
Autore: Padre Livio Pagina 76 di 155
Pensiero Spirituale tratto dalle parole del messaggio della Regina della pace del 25 giugno 2022

Cari amici,
le parole dei messaggi della Madonna sembrano semplici ma sono intrise di significato, di sapienza e di santità. Tocca a noi comprenderle.
Il messaggio del 25 giugno – giorno dell’anniversario delle apparizioni – inizia con parole luminose ma termina con un’affermazione drammatica sulla quale è opportuno riflettere.
Subito la Madonna chiarisce quanto noi siamo importanti nel suo piano di salvezza che è un piano per salvarci dagli eventi che vengono annunciati dai Segreti. L’annuncio tre giorni prima è già un elemento di questo piano di salvezza.
La Madonna ha un piano di salvezza per tutta l’umanità e in questo piano siamo importanti. Se la Madonna ha parlato tante volte di questo piano, significa che vuole salvare l’umanità. Perirà chi avrà scelto di stare dalla parte del diavolo. Chi crederà non morirà in eterno.
Dobbiamo prendere sul serio il fatto che la Madonna è qui da così tanto tempo per preparare il suo piano di salvezza di cui conosciamo qualcosa. Certamente la cosa più importante – che Lei stessa ci ha rivelato affinché fossimo sereni guardando al futuro – è che se saremo suoi vinceremo, ci salveremo. La sua promessa di salvezza è supportata dall’onnipotenza divina, quindi sicuramente verrà mantenuta.
Attraverso la preghiera e la riflessione sui messaggi della Regina della pace, dobbiamo acquisire uno sguardo sereno sul futuro, certi che la Madonna è qui in mezzo a noi per guidarci, per proteggerci e per salvarci. Il nostro ruolo è importante perché dobbiamo diffondere il piano di salvezza della Madonna, dobbiamo essere Suoi strumenti attraverso la testimonianza dell’amore, della fede e della speranza.
La Regina della pace ha deciso di essere presente con apparizioni quotidiane per tutto il tempo dei Segreti. Dobbiamo quindi pregare affinché la strada che la Madonna ci chiama a percorrere sia sempre più luminosa e praticabile.
La Madonna ha già detto da cosa ci vuole salvare e già questo basterebbe a rasserenarci. La Madonna ci salva dal tentativo di satana di imporre sul mondo l’odio e la guerra. Satana vuole distruggere le nostre vite e il pianeta sul quale viviamo. La Madonna ci dà la possibilità di salvarci dall’uso di armi chimiche e atomiche che raderebbero a zero l’umanità e la Terra.
Il fatto che Maria ci voglia salvare dalla volontà di satana di distruggere le nostre vite e il pianeta sul quale viviamo è fuori discussione. Nel medesimo tempo la Madonna è qui per impedire a satana di distruggere la nostra fede.
C’è un evidente progetto di sostituire il Cristianesimo con un’altra religione e la Madonna è qui per contrastarlo con tutte le sue forze e con il nostro aiuto.
Torniamo a Dio, torniamo ai suoi Comandamenti. Aiutiamo la Madonna a salvarci rafforzando la nostra fede e testimoniandola ogni giorno.
Se saremo suoi vinceremo.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”
Pensiero Spirituale sul dolore della Beata Vergine Maria

Cari amici,
oggi la Chiesa celebra la festa della Beata Vergine Maria Addolorata.
La Madonna è stata la cooperatrice all’opera della Redenzione. È senza dubbio corretto affermare che Gesù ha vissuto una Passione cruenta, ma anche l’anima di Madre è stata trafitta da una spada. Così come le piaghe di Cristo sono vive nel corso della Storia e fino alla fine del mondo, anche questa spada che ha trapassato il cuore di Maria resterà come segno spirituale della sua partecipazione alla Passione del Figlio.
Il “sì” che il Verbo ha detto al Padre per farsi carne e che ha rinnovato nel Getsèmani quando ha sudato sangue, risuona nel “sì” della Vergine Maria. San Giovanni Paolo II disse che dopo la gioia del momento dell’Annunciazione, c’è stato il momento dell’annuncio della Passione, quando la Madonna ha portato il Bambino al Tempio e Simeone le ha predetto che avrebbe sofferto anche Lei terribilmente: «[…] e anche a te una spada trafiggerà l’anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori» (Lc 2,35).
La Madonna ha partecipato al “sì” del Figlio e alla sua Passione. La Madonna con tutta se stessa, nel profondo del suo cuore, ha accettato di portare nel suo grembo verginale il Figlio di Dio che sarebbe morto sulla Croce per la Remissione dei peccati di tutti gli uomini, di tutti i tempi.
