"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Autore: Padre Livio Pagina 58 di 155

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UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul cammino verso il Natale. Terza tappa: riconosci che solo in Dio c’è salvezza

Cari amici,

nel cammino verso il Santo Natale è bene prepararsi per una bella Confessione, affinché Gesù Bambino trovi un cuore degno di accoglierlo.

Dipende da noi tornare alle fonti della grazia che abbiamo abbandonato per attingere, invece, alle pozzanghere che il mondo ci offre. Attraverso la fede possiamo riscoprire la bellezza e la grandezza della vita che sono state offuscate dal modo di vivere dell’uomo di oggi.

Al giorno d’oggi si pensa che la condizione umana non possa essere riscattata, come invece ci dice il Cristianesimo. La vita senza Dio è un rompicapo, è assurda, è un vuoto, è senza senso. Siamo trafelati, non preghiamo più, non ci confessiamo da troppo tempo. Stiamo precipitando con un masso che rotola da una montagna. Abbiamo voltato le spalle a Dio.

Rientriamo in noi stessi, nella luce dell’umiltà, inginocchiandoci davanti alla Croce, riscopriamo i germogli della nostra fede che i nostri genitori hanno piantato in noi e capiamo che la vera salvezza viene da Dio, solo la grazia di Dio può salvarci e che senza Gesù Cristo non possiamo fare nulla.

Rientrando in noi stessi guardiamo alla nostra vita, piena di sbagli, di errori. Apriamo gli occhi e guardiamo con sincera umiltà dentro di noi. Chiediamo perdono a Dio, invocandolo in nostro aiuto a gran voce.

Questo è proprio il tempo di satana libero dalle catene perché mai come ora si è scatenato l’odio contro Dio. Non solo la fede si è dissolta, ma si è diffuso proprio un sentimento di odio nei confronti di Dio. Ci illudiamo che l’uomo col suo potere sia capace di uscire fuori dalla palude nella quale è immerso e lo sta inghiottendo giorno dopo giorno. Siamo in una situazione esistenziale di morte. La mente è completamente offuscata, la volontà è indebolita. Siamo in un momento storico di dilagante morte fisica, psicologica e spirituale. Il maligno domina sulle anime, ne prende possesso.

Questa è la situazione esistenziale di chi è senza fede e senza grazia. Siamo morti.

Dobbiamo capire che da questa situazione di morte non usciremo mai, ma finiremo per restarci eternamente. È una situazione di schiavitù del demonio.

L’unico modo per uscire da questa palude è gridare come Davide:

Dal profondo a te grido, o Signore;
Signore, ascolta la mia voce.
Salmo 130

Guardiamo i nostri peccati, pentiamoci e confessiamoli per diventare creature nuove. Se non lasciamo la strada della morte e non intraprendiamo la via della vita che è Cristo, non saremo mai creature vive!

Dobbiamo uscire dalla situazione in cui ci troviamo in questo momento. La Madonna nel messaggio di ottobre ha parlato chiaramente della morte spirituale scelta dall’umanità.

Dobbiamo uscire fuori invocando Dio, chiedendo perdono dei peccati, accostandoci al Sacramento della Confessione specialmente in vista del Santo Natale.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

“IO SONO CRISTIANO E AMO GESÙ SOPRA OGNI COSA” – Puntata 13

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📖TESTI E DOCUMENTI 📑  

SOLENNITÀ DELL’IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

ATTO DI VENERAZIONE ALL’IMMACOLATA IN PIAZZA DI SPAGNA
PREGHIERA DEL SANTO PADRE FRANCESCO A MARIA IMMACOLATA – Giovedì, 8 dicembre 2022

