La Chiesa nostra speranza

Cari amici, in questi giorni in cui la Santa Famiglia di Nazareth è più che mai l’immagine della Chiesa, vorrei presentarvi alcuni brani del mio libro “La Chiesa è indistruttibile” che uscirà a fine Gennaio 2024.

Vostro Padre Livio

La crisi  di fede  che contrassegna  il nostro tempo può essere  sintetizzata nello spettacolo che possiamo constatare  ogni giorno:  le chiese semivuote  e i supermercati affollati anche di Domenica. Questa  immagine rivela   nel medesimo tempo la decadenza di una civiltà  che ha fatto  del corpo il  suo “dio” e dell’effimero il suo nutrimento. Infatti, che cosa  potrebbe offrire  la Chiesa a una visione del mondo secondo la quale l’uomo viene dalla terra e ritorna alla terra? L’uomo, come effetto ultimo dell’evoluzione della materia, viene ritenuto un dogma assoluto dalla nuova  religione atea e materialistica, che  nega  l’anima spirituale  e  immortale.

Nella storia delle civiltà la natura umana è sempre stata considerata a due dimensioni, il  corpo proveniente dalla terra e l’anima scaturita dalla divinità.  L’affermazione biblica che Dio, per creare l’uomo, ha immesso il soffio del suo spirito nella  polvere della terra può essere ritenuta una verità  presente,  sia pure con formulazioni diverse, nella quasi totalità delle  religioni. “Il pensiero unico” che, a partire  dall’Occidente, cerca di dominare il mondo, riduce  l’uomo a un elemento della materia  non diverso dagli altri. Quale speranza può offrire questa prospettiva se non  una vita inutile e senza futuro?

Il  cambiamento di visione della vita che si è imposto  in questi ultimi decenni, soprattutto grazie alla penetrazione capillare dei  mass  media, ha fatto dell’uomo un produttore e un consumatore di effimero, rinchiudendo la sua esistenza nell’ambito oscuro della finitezza e rimuovendo dalla sua prospettiva  l’orizzonte dell’eternità. Questo cambiamento radicale lo possiamo toccare se accostiamo una persona anziana a una   di mezza età.  La prima guarda alla morte come il termine di un cammino che porta  all’eternità. La seconda al contrario cerca di rimuovere  la prospettiva della  morte e la vive come una resa al  nulla che incombe. La “colonizzazione ideologica” che ha sostituito il cristianesimo con una pseudo-scienza che riduce   l’uomo a un animale,  ha tolto alla vita la prospettiva dell’immortalità.

La vita,  invece di essere  un pellegrinaggio verso la   pienezza  della gioia, diviene un corsa  forsennata  in un labirinto oscuro e senza  speranza  di  uscita. C’è  da chiedersi quanto potrà resistere la nuova generazione all’oppressione di questa  ideologia soffocante, che degrada la vita umana,  la riduce a un fenomeno passeggero e mortifica i desideri più  profondi del cuore umano. Neppure un controllo assoluto della società, con i mezzi sofisticati di cui il potere dispone, potrebbe impedire una rivolta incontenibile in nome della dignità della persona umana.

Nel  corso della storia le religioni e le filosofie si possono configurare come tentativi per riscattare la miseria della condizione umana   contrassegnata dalla sofferenza, dal male e soprattutto dalla morte. In qualunque situazione sociale l’uomo viva, sia ricco  che povero,  istruito o ignorante, sano o malato, si trova nella necessità di cercare una salvezza da flagelli  ben più gravi che minacciano la sua vita e contro i quali può fare poco o nulla. Di qui l’esigenza di chiedere aiuto a chi lo può dare senza illudere e senza ingannare. La  via che porta a Dio, per  quanto imperfettamente conosciuto, nasce da questo bisogno che non si attenua mai e che attraversa tutte  le civiltà.

La diversità del cristianesimo rispetto a questo anelito verso  la  salvezza sta nel fatto che essa è  un dono di Dio, che si è fatto carico della  condizione esistenziale dell’uomo e l’ha redenta.  Questo è il tesoro che la Chiesa  porta  con sé  nel suo pellegrinaggio  nella storia e che distribuisce a tutti gli uomini con pari generosità. Sarebbe una catastrofe, in ogni caso da escludere, se la Chiesa si dimenticasse del suo deposito insostituibile di grazia  e inseguisse la nuova Era  nella  ricerca  di soluzioni alternative, foriere di sofferenze inimmaginabili e di rovina  certa.