L’Addolorata, allora, è proprio la Madre che accetta il sacrificio del Figlio.
Come sappiamo, la Madonna ha rivelato la sua vita anche ai veggenti di Medjugorje e nei messaggi. Ce n’è uno in particolare che ne racchiude con parole l’essenza: «La mia vita è stata dolore, silenzio ed un’immensa fede e fiducia nel Padre Celeste» (messaggio del 2 settembre 2016)
Per amore, Maria ha accettato il più grande dei dolori che una madre possa accettare, cioè che il figlio venga sottoposto a una passione come quella che noi leggiamo ogni Venerdì Santo.
Quanto siamo costati al Figlio, così siamo costati alla Madre. Il “sì” della Madonna è stato esteso a tutti suoi figli, allargando i confini a tutta l’umanità che vuole salva nella sua interezza: «Vi amo e desidero condurvi tutti con me in Paradiso» (messaggio del 25 aprile 1994).
Se è vero che la Passione di Gesù durerà fino alla fine della Storia, perché fino ad allora ci saranno quelli che lo rifiuteranno, allo stesso modo la sofferenza di Maria durerà per tutto il corso della Storia, a causa di tutti i suoi figli che si perdono nel peccato.
La Madonna è il rifugio dei peccatori, è Colei che cerca i suoi figli per salvarli e anche in questi tempi tribolati Lei è qui per strappare le anime dalle grinfie del serpente infernale. La Madonna soffre nell’ammettere che “il diavolo miete le anime per attirarle a sé” (messaggio del 25 luglio 2020) e che molti vanno all’inferno (2 novembre 1983).
Anche noi possiamo rivolgere alla Madonna il nostro “sì” cooperando con Lei alla salvezza delle anime. È questo quello che conta, è questo che Maria desidera. In tutti questi anni la Regina della pace si è dedicata proprio alla salvezza delle anime.
La Madonna è nostra Madre e non si rassegnerà mai alla perdita eterna dei figli che lei stessa ha generato. Aiutiamola, cooperiamo in questa straordinaria opera di salvezza.
Vi riporto alcune riflessioni che Benedetto XVI ha dedicato alla Madonna Addolorata, nei primi anni del suo Pontificato. Siano questi pensieri per noi un viatico in questa giornata particolare, perchè con la nostra fedeltà e le nostre preghiere consoliamo l’Addolorata e cooperiamo con Lei al suo piano di salvezza.
Ai piedi della Croce, accanto a Gesù morente, Maria unisce il suo dolore a quello del Figlio e ci mostra che l’amore di Dio è più forte della morte. Il suo, sottolinea Benedetto XVI, è “un dolore pieno di fede e di amore”: “La Vergine sul Calvario partecipa alla potenza salvifica del dolore di Cristo, congiungendo il suo ‘fiat’, il suo ‘sì’, a quello del Figlio”. (Angelus 17 settembre 2006).
Di fronte alla sofferenza del Figlio, Maria si affida a Dio. Sa che sulla Croce, Cristo ha versato tutto il suo sangue per liberare l’umanità dalla schiavitù del peccato: “La Vergine Maria, che credette alla Parola del Signore, non perse la sua fede in Dio quando vide il suo Figlio respinto, oltraggiato e messo in croce. Rimase piuttosto accanto a Gesù, soffrendo e pregando, fino alla fine. E vide l’alba radiosa della sua Risurrezione”. (Angelus 13 settembre 2009).
Maria, osserva il Pontefice, ci insegna che “più l’uomo è vicino a Dio, più vicino è agli uomini”. Il fatto che Maria, nell’ora della Croce, sia “totalmente presso Dio è la ragione per cui è anche così vicina agli uomini”: “Per questo può essere la Madre di ogni consolazione e di ogni aiuto, una Madre alla quale in qualsiasi necessità chiunque può osare rivolgersi nella propria debolezza e nel proprio peccato, perché ella ha comprensione per tutto ed è per tutti la forza aperta della bontà creativa”. (Santa Messa, 8 dicembre 2005)
È in lei, prosegue il Santo Padre, che “Dio imprime la propria immagine, l’immagine di Colui che segue la pecorella smarrita fin nelle montagne e fin tra gli spini e i pruni dei peccati di questo mondo, lasciandosi ferire dalla corona di spine di questi peccati, per prendere la pecorella sulle sue spalle e portarla a casa”: “Come Madre che compatisce, Maria è la figura anticipata e il ritratto permanente del Figlio. E così vediamo che anche l’immagine dell’Addolorata, della Madre che condivide la sofferenza e l’amore, è una vera immagine dell’Immacolata. Il suo cuore, mediante l’essere e il sentire insieme con Dio, si è allargato. In lei la bontà di Dio si è avvicinata e si avvicina molto a noi. Così Maria sta davanti a noi come segno di consolazione, di incoraggiamento, di speranza”. (Santa Messa, 8 dicembre 2005).