Madre nostra Immacolata,
oggi il popolo romano si stringe intorno a te.
I fiori deposti ai tuoi piedi
da tante realtà cittadine
esprimono l’amore e la devozione per te,
che vegli su tutti noi.
E tu vedi e accogli anche
quei fiori invisibili che sono tante invocazioni,
tante suppliche silenziose, a volte soffocate,
nascoste ma non per te, che sei Madre.
Dopo due anni nei quali sono venuto
a renderti omaggio da solo sul far del giorno,
oggi ritorno a te insieme alla gente,
la gente di questa Chiesa, la gente di questa Città.
E ti porto i ringraziamenti e le suppliche
di tutti i tuoi figli, vicini e lontani.
Tu, dal Cielo in cui Dio ti ha accolta,
vedi le cose della terra molto meglio di noi;
ma come Madre ascolti le nostre invocazioni
per presentarle al tuo Figlio,
al suo Cuore pieno di misericordia.
Prima di tutto ti porto l’amore filiale
di innumerevoli uomini e donne, non solo cristiani,
che nutrono per te la più grande riconoscenza
per la tua bellezza tutta grazia e umiltà:
perché in mezzo a tante nubi oscure
tu sei segno di speranza e di consolazione.
Ti porto i sorrisi dei bambini,
che imparano il tuo nome davanti a una tua immagine,
in braccio alle mamme e alle nonne,
e cominciano a conoscere
che hanno anche una Mamma in Cielo.
E quando, nella vita, capita che quei sorrisi
lasciano il posto alle lacrime,
com’è importante averti conosciuta,
avere avuto in dono la tua maternità!
Ti porto la gratitudine degli anziani e dei vecchi:
un grazie che fa tutt’uno con la loro vita,
tessuto di ricordi, di gioie e di dolori,
di traguardi che loro sanno bene
di aver raggiunto con il tuo aiuto,
tenendo la loro mano nella tua.
Madre, ti porto le preoccupazioni delle famiglie,
dei padri e delle madri che spesso fanno fatica

a far quadrare i bilanci di casa,
e affrontano giorno per giorno
piccole e grandi sfide per andare avanti.
In particolare ti affido le giovani coppie,
perché guardando a te e a San Giuseppe
vadano incontro alla vita con coraggio
confidando nella Provvidenza di Dio.
Ti porto i sogni e le ansie dei giovani,
aperti al futuro ma frenati da una cultura
ricca di cose e povera di valori,
satura di informazioni e carente nell’educare,
suadente nell’illudere e spietata nel deludere.
Ti raccomando specialmente i ragazzi
che più hanno risentito della pandemia,
perché piano piano riprendano
a scuotere e spiegare le loro ali
e ritrovino il gusto di volare in alto.
Vergine Immacolata, avrei voluto oggi
portarti il ringraziamento del popolo ucraino,
per la pace che da tempo chiediamo al Signore.
Invece devo ancora presentarti la supplica
dei bambini, degli anziani,
dei padri e delle madri, dei giovani
di quella terra martoriata, che soffre tanto.
Ma in realtà noi tutti sappiamo
che tu sei con loro e con tutti i sofferenti,
così come fosti accanto alla croce del tuo Figlio.
Grazie, Madre nostra!
Guardando a te, che sei senza peccato,
possiamo continuare a credere e sperare
che sull’odio vinca l’amore,
sulla menzogna vinca la verità,
sull’offesa vinca il perdono,
sulla guerra vinca la pace. Così sia!

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul Dogma dell’Immacolata Concezione

Cari amici,

l’Immacolata Concezione è una Verità di fede e un Dogma. Nel 1854 Pio IX, in comunione con tutta la Chiesa, ha definito che Maria Santissima fin dal primo istante è stata concepita esente dal peccato originale.

Nel corso della Storia questo Dogma ha avuto contrasti molto forti. Nella lettera ai Romani San Paolo scrive: “Quindi, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte, e così in tutti gli uomini si è propagata la morte, poiché tutti hanno peccato” (Rm 5,12). Stando a quanto scrive l’Apostolo delle genti, tutti portano nella natura umana le conseguenze del peccato originale. Secondo i teologi, allora, anche la Vergine Maria almeno per un istante sarebbe stata sottoposta al peccato originale e poi santificata. Questa tesi teologica è stata sostenuta soprattutto dalla grande Università di Parigi. Altre Università, come in Spagna e in Italia, affermavano che la Madonna mai era stata toccata dal peccato originale, nemmeno per un istante il demonio avrebbe avuto potere su di Lei.

Queste due tesi si sono confrontate per molto tempo, soprattutto quando uscì il libro La mistica città di Dio, di Suor Maria Gesù de Agreda in cui la suora raccontava le sue rivelazioni private. Questo libro ebbe grande rilievo quando uscì tanto che ci fu un vero e proprio confronto acceso tra l’Università parigina e quella spagnola. Il Magistero della Chiesa allora incoraggiò nel popolo la diffusione del Culto dell’Immacolata Concezione finché Papa Pio IX nel 1854 ha definito il Dogma di fede spiegando che anche la Madonna è stata redenta, ma in modo diverso e più perfetto. Maria è stata redenta in quanto, in vista dei meriti di Gesù Cristo, è stata preservata dal peccato originale fin dal momento del concepimento nel grembo di Sant’Anna sua madre.

