Per Carlotta la Catechesi Giovanile in presenza è un ricordo indelebile, un orientamento per tutta la sua vita.



Per Carlotta la Catechesi Giovanile in presenza è un ricordo indelebile, un orientamento per tutta la sua vita.



Pensiero Spirituale sul cammino verso il Natale. Settima tappa: deciditi per la conversione

Cari amici,
quando si vive nel peccato è difficile decidere di cambiare vita. Il mondo sicuramente è un ostacolo in questo, sono rare le persone che danno incoraggiamenti ed è più facile lasciarsi dominare dai vizi.
Bisogna lottare contro se stessi, contro la propria natura, contro il mondo che trascina al male e quindi rema contro la conversione, inoltre c’è il maligno che raddoppia gli assalti nei confronti di chi sta decidendo per la conversione.
La decisione di cambiare vita non si matura in pochi giorni, tante volte questo richiede un cammino precedente alla decisione della conversione, che prepara il cuore a questo cambiamento di vita. Chi è nel peccato si sente inquieto, triste, si sente schiavo. La grazia della conversione, però, viene dall’amore di Dio che bussa alla porta del cuore e chiama.
L’inquietudine spirituale e il risveglio della coscienza sono opera della grazia. La conversione è veramente un dono di Dio. Dobbiamo pregare incessantemente per la conversione dei peccatori.
Quello che dobbiamo mettere a fuoco nel processo che porta alla conversione è senz’altro il libero arbitrio. Chi è nel peccato ha una volontà debole, è allo stato comatoso. Bisogna lavorare sulla volontà, ecco perché la Madonna ci chiede il digiuno, non solo a pane e acqua, ma al digiuno di mondo. È bene impegnarsi in tutto ciò che rafforza la volontà, come la preghiera continua, la penitenza. Dobbiamo puntare tutto al rafforzamento del nostro libero arbitrio e questo si può fare attraverso atti di rinuncia, di lotta nel combattimento spirituale che rafforzano la volontà. Nel medesimo tempo è bene usare l’intelletto che considera quanto il peccato è cattivo, quando è un veleno. Bisogna speronare il libero arbitrio!
Bisogna orientare tutto a far sì che si riesca a prendere una decisione. Questo esige un processo, un cammino di rafforzamento del libero arbitrio nelle rinunce, di preghiera perché la volontà viene rafforzata dalla grazia e di allenamento nel combattimento spirituale.
Tutto questo deve portare a una decisione che è quella che conta: cambiare vita!
La decisione di passare dalla morte alla vita, da satana a Cristo, è un processo esistenziale che decide la salvezza eterna di un’anima. Chi vive nel peccato e non si pente arrendendosi al male, si perde eternamente. Quando si è nel peccato bisogna gridare a Dio che concede i miracoli della grazia che viene in soccorso della buona volontà e fa fare cose inaspettate, impensabili, porta dalla morte alla vita!
Decidetevi per la conversione.
Il dolore dei peccati e il proponimento di non commetterli più sono la strada che porta alla Confessione. Mi riferisco alle confessioni di persone che non si accostano a questo Sacramento da anni e che hanno avuto la grazia della conversione. Prima di confessarsi è bene fare un bell’esame di coscienza, manifestare il dolore e il dispiacere di aver offeso Cristo ed esprimere la decisione di cambiare vita. A questo seguirà la Confessione, l’assoluzione, la vita nuova in Cristo e la pace del cuore.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”
Pensiero Spirituale sul cammino verso il Natale. Sesta tappa: odia il peccato