Benedetto XVI ci invita a contemplare Maria, ai piedi della Croce, “associata intimamente alla missione di Cristo e compartecipe dell’opera della salvezza con il suo dolore di Madre”: “Sul Calvario Gesù L’ha donata a noi come madre e ci ha affidati a Lei come figli. Vi ottenga la Vergine Addolorata il dono di seguire il suo divin Figlio crocifisso e di abbracciare con serenità le difficoltà e le prove dell’esistenza quotidiana”. (Discorso alle monache clarisse, 15 settembre 2007)
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”
Pensiero Spirituale sul mistero della Croce

Cari amici,
oggi la Chiesa ci invita a meditare sul mistero della Croce e a esaltarla.
Molte volte la Regina della pace ha parlato del mistero della Croce: «Figlioli, prendete la croce fra le mani. Essa sia per voi d’incoraggiamento che l’amore vince sempre in modo particolare adesso che la croce e la fede sono rifiutate». Molte volte la Madonna ci ha invitato a prendere in mano il Crocifisso, a pregare e contemplarlo in silenzio.
La Croce è al centro del Cristianesimo. La stessa Santa Messa è la riattualizzazione del mistero della Croce e della Resurrezione. La preghiera cristiana, che è l’Eucarestia nella sua centralità, è il rinnovamento del sacrificio della Croce. Nella Santa Messa il pane diventa il corpo di Cristo donato per noi e il vino è il sangue versato da Gesù per la nostra salvezza.
Possiamo ben dire che Cristo vive il mistero della sua morte e Resurrezione (cioè il mistero della Redenzione) attraverso la Santa Messa, fino alla fine dei secoli.
La Croce è il cuore della fede cristiana ed è un mistero incomprensibile, senza la grazia. Difatti, razionalmente è difficile capire come mai il Padre avesse accettato che il Figlio patisse tali tormenti, sia pure per la nostra salvezza. La comprensione della grandezza del mistero della Croce è una grazia.
Anche ai piedi della Croce c’era chi insultava Gesù e lo derideva, concependo la Croce come annientamento della dignità della persona umana. È importante allora riflettere sul fatto che il Verbo sia fatto carne nel grembo della Vergine Maria, abbassandosi quindi al livello dell’umanità (in tutto simile a noi, fuorché nel peccato) e arrivando anche a morire, addirittura in Croce.
La Croce in sé e per sé è un’umiliazione infinita, è espressione di un odio che non ha limiti perché lì la persona umana viene distrutta. Perché il Figlio di Dio abbia percorso questa strada, facendosi uomo nel grembo di una Donna (sia pure Vergine e piena di grazia), perché sia arrivato fino alla Croce e perché anche la Madonna abbia dovuto dire “sì” alla Croce del Figlio, è un mistero di grazia e di umiltà che soltanto le persone umili e semplici possono capire.
La Madonna ci invita a metterci con le mani giunte in silenzio davanti alla Croce e contemplarla con gli occhi della fede perché da essa viene la nostra salvezza.
«Figli miei, unite le mani in preghiera e guardate verso la croce in silenzio.
In questo modo troverete la fede affinché possiate diffonderla, troverete la verità affinché possiate distinguerla, troverete l’amore affinché possiate capire come amare realmente.
Figli miei, apostoli del mio amore, unite le mani in preghiera e guardate verso la croce:
solo nella croce c’è la salvezza»
(dal messaggio della Regina della pace a Mirjana, 2 febbraio 2020)
Sulla Croce Cristo ha redento i peccati di tutti gli uomini, di tutti i tempi.
Oggi in modo particolare soffermiamoci a contemplare il mistero della Croce, uniamo le mani in preghiera e in silenzio per la remissione dei nostri peccati, chiediamo perdono a Dio dei peccati che abbiamo commesso. Chiediamo al sangue di Cristo di lavarci dei nostri peccati e alle lacrime di Maria di purificarci. Teniamo nelle nostre case la Croce ben visibile. Portiamo anche su di noi una piccola Croce.
Non dimentichiamo che è proprio attraverso la Croce che avviene la salvezza. È mettendoci in ginocchio davanti alla Croce che possiamo essere salvati. È portando la Croce fino in cima al Calvario che potremo partecipare della Resurrezione di Gesù Cristo.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

