"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Autore: Padre Livio Pagina 55 di 155

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul cammino verso il Natale. Dodicesima tappa: persevera nel cammino

Cari amici,

la Confessione è un evento di grazia e allo stesso tempo un evento di gioia. Dopo la Confessione ci si sente leggeri, perdonati, si fa l’esperienza di se stessi come creature nuove, si aprono orizzonti diversi perché entriamo nella luce di Dio. La vita stessa diventa un cammino verso l’eternità, verso la gioia del Paradiso.

Dopo la Confessione cambiano tutte le prospettive e anche i rapporti umani cambiano perchè è chiaro che si lascia da parte il mondo vecchio e si creano nuove relazioni con quelli che condividono la fede e il cammino di santità e di salvezza.

Ovviamente non è una fraternità chiusa in se stessa, ma si apre a tutti quelli che desiderano farne parte. L’umanità è stata creata proprio perché diventi la famiglia di Dio alla quale tutti sono invitati.

Il cammino di Conversione dura sicuramente tutta la vita ma i maestri di Spirito amano suddividerla in tre tappe. La prima è quella mediante la quale entriamo nell’ambito della salvezza attraverso la fede; la seconda è la tappa della purificazione dalle scorie del male e dell’estirpazione delle radici dei vizi con umiltà e pazienza; la terza tappa è la perseveranza.

Ogni giorno inizia il cammino spirituale, bisogna darsi da fare e impegnarsi. Potremmo definirlo “allenamento spirituale”, così come gli atleti si sottopongono ogni giorno a duri allenamenti per poter perseguire un obiettivo di vittoria, allo stesso modo dobbiamo fare noi: umili, pazienti e perseveranti dobbiamo impegnarci nel cammino spirituale.

Chi non ha già gustato questa situazione, di fronte alla prospettiva di dover lottare tutta la vita per conservarsi in grazia e in amicizia con Dio, si spaventa.

Man mano che si procede, il cammino spirituale è sempre più erto e in salita ma quando si intravede la vetta ci si sente più motivati e leggeri.

Il mio augurio è quello che Gesù Bambino trovi nei vostri cuori una degna mangiatoia per accogliere il i Suoi Santi doni: la pace e la gioia del Natale.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

“IO SONO CRISTIANO E AMO GESÙ SOPRA OGNI COSA” – Puntata 17

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UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul cammino verso il Natale. Undicesima tappa: rientra nell’Ovile santo

Cari amici,

l’evento di grazia della nascita di Gesù nel nostro cuore richiede la nostra cooperazione e la nostra preparazione. Nella Notte Santa Gesù Bambino deve trovare un cuore pieno di fede e di amore, degno di accoglierlo.

Il Natale cristiano è un evento di grazia in cui riceviamo la pace di Dio nei nostri cuori. È un dono inestimabile e in tanti potrebbero testimoniare che è il dono più bello che si possa ricevere sulla Terra.

La Confessione è certamente il primo passo sulla strada della vita nuova, dopo una vita di peccato. Quando si sceglie di impegnarsi nel cammino di fede e si cambia radicalmente, tutti notano il cambiamento perché diventa tangibile nel comportamenti, nel modo di parlare, nello stile di vita quotidiano.

Non tutti, però, accettano di buon grado questo cambiamento. Alcune persone talvolta vengono emarginate soprattutto dagli amici. Succede specialmente ai giovani che quando si convertono si ritrovano soli perché non è facile trovare persone che capiscono la loro situazione spirituale. Può succedere che ci si ritrovi isolati e si debba reimpostare la vita e i rapporti umani.

In queste situazioni è molto bella la fraternità che si crea fra le persone che si convertono. Si diventa “fratelli nella fede”.

Dio non lascia mai soli e nel momento in cui ci si trova a reinventare le reti di rapporti umani, permette di trovare altre persone nella stessa situazione, con cui condividere il cammino. È proprio per creare la fraternità che esistono nella Chiesa i gruppi di preghiera, da soli non è facile camminare! Abbiamo bisogno del sostegno e dell’incoraggiamento dei fratelli nella fede per andare avanti.

Si tratta di un vero e proprio passaggio: si lasciano determinati rapporti (alcuni dei quali sono pericolosi perché trascinano al male) e si intraprendono rapporti umani nuovi, diversi. È il rientro nella Chiesa, si fa parte così di gruppi di persone certamente più simili. Il comune denominatore è l’amore per Gesù Cristo e la voglia di camminare insieme.

