermare la sovranità dell’uomo, la supremazia del suo sapere, la capacità dei suoi mezzi per conseguire la salvezza e per dare inizio a una nuova creazione.
Questo comporta non solo il rifiuto del Cristianesimo, ma ancor più la negazione della Chiesa come luce delle genti e il suo ruolo di nocchiero nell’oceano agitato della storia. Che cosa potrebbe fare la Chiesa in questa situazione nella quale l’assuefazione globale alle tenebre ha offuscato gli occhi degli umani, come avviene ai volatili che vivono in caverna? L’unica opzione che ha davanti, la sola strada che deve percorrere, è quella della testimonianza intrepida di Colui che è la Via, la Verità e la Vita, perché questa è la ragione del suo esistere e la garanzia della sua vittoria.
E’ bastato un virus invisibile per mandare il mondo in confusione, per far vacillare le sue certezze e per mostrare i limiti della “scienza”, elevata a rango di nuova divinità. Mai, come in questo passaggio storico, il mondo ha avuto bisogno di Cristo, unico Signore e Salvatore. Senza di lui e la sua grazia il mondo non ha né futuro né salvezza eterna. E’ compito della Chiesa proclamarlo con coraggio

Cari amici, in questi giorni in cui la Santa Famiglia di Nazareth è più che mai l’immagine della Chiesa, vorrei presentarvi alcuni brani del mio libro “La Chiesa è indistruttibile” che uscirà a fine Gennaio 2024.
Vostro Padre Livio
La Chiesa nostra madre (1)
Il libro che mi accingo a scrivere vuole essere innanzi tutto un ringraziamento al Signore per il dono della Chiesa, alla quale ha assicurato il suo sostegno fino al suo ritorno glorioso sulle nubi del cielo. Nel medesimo tempo è un atto di amore e di gratitudine alla Chiesa, nella quale col sacramento del Battesimo sono entrato a far parte una settimana dopo la mia nascita. Mi chiedo che cosa sarebbe stato della mia vita se non fossi salito su questa barca inaffondabile, con la quale ho affrontato una navigazione lunga e pericolosa verso il porto di luce dell’eternità.
Con l’offuscamento della fede che caratterizza la nostra generazione, abbiamo perso la capacità di guardare alla Chiesa con una prospettiva soprannaturale. Ne vediamo l’aspetto umano, quello visibile, e lo giudichiamo come le istituzioni mondane, con le loro imperfezioni e i loro limiti, disponibili più a criticarle che a sostenerle. Non siamo più capaci invece di andare oltre e cogliere, nella luce della fede, il mistero della Chiesa, che è il prolungamento di Cristo stesso, della sua umanità congiunta intimamente alla sua divinità. La Chiesa, confinata nell’ambito delle cose che passano, diviene così oggetto di critica, di disaffezione e di manipolazione.
Non ci siamo ancora resi conto quali devastazioni stia provocando la crisi della fede che ha investito il nostro tempo e che rischia di sgretolare la Chiesa fin dalle fondamenta. La negazione del mistero di Dio, Santissima Trinità, e di Cristo vero uomo e vero Dio, provoca inevitabilmente una ferita mortale al cuore della Chiesa, che verrebbe a mancare di ciò che la fonda, la sostiene e la mantiene viva. Come il corpo non può vivere senza l’anima, così la Chiesa non può sussistere senza la sua dimensione soprannaturale e divina. Nella misura in cui la Chiesa perde la fede, perde anche se stessa. Non potrà mai esserci una Chiesa senza la presenza di Cristo e dell’Eucaristia. Laddove la fede su è dissolta, la Chiesa è sparita. Inutilmente si tenta di trasformare la Chiesa in una istituzione umana, sia pure con finalità religiose. Sradicata da Cristo diventerebbe un tronco secco, incapace di dare frutti.
E’ quindi impossibile guardare alla Chiesa senza la luce della fede. Eppure è ciò che si fa comunemente, con il risultato di una disaffezione, di una critica e di un abbandono crescenti. Il parlar male della Chiesa, a tutti i livelli, dai pettegolezzi parrocchiali alle campagne di discredito orchestrate dai mass- media, fino a malignità e denigrazioni pseudo culturali, è divenuta una abitudine che trova consenso e complicità diffusi. Persino nella Chiesa si parla male della Chiesa e non si perde occasione di chiedere perdono al mondo per i propri peccati. Lo smarrimento è grande e rischia che le pecore vaghino qua e là, dove i lupi le aspettano, invece di cercare rifugio nell’ ovile santo, come la Madonna definisce la Chiesa in una sua apparizione. A nessuno viene in mente che Gesù ci ha messo in guarda dal nemico che nell’oscurità sparge zizzania a piene mani?
Eppure basterebbe solo un po’ di buon senso per comprendere la grazia straordinaria di essere nati in una famiglia cristiana, che ci ha introdotti in questa corte celeste, formata da una moltitudine immensa di angeli e di anime sante, a partire dalle origini della storia umana fino ai nostri giorni. Uno stuolo glorioso di cuori che amano Dio e cantano le sue lodi per la sua infinita misericordia. L’ingresso nella Chiesa nel giorno del Battesimo è stato il momento più grande della nostra esistenza, non inferiore a quello del concepimento, quando la potenza di Dio ha tratto dal nulla la nostra anima immortale. Con quella semplice liturgia siamo nati una seconda volta, una nascita nello Spirito, con la quale siamo diventati figli di Dio, cittadini del Cielo, eredi della gloria futura. Potevamo avere un dono più grande e più immeritato, ma tuttavia ignorato e persino disprezzato ?