L’inizio  del   nuovo millennio può essere indicato come il punto di arrivo dell’apostasia globale, col conseguente cambio di religione, favorito dal  “nuovo totalitarismo”. Forse a questo voleva alludere la Regina della  pace quando, il primo giorno del secolo,  svelava che “Satana è sciolto dalle  catene”. In questo periodo il principe della menzogna ha dispiegato tutto la sua capacità di seduzione, attaccando la Chiesa non solo dall’esterno, ma anche dall’interno, dissolvendo la fede e con essa il patrimonio di valori  che nei secoli ha elevato la società, facendo crescere le  persone e l’insieme della civiltà. La rivoluzione in atto ha mostrato il   suo volto radicalmente anticristiano, in quanto è determinata  a  fare dell’uomo il padrone del mondo. In realtà il padrone vero del mondo è  “mammona”, al quale tutto viene finalizzato con una   logica rigorosa e  impietosa. La vita umana deve essere indirizzata a questo obbiettivo, nel  quale satana si incarna, tenendo in pugno il mondo intero. Quando una persona non serve per raggiungere questo traguardo, viene prima scartata e quanto prima  eliminata. L’uomo non viene considerato nella sua dignità,  così come la fede  cristiana l’ha messa in luce,  ma nella su

In ultima istanza chi è  l’uomo nel tempo del “pensiero unico”, nell’era del “risveglio”, della  “cancellazione”  della civiltà  cristiana e delle conquiste del “trans-umanesimo”? E’  ancora una  persona con una libertà, una moralità e un destino, oppure è  un  simil-oggetto da  utilizzare e da accantonare accanto a tanti  altri,  che sono costruiti secondo i programmi della “nuova creazione”? Mentre le illusioni del  falsario e  le promesse degli  incantatori  tengono banco su tutti mass media, la realtà  della vita  mostra  il suo volto  feroce e insopportabile. Chi  ha  la  sventura, o  forse  la  grazia,    di nascere in questo frangente della storia, che l’Onnipotente non mancherà  di abbreviare, viene subito confezionato secondo le direttive del  nuovo  potere assoluto e onnipresente, in  modo che non pensi diversamente  da ciò che è  stabilito, non ci si muova se non nelle  strettoie del  labirinto, non cada nell’errore imperdonabile  di usare  la  libertà, non si ponga  gli interrogativi che  inquietano, i  dubbi che mettono  in questione, le rivendicazioni che minacciano la stabilità. 

Dal momento del  concepimento fino all’ultimo respiro ogni essere  umano deve essere programmato accuratamente, incastrato nell’ingranaggio, riparato e oliato se necessario, eliminato se scadente, gettato nell’inceneritore  se improduttivo. Penserai che sono esagerato. Lo pensi  perché  non  conosci la storia dell’umanità.  Il principe di questo mondo ha sempre cercata di trasformarla  in un girono infernale, ma non aveva   mezzi  adatti per arrivare a dove vuole arrivare. Ora ne ha in abbondanza e si  chiamano “conquiste della scienza e della tecnica”, con le quali  può asservire  le  nostre vite e distruggerle insieme al  pianeta sul quale viviamo.

Stiamo entrando in un era infernale,  come  era prevedibile nel momento in cui è stato rigettato il Dio dell’amore e della pace. La conseguenza più  tragica è la riduzione dell’uomo al  suo corpo, a un  prodotto della materia,  a un oggetto da utilizzare. Nessuno è più  al sicuro in questa società dove, insieme al Creatore, sono state espulse la verità, la  moralità e la libertà. La falsa luce che acceca impedisce alle  moltitudini di vedere ciò che si sta preparando e che già si sta manifestando. La stessa pandemia viene utilizzata per accelerare  il  nuovo mondo dell’onnipotenza umana. In questo contesto la Chiesa rimane l’unica ancora di speranza a cui  l’umanità  può aggrapparsi.

Deve però essere la Chiesa che  è  il sale della terra e la luce del mondo. Deve essere  la Chiesa che testimonia la Verità con coraggio, senza complessi di sudditanza nei confronti delle  nuove ideologie del male.  Deve essere una Chiesa che non teme  la persecuzione e il martirio,  nella certezza che le porte dell’inferno non prevarranno. Deve essere una Chiesa che indica  l’unica strada verso il futuro, chiamando gli uomini alla conversione.

In soccorso della Chiesa è venuta Maria, che sta portando  a termine la sua strategia di salvezza con la lunga presenza a Medjugorje. La Regina della pace  è  venuta a chiamare l’umanità  alla conversione per  l’ultima volta ed è  ben decisa ad assestare un colpo di grazia alle  potenze del  male, che tentano di riprendersi il  mondo redento  da Cristo. La Madre sta chiamando a raccolta tutti i suoi figli per la grande battaglia contro l’impero delle tenebre che vuole distruggere  la mirabile opera divina della creazione e della redenzione. Siamo  a  un passaggio critico della Storia della Salvezza:  è il tempo dell’Apocalisse, di “Satana sciolto dalle catene” e della “Donna vestita di sole”, della lotta fra la Chiesa del Cielo e della terra  contro le orde della superbia e dell’impenitenza.