Nella parrocchia, con il sacerdote e gli altri fedeli, si rientra nella Chiesa per fare il cammino di fede.

Il cammino di conversione deve necessariamente iniziare dalla Confessione, altrimenti rimane un qualcosa di astratto e interiore che non approda nella partecipazione ai Sacramenti della Chiesa. Il pericolo è quello di fare un cammino di conversione senza passare per le tappe indispensabili del Cristianesimo che sono, appunto, i Sacramenti.

La conversione deve essere attiva, oltre che interiore, deve essere messa in pratica e non solamente pensata. La conversione deve partire necessariamente da un Sacramento, che la concretizza e mette il sigillo della decisione di cambiare vita, abbandonare il peccato e camminare nella luce della fede.

Nel cammino di conversione i Sacramenti sono indispensabili. Sarebbe impensabile camminare da soli, senza un guida spirituale, senza la fonte della grazia che è l’Eucarestia, senza unirsi in matrimonio davanti a Dio…

A questo proposito vi invito a leggere la storia della conversione di Bruno Cornacchiola alle tre Fontane, che sia d’ispirazione per tutti, specialmente per le parole che la Madonna gli ha rivolto apparendo: «Rientra nell’Ovile santo, l’eterno miracolo di Dio, dove Cristo posò la prima pietra, quel fondamento sulla roccia eterna, Pietro.» (12 aprile 1947)

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

“IO SONO CRISTIANO E AMO GESÙ SOPRA OGNI COSA” – Puntata 16

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 “IO SONO CRISTIANO E AMO GESÙ SOPRA OGNI COSA” – Puntata 15

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul cammino verso il Natale. Decima tappa: fai la revisione dei peccati commessi 

Cari amici,

il dono della pace è sicuramente la cosa più desiderabile che si possa avere sulla Terra.

Essere in pace con Dio e con se stessi ci consente di essere in pace anche con gli altri, di avere uno sguardo diverso verso il mondo, di guardare la vita con occhi nuovi.

“Gloria a Dio nell’alto dei Cieli
e pace in Terra agli uomini amati dal Signore”

Il Sacramento della Confessione è un evento di grazia, attraverso il quale il ministero del sacerdote ci rimette i peccati commessi per quanto gravi essi siano. Sono necessarie, però, due condizioni: il dolore e il proposito di non peccare più. Non c’è dolore senza proposito per cui questi due aspetti sono due facce della stessa medaglia.

Se non ci si accosta alla Confessione da tanto tempo, questa diventa occasione anche di “revisione” della propria vita e l’esame di coscienza diventa una valutazione della nostra situazione esistenziale davanti a Dio.

In genere questa revisione inizia con il rimorso della coscienza, che talvolta viene disattesa, tacitata, offuscata, giustificata.

La coscienza retta, che è la voce di Dio in noi, può essere manipolata e tacitata. Il risveglio della coscienza è il primo passo della conversione.

Nel tempo del risveglio della coscienza facciamo una revisione della nostra vita nella luce di Dio, mettiamo a fuoco la nostra vita di peccato, le nostre deviazioni, il nostro allontanamento da Dio. Davanti al Crocifisso, poi, ci pentiamo e ci impegniamo a fare una vita nuova e successivamente ci accostiamo al Sacramento della Confessione.

Questo lavorio interiore, questa revisione accurata e profonda, riguarda specialmente le persone che si accostano al Sacramento della Confessione dopo tanti anni. Questa revisione spirituale, la presentazione dei peccati alla Divina Misericordia, il pentimento e il dolore per il male commesso e l’impegno a non peccare più, sono le tappe che portano a una buona Confessione.

Chi è stato a Medjugorje ha ben presente le file di persone davanti ai confessionali. Lì talvolta le Confessioni durano anche molto perché probabilmente le persone che vanno in pellegrinaggio sono state toccate in qualche modo e hanno sentito il bisogno di fare questa revisione della propria vita. Tante, tantissime persone a Medjugorje ricevono questa grazia speciale. Quanti pellegrini hanno dato testimonianza di conversione e hanno deciso di cambiare vita dopo essere andati a Medjugorje.

Dopo la Confessione è bene fare un primo passo concreto verso la strada giusta. Solitamente il confessore suggerisce un impegno alla portata di chi si confessa, un proposito che si possa mantenere. Il primo passo verso la strada giusta è importantissimo.

Spesso ci si dimentica che il confessore è una persona esperta e saggia, oltre che spiritualmente preparata. È bene allora affidarsi anche nel chiedere consiglio su come intraprendere la vita nuova.

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