La Madonna è la Tutta Santa. Mai su di Lei satana ha potuto avere diritto di potere. Mai, nemmeno per un istante. Maria è la Tutta Pura, la Tutta Santa, la Nuova Creazione. Maria è stata concepita per accogliere il Figlio di Dio fatto Uomo.

Il Dogma dell’Immacolata Concezione è in rapporto con il Dogma dell’Incarnazione. Proprio perché il Verbo doveva farsi carne nel grembo della Vergine Maria, è stata preservata dal peccato originale.

Tuttavia, dobbiamo dire che è vero che la Madonna è stata preservata per dono di grazia in vista dei meriti di Gesù Cristo ma è anche vero che la Madonna nel corso della sua vita terrena è stata l’Immacolata: mai, per nessun motivo, la più piccola ombra di imperfezione ha sfiorato la Sua anima.

La grandezza della fede di Maria e del Suo amore sono la sua risposta alla grazia.

La grandezza di Maria è corrispondente alla sua umiltà, alla sua fede, alla sua totale adesione alla volontà di Dio che è manifestata dal momento dell’Incarnazione fino a quando è stata Assunta e in Cielo.

Siccome nel corso della Storia satana e i suoi seguaci hanno i potere di agire per aggredire la Chiesa (per divina permissione) e per tentare i credenti, così nel corso della Storia Cristo ha stabilito che Sua Madre e Madre della Chiesa, segua la Chiesa per difenderla dal serpente antico e dalle sue insidie.

Adesso il serpente antico ha così tanta forza da voler annientare la fede e la Chiesa, ma la Madonna è qui come Immacolata e fino alla fine dei Segreti contrasterà i piani del serpente, fino al Trionfo del Suo Cuore Immacolato che avverrà attraverso il cambiamento dei nostri cuori.

Il Trionfo del Cuore Immacolato di Maria aprirà all’umanità il tempo della pace, della purezza e della santità di vita.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla concupiscenza

I progenitori hanno commesso il peccato originale e poi, per via discendente, ne hanno trasmesso le conseguenze a tutti gli uomini. Questo vuol dire che tutti i discendenti di Adamo ed Eva, quindi anche noi, hanno ereditato la condizione esistenziale che consegue al peccato originale.

Dopo il peccato originale, Adamo ed Eva hanno perso i doni soprannaturali che avevano: la sapienza, l’immortalità, l’armonia fra anima e corpo, l’assenza del dolore e tanti altri doni. Nel Catechismo della Chiesa Cattolica il peccato originale viene descritto come una catastrofe umanitaria, difatti nasciamo in una condizione di inimicizia con Dio, esattamente nella condizione dei progenitori quando hanno commesso il peccato originale, quando hanno scelto di passare dalla parte del demonio che li ha sottomessi.

Ecco perché la Chiesa raccomanda che i bambini vengano battezzati, difatti attraverso questo Sacramento viene cancellato lo stato esistenziale più drammatico del peccato originale, ovvero l’inimicizia con Dio. Mediante il Battesimo si riceve la grazia santificante, si diventa figli di Dio, membri della Chiesa, eredi del Paradiso.

Ciononostante, nella natura umana rimane sempre una ferita causata dal peccato originale. La teologia ha dato a questa ferita un nome ben preciso: concupiscenza. Dal punto di vista teologico si tratta di quella spinta che c’è da parte della natura umana a commettere il male. In sé non è peccato, lo diventa se cediamo a questa spinta. Anche dopo il Battesimo, allora, rimane una conseguenza del peccato originale che è la concupiscenza, una spinta al peccato, un indebolimento della mente che non ha più quella luminosità di discernimento fra bene e male, come in origine. È un indebolimento della volontà, che da sola non riesce a osservare stabilmente la legge morale, i Comandamenti di Dio.

Dopo il Battesimo, allora, rimangono in noi queste ferite che dobbiamo cauterizzare con la grazia, attraverso la fede, la Parola di Dio e, attraverso la pratica dei Comandamenti, dobbiamo rafforzare la nostra volontà verso il bene, verso l’amore di Dio e del prossimo.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

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