
Autore: Padre Livio Pagina 54 di 155
LA NOTTE DI NATALE

( di Padre Livio)
-Giuseppe e Maria
nel buio della sera
si affaticano sulla via.
-Una grotta li accoglie
e hanno come giaciglio
un mucchio di foglie
-E’ giunto il momento
stabilito dal cielo
per il mirabile evento.
-Maria si stringe al cuore
Colui che del mondo
è il divin Redentore.
-Nella mangiatoia è deposto,
poiché fra gli uomini
non ha trovato posto.
-Un bue e un asinello
riscaldano col fiato
Il divin Bambinello
-Un coro di “Osanna”
scende dal Cielo
fin sopra la capanna.
-“Pace in terra”!
annunciano gli angeli,
agli uomini sempre in guerra.
-Accorrono i pastori
e portano a Gesù Bambino
in dono i loro cuori.
-Del nostro povero nulla
la dolcissima Maria
farà un dolce culla.
-Tanti auguri Gesù!
Grazie di essere nato
per abitare quaggiù.
Pensiero Spirituale sulla divinità di Gesù Cristo e sulla Santissima Trinità

Cari amici,
siamo all’antivigilia di Natale e vorrei meditare sul mistero centrale della fede cristiana cioè il Verbo che si è fatto Carne. Nelle letture di Natale è descritto l’atto di adorazione dei pastori e dei Magi al Bambino. Quell’atto è riservato a Dio, l’Onnipotente. In questo gesto è racchiuso il mistero della divinità di Gesù Cristo.
San Giuseppe e Maria per primi hanno adorato Gesù Bambino e chi è accorso alla mangiatoia ha imitato quel gesto. Tutti hanno capito che quel Bambino era il Figlio di Dio.
A Natale siamo chiamati a rafforzare la nostra fede dei due misteri principali del Cristianesimo, da cui derivano tutti gli altri. Questi due misteri sono la Santissima Trinità e l’Incarnazione.
La professione cristiana di fede è proprio la proclamazione di questi misteri
Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, mori e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine. Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo Battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen.
Nel Credo professiamo di credere in un solo Dio che è Padre, Figlio e Spirito Santo. È la professione di fede trinitaria e nell’Incarnazione che consiste nel riconoscere a Gesù la divinità. L’Io di Gesù non è un io umano, è un Io divino. Gesù stesso nella sua vita ha manifestato la sua divinità quando parlando di se stesso diceva Io sono, inteso come Jahvè, Dio.
Quando gli Apostoli si congedano da Gesù nel momento dell’Ascensione di Gesù, nel Vangelo c’è scritto che si prostrarono, esattamente come si fa con Dio.
Quando la Madonna ci chiede di avere una fede forte, salda e che non vacilla, si riferisce alla fede in Gesù Cristo Figlio di Dio. Verbo del Padre, Seconda Persona della Santissima Trinità, che ha assunto una natura umana con un corpo e un’anima ma con un Io divino.
Noi cristiani riconosciamo in quel Bambino, come hanno fatto Maria, Giuseppe, i pastori e i Magi, il Signore, il Verbo di Dio che si è fatto Carne, il Salvatore del mondo.
Prostriamoci, allora, davanti al Bambino Gesù e adoriamolo. Lui è il Figlio di Dio, è il Signore, è il nostro Salvatore, il Redentore del mondo e porta la pace e la gioia in ogni cuore.
Vi auguro di vivere questo Santo Natale nella fede, nella preghiera, nell’umiltà,
nella purificazione del cuore, nella gioia di essere amati.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”