Cari amici,
guardando la Croce capiamo quanto siamo amati e non possiamo che versare lacrime di dolore per la nostra indifferenza e le offese nei confronti del cuore di Gesù.
Si tratta di un dolore soprannaturale che non sempre porta delle vere e proprie lacrime, è un dispiacere del cuore, è una ferita causata dal nostro tradimento.
L’odio per il peccato ci aiuta a speronare l’anima, a provare dolore per il male commesso, per non aver corrisposto all’amore di Dio.
L’odio verso il peccato è importantissimo e non è l’odio verso il peccatore. L’odio per il peccato è necessario, l’odio per chi commette il peccato (noi stessi o altri) è sbagliato. Verso il peccatore ci vuole la misericordia.
Dobbiamo odiare il peccato perché è un veleno che ci distrugge.
Facendo i bilanci della nostra vita ci rendiamo conto che la via del peccato è la via del male, della degradazione di noi stessi, dell’autodistruzione, della schiavitù di satana. La via del peccato è la via della sofferenza.
Santa Caterina da Siena parla dei martiri di satana che sono coloro che, commettendo il peccato, martirizzano se stessi, si autodistruggono, si crocifiggono. Questo succede perché il peccato è un veleno che ci autodistrugge.
La Bibbia ci presenta i nostri progenitori in uno stato di beatitudine, di amicizia con Dio, di immortalità, di sapienza, di immortalità psicofisica, di assenza del dolore. La loro vita paradisiaca aveva il suo fondamento nell’amore di Dio. Appena il peccato è entrato nel mondo e nel momento in cui guardano alla possibilità di essere come Dio disprezzando Dio stesso per essere come satana, perdono la divina amicizia e cadono in una situazione esistenziale che è quella nella quale noi nasciamo.
La nostra condizione esistenziale è votata alla sofferenza e alla morte, all’ignoranza e all’oscurità. Se non ci fosse la grazia, la vita sarebbe un declino continuo verso la perdizione eterna. La grazia ci riporta alla condizione originaria di amicizia con Dio, pur rimanendo in noi la concupiscenza che Dio ci ha lasciato perché, con l’aiuto della grazia e attraverso il combattimento spirituale, possiamo far sì che la salvezza sia nel medesimo tempo un dono di Dio e un nostro merito.
Il peccato è un veleno. Satana ovviamente ce lo presenta come se fosse uno zuccherino. Nel messaggio del 25 marzo 1990 la Madonna ha condensato questo concetto dicendoci che satana ci distrugge con quello che ci offre. Ecco perché è importante odiare il peccato.
Ciò che satana ci offre è veleno ben incartato! La confezione è appetibile, è scintillante, ma contiene qualcosa che ci distrugge, qualcosa che ci porta alla morte.
Satana è astuto, è menzognero, è omicida. Ci offre il peccato sottoforma di quello che ci piace. In realtà lui brama solamente alla nostra morte, vuole portare con sé quante più anime possibile.
Rifiutiamo il peccato, odiamolo!
Pensiero Spirituale sul cammino verso il Natale. Quarta tappa: prendere coscienza dell’inganno di satana

Cari amici,
nel cammino verso il Santo Natale è bene prepararsi con una serie di riflessioni, affinché Gesù Bambino trovi un cuore degno di accoglierlo.
Dal dopoguerra in poi si è delineato un periodo storico in cui si è commesso il più grave dei peccati: è stato rinnegato Gesù Cristo.
Abbiamo rinnegato il cristianesimo per seguire la nuova religione dell’uomo che si mette al posto di Dio. Abbiamo aderito al nuovo modo di pensare che è il modernismo, per cui si rinnega Dio, l’eternità, l’inferno, la legge morale e naturale dei Dieci Comandamenti.
Siamo la generazione che ha costruito il mondo nuovo senza Dio. La gente semplice è stata condotta a deviare perché le forze del male avevano in mano il mondo e hanno guidato la Storia a loro piacimento.
La Madonna ha menzionato in tre messaggi molto severi il modernismo e ha proprio detto che esso è opera di satana. Con il modernismo satana ci devia dalla via della salvezza che è Cristo e ci conduce sulla sua via, che è quella dell’orgoglio, della superbia, dell’odio e della ribellione contro Dio.
È importante prendere consapevolezza di questo inganno. Satana è la morte e il mondo nuovo senza Dio non ha futuro, né speranza, né pace.
Di fatto, le moltitudini oggi vivono in un mondo senza Dio. Basta guardarci intorno proprio in questi giorni di Avvento. La prospettiva è esclusivamente consumistica. L’aspetto religioso di questo evento di grazia che è il Natale è totalmente escluso. Nessuno parla di Gesù Bambino che nasce. Il Natale è un evento di grazia mediante il quale Cristo che nasce di nuovo nel cuore di ogni uomo che si apre alla Sua presenza.
Quante persone vivranno il Santo Natale nella fede, nella preghiera, nel pentimento dei peccati, nella sollecitudine di presentare il proprio cuore come una culla nella quale
la Vergine Maria possa deporre il Principe della pace?
Dobbiamo scoprire l’inganno di satana e contrastarlo! Senza Dio non c’è futuro! Solo in Dio c’è salvezza, speranza e vita. Se non prendiamo coscienza che satana ci ha messo sulla via della rovina, non riusciremo a cambiare strada e salvarci. Quante volte la Madonna ha detto che per il mondo senza Dio non c’è futuro né salvezza.
L’umanità ha deciso per la morte spirituale, ha deciso per l’inferno. Apriamo gli occhi e guardiamoci attorno, satana ci ha sedotti e ingannati. L’inganno di satana ci ha portato in una palude dalla quale, senza la grazia di Dio, non riusciremo a uscire e periremo eternamente. Torniamo a Dio, è Lui il Salvatore che viene nella Notte Santa, è Lui il Cristo che si è fatto carne nel grembo della Vergine Maria ed è venuto per salvarci.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”
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