Nascendo ti sei trovato una caverna oscura, piena di insidie e senza vie di uscita, perché tale è la condizione dell’uomo sulla terra. Avresti potuto restare in questa condizione miserabile per tutta vita. Ma ecco che sei stato portato in una reggia, piena di luce e di conforto, non come un servo, ma come un figlio che può disporre di tutte le ricchezze della casa regale. Hai rimosso dalla tua memoria questo evento unico della tua vita, che la eleva, la nobilita e la proietta nell’eternità? Non sai che hai impresso sulla tua anima il sigillo della divina figliolanza e che, entrando nella Chiesa, sei divenuto membro della famiglia di Dio, con un legame molto più forte e duraturo di quelli della carne e del sangue? Il dono di essere entrato in questa famiglia divina dove Cristo abita con la sua gloria e di poter attingere alle fonti inesauribili della sua Parola e della sua grazia andava accolto, apprezzato e fatto fruttificare. Invece lo hai rimosso dalla tua vita, come le cose vecchie inutili. Hai preferito altre frequentazioni, altre compagnie, altri obbiettivi di vita. Su quali strade hai camminato, quali luoghi di ritrovo hai frequentato, quali pulpiti hai ascoltato? Continuando a vagare qua e là, che cosa risponderai al Padrone quando ti chiederà conto dei talenti che ha messo nelle tue mani? ?
La Chiesa, caro amico, è una casa nella quale puoi abitare stabilmente, al sicuro dalle intemperie del mondo e della vita, senza che nessuno ti dia lo sfratto. E’ una famiglia nella quale troverai sempre dei fratelli e delle sorelle con i quali condividere le fatiche e i problemi della giornata. E’ una madre che, dopo averti generato alla vita soprannaturale, ti nutre , ti accompagna e ti guida fino al traguardo finale. Devi imparare a guardare alla Chiesa con gli occhi di un figlio che guarda alla madre. Infatti, dopo che sei entrato in questa divina famiglia, la Chiesa non si è disinteressata di te, lasciandoti solo nella navigazione agitata del tempo. Ma ha provveduto a farti crescere e a fortificarti, perché la tua fede crescesse e diventasse la luce della tua vita.
Ti ha portato alle fonti della grazia con i sacramenti della Confessione, dell’Eucaristia e della Cresima. Ti ha aiutato a scoprire la tua vocazione e la tua missione, in modo particolare col Sacramento del matrimonio, grazie al quale hai potuto formare una famiglia cristiana e cooperare con Dio all’opera della creazione e della redenzione. Ti ha aiutato a rialzarti ogni volta ogni volta che sei caduto a causa delle tue debolezze e a ritrovare la strada ogni volta che il nemico ti ha fatto deviare dal retto cammino. E’ solo la Chiesa, madre sempre presente, che ti è vicina negli ultimi istanti della vita, quando conterà soltanto il pentimento dei peccati e la grazia del perdono, prima di comparire alla presenza del Signore. Chi, se non la Chiesa, potrà dire ai tuoi cari, le parole della speranza nella vita eterna e dare il conforto di un arrivederci nella gloria del Cielo?
La Chiesa nella sua storia bimillenaria è stato una madre inestimabile e insostituibile, che si è presa cura di innumerevoli persone, appartenenti ai più diversi popoli, diffusi in ogni parte della terra. Non ha mai discriminato nessuno, non ha mai allontanato nessuno, ma si è sempre presa cura di tutti. Spesso osteggiata e perseguitata, ha sempre risposto al male col bene, all’odio con l’amore, alla prepotenza con la mitezza. Ha pregato per i suoi persecutori, concedendo loro la grazia del perdono e della riconciliazione con Dio. Quante volte ha presentato l’altra guancia, pur ricevendo percosse gratuite e sprezzanti? Quante volte è stata in prima schiera nel tempo di calamità, di privazioni, di disordini e di guerre? Poteva fare di più questa madre che Cristo ci ha donato, perché ci assicurasse la sua divina presenza e non fossimo soli, senza guida e senza aiuti, nel cammino della vita?
La presenza della Chiesa è un baluardo invincibile contro il potere delle tenebre, determinato a riprendere il dominio del mondo, dopo la vittoria della Croce. Laddove la Chiesa arretra, avanza la barbarie, la degradazione e il disordine. Laddove si spegne la luce del vangelo, si diffonde la tenebra dell’ignoranza e dell’errore. Laddove la legge di Dio viene abolita, si afferma l’arbitrio e la violenza. Nel corso della storia la Chiesa è sempre stata garanzia di umanità e di libertà, di progresso e di civiltà. Nel tempo in cui le chiese si svuotano, i cristiani latitano e la fede vacilla, dove troveranno “i nuovi pagani” un’altra madre che li preservi dal caos che incombe?